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Tutti sappiamo che prima o poi si deve porre fine a questa vita terrena. Nessuno sfugge…

Chi ha avuto la fortuna di aver superato i 70 anni, ad esempio, ha la probabilità di essere piú vicino alla meta finale di quelli più giovani, meta che consiste nell’incontro con il Signore per rimanere con Lui in eterno.

Se questi, invece, vive continuamente nella paura di dover lasciare questo mondo, é come morto perché é sempre triste e senza speranza.

Chi invece non vede l’ora di raggiungere il Signore vive gioiosamente ogni istante, perché non ha paura della morte, é piú libero interiormente e vede la vita più in profondità.

Beato chi ha questa fede: bisogna chiederla continuamente allo Spirito Santo!

 

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Diceva Gesù a sr. Maria della Trinità:

“Presto passa questa vita. È una grazia che ti lasci ancora vivere quaggiù”.

 

È una grazia del Signore se vediamo la luce del nuovo giorno.

È una grazia del Signore l’essere in salute.

È una grazia del Signore affrontare e superare le prove della vita in Lui, le quali ci purificano.

È una grazia del Signore la nostra famiglia ed i nostri amici

È una grazia del Signore abitare in una casa ed avere i beni per poter vivere

È una grazia del Signore la natura circostante

È una grazia del Signore l’essere perdonati quando ci pentiamo dei nostri peccati

È una grazia del Signore poter partecipare all’Eucaristia

È una grazia del Signore l’essere nelle sue grazie.

È una grazia del Signore poter morire tra le sue braccia misericordiose per vivere in Lui eternamente…

 

 

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Chi di noi sa cosa succederà in realtà tra un’ora?

Se ci pensiamo bene ci sono per tutti grandi probabilità di morire entro un’ora od un minuto, perché nessuno conosce il proprio futuro con certezza.

Siamo sospesi in uno spazio pieno di incognite (meteoriti, raggi cosmici, esplosioni stellari, mutamenti improvvisi degli equilibri interplanetari ecc)

Viviamo su una terra con altissime probabilità di eventi catastrofici (terremoti,nubifragi,esplosioni vulcaniche, incendi ecc)

La nostra società è spesso imprevedibile (violenze, guerre di ogni tipo ecc.)

Il nostro corpo, fragilissimo, è soggetto ad incidenti, malattie fulminanti ecc..

Ecco perché dobbiamo essere sempre pronti: “Non sappiamo né il giorno, né l’ora”

 

 

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Siamo inabissati in una molteplicità enorme, tra microcosmo e macrocosmo. Una molteplicità che tende in qualche modo all’Unità.

Il nostro corpo è unico, eppure è composto da uno sterminato numero di elementi in continua evoluzione. Elementi che si interscambiano con quelli dell’ambiente. Una molecola interna, finito il suo compito, ritorna nell’ambiente esterno ed altre entrano nel nostro corpo. Un fluire incessante, massiccio, ma noi ce ne accorgiamo ben poco.

Miliardi di atomi che mutano strutturalmente  in seguito a reazioni biochimiche. Eppure continuiamo ad avere l’idea del sé nella nostra unità cosciente. Unità che diventerà perfetta solo nell’altra dimensione.

Morire significa distaccarsi dal molteplice: per questo motivo si muore in ogni istante perché ogni istante è un distacco spazio-temporale.

Non abbiamo più lo stesso corpo dell’istante precedente e nemmeno lo stato di coscienza di un istante prima.

Muta il nostro “esserci nel mondo” e muta in qualche modo la nostra percezione del mondo, in base allo stato di coscienza che accogliamo in noi…

 

 

 

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Siamo inabissati in una molteplicità enorme, tra microcosmo e macrocosmo. Una molteplicità che tende in qualche modo all’Unità.

Il nostro corpo è unico, eppure è composto da uno sterminato numero di elementi in continua evoluzione. Elementi che si interscambiano con quelli dell’ambiente.

Una molecola interna, finito il suo compito, ritorna nell’ambiente esterno ed altre entrano nel nostro corpo.

Un fluire incessante, massiccio, ma noi ce ne accorgiamo ben poco. Miliardi di atomi che mutano strutturalmente  in seguito a reazioni biochimiche.

Eppure continuiamo ad avere l’idea del sé nella nostra unità cosciente. Unità che diventerà perfetta solo nell’altra dimensione.

Morire significa distaccarsi dal molteplice: per questo motivo si muore in ogni istante perché ogni istante è un distacco spazio-temporale.

Non abbiamo più lo stesso corpo dell’istante precedente e nemmeno lo stato di coscienza di un istante prima.

Muta il nostro “esserci nel mondo” e muta in qualche modo la nostra percezione del mondo, in base allo stato di coscienza che accogliamo in noi…

 

 

 

 

 

 

 

Un sano modo di vivere è quello di prendere consapevolezza del rischio di morire che abbiamo in ogni momento della nostra vita terrena. Naturalmente ciò non deve indurre all’angoscia, altrimenti è controproducente. Il tutto deve essere supportato dalla fede.

Per cui è bene:

1) Riflettere sulla morte improvvisa di persone, anche più giovani di noi, di nostra conoscenza (incidenti o malori)

2) Pensare all’esistenza di migliaia di malattie pericolose e da cui, per ora, siamo immuni.

3) Considerare l’ambiente fisico in cui viviamo: ci sono agenti esterni di ogni tipo che potrebbero porre fine alla nostra vita terrena (terremoti, nubifragi, meteoriti ecc.

4) Informarsi bene sugli eventi cosmici più importanti (radiazioni di raggi dallo spazio, spostamento dell’asse terrestre, macchie solari,asteroidi ecc.)

5) Considerare bene i nostri anni di vita trascorsa consapevoli dei numerosi rischi che abbiamo superato.

Come mai siamo ancora in vita? Chi ci sta sorreggendo?

Per chi ha fede queste considerazioni potrebbero rinforzarla: noi siamo continuamente protetti dall’amore divino della SS. Trinità, senza il quale nulla potrebbe sussistere.

Ogni istante della nostra vita è davvero un miracolo.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO

PIAI GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

 

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V di Quaresima Gv 12,20-33

 p. Ermes Ronchi

Vogliamo vedere Gesù.

Grande domanda dei cercatori di sempre, domanda che è mia. Ed è per questa stessa domanda che anche noi siamo qui, stamattina.

Risposta sorprendente. Invece di dire: venite e vedete, come altre volte ha fatto, Gesù risponde per immagini, che chiedono occhi profondi.

La prima: se volete vedere me, guardate il chicco di grano.

E la seconda: “se volete vedere/capire davvero guardate la croce”, quando sarò innalzato attirerò tutti a me…

Il chicco di grano e la croce, due immagini per sintesi umile e vitale di Gesù.

Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.

Una frase difficile, e perfino pericolosa se capita male. perché può legittimare una visione doloristica e infelice della religione. Ma leggiamola con attenzione. Dove cade l’accento del discorso? Qual è il verbo principale della frase?

Noi siamo colpiti subito, suscita emozione immediata, l’espressione: se non muore, se muore. Il velo della morte pare oscurare tutto il resto, ma è la distorsione di una lettura solo emotiva.

E invece No. Il verbo principale verso cui tutto converge è: produce, porta molto frutto. “Se il chicco non muore” è una frase subordinata, con le condizioni perché lo scopo principale si realizzi, il chicco possa produrre molto frutto. L’accento non è sulla morte, ma sulla vita.

Gloria di Dio non è il morire del chicco, ma il molto frutto.

Al centro del brano è posta una promessa di fecondità.

 

Osserviamo un granello di frumento, un qualsiasi seme: sembra un guscio secco, spento e inerte, in realtà è una piccola bomba di vita. Caduto in terra, il seme non marcisce e non muore, altrimenti non succede niente, sono metafore temporanee, allusive.

Se guardi dentro il chicco, il cuore è costituito dal germe, il nucleo intimo e vivo da cui germoglia la spiga. Tutto ciò che è attorno al germe serve come suo nutrimento.

Nella terra non sopraggiunge la morte del seme, ma un lavorio infaticabile e meraviglioso, che è una donazione continua, ininterrotta: la terra dona i suoi elementi minerali preziosi, il chicco dona al germe il suo nutrimento, come una madre offre al bimbo il suo seno. E quando il chicco ha dato tutto, il germe si lancia verso il basso con le radici e poi verso l’alto con la punta fragile e potentissima delle sue foglioline.

Allora sì che il chicco muore, ma nel senso che la vita non gli è tolta, ma trasformata in una forma di vita più evoluta e potente.

Non sono due cose diverse il chicco e il germe. Sono la stessa cosa.

Tutto insieme, chicco e germe, si trasformano in più vita, in molto frutto, per un processo di donazione!

Quello che il bruco chiama fine del mondo tutti gli altri chiamano farfalla.

Il bruco muore alla vita di prima, ma vive in una forma più alta; è sempre lui, ma non striscia più, vola.

 

Continua Gesù con ancora parole difficili:

chi ama la propria vita la perde

e chi odia la propria vita in questo mondo,

la conserverà per la vita eterna.

Nella mentalità ebraica parlare di odio/amore ha il significato di preferire o meno. E si traduce così:

Chi ama la vita, cioè chi pensa solo a se stesso, chi preferisce l’interesse personale a tutto il resto…, essere così attaccati al proprio interesse è distruggersi, viene il momento in cui Narciso si toglie da sé la vita, niente più lo soddisfa.

Chi odia la proprio vita, la conserverà. Significa: chi guarda al di fuori di sé, chi dice “prima vieni tu e dopo io”, come fa ogni innamorato: preferisco che viva tu. Come fa il chicco con il germe. Chi si spende per un sogno di bene comune,

La conserva, Per la vita eterna. E qui vediamo che la vita eterna è già iniziata, già data, da conservare, non un premio al futuro, ma una possibilità presente.

Chi vive così, come fa il chicco di frumento, ha in sé una qualità della vita capace di non morire, di superare la morte, di moltiplicare la vita attorno a sé, fa cose che meritano di non morire, ha in sé una vita indistruttibile, la vita risorta.

Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo donato agli altri.

Sulle colonne dell’avere alla fine troveremo solo ciò che abbiamo perduto per amore di qualcuno.

 

La seconda immagine dell’auto-presentazione di Gesù è la croce: quando sarò innalzato attirerò tutti a me.

Germoglio di vita che si innalza sul campo della morte. Io sono cristiano per attrazione, lo siamo tutti. Il cristianesimo ha al suo centro non quello che io faccio per Dio, ma quello che Dio fa per me.

Io non sono cristiano perché amo Dio,

ma perché credo che Dio mi ama!

C’è una bella notizia da passarci, tanti uomini e tante donne del nostro tempo hanno il desiderio di vedere Gesù, non sempre frequentano chiese e parrocchie, eppure sono affascinati da qualcosa che Gesù sa dare e nessun altro è in grado di dare. E noi dovremmo gioire di una buona notizia: Attirerò tutti a me: dalla croce erompe una forza di attrazione universale, una forza di gravità celeste.

Con che cosa mi attira il Crocifisso? con i miracoli? Non c’è nessun miracolo sul calvario…con il dolore di un corpo piagato?

Ho ricevuto via wattshapp una bellissima vignetta: una persona sul calvario chiede al crocifisso: “ma se Dio è onnipotente, controlla tutto e comanda tutti, tu che ci fai lì?”

E il crocifisso risponde: “hai sbagliato Dio, il mio ama da morire..”.

Ecco con che cosa mi attira: con la bellezza dell’amore, la grande bellezza.

La regola, la norma di ogni bellezza è l’amore.

La verità e la bellezza apparse in quel Crocifisso

rivelano che bello è chi ama

bellissimo è chi, uomo o Dio, ama fino all’estremo!

Sulla croce l’arte divina di amare si offre alla contemplazione cosmica.

“A un Dio umile non ci si abitua mai” (papa Francesco), a questo Dio capovolto che scompiglia le nostre immagini ancestrali, tutti i punti di riferimento con un chicco e una croce, l’umile seme e l’estremo abbassamento, non ci si abitua mai:

Dio ama racchiudere

il grande nel piccolo:

l’universo nell’atomo

l’albero nel seme

l’uomo nell’embrione

la farfalla nel bruco

l’eternità nell’attimo

l’amore in un cuore

sé stesso in noi.

 

Alla comunione

 

Quando in questi giorni di primavera

Fissi il cielo nero

e senti come tutto viaggia eternamente

Quando compi un dovere che non nuoce

Anzi aiuta e dà gioia

Quando accarezzi

Una persona addormentata

Quando coltivi un orto

e sogni di regalare i suoi frutti

Ecco in quella piccolezza

Che ci costa fatica consiste il sogno di Dio

E il suo invito a sognarla con lui.

Non offendere la vita piccola.

Coltiva la speranza

Di una umanità più umana

(Luigi Verdi)

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron