Screenshot

“Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla della terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza; chi però ne accetta la testimonianza, certifica che Dio è veritiero.”

Questa frase di Gesù, presente nel vangelo secondo Giovanni, ci fa comprendere quanto sia importante la testimonianza per ogni cristiano, prima di tutto con le opere e poi, se necessario, anche attraverso le parole. Quello che ora racconterò è realmente accaduto ed è stato un segno concreto della presenza di Dio nella mia vita, auspico che questa mia testimonianza possa aiutare persone la cui fede è messa a dura prova. 

Sono un ragazzo di 22 anni, vivo in una piccola città in cui, una volta terminati gli studi, è difficile trovare lavoro, soprattutto in settori dove la creatività è la colonna portante. Non tutti sono disposti a lasciare la terra dove sono nati e cresciuti per trasferirsi in grandi città, in altri stati o altri continenti, non solo per carattere, ma anche per motivi economici o di salute. Essere giovane porta tante persone a giudicarti in modo superficiale, senza sapere quasi nulla di te, ma basandosi solo su convinzioni personali.

Premetto che sul mio curriculum ho riportato tutte le competenze acquisite, consapevole di ciò che potevo offrire: volontà, creatività, onestà, serietà e professionalità. Dopo mesi di ricerca ho trovato (senza essere stato presentato da nessuno) una realtà disposta a farmi fare un tirocinio in linea con i miei studi. Ero molto entusiasta di aver trovato lavoro nella mia città, i miei responsabili apprezzavano tangibilmente il mio contributo, prospettandomi un futuro di crescita professionale. Tutto procedeva bene, ma poi è accaduto l’impensabile, ovvero che la dedizione al mio impiego sembrasse eccessiva, al punto che in più di un’occasione venivo fatto sentire in difetto per un’osservazione o un gesto senza significato che compivo anche involontariamente; soprattutto negli ultimi tempi cercavano di trovare appigli di qualsiasi genere per giustificare il mio allontanamento.

Da una settimana all’altra sono rimasto senza futuro professionale; il mio impegno, tutti gli sforzi e i sacrifici fatti, anche quando la salute non me lo avrebbe permesso, non erano serviti, senza aver fatto nulla per meritare questo trattamento … In tutta onestà non ho compreso il loro comportamento, ma, per scelta ho voluto dimenticare e concentrarmi su come affrontare questa situazione.

Grazie al sostegno dei miei cari, ho continuato con perseveranza la mia ricerca di lavoro: telefonate, mail, domande, colloqui, selezioni, prove, iscrizioni ad agenzie interinali, ma nessun risultato … Stavo collezionando una mortificazione dietro l’altra non solo psicologicamente, ma anche umanamente. Ho attraversato un periodo particolarmente difficile insieme alla mia famiglia … Vedere le persone che per te hanno dato tutto e sentire che non puoi fare nulla per alleviare il loro dolore è una sorta di paralisi che coinvolge anche lo spirito, nonostante le delusioni, continuavo il mio dialogo con il compagno delle mie giornate … della mia vita, che sentivo in cuor mio che non mi avrebbe mai abbandonato … Dio. La mia anima comunicava al Padre tutto il disagio e il dolore in cui mi trovavo.

Posso riassumere tutte le esperienze di questo periodo con un denominatore comune, lo scarso rispetto per una persona alla ricerca di lavoro: colloqui negati o senza una risposta definitiva, test/lavori di prova senza avere nessun riscontro, vedersi rimandare eventuali possibilità di lavoro o collaborazione e poi evitare di incontrarti successivamente, non avere risposta alle telefonate e sentirsi definire carente in quanto senza esperienza … e tanto altro, atteggiamenti che rispecchiano questo mondo che ha perso quei valori di trasparenza, coerenza, educazione e rispetto per il prossimo. 

In questo buio, finalmente una luce. Il 13 maggio, giorno della Madonna di Fatima, sono stato contattato da un’agenzia interinale alla quale avevo inviato il mio curriculum pochi giorni prima, erano interessati a farmi un colloquio. Inizialmente pensavo che quella si sarebbe rivelata un’altra delusione, ma andai ugualmente.

Il giorno dopo, durante la confessione, mentre dicevo al sacerdote che non avevo nessuna speranza per il lavoro, il mio telefono squillò due volte con insistenza, uscito di chiesa vidi che si trattava dell’agenzia interinale in cui il giorno prima avevo fatto il colloquio, che mi proponeva un incontro con una grande realtà in espansione alla ricerca di una figura professionale come la mia.

In una settimana la mia vita è cambiata e dopo vari mesi di continua ricerca in cui anche persone che reputavo amiche, non hanno fatto nulla per aiutarmi (anche se forse alcuni ne avevano la possibilità), mostrando un disinteresse e una superficialità che mai mi sarei aspettato, mi ha aiutato il Padre, Colui che non ti abbandona mai. La grazia impossibile che chiedevo nel mese di maggio era quella di avere un lavoro, con prospettive di crescita professionale in linea con i miei studi ed è quello che alla fine del mese ho trovato. Ringrazio il Signore, Maria Santissima, San Giuseppe e Santa Rita per questo immenso dono perché mi sentivo invisibile e abbandonato, ma sono stato ascoltato ed ora sono grato con tutto il cuore per questa grazia immensa. Il mio messaggio è questo: quando tutto sembra finito, il Signore è accanto a te per sostenerti e in qualsiasi momento può cambiare la tua vita in modo sorprendente. Siamo tutti chiamati a sperare nella Provvidenza Divina e ad offrire ogni sofferenza per la conversione dei peccatori e in riparazione delle proprie colpe. Dio non abbandona mai nessuno!