
Ho in mente i pensieri di Santa Teresa di Lisieux sulla piccola via.
Due anziani coniugi che vivono da soli (mentre i loro figli e nipoti sono lontani) come possono mettere in pratica la piccola via insegnata da s.Teresa di Lisieux?
Penso che due coniugi anziani che vivono soli, con figli e nipoti lontani, possano trovare nella piccola via di Santa Teresa di Lisieux una spiritualità particolarmente profonda e concreta.
Anzi, mi spingerei a dire che proprio questa condizione di vita può diventare un terreno privilegiato per vivere la piccola via.
Santa Teresa non ha insegnato a compiere imprese straordinarie, a cercare penitenze eccezionali o a realizzare grandi opere. Ha insegnato a fare straordinariamente bene le cose ordinarie, affidandosi completamente all’amore misericordioso di Dio.
La santità, quindi, non dipende necessariamente da quante persone incontriamo, da quanto siamo attivi o da quanto riusciamo a realizzare. Può crescere anche nella semplicità di una casa abitata da due persone anziane.
Vorrei proporti alcune riflessioni.
1. Trasformare le piccole attenzioni in atti d’amore
Quando si è anziani e si vive insieme da tanti anni, la quotidianità può diventare ripetitiva.
Preparare il caffè all’altro, apparecchiare la tavola, chiedere come ha dormito, sistemare qualcosa che potrebbe procurargli fastidio, ascoltare ancora una volta un racconto già sentito.
Sono gesti apparentemente insignificanti.
Eppure, se compiuti con amore e offerti a Dio, possono assumere un valore spirituale immenso.
Non occorre fare qualcosa di eccezionale per amare. Occorre mettere amore nelle cose che facciamo.
2. Accettare con serenità le proprie limitazioni
L’età porta inevitabilmente qualche rinuncia: il corpo non risponde più come una volta, alcune attività diventano difficili, la memoria può indebolirsi, diminuiscono le occasioni di incontro.
La piccola via insegna a non pretendere da noi stessi ciò che non siamo più in grado di fare.
Possiamo offrire a Dio anche la nostra fragilità, senza vergognarcene e senza considerarci meno utili.
Una giornata nella quale abbiamo potuto fare poco può essere preziosa quanto una giornata ricca di attività, se l’abbiamo vissuta con amore e fiducia.
3. Amarsi anche quando emergono insofferenze
Questo è un aspetto molto concreto per due coniugi che vivono insieme tutto il giorno.
La convivenza prolungata comporta inevitabilmente qualche impazienza, qualche incomprensione, qualche parola poco gentile.
La piccola via può tradursi proprio nel rinunciare ad avere sempre ragione, nel non rispondere immediatamente a una provocazione, nel chiedere scusa, nel perdonare.
Anche quando l’altro ci sembra ripetitivo, distratto o poco comprensivo, possiamo scegliere di guardarlo con tenerezza.
Non significa reprimere i propri sentimenti, ma imparare a non lasciare che le piccole contrarietà diventino ostacoli all’amore.
4. Amare i figli e i nipoti anche nella lontananza
La distanza fisica può provocare nostalgia, qualche volta persino un senso di inutilità.
Si vorrebbe essere più presenti, partecipare alla crescita dei nipoti, aiutare i figli, condividere le loro preoccupazioni.
Ma anche quando non possiamo essere fisicamente vicini, possiamo continuare ad amarli.
- Una telefonata affettuosa.
- Un messaggio di incoraggiamento.
- Una preghiera per ciascuno di loro.
- La rinuncia a rimproverarli perché non telefonano abbastanza.
- La gioia sincera per le loro conquiste, anche quando non possiamo condividerle direttamente.
E soprattutto possiamo affidare ogni giorno la loro vita alla Provvidenza.
La piccola via ci insegna che non dobbiamo necessariamente avere tutto sotto il nostro controllo per continuare ad amare.
5. Trasformare la solitudine in intimità con Dio
Questo, forse, è uno degli aspetti più profondi.
Quando la casa è silenziosa, quando i figli sono lontani, quando le giornate sembrano tutte uguali, possiamo avvertire un vuoto.
Ma quel silenzio può diventare anche uno spazio privilegiato per incontrare Dio.
Una breve preghiera mentre si prepara il pranzo, un’Ave Maria guardando fuori dalla finestra, un pensiero rivolto a Gesù mentre si svolge un lavoro domestico.
Non occorre essere continuamente raccolti in preghiera. Basta imparare a vivere alla presenza di Dio.
Teresa ci insegna soprattutto ad avere fiducia: non dobbiamo conquistare l’amore di Dio attraverso le nostre prestazioni. Possiamo abbandonarci al suo amore proprio nella nostra piccolezza.
6. Non pretendere di essere santi, ma lasciarsi amare
C’è un aspetto della spiritualità di Teresa che considero particolarmente consolante per gli anziani.
Con il passare degli anni possiamo guardare indietro e vedere tante imperfezioni, errori, occasioni perdute, comportamenti dei quali non siamo fieri.
Potremmo persino domandarci se abbiamo amato abbastanza.
La piccola via ci invita a non scoraggiarci.
Non dobbiamo presentarci davanti a Dio come persone che hanno raggiunto una perfezione conquistata con le proprie forze.
Dobbiamo presentarci come figli che riconoscono la propria piccolezza e confidano nella misericordia del Padre.
È proprio questa fiducia che può trasformare anche le nostre debolezze in un’occasione di avvicinamento a Dio.
Una possibile spiritualità quotidiana per due coniugi anziani
Immaginerei una giornata vissuta secondo la piccola via in questo modo:
| Momento | Piccolo atto d’amore |
| Al risveglio | Offrire a Dio la giornata e pregare per i propri cari. |
| A colazione | Preparare qualcosa con premura per l’altro. |
| Durante la giornata | Accettare con pazienza le piccole difficoltà. |
| Nei momenti di silenzio | Rivolgere un pensiero affettuoso a Gesù. |
| Con figli e nipoti | Ricordarli nella preghiera e manifestare loro affetto. |
| Quando nasce un contrasto | Rinunciare all’orgoglio e cercare la riconciliazione. |
| Alla sera | Ringraziare per le piccole cose ricevute e chiedere perdono per quelle mancate. |
Una riflessione conclusiva
La piccola via di Santa Teresa è particolarmente bella perché non esclude nessuno: neppure chi è anziano, chi vive solo, chi ha poche occasioni di incontro, chi non può più compiere grandi opere.
Due coniugi che trascorrono insieme le giornate, magari con qualche acciacco e qualche nostalgia, possono diventare santi proprio attraverso la loro vita ordinaria.
Forse non cambieranno il mondo, non compiranno opere visibili, non saranno ricordati per imprese particolari.
Ma se ogni giorno riusciranno a donarsi reciprocamente un po’ di amore, a sopportarsi con tenerezza, a perdonarsi, a pregare per i figli lontani e ad affidare tutto a Dio, avranno trasformato la loro casa in un piccolo luogo di santità.
E mi piace immaginare che, alla sera, prima di addormentarsi, possano dirsi interiormente:
«Signore, oggi non abbiamo fatto nulla di straordinario. Ma abbiamo cercato di amarci, di amare i nostri cari e di vivere alla tua presenza. Accogli anche queste nostre piccole cose. Le mettiamo nelle tue mani, perché tu possa renderle grandi attraverso il tuo amore».
La santità non consiste necessariamente nel fare cose grandi per Dio, ma nel permettere a Dio di rendere grandi, attraverso il suo amore, le piccole cose della nostra vita.