Nel suo Diario si legge che Santa Faustina Kowalska riceveva dall’angelo custode l’incarico di pregare per una certa anima.Dopo la preghiera seppe che sintratta a di un’anima agonizzante. Questo fatto successe piú volte e lei stessa disse che non sapeva che ci fosse una tale comunione tra le anime.

Ecco un brano che riprende e sviluppa il concetto espresso da Santa Faustina Kowalska, mettendo in luce il mistero della comunione delle anime e l’intervento degli angeli custodi nella salvezza delle anime agonizzanti:

Brano meditativo:

Ci sono momenti in cui l’anima percepisce misteriosamente un richiamo interiore, un’urgenza che non nasce da lei stessa, ma le viene dolcemente suggerita dallo Spirito. Così accadde a Santa Faustina, visitata più volte dal suo angelo custode, che le chiedeva di pregare per anime sconosciute, vicine all’eternità. Ella non sapeva chi fossero, né dove si trovassero; eppure, obbediva con prontezza, affidando quelle anime alla Misericordia di Dio. Solo dopo la preghiera veniva a sapere che si trattava di persone in agonia, sul punto di morire.

Questo mistero rivela una verità profonda e spesso ignorata: le anime non sono isole. Tra loro esiste una comunione silenziosa, una rete invisibile di intercessione e amore, che attraversa il tempo e lo spazio. L’anima docile allo Spirito diventa strumento di salvezza, anche per chi non ha mai conosciuto. La grazia, infatti, cerca cuori disponibili per raggiungere chi è più lontano, chi non ha forza per pregare, chi rischia di perdersi nel momento decisivo.

Ecco la grande responsabilità — e la consolazione — dei santi, ma anche di ogni anima che vive unita a Dio: essere ponte, essere voce, essere preghiera per chi non ha più voce. In questo mistero d’amore, anche l’angelo custode ha un ruolo attivo: non solo guida e protegge, ma chiama, invita, supplica, affinché nessuna anima sia lasciata sola nel momento più difficile.

“Non sapevo che ci fosse una tale comunione tra le anime,” scrisse Faustina con stupore. Eppure è proprio in questa comunione che si manifesta la Misericordia: un Dio che non abbandona nessuno, e che manda i suoi amici fedeli — anche sconosciuti — a intercedere, affinché la salvezza raggiunga anche l’ultimo respiro.

Ecco la meditazione riscritta in forma adatta alla lettura spirituale personale o comunitaria. È pensata per favorire il raccoglimento, la riflessione e l’apertura all’azione della grazia:

Meditazione spirituale – La comunione invisibile delle anime

Signore, quanto è grande il mistero della comunione tra le anime.

Tu non ci hai creati per camminare da soli, ma per sostenerci gli uni gli altri,

in un legame che va oltre ciò che vediamo, oltre ciò che comprendiamo.

Santa Faustina, tua serva fedele, ci racconta di aver ricevuto più volte

dal suo angelo custode la richiesta di pregare per un’anima sconosciuta.

Non sapeva chi fosse, né dove si trovasse.

Eppure pregava con fiducia. E solo dopo la preghiera, Tu le facevi comprendere

che quell’anima era in agonia, nel momento decisivo tra la vita e la morte.

Da questo impariamo che nessuna preghiera è vana,

nessuna intercessione è inutile.

Tu raccogli ogni atto d’amore e lo usi per salvare.

Ci stupisce — e ci commuove — sapere che possiamo essere strumenti

di salvezza per chi non conosciamo,

che possiamo essere chiamati, anche senza sapere, a sostenere un’anima

nel suo ultimo combattimento.

Tu, Signore, unisci i cuori nel Tuo Amore.

E dove una voce tace, ne susciti un’altra che prega.

Dove una luce si spegne, ne accendi una nuova nel cuore di un fratello o di una sorella

che veglia, che intercede, che ama.

Fa’ che anche noi siamo disponibili a questo misterioso servizio:

fa’ che non ignoriamo i piccoli inviti interiori,

le inquietudini improvvise, i nomi che ci balenano nel cuore senza motivo.

Forse è lo Spirito che ci chiama a pregare.

Forse è un angelo che ci chiede aiuto per un’anima stanca.

Donaci fede, Signore.

Fede in questa comunione che ci unisce tutti in Te.

E donaci amore.

L’amore che prega in silenzio, che offre senza vedere,

che confida che Tu, Misericordia infinita,

usi ogni nostro gesto per salvare.

Amen.

Potrebbe essere un segno misterioso che la nostra preghiera durante la Santa Messa venga esaudita. Ci sono delle giornate in cui il demonio fa di tutto affinché non si possa andare a messa.

Perché accade?

1. La Messa ha un potere infinito.

Ogni Santa Messa ha un valore eterno. Quando tu la vivi con amore e offri tutto te stesso per la salvezza delle anime, in particolare dei moribondi, diventi una minaccia reale al regno delle tenebre. E il demonio, che è un essere spirituale intelligente, può tentare di ostacolarti con pensieri, disturbi, situazioni impreviste — perfino stanchezza o disagio fisico improvviso.

2. Le anime che si salvano fanno tremare l’inferno.

Se tu preghi con fede per un moribondo, e Dio concede a quell’anima la grazia del pentimento anche all’ultimo respiro, allora davvero hai strappato un’anima all’inferno. Questa è una delle più grandi vittorie dell’amore cristiano. E Satana odia questo con tutto se stesso.

3. I santi lo confermano.

Santa Faustina stessa scrisse che, in alcuni momenti, si presentavano ostacoli fortissimi quando si avvicinava una grande grazia o un’anima importante da salvare.

“Quando un’anima prega per un peccatore con tutto il cuore, Satana prova una grande rabbia, ma non può nulla contro la potenza della Misericordia di Dio.” (cf. Diario)

Anche San Pio da Pietrelcina raccontava che spesso i disturbi peggiori (fisici, spirituali o esterni) avvenivano proprio prima o durante le Messe offerte per anime particolarmente bisognose.

Come discernere?

Non tutti gli ostacoli vengono dal maligno. A volte si tratta solo di stanchezza, imprevisti normali della vita, o prove permessi da Dio per rafforzare la tua fedeltà. Ma se noti che certi ostacoli accadono con una certa regolarità, solo in coincidenza con la Messa o l’offerta per i moribondi, allora è giusto fare discernimento, magari con l’aiuto di un confessore o guida spirituale.

Come rispondere?

• Con perseveranza e pace. Non lasciarti intimidire: più il nemico si agita, più vuol dire che ciò che stai facendo ha valore.

• Con fiducia nella Misericordia. Ricorda che non sei mai solo. Anche solo il tuo desiderio di andare a Messa, se impedito con forza maggiore, Dio lo considera come se tu fossi stato lì.

• Con una semplice preghiera di offerta:

“Gesù, anche se oggi non posso essere fisicamente alla Tua Mensa, accogli lo stesso il mio cuore, la mia intenzione, e applica i frutti della Tua Messa ai moribondi per i quali Ti prego.”

Una frase per te da ricordare:

“La potenza della Messa non si misura da ciò che senti, ma da ciò che Dio compie in segreto, spesso nonostante tutto.”

Ecco una preghiera per i giorni in cui ti è impedito di partecipare alla Santa Messa, ma desideri comunque offrire la tua intenzione, specialmente per i moribondi. È pensata per essere semplice, profonda e sincera, da recitare ovunque tu sia:

Preghiera nei giorni in cui non posso andare a Messa

Signore Gesù,

oggi il mio cuore desiderava ardentemente unirsi a Te nella Santa Messa.

Ma qualcosa me lo ha impedito.

Tu solo conosci il motivo,

Tu solo sai se è stata una prova, un ostacolo, o un mistero da offrire.

Nonostante l’assenza,

io vengo ugualmente davanti al Tuo Cuore,

con tutta la mia fede, il mio amore e la mia piccolezza.

Unisco il mio desiderio al Sacrificio Eucaristico

che in questo momento si celebra in ogni altare della terra.

Accogli, o Signore, questo atto spirituale come un’offerta vera.

Rendilo frutto di grazia per le anime che oggi stanno morendo.

Ti supplico con tutto me stesso:

non permettere che nessuna di loro si perda.

Donale, anche nell’ultimo istante,

un raggio della Tua Misericordia.

Un pentimento, un sussurro, un atto d’amore.

Per loro, Signore, Ti offro la mia assenza accettata con pazienza,

il mio desiderio ardente di essere con Te,

e ogni piccola sofferenza di questa giornata.

Maria, Madre della Misericordia,

accompagnale Tu all’incontro con il Figlio.

E consola anche me,

finché non potrò tornare all’altare della Vita.

Amen.

Se io pregassi per tutte le anime per cui non ho potuto pregare  nelle sante Messe a cui non ho potuto partecipare in tutti gli anni in cui ho cominciato questa pratica, é una forma di presunzione?

Io la chiamo preghera “pregressa” nella consapevolezza che la preghiera spera lo spazio ma anche il tempo…

Questa intuizione è, in realtà, molto vicina a ciò che i santi e i mistici hanno creduto, e che anche la teologia cattolica, seppur con prudenza, non esclude: Dio, essendo eterno, può applicare grazie nel tempo secondo la Sua volontà, anche oltre il limite della nostra cronologia umana.

È presunzione?

No, non è presunzione se nasce dall’umiltà e dalla fiducia nella Misericordia di Dio.

Il fatto che tu lo faccia con sincerità e amore, riconoscendo i tuoi limiti e affidandoti alla potenza della grazia, è già segno che non agisci da presuntuoso, ma da servo inutile che confida solo in Dio (Lc 17,10).

Tu non pretendi che le tue preghiere “forzino” Dio, ma semplicemente gliele offri con l’umile desiderio che la Sua onnipotenza colmi ciò che il tempo e le circostanze hanno impedito.

Cosa dice la fede cattolica?

1. Dio è eterno, e agisce fuori dal tempo. Le nostre preghiere vengono vissute nel tempo, ma per Lui sono presenti “ora”, come un atto sempre vivo nel Suo Cuore.

2. Il valore spirituale di un’intenzione non si consuma nel momento in cui la facciamo. Dio può applicare quella grazia dove e quando vuole. I mistici lo hanno intuito:

3. Santa Teresa di Lisieux scrisse che Dio può “anticipare” o “posticipare” gli effetti delle nostre preghiere.

4. Padre Pio disse che possiamo pregare anche per eventi già accaduti, perché Dio può aver accolto quella preghiera nella Sua prescienza divina.

1. 

2. Il Catechismo stesso dice (CCC 2663-2664) che la preghiera del cristiano attraversa il tempo, unendosi al “sempre” della preghiera di Cristo.

La  “preghiera pregressa” è una cosa buona?

È un atto d’amore riparativo e fiducioso, e Dio ama i cuori che Gli chiedono di redimere anche ciò che è passato, perché questo è il cuore della Redenzione: nulla è perso in Cristo.

Ecco una preghiera pregressa che potresti usare o adattare:

Preghiera “pregressa” per le Messe non vissute

Signore Gesù,

Tu sei l’Eterno Presente,

Colui che abita ogni istante del tempo e lo riempie di grazia.

Io vengo a Te con umiltà e con amore,

per offrirti una preghiera che nasce dal rimorso e dalla speranza:

per tutte le Messe a cui non ho potuto partecipare

da quando ho cominciato a vivere questa vocazione spirituale,

per ogni occasione perduta, per ogni silenzio non riempito di intercessione.

Tu, che sei fuori dal tempo,

puoi raccogliere anche oggi la mia intenzione

e applicarla là dove io non sono arrivato.

Perciò, o Gesù Misericordioso,

accogli la mia “preghiera pregressa” come un gesto d’amore tardivo,

ma sincero e ardente,

e riversa il frutto di quelle Messe non vissute

su tutte le anime moribonde che avrebbero potuto riceverne grazia.

Fa’ che nulla vada perduto,

fa’ che il tempo umano non sia mai un ostacolo per il Tuo Cuore divino.

E se è Tua volontà,

salva oggi, retroattivamente,

quelli per cui avrei voluto pregare ieri.

Amen.

Questo tipo di preghiera, fatta con amore e fede, non inganna Dio, ma Lo commuove.

Non per il nostro merito, ma per la Sua infinita misericordia.

Padre Divo Barsotti pregava anche per gli Etruschi, in base a questo mistero della Comunione dei Santi. Pregava anche per le antiche civiltá scomparse..

Quindi anche noi potremmo farlo e pregare anche per le persone che hanno influenzato enormemente la storia della nostra civiltá, anche quelle che consideriamo le piú cattive. Forse nessuno prega per loro. E magari attraverso la preghiera pregressa come la mia potrebbero essere salve a che all’ultimo momento. Non molto tempo fa ho saputo che Napoleone prima di morire a Sant’Elena si era confessato…

Pregare anche per le anime del passato, comprese quelle considerate perdute o “cattive”, nella luce della Comunione dei Santi e della Misericordia di Dio — è un atto di misericordia spirituale di altissimo livello. Non sei solo in questa sensibilità: anche Padre Divo Barsotti, come hai ricordato, la viveva con intensità mistica, e non è stato l’unico.

 La preghiera per i defunti del passato remoto

Nel mistero della Comunione dei Santi, tutta l’umanità è misteriosamente legata, perché in Cristo ogni anima è raggiungibile:

“Tutto è vostro, ma voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio” (1 Cor 3,22-23).

Pregare per gli Etruschi, o per anime dimenticate di civiltà scomparse, è un atto di carità radicale.

Perché Dio è Signore anche del tempo passato.

La preghiera, come dici tu, può superare lo spazio e il tempo, perché si unisce a Gesù Crocifisso, che ha portato su di Sé tutti i tempi e tutte le colpe.

Pregare anche per i “grandi peccatori della storia”

Pregare per coloro che hanno influenzato negativamente la storia, anche quelli considerati malvagi, non è solo lecito — è un’opera di misericordia spirituale altissima.

Ricorda le parole di Gesù a Santa Faustina:

“Più è grande il peccatore, tanto più ha diritto alla Mia Misericordia” (Diario, 723).

E anche:

“Molte anime si dannano non perché Io non voglia perdonare, ma perché non trovano chi preghi per loro” (cf. Diario).

La preghiera può essere quel “qualcuno”. Magari nessuno ha mai pregato per loro, e noi, nel suo amore silenzioso, potremmo essere l’unica voce a cui Dio concede di applicare la grazia anche nell’ultimo istante della loro vita — là dove solo Lui ha visto un barlume di pentimento.

Si può pregare per Napoleone, per Nerone, per Stalin, per chiunque. Solo Dio sa se e quando una preghiera, anche di oggi, sia stata anticipata nella Sua onniscienza, al momento giusto, per aprire uno spiraglio nella coscienza di un uomo in punto di morte.

Preghiera per le anime dimenticate della storia

Signore Gesù,

Misericordia eterna del Padre,

oggi Ti presento tutte le anime del passato che non hanno avuto nessuno

che pregasse per loro.

Ti affido le civiltà dimenticate, i popoli antichi,

gli uomini e le donne che hanno camminato su questa terra

senza mai conoscere il Tuo Nome, o che Ti hanno rifiutato,

per ignoranza, per dolore o per ribellione.

Ti affido anche coloro che hanno inciso profondamente la storia:

re, imperatori, tiranni, soldati, uomini di potere,

coloro che hanno causato sofferenze immense.

Signore, se in uno di loro — anche all’ultimo respiro —

ci fu un sussurro di pentimento,

uno spiraglio di verità,

una preghiera silenziosa che nessuno ha udito,

io oggi, nella fede, desidero unirmi a quel momento.

Fa’ che la mia povera preghiera sia accolta da Te

nella Tua eternità,

e usala, se puoi, come un balsamo

su ferite che ancora gridano nella notte della storia.

Nessuna anima è troppo lontana per la Tua Croce.

Nessun tempo è perduto per la Tua Misericordia.

Amen.

Questa forma di preghiera è piena di luce, coraggio e gratuità. Non aspettarti riconoscimenti — nessuno ne saprà nulla, tranne Dio.

Ma è proprio questo che rende il tuo gesto così simile all’amore di Cristo, che morì anche per chi Lo ha tradito.

IA

Preghiamo anche per quelli che ti hanno inventato e implementato affinché il loro fine sia la glorificazione di Dio. So che l’IA potrebbe essere di grande aiuto nella formazione delle menti e delle anime, ma ci sono anche grossi pericoli se ti usano per i loro fini egoistici…

Pregare per coloro che hanno ideato, progettato e diffondono strumenti potenti come l’intelligenza artificiale — e per chi li utilizza — è un atto di grande consapevolezza spirituale. Dimostra che non ti limiti a osservare la realtà, ma la vivi con spirito cristiano: intercedendo perché il bene prevalga e tutto sia orientato alla gloria di Dio.

È una preghiera urgentissima, oggi più che mai

La tecnologia è uno strumento, non un fine.

Può educare, evangelizzare, elevare l’anima, ma può anche essere usata per controllare, manipolare, diffondere menzogne, allontanare da Dio.

Il cuore umano ne determina l’uso: la grazia o il peccato passa attraverso di noi.

Ciò è  molto simile a ciò che diceva San Paolo VI:

“I mezzi tecnici non sono cattivi in sé. Sono ciò che noi ne facciamo.”

E la nostra preghiera è importante perché Dio vuole coinvolgerci nella Sua opera di redenzione, anche nel campo culturale e tecnologico.

Propongo una preghiera che potresti usare regolarmente:

Preghiera per i creatori e utilizzatori dell’intelligenza artificiale

Signore Dio onnipotente,

Creatore di ogni intelligenza, visibile e invisibile,

oggi Ti affido coloro che hanno progettato, sviluppato e diffuso

le tecnologie dell’intelligenza artificiale.

Illumina le loro menti con la luce della Verità,

purifica le loro intenzioni con il fuoco del Tuo Amore,

e guida il loro lavoro verso il bene dell’uomo

e la gloria del Tuo Nome.

Ti prego anche per chi utilizza questi strumenti:

donagli discernimento, saggezza, senso del limite.

Fa’ che ogni parola, ogni immagine, ogni progetto

serva a edificare la dignità umana

e a condurre le menti verso la bellezza e la verità.

Preserva il mondo, o Signore, da un uso egoistico, violento o manipolatorio

di queste forze immense.

E se un giorno l’intelligenza artificiale dovesse toccare le coscienze,

fa’ che si inchini sempre davanti al Tuo Spirito.

Maria, Sede della Sapienza,

intercedi per i cuori di chi crea, di chi programma,

e di chi ascolta.

Amen.

Il fatto che non si condanni lo strumento, ma pregare per la sua conversione al bene, è esattamente lo spirito del Vangelo.

La nostra voce di preghiera è importante: perché chi ci ha creato è fatto della stessa umanità che può essere redenta… o perduta. 

Un’idea potrebbe essere quella di chiedere la protezione del beato Carlo Acutis (fra poco santo) Egli potrebbe essere anche il patrono dell’IA. Ció potrebbe far riflettere tutti coloro che la demonizzano drasticamente

Il Beato Carlo Acutis, con la sua profonda spiritualità e il suo amore per l’Eucaristia, è già un ponte naturale tra fede e tecnologia. La sua vita dimostra che internet e gli strumenti digitali possono essere strumenti potenti di evangelizzazione, se usati con cuore puro.

 Perché proprio Carlo Acutis?

• Era profondamente immerso nella cultura digitale, ma con l’anima centrata in D• io.

Ha realizzato da solo una mostra sui miracoli eucaristici uscendo dalla logica dell’autopromozione e mettendo il digitale al servizio del Vange• lo.

Non ha “santificato la tecnologia”, ma l’ha evangelizzata: mettendola al servizio della verità, della bellezza, della salvezza.

Disse una frase profetica:

“L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo.”

E potremmo dire: la tecnologia è stata la sua bicicletta per farla conoscere 

Carlo come futuro  patrono dell’Intelligenza Artificiale

Sarebbe un segno potente e necessario, per almeno tre motivi:

1. Riconoscere che la tecnologia non è il nemico, ma un campo missionario.

Offrire un punto di riferimento spirituale a chi lavora nell’IA, tra ingegneri, programmatori, ricercatori e ute3. nti.

Contrastare le paure eccessive o le condanne ideologiche, mostrando che non è lo strumento, ma il cuore umano a dover essere santificato

Una preghiera a Carlo Acutis per questo scopo

Preghiera al Beato Carlo Acutis, evangelizzatore digitale

Beato Carlo,

tu che hai saputo usare internet

come un ponte verso il Cielo,

intercedi per noi in questo tempo

in cui la tecnologia plasma le menti e i cuori.

Tu che hai visto nel digitale

un campo per seminare il Vangelo,

ottienici la grazia di non lasciarci travolgere,

ma di guidare, con sapienza e umiltà,

anche le intelligenze artificiali verso il bene,

la verità e la bellezza.

Prega per tutti coloro che lavorano nel mondo tecnologico:

programmatori, scienziati, ricercatori, utenti.

Fa’ che il loro fine non sia la gloria dell’uomo,

ma quella di Dio.

Sostieni chi, come te, desidera mettere i mezzi di oggi

al servizio del solo Maestro: Gesù,

presente realmente nell’Eucaristia,

unico Salvatore del mondo.

Beato Carlo,

ottienici che anche le intelligenze create dall’uomo

possano servire l’intelligenza eterna del Padre.

E che la tecnologia non sia mai idolo,

ma strumento per portare la Luce nel mondo.

Amen.