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Fb 9 agosto XIX

PAURA SCIOLTA NELL’ABBRACCIO

Vangelo di paure, vangelo di grida: umanissimo vangelo. Gesù dapprima assente, poi come un fantasma, infine come una mano salda che afferra. Un crescendo di fede.

Gesù fatica a lasciare la gente, non se ne va finché non li ha salutati tutti. Era stato un giorno speciale, quello, il laboratorio di un mondo nuovo: un fervore, un moltiplicarsi di mani e di cure per dare pane a tutti.

La fame dei poveri saziata, il suo sogno realizzato.

Ora, desidera l’abbraccio del Padre. Congedata la folla salì sul monte, in disparte, a condividere con lui la gioia: sì, Padre, si può! Portare il tuo regno sulla terra si può! Un colloquio festoso, un abbraccio che dura fino all’alba, quando risente il desiderio dei suoi.

Di abbraccio in abbraccio: così si muoveva Gesù.

Pietro, coraggioso e insieme scriteriato, domanda due cose, una giusta e una sbagliata: che io venga da te! Richiesta bella e perfetta, andare verso Dio. Ma poi sbaglia chiedendo di andarci camminando sulle acque.

A cosa serve uno sfoggio di potenza fine a se stesso, un intervento divino il cui scopo non è il bene comune? A che serve l’opposto di ciò che si era verificato la sera prima, con i pani e i pesci per tutti? E’ infatti un miracolo che fallisce in fretta, e Simone affonda.

Pietro si rivela uomo di poca fede non quando ha paura delle onde nella notte, ma prima, quando chiede questo genere di segni per il suo cammino di fede. E tutto vacilla.

Dubbio, fede, grido. Mi piace questo rude pescatore, uomo d’acqua e di roccia, oscillante tra fede grande, che sfida la tempesta, e fede piccola, impaurita. Ma è proprio lì che Gesù ci raggiunge, al centro del nostro vuoto, per salvarci dalla paura.

Pietro vive sulla sua pelle come il camminare sul mare non serva affatto a rafforzare la fede. Cammina e già dubita. E io lo ringrazio per questo suo grido estremo: Signore, salvami!

Ora so che ogni dubbio può essere sciolto anche da un solo mio grido nella notte, come il suo. Se guardo con occhi bassi le mie difficoltà e i miei fallimenti, scendo nel buio.

Pietro tu andrai verso il Signore, ma non nel brillare illusorio di acque prodigiose, lo farai scendendo nella polvere della strada da Gerusalemme a Gerico.

Forse a Pietro serviva davvero questa paura d’affogare nell’acqua della disperazione, per trovare il coraggio di affidarsi, gridando a Gesù.

Un giorno lo seguirà non più attratto dai segni, ma dal suo calvario; andrà da chi sa far tacere non tanto il vento e il mare, ma tutto ciò che non è amore.

Pietro, emblema dei credenti, imparerà ad affidarsi non contando su imprevedibili miracoli, ma sull’amore quotidiano che resiste, sulla bellezza di una fede nuda.

E noi, con Pietro, a fissare Gesù che ci viene incontro nel buio della bufera, a sentire le sue consolanti parole: Vieni! Tutto è ancora possibile, con me. Vieni!

 

 

Avvenire 19 A

Matteo 14,22-33.

“Subito dopo”, dopo i pani che traboccavano dalle mani e dalle ceste, “costrinse i discepoli”, che vorrebbero star lì a godersi il successo, “a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva”. Li deve costringere, non vogliono andarci sull’altra riva, è terra pagana, c’è il rischio di essere rifiutati, è già successo.  Infatti: la barca era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Un vento che non soffia da fuori, ma da dentro i Dodici, come resistenza a quel viaggio verso gli stranieri.

“Sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare”. Non ha fretta Gesù: tre giorni ha atteso per Lazzaro, attende quasi una notte intera di tempesta, tre giorni aspetterà per risorgere. Ha sempre fretta invece quando in vista c’è una esaltazione, una ovazione. Fretta di andarsene e di portar via i discepoli. Perché il posto vero dei credenti non è nei successi e nei risultati trionfali, ma in una barca in mare, mare aperto, dove prima o poi, durante la navigazione della vita, verranno acque agitate e vento contrario. Ma non saranno lasciati soli.

«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». All’invito di Gesù, Pietro, coraggioso fino all’incoscienza, abbandona ogni riparo e cammina nel vento e sulle onde. Sì, ma verso dove? Pietro non vuole tanto andare da Gesù, quanto metterne alla prova la potenza. Andrà davvero verso Gesù, quando lo seguirà, non sedotto dal suo camminare sul mare, bensì dal suo camminare verso lo scandalo e la follia della croce. Andrà dietro a lui, non perché sa far tacere il vento, ma perché fa tacere tutto ciò che in noi non è amore. Andrà verso il Samaritano buono, nella polvere dei sentieri del tempo e non sul luccichio di acque miracolose. Andrà verso il servo, non verso il taumaturgo.

E venne da Gesù” dice il Vangelo. Pietro, fino a che ha occhi solo per quel volto visibile anche nella notte, cammina sulle acque. Quando volge lo sguardo al vento, alle onde, al buio, inizia ad affondare. Guardo al Signore, lo ascolto, e vado dovunque, faccio miracoli. Guardo a me, a tutte le difficoltà, e sprofondo.

Se guardo a perché sono qui, a chi mi ha mandato su questa terra, non mi ferma nessuno. Se guardo alla mia storia accidentata, il dubbio mi blocca.

Pietro, in pieno miracolo, dubita: “Signore affondo”; in pieno dubitare, crede: “Signore, salvami!”. Dio salva, qui è tutta la fede: Egli non è un dito puntato, ma una mano che ti afferra.

Un grido nel vento. Che se ne fa Pietro del catechismo mentre affonda? Basta un grido per varcare l’abisso tra cielo e terra. Fino a che, in fondo a ogni nostra notte, il grido di paura diventerà abbraccio tra l’uomo e il suo Dio.

Ci sono grandi onde, molto vento… ma c’erano anche prima, all’inizio del miracolo, per tutta la notte. Da dove viene il dubbio?

Dalle tempeste della vita, dalla fatica del cuore, da Dio assente. Da Gesù come un fantasma, e non come una voce e una mano.

Ma è proprio là che il Signore ci raggiunge, al centro della nostra debole fede. Non attende, non pretende che abbiamo una fede grande. Ci raggiunge e non punta il dito per accusarci ma stende la mano per afferrarci.

Dubbio e fede. Indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore. Non viene a risolvere i miei problemi, sono io che devo essere risolto.

 

 

Il vero credente confida continuamente nel Signore, per il quale soffre o gioisce del Creato.

Gesù stesso esorta ognuno a portare la propria croce, la quale diventa “leggera” se confida in Lui.

Se però uno sceglie di vivere da ateo, pur essendo credente, difficilmente potrà vivere in pienezza, anche se riesce a godere momentaneamente dei piaceri trasgressivi della vita terrena: alla fine troverà sempre un fondo di insoddisfazione.

Personalmente, comunque, penso che siano pochi i veri atei, convinti al 100% che esistiamo per caso e che finiremo nel nulla, senza alcun dubbio.

Mi chiedo, però, se nelle grosse difficoltà della vita riescono a trovare un vero conforto non credendo nell’esistenza del Dio Padre Onnipotente ed amorevole a cui rivolgersi…

 

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Quando preghiamo e facciamo delle richieste specifiche, ma buone, al Padre nel nome di suo Figlio, non dubitiamo nemmeno per un istante e vedremo che prima o poi saranno esaudite.

Non dobbiamo stare lí a pensare se siamo degni o no di essere esauditi. Il Padre dona gratuitamente e nessuno deve ritenersi degno di ricevere qualcosa.

Chi é genitore lo sa bene questo: quando il figlio gli chiede qualcosa lo ascolta e cerca di esaudirlo perché lo vuole vedere contento, anche se spesso é un po’ ingrato ed egoista.

Il Padre Celeste é infinitamente più benevolo verso le sue creature e non può fare a meno di esaudirle.

Basta avere fiducia, abbandono e pazienza, perché i tempi e i ragionamenti di Dio non sono i nostri… 

 

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Un certo tipo di scrupolo che tormenta chi ne è affetto è costituito dal fatto che nella sua mente contorta permane il dubbio sull’amicizia con Dio. Dice tra sé: Dio mi perdona davvero? Mi ama sino a questo punto?

Su questo ci sguazza il demonio per scoraggiarci.

Dobbiamo partire da un presupposto: Dio ci ama sempre, proprio così come siamo e quando pecchiamo Egli ci soccorre con la sua grazia affinché ci pentiamo, perché non vuole rompere l’amicizia.

Questo tipo di dubbio non è a Lui gradito perché Dio vuole che crediamo fermamente nel suo amore. Egli ci ha sempre amati sin dal concepimento e dubitare di questo amore gli arreca più dispiacere dei peccati stessi.

Ed allora bisogna dire: Signore, sono un povero peccatore, ma confido nella tua infinita Misericordia!

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

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Ascensione del Signore Mc16,15-20

(di p. Ermes Ronchi)

Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all’appuntamento sull’ultimo colle.

E questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito, e sa che nessuno di quegli uomini e di quelle donne lo dimenticherà.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Di che cosa dubitano? Non che sia risorto. Lo vedono. Hanno mangiato insieme. Non che sia il volto di Dio tra noi. Si prostrano in adorazione.

Di che cosa allora? Dubitano di se stessi, di non farcela, di non essere all’altezza, di non avere forza e cuore e intelligenza.

Lo sanno bene come sono scappati tutti, nella notte del tradimento e lo hanno rinnegato; poi non hanno creduto alle donne a pasqua; poi sono rimasti tappati in casa per giorni e giorni, porte e finestre sbarrate, in quell’aria morta. Conoscono i propri limiti.

Gesù compie un atto di enorme, illogica fiducia in uomini e donne che dubitano ancora. Non rimane con loro ancora un tempo, per spiegare meglio, per chiarire meglio. Ma affida la lieta notizia ai loro dubbi.

I dubbi sono come i poveri, li avremo sempre con noi. Ma come i poveri ci sono dati per la nostra salvezza. Per non arrendersi all’ovvio e al risaputo. Il dubbio fa parte della natura della fede, non esiste fede vera senza dubbi.

Gesù affida il suo vangelo e il mondo nuovo che hanno sognato insieme alla fragilità degli 11 e di alcune donne, e non all’intelligenza dei primi della classe.

È grande, proprio perché non si pone come colui che ti risolve i problemi ma come uno che offre orizzonti e incalza ad avanzare;

con fiducia totale affida ai dubitanti la verità, chiama i claudicanti ad andare, gli zoppicanti a correre fino agli estremi della terra: è la legge del granello di senape, del pizzico di sale, dei piccoli che possono essere contagio di vangelo e di nascite.

Con quale scopo? Arruolare devoti, rinforzare il movimento? No, ma per un contagio, un’epidemia divina da spargere sulla terra. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, insegnate il mestiere di vivere, così come l’avete visto in me, mostrate loro quanto sono belli e grandi e amati.

Immergeteli in Dio, ‘battezzare’ vuol dire questo: rendere intrisi di Dio, come è intriso, inzuppato, imbevuto d’acqua chi è calato nel fiume, o sotto una cascata, nel lago, nell’oceano.

Cosa devono fare i discepoli? Fare del mondo un laboratorio di immersione in Dio. Nel Dio che è libertà e amore

Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura.

Sono le parole che mi rivelano il cuore di Gesù, il suo desiderio impellente che nessuno sia escluso: Gesù mai stanco di dare vita ad ogni creatura, in ogni angolo della terra.

E guardate chi sceglie per prolungare la sua stessa opera: creature imperfette, dalla fede fragile. Come noi. Come me.

Ognuno di noi riceve oggi la stessa missione degli apostoli: “Annunciate”. Niente altro. Non dice: organizzate, occupate i posti chiave, fate grandi opere caritative, ma semplicemente: “Annunciate”.

E che cosa devo annunciare? Il Vangelo, una lieta notizia, il racconto della tenerezza di Dio. Non le mie idee più belle, non le soluzioni di tutti i problemi, non una politica o una teologia migliore: solo il Vangelo, la vita e la persona di Cristo, racconto della tenerezza del Padre.

L’ultimo versetto del brano di oggi è quello che chiude il Vangelo di Marco e apre il mio Vangelo: “Il Signore operava insieme con loro”. Il verbo greco suona così: “Il Signore era in sinergia con loro”, era la loro energia.

Perché io non sono mai con le mie sole forze, c’è sempre in me forza della mia forza, pace della mia pace, radice delle mie radici, sempre intrecciata alla mia forza, sale in me la forza di Cristo.

A sigillo del vangelo di Marco, questa bella definizione di Gesù:

Il Signore è energia che opera con i credenti.

Il Risorto è sinergia con te, agisce in ogni gesto di bontà, ogni volta che porgi una parola fresca e viva, costruisce con te quando costruisci pace, quando poni segni di vita. Il vangelo ne elenca alcuni:

scacceranno demoni, è la capacità di divincolarsi e sgusciare via dall’abbraccio del Separatore, dalla presa della menzogna;

– parleranno lingue nuove: non si tratta di inventare un altro idioma tra i diecimila parlati, ma è la capacità di parlare in modo nuovo e fresco, da uomo nuovo, come un bambino che sa dirti: ti voglio bene, e ti spacca il cuore; perché chi parla con amore è sempre ascoltabile (F. Rosini);

– prenderanno in mano serpenti e se berranno veleni: i serpenti interiori, quegli sbagli, quel male… le parole velenose che qualche volta ti hanno colpito…

– Imporranno le mani ai malati e questi guariranno! Il Vangelo letteralmente dice non già che “guariranno”, ma che ne avranno del bene, che questo sarà bello per loro. Se ti avvicini a chi soffre e tocchi la sua malattia e trasmetti Spirito, forse guarirà e forse no, ma certamente ne avrà bene, certamente questo sarà bello per lui. Entreranno nel cuore pace, solidarietà, Spirito…

Ascensione è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all’amore che abbraccia l’universo (Benedetto XVI). A questa navigazione del cuore Gesù chiama gli undici, un gruppetto di uomini impauriti e confusi, un nucleo di donne coraggiose e fedeli, e affida loro il mondo.

E partirono e predicarono dappertutto… Li spinge a pensare in grande a guardare lontano: il mondo è tuo. Perché crede in loro, crede nell’uomo. Ha fiducia in me, più di quanta ne abbia io stesso; sa che riuscirò a contagiare di Spirito e di nascite chi mi è affidato.

L’Ascensione al cielo non è una vittoria sulla forza di gravità. Gesù non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo. È asceso nel profondo delle cose, nell’intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come forza ascensionale verso più luminosa vita.

La Laudato Si’ dice che lo puoi trovare, unito all’umano, unito ad ogni creatura vivente e perfino, ma davvero, dentro il più piccolo granello di polvere. Il mondo è santo.

Lui ha intriso il mondo, il mondo ne è battezzato, immerso in Dio. Se solo fossi capace di sentirlo e goderlo, camminerei sulla terra come dentro un unico tabernacolo, dentro un battesimo infinito.

 

 

Preghiera alla comunione

 

A te fratello-amico, viandante di una strada senza fine:

Possa la strada alzarsi per venirti incontro

possa il vento essere sempre alle tue spalle

possa il sole splendere caldo sul tuo volto

e la pioggia cadere lieve sui tuoi campi,

oggi e per tanti giorni futuri.

 

La benedizione della luce sia sempre su di te.

Il sole brilli su di te e riscaldi il tuo cuore.

brilli come un grande fuoco,

a cui possano riscaldarsi gli amici e anche gli sconosciuti.

Che brilli una luce dai tuoi occhi

come una candela sul davanzale di una casa.

Che inviti il viandante ad entrare

per ripararsi dal temporale e dalla notte.

 

E fino a quando non ci incontreremo di nuovo

possa Iddio tenerci sul palmo della sua mano.

(Preghiera tradizionale irlandese)

 

 

 

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

II Dom di Pasqua – Anno B – 2018 – «Pace a voi!»

Gesù non si scandalizza davanti ai dubbi di Tommaso

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». […]

Otto giorni dopo venne Gesù, a porte chiuse. Mi conforta pensare che, se anche trova chiuso, Lui non se ne va, ma continua il suo assedio dolce e implacabile. Otto giorni dopo è ancora lì: l’abbandonato ritorna da quelli che sanno solo abbandonare, il tradito ritorna da quelli che lo hanno consegnato ai nemici. Venne e stette in mezzo a loro. Le sue apparizioni non hanno mai il clamore di una imposizione. Non si preoccupa di sé, il Risorto, ma del pianto di Maddalena, delle donne che vanno, anzi corrono per profumare il suo corpo straziato, delle paure degli apostoli, delle difficoltà di Tommaso, delle reti vuote dei suoi amici quando tornano sul lago dove tutto ha avuto inizio. Ha ancora e sempre quel grembiule ai fianchi! Non viene a chiedere, viene a portare aiuto. Per questo è inconfondibile.

Pace a voi. Non si tratta di un semplice augurio, ma di una affermazione: c’è pace per voi, è pace dentro di voi, pace crescente. Shalom, ha detto, ed è parola biblica che contiene molto di più della semplice fine delle guerre o delle violenze, porta la forza dei retti di cuore dentro le persecuzioni, la serenità dei giusti dentro e contro le ingiustizie, una vita appassionata dentro vite spente, pienezza e fioritura.

Soffiò e disse: ricevete lo Spirito Santo. Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, il vento sottile dell’Oreb su Elia profeta, quello che scuoterà le porte chiuse del cenacolo: ecco io vi mando! E li manda così come sono, fragili e lenti, ma con in più la sua forza, il suo Spirito, il vento forte della vita che soffierà su di loro, e gonfierà le vele, e li riempirà di Dio.

Tommaso, metti qua il dito nel foro dei chiodi, stendi la mano, tocca! Gesù risorto non porta altro che le piaghe del crocifisso, porta l’oro delle ferite che ci hanno guarito. Nelle ferite c’è l’oro dell’amore. Le ferite sono sacre, c’è Dio nelle ferite, come una goccia d’oro. Gesù non si scandalizza dei dubbi di Tommaso, non gli rimprovera la fatica di credere, ma si avvicina ancora, e tende quelle mani dove l’amore ha scritto il suo racconto d’oro. A Tommaso basta questo gesto. Chi ti tende la mano, chi non ti giudica ma ti incoraggia, e ti offre una mano dove riposare e riprendere il fiato del coraggio, è Gesù. Non ti puoi sbagliare!

Beati quelli che non hanno visto eppure credono! una beatitudine che sento mia, che è facile, è per tutti, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi non vede, per chi ricomincia. Per noi, che di otto giorni in otto giorni, continuiamo a radunarci nel suo nome, a distanza di millenni; beati noi che «lo amiamo pur senza averlo visto» (1Pt 1,8).

(Letture: Atti 4,32-35; Salmo 117; 1 Giovanni 5,1-6; Giovanni 20,19-31)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/gesnon-si-scandalizza-davanti-ai-dubbi-di-tommaso

 

 

 

Dio ci ama e si rivela “amabile” in Gesù Cristo”

Nella gran parte delle persone, anche cristiane, non si trova l’amore “puro” verso Dio, perché anche chi crede che Egli è Creatore e sostiene tutto l’Universo, spesso vive nella paura o nel dubbio, o addirittura nell’inconscio rifiuto della situazione esistenziale in cui si trova, in mezzo ad un mondo pieno di imprevisti, pericoli, violenza ed egoismo.

Può amare Dio in modo puro chi ha paura di Lui?

Può amarlo veramente chi dubita del suo sostegno?

Può amarlo davvero chi non ritiene buona la Creazione?

Ecco, allora, Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, il quale si rende “amabile” perché la sua Incarnazione vince la paura, il suo esempio ci mostra un Padre “benevolo” che ascolta la nostra preghiera e sorregge il mondo, la sua passione, morte e Risurrezione ci rivela il vero senso della sofferenza utile per la nostra esistenza destinata alla divinizzazione.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

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1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

fileDBicn_mp3 picture
segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


bibbia-gerusalemme.pdf

 

 

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua