“Stupore” è parola chiave nelle liriche di Davide Montagna, riunite qui tutte insieme e con una sezione corredata da un apparato critico di varianti. Saggio introduttivo di Marina Marcolini. (Presentazione di p. Ermes Ronchi). Si tratta di testi nati come pagine di un diario interiore e perciò nella maggior parte di natura occasionale, ma che rivelano una ricerca espressiva notevole, sorretta dall’amore per la bellezza della parola poetica.

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La mia amicizia con p. Davide M. Montagna, storico dell’Ordine dei Servi di Maria e poeta.

 

Rileggendo le poesie di p. Davide M.Montagna (Stupore – Tutte le poesie 1957-2000 ), ora, a 74 anni, mi pare di intuire meglio che cosa intendeva esprimere nel suo profondo. Non era facile comprenderlo allora. Eppure lo stimavo per la sua enorme cultura e per le sue capacità oratorie e la sua raffinata dialettica. Durante il mio postulantato, diventammo molto amici e ci frequentavamo quasi tutti i giorni per due anni (1976 – 1978) ad Isola Vicentina, nel convento di Santa Maria del Cengio.

Insieme si pregava, si affrontavano molte questioni teologiche e bibliche facendo anche considerazioni complesse, ci informavamo sugli accadimenti del mondo esterno e si scherzava molto.

Ci teneva tantissimo che io preparassi personalmente la lectio divina del sabato sera che poi dovevo esporre ai confratelli. Con lui imparavo molte cose.

Spesso lo accompagnavo con l’automobile a Bassano e in varie località del Veneto perché organizzava conferenze per le Suore Orsoline e le Serve di Maria.

Scrivevo anche poesie che Davide apprezzava molto e faceva pubblicare da p.Ermes Ronchi. (“Poesie di frati” Milano 1982) insieme a quelle di p.Davide Turoldo ed altri. Era assai creativo nell’organizzare liturgie e para-liturgie e molta gente accorreva nel piccolo chiosco del convento.

Mi fece conoscere personalmente p.Davide Maria Turoldo che veniva spesso in convento. Gli aveva parlato di alcune mie doti. P.Davide Turoldo mi chiamò in disparte e mi illustrò il suo progetto di realizzare un secondo film (dopo “Gli Ultimi”) invitandomi ad aiutarlo ad elaborare la sceneggiatura.
Purtroppo in seguito si ammalò e dovette limitare i suoi impegni.

Spesso, la sera, aiutavo p.Davide Montagna a correggere e sistemare i suoi appunti in biblioteca.
Ricordo che una sera eravamo impegnati a riordinare i suoi appunti relativi alla storia dell’Ordine.
p. Davide sistemava alcune note su una frase di un brano, ma non soddisfatto, aggiungeva altre note sulle stesse note, tanto che non c’era più spazio nel foglio.
Uscii con un’osservazione scherzosa dicendogli che si stava trasformando in un “contorsionista” delle note.
p. Davide cominciò a ridere a lungo e non riusciva a smettere. D’un tratto cadde a terra svenuto e dovemmo chiamare il medico. Per fortuna che la cosa si risolse, ma già da allora si intuiva che cominciava ad avere dei problemi cardiaci. In effetti trascurava molto la sua persona e viaggiava molto.

Quando comunicava le sue emozioni parlava spesso di “stupore” e “profumo”. E in effetti nelle sue bellissime poesie abbondano queste due parole.
P.Davide mi insegnò molte cose e sapeva risvegliare in me la creatività e la fiducia in me stesso.
Grazie davvero…

Première trasmessa il giorno 18 mag 2021

Dalla Comunità di Isola Vicentina per i 20 anni dalla sua scomparsa