I seguito al contenuto del video:
http://www.youtube.com/watch?v=vlon6VT_Ysc
Fedeltà alla Liturgia e Verità del Sacramento: Una Riflessione sulla Preghiera Eucaristica
La traduzione liturgica ufficiale italiana attualmente in uso nel Messale Romano riporta proprio «per voi e per molti», in fedeltà al testo latino (pro multis), che a sua volta traduce il greco dei vangeli (pollōn).
La formula corretta della consacrazione del calice è infatti:
«Prendete e bevetene tutti: questo è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per molti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me.»
L’uso di «per molti» (anziché “per tutti”) è teologicamente e biblicamente significativo: riflette il testo evangelico (cfr. Matteo 26,28 e Marco 14,24) e indica che il sacrificio di Cristo è sovrabbondante e offerto per la salvezza dell’intera umanità, ma si apre all’accoglienza libera e responsabile di ciascuno (“molti” nel linguaggio semitico indica la moltitudine, l’insieme di tutti gli uomini chiamati alla salvezza).
Esistono ancora molte copie del Messale Romano stampate prima della riforma della traduzione italiana entrata ufficialmente in vigore all’inizio dell’Avvento del 2020 (con la terza edizione italiana del Messale).
Fino ad allora, la formula liturgica comune in Italia riportava appunto “per tutti”. Con la revisione recente, la Conferenza Episcopale Italiana e la Santa Sede hanno uniformato il testo liturgico al testo latino (pro multis), ripristinando ufficialmente il «per molti» che corrisponde alla tradizione biblica dei sinottici (Matteo e Marco).
Di conseguenza, se il parroco utilizza quel libro liturgico stampato nelle edizioni precedenti al 2020, sta semplicemente leggendo il testo che era ufficialmente in vigore in Italia per decenni, e non sta compiendo un’improvvisazione arbitraria di sua iniziativa
Il sacerdote è tenuto ad adottare la nuova edizione del Messale Romano e quindi a utilizzare la formula «per molti».
Il valore normativo del nuovo Messale: La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha reso obbligatoria l’adozione della terza edizione italiana del Messale Romano, superando definitivamente i testi precedenti.
Il dovere liturgico del sacerdote: Come ribadito anche dai documenti ufficiali e dalle disposizioni ecclesiastiche, l’uso dei libri liturgici aggiornati non è facoltativo per i celebranti, poiché le rubriche e i testi tradotti esprimono la fede e la disciplina della Chiesa universale.
La transizione pastorale: Molti sacerdoti continuano a utilizzare vecchie edizioni dei messalini o dei libri liturgici per abitudine o per non aver acquistato la nuova edizione stampata dopo il 2020, ma l’adeguamento formale alle nuove disposizioni spetta a ciascun celebrante per garantire la piena comunione ecclesiale e la conformità al rito ufficiale.