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(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore p.250 n. 446, 445 e 446)

 

“Il tumulto di inquietudini e di preoccupazioni temporali soffocano lo spirito di fede. Cercate di allontanare tutto ciò.

Io desidero trovare nelle vostre anime un silenzio immenso come l’oceano dove affondano tutte le cose passeggere, un silenzio immenso come la Maestà di Dio. Allora dal più profondo della vostra anima voi sentirete salire un dolce voce: sono io.

Sono io che desidero rivivere in voi…Prestatemi la vostra umanità…Fate quanto vi dico…

Avrei potuto discendere dalla croce per convincere i testimoni…

Vedi come agisce Dio: i più grandi misteri si realizzano fuori dagli sguardi degli uomini.

Osserva l’Incarnazione, la Natività, la Resurrezione e questa Redenzione continua che si ripete ogni giorno sugli altari..

La fede di quelli che credono senza aver visto ha le radici in loro stessi, nella libera volontà che dirigono verso di me per glorificarmi.

La loro fede mi onora. Essi conoscono la mia presenza invisibile e poiché ascoltano la mia voce li chiamo alla mia intimità”

 

 

 

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Il cosiddetto “sesto senso” è nascosto nel nostro subconscio e nelle profondità della nostra anima immortale dove abita il Dio Trinitario, se lo sappiamo accogliere con fede ed umiltà.

Una volta la chiamavano “la voce della coscienza” e non avevano tutti i torti. Quando c’è nel nostro comportamento qualcosa che non va – dicevano – è l’angelo o il Signore che indirettamente ci rimproverano amorevolmente..

Questo sesto senso con l’aiuto dello Spirito Santo, ci orienta a discernere tra il bene ed il male, ad intuire molte cose che i 5 sensi del corpo non riescono a captare.

È proprio questo sesto senso, se ben coltivato, ad indurci alla scoperta della Verità. È un cammino laborioso, ma indispensabile per tutta l’Eternità…

 

 

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APOCALISSE 21

1 Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.

2 Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

3 Udii allora una voce potente che usciva dal trono:
«Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”.

4 E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte,
né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate».

5 E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose»; e soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e veraci.

6 Ecco sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.
A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.

7 Chi sarà vittorioso erediterà questi beni; io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio.

 

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IV DOMENICA DI PASQUA

Gv 10, 27-30

 

– Per quelli che ci hanno accompagnato nella vita e non ci hanno lasciati soli, grazie. Se noi invece ci siamo isolati dagli altri, senza farci compagnia a nessuno, ti chiediamo perdono

– Per quelli che ci hanno difeso dai pericoli, dai lupi e dalle paure, grazie. Se noi non abbiamo difeso gli ultimi, gli umiliati, perdono

– Per coloro che negli anni ci guidato a sorgenti buone, grazie. Se noi non abbiamo custodito la libertà e la speranza in qualcuno, perdono.

 

Omelia

Un Vangelo così breve che si può seguirlo parola per parola.

Le mie pecore ascoltano la mia voce. Prima grande sorpresa. Una voce attraversa le distanze, un io si rivolge a un tu, sopra di me c’è uno sguardo, che si interessa di me.

La prima delle caratteristiche dei discepoli è quella di ascoltare la voce, dare attenzione, tempo e cuore, a una voce.

Non ascoltano i comandi, la voce. Non tono intimidatorio, impositivo, costrittivo, sono toccati da quella voce. Ubbidiamo alla sua bellezza Quella voce che attraversa le distanze, inconfondibile; che racconta una relazione, rivela una intimità, fa emergere una presenza in te.

La voce giunge all’orecchio del cuore prima delle cose che dice. È l’esperienza con cui il bambino piccolo, quando sente la voce della madre, la riconosce, si emoziona, tende le braccia e il cuore verso di lei, ed è già felice ben prima di arrivare a comprendere il significato delle parole.

Ma perché le pecore ascoltano? Per dovere, per obbligo? No.

Perché ci si sente conosciuti, e la voce è entrata nel cuore

Pastore e agnelli: una relazione non basata sulle regole, sui precetti, ma sulla conoscenza. Non è un obbligo, è una voce che fa sentire conosciuti.

Non perché si deve, ma perché la voce è bellissima.

Nella nostra formazione prima di tutte venivano le regole, le strutture, l’inquadramento, stare al passo con il gregge. Non funziona così. È inutile tutto se quella parola non arriva nel cuore,

 

La sua voce sa toccare, perché conosce cosa c’è nel cuore. Io conosco le mie pecore: La samaritana al pozzo aveva detto: venite, c’è uno che mi ha detto tutto di me. Una bellissima definizione del Signore, colui che dice il tutto dell’uomo, che risponde alle domande più profonde del cuore, alla sete.

Due generi di persone si disputano il nostro ascolto: i seduttori e i maestri. Come distinguere tra i due? I seduttori, sono quelli che promettono piaceri facili, vita facile; i maestri veri sono invece quelli che rendono feconda la tua vita, che ti danno ali e fecondità.

 

Poi viene la seconda caratteristica del gregge. Io do loro la vita eterna. Un dono, al presente, di adesso, non un tfr alla fine del nostro lavoro nel mondo.

Che cos’è la vita eterna? Non è la vita dalla durata indefinita, ma è la qualità della vita, vita eterna è la vita dell’Eterno in noi, quel pezzetto di Dio in te, che spesso neppure cerchiamo: bellissimo sant’Agostino, tu eri in me più intimo a me di me stesso e io fuori di me ti cercavo…

Io do loro la vita eterna! è qui, in me, senza condizioni, prima di qualsiasi risposta, senza paletti e confini; la vita di Dio è data, presente come un seme potente, seme di fuoco nella mia terra nera. Come linfa che non vedo ma che risale la vite senza stancarsi mai, giorno e notte, e si dirama per tutti i tralci, dentro tutte le mie gemme. Ogni volta che sfiori Gesù o la parola un po’ più da vicino, prende a vibrare, a muoversi questo seme vivo. Il nostro male è che non sappiamo quanto siamo ricchi. S. Basilio: o uomo considera la tua dignità regale: tu porti Dio in te!

E poi la terza caratteristica: Non andranno mai perdute. La mia fede cristiana è dilatazione, cuore grande, accrescimento d’umano e di cose che meritano di non morire. Gesù lo dice con una immagine di lotta, di combattiva tenerezza: Nessuno le strapperà dalla mia mano. Una parola assoluta: nessuno. E un’altra parola infinita: in eterno.

Una promessa subito raddoppiata, come se avessimo dei dubbi: nessuno può strapparle dalla mano del Padre.

Io sono vita indissolubile dalle mani di Dio. Legame che non si strappa, nodo che non si scioglie. L’eternità è un posto fra le mani di Dio. Siamo passeri che hanno il nido nelle sue mani. E nella sua voce, che scalda il freddo della solitudine.

Io sono vita, che nessuno strapperà. Amato che nessuno porterà via, legame non lacerabile. Come agnelli abbiamo un ovile un posto nelle sue mani, come bambini ci aggrappiamo forte a quella mano che non ci lascerà cadere, come innamorati cerchiamo quella mano che scalda la solitudine, come crocefissi ripetiamo: nelle tue mani affido la mia vita.

E ad alcuni possiamo dire anche noi parole copiate da Dio: nessuno ti strapperà dalla mia mano. Coloro che amiamo, meritano queste parole divine.

Beati noi se potremo dire a qualcuno: tu sei inseparabile dalle mie mani.

l’avventura di coloro che vogliono, sulla terra, custodire e lottare, camminare e liberare, ed essere donatori di vita, inizia da qui, dalla certezza che per Dio tu sei importante. E io dovrei ripetere e rilanciare quersto, io a sua immagine, io pastore di anche solo un minimo gregge, dovrei dire parole di Dio: mi importa, ai care, diceva don Milani, del fratello dello Sri Lanka, agnelli uccisi a centinaia come pecore al macello mentre celebrano il Risorto a Pasqua; mi importa dell’annegato nel mediterraneo, dell’uomo o della donna sola, vicini di casa.

L’uomo mi importa. Altro che religione oppio dei popoli, voi capite che questa immagine del pastore, le sue parole se le mettiamo in pratica sono l’adrenalina dei popoli, e del cuore mai indifferente (don Borsato).

Le mie pecore mi seguono. Seguire Cristo vuol dire vivere una vita come la sua. Significa, in qualche modo, diventare pastori. Ciascuno voce e parola e mano di un discorso amoroso. Di più, ciascuno mano da cui il mio piccolo gregge non sarà mai rapito.

Oggi Dio mi rassicura: Nessuno mai ti strapperà dalle mie mani. Nessuno, mai.

 

Preghiera alla Comunione

 

Signore, nessuno mai ci rapirà dalle tue mani.

Nessuno mai ci separerà dall’amore.

Nessuno mai ci strapperà da quelle mani

che hanno dispiegato i cieli,

gettato le fondamenta della terra.

 

Mani di vasaio sull’argilla dell’Eden,

come una infinita carezza.

Mani di Creatore sull’Adamo addormentato

e nasce, estasi dell’uomo: Eva.

 

Mani inchiodate alla Croce

per un abbraccio senza fine,

che non rifiuterà nessuno mai, estasi della storia.

Nessuno mai ci strapperà da queste mani.

 

Come passeri abbiamo in esse il nido,

come bambini ci aggrappiamo forte

a quella mano che non ci lascerà cadere,

come innamorati cerchiamo la tua mano

che scalda la solitudine, annulla la lontananza.

 

Come crocifissi ripetiamo:

nelle tue mani, Signore, affido la mia vita.

A Te, il solo Pastore

che pei cieli ci fai camminare.

 

 

 

 

 

Sono molti quelli che ci parlano, pochi quelli che parlano al cuore.

Gesù è l’unico che parla sul cuore.

Lo ha detto il profeta Osea: Ti porterò nel deserto e là parlerò – letteralmentesul tuo cuore, a distanza annullata, come un bacio posato sulle labbra del cuore, toccandoti dentro.

 

Quante volte forse anche noi avremmo voluto dire queste parole, in casa, in comunità, sul lavoro. Il sogno di tutti è poter vivere con persone cui importiamo veramente, con dei pastori di vite.

 

Che come dice Geremia ci dia pastori secondo il suo cuore.

 

 

 

 

IV DOMENICA DI PASQUA – ANNO C

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 10,27-30

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.

Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.

Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre.

Io e il Padre siamo una cosa sola».

 

Parola del Signore

 

 

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PRIMA DI GIUDICARE…

Osservate bene, con sincerità e senza giudicare, quello che succede attorno a voi, sia che siate in casa, all’aperto, in una città o in un monastero. Vi accorgerete che tutto, nel bene o nel male, sembra quasi una complessa forma di prolungamento di molte cose che succedono nella vostra mente, nei vostri desideri e nei meandri più oscuri della vostra più profonda intimità. Forse vi passerà la voglia di giudicare e condannare pregiudizievolmente qualcuno. (Una voce dal deserto)

 

AFFINARE LE NOSTRE ANTENNE INTERIORI PER CAPTARE LA VOCE DELLO SPIRITO SANTO
Veramente lo Spirito Santo soffia dove e quando vuole. Egli si serve di tutti e di tutto. Potrebbe parlare anche attraverso la bocca di un ateo o di una persona appartenente ad altra religione od ideologia. Siamo noi stessi che dobbiamo cercare di affinare le nostre antenne interiori per captarne la voce ed intuire la sua azione unificante. Egli ci parla sempre in mille modi e tramite Lui Gesù ci aveva garantito la sua presenza continua in mezzo a noi.
Lo Spirito Santo per comunicare la sua attiva presenza in noi può servirsi anche di una musica, di un evento a prima vista insignificante, di un’ostilità, di una persona che nemmeno consideriamo, della natura stessa, del gemito reale di una colomba ecc. La sua libertà è infinita e chi apre il suo cuore alla sua voce non sarà deluso: intuisce la sua presenza efficace e protettrice e, se si lascia da Lui plasmare, avrà anche delle buone ispirazioni che l’aiuteranno a collaborare alla costruzione del Regno di Dio.

 

OSSERVARE L’ALTRO CON AMOREVOLE DISTACCO
Quando vi capita di osservare qualcuno lasciate il tempo passato alle spalle: più la mente si purifica dai ricordi belli o brutti che avete accumulato sulla persona e più sarete obiettivi. Guardate la persona, chiunque essa sia, cercando di non associare ad essa ricordi o situazioni simili già vissute con altri.
Guardatela tranquillamente senza imbarazzarla, con intenzioni distaccate, mettendo tra parentesi l’aspetto affettivo, ed osservate in profondità anche la vostra mente, come reagisce e come tende a giudicare. Questo esercizio aiuta a diventare più liberi interiorimente ed a migliorare anche i rapporti sociali. La vita diventerà davvero più interessante allorché riuscite ad allontanare ogni forma di pregiudizio…

UNO SGUARDO INCANTATO, PROFONDO E PURO…
Uno sguardo incantato capta con stupore i bagliori che pullulano in un fascio di luce, il luccichìo dinamico che orna le onde del mare, i riflessi che si stagliano su una superficie lacustre.
Uno sguardo profondo contempla gli spazi tra una foglia e l’altra dei rami, il movimento semplice e complesso delle mani che possiede il corpo umano, la corteccia di un albero con le sue stravaganti irregolarità.
Uno sguardo puro vede oltre ogni corpo l’anima immortale, dietro un semplice gesto un amore profondo, dentro ogni persona l’Onnipotente che sorregge l’Universo.

 

IL MATRIMONIO CELESTE
“Sì, come un giovane sposa una vergine, così ti sposerà il tuo creatore; come gioisce lo sposo per la sposa, così per te gioirà il tuo Dio.” (Is 61, 10 – 62, 5)

In un certo senso la nostra vita terrena è un “fidanzamento” in virtù del matrimonio tra la nostra persona con il Creatore. Ciò significa che saremo totalmente uniti a Dio e nessuno potrà mai staccarci. La gioia per questo straordinario matrimonio sarà piena ed eterna. Dio gioirà per questa perenne unione e anche noi gioiremo con gratitudine immensa. Non ci saranno discordie o invidie o violenze di ogni tipo tra: tutti saremo “spose” fedeli di un unico Onnipotente Sposo e ci ameremo in un abbraccio eterno insieme agli Angeli, ai Santi ed a Maria Santissima.

 

LA VERA VITA È BEN ALTRO…
Puoi possedere una bella villa, una macchina lussuosa, un consistente conto in banca; vestirti all’ultima moda, appartenere ad una famiglia prestigiosa o ad un rango sociale elevato… ma se non sai comprendere come funziona la tua mente e non sai vivere nell’istante con stupore ogni più piccola vibrazione, la tua esistenza rimane vuota ed inespressiva perché gira sempre alla superficie del tuo vero “io” interiore…

 

SAN PIETRO

San Pietro è uno dei santi che più ci commuovono in profondità.
Egli amava davvero Gesù, ma sentiva in sé l’enorme fragilità che lo faceva apparire piuttosto incoerente. Ma Pietro non si perdeva d’animo. Soffriva perché si sentiva incapace di amare come avrebbe dovuto, ma già questa sofferenza è una prova che Egli amava davvero il Maestro. Gesù conosceva il suo cuore, ma voleva probabilmente convincere il suo discepolo ad aver fiducia in Lui, perché nonostante la sua fragilità, lo amava.

 

IL SIGNORE NON SI STANCA MAI DI AMARCI

Il Signore è sempre presente in noi ed accanto a noi, anche se non lo pensiamo in modo specifico. Lui pazientemente attende una nostra risposta d’amore. Tutto è nelle sue mani, nulla accade se Egli non lo permette. Egli conosce esattamente il momento in cui ci verrà a prendere. Abbiamo a che fare con l’Onnipotente Creatore, il quale è sempre Amore e non si stanca mai di noi perché ci ama alla follia, come quando ha affrontato la passione e la morte per ognuno di noi..
Egli ha perfettamente davanti ai suoi occhi divini il momento in cui siamo stati concepiti, ogni nostro passo, ogni più piccolo stadio della nostra vita passata, presente e futura, ogni nostra fragilità. Non ci dobbiamo preoccupare di nulla quando siamo consapevoli che Egli ci ama sempre.
Con Lui dobbiamo essere come bambini che si fidano della loro madre, per cui lasciamoci andare tra le sue divine braccia, perché Egli sa perfettamente cosa fare di noi, come plasmarci ed il posto che ci sta preparando e che ci assegnerà nell’aldilà con Lui, dove lo potremo gioiosamente contemplare faccia a faccia per tutta l’Eternità!

 

NON DISPREZZARE NESSUNO

Chi disprezza il prossimo disprezza se stesso, perché ogni uomo è parte integrante dello stesso Universo ed è creatura dello stesso Creatore.

 

PIOGGIA E GRATITUDINE

Grazie Signore per la pioggia che ci mandi.
Non sempre siamo consapevoli che essa è importantissima per la nostra stessa sopravvivenza.
Tramite essa Tu doni l’acqua agli alberi, all’erba ed agli ortaggi.
Con essa irrighi i campi e rifornisci d’acqua i ruscelli ed i fiumi.
Ripulisci l’aria che respiriamo, il suolo che calpestiamo e tramite l’acqua ci consenti di lavare il nostro corpo e di dissetarci.
Donaci sempre questo bene preziosissimo e perdonaci per tutte le volte che non ti siamo stati riconoscenti perché non ci siamo resi conto di questo tuo immenso dono d’amore.

 

 

A PROPOSITO DI TEMPO

Ieri non esiste più, domani non c’è ancora. E nemmeno il presente, come lo intendiamo normalmente, esiste perché lo consideriamo un insieme di attimi: quello precedente non c’è più, quello successivo deve ancora venire. Molti uomini vivono nel ricordo del passato e nell’illusione del futuro perché non sanno ancora vivere intensamente l’istante, dove ogni forma di tempo svanisce per diluire nell’Eternità. Noi siamo già nell’Eternità e non ce ne accorgiamo…

 

 

FUGGIRE DA SE STESSI

Molti girano i continenti pensando di arricchire il proprio bagaglio culturale con diverse esperienze.

Visitano altri popoli, imparano altre lingue, ammirano i maestosi monumenti e l’arte più raffinata o si danno anche al volontariato più pericoloso.

Se però non sanno indagare ed ammirare il proprio universo interiore per scoprire le loro reali intenzioni, non sapranno mai trarne un vero profitto perché fanno il contrario: fuggono da se stessi.

 

E QUESTA TERRA?
O il tutto potrebbe finire in una immensa esplosione cosmica causata dall’occhialuto uomo sveviano, o formare una nuova interessante super-ominizzazione tendente alla Trascendenza. Ciò dipende dall’intera umanità ma anche da ognuno di noi.

 

SPETTA A NOI PORCI DAL PUNTO DI VISTA PIÙ COSTRUTTIVO

La noia potrebbe stimolare in noi la creatività o distruggerla.

La sofferenza potrebbe renderci più sensibili verso gli altri o farci chiudere in noi stessi..

La necessità potrebbe aguzzare il nostro ingegno o renderci dipendenti verso gli altri.

L’umiliazione potrebbe aiutarci a conoscere meglio noi stessi o generare in noi l’astio ed il risentimento.

Il fallimento potrebbe essere l’occasione per riconsiderare le nostre reali risorse da sfruttare o annichilirci.

Spetta a noi porci dal punto di vista più costruttivo…

 

VIVIAMO REALMENTE?

Anche se ci si veste alla moda, esercitiamo una professione gratificante, guidiamo una macchina sportiva, coltiviamo amicizie importanti, se non sappiamo cogliere l’essenza del nostro io più interiore, tutto si dissolve alla superficie di noi stessi per poi accorgerci di non aver vissuto realmente.

 

IL VERO AMORE È FOLLE

Molti si riempiono la bocca della parola “amore” ignari del fatto che non c’è un concetto più misterioso ma contemporaneamente più semplice di questo. Non si ama veramente per un fine determinato o perché si hanno le circostanze favorevoli. Pietro e Paolo hanno amato, ma alla fine hanno dimostrato il vero amore per il Maestro rinunciando alla propria vita. Essi hanno capito realmente che si ama così, anche al limite della follia.

IL PROGRESSO E LA SPECIE UMANA

Il genere umano tende a realizzare ciò che il cervello osservante stesso gli suggerisce: strutture più complesse in spazi sempre più ridotti e crescente dematerializzazione. L’umanità, come un mega-cervello, sembra pronta ad un’ importante mutazione trans-umana, coinvolgendo la stessa natura e l’ambiente che manipola. È in una fase molto critica: probabilmente sta intravedendo ciò che lo stesso Teilhard del Chardin chiamava “punto omega”, una trans-ominizzazione che non punta solo sul fattore dimensionale e quantitativo, ma su quello qualitativo.

 

TUTTO AVVIENE NELL’ISTANTE

Il gatto non ha problemi di bassa autostima.

La mucca non è depressa.

Il cane non si preoccupa del futuro.

La rana non è ansiosa.

L’uccello non assume psicofarmaci.

Impariamo dalla natura: viviamo il presente ovunque ed in qualsiasi situazione ci troviamo. Non dobbiamo lasciarci coinvolgere dal pensiero che interpreta le emozioni rendendole spesso negative. Noi non siamo stati creati per la sofferenza. Spesso siamo noi a provocare la sofferenza nel voler continuamente tenere sotto controllo l’io, nel costruirci continuamente una corazza difensiva o la maschera d’occasione. Ci lasciamo troppo spesso sorprendere da molte paure. L’eccessiva preoccupazione per il futuro ed i sensii di colpa del passato ci distolgono da ciò che è davvero essenziale: vivere l’attimo nella consapevolezza che il tempo non esiste. Ciò ci aiuta a liberarci dal sentimento del possesso e dalla ricerca del piacere fine a se stesso che ci fa piombare nei vizi. Si può davvero vivere l’istante lasciando ogni forma di preoccupazione ed abbandonandoci al Trascendente.

 

 

NULLA ANDRÀ DISPERSO

In questa breve vita terrena facciamo tesoro di ogni esperienza ricordandoci che nulla andrà disperso, né uno sguardo di stupore, né un bicchiere d’acqua dato al prossimo e nemmeno un sorriso spontaneo. Tutto concorre sempre al bene di coloro che amano il Creatore.

 

 

Quando lo spazio interiore è in uno stato di vera quiete, nulla dovrebbe turbarlo.

Spesso ci si trova tra i rumori della vita moderna, o tra il vocìo della folla rumorosa, o nel turbinìo della vita terrena, con i suoi affanni e le sue preoccupazioni… Ma se siamo interiormente sereni scopriremo che nulla potrà realmente scalfire il nostro io più interiore, il quale è infinitamente più ricco dell’intero Universo esteriore perché lì si trova la scintilla divina, Colui che ci ha creati a sua immagine e somiglianza e che regge ogni istante della nostra esistenza.

 

IO SONO
Se io dico “sono il mio corpo”, allora limito il mio essere ad una dimensione, quella prettamente terrena con le sue relative necessità.
Se dico “sono la mia anima”, allora rischio di immedesimarmi nella memoria del tempo, nelle esperienze acquisite, nelle emozioni ecc.
Dio ha detto di se stesso “Io sono” e tutti gli uomini sono stati creati a sua immagine e somiglianza.
Se invece dico “Io sono” e vivo di conseguenza perché Dio mi ha creato a sua immagine e somiglianza, allora vivo autenticamente l’attimo, non mi lascio condizionare dal concetto di passato o futuro che elabora la mia mente.
In questo modo mi libero dai molti orpelli esistenziali che imprigionano la mia mente, abbandono i pregiudizi allargando il mio orizzonte mentale, abbandono le paure che mi attanagliano (anche quella della morte) e vivo già un anticipo di paradiso in ogni situazione in cui mi trovo.

 

SOGNO E REALTÀ : IL SOGNO, SE ELABORATO, CI AIUTA A COMPRENDERCI MEGLIO

Ci sono dei momenti in cui dormiamo anche da svegli ed altri in cui vegliamo da addormentati. Dipende dalle circostanze e dalla nostra predisposizione esistenziale.

Quando, ad esempio, agiamo senza essere realmente consapevoli di ciò che pensiamo e facciamo, siamo assonnati interiormente e non viviamo in modo autentico.

Quando nel sogno, invece, ci capita di essere molto attenti a ciò che accade in noi e fuori di noi, viviamo in uno stato di vigilanza paradossale, come se fosse una dimensione parallela a quello dello stato di veglia.

Per questo anche il sogno può essere utile alla comprensione del nostro “io” più profondo. Nel sogno tendiamo a far lavorare la nostra mente con i simboli attinti ed elaborati nell’inconscio durante lo stato di veglia, e ciò permette di comprendere meglio come davvero funziona la nostra mente.

 

BELLI E BRUTTI

Ci sono persone “stupidamente belle” ed altre “intelligentemente brutte”. Molto spesso la vanità delle prime le conduce alla superficialità della vita pratica, mentre l’intelligenza delle seconde le aiuta a valorizzare ogni momento della loro esistenza.

 

VISIONE ORIZZONTALE E VERTICALE DELLA VITA

Un uomo che ha solo la visione orizzontale della vita difficilmente sa stupirsi per ogni cosa che esiste, perché non riesce ad elevarsi interiormente per vedere le cose dall’alto, nella loro interezza e significanza…

 

L’UTILE IDIOTA

L’utile idiota lo si trova in ogni settore della vita sociale. Ma i peggiori idioti sono coloro che, inconsapevoli di esserlo, sfruttano gli altri per i propri futili motivi.

 

L’IGNORANZA E L’INTELLIGENZA

Un ignorante può essere anche intelligente quando ne è consapevole. Ci sono dei “dotti”, però, che dimostrano davvero poca intelligenza nel credersi più sapienti degli altri.

 

LA PERSONA MENO NOIOSA

“La persona meno noiosa è quella più silenziosa”.

 

PAURE ASSURDE

Se si potesse eliminare almeno il 50% delle nostre assurde paure cominceremmo già a vivere anticipatamente un po’ di Paradiso in terra.

Ma chi confida seriamente nel Creatore è già sulla strada buona.

 

DUBBI

Ci sono dubbi frutti dell’intelligenza indagatrice, ci sono dubbi dovuti all’ignavia e ci sono dubbi dovuti alla malafede.

 

 

 

LA PERSONA EGOCENTRICA

Se la persona che parla sempre di se stessa e per ogni cosa fa riferimento a se stessa, comprendesse pienamente quanta noia trasmette all’interlocutore o a chi la circonda, si vergognerebbe moltissimo e cercherebbe il deserto interiore.

 

L’IMPORTANZA DEL FUTURO

Quante volte ci capita di verificare che il futuro non era come ce l’aspettavamo?

Non illudiamoci: non c’è nulla di più importante dell’attimo presente nel futuro.

Ciò che pensiamo ed agiamo avviene ora, nell’istante, perché il futuro è solo un’immaginazione della mente. Anche quando progettiamo per il domani, avviene sempre tutto nel presente, perché ciò che avverrà sarà un “presente” istantaneo.

 

PERCHÉ PREOCCUPARSI?

Ogni forma di preoccupazione é un anticipo illusorio di ció che pensiamo possa avvenire nell’immediato futuro. Se desideriamo vivere piú serenamente viviamo consapevoli dell’adesso perché tutto avviene solo nell’attimo presente

 

LA CREAZIONE È SORRETTA DAGLI ANGELI

Il fatto che la terra (insieme alla luna) sia “sospesa” e gira attorno al sole, una stella “sospesa”, la quale ruota attorno ad una galassia “sospesa” insieme a miliardi di galassie “sospese”: ci dice niente?

Il fatto che ora tutti noi viventi abbiamo raggiunto la nostra età nonostante i moltissimi pericoli di ogni giorno per la nostra vita: ci dice niente?

Il fatto che il nostro cuore continui a battere e tutto il nostro corpo con i suoi complessi meccanismi bio-chimici continui a funzionare: ci dice niente?

Il fatto che stiamo pensando, ragionando, socializzando e possiamo immaginare all’infinito: ci dice niente?

Siamo davvero consapevoli dell’incredibile e complesso sistema che sorregge le nostre esistenze?

Davvero la Creazione è sorretta dagli angeli.

 

I DETTAGLI DELLA TUA VITA

Ripensa spesso al tuo passato e cerca di ricordare cos’è stata la tua vita nel bene e nel male. Poi soffermati sui dettagli: moltissimi sono più importanti di quello che credi ora. Essi hanno determinato scelte ed eventi così fondamentali che ora non saresti così come sei se non ci fossero stati. Nulla è trascurabile per una mente aperta all’auto-consapevolezza nella ricerca della verità. I tuoi condizionamenti sono spesso il frutto di ciò che per te erano solo dei dettagli trascurabili.

 

LA PIENEZZA DELLA VITA

Quando la tua mente inizia ad essere consapevole del suo dinamismo più recondito, comincia il vero viaggio sulla via che ti conduce verso la pienezza della vita. Infatti, se non indaghi con coraggio le motivazioni più inconsce che ti spingono a pensare e ad agire in quel determinato modo, rimani ancora in balìa dei tuoi innumerevoli condizionamenti e pregiudizi e non sai vivere autenticamente. (Una voce da deserto)

 

I LIMITI DELLA NOSTRA MENTE

Per molti il proprio pensiero ed il proprio linguaggio costituiscono i limiti dell’Universo percepito. Ma i limiti li pone la nostra mente, inconsapevole che essa può spaziare oltre l’immaginabile…

LA SUPERBIA

Una persona intelligente e contemporaneamente saggia non potrà mai essere superba perché si rende conto che ci sono infinite cose che non conosce e sa che gli altri pensano ed agiscono grazie ad un loro universo misterioso, molto più misterioso di quello che vuol far credere l’apparenza.

 

LA MENTE ECCELSA E LA MENTE SCIOCCA

Una mente eccelsa insieme ad un’altra mente eccelsa potrebbero potenziare la propria creatività. Una mente sciocca insieme ad un’altra mente sciocca scivolano sempre di più nella più bieca vacuità. Una mente eccelsa insieme ad una mente sciocca, invece, non perderà il suo potenziale perché non si lascerà mai influenzare negativamente.

 

QUALUNQUE COSA FAI…

C’è sempre qualcuno che ti applaude o qualcuno che ti tira le pietre. Pochi, però,diventano davvero solidali nel bisogno. La natura umana è piuttosto complessa, ma se si riesce ad entrare in armonia con gli altri, a suonare le corde interiori giuste, allora avvengono miracoli…

 

 

PERCHÉ AMPLIARE L’ORIZZONTE MENTALE..

Le nostre innumerevoli emozioni sono il frutto di molti dettagli della nostra vita. Spesso li sottovalutiamo perché ci orientiamo solo su ciò che davvero ci interessa in quel momento filtrandolo con le nostre categorie mentali. Ma se la nostra mente ampliasse il suo orizzonte e si impegnasse ad indagare seriamente su chi effettivamente siamo, allora potremmo scoprire con sorpresa molte cose sul nostro io e sui motivi per cui pensiamo ed agiamo in quel determinato modo.

PERCHÉ AMPLIARE L’ORIZZONTE MENTALE..

Le nostre innumerevoli emozioni sono il frutto anche di molti dettagli della nostra vita. Spesso li sottovalutiamo perché ci orientiamo solo su ciò che davvero ci interessa in quel momento filtrandolo con le nostre categorie mentali. Ma se la nostra mente ampliasse il suo orizzonte e si impegnasse ad indagare seriamente su chi effettivamente siamo, allora potremmo scoprire con sorpresa molte cose sul nostro io e sui motivi per cui pensiamo ed agiamo in quel determinato modo.

 

LA MORTE E LA VITA

Ci pensiamo poco, ma la nostra vita terrena emerge da una serie infinita di morti. Il terreno che calpestiamo, ad esempio, è il risultato di infinite dinamiche che hanno coinvolto altre forme di vita. Riflettiamo sul nostro stesso corpo che subisce innumerevoli mutazioni endogene e le cui cellule rimpiazzano quelle precedenti. Siamo avviati continuamente verso una molteplicità di mutazioni dovute al distacco da altre situazioni vitali e psicologiche, fino al distacco finale, che è la morte, Ma sarà proprio la morte a rivelarci il senso della vita.

 

 

SIAMO SOLO IN RAPPORTO ALL’ESSERE SUSSISTENTE

“Ontologicamente” parlando, noi non abbiamo l’essere da noi stessi per cui noi siamo solo in rapporto all’Essere Sussistente. Tutto ciò che siamo è suo, per cui è sciocco credersi chissà chi. Noi siamo davvero il frutto del suo Amore, ma se noi non diventiamo “amore” nulla ha senso. Nell’Amore si conciliano bellezza, verità, bontà e unità. Al di fuori di esse c’è la totale insignificanza dell’essere che rimane separato dal suo Creatore.

 

 

 

LA PERLA PREZIOSA: SCOPRIRE CHE NEI VANGELI C’È IL NOCCIOLO DI TUTTO.

È davvero una cosa meravigliosa scoprire che nei Vangeli trovi una risposta a tutto, ma proprio a tutto, per ottenere la tua serenità interiore. Essi attraversano tempi e spazi, ma sono sempre preziosissimi ed attuali. In essi trovi il senso della tua vita, consigli su come comportarti nelle varie situazioni esistenziali e pratiche. Essi smascherano ogni forma di ipocrisia, ti indicano su chi puoi davvero confidare, ti mostrano la via della speranza e motivano la tua vita. In essi c’è il condensato di tutta la sapienza umana, da quella orientale a quella occidentale e nascondono i principi della sana filosofia. Ti insegnano la vera via dell’Amore e del gioioso distacco. Bisogna avere molta pazienza per leggerli e meditarli nell’umiltà, senza pregiudizi: troverai davvero il tesoro più prezioso della tua esistenza per l’Eternità.

 

LA SCIENZA DOVREBBE INDURRE ALLA TRASCENDENZA

Quando sento dire che uno ha la mentalità “scientista” per giustificare il suo presunto agnosticismo, mi viene da pensare che la scienza dovrebbe invece indurre alla trascendenza. Tutto quel sistema incredibile di cause-effetti sorretto da leggi così complesse sta ad indicare che il Creatore di ogni cosa è Colui che conosce perfettamente ogni forma di esistenza, compreso l’uomo. È davvero strano che non si voglia ammettere questo: chi scandaglia le leggi della materia è consapevole dei suoi limiti perché scopre sempre cose nuove. Ma la vera Novità si cela all’orizzonte della scienza…

ALIMENTARE L’ANIMA

Molti cercano di annegare la loro insoddisfazione esistenziale nei vizi e nei vari divertimenti. Ma l’amarezza di fondo che li accompagna non può essere annullata nei vari palliativi che durano per breve tempo. Alimentare l’anima è un lavorìo interiore che richiede fiducia, costanza, coraggio, distacco e amore.

 

ATTRAZIONE E AMORE

“Attrazione” non significa ancora vero Amore. Può essere un inizio, ma l’amore chiede sempre ulteriori evoluzioni, perché se si fissa su ciò che attrae rischia di rimanere incapsulato in se stesso ed involve. Se il vero amore va oltre a ciò che è solo istintuale, allora cresce e dà i suoi buoni frutti perché diventa fecondo anche interiormente.

Gesù, ad esempio, attraeva la folla per le sue parole e per i suoi miracoli. Poi, quando cominciò a parlare di “croce” e di “distacco”, venne abbandonato da molti. Il culmine dell’amore che ci ha dimostrato è stato proprio la croce che dovette subire, ma quando risorse si cominciarono a vedere i frutti..

 

IL DOLORE

Chi desidera una vita felice dovrà ugualmente soffrire, perché è il desiderio stesso la fonte della sofferenza.

La sofferenza è intrinseca alla nostra situazione esistenziale. Ma, contrariamente a ciò che si pensa, prepara alla serenità interiore, se la sappiamo vivere con distacco.

Chi ama veramente, soffre anche profondamente. Ma non dispera mai.

 

OGNI PERSONA HA IN SÉ I SEMI DELL’ETERNITÀ

Molti individui credono di vivere la realtà pensando che quello è il vero mondo, ma non è così perché girovagano sempre alla superficie di se stessi. Spesso hanno paura di scandagliare in profondità la loro mente, in quanto troppo impegnativo e temono di trovarvi elementi scomodi, che rischiano di rivoluzionare le proprie abitudini. Per questo molti si buttano nell’attivismo più sfrenato o nei vizi più degradanti che impediscono una sana evoluzione personale. Per essi la vita è davvero senza senso e così vivendo, smettono di chiedersi il vero senso dell’esistenza.

Ma ogni persona ha dentro di sé i semi dell’eternità, i quali possono in determinate circostanze, far spuntare dall’humus interiore la pianticella della vera vita. L’importante è non soffocarla per inedia…

 

 

IL MOSAICO DELL’ESISTENZA UMANA

Ognuno di noi ha una sua particolare visione del mondo e costituisce una diversa prospettiva rispetto all’altro. Nella comunicazione tutti noi contribuiamo a ricostruire il mosaico dell’esistenza umana, anche con un solo tassello. Pertanto nessuno, neanche il più emarginato, si ritenga completamente inutile, perché non possiamo sapere il tipo di tassello che apporta e che funzione avrà. Può anche succedere che un giorno si saprà con chiarezza che il suo povero tassello era stato più importante di quelli appartenenti a coloro che li sfoggiavano con auto-sufficienza. Pensiamoci!

 

ARGINARE LE NOSTRE PULSIONI NEGATIVE

Ci sono spinte pulsionali difficilmente controllabili dalla nostra mente perché sono spesso determinate dal nostro trascorso e dall’aspetto emotivo-affettivo acquisito. Possiamo però arginare quelle che inducono alla trasgressione attraverso un’ascesi piuttosto faticosa, ma deve essere impostata sulla fede in Gesù Cristo Salvatore e Misericordioso: egli non è venuto per i sani, ma per i malati!

 

SPRAZZI DI PARADISO IN NOI

Anche passeggiando si può vivere qualche istante di stupore nell’osservare un albero, gli uccelli in volo, un edificio, un passante, le nubi che cambiano forma. Si può provare un sesno di stupore anche prendendo consapevolezza dei nostri piedi che calpestano il suolo, del vento che accarezza il viso, della luce con i suoi mille riflessi e le ombre che si rigenerano, degli odori, di ogni cosa, vegetale o animale.. In questo modo ci sono già sprazzi di Paradiso in noi.

 

SPRAZZI DI PARADISO IN NOI

Anche passeggiando si può vivere qualche istante di stupore nell’osservare un albero, gli uccelli in volo, un edificio, un passante, le nubi che cambiano forma. Si può provare un senso di stupore anche prendendo consapevolezza dei nostri piedi che calpestano il suolo, del vento che accarezza il viso, della luce con i suoi mille riflessi e le ombre che si rigenerano, degli odori, di ogni cosa, vegetale o animale.. In questo modo albergano già sprazzi di Paradiso anticipato in noi.

 

 

LA CONSAPEVOLEZZA DI ESISTERE

Ci sono infinite cose celate ai nostri occhi, le quali esistono anche se non sono presenti nella nostra mente. Ci sono anche moltissimi elementi sedimentati nel nostro inconscio che determinano gran parte del nostro comportamento. Tutto nell’Universo interagisce nello spazio e nel tempo ed ognuno di noi è all’apice della creazione perché ne ha coscienza, mentre tutti i corpi celesti sono solo l’oggetto di questa nostra coscienza. Per quanto essi siano importanti nel sistema cosmico, tutti insieme non sono superiori ad ognuno di noi. Gli oggetti di questo mondo ed i corpi celesti non hanno la consapevolezza di esistere, noi uomini sì. Chi ha più valore?

 

VALE PIÙ IL PROGRESSO MORALE O L’AMORE?

Se riuscissimo a sconfiggere un qualsiasi vizio, rischieremmo di pensare di aver raggiunto un certo progresso spirituale. Ma è proprio così? Immaginiamo di essere riusciti a vincere i vizi più immorali. Cosa vale questa vittoria se non riusciamo ad amare? Anzi, al fine del nostro progresso spirituale ciò potrebbe diventare pericoloso perché comporterebbe inconsciamente la convinzione di essere moralmente perfetti rischiando di avere un’alta reputazione di noi stessi:

“Non faccio questo, non faccio quello ecc. “ quindi ho raggiunto una perfezione morale soddisfacente e forse non serve che chieda perdono dei miei peccati.

L’orgoglio si insinuerebbe subdolamente e forse inizieremmo a crederci migliori degli altri ed a guardarli in un altro modo giudicandoli. In questo caso si indebolirebbe in noi l’amore verso il prossimo e verso Dio stesso, di fronte al quale ci crederemmo puri.

Ma Dio cerca in noi l’amore più della perfezione morale. Spesso ci lascia proprio con certi difetti e fragilità quasi impossibili da superare perché non si insinui in noi l’orgoglio che ci suggerisce inconsciamente di fare a meno di Lui. La consapevolezza delle nostre fragilità, invece, ci avvicina a Lui perché non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati!

 

CIÓ CHE IMPORTA

Ciò che importa in ogni momento della nostra vita terrena è quello che ci aspetta dopo questa vita terrena, perché si sarà più consapevoli dell’eternità. In tutto ciò che pensiamo e facciamo dobbiamo sempre tener presente che in un istante Gesù ci potrebbe prendere con sé come e quando vuole, in ogni momento. Nulla dovrebbe turbarci se siamo serenamente convinti che tutto passa e che siamo proiettati verso l’Eternità, dove ci aspetta l’abbraccio del Padre, con il Figlio e lo Spirito Santo. Tutto davvero passa, anche i problemi o il dolore. Nell’aldilà vedremo le cose dalla parte di Dio nella loro interezza, se crediamo. L’importante è farci trovare pronti, armati di fede, speranza e carità. Se ci mancano queste tre virtù dobbiamo chiederle fiduciosamente alla SS. Trinità ed abbandonarci al volere di Dio.

 

 

Sei molto anziano?

Non vantartene credendoti migliore degli altri: può darsi che Dio, nella sua infinita Misericordia, ti abbia donato più tempo per la conversione interiore a causa del tuo orgoglio o del tuo egoismo.

Sei in salute?

Non disprezzare chi ne è privo. Ringrazia continuamente il Signore vivendo nell’umiltà e soccorrendo i poveri ammalati e i disabili.

 

Sei ammalato o disabile?

Accetta la volontà del Signore. Può darsi che la tua sofferenza, oltre che a salvare te stesso per l’eternità, in virtù della comunione dei santi costituisca un beneficio spirituale per altre anime che nemmeno conosci e che un giorno ti ringrazieranno per sempre.

 

Sei benestante?

Le tue ricchezze, anche se le consideri meritate, vengono permesse dal Signore per soccorrere anche i bisognosi.

 

Sei molto povero ed indigente?

Non invidiare il ricco ma confida sempre nella Provvidenza ricordandoti che sei infinitamente amato dal Signore Gesù, il quale visse nella povertà.

 

Sei un peccatore incallito?

Non disperare mai della Misericordia divina e metti tutta la buona volontà per cercare di migliorarti, ma confidando sempre nel Signore…

 

La serenità interiore dipende dal proprio modo di vedere la vita

 

Meglio un giorno negli atri della sua casa che mille altrove.

Quei giorni altrove sono illusioni transitorie, il giorno negli atri della sua casa sono invece realtà, perché Lui è la Verità, la Via e la Vita.

Perché allora siamo così attratti dall’illusione del peccato?

Dovremmo considerare spesso quanto la serenità interiore sia superiore alla tempesta dei sensi incontrollati. Essa è molto più duratura ed interiore. La consapevolezza dell’amicizia del Signore, se non abbiamo nulla di grave che ci rimprovera, ci aiuta ad ammirare con occhi diversi le bellezze del Creato per poi scaturire in una continua lode: “Quanto è grande il tuo nome Signore su tutta la terra!” È grande nei monti, nelle colline e nelle pianure. È grande nei fiumi, nei laghi e nel mare. È grande in tutta la vegetazione e negli animali. Ma è ancora più grande in ogni uomo fatto a sua immagine e somiglianza!

Un cuore appesantito nel peccato vede tutto opaco e cerca solo il proprio interesse.

Un cuore purificato sa ammirare il tutto con gratitudine e gioia interiore, riconoscente verso il Signore che lo sostiene sempre.

Ma ciò si può ottenere solo se si vive in un continuo atteggiamento di preghiera..

 

OGNI UOMO È INGANNO – dice il salmo 115

 

Ogni uomo è un capolavoro del creato, ma è anche estremamente fragile.

La natura umana in questa dimensione terrena è soggetta alla caducità. Pertanto è necessario sì amare il prossimo come se stessi, ma non confidare eccessivamente nell’uomo in sè perché, come dice il salmo, “ogni uomo è inganno”. Ogni uomo o donna sono soggetti al cambiamento: gli anni corrono, l’umore è spesso altalenante, la malattia e la vecchiaia sono in agguato, i vizi si radicano sempre di più nell’essere umano, la mente è dinamica ed in base agli eventi muta la stessa visione del mondo personale. Chi è eccessivamente attaccato ad una persona e si crea delle aspettative da essa rischia la delusione, perché il vero amore non è possessivo, ma deve essere concreto e purificato di distacco in distacco.

Solo Dio non muta e chi confida in Lui non sarà davvero deluso!

 

QUANDO SI HA DIO SI HA TUTTO

Se comprendiamo bene che Dio è in noi e che ci ama infinitamente allora abbiamo davvero tutto.

Sappiamo che Egli è amore Onnipotente e può concederci, se vuole, qualsiasi grazia perché “Nulla è impossibile a Dio”.

La consapevolezza viva della sua continua protezione arreca in noi una serenità interiore molto più profonda della gioia che ci può dare un bene o un affetto terreno.

Né proprietà di ogni tipo, né fama e successo, né intelligenza geniale possono procurarci la serenità interiore come quella relativa alla consapevolezza che Dio, dal momento che ci ha creato dal nulla, si prende continuamente cura di noi. Se glielo chiediamo, ci perdona i peccati e non tiene conto del nostro passato: ai suoi occhi siamo creature sempre nuove che lo glorificano semplicemente fidandosi di Lui, della sua protezione e della sua Misericordia. Egli solo può alimentare in noi il vero amore per Lui stesso, per la vita e per il prossimo. In questo modo possiamo vivere intensamente l’istante senza preoccuparci del futuro.

“La gloria di Dio è l’uomo vivente”

 

DIO CONTINUA A SERVIRCI SEMPRE

Il Signore è venuto per servire, non per essere servito.

È la logica perfetta di Dio, il quale è puro Amore. Se ci pensiamo bene Egli ci ha sempre servito e continua a servirci. Ci ha fatto esistere dal nulla. Ha permesso il nostro nutrimento e la nostra educazione. Si è incarnato per salvarci dalla nostra miserabile schiavitù del peccato. È risorto per aprirci la via del Paradiso. È pronto ad ascoltare le nostre preghiere E continua a sostenere l’Universo.

Per quale motivo egoistico avrebbe potuto far questo? La sua Gloria consiste nel vedere che il bene in noi prima o poi, se vogliamo, trionfa sempre sul male. Egli, quindi, ci continua a servire in ogni momento, anche a nostra insaputa o quando non lo sappiamo riconoscere.

 

LA LUCE E LA METAFISICA

Se secondo Einstein la materia é energia, allora anche i corpuscoli della luce sono microscopiche nubi energetiche che interagiscono in spazi relativamente ristretti.

La differenza tra ondulAtorio e corpuscolare é solo concettuale, una nostra esigenza indagatrice e comunicativa.

Quando sulla superficie marina distinguiamo le onde dal mare stesso non facciamo altro che osservare forme diverse del dinamismo acqueo.

Cosí il corpuscolare é praticamente una forma di dinamismo in stretta relazione con il fenomeno ondulatorio e viceversa. L’ondulatorio potrebbe essere la traiettoria del corpuscolare, perché tutto è energia, dinamismo spazio-temporale, contrazione ed espansione, ma se potessimo analizzare la vera natura dei due fenomeni quantici, scopriremmo solo pulsazioni energetiche.

La metafisica potrebbe aiutarci a vedere il tutto con piú profondità, smascherando molti pregiudizi concettuali e linguistici…_

 

LA VITA PUÓ ESSERE PIÙ INTERESSANTE DI QUELLO CHE CREDIAMO

Si può realmente combattere la visione pessimistica della vita che spesso cede il passo all’ottimismo interiore.

Innanzittutto non dobbiamo fissarci solo sui nostri limiti: ogni vita umana ha delle potenzialità ancora da scoprire, cominciando da quelle che riteniamo banali: spesso molti di quelli che consideriamo “limiti” li stabiliamo noi perché condizionati dalle nostre esperienze e dai nostri contatti. È davvero la prospettiva personale che rende interessante o no la vita. Si sono visti molti ciechi interiormente sereni, ma molti vedenti sempre angosciati. Come mai?

La nostra mente ha moltissimi dinamismi consci ed inconsci estremamente interessanti, se li sappiamo cogliere mentre indaghiamo in noi stessi con sincerità e senza paure. Essa ha la capacità di osservare in profondità il nostro mondo interiore, affollato di concetti, idee, immagini che attendono la loro riscoperta. Quando osserviamo una persona, ad esempio, è interessante scoprire come la osserviamo e quali condizionamenti ci portano a certi pregiudizi. Comprenderemmo la nostra difficoltà a vivere più semplicemente perché o siamo sempre sulle difensive, o sottovalutiamo che ci sta davanti. In questo senso la mente ha bisogno di liberarsi di tanti orpelli per acquisire più consapevolezza e distacco.

Osserviamo. Osserviamo come osserviamo. Riposiamo anche osservando ciò che affolla la nostra mente, neutralizzando la frenesia di dover esprimere qualche giudizio negativo o positivo senza generare in noi l’ansia da prestazione. L’esistenza, nel bene e nel male, diventa così molto più interessante di ciò che crediamo..

 

IL NOSTRO CENTRO DI APPERCEZIONE

Continuamo ad osservare il nostro modo di osservare. Noi ancora ci conosciamo ben poco. Conosciamo pochissimo il nostro corpo che è molto complesso, figuriamoci i meandri della nostra mente. Essa ha delle mutazioni continue in base a moltissime varianti e condizionamenti. Però c’è un centro di appercezione non localizzabile, il quale non è spazio-temporale, ma trascende ogni forma di percezione. Il suo esserci è intuibile. Infatti esso non può essere soggetto a mutamenti, altrimenti non saremmo consapevoli dei dinamismi esterni ed interni a noi. Noi diciamo che il movimento della luna ha come riferimento base quello della terra, mentre quello della terra si riferisce a quello del sole, il quale si riferisce a sua volta a quello della nostra Galassia “Via Lattea” ed a tutte le altre galassie dell’Universo. Qualcuno individua un punto fermo all’inizio del Big-Bang, ma ora sappiamo che non è proprio così. Analogamente, il nostro centro di appercezione dovrebbe mettere tra parentesi ogni dinamismo della percezione spazio-temporale del quale ne ha la consapevolezza.

Esso non ha una natura come la immaginiamo, proprio perchè sempre trascendente. È l’oltre di ogni oltre, l’interiorità di ogni interiorità, la profondità di ogni profondità. Deduciamo solo che “è”, ma non di più.

Come il vero “vuoto” spaziale attira ogni dinamismo fisico, così il centro di appercezione organizza in sé ogni forma di pensiero e attività mentale, senza per questo rimanerne invischiato.

 

TUTTO È SIMBOLO DI COSE PIÙ GRANDI, ANCHE UNA FOGLIA SECCA

 

Se ci capita di camminare sulle foglie secche spesso i nostri pensieri volano chissà dove. Ma quando, un giorno, per caso, ci si sofferma a riflettere su una sola di queste, allora si intuisce ciò che scriveva il monaco p. Albino Candido: “tutto è simbolo di cose più grandi, tutto è figura dell’eterno in cui non esiste variazione inquietante di vita e di morte. Tutto è un gioco festoso, congegnato su estremi che si distruggono per riabilitarsi in speranza, in certezza.”(p.227)

Eppure questa foglia secca che a prima vista non dice quasi nulla, se non richiamarci la nostra fragilità, ha una sua storia più complessa di quello che pensiamo. È composta da molecole ed atomi ben strutturati ecc. Ogni atomo di essa è stato formato molto tempo fa e potrebbe essere giunto qui sulla terra da altre stelle o da altri pianeti o da meteoriti e comete ed ha assistito a processi quasi infiniti nella formazione della materia, processi così complessi che nemmeno possiamo immaginare.

Ed è una semplice foglia secca.

L’esistenza, se vogliamo, ha spunti davvero molto interessanti!

 

LA FUGA DAL PRESENTE
Molti si alzano il mattino e non vedono l’ora che arrivi la sera..
Perché questa fuga dal presente? Paura? Assuefazione? Noia?
Quando non si è soddisfatti del presente si cercano alternative…
Ma in questo modo si dimenticano le bellezze del momento: il profilo degli alberi e delle montagne, la campagna coltivata, gli uccelli che solcano i cieli, se stessi. Sì, perché ognuno di noi ha una mente meravigliosa, capace di stupirsi, di ragionare, di osservarsi. Chi fugge da se stesso non potrà essere pienamente soddisfatto da altre emozioni ricercate al di fuori di lui, perché tutto parte dalla nostra mente, tutto si svolge lì, nel nostro centro cosciente interiore.

 

IL MISTERO DELL’ADOLESCENZA

Quando abbiamo a che fare con un adolescente che a volte giudichiamo superficialmente stravagante, è necessario far riaffiorare alla nostra memoria gli stati di coscienza della nostra passata adolescenza.

Da adolescenti ci si stupiva per le meraviglie del nuovo mondo che si affacciava in modo graduale alla nostra mente.

Quando l’incanto fanciullino, però, si scontrava con il disincanto dell’adulto, nel nostro animo ribollivano molti interrogativi a cui sapevamo dare poche risposte.

L’adolescente percepisce certi comportamenti assurdi e ipocriti degli adulti. Per questo prova in sé un senso di ribellione. Non si vuole adeguare al mondo adulto, ma contemporaneamente si rassegna per poter essere accettato da questa strana società.

 

CHI È VERAMENTE L’UOMO?

L’uomo è un essere “divinizzabile”. Ciò significa che è stato creato per divenire simile al suo Creatore. Non esiste solo per la dimensione terrena. Essa è solamente una fase della sua esistenza che si completerà nell’altra dimensione, dove ci sarà la pienezza del suo essere.

Ciò ci è stato rivelato da GESÙ CRISTO, il quale è il Dio incarnato in un uomo di nome Gesù. Quindi Egli è uomo e Dio, ed è sceso sulla terra per donarci la consapevolezza che siamo tutti figli amati dal Padre e se crediamo in Lui Egli ci completerà grazie al suo immenso sacrificio ed all’azione dello Spirito Santo. L’uomo non è destinato alla sola dimensione orizzontale, ma nel faticoso processo di divinizzazione egli stesso entrerà nel perfetto dinamismo trinitario divino.

Dio-Padre è Amore, il suo Figlio è Amore, lo Spirito Santo è Amore, per cui tutti noi, se lo vogliamo, diventeremo Amore fondendoci in Dio.

Ancora non siamo ben consapevoli della grande dignità che ha ogni uomo nell’essere chiamato a diventare vero figlio di Dio, ma possiamo già in questa vita gustare qualche anticipo della gloria di Dio, credendo in Gesù Cristo, nel suo Vangelo, rispettando gli insegnamenti retti della sua Chiesa e frequentando i Sacramenti, amando Dio più di tutto ed il prossimo come noi stessi.

 

GIÀ E NON ANCORA: riflessione sul tempo

 

Dal punto di vista umano il tempo sembra percorrere una traiettoria da A a B. I secondi, le ore, i giorni, i mesi e gli anni si susseguono con ritmi che sembrano misurabili oggettivamente.

Ciò non vale soggettivamente perché il trascorrere del tempo è da noi umani percepito in modo diverso in base alle varie situazioni e agli stati d’animo. Questo fatto venne analizzato e definito da H. Bergson come il “fenomeno della durata”.

Ormai è assodato che il tempo in sé non esiste, ma è solo una nostra elaborazione mentale, anche se utilissima a livello pratico.

Sappiamo che tutto si svolge nell’istante, per cui il futuro è solo una nostra proiezione, mentre il passato è relegato nella nostra memoria.

Possiamo intuire che se tutto si svolge nell’istante, allora ciò che è passato è concentrato lì, mentre il futuro, che non esiste oggettivamente, sarà sempre nell’istante.

Passato, presente e futuro in Dio sono un istante e l’istante è eternità.

 

 

CONVIVERE SERENAMENTE CON IL PENSIERO DELLA MORTE CORPORALE

 

Quando consideriamo la morte di qualcuno, potrebbe essere l’occasione per riflettere sulla nostra morte corporale, perché tutti coloro che sono morti ci hanno solo preceduto. Ma non dobbiamo farlo con angoscia, perché chi si abitua a convivere con il pensiero della morte, in un certo senso, ha più probabilità di vivere meglio il presente.

Un motivo è perché egli non si illude con aspettative che spesso lo fanno fuggire dalla vera vita presente per proiettare il suo stato d’animo in un futuro incerto, arrecando così frustrazioni continue.

Un altro motivo è la speranza cristiana dell’aldilà, in una dimensione da risorto insieme ad altri risorti in Cristo, dove si potrà vivere in pienezza senza più subire il dolore e la morte.

 

NON DOBBIAMO TEMERE : DIO CI AMA SEMPRE

A volte si vorrebbe possedere l’entusiasmo antico per comunicare ciò che pullula nella nostra mente. Ma sembra calata la motivazione. Eppure essa è dinamica perché il Signore che è in noi non dorme, ma vigila, ci protegge, ci osserva con estremo interesse anche quando noi pensiamo alla nostra nullità, ci sentiamo inutili o dormiamo.

Il “vegliare” probabilmente non consiste solo nell’avere qualche bella idea o elaborare un concetto intelligente. No, esso è molto di più perché coinvolge in modo prioritario il cuore, più che la mente. Sappiamo di essere amati da Colui che ci ha creati e ci sostiene insieme a tutto l’universo. Cosa vogliamo di più? Ogni momento dovrebbe essere riferito a Lui, per cui tutto in Lui diventa interessante, anche il nostro stato d’animo che attraversa il deserto della depressione. A Dio basta il nostro cuore che crede nel suo amore.

 

 

 

IL CENTRO DELL’UNIVERSO

Ovunque tu vada troverai il centro dell’Universo, perché esso è già in te.

Ognuno di noi è unico ed irripetibile. Non possiamo vivere in un altro corpo e la nostra anima risiede solo nel nostro corpo. Per questo, in un certo senso, ognuno di noi è il centro di tutto ciò che percepiamo interiormente ed esteriormente. È nella nostra mente che avvengono i dinamismi bio-chimici che consentono di compiere le scelte della nostra anima, centro trascendente ed immortale che accompagna la nostra esistenza. Del resto siamo fatti ad “immagine e somiglianza di Dio” ed il Dio trinitario alberga in noi, se lo lasciamo operare. Siccome Dio è il Centro assoluto da cui provengono tutte le cose esistenti, anche noi partecipiamo di questa centralità cosciente per la nostra progressiva divinizzazione.

 

GESÙ RENDE IL PADRE ANCORA PIÙ AMABILE

 

Dovremmo tutti coltivare sentimenti di vero amore e riconoscenza verso Dio, nostro Creatore e Signore. Ma la realtà quotidiana spesso ci rende increduli, tiepidi o freddi nei suoi confronti per svariati motivi tra i quali gli affanni della vita, la monotonia, le sofferenze di ogni tipo, le seduzioni della carne e del mondo ecc.

Il Padre, allora, ci è venuto incontro non togliendoci il dolore e le difficoltà dell’esistenza, ma inviando suo Figlio, vero uomo e vero Dio, il quale ha condiviso tutto di noi, eccetto il peccato. Nasce povero e perseguitato in un’umile famiglia, è esule in Egitto, viene frainteso nonostante tutto il bene che ha compiuto, viene torturato e condannato a morte, ma poi risorge dai morti.

Come si fa a non provare tenerezza e riconoscenza pensando all’uomo-Dio che si fa bambino, che soffre in mezzo a noi per noi, che ci indica la via da seguire per raggiungere la Verità e la Vita e rimane sempre in mezzo a noi, soprattutto con l’Eucaristia?

Egli sa che non sappiamo amare, per questo da noi chiede solo fede, fiducia ed abbandono, il resto lo farò Lui, perché dopo la croce ci sarà la Risurrezione per tutti coloro che gli credono.

 

SIAMO CONSAPEVOLI DI QUANTO DIO CI AMA?

Se comprendessimo veramente a fondo quanto Dio ci ama, non saremmo preoccupati di nulla. Egli è in noi ed accanto a noi: ci osserva ed ascolta con amore e discrezione ed attende da noi anche una piccola attenzione, un riconoscimento, un ringraziamento, ma soprattutto l’abbandono filiale. Quando una madre tiene il figlioletto tra le sue braccia istintivamente siamo portati alla tenerezza. Dio è molto di più di questa madre: Egli ci tiene tra le sue braccia se sappiamo abbandonarci fiduciosi in Lui. Se abbiamo coscienza delle nostre fragilità corriamo subito da Lui: Egli ci abbraccia e ci consola perché non vuole che nessuno dei suoi figli perisca.

Non temiamo. Ricorriamo sempre a Lui in qualsiasi circostanza: se siamo preoccupati, ansiosi, affaticati, tiepidi e soprattutto peccatori. Egli ama infinitamente ogni persona: se crediamo in questo Amore il suo cuore non resiste e si dona a noi sempre di più.

 

Tante conoscenze ci rendono davvero più intelligenti?

 

Oggi la società così altamente tecnologica ci richiede l’acquisizione di molte nozioni. Indubbiamente molta conoscenza rafforza anche l’intelligenza, la quale ci può essere utile per la professione e per superare i diversi ostacoli della vita frenetica d’oggi. Con la conoscenza possiamo anche diventare degli ottimi artisti, ingegneri, architetti, insegnanti, imprenditori, politici ecc.

Siamo realmente soddisfatti quando abbiamo raggiunto gli obiettivi che apparentemente desideravamo? Quando notiamo un fondo di insoddisfazione, potrebbe essere una buona occasione per comprendere i motivi della crisi e per andare oltre la semplice conoscenza esteriore. C’è un universo interiore che non finiremo mai di esplorare. Però se non iniziamo mai a farlo rimaniamo sempre alla superficie di noi stessi e difficilmente potremo colmare questa misteriosa insoddisfazione che ci tormenta. Quando cominceremo a comprendere l’importanza dell’esplorazione interiore, allora la nostra conoscenza diviene più intelligente, anche se non si esaurirà mai.

 

LA FILOSOFIA DI VITA DEL DISTACCO

 

La funzione di ognuno di noi in questa vita terrena è importante per la crescita interiore della nostra persona e quella degli altri. Ma la vera crescita interiore avviene nel distacco. Un insegnante dovrà rendersi inutile per i propri allievi, come dovrà esserlo un medico per i suoi pazienti ecc. Persino la madre ed il padre dovranno essere assenti nei confronti dei figli, i quali vengono staccati gradualmente dal “cordone ombelicale”. Ed è in questa assenza attiva che si afferma meglio la loro presenza, perché lasciano ciò che sono stati, affinché i figli trovino la loro vera identità.

 

IL TRIONFO DEI SACCENTI

 

“Saccente è la persona che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o crede di sapere, che non perde occasione per intervenire su ogni argomento, ostentando in modo sussiegoso e irritante un sapere, spesso superficiale e, talvolta, anche presuntuoso” (Treccani)

A livello mediatico è incredibile il successo che raggiungono certi “saccenti” al giorno d’oggi. Ciò è constatabile dando un’occhiata alle loro produzioni mediatiche con un numero spropositato di “followers”.

Con molta arroganza si dimostrano competenti ma non hanno alcuna profondità. Probabilmente la massa anonima non vuole pensare troppo e preferisce la superficialità. E così facendo i nuovi guru mediatici alimentano la progressiva stupidità di massa ed il “pressapochismo” in molti settori della vita sociale. Purtroppo questo fenomeno ha una ricaduta notevole nelle scelte culturali, etiche, morali e politiche di molte persone giovani e meno giovani. E ciò è davvero preoccupante, perché dove abbonda l’ignoranza e la stupidità cresce esponenzialmente il disagio sociale ed il degrado morale.

 

29 ottobre 2018

 

“Ho vissuto una vita meschina, piccola, gelosa, come milioni di individui fanno, che importanza ho io? Sono come il vasto oceano della gente: muoio, ma mi attacco alla mia piccola, misera vita, voglio che continui, nella speranza che un giorno, in futuro, sarò felice. E con questa speranza muoio, e sono come milioni d’altri nel vasto oceano dell’esistenza, senza significato, senza senso, senza bellezza, senza alcunché di reale. Se la mente esce fuori da questo enorme flusso, come deve, allora viene a manifestarsi una dimensione totalmente differente. Questo è il compimento dell’intero processo del vivere, questa è l’essenza del vivere: uscire da questa corrente di bruttezza e di brutalità, e siccome non possiamo farlo, non avendo l’energia, la vitalità, l’intensità, l’amore necessario, seguiamo la corrente. (Sulla mente e il pensiero – J. Krishnamurti p.59)

 

1 novembre 2018

 

TUTTI NOI ABBIAMO IL DOVERE DI DIVENTARE SANTI

I santi erano persone in carne ed ossa come noi, con i loro pregi ed i loro difetti. Ciò che li ha resi tali fu la risposta d’amore alla chiamata divina. Con eroismo affrontarono la quotidianità cercando di essere sempre fedeli al Signore. Non si ritenevano migliori degli altri, anzi erano sempre più consapevoli della loro miseria umana. Ma non si scoraggiavano perché ponevano in Dio la loro fiducia e le loro speranze. Erano sempre grati per tutto ciò che il Signore permetteva nelle loro vite terrene. Erano talmente fiduciosi nella Misericordia divina che non vedevano l’ora di raggiungere il Padre. Trascorrevano gran parte del loro tempo immersi nella preghiera, anche quando erano attivi ed ardenti nella carità verso il prossimo. Tutti noi abbiamo il dovere di diventare santi…

 

 

7.11.18

 

Perché esiste l’Universo invece del nulla?

Innanzittutto ognuno di noi può porsi questa domanda perché esiste coscientemente in questa dimensione spazio-temporale. Ciò appare piuttosto ovvio, cartesianamente parlando (Penso, dunque sono)

Il fatto che ci siamo involontariamente ritrovati “coscienti” in questo sistema cosmico genera, naturalmente molte domande esistenziali.

Quando ci poniamo interrogativi, comunque, spontaneamente noi fissiamo la nostra attenzione sulle risposte senza pensare se queste domande abbiano davvero un senso logico.

Quindi la domanda “Perché esiste l’Universo invece del nulla?” necessita di un’analisi sincera sia sul piano linguistico che quello della logica.

Il termine “perché” implica concetti criptati in modo sintetico:

“quale è il motivo di fondo o la ragione fondante”, “che moventi sottostanno”, “che scopo si intende raggiungere” ecc.

L’altro termine “esiste” implica altri concetti affrontati nei millenni precedenti dalla filosofia e dalla metafica, ma fondamentalmente esso indica ciò che è attivo, percepibile e percepito, dinamico e presente in una forma di coscienza appartenente a questa strana dimensione spazio-temporale.

Il termine “invece” sottende un’alternativa a ciò a cui ci riferiamo, in questo caso il “nulla”.

È logico porre il “nulla” come alternativa all’essere? Se ci pensiamo bene ciò si rivela una forma di contraddizione o un’incongruenza logica.

Se affermo che esiste qualcosa, è del tutto irrilevante e vano che esso si contrapponga al nulla, perché quando dico “nulla, sostanzialmente mi riferisco a ciò che non esiste. Il mio pensiero si colloca sempre all’interno di un sistema esistente, che sia soggettivo od oggettivo. Il nulla in sé è solo un concetto che orienta a porre tra parentesi l’essere, gli enti e l’esistenza cosciente.

La domanda “Perché esiste l’Universo invece del nulla?” non potrà avere risposte congrue, perché ha l’inconsistenza del “flatus voci”, per cui ciò che è “è”, e ciò che non è “non è” ed ogni forma di ragionamento si attua solo in un contesto esistenziale oggettivo.

L’Universo esiste oltre ogni “perché”..

 

15.11.18 ore 16-00

Brunello Pagavino: l’ho appena incontrato al termine della stradina davanti casa: Dopo il raccoglimento “peripatetico”, desideravo parlare con una persona che ascoltasse…ecco capitare proprio lui! Beh…su tante cose avrebbe ragione: noi “cristiani” non ci comportiamo sempre coerentemente e spesso crediamo di avere la verità in tasca o di essere addirittura superiori agli altri. Però è importante il confronto con una persona che non la pensa come te. Essa può aiutarti a mettere in crisi il tuo modo di agire, i tuoi pregiudizi e forgiare la vera umiltà nell’ascolto sincero, nel sapersi mettere in crisi senza tradire la propria fede in Gesù Cristo. “Io sono la via la Verità e la vita” affermò Gesù…”Venite a me voi tutti che avete sete ed io vi ristorerò”

 

CHI NON LA PENSA COME TE

Ho incontrato da poco un amico e ci siamo messi a dialogare. Su tante cose avrebbe ragione: noi che ci definiamo “cristiani” non ci comportiamo sempre coerentemente e spesso crediamo di avere la verità in tasca e qualcuno pensa di essere addirittura superiore agli altri. Però è importante il confronto con una persona che non la pensa come te ed è aperta al dialogo. Essa può aiutarti a mettere in crisi il tuo modo di agire, i tuoi pregiudizi e forgiare la vera umiltà nell’ascolto sincero, nel sapersi mettere in crisi senza tradire la propria fede in Gesù Cristo. “Io sono la via la Verità e la vita” affermò Gesù…”Venite a me voi tutti che siete affaticati e stanchi ed io vi ristorerò” “Chi ha sete venga ed io lo disseterò”

 

17.11.18

 

LA FUGA DAL PRESENTE

Perché uno si alza il mattino e non vede l’ora che arrivi la sera?

Perché questa fuga dal presente? Paura? Assuefazione? Noia?

Quando non si è soddisfatti del presente si cercano alternative…

Ma in questo modo si dimenticano le bellezze del momento: il profilo degli alberi e delle montagne, la campagna coltivata, gli uccelli, se stessi. Sì, perché ognuno di noi ha una mente meravigliosa, capace di stupirsi, di ragionare, di osservarsi. Chi fugge da se stesso non potrà essere pienamente soddisfatto da altre emozioni ricercate al di fuori, perché tutto parte dalla nostra mente, tutto si svolge lì, nel nostro centro cosciente interiore.

 

LA FUGA DAL PRESENTE
Molti si alzano il mattino e non vedono l’ora che arrivi la sera..
Perché questa fuga dal presente? Paura? Assuefazione? Noia?
Quando non si è soddisfatti del presente si cercano alternative…
Ma in questo modo si dimenticano le bellezze del momento: il profilo degli alberi e delle montagne, la campagna coltivata, gli uccelli che solcano i cieli, se stessi. Sì, perché ognuno di noi ha una mente meravigliosa, capace di stupirsi, di ragionare, di osservarsi. Chi fugge da se stesso non potrà essere pienamente soddisfatto da altre emozioni ricercate al di fuori di lui, perché tutto parte dalla nostra mente, tutto si svolge lì, nel nostro centro cosciente interiore.

 

 

 

LE OMELIE DEI SACERDOTI

Vorrei tanto incontrare un sacerdote che nell’omelia ponesse in risalto le bellezze della vita e la ricchezza della nostra mente. Se fosse davvero in grado di comunicare a tutti il suo entusiasmo di vivere e di esistere coscientemente, forse non servirebbero tante raccomandazioni etiche e morali ripetute sino alla noia. Quando si viene sensibilizzati ad osservare le bellezze del Creato e le meraviglie della nostra mente, diventa spontaneo riconoscere la grandezza del Creatore e quella dei suoi figli. “Io ti rendo lode o Padre, Signore del Cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti ed ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.” (Lc.10,21)

 

19 novembre 2018

 

FASCINAZIONE E DEFASCINAZIONE

  1. ha l’impressione di non poter resistere e desidererebbe compiere certe trasgressioni, perché subentra la progressiva “fascinazione” relativa all’oggetto della sua fantasia. Se è una fascinazione che comporta disagio ed isoddisfazione dopo la sua consumazione, non è meglio privarla dell’aura mitica che la fantasia la circonda?

“Defascinazione” potrebbe essere il neologismo.

Ma il termine “fascinazione” viene spesso utilizzato in relazione all’ipnosi. In questo caso il significato che intendo si avvicina di più ad un processo di mitizzazione personale, per cui ciò che in genere affascina relativamente, per il soggetto diventa un’attrazione morbosa che può indurre alla trasgressione.

Per questo bisogna che la mente osservi il suo stesso funzionamento. Si accorgerà che questa fascinazione morbosa è dovuta ad alcune esperienze vissute, a certi stimoli ambientali e sociali, ad alcune gratificazioni ambigue del passato ecc. Si tratta semplicemente di osservare il funzionamento della propria mente senza lasciarsi coinvolgere da pregiudizi etici e morali.

  1. ama il buon vino. Ama berlo in qualche locale preferito in compagnia degli amici o dei conoscenti perché dopo un solo bicchiere si sente più disinibito nei contatti umani, ha più coraggio di esternare qualcosa che tratteneva troppo in se stesso, ha l’impressione che il suo linguaggio diventi più scorrevole, la sua memoria più lucida ecc. Gradualmente, dopo altri bicchieri, l’atmosfera attorno a lui appare leggermente più ovattata, compresi i suoni e gli odori e gli pare di vivere in una dimensione più sopportabile della quotidiana realtà, mettendo in secondo piano preoccupazioni, sensi di colpa, paure ecc.

Questa esperienza può indurlo alla “coazione a ripetere” perché si sta formando in lui un processo di fascinazione per quella situazione. In lui preme l’esigenza di ripetere simili esperienze, con il rischio, però, di perdere un po’ l’autocontollo. Il disagio, allora consiste nella dipendenza, nel pericolo di perdere l’autocontrollo per un possibile eccesso di alcol, e nelle conseguenze spiacevoli per il suo stato psico-fisico, una volta terminata la situazione.

Vale proprio la pena diventare succubi di questo tipo di “fascinazione”?

  1. comprende bene il tipo di disagio che si sta costruendo, ma spesso è più forte di lui.

Come uscirne?

Per questo bisogna che la sua mente osservi il suo stesso funzionamento. Comprenderà che questa fascinazione morbosa è dovuta ad alcune esperienze vissute, a certi stimoli ambientali e sociali, ad alcune gratificazioni ambigue del passato e del presente ecc. Si tratta semplicemente di osservare il funzionamento della propria mente senza lasciarsi coinvolgere da pregiudizi etici e morali.

L’autocontrollo avverrà quando comincia a diventare più consapevole del funzionamento della propria mente.

 

 

 

 

3 dicembre 2018-12-03

NON TEMIAMO : DIO È IN NOI

A volte si vorrebbe possedere l’entusiasmo antico per comunicare ciò che pullula nella nostra mente. Ma sembra calata la motivazione. Eppure essa è dinamica perché il Signore che è in noi non dorme, ma vigila, ci protegge, ci osserva con estremo interesse anche quando noi pensiamo alla nostra nullità, ci sentiamo inutili o dormiamo.

Il “vegliare” probabilmente non consiste solo nell’avere qualche bella idea o elaborare un concetto intelligente. No, esso è molto di più perché coinvolge in modo prioritario il cuore, più che la mente. Sappiamo di essere amati da Colui che ci ha creati e ci sostiene insieme a tutto l’universo. Cosa vogliamo di più? Ogni momento dovrebbe essere riferito a Lui, per cui tutto in Lui diventa interessante, anche il nostro stato d’animo che attraversa il deserto della depressione. A Dio basta il nostro cuore che crede nel suo amore.

 

5 dicembre 2018-12-05

IL CENTRO DELL’UNIVERSO

Ovunque tu vada troverai il centro dell’Universo, perché esso è già in te.

 

Ognuno di noi è unico ed irripetibile. Non possiamo vivere in un altro corpo e la nostra anima risiede solo nel nostro corpo. Per questo, in un certo senso, ognuno di noi è il centro di tutto ciò che percepiamo interiormente ed esteriormente. È nella nostra mente che avvengono i dinamismi bio-chimici che consentono di compiere le scelte della nostra anima, centro trascendente ed immortale che accompagna la nostra esistenza. Del resto siamo fatti ad “immagine e somiglianza di Dio” ed il Dio trinitario alberga in noi, se lo lasciamo operare. Siccome Dio è il Centro assoluto da cui provengono tutte le cose esistenti, anche noi partecipiamo di questa centralità cosciente per la nostra progressiva divinizzazione.

7 dicembre 2018

CHI CI INDICA IL VERO SENSO DELL’ESISTENZA?

 

 

Il mondo in cui viviamo è davvero molto misterioso ed ancora più misteriosa è la nostra vita terrena. Stranamente gran parte del nostro tempo trascorre nella superficialità, perché spesso non sopportiamo il peso del mistero che ci circonda. Ci sono molti più interrogativi che risposte certe e fino all’ultimo respiro non sappiamo realmente perché viviamo. Fortunatamente ci sono figure importanti della storia che ci indicano il senso del tutto, prima fra tutte Gesù Cristo, il quale è vissuto da vero uomo e vero Dio, ha patito, è morto e poi è risorto: è il Cristo risorto che ci svela il nostro destino di Figli di Dio, mentre Maria Vergine è la persona creata che ha raggiunto la sua completezza, la quale rappresenta l’umanità reintegrata in Dio, a sua immagine e somiglianza.

 

11 dicembre 2018

ABBANDONIAMOCI TRA LE SUE BRACCIA

Se comprendessimo a fondo quanto Dio ci ama, non saremmo preoccupati di nulla. Egli ci osserva con amore e discrezione ed attende da noi anche una piccola attenzione, un riconoscimento, un ringraziamento, ma soprattutto l’abbandono. Quando una madre tiene il figlioletto tra le sue braccia istintivamente siamo portati alla tenerezza. Dio è molto di più di questa madre: Egli ci tiene tra le sue braccia se sappiamo abbandonarci fiduciosi in Lui. Se abbiamo coscienza delle nostre fragilità corriamo subito da Lui: Egli ci abbraccia e ci consola perché non vuole che nessuno dei suoi figli perisca.

Non temiamo. Ricorriamo sempre a Lui in qualsiasi circostanza: se siamo preoccupati, ansiosi, affaticati, tiepidi e soprattutto peccatori. Egli ama infinitamente ogni persona: se crediamo in questo Amore il suo cuore non resiste e si dona a noi sempre di più.

12 dicembre 2018

Rimanere in grazia di Dio chiedendogli sempre perdono…

I piaceri della vita trasgressivi passano e lasciano l’amaro in bocca.

 

LA CONOSCENZA E LA CONSAPEVOLEZZA

SIAMO REALMENTE SODDISFATTI DOPO AVER RAGGIUNTO I NOSTRI OBIETTIVI?

Spesso si confonde la conoscenza con la consapevolezza. Oggi la società ci richiede l’acquisizione di molte nozioni. Indubbiamente molta conoscenza rafforza anche l’intelligenza, la quale ci può essere utile per la professione e per superare i diversi ostacoli della vita frenetica d’oggi. Con la conoscenza possiamo anche diventare degli ottimi artisti, ingegneri, architetti, insegnanti, imprenditori, politici ecc.

Siamo realmente soddisfatti quando abbiamo raggiunto gli obiettivi che apparentemente desideravamo? Quando notiamo un fondo di insoddisfazione, potrebbe essere una buona occasione per comprendere i motivi della crisi per andare oltre la semplice conoscenza esteriore. C’è un universo interiore che non finiremo mai di esplorare. Però se non iniziamo mai a farlo rimaniamo sempre alla superficie di noi stessi e difficilmente potremo colmare questa misteriosa insoddisfazione. Quando cominceremo a comprendere l’importanza dell’esplorazione interiore, allora la nostra conoscenza diviene più completa, anche se non si esaurirà mai.

 

22 dicembre 2018-12-22

per QUORA

Ho l’impressione che chi ha attacchi di panico vive un momento di auto-consapevolezza particolare sul mondo assurdo che lo circonda e su quello interiore non supportata dalla fragile situazione psico-fisica. E’ una forma di estremo disagio, ma la psiche in quel momento è sincera. È possibile?

23 dicembre 2018

 

Strano. Una subdola sensazione di tristezza arciona il mio animo soprattutto quando prendo consapevolezza che le giornate cominceranno ad allungarsi, che attorno a casa mia aumentano i disturbi di ogni genere, quando la pioggia tarda a venire ecc.

Forse la vera genesi è in me stesso: il tempo fluisce e la vecchiaia incombe… Mi rendo conto di non saper amare e che tante volte l’ipocrisia prevale.

Dio non può essere compreso come spesso pretendiamo. È necessario ascoltarlo, più che comprenderlo e poi Lui gradualmente rivela qualcosa di se stesso, cioè l’Amore.

Gesù ha detto e fatto tutto. Si tratta solo di ascoltarlo…

“Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere. Quello che mi interessa è la mia vita. Per quanti libri sfogli, non trovo niente di diretto, di assoluto, di insostituibile. Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico.” (Cioran)

 

“I condannati alla lucidità” (a proposito della tentazione di esistere di Cioran)

Esistere presuppone un’iniziazione alla vertigine..

 

IL VANILOQUIO FILOSOFICO

Il ragionamento filosofico a molti sembra inutile, eppure non possiamo farne a meno. Questo ragionamento che denominiamo “filosofico” ci regala l’illusione di aver raggiunto una certa profondità o altezza di pensiero. Ma esso non dovrebbe essere slegato dalla nostra situazione esistenziale, anche se in effetti nulla è davvero alieno da noi e dalla nostra percezione. Comunque il vaniloquio filosofico ha anche una funzione sociale specifica, nel senso soprattutto dell’arricchimento del linguaggio: esso puntualizza, scava, crea neologismi, analizza la parola, le idee ed i concetti. Un linguaggio arricchito è utile per la comunicazione più adeguata dei propri dinamismi interiori e degli eventi esterni. Non avremmo forse raggiunto questo tipo di progresso, anche se discutibile, senza la filosofia, la quale è il comune denominatore di ogni disciplina umanistica e scientifica.

 

24 dicembre 2018-12-24

Gesù Bambino, tu che sei l’Amore Onnipotente che si è incarnato in te, fragile bimbo, guarda a noi poveri peccatori e donaci l’umiltà affinché prendiamo consapevolezza che senza te nulla possiamo fare.

 

NATALE : L’UMILTÀ DEL DIO-BAMBINO

 

Gesù Bambino, è l’Amore Onnipotente che si è incarnato in un fragile bimbo. Egli ci mostra la vera umiltà per cui:

Anche se ti rendi conto che gli altri ti salutano solo per formalità, tu saluta sempre tutti con amore.

Quando gli altri ti trattano con disprezzo, guardali con dolcezza e così farai capire che tutti siamo amati dallo stesso Creatore.

Se riscontri con amarezza l’ingratitudine da chi hai fatto del bene, tu continua a fare loro il bene, anche pregando. Prima o poi lo Spirito Santo li illuminerà.

Se incontri volti indifferenti o duri, dona loro un sorriso.

Se al termine della giornata lavorativa nessuno riconosce le tue fatiche, guarda Gesù Bambino nel presepe: egli ti è sempre riconoscente.

 

 

L’ANSIA È SPESSO GENERATA DALLA NOSTRA VISIONE DEL MONDO

Molte cose rischiano di generare in noi ansia. Evitarle o andare a fondo per capire il loro meccanismo interiore? Si potrebbe anche scoprire che valeva la pena preoccuparsi. Ci accorgiamo, comunque, che a noi manca sempre qualcosa che non sappiamo ben individuare e definire. Si tratta di comprendere attraverso un’indagine spontanea il funzionamento della nostra mente. In questa indagine non deve prevalere il ragionamento in sè, come se fosse un fatto di competitività, ma dovremmo lasciar scorrere il flusso dell’osservazione, senza giudicarci. Osservare il flusso dei nostri pensieri cercando di mettere tra parentesi ogni forma di pregiudizio etico, morale o ideologico, non è così impegnativo come si crede, non richiede chissà quale sforzo: dovrebbe essere naturale come molte funzioni del nostro corpo. Il cuore batte e non si chiede come dovrebbe farlo, e così per l’apparato digestivo, respiratorio ecc. È la nostra visione del mondo ansiogena che andrebbe ripulita e rigenerata attraverso la sana abitudine dell’auto-osservazione spontanea.

 

IL TRIONFO DEI SACCENTI

 

“Saccente è la persona che tende presuntuosamente a far mostra di ciò che sa o crede di sapere, che non perde occasione per intervenire su ogni argomento, ostentando in modo sussiegoso e irritante un sapere, spesso superficiale e, talvolta, anche presuntuoso” (Treccani)

A livello mediatico è incredibile il successo che raggiungono certi “saccenti” al giorno d’oggi. Ciò è constatabile dando un’occhiata alle loro produzioni mediatiche con un numero spropositato di “followers”.

Con molta arroganza si dimostrano competenti ma non hanno alcuna profondità. Probabilmente la massa anonima non vuole pensare troppo e preferisce la superficialità. E così facendo i nuovi guru mediatici alimentano la progressiva stupidità di massa ed il “pressapochismo” in molti settori della vita sociale. Purtroppo questo fenomeno ha una ricaduta notevole nelle scelte culturali, etiche, morali e politiche di molte persone giovani e meno giovani. E ciò è davvero preoccupante, perché dove abbonda l’ignoranza e la stupidità cresce esponenzialmente il disagio sociale ed il degrado morale

 

Sai quale è il momento più importante della tua vita?

Quello che stai vivendo ora è il momento più importante. In effetti il passato non c’è più, il futuro deve ancora avvenire, e quindi non c’è. È solo “ora” che tu stai realmente vivendo. In questo preciso istante hai la possibilità di pilotare la tua vita e di decidere della tua stessa esistenza. Non farti illusioni: il tempo scorre veloce e la vita terrena è un soffio. Ma se ti immergi nell’istante in pienezza, intuisci il senso dell’Eternità. Istante ed Eternità coincidono in quanto entrambi sono privi del tempo.

NELL’ EUCARISTIA GESÙ CI CONSOLA

 

Se sei afflitto perché hai l’impressione di non interessare a nessuno o perché la tua vita ti appare fragile, grigia e monotona, accetta questo consiglio: Pensa alle ricchezze che possiedi quando hai la salute e puoi vedere,toccare,ascoltare, parlare, annusare e camminare. Pensa alla tua incredibile mente, alla tua anima immortale ed al tuo silenzioso Creatore, il quale è il vero Padre Celeste. Prendi coscienza dei tuoi peccati, entra in una Chiesa e confessali ricevendo l’assoluzione. Poi mettiti davanti all’altare in profonda umiltà e con riconoscenza e partecipa ad una Santa Messa: lì avviene un grandissimo miracolo. Quell’Ostia e quel vino vengono trasformati nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo, il quale ti ama infinitamente e desidera che tu l’accolga con rispetto ed entusiasmo nella Santa Comunione. La tua gioia sarà piena se lo riceverai con fede viva: credi fermamente che Egli, per mezzo del quale tutto è stato creato, ti considera davvero e ti ama per tutta l’Eternità!

 

FLAT MAN : Alcune caratteristiche dell’uomo piatto

Esiste senza esserne sufficientemente consapevole.

Vive senza stupirsi della vita.

Pensa rimanendo alla superficie di se stesso.

Socializza solo per un suo esclusivo tornaconto.

Ascolta poco se stesso e ascolta gli altri senza amore.

Vive nella paura di ogni cambiamento e teme la solitudine perché non vuole pensare.

Vede la religione come un orpello necessario per l’ordine sociale.

 

 

UN GIORNO GLI UOMINI NON SOPPORTERANNO PIÙ IL MATERIALISMO E LA SUPERFICIALITÀ

Verrà il giorno in cui, la maggior parte degli uomini già su questa terra saranno stanchi di rimanere alla superficie di se stessi, del materialismo estremo, della decadenza morale, del nichilismo, della violenza e dell’angoscia esistenziale. Allora cercheranno sitibondi tutto ciò che può arricchire il loro spirito, dalla poesia ad ogni forma di arte più elevata, ma soprattutto scopriranno la via della Verità aderendo a Colui che eleva l’esistenza di ognuno: Gesù Cristo, il quale disse di se stesso: “Io sono la via, la verità e la vita”.

La Chiesa sarà completamente rinnovata nell’amore e si diffonderà l’uso dei Sacramenti, soprattutto l’Eucaristia dove Dio, presente in Gesù Cristo nelle sacre specie, verrà più adorato e glorificato. In questa nuova era di relativa pace si praticherà di più la giustizia sociale e la fratellanza universale.

Già da ora ognuno di noi, nel nostro piccolo microcosmo, può darsi da fare fiduciosamente con la preghiera e l’amore verso Dio ed il prossimo affinché ciò si verifichi più presto possibile.

 

LA NASCITA DI GESÙ RIGUARDA DIRETTAMENTE OGNUNO DI NOI: CI MANIFESTA CHI REALMENTE SIAMO.

“Epifania” etimologicamente significa “manifestazione dall’alto”. In genere si festeggia il fatto che Dio si è manifestato nel bambino Gesù della mangiatoia di Betlemme. Si pensa poco, però, che questa manifestazione riguarda direttamente ognuno di noi. Dio incarnandosi in un uomo, ci ha rivelato chi è per Lui l’uomo. “Voi siete dei” – aveva detto in un episodio riportato dal Vangelo. In effetti ognuno di noi, grazie a Lui, è Figlio di Dio e vive la dimensione terrena perché si sta preparando a quella celeste nella progressiva divinizzazione. Il destino di ognuno di noi, quindi, è quello di diventare simili a Dio, il quale in Gesù Cristo, ci assimilerà totalmente in Lui e lo vedremo così come Egli è. In questo senso, ognuno di noi, è il Centro dell’Universo, perché, oltre ad essere cosciente che in lui si rispecchia tutta la realtà, è anche Tempio dello Spirito Santo, dove Dio alberga per costruire in noi il Paradiso dell’Amore.

 

 

UNA PARADOSSALE TEORIA “NEO-TOLEMAICA”

 

Avallati dalla scienza ed i suoi strumenti tecnologici affermiamo con sicurezza che la terra gira attorno al sole, il quale corre con le altre stelle attorno alla nostra galassia insieme alle altre numerosissime agglomerazioni cosmiche.

La logica umana ci induce a constatare che il movimento di ogni elemento materiale è tale in riferimento al movimento di altri corpi vicini o lontani che siano.

Immaginiamo che paradossalmente esistesse solo la terra la quale si movesse alla stessa velocità attuale: potremmo davvero affermare che essa sia in “movimento” nello spazio? Se non esistessero altri punti di riferimento materiali non potremmo affermarlo con sicurezza. Anzi, saremmo propensi a crederla stabile e ferma.

Con questo presupposto potremmo essere indotti a formulare una teoria neo-tolemaica geocentrica : noi siamo il centro dell’Universo e tutto si muove attorno a noi in traiettorie specifiche e apparentemente bizzarre.

Del resto ciò succede anche a livello mentale: ognuno di noi ha una certa coscienza dell’Universo in cui siamo immersi, ma l’Universo non ha coscienza di noi. In questo senso ciascuno di noi costituisce il centro dell’Universo, perché tutto è percepito in base al proprio modo di percepire e nessuno potrebbe identificarsi in qualcosa o qualcuno altro da sé.

 

Dio ha sete della nostra sete.

Dio desidera che abbiamo desiderio di Lui.
Dio ha sete della nostra sete.
Lì sta il nostro regalo più grande. (Ermes Ronchi)

Ogni uomo cosciente prova una forma particolare di stupore nel constatare il misterioso universo in cui si trova immerso.

È normale che si ponga continuamente degli interrogativi, come fanno i bambini: “Chi ha fatto un Cosmo così complesso ed efficace?” “Chi sta sorreggendo il Tutto?” Certamente un’intelligenza infinita unica da cui provengono tutte le altre intelligenze limitate. Ecco allora che l’uomo sensibile non si accontenta dei luoghi comuni, ma desidera andare a fondo, sapere chi è realmente il Creatore di tutto per poi inchinarsi muto nell’adorazione. “Adorare” non significa solo identificare in qualche modo l’Intelligenza Assoluta che ha architettato il Tutto, ma considerare il suo infinito Amore per aver preparato un Universo che sta così misteriosamente sorreggendo, nonostante la nostra superficialità e la scarsa riconoscenza. Egli sapeva che avrebbe trovato pochi “cercatori”, ma si compiace di chi ha sete di Lui, perché questo fa crescere la sua creatura e lo glorifica. Per questo Dio ha sete della nostra sete..

 

Hai bisogno di novità? Significa che non riesci a trovarla in te, perché se ti soffermi tutto potrebbe essere novità.

Desideri divertirti? Divertirsi significa sviare la propria mente dal presente reale per buttarsi in altri stati esistenziali. Ma essi sono sempre vissuti da te personalmente, per cui il vero divertimento è essere presenti a se stessi in ogni istante nella tranquillità.

Desideri provare piacere? Anche se lo provi con i tuoi sensi esso è sempre momentaneo e risorgente. Il vero piacere è ben altro: paradossalmente è nella situazione mentale in cui non ricerchi alcuna forma di piacere.

Desideri l’affetto di qualcuno? Prova a pensare perché lo desideri. Probabilmente vuoi che qualcuno ti consideri per ottenere più sicurezza. Ma nessuno potrà davvero donartela perché la devi trovare in te nell’instabilità esistenziale, nel trascorrere degli eventi, nel flusso della vita, nel donarti. Se scopri davvero che c’è in te un nucleo d’eternità nulla ti turberà più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gv. 5,19-27

Gesù riprese a parlare e disse: «In verità, in verità vi dico, il Figlio da sé non può fare nulla se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa.

Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, e voi ne resterete meravigliati.

Come il Padre risuscita i morti e dà la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole; il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio, perché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato.

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l’avranno ascoltata, vivranno.

Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

Se volete essere aggiornati sui nuovi video che realizzo (più di 2500) iscrivetevi al mio canale youtube “UNIVERSO INTERIORE piaipier”: http://www.youtube.com/user/piaipier

 

la penna sospinta da una voce

 

Anche il libro di Andrea Panont “La penna sospinta da una voce” si trasforma in attività spirituale. Si scrive in tanti modi, per
molte ragioni, si scrivono cose molto diverse. Ma c’è sempre stato e ci sarà sempre chi scrive perché hasentito e raccolto un comando interiore.

Questo lo sanno molto bene i poeti, che scrivono per rispondere a una voce che dice e chiama, e la loro poesia diventa il frutto di un ‘sì’ a un’incarnazione. Ci dicono che la scrittura è seconda, perché prima c’è il dono di una voce, di una parola, di uno spirito.

Ci sono molte parole dette, anche parole grandi e immense, che non diventano parole scritte. Ma non ci sono scritture grandi e immense che non siano prima state dette nell’anima da una parola sussurrata.
È questa dimensione vocazionale e spirituale della parola scritta che fa sì che anche le altre nostreparole scritte senza vocazione possano essere,
misteriosamente, vere o almeno non sempre e non interamente false.

Le poche parole spirituali sono un bene comune per tutti, anche se non lo sappiamo. La verità della parola di chi scrive obbedendo a una voce, dà sostanza alle parole di tutti, ci salva dalla vanitas globale, radicale e assoluta delle chiacchiere, alla quale siamo invece condannati quando perdiamo contatto con la scrittura vocazionale, quando smettiamo di leggere i poeti.

Perché i poeti e gli scrittori per vocazione, sono quel «giusto» trovato nella nostra città di parole, che la salva dalla distruzione. I miei nonni non conoscevano le poesie dei poeti, ma le loro parole dialettali erano vere, perché figlie della verità della natura, della pietà popolare, del dolore; e perché erano impastate di proverbi antichi, di vangelo, di filastrocche, di canzoni, di santi, e di molta preghiera, di moltissime preghiere.

E così quando una figlia o un nipote recitavano una poesia dei poeti imparati a scuola, sapevano intuirla col cuore oltre la semantica e la metrica, e qualche volta si commuovevano veramente, perché sentivano e amavano quelle parole prima di capirle, e amandole
le capivano, almeno un po’.

Oggi abbiamo perso queste altre verità delle parole. Per salvarci dalla vanitas delle chiacchiere ci resterebbero soltanto i poeti, i grandi scrittori, la Bibbia, e poco altro. Ma ci manca quel poco di silenzio interiore necessario per udire una voce diversa.

Luigino Bruni

l.bruni@lumsa.it

Economista accademico, saggista e giornalista italiano, storico del pensiero economico, con interessi in filosofia e teologia, personaggio di rilievo dell’economia di comunione e dell’economia civile.

 

 

 

 

UNA VOCE DAL DESERTO…

 

Uomini d’oggi non dimenticate

Colui che sorregge il mondo!

Non abbandonate le chiese

dove viene reso attuale

il suo antico sacrificio

e dove è realmente presente

in anima, corpo e divinità!

Non comprendete, o uomini,

che è proprio Lui che vi salva

dalle vostre nefaste bramosie,

dall’orgoglio sprezzante,

da ogni pericolo in agguato?

Non ricordate le vostre promesse

che da poco tempo faceste

nel dì del Sacro Crisma,

quando lo Spirito stesso

fu vostro testimone, o giovani?

Non dimenticate il patto d’amicizia

che faceste sin dalla più tenera età,

con Colui che è Amore Onnipotente,

il quale mai vi abbandona.

Sappiate che Egli piange per voi

non abbandonatelo più!

Egli stesso si fa mendicante

del vostro amore:

dateglielo!

Non lasciate vuote le chiese:

non costringetelo a ricercare altrove

la sua dimora tra gli uomini.

Non inaridite le vostre anime

trascurando Colui che le salva!

 

(alcuni disegni di Perla Paik)

 

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Chi ha tempo non aspetti tempo. Non rimandiamo al domani ciò che oggi possiamo fare. Del bene di poi sono riboccanti le fosse…; e poi chi dice a noi che domani vivremo?

Ascoltiamo la voce della nostra coscienza, la voce del real profeta: “Oggi se udirete la voce del Signore, non vogliate otturare il vostro orecchio”.

Sorgiamo e tesoreggiamo, che solo l’istante che fugge è in nostro dominio. Non frapponiamo tempo fra istante ed istante, ché questo non è in nostro possesso.

(TN, in Epist. IV, p. 877 s.)

 

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di p. Ermes Rochi

IV di Pasqua Gv 10,1-10

 

Il buon pastore, immagine di un tempo andato e che non torna. Ne incontri ancora qualcuno, di pastori, ma quelli che vediamo, nelle transumanze che ancora passano di qua, sono per lo più dei ragazzi abbastanza disperati, vengono dal profondo est, pagati poco, vivono all’addiaccio o in furgoni scalcinati, fanno una vita che nessuno vuol più fare.

Invece in un mondo lontano, in Mongolia, popolo delle tende, ancora nomade, ho visto pastori fieri del loro gregge, orgogliosi dei loro cavalli e delle loro mandrie. Se penso a un buon pastore oggi, lo vedo laggiù, nelle steppe.

Seguiamo nel vangelo di oggi le caratteristiche del pastore vero.

1 Egli chiama le sue pecore, ciascuna per nome. Chi ti chiama per nome ti conosce, non ti confonde con nessun altro. Sei tu. Se mi chiama per nome, vuol dire innanzitutto che lui parla con me, non solo di me.

Dice: voglio te, parlare con te. Io e te, relazione che mi avvolge.

Mi chiama con il mio nudo nome, cioè senza nessun ruolo o attività o funzione o laurea, davanti a lui non sono il prete o il frate, semplicemente uomo, nella mia umanità profonda. Così come sono, per quello che sono. Senza aggettivi, senza clausole. A immagine di Dio.

E nell’ultimo giorno non mi domanderà perché non sei stato come padre Pio o madre Teresa o papa Francesco. Ma: perché non sei stato Ermes, perché non sei stato te stesso?

2 La seconda caratteristica: Egli le conduce fuori. Il nostro non è un Dio dei recinti ma degli spazi aperti, è pastore di libertà e non di paure, che ha fiducia in ciò che è fuori: ha fiducia nella gente, fiducia nei suoi discepoli, fiducia nel mondo e nei poveri, nella steppa. Fiducia è la prima condizione perché vita ci sia. Io vivo perché mi fido.

Ci chiama a non scegliere mai, nella vita, in nome della paura, che può avere mille motivi, ma se l’ascolto, resto paralizzato dentro il mio recinto, e alzo palizzate, e più è piccolo quel buco dove sto più mi sembra sicuro. Esci fuori, fiducioso nelle persone e nel futuro: anche la steppa ha un gomitolo di sentieri, un ventaglio di strade, tra cui c’è la tua.

3 La terza caratteristica del pastore autentico è quella di camminare davanti alle pecore (v.4). Non abbiamo un pastore di retroguardie, ma una guida che apre cammini e inventa strade. Non un pastore alle spalle, che grida o minaccia per farsi seguire, ma uno che è davanti, precede e convince, con il suo andare sicuro, davanti a tutti, a prendere in faccia il sole e il vento, che mi assicura: tu fai parte di un sistema aperto e creativo, non di un vecchio recinto dove tutto si ripete uguale. Strade nuove. E se io mi fermo ed ho paura ad un passaggio difficile, Lui ha già fatto quella strada e sa come venirmi in aiuto.

 

E poi: “Le pecore ascoltano la sua voce”. Non è facile ascoltarlo. Si tratta di abituare l’orecchio. Di allenarlo. A noi sembra, ai ragazzi, che in chiesa si dicono più o meno sempre le stesse cose. È vero. Ma il vangelo non è così. Il prete comincia a parlare e sai già dove va a finire. Ma il vangelo non è così, ti spiazza e ti sorprende. Addestrare l’orecchio.

La parola assurdo ha la stessa radice di sordo, entra nell’assurdo chi è sordo, chi non sa ascoltare, esce dall’assurdo chi ascolta la voce.

E, badate bene, la voce viene prima ancora di ogni parola, dice con la sua sola vibrazione che c’è un rapporto, una relazione amorosa tra lui e me, un combaciare tra noi come nel Cantico dei Cantici: la tua voce fammi sentire…mi basta un particolare. Ci si innamora dei particolari, di un tono, di una inflessione, di un modo di ridere…

4 Io sono la porta, non un muro chiuso, non uno steccato che divide. Cristo è passaggio, apertura, breccia di luce, luogo attraverso cui vita entra e vita esce. Va e viene, non chiude mai.

Entrerà, uscirà, troverà pascolo, tutti verbi al futuro, nella speranza, nella fiducia.

Cosa significa varcare quella porta? Semplice. Essere come Cristo. Diventare porta. L’alternativa che vediamo nel mondo: alzare muri o aprire porte. Blindarsi o spalancare. Tu come Cristo non sei muro, sei porta!

Tu come Cristo sei pastore! Pastore del tuo fosse anche minimo gregge, di casa tua, o degli amici, tu sei porta aperta, attraversata da molte vite e non steccato chiuso, sei pane e pascolo per molti, per alcuni, anche per uno soltanto.

 

E poi l’ultima parola: “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”. Per me, una delle frasi più solari di tutto il vangelo. Anzi, è la frase della mia fede, quella che mi seduce e mi rigenera ogni volta che l’ascolto: sono qui per la vita piena, abbondante, potente. Non solo quel minimo senza il quale la vita non è vita, ma la vita che rompe gli argini e tracima e feconda; uno spreco che profuma di amore, di libertà e di coraggio. Di accoglienza, gioia, energia. E speranza…

Così è nella Bibbia: manna non per un giorno ma per quarant’anni nel deserto, pane per cinquemila persone, carezza per i bambini, pelle di primavera per dieci lebbrosi, pietra rotolata via per Lazzaro, cento fratelli per chi ha lasciato la casa, vaso di nardo prezioso versato sui piedi del grande Viandante delle nostre vite.

Dio non intende rispondere ai tuoi bisogni essenziali, questo lo farà la politica, la tecnica, l’intelligenza, Egli è il Dio del centuplo, dei talenti da moltiplicare, del seme che dà il 30, il 60, il 100 per uno, del perdono 70 volte 7.

Che ha immesso nei solchi della storia un seme che tenacemente, implacabilmente salirà a spezzare la crosta arida della nostra e di tutte le epoche per riportarvi primavera.

Giornata delle vocazioni. Vorrei cambiare il titolo: giornata della vocazione, quella evangelica, di tutti, comune a tutti. E qual è?

Unica, una sola per tutti: avere la vita in pienezza. Per questo Cristo è venuto, e ogni scelta concreta che uno fa, ogni vocazione specifica, quella del frate o dello sposato, quella della suora o della moglie, non è che una strada diversa, ma quella adatta a me, per l’unica meta: avere la vita in pienezza.

Che non significa una vita più facile, ma più piena e appassionata, ferita e luminosa, piagata e guaritrice.

Credere fa bene, credetemi (credete a Tommaso, a Giovanni, a Maddalena, a quanti l’hanno incontrato). Credete all’ultima riga del vangelo di Giovanni: tutto questo è stato scritto, perché crediate e, credendo, abbiate in voi la vita (Gv 20,31).

 

Vivere è camminare per un futuro di pienezza: lo prepara e lo tiene aperto lui, il pastore innamorato.

Innamorato di ognuno, “il solo pastore che per i cieli ci fa camminare” (D. M. Turoldo).

1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

fileDBicn_mp3 picture
segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


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6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua