Se leggiamo la vita dei Santi riusciamo a capire meglio che abbiamo a che fare con Colui che puó davvero tutto.Egli se vuole puó predisporre le situazioni come desidera, in un modo che nemmeno possiamo immaginare.
Ad esempio, se noi intuiamo, per esperienza, che determinate cicostanze possano indebolire la nostra capacitá di resistenza al peccato e gli chiediamo di poterle cambiare perché non vogliamo offenderlo per amore, Egli lo puó fare.
Perció non dobbiamo disperare della nostra salvezza per il fatto che siamo inclini al peccato.Se glielo chiediamo con molta fede, Egli interverrá per rimuovere gli ostacoli che impediscono di obbedire ai suoi comandamenti. E lo fa rispettando il nostro libero arbitrio
Questo pensiero è molto in sintonia con una costante della spiritualità cattolica: Dio non si limita a dare una grazia “interiore”, ma può anche disporre le circostanze esteriori della vita affinché l’anima possa corrispondere più facilmente alla sua volontà, sempre nel pieno rispetto della libertà umana.
Molti santi hanno testimoniato proprio questo: quando un’anima si affida con sincerità e domanda aiuto per evitare il peccato, Dio interviene in modi concreti e spesso sorprendenti.
Santa Faustina Kowalska
Nel Diario di Santa Faustina Gesù ripete che la misericordia divina supera ogni miseria umana e che l’anima non deve scoraggiarsi davanti alle proprie debolezze.
Gesù le dice:
“Quanto più grande è la miseria dell’anima, tanto più grande è il suo diritto alla Mia misericordia.”
E ancora:
“Le grazie della Mia misericordia si attingono con un solo recipiente, e questo è la fiducia.”
L’idea centrale è che la debolezza personale non è un ostacolo insormontabile. Se l’anima confida profondamente, Cristo stesso agisce e provvede ciò che è necessario per la sua santificazione.
Santa Teresa di Gesù racconta che Dio spesso la sottraeva a situazioni pericolose o le faceva incontrare persone decisive proprio nei momenti di maggiore fragilità.
Nella sua autobiografia descrive come il Signore, vedendo la sua insufficienza, “provvedeva tutto” e disponeva gli eventi in modo da guidarla verso la conversione.
Teresa insiste che Dio non chiede all’anima di essere forte da sola; chiede piuttosto di riconoscere la propria impotenza e di affidarsi completamente a Lui.
San Giovanni Bosco testimoniò molte volte che, quando un giovane desiderava sinceramente cambiare vita, la Provvidenza organizzava circostanze favorevoli: incontri, protezioni, opportunità educative e spirituali.
Don Bosco era convinto che Maria Ausiliatrice “ha fatto tutto” e che Dio guida anche i dettagli più concreti della vita per salvare le anime.
Santa Teresa di Lisieux visse con profonda coscienza della propria fragilità.
Usava l’immagine del bambino che non riesce a salire le scale da solo ma tende le braccia al padre, il quale lo prende in braccio e lo porta in alto.
Per Teresa, la santità non consiste nel non avere debolezze, ma nel lasciare che Dio supplisca alla nostra incapacità e ci conduca là dove da soli non potremmo arrivare.
Sant’Alfonso Maria de’ Liguori insegnava che la preghiera ottiene non solo la forza interiore, ma anche gli aiuti concreti necessari per evitare il peccato.
La sua celebre affermazione è:
“Chi prega certamente si salva; chi non prega certamente si danna.”
Questo implica che Dio, in risposta alla preghiera perseverante, concede tutte le grazie e le occasioni necessarie per vivere secondo i comandamenti.
San Pio da Pietrelcina consigliava spesso ai fedeli di affidare a Dio e alla Madonna le situazioni che li esponevano al peccato.
Molti suoi figli spirituali raccontano che, dopo aver pregato con fiducia, circostanze apparentemente inevitabili cambiavano improvvisamente: relazioni, ambienti e occasioni venivano trasformati o rimossi.
San Francesco di Sales insegnava che Dio conduce ciascuno con una provvidenza tenerissima.
Secondo lui, quando una persona desidera sinceramente amare Dio, il Signore prepara “mezzi, tempi e occasioni” adatti alla sua crescita spirituale.
Nulla è lasciato al caso.
Sintesi spirituale
L’esperienza dei santi conferma il principio che ho espresso:
Dio conosce perfettamente la nostra fragilità. Può modificare circostanze esterne e interiori.
Lo fa in risposta a una preghiera fiduciosa e perseverante. Rispetta sempre la nostra libertà.
Nessuno deve disperare della propria salvezza.