Un uomo credente era molto fragile (faceva il falegname). Aveva avuto una vita travagliata: era vissuto sin dalla nascita nei collegi e non conosceva l’amore dei genitori. Credeva fermamente che il Signore, nonostante tutto, provvedeva a lui, specialmente nei momenti di bisogno. Pregava spesso il Signore chiedendogli perdono dei suoi peccati ed era abituato a confessarsi subito non appena era consapevole delle sue mancanze. Non riusciva a vincere del tutto certi vizi, ma non perdeva mai la fiducia nel Signore.Da giovane si ammalava spesso: soffriva per certe febbri misteriosamente alte che lo costringevano a ricoverarsi all’ospedale diverse volte. Era affetto anche da fortissime depressioni.
Ma non si arrendeva: frequentava l’Eucaristia quasi ogni giorno prima di recarsi al lavoro e questa lo ha sempre consolato perché consapevole di ricevere il Signore. Ogni tanto, di notte, avvertiva presenze angeliche misteriose. A volte anche di giorno. Diventato anziano cercava di prepararsi alla venuta del Signore chiedendogli perdono delle mancanze giornaliere. Una sera vide un angelo in camera ritto davanti a lui. Era silenzioso. L’uomo gli chiese il motivo di questa sua strana visita. L’angelo gli disse: “provo ammirazione per te…”
E gli spiegó il perché. Tu hai combattuto tutta la vita contro le tentazioni e sei rimasto fedele. Noi angeli non abbiamo tentazioni. Hai sofferto grandi pene psichiche e fisiche ma sei rimasto fiducioso nell’aiuto del Signore. Noi angeli non soffriamo. Hai sempre pregato e creduto nonostante Dio fosse nascosto ai tuoi occhi. Noi vediamo Dio faccia a faccia. Tutte quelle presenze misteriose che avvertivi durante le notti erano i miei fratelli angeli che venivano a visitarti perché tutti noi ammiriamo questa tua costanza nel voler seguire il Signore che cerchi di amare…
L’uomo si addormetó consolato e fu portato in Cielo da una schiera di angeli, dove era atteso da una moltitudine di amici felici di vederlo che lo condussero davanti alla luminosa Maestá divina.
Il protagonista è un uomo fragile, malato, imperfetto. Eppure, è proprio nella sua debolezza che si manifesta la sua forza: non si arrende mai nella lotta per il bene, anche quando non riesce a vincere del tutto.
Questo ci insegna che la santità non è perfezione, ma fedeltà quotidiana, anche tra le cadute. “Il Signore non cerca uomini perfetti, ma cuori perseveranti.”
L’uomo crede e ama Dio pur senza vederlo, affidandosi alla preghiera e ai sacramenti. L’angelo sottolinea che questa fede, vissuta nel buio, è più grande di quella degli angeli, che vedono Dio faccia a faccia. “Beati quelli che pur non avendo visto crederanno.” (Giovanni 20,29)
La sofferenza fisica e psicologica dell’uomo non è inutile o insignificante. Al contrario: è trasfigurata dalla fede, diventa testimonianza di amore, umiltà e speranza. Gli angeli ammirano questa forza che nasce dal dolore vissuto con fiducia. La presenza misteriosa degli angeli, che vegliano su di lui anche nei momenti in cui si sente abbandonato, comunica un messaggio potente: non siamo mai davvero soli.
Anche quando Dio sembra nascosto, qualcuno veglia su di noi. Alla fine della sua vita semplice, umile e nascosta, l’uomo viene accolto in Cielo con onore. Questo insegna che la vera gloria non è quella che il mondo riconosce, ma quella che nasce dalla fedeltà silenziosa al bene. “Gli ultimi saranno i primi.” (Matteo 20,16)
“Anche nella debolezza, anche tra cadute e dolori, chi cerca Dio con cuore sincero è ammirato persino dagli angeli.” Meditazione L’uomo della storia non è un eroe nel senso comune. È debole, spesso malato, lotta con i suoi limiti, non riesce sempre a vincere. Eppure, ogni giorno si rialza. Non smette mai di pregare. Va alla Messa con costanza. Chiede perdono. Tenta, ancora e ancora, di amare Dio. Questa costanza nel bene, nella prova, nel nascondimento… è ciò che commuove il Cielo.
È una lezione potente: la grandezza spirituale non è nella vittoria clamorosa, ma nella fedeltà silenziosa. La lotta quotidiana contro la tentazione, il restare aggrappati a Dio anche nella confusione, ha un valore eterno.
E, spesso, chi vive così non si accorge nemmeno della sua bellezza — ma gli angeli sì. La santità non si misura dal successo, ma dalla fedeltà. Anche le battaglie interiori più umili, se combattute con amore, sono ammirate dagli angeli.
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