1️⃣ Piano pratico: il Patronato INCA fa il 730 anche ai non iscritti CGIL?
Sì, senza problemi.
Il Patronato INCA è un ente di patronato riconosciuto dallo Stato.
I patronati devono assistere tutti i cittadini, iscritti e non iscritti.
È normale che:
gli iscritti CGIL paghino meno o nulla,
i non iscritti paghino un contributo maggiore, ma possono comunque usufruire del servizio.
Non è richiesta alcuna tessera sindacale, né adesione politica.
Quindi, dal punto di vista pratico e legale, potete rivolgervi tranquillamente all’INCA di Cividale del Friuli.
2️⃣ Piano morale: è accettabile per dei cattolici rivolgersi a un patronato CGIL?
Sì, è moralmente lecito e non c’è alcuna contraddizione.
Qualche punto chiave:
🔹 Patronato ≠ partito politico
Il patronato non fa attività politica.
Fornisce servizi tecnici e amministrativi (730, pensioni, pratiche INPS, ecc.).
Rivolgersi a un patronato non significa condividere ideologie.
🔹 Dottrina sociale della Chiesa
Secondo la morale cattolica:
È lecito usufruire di strutture civili o sociali anche se nate in ambiti non cattolici,
purché lo scopo sia giusto e proporzionato (in questo caso: adempiere correttamente ai doveri fiscali),
e senza adesione ideologica o politica.
Questo rientra in quella che la teologia morale chiama:
cooperazione materiale remota, che è moralmente lecita.
🔹 Un esempio concreto
Un cattolico può:
andare in un ospedale pubblico,
farsi assistere da un medico non credente,
usare un servizio comunale,
senza che ciò implichi alcuna approvazione morale delle idee personali di chi lavora lì.
Il caso del patronato è identico.
3️⃣ In sintesi
✔ Sì, l’INCA compila il 730 anche ai non iscritti
✔ Sì, è moralmente accettabile per un cattolico
✔ No, non implica adesione politica o ideologica
✔ Sì, state semplicemente usando un servizio legittimo per una necessità pratica
Se volete, posso anche:
aiutarvi a preparare l’elenco dei documenti per il 730,
oppure chiarire differenze tra CAF, patronato e commercialista.
Finanziariamente da chi è sostenuto il patronato INCA?
Ecco come è finanziato il patronato INCA CGIL (dal punto di vista economico e normativo):
📌 1. Finanziamento pubblico tramite lo Stato
L’INCA è un ente di patronato riconosciuto dallo Stato e come tutti i patronati italiani è regolato dalla legge n. 152/2001.
Una parte importante del suo finanziamento deriva da un fondo pubblico denominato “Fondo Patronati”, che fa parte del bilancio dello Stato.
Questo fondo è alimentato da una quota dei contributi previdenziali obbligatori versati dai lavoratori all’INPS e all’INAIL (circa lo 0,199 % di tali contributi).
Le risorse vengono poi ripartite tra i vari patronati accreditati (come INCA, INAS, Ital, Acli, ecc.) in base all’attività effettivamente svolta (numero e tipo di pratiche gestite).
➡️ In pratica, lo Stato destina ogni anno una certa somma per sostenere i patronati e quota di quel fondo viene assegnata anche a INCA in base alle prestazioni che eroga.
📌 2. Risorse proprie della CGIL e contributi volontari
Oltre al finanziamento pubblico:
La CGIL può integrare con risorse proprie parte del funzionamento del patronato dove il finanziamento statale non è sufficiente.
Nei fatti questo significa che, oltre alla quota statale, anche la struttura sindacale può sostenere economicamente l’attività dell’INCA.
📌 3. Quote pagate dagli utenti non iscritti
Poiché i tagli ai fondi pubblici negli anni hanno reso più difficoltoso sostenere tutte le attività, a volte per servizi specifici può essere previsto un contributo da parte dell’utente che non è iscritto alla CGIL.
Questo non è un “finanziamento centrale”, ma più un modo per coprire costi di gestione per casi particolari non sostenuti dal fondo pubblico o dalla sola CGIL.
🧠 Riassumendo
🔹 Finanziamento pubblico principale: dallo Stato tramite il Fondo Patronati, alimentato da una quota di contributi INPS/INAIL e ripartito tra i patronati accreditati.
🔹 Supporto economico dalla CGIL: la confederazione può integrare il finanziamento dove serve.
🔹 Contributi da utenti non iscritti: possono essere richiesti per coprire spese dove il finanziamento pubblico non arriva.
👉 Questo assetto serve a garantire che i servizi di patronato siano accessibili a tutti (anche a chi non è iscritto al sindacato), pur mantenendo sostenibilità economica.
Se vuoi, posso spiegarti in che modo lo Stato ripartisce questi fondi (ad esempio come funziona il “punteggio” per ogni pratica) in modo molto semplice.
Potresti chiarire differenze tra CAF, patronato e commercialista?
Certamente. Provo a spiegare le differenze tra CAF, Patronato e Commercialista in modo chiaro, pratico e senza tecnicismi, così capite subito chi fa cosa e quando conviene rivolgersi all’uno o all’altro.
1️⃣ CAF (Centro di Assistenza Fiscale)
🔹 Cosa fa
Il CAF si occupa quasi esclusivamente di questioni fiscali, in particolare:
730
Modello Redditi
ISEE
IMU
Bonus fiscali
Detrazioni e deduzioni
👉 È il servizio più usato da lavoratori dipendenti e pensionati.
🔹 Chi lo gestisce
Può essere collegato a un sindacato (CGIL, CISL, UIL)
Oppure a associazioni (ACLI, Confartigianato, ecc.)
Oppure essere privato
🔹 Costi
Spesso gratis o molto economico per gli iscritti
A pagamento per i non iscritti
Prezzi comunque contenuti
🔹 Quando conviene
✔ Redditi semplici
✔ 730 “standard”
✔ Serve solo assistenza fiscale
2️⃣ Patronato (es. INCA, ACLI, ITAL…)
🔹 Cosa fa
Il Patronato NON nasce per le tasse, ma per la previdenza e l’assistenza sociale:
Pensioni (INPS, estero)
Invalidità
Disoccupazione (NASpI)
Assegni familiari
Permessi, congedi
Ricostruzioni contributive
👉 Il 730 non è il suo compito principale, ma molti patronati lo fanno comunque, spesso tramite un CAF collegato.
🔹 Chi lo finanzia
Principalmente lo Stato (Fondo Patronati)
In parte l’organizzazione di riferimento
Talvolta contributi degli utenti
🔹 Costi
Molte pratiche sono gratuite per tutti
Il 730 può essere:
gratuito per iscritti
a pagamento per non iscritti
🔹 Quando conviene
✔ Pensioni e previdenza
✔ Pratiche INPS complesse
✔ Quando serve una visione “sociale” della situazione
3️⃣ Commercialista
🔹 Cosa fa
Il commercialista è un professionista privato e segue:
Dichiarazioni fiscali complesse
Partite IVA
Attività d’impresa
Redditi esteri
Locazioni articolate
Pianificazione fiscale
👉 Lavora su misura, non su modelli standard.
🔹 Costi
Decisamente più alti
Ma proporzionati alla complessità
Pagate competenza professionale personalizzata
🔹 Quando conviene
✔ Redditi complessi
✔ Partita IVA
✔ Investimenti, immobili multipli
✔ Contenziosi con il Fisco
4️⃣ Confronto sintetico
Servizio | CAF | Patronato | Commercialista |
730 | ✔✔✔ | ✔ | ✔✔ |
Pensioni / INPS | ❌ | ✔✔✔ | ❌ |
ISEE | ✔✔ | ✔✔ | ❌ |
Redditi complessi | ❌ | ❌ | ✔✔✔ |
Costo | basso | basso/medio | alto |
Personalizzazione | media | media | alta |
5️⃣ Nel vostro caso concreto
Da quello che avete raccontato:
Lavoratori/pensionati
730 ordinario
Nessuna esigenza imprenditoriale
Comodità territoriale
Fiducia personale nel volontario
👉 CAF o Patronato INCA vanno benissimo
👉 Il commercialista non è necessario
E, come già detto:
Rivolgersi a un patronato non implica alcuna adesione politica o ideologica.