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MADRE INCOMPARABILE

Io so bene, o Vergine piena di grazia,

che a Nazaret tu sei vissuta poveramente,

senza chiedere nulla di più. 

Né estasi, né miracoli, né altri fatti straordinari

abbellirono la tua vita, o Regina degli eletti.

Il numero degli umili, dei piccoli,

è assai grande sulla terra: essi possono

alzare gli occhi verso di te senza alcun timore.

Tu sei la madre incomparabile 

che cammina con loro per la strada comune,

per guidarli al cielo.

O Madre diletta, in questo duro esilio

io voglio vivere sempre con te
 e
seguirti ogni giorno. 

Mi tuffo rapita
 nella tua contemplazione e scopro

gli abissi di amore del tuo cuore.

Tutti i miei timori svaniscono
 sotto il tuo sguardo materno

che mi insegna a piangere e a gioire.

(Santa Teresa di Lisieux)

 

 

 

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Impariamo da Santa Teresa di Lisiuex: quando comprese da un segno particolare come l’emottisi che sarebbe andata presto a raggiungere il suo Sposo, ella esultò di gioia.

Come mai gran parte di noi, invece, viviamo preoccupati ed abbiamo paura di qualsiasi cosa perché temiamo possa troncare le nostre vite terrene?

Se ci crediamo la nostra vita non si annulla ma viene trasformata nella gloria di Dio.

Chi gioisce per la venuta del Signore, vive meglio questa dimensione terrena perché si abbandona completamente in Lui. In Lui è il nostro Paradiso e siamo destinati alla vita eterna in Cristo.

Invece di dire: “vieni il più tardi possibile”, dovremmo desiderare ardentemente la venuta del nostro Signore: qui dimostreremmo la nostra vera fede, perché crediamo fermamente nell’infinita misericordia divina, viviamo distaccati da questo mondo ed attendiamo operosamente con certezza il Regno di Dio nella sua pienezza.

 

 

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Dal libro “COME CI VEDONO DALL’ ALDILÀ” (prima parte del capitolo sulla santa)

Era stata faticosa quella prima giornata di ottobre per Luca. Prima del Vespro si ritirò nella sua cella e cominciò a leggere alcuni brani della “Storia di un’Anima”, l’autobiografia di Santa Teresa di Lisieux che non abbandonava mai. Ricorreva la sua festa e voleva onoraria riflettendo sul suo messaggio.

Improvvisamente un’insolita armonia lo distolse da quella lettura. Non capiva da dove provenisse. Poi intravide un lunghissimo corteo di candide anime giubilanti che avanzava da nubi luminose.
Dall’armonioso corteo si staccò improvvisamente una bambina che si avvicinò a Luca continuando a disseminare petali di rosa lungo il suo cammino.

Il suo volto infantile era radiante ed in esso il veggente riconobbe subito quello di Teresina di Lisieux.

 

– Santa Teresina di Lisieux…Sei proprio tu? La “Santa delle rose”?

– Si Luca. Sono io: sono la bambina del Padre Creatore che così mi ha predestinata per sua grazia

— Teresina…da quando cominciai a leggere “Storia di un’anima” capii subito che tu saresti stata il mio angelo custode. Non avrei mai pensato che la piccola via che tu suggeristi avrebbe potuto condurre nelle alte vette della contemplazione!

1) Iddio, nella sua infinita misericordia, m’ha destinata a spianare la strada ai numerosi piccoli che come te non avrebbero mai potuto intraprendere la difficilissima via della croce. Si…la santità non è un privilegio di pochi! Ogni uomo è destinato ad essere santo. “Siate perfetti…come perfetto è il Padre mio che è nei Cieli.

– Provo una gioia immensa nel vederti così glorificata…

2) La mia unica preoccupazione è stata la volontà del mio Signore e la mia mio che è nei cieli” !
La mia vera attività spirituale consisteva nel desiderare la salvezza delle anime”

– Teresina…leggo spesso i tuoi manoscritti che mi aiutano a capire certe cose pratiche della vita spirituale. Tu fin dall’infanzia sentivi chiaramente che Iddio ti chiamava al monastero. Aiutami a capire qual’è la mia chiamata…

3) Luca…non credere che il monastero sia stato per me un luogo di delizie terrene. Dio solo sa quello che ho sofferto. Ma io desideravo proprio soffrire per poter amare meglio il mio sposo…

– Perdonami le mie domande insensate, ma ho tanto bisogno di luce! Spesso il monastero mi sembra un luogo così inutile…un rifugio per chi è debole e non sa affrontare le realtà della vita… ma poi mi ravvedo… soprattutto
quando leggo i tuoi manoscritti! Quale utilità ha avuto per la tua salvezza?”

4) Enorme, Luca, enorme. vedi…io sono stata allevata in una famiglia che mi poneva sempre al centro dell’attenzione e tutti i familiari avevano mille riguardi nei miei confronti.
Ero vezzeggiata e amata, soprattutto dopo l’entrata in monastero della mia sorellina Maria. Ebbi la grande grazia, durante una grave malattia, di ricevere il sorriso della Madonna e guarii miracolosamente.
Da allora sono sempre stata assillata dal desiderio di piacere al mio buon Padre e ho subito pensato al monastero come palestra spirituale.
In quel luogo il mio unico pensiero era rivolto solo alla Fonte della santità. Non credere che io vivessi come un angelo incorporeo…sono sempre stata terribilmente tentata contro la fede e le mie consolazioni spirituali erano ben poche.
Spesso mi chiedevo: mi sono privata delle consolazioni famigliari ed ora non ho neanche quelle spirituali…c’era da impazzire! Ma non ho mai desiderato di uscire da quella situazione perchè sapevo che il Regno dei Cieli è fatto per i “violenti” e che solo abbracciando la croce si può diventare fratelli di colui che l’ha subita per amore nostro!

– Ma…come hai potuto superare momenti cosi terribili?

5) Lo Spirito non abbandona mai colui che lo serve e al momento opportuno concede sempre le luci necessarie per superare i momenti più bui! Mi rendevo conto di essere piccola e fragile. Ma mi sosteneva la coscienza dell’infinito amore misericordioso del Signore. Nulla di ciò che esiste è inutile: Dio ha creato il leone e l’agnello, la balena e il pesciolino. In un prato coesistono i gigli e i tulipani ma anche le umili pratoline…mi sentivo una pratolina che il buon Creatore non disdegnava di guardare. Se l’amore di Dio è infinito, inimmaginabile, fuori dalla nostra percezione, allora nulla disprezza di ciò che ha creato. E allora ho cominciato ad accettare la mia piccolezza e gli ho offerto tutta la mia fragilità.

— Sono cose molto belle, sublimi…ma…il loro pericolo consiste nel bloccare l’azione…nell’adagiarsi…

6) Oh…non in questo senso…no…Lo Spirito mi poneva di fronte alla realtà, alla mia personale realtà. Ognuno deve conoscere i suoi reali limiti. Quante volte mi contristavo per questo…e quanti scrupoli mi assillavano! Avrei
voluto imitare la mie sorelle missionarie e tutte coloro che operavano in giro per il mondo. Ma intuivo che il mio posto era li…nel cuore della Chiesa!
Come in un corpo tutti gli organi hanno la loro funzione, nel corpo della Chiesa mi sentivo una fibra del suo cuore. La mia vocazione era l’amore nascosto soltanto agli occhi del mondo e a me stessa. Desideravo amare Dio soltanto e tutti in Lui. E per lui avrei accettato qualsiasi situazione rinunciando alla grande platea del mondo piena di insidie mortali per il mio fragile spirito.
E alla fine della mia breve vita riuscii ad entrare in questo dolce abbandono. Dio misericordioso mi ha presa tra le braccia e mi ha posta dove ha creduto opportuno mettermi.
Non potevo avere paura di Colui che amavo più di me stessa.Ora sono infinitamente ricambiata.
Tu sapessi quanta beatitudine procurano le sofferenze terrene…non desideri altro quando esse costituiscono un’ottima occasione per amare il Creatore!

– Quindi…non ti sei mai pentita del monastero! Come vorrei avere i tuoi sentimenti!”

 

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Anche Santa Teresa di Lisieux è tra le sante più venerate in Friuli. La sua immagine è spesso presente in moltissime chiese.

nata ad Alençon (Francia), 2 gennaio 1873 – Lisieux,
1° ottobre 1897

Sensibilissima e precoce, fin da bambina decise di dedicarsi a Dio. Entrò nel Carmelo di Lisieux e nel solco della tradizione carmelitana scoprì la sua piccola via dell’infanzia spirituale, ispirata alla semplicità e all’umile confidenza nell’amore misericordioso del Padre. Puosta dalla vocazione contemplativa nel cuore della Chiesa, si aprì all’ideale missionario, offrendo a Dio le sue giornate fatte di fedeltà e di silenziosa e gioiosa offerta per gli apostolo del Vangelo. I suoi pensieri, raccolti sotto il titolo Storia di un’anima, sono la cronaca quotidiana del suo cammino di identificazione con l’Amore. Con San Francesco Saverio è patrona delle missioni.

Patronato:Missionari, Francia

Etimologia: Teresa = cacciatrice, dal greco; oppure donna amabile e forte, dal tedesco

Emblema: Giglio, Rosa

Si arrampica a Milano sul Duomo fino alla Madonnina, a Pisa sulla Torre, e a Roma si spinge anche nei posti proibiti del Colosseo. La quattordicenne Teresa Martin è la figura più attraente del pellegrinaggio francese, giunto in Roma a fine 1887 per il giubileo sacerdotale di Leone XIII. Ma, nell’udienza pontificia a tutto il gruppo, sbigottisce i prelati chiedendo direttamente al Papa di poter entrare in monastero subito, prima dei 18 anni. Cauta è la risposta di Leone XIII; ma dopo quattro mesi Teresa entra nel Carmelo di Lisieux, dove l’hanno preceduta due sue sorelle (e lei non sarà l’ultima).

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I Martin di Alençon: piccola e prospera borghesia del lavoro specializzato. Il padre ha imparato l’orologeria in Svizzera. La madre dirige merlettaie che a domicilio fanno i celebri pizzi di Alençon. Conti in ordine, leggendaria puntualità nei pagamenti come alla Messa, stimatissimi. E compatiti per tanti lutti in famiglia: quattro morti tra i nove figli. Poi muore anche la madre, quando Teresa ha soltanto quattro anni.
In monastero ha preso il nome di suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, ma non trova l’isola di santità che s’aspettava. Tutto puntuale, tutto in ordine. Ma è scadente la sostanza. La superiora non la capisce, qualcuna la maltratta. Lo spirito che lei cercava, proprio non c’è, ma, invece di piangerne l’assenza, Teresa lo fa nascere dentro di sé. E in sé compie la riforma del monastero.

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Trasforma in stimoli di santificazione maltrattamenti, mediocrità, storture, restituendo gioia in cambio delle offese.
E’ una mistica che rifiuta il pio isolamento. La fanno soffrire? E lei è quella che “può farvi morir dal ridere durante la ricreazione”, come deve ammettere proprio la superiora grintosa. Dopodiché, nel 1897 – giusto cent’anni fa – lei è già morta, dopo meno di un decennio di vita religiosa oscurissima. Ma è da morta che diviene protagonista, apostola, missionaria.
Sua sorella Paolina (suor Agnese nel Carmelo) le ha chiesto di raccontare le sue esperienze spirituali, che escono in volume col titolo Storia di un’anima nel 1898.

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Così la voce di questa carmelitana morta percorre la Francia e il mondo, colpisce gli intellettuali, suscita anche emozioni e tenerezze popolari che Pio XI corregge raccomandando al vescovo di Bayeux: “Dite e fate dire che si è resa un po’ troppo insipida la spiritualità di Teresa. Com’è maschia e virile, invece! Santa Teresa di Gesù Bambino, di cui tutta la dottrina predica la rinuncia, è un grand’uomo”.
Ed è lui che la canonizza nel 1925.
Non solo. Nel 1929, mentre in Urss trionfa Stalin, Pio XI già crea il Collegio Russicum, allo scopo di formare sacerdoti per l’apostolato in Russia, quando le cose cambieranno. Già allora. E come patrona di questa sfida designa appunto lei, suor Teresa di Gesù Bambino.

Autore: Domenico Agasso

Santa Teresa è anche “dottore della chiesa”

La via dell’infanzia spirituale

“Ho trovato il mio cielo nella santa trinità che m’alberga nel cuore, prigioniera dell’amore. Là, contemplando il mio Dio, gli ripeto sicura che voglio amarlo e servirlo sempre, senza scampo… ”

“…per essere istruiti nei segreti della perfezione, occorre essere poveri in spirito…”

“…l’onnipotente ha fatto grandi cose nell’anima di colei che è figlia della sua divina Madre, e la più grande è di averle mostrato la sua piccolezza, la sua impotenza…”

Nella sua breve e travagliata esistenza Teresa maturò la dottrina spirituale nota come “piccola via”, un programma ascetico accessibile a tutti i cristiani, anche ai più semplici. La “piccola via” è fatta di confidenza e di abbandono filiale tra le braccia di Dio e si oppone alla più frquentata “grande via”, quella di chi ricerca meriti e si compiace di se stesso dimenticandosi di Dio Padre. Nel concetto teresiano dell’infanzia spirituale si intrecciano coscienza della propria piccolezza e senso della inesauribile misericordia di Dio, capace di colmare tutte le mancanze e di “trasformare il nulla dell’uomo in fuoco”
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PREGHIERA ALLO SPOSO DIVINO

S. Teresa di Gesù Bambino la scrisse per sé in occasione della Sua professione religiosa e ne portò l’autografo sul cuore per tutto quel giorno.

O Gesù, mio Sposo divino! che io non perda mai la seconda veste del mio battesimo! prendimi prima che commetta la più leggera colpa volontaria. Che io non cerchi e non trovi mai se non te solo, che le creature siano un niente per me e che io sia un niente per loro, ma tu, Gesù, sii tutto!

Che le cose della terra non possano mai turbare la mia anima, che niente turbi la mia pace. Gesù, non ti domando che la pace, ed anche l’amore, l’amore infinito senza altro limite che te, l’amore per cui non sia più io, ma te, o Gesù! Gesù, che per te io muoia martire, il martirio del cuore o del corpo, o piuttosto tutti e due!

Concedimi di adempiere ai miei voti in tutta la loro perfezione e fammi comprendere che cosa dev’essere una sposa per te. Fa che io non sia mai di peso alla comunità, ma che nessuno si occupi di me, che io sia considerata come qualcosa da calpestare, dimenticata come un granellino di sabbia tuo, o Gesù! Che la tua volontà si compia in me perfettamente, che io raggiunga il posto che tu sei andato avanti a me a prepararmi.

Gesù, fa che io salvi molte anime, che oggi neppure una sia dannata e che tutte le anime del purgatorio siano liberate. Gesù, perdonami se dico cose che non si devono dire: io non voglio che rallegrarti e consolarti!

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron