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Padre Giuseppe Tomaselli (1902–1989), salesiano e poi sacerdote del clero diocesano di Messina, è noto soprattutto per la sua attività come predicatore e scrittore di opuscoli popolari di carattere devozionale. Nei suoi scritti riferisce varie affermazioni attribuite ai demoni durante esorcismi (fenomeno abbastanza comune nei resoconti di esorcisti del Novecento, come padre Amorth o padre Candido Amantini).
Ecco una sintesi delle principali “rivelazioni” che egli diceva di aver raccolto, sempre con la premessa che la Chiesa cattolica invita alla prudenza e non considera queste parole come “dottrina”, ma semplici elementi del rito di esorcismo, da vagliare con discernimento:
Esistenza e realtà dell’inferno: i demoni, costretti dall’autorità del sacerdote, avrebbero confermato più volte l’esistenza dell’inferno, descrivendolo come luogo di odio, tormento e lontananza definitiva da Dio.
Odio verso la Madonna e i santi: dalle loro parole emergerebbe un terrore speciale per Maria, vista come la creatura che più li umilia. Ricorre spesso la frase attribuita ai demoni: “Abbiamo paura di Lei”.
Potere dei sacramenti: i demoni avrebbero riconosciuto l’efficacia dell’Eucaristia, della Confessione e delle benedizioni sacerdotali, dichiarando di essere indeboliti da esse.
Valore della preghiera e del Rosario: avrebbero ammesso di non poter sopportare le preghiere sincere, in particolare il Rosario, che li tormenterebbe.
Influenza del peccato: negli esorcismi riportati da Tomaselli i demoni avrebbero confermato che i peccati gravi aprono loro vie di accesso e di dominio sugli uomini.
Segni dei tempi: in alcuni colloqui, i demoni avrebbero lasciato intendere di essere molto attivi nel mondo moderno, attraverso la diffusione dell’incredulità, dell’occultismo e della corruzione morale.
In sostanza, nei suoi resoconti Padre Tomaselli ribadiva — anche attraverso la voce dei demoni forzati a parlare — i capisaldi della spiritualità cattolica: realtà dell’inferno, centralità dei sacramenti, forza della Madonna, importanza della preghiera e della vita morale.
Ecco alcune citazioni dirette tratte dagli scritti di Don Giuseppe Tomaselli, nelle quali egli riporta parole attribuite ai demoni o descrive vissuti espressi durante esorcismi:
1. Diario personale – resistenze notturne (pp. 104–105)
Tomaselli racconta una drammatica esperienza nella propria camera:
“L’opera diabolica non mi dava requie. Accenno qualche cosa. Avevo pubblicato un libretto: ‘33 Perché’. … Il demonio nella mia camera. Mi afferrò per il collo, mi strinse fortemente le braccia e le spalle, mise le manacce sul mio stomaco ed io sentivo il contatto fisico, come se il demonio avesse il corpo umano. … io ripeto con fede: ‘Gesù, il tuo Sangue abbatta il demonio e fortifichi me!’ … Gesù, in seguito, disse: ‘Il demonio ti ha assalito, perché arrabbiato per quell’abbondante spedizione di buona stampa’.”
In un altro passaggio, riferisce questa risposta che rivolge al demonio:
“Tu, demonio, mi hai disturbato? Eccoti la risposta: Ho intenzioni disponibili di sante Messe. Applicherò una, due, tre ed anche cinquanta Sante Messe per le anime che sono nel tuo regno, affinché molte anime lascino te e ritornino a Dio!”
2. Diario personale – assalti e sollievo inatteso (pp. 112–114)
Il sacerdote racconta un episodio singolare:
“… apparve sul pavimento un assegno di lire centomila, per nulla maltrattato. … Gesù: ‘… ho messo io per farti vedere che c’è un Dio che ti assiste.’ … Il demonio che mi disturba di continuo è il demonio del turbamento, alimentando in me lo spirito di scrupolosità. … Gesù con infinita bontà e pazienza mi chiarisce sempre i miei dubbi e mi ridà subito la pace.”
3. “Intervista con Melid (demonio impuro)”
In un’opera presentata come “intervista ideale” al demonio che si fa chiamare Melid, Tomaselli descrive così un confronto straordinario con l’essere demoniaco:
“Ricordati, Melid … venisti nella mia camera arrabbiato e mi afferrasti per il collo; avresti voluto strozzarmi.
… Vincesti tu, perché il Cristo ti ha dato un’arma alla quale non posso resistere: l’invocazione del Sangue di Cristo.”
4. Esorcismo – dialoghi con il demonio (“Gli angeli ribelli”)
In un resoconto più vivace, attribuito a “Gli angeli ribelli”, il demonio reagisce agli esorcismi con parole cariche di ribellione e sarcasmo:
“Pretaccio, smetti, smetti … non tormentarmi più!”
“Se vuoi che smetta, lascia la bambina!”
“No; tu tormenti me ed io tormento essa!”
“Ebbene me ne vado; ma prima che essa muoia, sarò di ritorno! … Noi siamo stati mandati da Lucifero in questa casa … siamo costretti ad uscire ed andare per il mondo!”
5. Esorcismo – discorso diabolico diretto (“Un esorcismo raccontato da Don Giuseppe Tomaselli”)
In un dialogo estremamente diretto, il demonio rivela la propria attività maligna:
“Io sono il demonio dell’impurità e tormenterò questa ragazza fino a quando non sarà diventata impura come la desidero io.”
“Tento; lavoro nella mente umana. Spingo alla bestemmia, all’omicidio, all’odio, al furto, all’impurità e ad altri peccati. Rovino più anime che posso. Ma devo anche dire che in questo mio lavoro talvolta sono percosso dal Creatore e dagli Angeli.”
In sintesi, queste citazioni forniscono frammenti di dialoghi — spesso forzati o simbolici — in cui il demonio manifesta fisicamente la sua presenza, dichiarando con rabbia e disperazione la propria attività: tortura, tentazione, sfida, pur nella consapevolezza di essere ostacolato dalla fede cristiana, dal Sangue di Cristo, dalla Madonna, dai sacramenti e dalla preghiera.
Ecco un compendio schematizzato delle principali citazioni e rivelazioni attribuite ai demoni negli esorcismi condotti o riportati da don Giuseppe Tomaselli.
1.
Maria Santissima
«Abbiamo paura di Lei! … Ogni volta che pronunciate il suo nome, noi siamo colpiti.»
Il demonio riconosce di essere impotente davanti al Rosario e all’intercessione di Maria.
2.
Sacramenti
«Non sopportiamo la Confessione, perché ci strappa le anime!»
«L’Eucaristia ci brucia; non possiamo avvicinarci a chi la riceve con fede.»
I demoni ammettono che i sacramenti indeboliscono il loro potere.
3.
Il Sangue di Cristo
«Tu, prete, hai un’arma che ci abbatte: l’invocazione del Sangue di Cristo!»
Richiamo alla centralità della Passione e del sacrificio di Gesù come forza di liberazione.
4.
Inferno e odio eterno
«Noi non torniamo mai in paradiso; il nostro posto è l’inferno, dove odiamo e siamo odiati.»
«La nostra condanna è eterna!»
Il demonio ammette la realtà irreversibile della perdizione.
5.
Il peccato e le anime
«Tento e lavoro nella mente umana. Spingo alla bestemmia, all’omicidio, all’odio, al furto, all’impurità… rovino più anime che posso.»
Rivelazione del metodo: agire sulle passioni e sulle debolezze dell’uomo.
6.
Il Rosario e le preghiere
«Ogni Ave Maria è per noi una piaga!»
«Non possiamo resistere quando si recita il Rosario con fede.»
7.
Lucifero e la missione di dannare
«Noi siamo stati mandati da Lucifero in questa casa… ma siamo costretti ad uscire ed andare per il mondo.»
I demoni si presentano come esecutori di un piano di perdizione, ma impotenti davanti al potere di Cristo.
Se, come si dice, il demonio é molto piú potente ed intelligente dell’uomo, pir sapendo che la Veritá é in Dio Creatore e Signore, perché continuano stupidamente ad andargli contro ed odiarlo?
La tradizione cattolica cerca di rispondere a questo paradosso — il demonio che “sa” che Dio è onnipotente e Verità, e tuttavia Lo odia e Lo combatte — con alcune chiavi teologiche:
1.
La scelta irreversibile degli angeli
Nel momento della prova originaria, gli angeli furono messi davanti a Dio e al Suo piano di amore (secondo alcuni Padri, il progetto dell’Incarnazione del Verbo).
Una parte disse “sì”, altri dissero “non serviam” (“non servirò”).
Per la loro natura spirituale, la loro scelta fu istantanea, lucida e definitiva: non possono “pentirsi” come gli uomini, perché non vivono nel tempo, ma in una condizione di atto puro.
Per questo, anche sapendo che Dio è la Verità, rimangono fissati per sempre nell’odio.
2.
L’orgoglio assoluto
I demoni non possono più amare: la loro intelligenza è acutissima, ma oscurata dall’orgoglio.
Non è mancanza di “sapere”, è rifiuto della Verità che li umilia.
Sant’Agostino dice che il demonio “conosce la verità ma non vi aderisce”, perché preferisce adorare sé stesso.
3.
L’invidia verso l’uomo
Vedono che l’uomo, pur fragile, può salvarsi e partecipare alla gloria da cui loro sono esclusi.
Questo genera odio e desiderio di rovina: “Se noi siamo perduti, trascineremo altri con noi”.
4.
Il mistero del male
C’è una parte che resta misteriosa: la libertà angelica si è irrigidita nel male in modo che a noi pare irrazionale, ma non è “stupidità”: è odio volontario, lucido, ostinato, che non si piega neanche davanti all’evidenza.
In un certo senso, è proprio questa radicalità che definisce il demonio: spirito che conosce ma non vuole.
⟶ Quindi, i demoni non sono “stolti” in senso umano: hanno un’intelligenza acutissima. Ma hanno “incatenato” la loro volontà all’odio, e perciò non riescono più a scegliere diversamente. È un abisso di libertà usata contro Dio.
Ecco alcune voci autorevoli della tradizione cattolica che hanno riflettuto esattamente sul problema:
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Sant’Agostino
(
De Civitate Dei
, XI, 13)
“Il diavolo non è caduto per difetto di intelligenza, ma per difetto di volontà. Non è l’ignoranza della verità che l’ha perduto, ma il rifiuto della verità amata, per l’amore di sé stesso.”
👉 Qui Agostino chiarisce che il demonio conosce la verità, ma ha scelto volontariamente di opporvisi per superbia.
🟤
San Tommaso d’Aquino
(
Summa Theologiae
, I, q. 64, a. 2)
“Dopo la loro caduta, i demoni non possono più pentirsi. La loro volontà è fissata nel male, come quella dei beati è fissata nel bene. […] Non perché non possano conoscere Dio come sommo bene, ma perché la loro scelta è stata definitiva.”
👉 La loro intelligenza rimane intatta, ma la volontà è bloccata nell’odio. Non possono invertire la direzione presa.
🟤
San Gregorio Magno
(
Moralia in Iob
, XXXIV, 15)
“Il diavolo vede il bene che ha perduto e gode del male che compie. In questo egli si strazia, e nondimeno gode di straziare.”
👉 Un’immagine potente: il demonio soffre della sua condizione, ma nello stesso tempo si compiace del male che può ancora fare.
🟤
Catechismo della Chiesa Cattolica
(n. 391–393)
“La Scrittura parla di un peccato di questi angeli. […] La loro scelta contro Dio è irrevocabile. Non c’è possibilità di pentimento per loro, come non c’è per l’uomo dopo la morte. […] È il carattere irrevocabile della loro opzione, e non un difetto della infinita misericordia divina, a far sì che il peccato degli angeli non possa essere perdonato.”
📌 Sintesi:
I demoni non sono “stupidi”: vedono la verità, ma non la vogliono. La loro intelligenza non è compromessa, ma la loro volontà si è resa cieca per l’orgoglio. Da qui nasce il loro paradosso: sapere che Dio è Signore e al contempo odiarlo senza rimedio.
La Sacra Scrittura cosa di e a tale proposito?
Vediamo cosa dice la Sacra Scrittura riguardo al perché i demoni, pur conoscendo Dio, Gli resistono e Lo odiano.
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1. Origine della ribellione
Isaia 14,12–15 (tradizionalmente applicato a Lucifero): “Come mai sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora? … Tu che pensavi: ‘Salirò in cielo, innalzerò il mio trono sopra le stelle di Dio… sarò simile all’Altissimo.’ E invece sei precipitato negli inferi.” 👉 Qui la causa è l’orgoglio, il voler essere “simile a Dio” senza sottomettersi a Lui.
Ezechiele 28,12–17 (lamento sul re di Tiro, ma letto dalla tradizione come immagine di Satana): “Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te l’iniquità. … Il tuo cuore si è inorgoglito per la tua bellezza.” 👉 La perfezione originaria si corrompe per superbia e vanità.
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2. Ribellione angelica e caduta
Apocalisse 12,7–9: “Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. … Il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e Satana, fu precipitato sulla terra, e con lui furono precipitati anche i suoi angeli.” 👉 Qui appare la lotta e la caduta definitiva degli angeli ribelli.
2 Pietro 2,4: “Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi, tenuti in catene per il giudizio.”
Giuda 1,6: “Gli angeli che non conservarono la loro dignità, ma lasciarono la propria dimora, li ha custoditi nelle tenebre, in catene eterne, per il giudizio del gran giorno.” 👉 Conferma che la loro scelta è irreversibile.
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3. Intelligenza dei demoni
Giacomo 2,19: “Tu credi che c’è un Dio solo? Fai bene; anche i demoni lo credono e tremano.” 👉 Sanno perfettamente che Dio è Signore, ma non Gli obbediscono, bensì tremano di fronte alla Sua potenza.
Marco 1,24 (l’indemoniato di Cafarnao): “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il Santo di Dio.” 👉 I demoni riconoscono l’identità di Cristo, ma non si convertono: Lo temono e Lo odiano.
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4. Destino finale
Matteo 25,41: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.” 👉 Conferma che l’inferno non è creato per l’uomo, ma per il demonio e chi lo segue.
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Sintesi biblica
La Scrittura mostra che i demoni conoscono la verità di Dio, ma si sono irrigiditi nell’orgoglio e nella ribellione.
La loro scelta è definitiva: nonostante sappiano chi è Dio, hanno deciso di odiare e distruggere invece che amare e servire.
Per questo “credono e tremano” (Gc 2,19), ma non si piegano.