Quest’anno nei vari comuni italiani si sta constatando un aumento della TARI che supera il 14%
È ragionevole?
Un aumento del 14% su una tassa come la TARI è significativo, e può destare ragionevoli perplessità
Possibili motivi dell’aumento
Aumento dei costi del servizio rifiuti
È probabile che il Comune debba coprire costi di gestione più alti (raccolta, smaltimento, personale, carburante, infrastrutture).
Nella delibera del bilancio di previsione dei vari comuni si vede che il gettito TARI previsto sta aumentando (e il bilancio TARI non è piatto)
Nei regolamenti di bilancio, i Comuni dichiarano che la TARI è calcolata “sulla base della copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio del servizio rifiuti”
Pressioni macroeconomiche
I costi operativi per i Comuni possono essere aumentati (inflazione, energia, costi logistici ecc.).
Non è solo un problema locale: in molte parti l’aumento della TARI è segnalato come problema da associazioni consumatori. ANSA.it
Scelte di bilancio
Il Comune potrebbe aver deciso di aumentare la TARI per ridurre il contributo dal bilancio generale, scaricando una parte dei costi direttamente sugli utenti, piuttosto che reperire risorse altrove.
Potrebbe essere parte di una politica “tariffa piena”: cioè far pagare di più chi produce rifiuti, in modo da incentivate la raccolta differenziata o l’efficienza del servizio.
Criticità / ragioni per cui non sono giustificati gli aumenti
Carico sui cittadini
Un aumento superiore al 14% su una tassa fissa (rifiuti) può pesare molto, soprattutto per famiglie con reddito limitato o che non possono ridurre facilmente i rifiuti prodotti.
Se il servizio non migliora (raccoglitori, frequenza, qualità della raccolta) l’aumento appare “solo una stangata”.
Mancanza di trasparenza
Se il Comune non spiega chiaramente come vengono usati i soldi in più (miglioramenti, investimenti, riserva), i cittadini possono legittimamente sentirsi presi in giro.
Non tutti i Comuni rendono pubblici i dettagli del Piano Economico Finanziario (PEF) rifiuti, per cui è difficile verificare quanto effettivamente costi gestire il servizio.
Alternativa di fonti di finanziamento
Il Comune potrebbe avere altre fonti di entrate che non sfrutta (es. fondi regionali, statali) o potrebbe ridurre spese altrove.
Forse sarebbe più equo fare aumenti differenziati (chi produce più rifiuti paga di più, chi meno risparmia) piuttosto che un aumento generalizzato.
SINTETIZZANDO
Un aumento del ~14% non è banale e può sembrare “pesante” se non giustificato con miglioramenti concreti o trasparenza.
Può derivare da reali pressioni sui costi di gestione dei rifiuti e politiche di copertura tariffaria.
La ragionevolezza dipende moltissimo da come il Comune giustifica e utilizza il maggior gettito, e da quanto i cittadini percepiscono un miglioramento reale nel servizio o un uso responsabile delle risorse.
È un fenomeno purtroppo molto diffuso: si chiama conferimento improprio o “dumping” dei rifiuti ed è una delle cause maggiori di aumento dei costi TARI nei comuni.
Spieghiamo perché, cosa comporta e cosa si può fare.
Perché i rifiuti abbandonati aumentano la TARI
Quando estranei depositano rifiuti nei cassonetti o accanto ai cassonetti del tuo Comune:
Il peso totale dei rifiuti sale, e il Comune paga il servizio in base ai volumi/tonnellate raccolte.
Occorre personale e mezzi aggiuntivi per rimuovere ingombranti, TV, mobili, ferro, materiali speciali.
Aumentano i costi di smaltimento in discarica/impianto, specie per i rifiuti non differenziabili o trattabili.
Diminuisce la qualità della raccolta differenziata, e l’impianto applica penalità per la contaminazione.
Il Comune deve fare più passaggi straordinari → altri soldi.
Tutti questi costi vanno caricati nel Piano Economico Finanziario della TARI… e quindi finiscono nel conto di tutti i residenti.
In altre parole:
➡️ chi abbandona rifiuti fa pagare gli altri.
Perché arrivano furgoncini da altri paesi?
Accade molto spesso. Le ragioni più comuni:
Molti comuni non hanno controlli costanti, quindi è “comodo” per chi vuole liberarsi dei rifiuti.
In qualche Comune limitrofo la TARI è più alta o il conferimento è più scomodo.
I servizi di riciclo potrebbero essere meno efficienti altrove.
In casi peggiori: attività artigianali/commerciali scaricano rifiuti speciali eludendo i costi di smaltimento (che dovrebbero pagare privatamente).
Perché succede proprio nei punti di raccolta (cassonetti)?
Perché:
sono poco sorvegliati,
spesso fuori mano,
consentono di scaricare velocemente,
sono anonimi (nessuno ti chiede la residenza).
I cassonetti differenziati, se non dotati di aperture con tessera o telecamera, diventano “attrattivi”.
Cosa potrebbe fare il Comune (spesso funziona)
Telecamere mobili o fototrappole
Installate a rotazione: costano poco e sono molto efficaci.Chiusura dei cassonetti con tessera magnetica
Tecnica già adottata in molti comuni del Friuli. Riduce drasticamente il dumping intercomunale.Raccolta ingombranti su prenotazione gratuita
Dove esiste (o è efficiente), riduce l’abbandono di TV, mobili, ferraglia.Sanzioni reali
Se il Comune applica multe (anche 200–500 €) e le pubblicizza, il fenomeno crolla.Passaggi più frequenti del personale di controllo ambientale
Collaborazione tra Comuni confinanti
Coordinare orari, eco-isole e sistemi di controllo riduce la migrazione dei rifiuti.
Se si è testimoni oculari, si può fare qualcosa?
Segnalazione anonima alla Polizia Locale indicando:
orario approssimativo
targa del furgone (se c’è)
luogo preciso
Spesso basta che il Comune sappia dove e quando avviene il fenomeno per programmare controlli efficaci.
Se non si vuole segnalare persone, si può almeno segnalare il punto critico, che è già utile.
In sintesi
L’aumento TARI eccessivo può essere influenzato anche dai costi degli abbandoni e conferimenti impropri, e quello che osservi vicino a casa tua è un segnale chiaro di un problema di controllo e gestione.
È uno dei fattori più pesanti che fanno lievitare le tariffe nei Comuni, soprattutto quelli piccoli.
Di seguito proponiamo una analisi su cosa sta facendo (o non sta facendo) il comune di appartenenza , e poi una bozza di segnalazione che si può usare come base per scrivere al Comune + a X (soggetto gestore TARI) in modo efficace.
1) Cosa emerge sulle politiche di controllo e incentivi in molti comuni
Cosa è attivo / dichiarato da molti Comuni :
Gestione TARI tramite “X” (Soggetto gestore)
Dal Documento di Programmazione (DUP) risulta che, a partire dal (data), la gestione della tassa rifiuti (TARI) è stata affidata al Soggetto gestore X.
Il soggetto gestore X ha uno “sportello TARI”: sul suo è indicato come fare comunicazioni relative a iscrizione, variazione, cessazione utenza.
Sistema di raccolta dei rifiuti
Secondo il soggetto gestore X (sezione dedicata al Comune di riferimento), il sistema di raccolta prevede cassonetti stradali posizionati in punti pubblici, senza limiti di orario.
Viene specificato che non si devono conferire nei cassonetti ingombranti – per materiali come mobili, ferraglia, altri scarti: “non conferire nei cassonetti … rifiuti ingombranti, altri rifiuti in generale.
Incentivo al compostaggio domestico
Alcuni comuni hanno previsto una riduzione della TARI (quota variabile) fino al 30% per chi fa compostaggio aerobico domestico, se utilizza un composter.
Controlli e sanzioni
Già nel 2014 molti Comuni dichiaravano il “guerra ai pendolari dei rifiuti”: la Polizia Locale insieme a X aveva identificato abusi, con sanzioni che potevano arrivare fino a 6.000 € per violazioni gravi.
Quindi i comuni hanno una storia di controlli su abbandono e conferimenti impropri.
Piano Economico Finanziario (PEF) e copertura costi
Nel bilancio previsione è indicato che si prevede la copertura 100% del PEF TARI grazie alle tariffe.
Significa che il Comune intende fare in modo che la TARI copra pienamente i costi del servizio (investimento + gestione).
❗ Criticità / limiti delle misure attuali:
Non si sono trovati informazioni recenti su piani sistematici di installazione di telecamere sui cassonetti per prevenire i conferimenti abusivi (o almeno non documentati in fonti pubbliche facilmente reperibili).
Il sistema di cassonetti stradali senza tessera (come descritto da soggetto gestore X) rende più facile il conferimento anche a chi non risiede nel Comune.
Il deterrente economico (sanzioni) esiste, ma non è chiaro quanto sia attivo al momento (ultime notizie risalgono a vari anni fa).
L’incentivo al compostaggio è buono, ma riguarda solo frazione organica, non risolve il problema di abbandoni di rifiuti ingombranti, elettronica, metalli, che sono proprio la categoria che descrivi.
2) Bozza di segnalazione efficace al Comune + Soggetto gestore X
Qui di seguito un testo che si può usare come modello di segnalazione formale. Si può inviarlo via PEC o email agli uffici competenti (Comune – Polizia Locale – soggetto gestore X).
Oggetto: Segnalazione conferimenti abusivi di rifiuti nel punto cassonetti / richiesta di interventi di controllo
Testo:
Alla cortese attenzione di:
Ufficio Ambiente / Ecologia, Comune di ….
Ufficio Tributi (TARI), Comune di ….
Soggetto gesto X – Gestione TARI / Servizio raccolta rifiuti
Io sottoscritto/a [NOME], residente in [via, frazione, CAP], Comune…, desidero segnalare un fenomeno di conferimento abusivo di rifiuti nei cassonetti stradali situati in [indicare il luogo esatto: via, angolo, numero cassonetti].
In particolare:
Ho osservato nei giorni [indicare giorni o orari se si ricordano] vari furgoncini (provenienti da Comuni limitrofi) che scaricano sacchi di rifiuti non domestici (pezzi di mobili, elettronica, ferraglia, altri ingombranti).
Questi rifiuti non sono coerenti con il tipo di frazioni raccolte nei cassonetti (non solo carta, plastica o indifferenziato) ma sembrano rifiuti ingombranti o speciali, che richiederebbero conferimento presso il centro di raccolta o tramite servizio dedicato.
Questo comportamento ha un impatto negativo perché:
aumenta i costi di svuotamento e smaltimento, che possono ricadere su tutti i cittadini tramite la TARI;
degrada il punto di raccolta, rendendolo meno fruibile per i residenti corretti;
può compromettere la qualità della raccolta differenziata (cassonetti contaminati dall’elettronica o materiali non idonei).
Proposta di intervento / richieste:
Attivare controlli mirati (Polizia Locale + soggetto gestore X) nei momenti in cui si verifica maggiormente il conferimento abusivo (ad esempio orari serali o mattutini, come testimoniato).
Valutare l’installazione di telecamere / fototrappole sui cassonetti sospetti, per identificare i responsabili.
Considerare la chiusura dei cassonetti con sistema a tessera magnetica per i residenti, come misura deterrente all’abbandono da utenti esterni.
Potenziare il servizio di raccolta degli ingombranti (ritiro su prenotazione o navetta), se non sufficiente, rendendolo più accessibile a tutti i cittadini, per ridurre l’abbandono.
Comunicare in modo più trasparente ai cittadini l’impatto economico del conferimento abusivo sui costi della TARI, così da aumentare la consapevolezza collettiva.
Resto a disposizione per fornire maggiori dettagli (orari, targhe, foto) se necessario.
Confido in un vostro intervento tempestivo per tutelare il decoro urbano e la fiscalità dei cittadini corretti.Cordiali saluti,
[Nome e Cognome]
[Indirizzo]
[Email / Telefono]
3) Consigli pratici su come inviare la segnalazione
Inviare la lettera sia al Comune (Ufficio Ambiente, Ecologia, Polizia Locale, Ufficio Tributi) che a Soggetto gestore X (tramite PEC se hai, o email + modulo TARI) ha contatti su pagina TARI.
Allegare eventuali prove se ci sono: foto, video, note con date e orari.
Chiedere una risposta formale (tramite PEC) in cui il Comune dichiara che valuterà le azioni.
Se più cittadini del quartiere condividono questa segnalazione, è utile raccogliere firme / adesioni per dare maggior peso.
Paradosso: chi inquina di meno paga anche per chi abbandona rifiuti
La TARI non distingue tra:
chi butta correttamente
chi conferisce poco
chi porta rifiuti speciali
chi lascia TV e ferraglia ai cassonetti
chi arriva col furgone da fuori comune
Il risultato è che i virtuosi pagano per i furbetti.
E tu ne sei proprio l’esempio perfetto.
Cosa si potrebbe fare (e si può chiederlo nella segnalazione)
Nei vari comuni servirebbero tre cose:
1️⃣ Tariffa puntuale (PAYT)
Con cassonetti a tessera.
Chi butta poco → paga poco.
Chi butta tanto → paga di più.
2️⃣ Telecamere o fototrappole
Per fermare i furgoni che scaricano abusivamente.
3️⃣ Più comunicazione + più controlli
Perché il comportamento dei cittadini cambia solo quando ci sono regole chiare e controllo effettivo.
SEGNALAZIONE AGGIORNATA (versione completa)
Oggetto: Segnalazione conferimenti abusivi di rifiuti e richiesta interventi di controllo – proposta introduzione tariffazione puntuale
Alla cortese attenzione di:
Ufficio Ambiente / Ecologia – Comune di ….
Polizia Locale – Comune di ….
Ufficio Tributi (TARI) – Comune di ….
X – Servizio raccolta rifiuti e gestione TARI
Io sottoscritto/a [NOME], residente in [via, frazione, CAP], comune, desidero segnalare un fenomeno ricorrente di conferimento abusivo di rifiuti presso i cassonetti situati in [indicare il luogo preciso: via, incrocio, punto raccolta].
1. Descrizione del problema
Negli ultimi mesi ho osservato ripetutamente:
furgoncini provenienti da paesi limitrofi che scaricano sacchi e materiali non riconducibili a normali rifiuti domestici;
abbandono di ingombranti (pezzi di mobili, ferraglia, apparecchi elettronici come TV e computer, sacchi voluminosi, materiali misti);
conferimenti effettuati in orari non controllati (es. mattino presto o sera).
Tali comportamenti generano:
aumento dei costi di raccolta e smaltimento a carico dei cittadini;
contaminazione dei cassonetti della raccolta differenziata;
degrado dell’area di raccolta e maggiori interventi di pulizia;
aumento della TARI, con penalizzazione di chi conferisce correttamente.
2. Richieste di intervento
Chiedo cortesemente che vengano valutate le seguenti azioni:
Controlli mirati della Polizia Locale nei momenti in cui si verificano più spesso conferimenti abusivi.
Installazione di telecamere mobili / fototrappole presso i punti critici.
Valutazione della chiusura dei cassonetti con tessera magnetica per l’accesso dei soli residenti (sistema già adottato in molti comuni della regione).
Potenziamento e migliore comunicazione del servizio di conferimento o ritiro degli ingombranti.
Introduzione di forme di tariffazione puntuale (PAYT) o sistemi che premino le famiglie che producono pochi rifiuti, così da rendere la TARI realmente proporzionale ai comportamenti di ciascun utente.