29 Ottobre 2006

SUOR EUGENIA: UN’UMILE RELIGIOSA DAVVERO SPECIALE

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TESTIMONIANZA DI UN SUO EX-ALLIEVO

Da piccolo (negli anni ’50), quando mi trovavo in una colonia estiva di Grado, osservavo una suora che contemplava spesso il mare: era suor Eugenia Pizzutti. Questo fatto mi rimase molto impresso nell’animo e penso che abbia dato il via alla mia attività filosofica e teologica…
Ora che è anziana ed inferma, si trova nell’infermeria della Comunità delle Ancelle della Carità di Santo Spirito a Udine.
Nel collegio IPMI di Udine, dove passai la prima infanzia, la caporeparto dei maschi (eravamo un centinaio di bambini) insieme al personale ausiliario, usava una linea educativa piuttosto dura per ottenere disciplina.
Ricordo che ogni giorno, in fila, ci portavano a frequentare una scuola esterna di Udine vestiti con la stessa povera divisa (pantaloni corti anche in inverno) ed eravamo visti dagli altri compagni di classe esterni come i più miseri della scuola: venivamo spesso scherniti e segnati a dito.
Gli unici conforti per noi erano il bel parco interno al collegio, ricco di piante ad alto fusto e le visite dei parenti permesse solo settimanalmente (qualcuno era completamente abbandonato e non riceveva mai alcuna visita)
Quando nel reparto giunse suor Eugenia, una giovane suora dal viso angelico e sorridente, non credevamo ai nostri occhi. Si rese subito disponibile a venire incontro alle nostre difficoltà.
La chiamavamo “la suora bella” : per noi bambini dell’orfanotrofio era diventata la madre ideale. Bella, gentile, affabile, paziente, ascoltavamo i suoi consigli e le sue esortazioni convinti di aver trovato finalmente la persona giusta che poteva attutire le nostre sofferenze. La stessa caporeparto, grazie all’esempio di suor Eugenia, gradualmente dovette cambiare linea educativa, anche se spesso, giustamente, era in disaccordo con lei sul metodo educativo.
Con una certa frequenza, suor Eugenia, con dolcezza, ci radunava e ci raccontava le storie bibliche più famose o diversi aneddoti edificanti per restituirci la gioia di vivere, nonostante le gravi situazioni personali.
Suor Eugenia sapeva valorizzare tutti i bambini, soprattutto quelli che dimostravano un po’ di buona volontà. Personalmente mi sentivo stimato molto da lei. Quando in seguito frequentavo le superiori mi chiamava, durante l’estate, ad animare i bambini nella colonia estiva di Grado.
Ricordo i frequenti dialoghi con lei: si parlava di tutto, soprattutto del grande mistero di Dio che l’orizzonte marino richiamava al nostro animo stupito.
In seguito fu trasferita in un asilo di Treviso e poi a Chioggia.
Poi fu trasferita in una struttura di accoglienza a Zovello, nel comune di Ravascletto, tra le Alpi Carniche in provincia di Udine, ed è sempre stata disponibile nell’ospitalità di gruppi che facevano riferimento alle varie realtà ecclesiali d’Italia.
Sono personalmente testimone che in paese era molto amata dalla popolazione per la sua collaborazione in parrocchia ed i concreti aiuti alle persone più sole, malate e povere.
Per me suor Eugenia è sempre stata un esempio vivo di cristianesimo vissuto che conservo ancora nel mio animo: “Avevo fame e mi avete dato da mangiare…”
Penso sia giusto riconoscere il grande bene che ella ha fatto nel silenzio e nell’umiltà.

P.P.