Nella Sacra Scrittura, soprattutto nei Salmi, ma anche nei Profeti, in Giobbe e nelle Lamentazioni, troviamo numerose preghiere in cui il credente si lamenta della violenza, della calunnia, delle persecuzioni e dell’ingiustizia subite. Non sono sfoghi di disperazione fine a sé stessa, ma grida rivolte a Dio.

Ecco alcuni esempi significativi.

Salmo 22 (21)

Lo stesso salmo da cui proviene l’immagine dei cani che circondano il giusto:

“Mi circondano tori numerosi, mi assediano tori di Basan.

Spalancano contro di me la loro bocca come leone che sbrana e ruggisce.”

“Un branco di cani mi circonda, mi accerchia una banda di malfattori.”

Questo salmo è particolarmente importante perché Gesù lo richiama sulla croce.

Salmo 27 (26)

“Non gettarmi in preda ai miei avversari.

Contro di me sono insorti falsi testimoni che spirano violenza.”

Qui la sofferenza deriva dalle accuse ingiuste e dalla malvagità degli uomini.

Salmo 35 (34)

“Sorgono testimoni violenti, mi interrogano su ciò che ignoro.

Mi rendono male per bene.”

E ancora:

“Come belve si radunano contro di me.”

È una delle più intense lamentazioni contro la persecuzione e l’ingratitudine.

Salmo 55 (54)

“Violenza e contese vedo nella città.

Giorno e notte fanno la ronda sulle sue mura.”

E più avanti:

“Non è un nemico che mi insulta: questo potrei sopportarlo;

ma sei tu, mio compagno, mio amico e confidente.”

Qui il dolore nasce anche dal tradimento.

Salmo 57 (56)

“Io sono in mezzo a leoni, che divorano gli uomini;

i loro denti sono lance e frecce, la loro lingua una spada affilata.”

Immagini molto forti della crudeltà umana.

Salmo 64 (63)

“Affilano la loro lingua come spada,

scagliano come frecce parole amare.”

La violenza non è solo fisica: è anche verbale, fatta di menzogne e calunnie.

Salmo 140 (139)

“Liberami, Signore, dall’uomo malvagio,

proteggimi dall’uomo violento.”

“Affilano la lingua come serpenti.”

Un’invocazione diretta contro chi trama il male.

Geremia

Il profeta Geremia si lamenta spesso delle persecuzioni subite.

“Ho udito le insinuazioni di molti: «Terrore all’intorno! Denunciatelo!»”

(Geremia 20,10)

E ancora:

“Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno.”

Geremia conosce l’isolamento, il rifiuto e persino le minacce di morte.

Lamentazioni

Dopo la distruzione di Gerusalemme:

“Mi ha fatto bersaglio delle sue frecce.

Sono diventato lo scherno di tutto il mio popolo.”

Il dolore collettivo di un popolo devastato dalla guerra trova qui una voce intensa.

Giobbe

Giobbe si lamenta non solo delle sofferenze fisiche ma anche della cattiveria degli uomini:

“Mi aprono la bocca contro con scherno,

mi percuotono con insulti.”

“Dio mi ha consegnato agli empi.”

Giobbe esprime una sofferenza quasi insopportabile, ma continua a dialogare con Dio.

Sapienza 2

Qui sono i malvagi stessi che parlano contro il giusto:

“Tendiamo insidie al giusto, perché ci è di imbarazzo.”

“Condanniamolo a una morte infame.”

Questo testo è stato spesso interpretato dai cristiani come una sorprendente prefigurazione della Passione di Cristo.