Chi era Sant’Anselmo di Nonantola
Sant’Anselmo di Nonantola (circa 720 – 803) fu un esponente di spicco del cristianesimo nell’alto Medioevo e uno dei pochi santi longobardi di cui abbiamo informazioni storiche relativamente sicure.
🌟 Origini e primi anni
Nato a Cividale del Friuli, allora importante centro longobardo, attorno al 720.
Appartenente alla nobiltà longobarda: pare fosse figlio di Wectari, duca del Friuli, e fratello di Giseltruda, moglie del re dei Longobardi Astolfo.
In giovane età fu duca del Friuli, con responsabilità politica e militare.
✝️ La scelta di vita religiosa e fondazione di monasteri
Nel 749 abbandonò la carriera politica e militare per dedicarsi completamente alla vita spirituale.
Inizialmente fondò un cenobio (monastero) e un ospizio per pellegrini nella valle dell’Alto Panaro, grazie anche al sostegno del cognato re Astolfo.
Verso il 752 fu fondato il Monastero di Nonantola (nei pressi di Modena), che divenne uno dei più importanti centri monastici dell’Italia medievale.
Il monastero venne posto sotto la Regola di san Benedetto e divenne un fulcro di preghiera, cultura, lavoro e assistenza ai poveri.
Papa Stefano III lo investì dell’abito benedettino e gli conferì reliquie di San Silvestro per la chiesa di Nonantola.
📜 Vita monastica e opere
Sotto il suo governo l’abbazia fiorì e Anselmo promosse la disciplina religiosa anche con l’esempio personale più che con parole.
Fondò anche altri monasteri e ospizi, contribuendo alla diffusione della cultura e alla cura dei pellegrini e dei bisognosi.
Durante la guerra tra Longobardi e Franchi fu anche mediatore di pace.
🕊️ Esilio e ultimi anni
Dopo la morte di re Astolfo, il nuovo sovrano, Desiderio, lo allontanò da Nonantola e Anselmo visse alcuni anni a Monte Cassino.
Successivamente tornò a Nonantola e guidò la comunità monastica per molti anni prima di morire il 3 marzo 803, dopo circa 50 anni come abate.
🎉 Ricordo e culto
📅 Festa liturgica: 3 marzo
💒 È venerato nel Martirologio Romano come fondatore e primo abate dell’abbazia di Nonantola, lodato per la sua vita di preghiera, umiltà e servizio monastico.
L’Abbazia di Nonantola
L’abbazia che fondò continua ad essere un luogo di grande importanza storica e spirituale:
Fondata appunto da Sant’Anselmo verso il 752, divenne un centro culturale e spirituale di rilievo nell’Italia medievale.
La basilica abbaziale conserva reliquie e opere d’arte legate alla sua storia millenaria.
All’epoca della nascita di Sant’Anselmo di Nonantola (circa 720), Cividale del Friuli era uno dei centri più importanti del Regno longobardo.
Fondata come Forum Iulii in epoca romana, nel periodo longobardo divenne:
Sede del Ducato del Friuli, uno dei più prestigiosi del regno.
Centro politico e militare strategico verso il confine orientale.
Luogo di grande rilievo religioso e culturale.
Anselmo nacque proprio in questo ambiente aristocratico: era figlio del duca del Friuli e quindi crebbe in un contesto di potere, cultura e relazioni politiche di alto livello.
Il legame storico tra Cividale e Nonantola
Quando Anselmo fondò l’abbazia a Nonantola (752), portò con sé:
L’esperienza amministrativa maturata nel ducato friulano.
I contatti politici con la corte longobarda.
Un modello di organizzazione che rifletteva la disciplina e la solidità tipica dell’aristocrazia friulana.
In un certo senso, l’importanza che poi ebbe l’abbazia di Nonantola in Emilia affonda anche nelle radici friulane del suo fondatore.
Ecco i principali luoghi a Nonantola legati alla memoria e alla figura di Sant’Anselmo di Nonantola, fondatore dell’abbazia e figura religiosa centrale per la città
La basilica abbaziale di San Silvestro è il cuore del patrimonio religioso di Nonantola ed è il luogo più significativo legato alla figura di Sant’Anselmo:
Perché è importante:
Fondata da Sant’Anselmo nel 752, quando era già monaco e abate, con il sostegno del re longobardo Astolfo.
È una delle abbazie più antiche e prestigiose dell’Italia medievale e oggi è anche concattedrale dell’Arcidiocesi di Modena-Nonantola.
All’interno, nella cripta romanica, si trovano le reliquie del santo fondatore, custodite presso l’altare dedicato insieme ad altri santi venerati nel complesso.
La cripta è famosa per la sua “foresta di colonne” (64 colonne con capitelli di epoche diverse) ed è uno spazio suggestivo di preghiera e contemplazione.
👉 Anche se la basilica è dedicata a San Silvestro I, è proprio qui che si conserva materialmente la memoria di Sant’Anselmo come fondatore e primo abate.
Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra – Nonantola
All’interno del complesso dell’abbazia si trova anche un museo che racconta la storia dell’abbazia e dei suoi santi, con opere d’arte, reliquie, manoscritti e documenti storici:
Qui si possono ammirare testimonianze della vita monastica benedettina, legate fin dalle origini a Sant’Anselmo.
Il museo ospita il tesoro dell’abbazia, con oggetti sacri, pergamene e codici miniati del suo antico scriptorium.
📅 Celebrazioni liturgiche dedicate a Sant’Anselmo
Nella cittadina viene celebrata la memoria liturgica di Sant’Anselmo come abate e fondatore dell’Abbazia con messe e liturgie nella basilica, spesso nel contesto di celebrazioni religiose e appuntamenti ecclesiali.
📍 In particolare c’è una commemorazione festiva in cui la comunità locale si raccoglie per ricordare il ruolo fondamentale di Sant’Anselmo per la storia religiosa di Nonantola.
📌 In sintesi — cosa vedere a Nonantola 👣
Basilica abbaziale di San Silvestro – dove si conservano le reliquie di Sant’Anselmo.
Cripta romanica – spazio suggestivo con le reliquie e le colonne antiche.
Museo Benedettino e Diocesano di Arte Sacra – per approfondire storia, manoscritti e arte religiosa legata all’abbazia.
Archivio storico dell’Abbazia – conserva documenti originali che raccontano la vita monastica e gli atti del fondatore.
SANTI FIULANI
✝️ 1️⃣ Sant’Anselmo di Nonantola
Nato a Cividale intorno al 720.
Duca del Friuli prima di farsi monaco.
Fondatore dell’Abbazia di Nonantola (752).
Memoria liturgica: 3 marzo.
È il santo cividalese più noto in senso “universale”.
👑 2️⃣ San Paolino II di Aquileia
Nato a Cividale (circa 730).
Patriarca di Aquileia.
Grande teologo, difensore dell’ortodossia contro l’adozionismo.
Collaborò con Carlo Magno.
Morto nel 802.
Festa: 11 gennaio.
Figura importantissima non solo per il Friuli ma per tutta la Chiesa carolingia.
🛡️ 3️⃣ San Ermacora (tradizione)
Qui entriamo nel campo della tradizione:
Primo vescovo di Aquileia.
Martire.
Secondo la tradizione sarebbe legato al territorio friulano.
⚠️ Tuttavia non è storicamente documentato che fosse nato a Cividale (che all’epoca non esisteva ancora come città longobarda). È più una figura delle origini cristiane aquileiesi.
👑 4️⃣ San Ratchis (caso particolare)
Re dei Longobardi (744-749).
Dopo aver abdicato si fece monaco a Montecassino.
Tradizionalmente legato al Friuli e alla corte cividalese.
Non è universalmente venerato come santo nel calendario romano, ma è considerato figura di santità nella tradizione locale.
📌 In sintesi
Storicamente documentati come nati a Cividale:
✅ Sant’Anselmo di Nonantola
✅ San Paolino II di Aquileia
Figure legate al territorio ma con elementi tradizionali:
◻️ San Ratchis
◻️ Sant’Ermacora (più aquileiese che cividalese)
Nel calendario liturgico dell’Arcidiocesi di Udine compaiono alcune figure di santità legate alla Chiesa localeoltre a quelle più note che abbiamo già visto. Tuttavia, per conoscere con precisione tutte le memorie inserite nell’Ordodiocesano occorrerebbe consultare il documento ufficiale (che si ritira presso la Curia), perché sul sito diocesano non è pubblicato l’elenco completo dei santi locali con data specifica.
Quello che risulta dalle informazioni disponibili pubblicamente è quanto segue 👇
🕊️ Patroni dell’Arcidiocesi di Udine
⭐ Santi Ermacora e Fortunato di Aquileia
Sono i santi patroni dell’Arcidiocesi di Udine (e quindi celebrati con solennità propria), con festa il 12 luglio.
Ermacora è tradizionalmente il primo vescovo di Aquileia (martire) e Fortunato il diacono che lo accompagnò.
La loro memoria è molto importante nella liturgia locale, e il “Proprio delle Messe” diocesano ha formulari specifici per questa celebrazione.
✝️ Altre figure di devozione dalla regione (non necessariamente originari di Cividale)
📍 Beata Elena Valentinis
Tuttora ricordata nella Chiesa cattolica e venerata particolarmente nella zona di Udine.
Nata a Udine nel 1396 e morta nel 1458, fu una religiosa agostiniana laica dedita alla vita di penitenza, carità e preghiera.
La beatificazione fu ratificata da Pio IX il 27 settembre 1848, e la sua memoria liturgica cade il 23 aprile.
🧑🦯 (Canonizzati originari della diocesi ma che appartengono a tradizioni più ampie)
Non sono locali nel senso stretto di “nati nel territorio diocesano”, ma nella Chiesa udinese spesso si ricordano insieme:
San Luigi Scrosoppi, nato a Udine (4 agosto 1804 – 3 aprile 1884), sacerdote e fondatore delle Suore della Divina Provvidenza, canonizzato da san Giovanni Paolo II nel 2001.
Anche se non è specificato nel calendario diocesano qui consultabile, la sua figura è importante nella tradizione religiosa friulana e spesso viene ricordata in celebrazioni locali legate alle opere di carità e alle vocazioni.
Cosa puoi aspettarti dal calendario diocesano
L’Ordo dell’Arcidiocesi stabilisce:
Solennità e feste proprie della diocesi (es. patroni come Ermacora e Fortunato).
Memorie locali o facoltative inserite nell’ambito della Chiesa udinese (vere e proprie celebrazioni liturgiche, a volte con formulari specifici).
La presenza di santi o beati venerati localmente, come la Beata Elena Valentinis, anche se la loro memoria non sempre è pubblicata online in forma completa.
L’elenco completo con tutte le date sarebbe contenuto proprio nell’Ordo liturgico ufficiale dell’Arcidiocesi.
In sintesi
Nell’Arcidiocesi di Udine compaiono, oltre ai santi “universali”:
⭐ Santi Ermacora e Fortunato di Aquileia – patroni della diocesi (12 luglio)
✨ Beata Elena Valentinis – venerata con memoria il 23 aprile (diocesi di Udine)
📍 San Luigi Scrosoppi – figura religiosa udinese ricordata per la sua opera caritativa (anche se non compare necessariamente nel calendario online).



