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(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore. n.305-320-322)

 

Poiché parlate voi al mio posto molte anime non sentono la mia voce.
Oh, se voi sapeste che cosa potete fare con il silenzio!

Credi tu che nella piccola Ostia dove sembra non faccia niente, io agisco?
Agisco con la mia immolazione alla volontà del Padre, agisco impercettibilmente, ma efficacemente, sulle anime!…

Molte anime che sono mie uniscono alla mia azione la loro allo stesso modo; non si vede nulla ed è la più potente azione.

Sono là, sì, io Gesù, con la mia divinità. Mi sono annientato affinché possiate assorbirmi, affinché la mia divinità penetri in voi e vi trasformi a vostra insaputa. Sono io che agisco. Non chiedo che il vostro consenso…

Sono là in un silenzio perfetto, in una pazienza perfetta. Senza parole attiro le anime. La mia voce è tanto delicata dentro di esse, poiché è fragile un’anima.

La tua voce, se cerchi di parlare di me, potrebbe coprire la mia…

Vale più il rispettoso silenzio che permette di ascoltarmi.

 

 

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore. n.305-320-322)

 

 

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La noia esistenziale, molto comune, penetra nelle profondità dell’anima e genera un malefico disincanto per tutto quello che vediamo o facciamo.

I motivi sono molteplici e spesso facciamo fatica ad individuarli, perché essa fa apparire inutile anche le cose che prima ammiravamo o eravamo intenzionati a realizzare.

In questo caso è necessario armarsi di molta pazienza e continuare, almeno per un po’, a darsi da fare per quello che avremmo voluto fare, anche se per noi risulta pesante.

Comunque è molto utile stimolare l’auto-consapevolezza, osservando in profondità il perché la mente prova questo tipo di noia. Inizialmente è molto faticoso, ma se ci abbandoniamo senza giudicarci, semplicemente osservando come funziona davvero la nostra mente, probabilmente riusciremmo a superare quei momenti.

Chi fortunatamente è credente, comunque, ha il vantaggio di poter invocare lo Spirito Santo, il quale, se davvero abbiamo fede, interviene sempre. Non ci abbandona e ci fa comprendere che quei momenti possono far crescere la nostra anima per vie misteriose che solo lui conosce.

 

 

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Esercitando la funzione mentale della “consapevolezza” si acquisisce la coscienza  di ciò che noi riteniamo il mondo “oggettivo”. Si è più o meno consapevoli dell’esistenza del dinamismo che giudichiamo esterno a noi, della sua complessità, delle relazioni tra le diverse entità, di molti fenomeni relativi alle cause ed agli effetti, della loro collocazione spazio-temporale ecc.

Esercitando in profondità “l’auto-consapevolezza”, invece, la nostra mente fa un salto qualitativamente importante rispetto alla semplice osservazione. In questo caso la mente non si occupa solo della fenomenologia che ritiene esterna al proprio io, ma del suo approccio mentale, del modo con cui osserva ed analizza i contenuti della coscienza.

Operazione, questa, non semplice, perché richiede coraggio, pazienza, costanza, acutezza mentale, disponibilità ad abbattere i propri pregiudizi, ad esplorare e scandagliare i principi base che strutturano il nostro modo di vedere, di osservare, di pensare, di giudicare.

Allorché, procedendo nella ricerca del nostro io più profondo, cominciamo ad accorgerci che il mondo non è quello che realmente pensavamo, allora l’esplorazione interiore ha un inizio che per analogia definirei “epistemologico”, Il quale potrebbe davvero rivoluzionare la nostra coscienza narcotizzata dall’abitudine e frastornata dai pregiudizi della cultura dominante.

Se riusciamo a scoprire davvero il nostro io più interiore, cambierebbero molte nostre abitudini perché comprenderemmo le varie distorsioni della realtà che il nostro dinamismo mentale applica inconsapevolmente.

In questo modo ci si avvia verso la vera libertà, la quale spiana la via che conduce alla Verità.

 

 

Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n.66

Ci si fa un’idea ingiusta di me. Mi si prende per un padrone che distribuisce i suoi favori a suo talento e che impone le sue volontà.

Hai capito che io non impongo nulla. Sono impotente davanti alla vostra libertà. Io mendico il vostro amore.
Guardami palpitante sopra la croce: ecco la mia regalità! Ho espiato per voi, ma non vi costringo a crederlo: Mostro la mia Passione, è eloquente?

Ed aspetto.

Ecco la mia divinità; una pazienza instancabile. Da secoli aspetto le anime. Mai le respingo. Chiedimi di conoscermi meglio.

Fa’ lo stesso della tua vita. Ripara; espia; ama senza nulla chiedere in ricambio; ed aspetta con pazienza che ti si ami anche. Non rifiutarti mai di fare favori.

Sono io che tu onori e servi delicatamente; ne ho tanto bisogno.

Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n.66

 

 

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Ti capita di pregare per ottenere qualcosa che ti sta a cuore, ma constati di non essere esaudito?

Non disperare se non ottieni subito quello che chiedi nella preghiera

Prova a pensare bene al tuo stato d’animo nel momento in cui preghi: hai davvero fiducia di ottenere quello che chiedi?

Devi sapere innanzitutto come chiedere: lo Spirito Santo, se invocato con tutto il cuore, ti fa comprendere la qualità della tua fiducia quando preghi.

Per poter agire in noi, Dio, nella sua infinita delicatezza e discrezione, ha bisogno della nostra fiducia perché Egli ci lascia il libero arbitrio ed agisce quando noi siamo convinti di lasciarlo agire liberamente.

A volte passano anche anni, tu preghi insistentemente e sembra non succedere niente. Invece il Signore sta preparando il terreno perché ti conosce alla perfezione, sa esattamente se la grazia che chiedi è opportuna e se può far progredire davvero la tua anima e quella per cui preghi.

Ci sono alcuni, i quali, ricevuta la grazia, smettono di pensare a Dio ed alla salvezza dell’anima.
Ricordiamoci sempre che davanti a Dio è molto più importante l’anima delle cose materiali, perché il nostro destino è vivere con Lui ed in Lui per l’Eternità.

Chiedi sempre l’aiuto dello Spirito Santo, perché noi non sappiamo nemmeno cosa e come chiedere. Egli ci illuminerà sicuramente!

 

 

 

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(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio Interiore, n. 29)

 

Dio solo “è”.

Io sono la tua vita. Comprendi ciò? T’accompagno come il tuo respiro, come il tuo alito, nell’anima tua.

Sono così vicino a te.
Sono io che ti induco alla pazienza, alla dolcezza, all’accettazione…

Chiedimi tutto; chiedimi ogni giorno, ogni mattino ciò che ti occorre per la tua giornata, per te e per tutti gli uomini.

È la mia gioia rispondere! Io rispondo sempre, ma la mia risposta è varia.

La comprenderesti meglio se sapessi vivere la fede.

 

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio Interiore, n. 29)

 

 

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La preghiera cristiana è pienamente umana: comprende la lode e la supplica. Infatti, quando Gesù ha insegnato ai suoi discepoli a pregare, lo ha fatto con il “Padre nostro”, affinché ci poniamo con Dio nella relazione di confidenza filiale e gli rivolgiamo tutte le nostre domande.

Imploriamo Dio per i doni più alti: la santificazione del suo nome tra gli uomini, l’avvento della sua signoria, la realizzazione della sua volontà di bene nei confronti del mondo.

Il Catechismo ricorda: «Nelle domande esiste una gerarchia: prima di tutto si chiede il Regno, poi ciò che è necessario per accoglierlo e per cooperare al suo avvento» (n. 2632).

Ma nel “Padre nostro” preghiamo anche per i doni più semplici e feriali, come il “pane quotidiano” – che vuol dire anche la salute, la casa, il lavoro; e pure l’Eucaristia, necessaria per la vita in Cristo –; così come il perdono dei peccati, e quindi la pace nelle nostre relazioni; e infine che ci aiuti nelle tentazioni e ci liberi dal male.

Chiedere, supplicare. Questo è molto umano. Ascoltiamo ancora il Catechismo: «Con la preghiera di domanda noi esprimiamo la coscienza della nostra relazione con Dio: in quanto creature, non siamo noi il nostro principio, né siamo padroni delle avversità, né siamo il nostro ultimo fine; anzi, per di più, essendo peccatori, noi, come cristiani, sappiamo che ci allontaniamo dal Padre. La domanda è già un ritorno a Lui» (n. 2629).

A volte noi possiamo credere di non aver bisogno di nulla, di bastare a noi stessi e di vivere nell’autosufficienza più completa. Ma prima o poi questa illusione svanisce. L’essere umano è un’invocazione, che a volte diventa grido, spesso trattenuto. L’anima assomiglia a una terra arida, assetata (cfr Sal 63,2).

Tutti sperimentiamo, in un momento o nell’altro della nostra esistenza, il tempo della malinconia, della solitudine. La Bibbia non si vergogna di mostrare la condizione umana segnata dalla malattia, dalle ingiustizie, dal tradimento degli amici, o dalla minaccia dei nemici.

A volte sembra che tutto crolli, che la vita vissuta finora sia stata vana. In queste situazioni apparentemente senza sbocchi c’è un’unica via di uscita: il grido, la preghiera: «Signore, aiutami!».

La preghiera apre squarci di luce nelle tenebre più fitte. Noi esseri umani condividiamo questa invocazione di aiuto con tutto il creato. Non siamo i soli a “pregare” in questo sterminato universo: ogni frammento del creato porta inscritto il desiderio di Dio.

San Paolo lo ha espresso in questo modo: «Sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente» (Rm 8,22-24).

In noi risuona il multiforme gemito delle creature: degli alberi, delle rocce, degli animali… Ogni cosa anela a un compimento.

Ha scritto Tertulliano: «Prega ogni essere creato, pregano gli animali e le fiere e piegano le ginocchia; quando escono dalle stalle o dalle tane alzano la testa al cielo e non rimangono a bocca chiusa, fan risuonare le loro grida secondo le loro abitudini. E anche gli uccelli, non appena spiccano il volo, van su verso il cielo e allargano le loro ali come se fossero mani a forma di croce, cinguettano qualcosa che pare preghiera» (De oratione, XXIX).

Dunque, non dobbiamo scandalizzarci se sentiamo il bisogno di pregare soprattutto quando siamo nella necessità.Dovremmo imparare a pregare anche nei tempi felici; ringraziare Dio per ogni cosa che ci è data, e non ritenere nulla come scontato o dovuto: tutto è grazia. Tuttavia, non soffochiamo la supplica che sorge in noi spontanea.

La preghiera di domanda va di pari passo con l’accettazione del nostro limite e della nostra creaturalità. … È difficile non credere nella preghiera: essa semplicemente esiste; si presenta a noi come un grido; e tutti quanti abbiamo a che fare con questa voce interiore che può magari tacere per lungo tempo, ma un giorno si sveglia e grida. Dio risponderà.

Non c’è orante nel Libro dei Salmi che alzi il suo lamento e resti inascoltato. La Bibbia lo ripete infinite volte: Dio ascolta il grido di chi lo invoca. Anche le nostre domande balbettate, anche quelle rimaste nel fondo del cuore.

Il Padre vuole donarci il suo Spirito, che anima ogni preghiera e trasforma ogni cosa. È questione di pazienza, di reggere l’attesa. Perfino la morte trema, quando un cristiano prega, perché sa che ogni orante ha un alleato più forte di lei: il Signore Risorto.

La morte è già stata sconfitta in Cristo, e verrà il giorno in cui tutto sarà definitivo, e lei non si farà più beffe della nostra vita e della nostra felicità.

(papa Francesco – 9 dicembre 2020)

 

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Dio è l’amico, l’alleato, lo sposo. Nella preghiera si può stabilire un rapporto di confidenza con Lui, tant’è vero che nel “Padre nostro” Gesù ci ha insegnato a rivolgergli una serie di domande.

A Dio possiamo chiedere tutto, tutto; spiegare tutto, raccontare tutto. Non importa se nella relazione con Dio ci sentiamo in difetto: non siamo bravi amici, non siamo figli riconoscenti, non siamo sposi fedeli. Egli continua a volerci bene. È ciò che Gesù dimostra definitivamente nell’Ultima Cena, quando dice: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi» (Lc 22,20). In quel gesto Gesù anticipa nel cenacolo il mistero della Croce.

Dio è alleato fedele: se gli uomini smettono di amare, Lui però continua a voler bene, anche se l’amore lo conduce al Calvario. Dio è sempre vicino alla porta del nostro cuore e aspetta che gli apriamo. E alle volte bussa al cuore ma non è invadente: aspetta. La pazienza di Dio con noi è la pazienza di un papà, di uno che ci ama tanto. Direi, è la pazienza insieme di un papà e di una mamma. Sempre vicino al nostro cuore, e quando bussa lo fa con tenerezza e con tanto amore.

Proviamo tutti a pregare così, entrando nel mistero dell’Alleanza. A metterci nella preghiera tra le braccia misericordiose di Dio, a sentirci avvolti da quel mistero di felicità che è la vita trinitaria, a sentirci come degli invitati che non meritavano tanto onore. E a ripetere a Dio, nello stupore della preghiera: possibile che Tu conosci solo amore? Lui non conosce l’odio. Lui è odiato, ma non conosce l’odio. Conosce solo amore. Questo è il Dio al quale preghiamo. Questo è il nucleo incandescente di ogni preghiera cristiana. Il Dio di amore, il nostro Padre che ci aspetta e ci accompagna.

Papa Francesco 14 maggio 2020

 

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Se senti in te odio, neutralizzalo con la forza dell’amore.

Se avverti che stai perdendo la pazienza, respira profondamente e pensa ai tuoi difetti.

Se ti accorgi che in te freme l’invidia, fermati a pensare ciò che hai e che altri non hanno.

Se in te fermenta l’orgoglio, pensa alla tua fragile essenza di fronte all’immenso Universo.

Se serpeggia in te la concupiscenza, pensa che ogni forma di piacere mondano svanisce presto.

Se sei inaridito dall’avidità e dall’avarizia, pensa che nulla in questa vita terrena é davvero nostro.

Se sei dominato dall’indifferenza sul senso della vita, osserva a fondo ogni forma di esistenza e cogli l’armonia del Creato…

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Riconoscere che la nostra esistenza è un dono completamente gratuito è doveroso per chiunque.

Purtroppo spesso passiamo ore e giorni senza nemmeno ricordarci di Colui che ci ha creati e che ci sta sostenendo in ogni secondo della nostra vita terrena. Senza Dio nessuno potrebbe esistere e continuare a vivere.

Ricordiamo che il Padre Celeste è molto attento al nostro cuore ed è mortificato dalla nostra indifferenza nei suoi confronti. Eppure Egli non smette mai di amarci. Egli ci guarda sempre con molta tenerezza, e non ci abbandona se ci allontaniamo da Lui con il peccato e con l’indifferenza.

Anzi, Dio continua a darci segni della sua benevolenza nell’attesa paziente di un nostro cenno di conversione e gratitudine.

La riconoscenza è il vero termometro della nostra spiritualità perché significa corrispondere all’amore di Dio per noi.

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Perché tante inutili preoccupazioni? Perché anticipare le sofferenze prima ancora che avvengano? Ciò moltiplica il dolore presente.

Se si desidera essere interiormente sereni è necessario relativizzare tutto ciò che ci procura disagio e cercare di comprendere davvero in profondità come funziona la nostra mente.

Se si è soggetti all’ira, ad esempio, soffermiamoci a capire il perché essa ha bisogno di fluire in modo così irruento dalla nostra psiche, ma senza lasciarci sommergere da essa. È anche per questo che la società diventa sempre più violenta: non riusciamo a controllare queste emozioni così aggressive e le trasmettiamo anche agli altri. Soffermandoci a riflettere possiamo rompere questa catena.

La stessa cosa vale per l’invidia: perché invidiamo il prossimo? Se riusciamo a comprendere i concatenamenti interiori che provocano questo sentimento che riteniamo “negativo”, siamo già a buon punto nel nostro cammino evolutivo, anche se solo all’inizio.

Osserviamo la nostra aggressività, la nostra invidia e tutti gli altri sentimenti con coraggio. Anche se non riusciamo a sconfiggere subito le negatività che essi comportano nei rapporti umani e con se stessi, perseveriamo nella nostra osservazione, indaghiamo con pazienza senza avere l’ossessione di ottenere chissà quali risultati subito.

I risultati verranno da soli, quando abbiamo cominciato a comprendere..

 

 

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Quando preghiamo e facciamo delle richieste specifiche, ma buone, al Padre nel nome di suo Figlio, non dubitiamo nemmeno per un istante e vedremo che prima o poi saranno esaudite.

Non dobbiamo stare lí a pensare se siamo degni o no di essere esauditi. Il Padre dona gratuitamente e nessuno deve ritenersi degno di ricevere qualcosa.

Chi é genitore lo sa bene questo: quando il figlio gli chiede qualcosa lo ascolta e cerca di esaudirlo perché lo vuole vedere contento, anche se spesso é un po’ ingrato ed egoista.

Il Padre Celeste é infinitamente più benevolo verso le sue creature e non può fare a meno di esaudirle.

Basta avere fiducia, abbandono e pazienza, perché i tempi e i ragionamenti di Dio non sono i nostri… 

 

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Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sono un dono per vivere consapevolmente il presente e glorificare il Creatore con il nostro amore fatto di pazienza, disinteresse personale, pentimento, il quale ci avvicina sempre di più alla divinizzazione finale.

Sarà proprio in quella dimensione che comprenderemo meglio che la vita terrena é stata un’ottima occasione per unire i nostri poveri meriti a quelli di Cristo.

Infatti nell’aldilá non si potrà più meritare, ma solo godere la beatitudine divina per l’Eternitá….

 

 

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Signore Gesù Cristo, grazie perché ti sei degnato di abitare nel mio cuore.

Tu, l’Uomo- Dio, sei davvero in me e speri con me la mia salvezza eterna.

Penso alla mia miseria, ma anche alla tua strabiliante Misericordia! Tu sei Colui mediante il quale tutto è stato creato nei Cieli e sulla terra, dalle lontanissime galassie, agli oceani ed ogni essere vivente.

Hai creato i potenti della terra e la gente “comune” come noi. Ma per te nessuno è “comune”, tutti ai tuoi occhi siamo speciali, perché sei l’Amore e in ognuno di noi si manifesta la tua gloria in modo particolare.

Tu, o Signore che ora abiti in me, sorreggi l’Universo insieme a tutti noi. Una tua parola e tutto può cambiare, la tua Onnipotenza non ha limiti. Nessuno può resistere al tuo volere. Tu hai il potere di decidere l’ora ed il modo di prenderci con te in Cielo.

Ma tu, che sai tutto, desideri che ognuno di noi diventi amore come tu sei amore, per cui attendi pazientemente il momento opportuno. Grazie, Signore.

Che la tua gloria venga riconosciuta da tutti già su questa terra, come ora lo è già nei Cieli, dove tutto è molto più chiaro.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

 

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10° capitolo

Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse:”Va’ a lavarti nella piscina di Siloe…” Questi andò, si lavò e tornò che ci vedeva.(Gv.1,41)

E’ Lui che ci fa vedere. Usa i mezzi più umili ed intimi. Sputare per terra e fare del fango per poi spalmarlo sugli occhi è un gesto che immediatamente ci ripugna. Come spesso ci ripugna la realtà che osserviamo fuori e dentro di noi. Per capire il gesto di Gesù bisogna considerare che nulla di quello che fa è casuale. Ogni più piccolo gesto ha un senso.

La saliva è prodotta dal corpo stesso. Il suo compito è quello di sciogliere le sostanze alimentari solubili , rendere viscidi gli alimenti masticati per favorirne la deglutizione ed iniziare i processi digestivi degli idrati di carbonio mediante la ptialina. La terra rappresenta il nostro emergere dalla molteplicità, l’umiltà della nostra condizione di creature fatte di fango, polvere. Solo Lui può elevarci da questa misera condizione: la nostra superficialità e dispersività non ci consente di assimilare le cose terrene e quotidiane.

La sua saliva rende la terra “fango”, il quale, rispetto alla polvere ha un’unità intrinseca ed è per questo più plasmabile. Posto sugli occhi il fango rappresenta la visione delle cose nella loro unità, nella loro essenza. Solo lo Spirito può condurre ai livelli evolutivi più alti: il fango deve essere asportato attraverso l’acqua della piscina di Siloe, simbolo dell’azione salvifica dello Spirito. Gesù, Figlio di Dio, ci conduce dalla cecità iniziale legata alla visione frammentaria della realtà molteplice, alla visione unitaria dello Spirito. E lo fa gradualmente, con infinita pazienza, attraverso i numerosissimi attimi della nostra vita quotidiana.

Attimi terreni di polvere, di fango e di acqua.
L’uomo così purificato ha la possibilità di vedere Dio…una visione così diversa da quella che si immagina che è impossibile trovare paragone, similitudine, analogia o metafora più adatta. Ma si comincia a vederlo già da questa vita terrena.
Noi pensiamo sempre che Dio opera prodigi e miracoli. Ed è vero.

Ma applicando una certa logica legata alla reciprocità ( siamo destinati a diventare simili a Lui), anche Dio si stupisce dei nostri prodigi. Quali sono? Sono le scoperte che facciamo della sua “gratuità” e della sua benevolenza fino a decidere per Lui. E’ una decisione a volte miracolosa perché vince la nostra forza di gravità e ci inoltriamo nel Regno dell’Amore puro diventando altri dèi. Egli assiste al miracolo di vederci diventare simili a Lui per godere della sua infinita beatitudine. Un Dio che ama deve per forza agire così: gioire e godere per la creatura che progredisce nell’amore!

L’amore richiede pazienza. Il cieco nato avrebbe potuto ottenere la vista dal Signore immediatamente, senza quello strano rituale del fango. Invece Gesù si serve dell’azione (spalmare il fango insalivato sugli occhi) per farci capire che richiede anche la nostra collaborazione.
“Sono infinitamente povero anche quando sto operando bene; non conoscere la radice delle nostre intenzioni è uguale a essere ciechi e usare esplosivo inconsciamente” (Albino p.148)
Lo Spirito ci aiuta a capire molte intenzioni nascoste dalla nostra cecità. Intenzioni che nascondiamo soprattutto a noi stessi per paura di vederci così come siamo, con le nostre grettezze e i nostri miserabili tornaconti. Non riusciamo a sopportarci così come siamo : meno male che l’amore di Dio è infinito!

Allora vennero i farisei…chiedendogli un segno dal cielo…Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: Perché questa generazione chiede un segno? (Lc.8,11)
Molti si pongono la questione dell’esistenza di Dio.Stupisce la loro incredulità ed la scarsa informazione religiosa . Si prova un misto di tenerezza e di compassione. Le menti vengono spesso traviate e manipolate da convinzioni molto pregiudiziali. Forse uno dei traviamenti più comuni consiste nell’associare l’idea di Dio all’idea distorta di “miracolo”. Per molti il miracolo è qualcosa di sensazionale, emotivamente travolgente. E si dimentica il grande miracolo della Creazione.

Proviamo ad alzare un dito della mano : in questo momento è avvenuta una cosa incredibile, perché la nostra stessa volontà, legata alla coscienza, ha causato un’operazione molto semplice ma anche terribilmente complessa. Miliardi di atomi, quelli che compongono le cellule del dito, hanno subito un enorme spostamento rispetto alla loro dimensione…Tanti sono convinti che non è un prodigio, ma una cosa normale!
Cosa vuole dire normale? Un atto che viene ripetuto migliaia di volte da milioni di persone è normale?
Forse dobbiamo rivedere il concetto di “normalità”. Una coscienza “superficiale” dichiara “normale” tutto ciò che appare ai suoi occhi. Se riflette un po’ più in profondità intuisce che il concetto “normale” ha per lui il valore semantico di “banale”.

Troppe “banalità” sono state sottovalutate. Per ogni coscienza attenta, nulla invece è banale. Nulla. Tutto è intriso di straordinarietà. Ogni esistenza è straordinaria ed eccezionale perché nulla nel mondo fenomenico è replicabile in identica quantità e qualità. L’identità è tale solo nel pensiero. Un’identità ontologica sarebbe una vera rarità. Il fenomeno più straordinario di tutti. Com’è straordinario il sole che sorge e tramonta puntualmente ogni giorno dell’anno.

E la luna con le sue fasi. E gli astri con le loro complesse leggi gravitazionali. Il macrocosmo così spaventosamente immenso e il microcosmo così misteriosamente complesso sono straordinari. Il nostro corpo è il più straordinario di tutti perché non è solo un agglomerato di cellule e tessuti, ma contiene la psiche e l’anima. Non è forse straordinario che noi possiamo compiere infiniti atti di volontà tramite un sistema biologico e psicologico così unici e complessi? Perché non intravediamo la straordinarietà del nostro mondo interiore ed esteriore? Non è fantastica la possibilità di diventare virtualmente interpreti di situazioni così inverosimili all’infinito quali quelle che troviamo nella nostra immaginazione e nei sogni?

Per leggere l’11° capitolo cliccare:

Il mio egoismo, il Suo amore

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron