19 Agosto 2009

LA CATASTROFE PERSONALE

Gesù disse:
“Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta.” (Lc.21,6)
Non è difficile intuire quanto abbia ragione il Signore nell’avvertirci che di tutto quello che vediamo non resterà pietra su pietra. Noi spesso veniamo offuscati dal velo dell’abitudine. Diamo quasi per scontato che la nostra realtà terrena duri fino a chi sa quale giorno lontano.

L’alternarsi delle stagioni, del giorno e della notte, l’evoluzione psico-fisica di ognuno di noi, i mutamenti sociali e climatici dovrebbero essere sempre degli indicatori di una realtà che c’é ma “non ancora” definitivamente. Praticamente nulla è definitivo in questa realtà mutante e noi siamo proiettati verso nuove dimensioni che necessitano grandi rivoluzioni, crisi strutturali, riadattamenti biologici e psicologici e, infine, catastrofi.

La catastrofe terrena finale avverrà per ognuno di noi nel momento della morte ma è preparata dalle catastrofi intermedie della nostra vita.
Ogni vita nasce dalla disgregazione di altre vite (la biologia ce lo insegna). Così ogni nuova idea presuppone la disgregazione di altre idee pregiudiziali ed ogni nuova visione del mondo si innesta su quelle vecchie.

Siccome abbiamo il compito di evolverci spiritualmente, mentre il corpo esteriore si va disfacendo, come dice S.Paolo, quello interiore si rinnova di giorno in giorno fino alla pienezza della nostra vita che è la somiglianza con Dio.

Il cristiano vero sa che la catastrofe personale relativa a questa dimensione spazio-temporale è inevitabile. Sa che Gesù Cristo stesso l’ha affrontata con estremo coraggio sulla croce, la quale è l’apice del suo amore per il Padre e per noi. Ognuno di noi si prepara per affrontare il suo calvario attraverso gli atti d’amore per Dio e per il prossimo, atti che richiedono la rinuncia del proprio “io” per glorificare Colui che vuol portarci all’apice dell’amore.

Ciò che ammiriamo adesso, quindi, verrà distrutto per lasciare il posto alla Verità che non è temporanea o spaziale, ma trascende ogni realtà vista con l’occhio materiale.

Pier Angelo Piai