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San Francesco lodava il Signore per tutto l’esistente, persino per la morte.

Intuiva in profondità il mistero che si cela nella materia, oggi più che mai oggetto di studi da parte dei ricercatori.

La materia, si dice, è una forma di energia. Ma anche l’energia è un dinamismo che ci è ancora molto più oscuro di quello che pensiamo. Quello che è certo è la sua continua organizzazione, la sua complessificazione e la sua costante riorganizzazione.

Nell’ambiente microcosmico essa appare una gamma di vibrazioni che sfuggono ad una precisa individuazione. Ciò che dovrebbe stupire è l’interazione tra questo dinamismo microcosmico con quello che per noi è la dimensione”macrocosmica” perché rientra nella sfera dei nostri sensi.

Volontariamente o no muovo la mano così incredibilmente complessa, in cui le cellule rispondono a determinati impulsi, pur rimandendo aggregate secondo leggi specifiche.

Il mio stesso corpo agisce all’unisono pur mantenendo la molteplicità strutturale in modo indescrivibile. Così per tutta la terra e l’intero Cosmo nel quale siamo  formati e che ci mantiene vitali attraverso un continuo interscambio ambientale.

Chi diviene un po’ più consapevole di questa complessa architettura strutturale in cui agiamo, non può fare a meno di uscire dalla routine di banalità che annebbia la nostra mente per meravigliarsi del Tutto.

San Francesco e Teilhard de Chardin vivevano in questo particolare stupore ed è per questo che la loro continua osservazione si tramutava in lode al Creatore.

 

IL CANTICO DELLA CREATURE

 

Altissimo, onnipotente, buon Signore tue sono le lodi, la gloria e l’onore ed ogni benedizione.

A te solo, Altissimo, si confanno, e nessun uomo è degno di te.

Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione.

Laudato sii, o mio Signore, per sora Luna e le Stelle: in cielo le hai formate limpide, belle e preziose.

Laudato sii, o mio Signore, per frate Vento e per l’Aria, le Nuvole, il Cielo sereno ed ogni tempo per il quale alle tue creature dai sostentamento.

Laudato sii, o mio Signore, per sora Acqua, la quale è molto utile, umile, preziosa e casta. Laudato sii, o mio Signore, per frate Fuoco, con il quale ci illumini la notte: ed esso è robusto, bello, forte e giocondo.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra Madre Terra, la quale ci sostenta e governa e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba.

Laudato sii, o mio Signore, per quelli che perdonano per amor tuo e sopportano malattia e sofferenza.

Beati quelli che le sopporteranno in pace perchè da te saranno incoronati.

Laudato sii, o mio Signore, per nostra sora Morte corporale, dalla quale nessun uomo vivente può scampare. Guai a quelli che morranno nel peccato mortale.

Beati quelli che si troveranno nella tua volontà poichè loro la morte non farà alcun male. Laudate e benedite il Signore e ringraziatelo e servitelo con grande umiltate.

 

dall’Inno alla materia” di Teilhard de Chardin

Benedetta sii tu, mortale Materia, tu che, dissociandoti un giorno in noi, c’introdurrai necessariamente nel cuore stesso di ciò che è.

Senza di te, o Materia, senza i tuoi attacchi, senza i tuoi strazi, noi vivremo inerti, stagnanti, puerili, ignoranti di noi stessi e di Dio.

Tu che ferisci e medichi, tu che resisti e pieghi, tu che sconvolgi e costruisci, tu che incateni e liberi, Linfa delle nostre anime, Mano di Dio, Carne del Cristo, o Materia, io ti benedico.

Ti benedico, o Materia, e ti saluto, non già quale ti descrivono, ridotta o sfigurata, i pontefici della Scienza ed i predicatori delle Virtù, ma quale tu mi appari oggi, nella tua totalità e nella tua verità.

Ti saluto, inesauribile capacità d’essere e di trasformazione in cui germina e cresce la Sostanza eletta.

 

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Uno scienziato può essere anche credente. Personalmente non capisco perché non dovrebbe esserlo. Anzi, siccome lo scienziato scopre i segreti della materia, si addentra ancora di più nel mistero della vita e dell’esistenza.

Si rende conto che tutto è molto più misterioso di quello che pensava e che si trova ancora a balbettare di fronte alla realtà che si apre ai suoi occhi, una realtà complessa ed armoniosamente strutturata con leggi specifiche.

Teilhard de Chardin aveva predetto che scienza e fede un giorno convergeranno. Un segno interessante relativo a questa convergenza, per esempio, è la Sacra Sindone: essa attira molti studiosi di diverse discipline e tutti potrebbero essere coinvolti. Antropologi, medici, fisici, chimici, teologi, filosofi, storici, geografi, numismatici, sociologi, ecc.

Quando alla fine si scoprirà la reale origine di questo incredibile segno, allora si apriranno gli occhi di molti sulla natura di Gesù Cristo, prototipo della nuova umanità. Sarà la stessa scienza ad aprire le autostrade per la fede.

 

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Queste considerazioni, che appaiono a prima vista inutili, arrecano in nuce delle conseguenze abbastanza notevoli per molti approcci mentali pregiudizievoli, che potrebbero coinvolgere il pensiero filosofico, scientifico e persino teologico.

 

Lo “spazio” dal punto di vista filosofico è meno argomentato del tempo.

Spesso si pensa che il concetto sia talmente ovvio che non valga la pena prenderlo come oggetto di disquisizioni.

La fisica lo definisce come un’estensione tridimensionale senza limiti in cui gli oggetti e gli eventi hanno direzioni e posizioni relative tra di loro.

Allora dobbiamo chiederci: cos’è realmente lo spazio?

Lo spazio è reale od è solo una nostra immaginazione?

Quando pensiamo che sia reale ci appelliamo alla nostra esperienza: noi collochiamo gli oggetti in un determinato spazio il quale può essere misurabile con altri frammenti spaziali.

Quando invece lo interpretiamo collocandolo solo nella nostra immaginazione, facciamo appello alle nostre capacità percettive: una qualsiasi estensione (lineare o volumetrica) occupa frammenti spaziali che immaginiamo esistenti solo nella nostra mente e ciò appare incontestabile, per cui sembra impossibile argomentare l’esistenza di uno spazio reale oltre la nostra percezione, anche se ci rendiamo conto che la nostra esperienza ne considera l’oggettività.

(Qui rispunta l’antica diatriba tra oggettività e soggettività, tanto amata dai filosofi del passato.)

Premettiamo che ogni “dimensione” è una relazione collocata in un contesto spaziale.

Alla luce delle attuali conoscenze, stiamo mutando il concetto di “infinito” ereditato dal passato.

Lo stesso termine “infinito” sta oggi assumendo diverse accezioni.

Dal punto di vista filosofico ogni forma di spazio è in qualche modo infinito, se per esso si intende “ciò che non ha fine”. Per esempio, un segmento “A” può essere percepito come finito in relazione al punto di vista dell’osservatore che ha come riferimento un altro segmento diverso “b”. Ma se l’osservatore iniziasse ad assumere come punto di riferimento un segmento infinitesimale “x”, il segmento “A” dovrebbe contenere infiniti segmenti “x”, per cui il termine “infinito” perderebbe la sua connotazione iniziale. Possiamo allora dedurre che tutto ciò che riteniamo “finito” è anche contemporaneamente “infinito”. Ecco perché oggi vengono presi in considerazione i microcosmi di ogni tipo.

Riferiamoci, ad esempio, alle dimensioni in sè, le quali, come ho già premesso, sono relazioni collocate in un contesto spaziale. Noi diciamo “grande” e “piccolo” perché la nostra mente applica le categorie relazionali alle varie dimensioni che percepiamo. Allora, rimanendo sul piano del concetto di spazialità, possiamo constatare che tutto è grande e contemporaneamente piccolo e che nulla è grande e nulla è piccolo.

Osserviamo il fenomeno evolutivo della vita: da un piccolo seme si forma un grande albero. Ciò significa che tutto l’albero era già nel seme. È semplicemente mutata la relazione dimensionale, perché ogni elemento dell’albero cerca un suo spazio finalizzato a mantenere in vita in modo armonico il tutto nell’omeostasi biologica. La vita è movimento, crescita, variazione, reazione, generazione ecc. L’albero, comunque, immaginando un’altra dimensione esistenziale, avrebbe potuto espletare le sue funzioni vitali in uno spazio molto più ridotto.

Anche l’uomo nasce da un seme che conteneva tutte le informazioni necessarie al suo sviluppo successivo. Evolvendosi dall’embrione, tutte le sue parti hanno assunto una dimensione in relazione alla persona completa che è divenuta, tenendo conto dell’omeostasi. Lo sviluppo di ogni persona considera diverse varianti endogene ed ambientali. Ma ciò che meraviglia è il fattore “complessità-coscienza”: il suo cervello più che crescere in dimensione, preferisce costruire strutture complesse, le quali si attivano in spazi ridotti, internamente asimmetrici e non puntano sulla quantità dimensionale, ma sulla concentrazione di microsistemi contenenti memorie, dinamiche ecc.

Il genere umano tende poi a realizzare ciò che il cervello osservante stesso gli suggerisce: strutture più complesse in spazi sempre più ridotti e crescente dematerializzazione. L’umanità, come un mega-cervello, sembra pronta ad un’ importante mutazione trans-umana, coinvolgendo la stessa natura e l’ambiente che manipola. È in una fase molto critica: probabilmente sta intravedendo ciò che lo stesso Teilhard del Chardin chiamava “punto omega”, una trans-ominizzazione che non punta solo sul fattore dimensionale e quantitativo, ma su quello qualitativo.

Questo comporta, oltre ai correlati pericoli di sopravvivenza, una profonda revisione del concetto di spazio-tempo ed allora potrà raggiungere l’obiettivo per cui tutto esiste: conoscere liberamente la Verità nella Trascendenza…

Pier Angelo Piai

 

 

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron