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Chiara Lubich – SPIRITO SANTO – Come ottenere e mantenere la presenza dello Spirito Santo ed Effetti

 

 

GESÙ ABBANDONATO È LA NOSTRA VIA

Quello che vale è Gesù abbandonato, non importa se lo ho barattato; approfitto per abbracciare Gesù abbandonato.

Sfruttiamo tutto per abbracciare Gesù abbandonato. Nell’abbracciarlo si sentono gli impulsi dello Spirito Santo che è dentro di noi, vive dentro di noi, lo sentiamo dentro di noi e non ce ne accorgiamo..

Lo Spirito Santo non illumina solo la mente per vedere più chiaro, ma tonifica l’anima.

IL VENI CREATOR è la preghiera della Chiesa allo Spirito Santo…

Visita le menti…

sicuramente se non foste visitati da Lui non ascoltereste in questo momento, perché Lui vi ha detto di ascoltare..

Dolce consolatore…

Abbiamo provato milioni di volte che abbracciando Gesù abbandonato percepiamo qualcosa di particolare dentro di noi: spesso lo si sfrutta perché si sa che porta alla gioia, porta la consolazione, ma se rettifichiamo le nostre intenzioni lo facciamo per Amore ed allora è un ottimo Consolatore. Ricordiamo che è Lui che ci ha consolato!

Suscita in noi la parola…

Quanti tra noi abbiamo detto: io ero uno che non parlavo mai. Mi sono trovato nel Movimento ed ho raccontato la mia esperienza: Ho parlato!  Avevo qualcosa da dire, la parola è un veicolo e me l’ha messa lo Spirito Santo

Fiamma ardente del cuore…

È lo Spirito Santo che fa scoppiare il cuore..

Sana le ferite..

Abbraccio lo Spirito Santo e la mia ferita si è rimarginata. Lo Spirito Santo è balsamo ed agisce sempre nei nostri cuori curando le ferite…

Siamo Tempio dello Spirito Santo..non abbiamo solo un suo dono, ma il DONO dello Spirito Santo. Spesso non ce ne accorgiamo e vergognosamente non gli diciamo nemmeno grazie, eppure lo sperimentiamo continuamente

 

Recaci in dono la pace..

Se non ci fosse Lui poveri noi, saremo sempre inquieti e senza pace..

 

Lo Spirito Santo non è presente in noi solo passivamente, ma è un “dinamismo” che ci avverte, che si interessa di noi. Infatti Lui risponde, quando abbracciamo Gesù abbandonato. Lui partecipa della nostra vita, Lui è lì, interviene e ci esorta e ci spinge a fare ogni atto d’amore. Esorta alla vita religiosa.

Poi viene in aiuto alla nostra preghiera. Mette in noi il gusto della vita interiore, la quale è misteriosa: nessuno vive per abbracciarla, perché tutti vorrebbero vivere per mangiare, per godere per andare a ballare, a bere. Chi mi dà il gusto per la vita interiore, così sopraffina? È lo Spirito Santo che ci attira.

Lo Spirito Santo crea in noi una legge nuova: è Lui che ci fa individuare l’uomo vecchio, la falsa allegria, la falsa libertà.

Lo Spirito Santo fa penetrare la Verità, non è solo l’intelligenza ed i raziocinio e ce la ricorda nei momenti giusti, come ad esempio una frase del Vangelo ecc. Egli ci fa amare la Verità con il dono della Sapienza.

Ci dà anche il senso vero dell’uomo: molti non sanno nemmeno perché vivono. Anche alcuni bambini si suicidano perché non sanno chi è l’uomo. Solo lo Spirito Santo ci aiuta a capire chi è realmente l’uomo.

Chi rende interessante la religione? Per il mondo essa è astrusa: è un legame con un Dio che non si vede, non si sente – dicono. Lo Spirito Santo rende interessante la religione. Tutti noi sicuramente abbiamo sperimentate queste cose.

Dovremmo essere pieni di Spirito Santo, traboccare di Spirito Santo.

Come si fa?

Attraverso la docilità, ascoltando quella voce e poi collaborare togliendo gli impedimenti (l’egoismo) con l’abbraccio a Gesù abbandonato.

 

 

Ti capita di pregare per ottenere qualcosa che ti sta a cuore, ma constati di non essere esaudito?

Non disperare se non ottieni subito quello che chiedi nella preghiera

Prova a pensare bene al tuo stato d’animo nel momento in cui preghi: hai davvero fiducia di ottenere quello che chiedi?

Devi sapere innanzitutto come chiedere: lo Spirito Santo, se invocato con tutto il cuore, ti fa comprendere la qualità della tua fiducia quando preghi.

Per poter agire in noi, Dio, nella sua infinita delicatezza e discrezione, ha bisogno della nostra fiducia perché Egli ci lascia il libero arbitrio ed agisce quando noi siamo convinti di lasciarlo agire liberamente.

A volte passano anche anni, tu preghi insistentemente e sembra non succedere niente. Invece il Signore sta preparando il terreno perché ti conosce alla perfezione, sa esattamente se la grazia che chiedi è opportuna e se può far progredire davvero la tua anima e quella per cui preghi.

Ci sono alcuni, i quali, ricevuta la grazia, smettono di pensare a Dio ed alla salvezza dell’anima.
Ricordiamoci sempre che davanti a Dio è molto più importante l’anima delle cose materiali, perché il nostro destino è vivere con Lui ed in Lui per l’Eternità.

Chiedi sempre l’aiuto dello Spirito Santo, perché noi non sappiamo nemmeno cosa e come chiedere. Egli ci illuminerà sicuramente!

 

 

 

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(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n.581)

Voi potete aiutare il prossimo attraverso il silenzio, il dominio della natura, l’esempio, la diffusione della gioia.

Lo Spirito buono, lo Spirito Santo è come un soffio di gioia che tutto invade al suo passaggio.

È contagioso. Egli comunica la sua gioia per virtù propria così come la rosa dona il suo profumo. Preparategli la strada.

È ingegnoso, vi suggerisce delle idee sempre nuove e sempre feconde per guadagnare le anime esitanti e trascinarle. Ascoltatelo.

È possente; fortifica coloro che egli anima.

Così coloro che sono forti devono sostenere e come portare nelle loro braccia le anime più deboli.

 

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n.581)

 

 

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La verità non si impone mai con la forza o la violenza. Essa é sempre proposta a chi é predisposto con umiltà e purezza di cuore.

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n 301)

“La verità non fa chiasso, ma nulla però la distruggerà giammai: ciò che é resta.

Essa non cerca di abbattere gli ostacoli, di risplendere in una maniera abbagliante…”

Spesso è ricoperta di menzogna, ma resta al di dentro delle circostanze e delle creature come una brace inestinguibile e la sua luce finisce sempre per trapassare tutti gli ostacoli… non c’è nulla che possa spegnere la verità.

Il mio Spirito agisce nelle anime vostre, impercettibilmente, non cerca di trionfare fulminando ciò che gli é opposto, ma come una luce interna finisce per trasparire attraverso tutto.
È cos’ potente come i venti più impetuosi che domina. Soffia dove vuole e, se lo lasciaste agire, trasformerebbe il vostro universo.
Ma si è fatto vostro servo.

Non è forse lui che previene i vostri desideri?
Ed Egli aspetta che voi preghiate prima di rispondere alle vostre domande.

Dall’istante che lo invocate, è là.
Benché lo contristiate spesso, mai si vendica. Non può però impedire che subiate le conseguenze delle vostre azioni.
Aspetta che ritorniate a Lui: instancabile è la sua pazienza.

Sì, il mio Spirito si è fatto vostro servo… affinché impariate da me a sottomettervi completamente a Dio.

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio interiore n 301)

 

 

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Eppure é tutto nella nostra mente e nella nostra anima che si manifesta ogni dinamismo esistenziale: attraverso la percezione sensoriale, l’intuizione, il raziocinio, la visione del mondo che ci siamo costruiti, l’appetito della volontá, gli eventi personali e sociali ecc.

Ognuno di noi é l’unico individuo che attiva e plasma personalmente quel modo esclusivo di interpretare ogni aspetto della realtá.

Uno non puó essere l’altro e gli altri non possono essere me stesso, anche se in ognuno di noi si riflette l’intera umanitá in modo frammentario.

Abbiamo la grande ed enigmatica  responsabilitá di indagare chi realmente siamo e dove approderemo.

Ma con la luce dello Spirito, gradualmente, possiamo seguire la via della Veritá,  che ci condurrá alla meta finale, dove tutto sará cosí chiaro ed evidente che non avremo piú bisogno di porci ulteriori interrogativi…

 

 

 

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a cura di https://www.mondocrea.it

 

 

 

SS TRINITA’ 2021

Il vangelo non offre, per parlare della Trinità, formule razionali o simboliche, ma il racconto di un appuntamento e di un invio. Le attribuisce nomi di famiglia e di affetto: Padre, Figlio, Respiro santo. Nomi che abbracciano e fanno vivere.

Ci sono andati tutti all’appuntamento sul monte di Galilea. Tutti, anche quelli che dubitavano ancora, comunità ferita che ha conosciuto il tradimento, la fuga e il suicidio di uno di loro…

Ma il maestro non li molla, e compie uno dei suoi gesti più tipici: si avvicinò e disse loro… quando ama Dio compie gesti molto umani. Gesù non accetta distanze: ancora non è stanco di avvicinarsi e di spiegare. Ancora non è stanco di attendermi nella mia lentezza a credere, viene più vicino, occhi negli occhi, respiro su respiro.

È il viaggio eterno del nostro Dio ‘in uscita’, incamminato per tutta la terra, che bussa alla porta dell’umano, e la porta dell’umano è il volto, o il cuore. E se io non apro, come tante volte è successo, lui alla porta mi lascia un fiore. E tornerà. E non dubita di me.

Io sono con voi tutti i giorni.

Con voi, dentro le solitudini, gli abbandoni e le cadute; con voi anche dietro le porte chiuse, nei giorni in cui dubiti e in quelli in cui credi; nei giorni del canto e in quelli delle lacrime, quando ti ingoia la notte e quando ti pare di volare.

L’ultima, suprema pedagogia di Gesù è così semplice: “avvicinarsi sempre, stare insieme, sussurrare al cuore, confortare e incalzare”.

Andate in tutto il mondo e annunciate. Affida la fede e la parola di felicità a discepoli con un peso sul cuore, eppure ce la faranno, e dilagherà in ogni paesaggio del mondo come fresca acqua chiara.

Andate e battezzate, immergete ogni vita nell’oceano di Dio. Accompagnate ogni vita all’incontro con la vita di Dio e ne sia sommersa, ne sia intrisa e imbevuta, e poi sia sollevata in alto dalla sua onda mite e possente!

Fatelo “nel nome del Padre”: cuore che pulsa nel cuore del mondo; “nel nome del Figlio”: il più bello tra i nati di donna; “nel nome dello Spirito”: vento che porta pollini di primavera e ci fa tutti vento nel suo Vento (D. M. Montagna).

Come tutti i dogmi, anche quello della Trinità non è un freddo distillato concettuale, ma un forziere che contiene la sapienza del vivere, una sapienza sulla vita e sulla morte: in principio a tutto, nel cosmo e nel mio intimo, come in cielo così in terra, è posto un legame d’amore. “In principio, il legame”.

E io, creato a immagine e somiglianza della Trinità,  posso finalmente capire perché sto bene quando sono con chi mi vuole bene, capire perché sto male quando sono nella solitudine: è la mia natura profonda, la nostra divina origine.

 

Fb 30 maggio 21

Mc 28, 16-20

A SUA IMMAGINE

Ci sono andati tutti, sul monte di Galilea.

Tutti, anche quelli che dubitavano ancora, portando frammenti d’oro di fede dentro vasi d’argilla. Sono una comunità ferita che ha conosciuto il tradimento, l’abbandono, la sorte tragica di Giuda.

Sulla teologia della Trinità il Vangelo non offre formule, ma il racconto del monte anonimo di Galilea dove Gesù si affida ancora agli apostoli, che credono e dubitano. Ma neppure il dubbio è in grado di fermarlo. È il nostro Dio “in uscita”, pellegrino eterno in cerca del santuario che sono le sue creature.

“Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra”. Potere è parola che in bocca a Gesù cambia di segno: non il potere del mondo, evocante violenza e sopruso, ma la forza di un Dio che può soltanto ciò che l’amore sa fare.

Andate e annunciate! Dio si è appena fatto trovare e già t’invita ad andare oltre, per “battezzare”, per immergere il mondo nel mare di Dio, a dissetare ogni filo d’erba, a portare acqua viva ad ogni vita che langue.

Andate, raggiungete tutti e gioite nelle creature di Dio! Accompagnatele all’incontro nel nome del Padre, cuore che pulsa nel cuore; e nel nome della fragilità del Figlio morto nella carne, e nel nome della forza dello Spirito che lo risuscita.

Trinità significa che Dio non può essere estraneo al dolore e alla felicità dell’uomo, e che il suo dogma è affidato a pescatori increduli che sanno di non sapere, che si sentono “piccoli ma abbracciati dal mistero” (A. Casati).

Padre, Figlio, Respiro santo: Dio non è solitudine. Alla sorgente di tutto, è posta la relazione, in principio a tutto, il legame. E qui scopro la sapienza del vivere, intuisco come Adamo sia creato «a sua immagine e somiglianza». Qui mi è rivelato che io non sono semplicemente immagine di Dio, ma della Trinità, immagine di un Padre che è fonte di vita, di un Figlio che mi innamora ancora, di uno Spirito che accende di comunione le solitudini. Io sono uomo quanto più sono simile a un legame d’amore.

Insegnate loro tutto ciò che vi ho comandato. Non è detto: insegnate i comandamenti, o spingete ad osservarli. È detto invece: insegnate a viverli, mostrate come si vive il vangelo. È facile trasmettere nozioni o dare ordini. Ma la vera missione è trasmettere valori, energia, strade spianate verso la gioia.

Insegnate l’amore come un’arte che si impara. Insegnate ad essere felici, ha detto Mosè nella prima lettura; ad essere vivi, dice Paolo nella seconda.

Io sarò con voi tutti i giorni. Con voi senza condizioni, senza vincoli né clausole, anche quando dubiterete e non riuscirete a insegnare a nessuno.

Tutti i giorni, fino alla fine.

Non dimentichiamo mai questa frase, non lasciamola dissolversi, impolverarsi. Con voi dentro le solitudini, dentro le gioie e le cadute, quando ti sfiora la morte, e quando ti pare di volare.

(p.Ermes Ronchi)

PROFESSIONE DI FEDE

Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì angeli, e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale.

Noi crediamo che questo unico Dio è assolutamente uno nella sua essenza infinitamente santa come in tutte le sue perfezioni, nella sua onnipotenza, nella sua scienza infinita, nella sua provvidenza, nella sua volontà e nel suo amore.

Egli è Colui che è, come Egli stesso lo ha rivelato a Mosè; ed Egli è Amore, come ce lo insegna l’Apostolo Giovanni : cosicché questi due nomi, Essere e Amore, esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di Colui, che ha voluto darsi a conoscere a noi, e che «abitando in una luce inaccessibile» è in Se stesso al di sopra di ogni nome, di tutte le cose e di ogni intelligenza creata.

Dio solo può darci la conoscenza giusta e piena di Se stesso, rivelandosi come Padre, Figlio e Spirito Santo, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di Lui a partecipare, quaggiù nell’oscurità della fede e, oltre la morte, nella luce perpetua, l’eterna vita.

I mutui vincoli, che costituiscono eternamente le tre Persone, le quali sono ciascuna l’unico e identico Essere divino, sono le beata vita intima di Dio tre volte santo, infinitamente al di là di tutto ciò che noi possiamo concepire secondo l’umana misura. Intanto rendiamo grazie alla Bontà divina per il fatto che moltissimi credenti possono attestare con noi, davanti agli uomini, l’Unità di Dio, pur non conoscendo il mistero della Santissima Trinità.

Noi dunque crediamo al Padre che genera eternamente il Figlio; al Figlio, Verbo di Dio, che è eternamente generato; allo Spirito Santo, Persona increata che procede dal Padre e dal Figlio come loro eterno Amore. In tal modo, nelle tre Persone divine,coaeternae sibi et coaequales, sovrabbondano e si consumano, nella sovreccellenza e nella gloria proprie dell’Essere increato, la vita e la beatitudine di Dio perfettamente uno; e sempre «deve essere venerata l’Unità nella Trinità e la Trinità nell’Unità».

Noi crediamo in Nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio. Egli è il Verbo eterno, nato dal Padre prima di tutti i secoli, e al Padre consustanziale, homoousios to Patri; e per mezzo di Lui tutto è stato fatto. Egli si è incarnato per opera dello Spirito nel seno della Vergine Maria, e si è fatto uomo: eguale pertanto al Padre secondo la divinità, e inferiore al Padre secondo l’umanità , ed Egli stesso uno, non per una qualche impossibile confusione delle nature ma per l’unità della persona .

Egli ha dimorato in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità. Egli ha annunciato e instaurato il Regno di Dio, e in Sé ci ha fatto conoscere il Padre. Egli ci ha dato il suo Comandamento nuovo, di amarci gli uni gli altri com’Egli ci ha amato. Ci ha insegnato la via delle Beatitudini del Vangelo: povertà in spirito, mitezza, dolore sopportato nella pazienza, sete della giustizia, misericordia, purezza di cuore, volontà di pace, persecuzione sofferta per la giustizia.

Egli ha patito sotto Ponzio Pilato, Agnello di Dio che porta sopra di sé i peccati del mondo, ed è morto per noi sulla Croce, salvandoci col suo Sangue Redentore.

Egli è stato sepolto e, per suo proprio potere, è risolto nel terzo giorno, elevandoci con la sua Resurrezione alla partecipazione della vita divina, che è la vita della grazia.

Egli è salito al Cielo, e verrà nuovamente, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, ciascuno secondo i propri meriti; sicché andranno alla vita eterna coloro che hanno risposto all’Amore e alla Misericordia di Dio, e andranno nel fuoco inestinguibile coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il loro rifiuto.

E il suo Regno non avrà fine.

Noi crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dona la vita; che è adorato e glorificato col Padre e col Figlio. Egli ci ha parlato per mezzo dei profeti, ci è stato inviato da Cristo dopo la sua Resurrezione e la sua Ascensione al Padre; Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica i membri, purché non si sottraggano alla sua grazia. La sua azione, che penetra nell’intimo dell’anima, rende l’uomo capace di rispondere all’invito di Gesù: «Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste» .

Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre Vergine, del Verbo Incarnato, nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo (Cfr. Dz.-Sch. 251-252) e che, a motivo di questa singolare elezione, Ella, in considerazione dei meriti di suo Figlio, è stata redenta in modo più eminente, preservata da ogni macchia del peccato originale e colmata del dono della grazia più che tutte le altre creature .

Associata ai Misteri della Incarnazione e della Redenzione con un vincolo stretto e indissolubile, la Vergine Santissima, l’Immacolata, al termine della sua vita terrena è stata elevata in corpo e anima alla gloria celeste  e configurata a suo Figlio risorto, anticipando la sorte futura di tutti i giusti; e noi crediamo che la Madre Santissima di Dio, Nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in Cielo il suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla nascita e allo sviluppo della vita divina nelle anime dei redenti.

Noi crediamo che in Adamo tutti hanno peccato: il che significa che la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura umana, comune a tutti gli uomini, in uno stato in cui essa porta le conseguenze di quella colpa, e che non è più lo stato in cui si trovava all’inizio nei nostri progenitori, costituiti nella santità e nella giustizia, e in cui l’uomo non conosceva né il male né la morte. È la natura umana così decaduta, spogliata della grazia che la rivestiva, ferita nelle sue proprie forze naturali e sottomessa al dominio della morte, che viene trasmessa a tutti gli uomini; ed è in tal senso che ciascun uomo nasce nel peccato.

Noi dunque professiamo, col Concilio di Trento, che il peccato originale viene trasmesso con la natura umana, «non per imitazione, ma per propagazione», e che esso pertanto è «proprio a ciascuno».

Noi crediamo che nostro Signor Gesù Cristo mediante il Sacrificio della Croce ci ha riscattati dal peccato originale e da tutti i peccati personali commessi da ciascuno di noi, in maniera tale che – secondo la parola dell’Apostolo – «là dove aveva abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia».

Noi crediamo in un sol Battesimo istituito da Nostro Signor Gesù Cristo per la remissione dei peccati. Il battesimo deve essere amministrato anche ai bambini che non hanno ancor potuto rendersi colpevoli di alcun peccato personale, affinché essi, nati privi della grazia soprannaturale, rinascano «dall’acqua e dallo Spirito Santo» alla vita divina in Gesù Cristo.

Noi crediamo nella Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica, edificata da Gesù Cristo sopra questa pietra, che è Pietro. Essa è il Corpo mistico di Cristo, insieme società visibile, costituita di organi gerarchici, e comunità spirituale; essa è la Chiesa terrestre, Popolo di Dio pellegrinante quaggiù, e la Chiesa ricolma dei beni celesti; essa è il germe e la primizia del Regno di Dio, per mezzo del quale continuano, nella trama della storia umana, l’opera e i dolori della Redenzione, e che aspira al suo compimento perfetto al di là del tempo, nella gloria.

Nel corso del tempo, il Signore Gesù forma la sua Chiesa mediante i Sacramenti, che emanano dalla sua pienezza. È con essi che la Chiesa rende i propri membri partecipi del Mistero della Morte e della Resurrezione di Cristo, nella grazia dello Spirito Santo, che le dona vita e azione .

Essa è dunque santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come, sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che impediscono l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di guarire i suoi figli con il Sangue di Cristo ed il dono dello Spirito Santo.

Erede delle promesse divine e figlia di Abramo secondo lo spirito, per mezzo di quell’Israele di cui custodisce con amore le Scritture e venera i Patriarchi e i Profeti; fondata sugli Apostoli e trasmettitrice, di secolo in secolo, della loro parola sempre viva e dei loro poteri di Pastori nel Successore di Pietro e nei Vescovi in comunione con lui; costantemente assistita dallo Spirito Santo, la Chiesa ha la missione di custodire, insegnare, spiegare e diffondere la verità, che Dio ha manifestato in una maniera ancora velata per mezzo dei Profeti e pienamente per mezzo del Signore Gesù.

Noi crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio, scritta o tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente rivelata sia con un giudizio solenne, sia con il magistero ordinario e universale .

Noi crediamo nell’infallibilità, di cui fruisce il Successore di Pietro, quando insegna ex cathedra come Pastore e Dottore di tutti i fedeli, e di cui è dotato altresì il Collegio dei vescovi, quando esercita con lui il magistero supremo .

Noi crediamo che la Chiesa, che Gesù ha fondato e per la quale ha pregato, è indefettibilmente una nella fede, nel culto e nel vincolo della comunione gerarchica. Nel seno di questa Chiesa, sia la ricca varietà dei riti liturgici, sia la legittima diversità dei patrimoni teologici e spirituali e delle discipline particolari lungi dal nuocere alla sua unità, la mettono in maggiore evidenza.

Riconoscendo poi, al di fuori dell’organismo della Chiesa di Cristo, l’esistenza di numerosi elementi di verità e di santificazione che le appartengono in proprio e tendono all’unità cattolica, e credendo alla azione dello Spirito Santo che nel cuore dei discepoli di Cristo suscita l’amore per tale unità.

Noi nutriamo speranza che i cristiani, i quali non sono ancora nella piena comunione con l’unica Chiesa, si riuniranno un giorno in un solo gregge con un solo Pastore.

Noi crediamo che la Chiesa è necessaria alla salvezza, perché Cristo, che è il solo Mediatore e la sola via di salvezza, si rende presente per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa. Ma il disegno divino della salvezza abbraccia tutti gli uomini: e coloro che, senza propria colpa, ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano sinceramente Dio e sotto l’influsso della sua grazia si sforzano di compiere la sua volontà riconosciuta nei dettami della loro coscienza, anch’essi, in un numero che Dio solo conosce, possono conseguire la salvezza.

Noi crediamo che la Messa, celebrata dal Sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo Corpo mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari.

Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore nell’ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti per noi sulla Croce, allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal sacerdote sono convertiti nel Corpo e nel Sangue di Cristo gloriosamente regnante nel Cielo; e crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una presenza vera, reale e sostanziale.

Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino, mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino percepite dai nostri sensi. Tale conversione misteriosa è chiamata dalla Chiesa, in maniera assai appropriata,transustanziazione.

Ogni spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro spirito, il pane e il vino han cessato di esistere dopo la consacrazione, sicché da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili del Signore Gesù ad esser realmente dinanzi a noi sotto le specie sacramentali del pane e del vino, proprio come il Signore ha voluto, per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo Corpo Mistico.

L’unica ed indivisibile esistenza del Signore glorioso nel Cielo non è moltiplicata, ma è resa presente dal Sacramento nei numerosi luoghi della terra dove si celebra la Messa. Dopo il Sacrificio, tale esistenza rimane presente nel Santo Sacramento, che è, nel tabernacolo, il cuore vivente di ciascuna delle nostre chiese. Ed è per noi un dovere dolcissimo onorare e adorare nell’Ostia santa, che vedono i nostri occhi, il Verbo Incarnato, che essi non possono vedere e che, senza lasciare il Cielo, si è reso presente dinanzi a noi.

Noi confessiamo che il Regno di Dio, cominciato quaggiù nella Chiesa di Cristo, non è di questo mondo, la cui figura passa; e che la sua vera crescita non può esser confusa con il progresso della civiltà, della scienza e della tecnica umane, ma consiste nel conoscere sempre più profondamente le imperscrutabili ricchezze di Cristo, nello sperare sempre più fortemente i beni eterni, nel rispondere sempre più ardentemente all’amore di Dio, e nel dispensare sempre più abbondantemente la grazia e la santità tra gli uomini.

Ma è questo stesso amore che porta la Chiesa a preoccuparsi costantemente del vero bene temporale degli uomini. Mentre non cessa di ricordare ai suoi figli che essi non hanno quaggiù stabile dimora, essa li spinge anche a contribuire – ciascuno secondo la propria vocazione ed i propri mezzi – al bene della loro città terrena, a promuovere la giustizia, la pace e la fratellanza tra gli uomini, a prodigare il loro aiuto ai propri fratelli, soprattutto ai più poveri e ai più bisognosi.

L’intensa sollecitudine della Chiesa, Sposa di Cristo, per le necessità degli uomini, per le loro gioie e le loro speranze, i loro sforzi e i loro travagli, non è quindi altra cosa che il suo grande desiderio di esser loro presente per illuminarli con la luce di Cristo e adunarli tutti in Lui, unico loro Salvatore. Tale sollecitudine non può mai significare che la Chiesa conformi se stessa alle cose di questo mondo, o che diminuisca l’ardore dell’attesa del suo Signore e del Regno eterno.

Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbano ancora esser purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come Egli fece per il Buon Ladrone, costituiscono il Popolo di Dio nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel giorno della Resurrezione, quando queste anime saranno riunite ai propri corpi.

Noi crediamo che la moltitudine delle anime, che sono riunite intorno a Gesù ed a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del Cielo, dove esse nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è e dove sono anche associate, in diversi gradi, con i santi Angeli al governo divino esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi ed aiutando la nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine.

Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo, di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la propria purificazione e dei beati del Cielo, i quali tutti insieme formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione l’amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta costantemente le nostre preghiere, secondo- la parola di Gesù: Chiedete e riceverete. E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.

Sia benedetto Dio Santo, Santo, Santo. Amen.

 

*Insegnamenti di Paolo VI, vol. VI, 1968, pp. 300-310.

 

 

 

Noi percepiamo solo una piccolissima frazione della realtá che ci circonda.

Questo a causa dei limiti spazio-temporali in cui esistiamo e che la nostra stessa mente pigramente non vuol prendere molto in considerazione.

Ma c’é un un centro di appercezione nascosto nella nostra intimitá che supera ogni barriera spazio-temporale, il quale attende da noi una progressiva consapevolezza per essere attivato. Inizia con l’intuizione, poi con la identificazione dei vari simboli per procedere verso una comprensione sempre piú integrale del tutto.

L’ anima che c’é in noi é il vero centro di appercezione, proprio perché essa proviene direttamente dal Creatore, fatta a sua immagine e somiglianza….

LO STRAORDINARIO, QUINDI, È NASCOSTO NELL’ORDINARIO (ma pochi se ne accorgono)
Analizzando in profondità i meccanismi della nostra percezione del mondo, ad un certo punto possiamo scoprire con stupore che ció che giudichiamo “straordinario“ é ben poca cosa in confronto alla straordinarietà di tutto ció che in natura e nella nostra stessa vita osserviamo come ”reiterazione” comune.
Mi spiego: consideriamo i giorni, le albe ed i tramonti che si susseguono per anni. I nostri organi vitali che funzionano per mantenerci in forma. La nostra stessa percezione che decodifica abitudinariamente gli stimoli. Gli elettroni degli atomi che girano attorno ai nuclei. Le leggi che sorreggono l’Universo ecc..ecc..
Tutto avviene in un orizzonte di previsionalitá incredibile. Ma pochissimi si meravigliano di questo, perché l’attenzione si focalizza su ció che per noi é insolito ed imprevedibile.
Intuiamo, insomma, lo straordinario stesso nascosto nell’ordinario e non ci facciamo caso…
Lo Spirito Santo, se lo accogliamo umilmente, ci condurrà alla Verità intera, perché Egli è lo Spirito di Verità…
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Noi crediamo nello Spirito Santo, che è Signore e dona la vita; che è adorato e glorificato col Padre e col Figlio.

Egli ci ha parlato per mezzo dei profeti, ci è stato inviato da Cristo dopo la sua Resurrezione e la sua Ascensione al Padre; Egli illumina, vivifica, protegge e guida la Chiesa, ne purifica i membri, purché non si sottraggano alla sua grazia.

La sua azione, che penetra nell’intimo dell’anima, rende l’uomo capace di rispondere all’invito di Gesù: «Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste» (Matth. 5, 48).

 

 

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Fb 23 maggio 21

Pentecoste

Gv 15,26-27; 16,12-15

L’UNIVERSO OBBEDISCE ALL’AMORE di p. Ermes Ronchi

La Bibbia è un libro di strade e di vento. E così i racconti della Pentecoste, pieni di strade e vento su Gerusalemme, respiro leggero e uragano impetuoso. Vento che scuote la casa, la riempie e passa oltre, e mentre tu sei impegnato a tracciarne i confini, lui spalanca finestre e dilata lo sguardo. E tu stesso confini con Dio.

“Riempì la casa dove erano insieme”. Spirito che non si lascia sequestrare, nei luoghi che noi diciamo sacri. Ora sacra diventa la casa. La mia, la tua, e tutte le case saranno cielo di Dio.

Venne d’improvviso, e furono colti di sorpresa. Non erano preparati, non era programmato; lo Spirito non sopporta schemi, è vento di libertà e di libere vite.

Apparvero lingue di fuoco, a posarsi su ciascuno. Il fuoco è la cosa più semplice, è voglia di amare la vita, è lo stupore di vivere accesi. Noi nasciamo già accesi, i bambini sono accesi, poi i colpi della vita possono spegnerci.

Lingue di fuoco a posarsi su tutti, nessuno escluso, nessuna distinzione da fare. Lo Spirito tocca ogni vita, la diversifica, fa nascere creatori e sposa una libertà, afferma una vocazione, rinnova un’esistenza unica.

Abbiamo bisogno dei doni dello Spirito, ne ha bisogno questo nostro piccolo mondo, per dare a ognuno una genialità che gli è propria. E la Chiesa ha bisogno di discepoli geniali, ha il bisogno estremo che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità a servizio della vita. Al proprio coraggio.

Lo Spirito ti rende unico nel modo di amare. Come Dio, che dopo aver creato l’uomo, ne spezza la forma e la butta via. Unico, nel tuo modo di consolare e di incontrare; unico, nel tuo modo di gustare la bellezza di cose e persone. Nessuno sa voler bene come lo sai fare tu; nessuno ha la gioia di vivere che hai tu; e nessuno ha il dono di capire i fatti come li comprendi tu.

Questa è l’opera dello Spirito: è la meraviglia del primo giorno!

“Com’è che li sentiamo parlare la nostra lingua nativa?” Lo Spirito parla ad ogni uomo da sempre, si rivolge a quella parte profonda e nativa che è in ciascuno, che scavalca razze, nazioni, culture, età. E la Parola diventa mia lingua, mia passione, mio fuoco. Diventa la parte migliore di me.

“Del tuo Spirito, Signore, è piena la terra”. Guardati attorno, cerca, ascolta il vento sugli abissi e il respiro del tuo cuore: la terra trabocca del fuoco divino. Cerca la bellezza, l’amore in ogni amore. Piena ne è la terra, instancabile il respiro di Dio sui suoi cieli, sui suoi deserti e le sue foreste, sui suoi bambini e i suoi anziani; e le donne, che sono la cosa più vicina a Dio (C. Bobin).

Ricevetelo! Come all’origine lo ha ricevuto Adamo, reso uomo per il respiro di Dio in lui; alito di vita nelle sue narici, per essere nascituro sempre e incamminato.

Lo Spirito presiede alle nascite. Il suo lavoro è dare la vita.

 

Avvenire Pentecoste Gv 15,26-27; 16,12-15

Quando verrà lo Spirito, vi guiderà a tutta la verità. È l’umiltà di Gesù, che non pretende di aver detto tutto, di avere l’ultima parola su tutto, ma parla della nostra storia con Dio con solo verbi al futuro: lo Spirito verrà, annuncerà, guiderà, parlerà. Un senso di vitalità, di energia, di spazi aperti! Lo Spirito come una corrente che trascina la storia verso il futuro, apre sentieri, fa avanzare. Pregarlo è come affacciarsi al balcone del futuro. Che è la terra fertile e incolta della speranza.

Lo Spirito provoca come un cortocircuito nella storia e nel tempo: ci riporta al cuore, accende in noi, come una pietra focaia che alleva scintille, la bellezza di allora, di gesti e parole di quei tre anni di Galilea. E innamorati della bellezza spirituale diventiamo “cercatori veraci di Dio, che inciampano in una stella e, tentando strade nuove, si smarriscono nel pulviscolo magico del deserto” (D.M. Montagna).

Siamo come pellegrini senza strada, ma tenacemente in cammino (Giovanni della Croce), o anche in mezzo a un mare piatto, su un guscio di noce, dove tutto è più grande di noi. In quel momento: bisogna sapere a ogni costo/ far sorgere una vela / sul vuoto del mare (Julian Gracq). Una vela, e il mare cambia, non è più un vuoto in cui perdersi o affondare; basta che sorga una vela e che si lasci investire dal soffio vigoroso dello Spirito (io la vela, Dio il vento) per iniziare una avventura appassionante, dimenticando il vuoto, seguendo una rotta.

Che cos’è lo Spirito santo? È Dio in libertà. Che inventa, apre, scuote, fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta un  figlio profeta, e che in noi compie instancabilmente la medesima opera di allora: ci rende grembi del Verbo,  che danno carne e sangue e storia alla Parola.

Dio in libertà, un vento nomade, che porta pollini là dove vuole, porta primavere e disperde le nebbie, e ci fa tutti vento nel suo Vento.

Dio in libertà, che non sopporta statistiche. Gli studiosi cercano ricorrenze e schemi costanti; dicono: nella Bibbia Dio agisce così. Non credeteci. Nella vita e nella Bibbia, Dio non segue mai degli schemi.

Abbiamo bisogno dello Spirito, ne ha bisogno questo nostro mondo stagnante, senza slanci. Per questa chiesa che fatica a sognare.

Lo Spirito con i suoi doni dà a ogni cristiano una genialità che gli è propria. E l’umanità ha bisogno estremo di discepoli geniali. Abbiamo bisogno cioè che ciascuno creda al proprio dono, alla propria unicità, e così possa tenere alta la vita con l’inventiva, il coraggio, la creatività, che sono doni della Spirito.

Allora non mancherà mai il vento al mio veliero, o a quella piccola vela che freme alta sul vuoto del mare.

 

 

 

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Se avessimo la piena consapevolezza di quante ricchezze interiori attendono di essere scoperte in ciascuno di noi, non andremmo alla ricerca di altro e non vivremmo troppo preoccupati, ma scomparirebbe da noi ogni forma di ansia.

Ogni volta che lo Spirito Santo ci aiuta a scoprire una ricchezza interiore, si aprono in noi nuovi orizzonti, sia mentali che spirituali.

Queste nuove scoperte interiore ci aiuteranno a non vedere più le cose come prima, ricoperte con il velo dell’abitudine, ma quelle stesse cose che vedevamo superficialmente assumeranno una luce diversa, un’altra prospettiva, perché le riallacceremo al loro Creatore e le sapremo cogliere nella loro profondità.

Si vivrebbe davvero sin da questa dimensione terrena  l’istante eterno gioiosamente, nello stupore esistenziale, cantando interiormente l’ebbrezza della vita, con le sue gioie ed i suoi dolori…

 

 

 

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Noi cristiani dovremmo ritenerci molto “ricchi”, perché in virtù del Battesimo, siamo figli dell’ONNIPOTENTE Padre Creatore che ci ha donato l’esistenza dal nulla e che provvede a tutte le nostre necessità.

Siamo, se vogliamo, “amici” del Figlio di Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo, a cui chiediamo sempre la protezione ed il perdono tramite i Sacramenti da Lui istituiti.

Egli si dona a noi interamente in “Corpo, Sangue, Anima e Divinità” durante l’Eucaristia giornaliera.

L’azione dello Spirito Santo, dal quale otteniamo, se apriamo a Lui il nostro cuore, i doni spirituali più importanti, tra i quali la fede, la speranza e la carità.

In più Maria Santissima è la nostra Madre spirituale che dal Cielo intercede continuamente per noi, per i famigliari, per gli amici ed i nemici presso suo Figlio Gesù.

Inoltre il nostro angelo custode è accanto a noi giorno e notte per proteggerci da tutti i mali, mentre tutti i santi del Cielo a cui chiediamo l’intercessione ci aiutano sempre.

Cosa vogliamo di più? A cosa servono tanti soldi, se poi ci distolgono dal pensiero del Regno dei Cieli?

“Pensate innazitutto al Regno dei Cieli, il resto vi verrà dato in sovrappiù”.

 

 

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”Molte cose ho ancora da dirvi: non potete comprenderle ora; quando verrà lo Spirito,vi insegnerà tutta la verità” (Gv,12-15)

 

La Veritá, quindi, si acquisisce gradualmente.

Lo Spirito Santo é paziente ed è molto rispettoso della nostra capacità di comprendere e della nostra evoluzione personale.

É Lui che ci prepara giorno dopo giorno a ricevere la luce della Veritá, se noi gli apriamo il cuore con umiltá.

Tiene conto della nostra mentalitá, della nostra visione del mondo, del contesto in cui viviamo ed operiamo, delle difficoltà che abbiamo nel cercare di vincere le tentazioni, delle relazioni sociali che manteniamo ecc.

Lo Spirito Santo é molto rispettoso anche del libero arbitrio che ci é stato donato, pertanto comunica con noi attraverso le vie più inimmaginabili, anche attraverso gli eventi che a prima vista appaiono più  insignificanti.

Tocca a noi cercare di interpretare con il discernimento interiore ció che ci vuole dire per poter operare affinché riusciamo a completare il quadro della Veritá e raggiungere il Regno del Cieli..

 

 

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O Santissima Trinità,
Fa’ che mi sappia stupire per la Creazione opera del Padre, così grande e meravigliosa.
Che non passi giorno od ora che io non sia grato per la sua immancabile Provvidenza, per la sua costante protezione.
Aiutami a contraccambiare il suo amore nel donarmi l’esistenza, il nutrimento, la famiglia, il lavoro e le buone amicizie.

O Santissima Trinità,
Che io prenda sempre consapevolezza del dono del Figlio Gesù Cristo, riconoscendolo come il mio Signore.
Che io possa adorarlo in me stesso e negli altri e fa’ che non lo cacci dalla mia anima col peccato ed il tradimento. Spronami a riconoscere quanto Egli ha patito per il perdono dei miei peccati.
Fà che lo possa riconoscere con gratitudine anche nel partecipare frequentemente alla Santa Eucaristia.

O Santissima Trinità,
Grazie per il dono immenso dello Spirito Santo.
Che io possa riconoscere la sua presenza e la sua azione nei segni che ricevo da Lui durante tutta la giornata
Donami la vera contrizione per i miei peccati
Che io sappia ricevere i suoi doni d’Amore con la mente aperta ed il cuore puro.
Fa’ che lo Spirito Santo faciliti in me il desiderio di raggiungere il Cielo insieme alla gloria dei beati.

 

 

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La dolcezza del proprio viso si esprime nella serenità interiore che si acquisisce alimentando l’amore verso Dio ed il prossimo.

La riconoscenza verso Dio che ti ha creato a sua immagine e somiglianza e ti ha destinata alla vita eterna in Cristo è un primo passo.

Un secondo passo è considerare il prossimo tuo fratello o sorella in Cristo, dimenticando i suoi difetti e cercando le cose positive, nella consapevolezza che anche gli altri sono “Tempio dello Spirito Santo” come lo sei tu.

Chiedi spesso l’amore allo Spirito Santo ed Egli, se hai fiducia, te ne darà gradualmente, perché ne ha in abbondanza e la tua vita interiore cambierà.

Per questo comincerai ad esprimere dolcezza dal tuo viso: la dolcezza dell’amore…

 

 

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Gesù disse “Voi siete Dei”, (in Gv.10,34 in riferimento al salmo 82,6).

Gesù è veramente il Figlio di Dio e Dio stesso, perché seconda persona della SS. Trinità.

Anche noi possiamo essere figli di Dio in Gesù Cristo, la pietra angolare, il primogenito, il figlio prediletto dal Padre.

Del resto consideriamo la nostra condizione esistenziale, ma mettendo in evidenza tutte le nostre potenzialità, anche se limitate.

La nostra mente e le sue attività, ad esempio.

Con essa possiamo percepire, acquisire, scegliere, ragionare, elaborare, progettare, immaginare ecc.

L’immaginazione, per ogni persona, è incredibile: possiamo mentalmente ricostruire infiniti contenuti e dare loro “forma” in base alla nostra visione della vita.

Grazie ad essa diamo vita all’arte in ogni sua espressione ed alla letteratura, la quale arricchisce il nostro linguaggio ed il nostro pensiero.Lo Spirito Santo, con i suoi doni, ci illumina e ci ricarica spiritualmente.

Davvero noi abbiamo un grande destino, se lo vogliamo: siamo “dei”, figli del Dio Altissimo, fratelli di Gesù Cristo in comunione con lo Spirito Santo, nel perfetto dinamismo trinitario.

 

 

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Potresti essere ricchissimo e gestire molti beni, ma se non hai il dono della sapienza essi potrebbero portare alla rovina la tua anima. Infatti con la tua morte terrena lasci ogni bene terreno e ti presenterai davanti a Dio così come sei, non per quello che hai.

Potresti essere molto potente nell’ambito sociale, economico e politico. Ma ricordati che hai una grande responsabilità perché sei quello che sei in quanto il Signore lo ha permesso. Senza la vera sapienza il tuo potere è disperso dal vento dell’orgoglio e ti presenterai davanti a Dio nella tua essenzialità.

Potresti essere molto famoso per i tuoi talenti o per il tuo fascino personale, ma senza la sapienza che ti indirizza a realizzarti secondo la volontà di Dio, tutto sarà inutile.

Potresti essere molto intelligente, persino geniale. Senza la vera sapienza, però, ti manca la saggezza della vita e tutto andrà disperso dalla tempesta della vanità.

Per questo, dobbiamo chiedere al Signore che ci dia lo Spirito Santo e ci dia il dono della saggezza, di quella saggezza di Dio che ci insegna a guardare con gli occhi di Dio, a sentire con il cuore di Dio, a parlare con le parole di Dio.

 

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Disse Gesù a suor Maria della Trinità:

“Presto passa questa vita. È una grazia che ti lasci ancora vivere quaggiù.
Utilizzala meglio: con l’essere tutta per me, tutta quanta, con il tuo pensiero e ad ogni tuo istante; col lasciare mai lo stato di preghiera e di obbedienza; ascoltandomi meglio”
(Colloquio interiore n.426 p.240)

Gesù è il vero Signore della nostra vita. Egli ha ogni potere su ciascuno di noi perché siamo realmente suoi. Tutto è stato creato per mezzo di Lui ed in vista di Lui per cui senza di Lui nulla esiste.
Gesù, vero uomo e vero Dio, può lasciarci vivere quando vuole o prenderci nei tempi in cui Egli ha stabilito dall’eternità con il Padre e lo Spirito Santo.
Attenzione, quindi, a rifiutarlo o a disprezzarlo: abbiamo a che fare con il nostro vero Signore per tutta l’Eternità! Rifiutando e disprezzando Gesù rifiutiamo e disprezziamo anche il Padre. L’aveva detto: “Chi vede me vede il Padre”. E contristiamo anche lo Spirito Santo che desidera la nostra salvezza.
Quando stiamo per commettere un peccato consapevolmente riflettiamo sul fatto che la Trinità ci sta osservando e spera sempre che si possa vincere la tentazione, per questo fa parlare la coscienza.
Quando superiamo una tentazione con l’aiuto del Signore gli diamo grande gloria perché ci fidiamo di Lui e scegliamo, con il nostro libero arbitrio se stare dalla parte della Verità o della menzogna. Scegliendo liberamente la Verità lo glorifichiamo…

 

 

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Quando ti senti troppo triste, rivolgiti con fede allo Spirito Santo: la tua tristezza si dissolverà ed Egli ti donerà la gioia interiore.

Quando ti senti eccessivamente preoccupato, invoca lo Spirito Santo ed Egli ti aiuterà a compiere il bene serenamente, invece di vivere tormentato.

Quando ti senti interiormente vuoto e senza entusiasmo, implora insistentemente lo Spirito Santo ed Egli ti ispirerà facendoti scoprire l’immenso dono della vita.

Quando non ti senti ben voluto dagli altri, invoca lo Spirito Santo, ed Egli ti aiuterà ad amare senza pretendere di essere riamato.

Ricorda che lo Spirito Santo ti ascolta sempre perché ti ama e desidera la tua salvezza affinché un giorno tu possa glorificare Dio in pienezza e per tutta l’eternità

 

 

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“Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro Celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono! “(Lc.11,13)

 

Gesù ci esorta a chiedere per le nostre necessità. Ma ci suggerisce di chiedere soprattutto lo Spirito Santo. Egli sa perfettamente che non sappiamo nemmeno cosa chiedere. Lo Spirito ci suggerisce l’oggetto della nostra domanda : Lui stesso!

Senza lo Spirito l’uomo è dispersivo, superficiale, materiale, animale. Quante volte lo soffochiamo con la cupidigia, l’orgoglio o le preoccupazioni inutili! Egli è realmente il principio unificante, colui che ci fa intuire l’essenza della vita e dell’universo. Però Egli è discreto, delicato, rispettoso : non può abitare in un cuore non predisposto, opaco dai vizi e dalle illusioni.

L’uomo che umilmente lo implora si avvia verso la santificazione, la divinizzazione a cui è destinato.

Lo Spirito dona la calma interiore necessaria ad una seria revisione della nostra vita. Chiediamo troppe cose inutili: Egli ci dona le essenziali.

Bisogna chiedere insistentemente lo Spirito Santo. Le nostre preghiere sono spesso troppo materiali. Il Signore le esaudisce parzialmente perché ci è Padre. Ma le cose terrene passano, quelle celesti sono eterne. Il buon Padre ci vuole eternamente vivi e felici.

E’ per quello che gioisce quando noi chiediamo cose che fanno bene allo spirito. Possiamo chiedere i doni dello Spirito Santo ed è contento di concederceli. Ma se noi chiediamo direttamente lo Spirito, chiediamo il massimo. Chiediamo che si realizzi in pienezza il suo progetto per ognuno di noi

 

PREGHIERA

“Vieni Santo Spirito nei nostri cuori: trasforma il cuore di pietra in cuore di carne. Facci vivere gli eventi comuni della vita in maniera straordinaria.

Non permettere che veniamo distolti da vizi e dalle preoccupazioni. Facci convincere che tutto viene da te, che senza di te tutto è risucchiato nel nulla.

Invadi la nostra anima affinché possiamo riconoscere la tua presenza in noi e nel creato. Donaci uno sguardo puro, che sappia leggere gli eventi personali e sociali alla tua luce. Donaci la semplicità interiore, la castità dell’anima : nel distacco mite da noi stessi facci amare di cuore coloro che ci stanno accanto.

Facci vedere in essi i tuoi figli destinati alla gloria eterna, senza lasciarci ottenebrare da inutili e dannosi pregiudizi.

Invadi la nostra mente affinché, attraverso il tuo intelletto, sappiamo riconoscere la tua presenza creatrice e scompaia da noi ogni paura: paura di esistere, di agire, di morire. Facci accogliere il mistero con stupore e gioia intima, in modo che la possiamo trasmettere anche ai nostri fratelli. Solo la tua luce può farci capire che tutti sono fratelli.

Quando ci allontaniamo da Te con la nostra superficialità, la nostra mente viene oscurata da uno stupido orgoglio, da una devastante presunzione. Aiutaci a non sentirci superiore a nessuno, ad intravedere anche nel più ignorante e brutale degli uomini le immense possibilità che si celano in lui, proprio perchè tu, mite ed umile di cuore, lo vedi così, non per quello che è in quel momento evolutivo, ma per quello che con la tua grazia è in grado di divenire.”

 

 

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Genesi 1, 1-3: “In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”.

A proposito di questo testo, Sant’Ambrogio fa questa osservazione illuminante:

“Quando lo Spirito cominciò ad aleggiare su di esso, il creato non aveva ancora alcuna bellezza. Invece, quando la creazione ricevette l’operazione dello Spirito, ottenne tutto questo splendore di bellezza che la fece rifulgere come ‘mondo’.

 

(da P. Raniero Cantalamessa, ofmcap. LO SPIRITO CREATORE E LA MISERICORDIA DIVINA Novara, Cattedrale 4 Marzo 2016)

 

L’esperienza dello Spirito come creatore

 

Il testo da cui partire per una riflessione sullo Spirito creatore è Genesi 1, 1-3:

“In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: Sia la luce! E la luce fu”.

A proposito di questo testo, Sant’Ambrogio fa questa osservazione illuminante:

“Quando lo Spirito cominciò ad aleggiare su di esso, il creato non aveva ancora alcuna bellezza. Invece, quando la creazione ricevette l’operazione dello Spirito, ottenne tutto questo splendore di bellezza che la fece rifulgere come ‘mondo’.

In altre parole, il creato era vuoto, tenebra, caos, finché lo Spirito di Dio non cominciò ad aleggiare su di esso. È solo grazie a lui che tutto prende forma e la confusione cede il posto all’armonia e all’ordine: la luce è distinta dalle tenebre, l’acqua dalla terra ferma, e così via.

L’azione creatrice dello Spirito è all’origine dunque della perfezione del creato; egli non è tanto colui che fa passare il mondo dal nulla all’essere, quanto colui che lo fa passare dall’essere informe all’essere formato e perfetto.

In altre parole, lo Spirito Santo è colui che fa passare il creato, dal caos, al cosmo, che fa di esso qualcosa di bello, di ordinato, pulito: un “mondo” appunto, secondo il significato originario di questa parola e della parola greca cosmo. Questo non vuol dire che Dio Padre aveva creato un mondo caotico che aveva bisogno di essere corretto, perché, spiegava già san Basilio nel IV secolo, era proprio questa la volontà del Padre e cioè creare il mondo per mezzo del Figlio e portarlo alla perfezione mediante lo Spirito Santo

Ora la conseguenza pratica di tutto ciò. Noi sappiamo che l’azione creatrice di Dio non è limitata all’istante iniziale, come si pensava nella visione deista o meccanicista dell’universo. Dio non “è stato” una volta, ma sempre “è” creatore. E non solo nel senso debole…

S. Ambrogio, Sullo Spirito Santo, II, 32. 2 S. Basilio, Sullo Spirito Santo, XVI, 38 (PG 32, 136). “conserva” l’essere e che governa con la sua Provvidenza il mondo, ma anche nel senso forte che sostiene, comunica continuamente essere ed energia, spinge, anima e rinnova la creazione. “Creare è fare continuamente nuovo”

Che significa tutto ciò applicato allo Spirito Santo? Significa che egli è sempre colui che fa passare dal caos al cosmo, cioè: dal disordine all’ordine, dalla confusione all’armonia, dalla deformità alla bellezza, dalla vetustà alla novità. Non, s’intende, meccanicamente e di colpo, ma nel senso che è all’opera e guida a un fine preciso la sua stessa evoluzione del cosmo.

“La creazione –scrive san Paolo – è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi” (Rom 8, 20-22).

La scelta del titolo di creatore permette così di dare oggi un fondamento, non solo strategico e morale, ma squisitamente teologico e spirituale, al problema dell’ecologia e della salvaguardia del creato che papa Francesco ha proposto all’attenzione del mondo con la sua enciclica “Laudato si”. Il creato, ci dice, è l’opera dello Spirito creatore; deturparlo, è offendere e contristare il suo autore.

Il salmo che canta gli splendori della creazione (del mare, dei monti, delle sorgenti) e che assegna a ogni creatura il suo posto e il suo spazio, è anche quello che attribuisce tutto questo allo Spirito Santo, con le parole: “Se togli loro il tuo spirito, muoiono, e ritornano alla loro polvere. Mandi il tuo Spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra” (Sal 104, 29 s.).

Quello che avviene nel macrocosmo, avviene anche nel microcosmo che è ogni singolo uomo. Applichiamo infatti tutto questo al “piccolo mondo” che è il nostro stesso cuore. “Le tenebre – si legge in Genesi- ricoprivano l’abisso” (Gen 1,2). Ma anche il cuore dell’uomo, dice la Scrittura, è un “baratro e un abisso” (cf. Sal 64, 7). C’è un caos esteriore e un caos interiore.

Il nostro caos è quello del buio che c’è in noi; dei desideri, progetti, propositi, rimpianti contrastanti e in lotta tra di loro. Un autore spirituale del medio evo descriveva in questi termini il suo stato spirituale (e si tratta di un monaco certosino che viveva nella più alta contemplazione!):

“Mi accorgo, Signore, che la terra del mio spirito è ancora inconsistente e vuota, che le tenebre ricoprono la superficie dell’abisso…Essa è infatti nella confusione come in una specie di caos spaventoso e oscuro, ignorando sia il suo fine che la sua origine e il modo della sua natura… Così è la mia anima, Dio mio, così è la mia anima. Una terra deserta e vuota, invisibile e informe, e le tenebre sono sulla superficie dell’abisso…Ma l’abisso del mio spirito ti invoca, Signore, affinché tu crei, anche da me, cieli nuovi e terra nuova”

Lo Spirito di Dio, che era in azione sopra e dentro il caos primordiale, è ancora operante nel mondo. Intonando il Veni creator, noi diciamo: “Vieni, Spirito Santo, aleggia e soffia anche sul mio caos, rischiara le mie tenebre (cf. Sal 18, 29), fa anche di me davvero un microcosmo, un piccolo mondo, una cosa bella, armoniosa, pura: una nuova creazione”.

Noi portiamo in noi stessi un vestigio del caos primordiale: il nostro inconscio. Quello che la psicanalisi moderna ha espresso come passaggio dall’inconscio alla coscienza, dall’”Es” al “Super io”, è un aspetto di questa creazione che deve continuare a compiersi in noi, del passaggio dall’informe al formato.

Lo Spirito Santo vuole aleggiare anche sul caos del nostro inconscio in cui si agitano forze oscure, impulsi contrastanti, in cui si annidano angosce e nevrosi, ma anche possibilità inesplorate. “Lo Spirito scruta ogni cosa…” (1 Cor 2, 10).

A chi ha problemi con il proprio inconscio (e chi non ne ha?) non si può dare migliore consiglio che quello di coltivare una particolare devozione allo Spirito Santo e di invocarlo spesso nella sua qualità di creatore. Egli è il migliore psicanalista e psichiatra del mondo.

La devozione allo Spirito Santo non induce necessariamente a far meno degli aiuti umani in tale campo, ma certamente li completa e li sorpassa.

da: https://www.passionovara.it/_documenti/eventi/novara_4_marzo_2016.pdf

P. Raniero Cantalamessa, ofmcap. LO SPIRITO CREATORE E LA MISERICORDIA DIVINA Novara, Cattedrale 4 Marzo 2016

 

 

Desideri pregare Dio ma non sai cosa dire?Non importa: tu pensa al Padre Celeste in silenzio, Lui ti guarda con amore perché sei suo figlio, unico ed irripetibile.

Desideri pregare ma ti senti troppo peccatore? Tu mettiti alla presenza di Gesú : Egli ha giá espiato per te.

Desideri pregare ma in te non senti sufficiente amore? Pensa allo Spirito Santo: Egli possiede amore in sovrabbondanza e te ne dará….

 

 

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Grazie Signore per essermi svegliato anche stamane.
È un mio dovere riconoscere che Tu mi proteggi in qualsiasi momento dell’esistenza.
Anche stanotte, come per tutte le notti trascorse nell’arco della mia vita terrena, mi hai preservato da una morte improvvisa, da un terremoto devastante, da un disastroso impatto di asteroidi, dalla tempesta, da un incendio, da un crollo improvviso, da un’esplosione, dalle cattive intenzioni di un ladro… ecc.
Anche per oggi posso vedere, camminare, gustare, udire, odorare, lavorare, conversare, pregare ed amare.
Anche per oggi sono in compagnia di Gesù, del Padre Celeste, dello Spirito Santo, dell’angelo custode, di Maria Santissima e di tutti i santi del Cielo.
Perdonami, Signore, per tutte quelle volte che sono stato indifferente per i tuoi immensi doni e non ti ho ringraziato sinceramente per la tua speciale protezione.
Spirito Santo, ispirami nei pensieri, nelle parole e nelle opere affinché possa fare sempre la volontà di Dio ed il bene al prossimo.
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È vero che Dio si rivela anche nell’armonia del Cosmo, ma siccome Dio è AMORE si occupa anche di ognuno di noi personalmente.

“Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” – dice la Sacra Scrittura.

Per questo Dio è follemente innamorato di ognuno di noi e si interessa delle nostre azioni, anche quella che consideriamo la più insignificante, ma soprattutto gioisce immensamente quando corrispondiamo al suo Amore amando il prossimo e ringraziandoLo per tutto, compreso l’immenso dono della nostra esistenza.

A molti sembra che Dio non intervenga nella loro vita terrena, ma si dimenticano che “in Lui respiriamo e ci muoviamo” e continuiamo ad esistere grazie al suo continuo sostegno. Essendo Amore Onnipotente, potrebbe chiamarci nel momento che Lui vuole, ma sempre per il nostro bene.

Siccome, nel suo infinito amore, ci ha donato il libero arbitrio per essere a sua Immagine e Somiglianza, Egli interviene misteriosamente nella nostra vita terrena, anche se non riconosciamo i segni che ci dona continuamente negli eventi e nel nostro mondo interiore, affinché il nostro cuore sia orientato verso il bene.

Dio ci ama infinitamente perché siamo suoi figli, unici ed irripetibili: “Si dimentica forse una donna del suo bambino,
così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. (Isaia 15)

Dovremmo essere tutti consapevoli che si esiste per Amore grazie all’opera creatrice del Padre, a quella redentrice del Figlio e a quella amorosa dello Spirito Santo che ci vuole condurre alla pienezza della Verità per diventare veri figli di Dio, a sua immagine e somiglianza. In questo modo si vive interiormente sereni ed in modo dignitoso…

Ciò che diventeremo non riusciamo nemmeno ad immaginare, ma è necessario avere fede.

 

 

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Dio, Padre di tutti, che ci hai fatto giungere all’alba del nuovo giorno, fa’ che viviamo nell’amore del Cristo a lode e gloria del tuo nome.

Rafforza in noi la fede, la speranza e la carità, che lo Spirito Santo ha seminato nei nostri cuori.

Il nostro sguardo sia sempre rivolto a te, perché rispondiamo prontamente alla tua chiamata.

Salvaci dalle insidie e dalle seduzioni del male; difendici da ogni pericolo nel cammino verso la patria del cielo.

 

(dalla liturgia delle lodi mattutine del 13.11.20)

 

 

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Tanti santi e sante hanno sperimentato la notte della fede e il silenzio di Dio – quando noi bussiamo e Dio non risponde – e questi santi sono stati perseveranti. In queste notti della fede, chi prega non è mai solo.

Gesù infatti non è solo testimone e maestro di preghiera, è di più. Egli ci accoglie nella sua preghiera, perché noi possiamo pregare in Lui e attraverso di Lui. E questo è opera dello Spirito Santo.

È per questa ragione che il Vangelo ci invita a pregare il Padre nel nome di Gesù.

San Giovanni riporta queste parole del Signore: «Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio» (14,13).

E il Catechismo spiega che «la certezza di essere esauditi nelle nostre suppliche è fondata sulla preghiera di Gesù» (n. 2614). Essa dona le ali che la preghiera dell’uomo ha sempre desiderato di possedere.

Senza Gesù, le nostre preghiere rischierebbero di ridursi a degli sforzi umani, destinati il più delle volte al fallimento. Ma Lui ha preso su di sé ogni grido, ogni gemito, ogni giubilo, ogni supplica… ogni preghiera umana.

E non dimentichiamo lo Spirito Santo che prega in noi; è Colui che ci porta a pregare, ci porta da Gesù. È il dono che il Padre e il Figlio ci hanno dato per procedere all’incontro di Dio. E lo Spirito Santo, quando noi preghiamo, è lo Spirito Santo che prega nei nostri cuori.

Cristo è tutto per noi, anche nella nostra vita di preghiera. Lo diceva Sant’Agostino con un’espressione illuminante, che troviamo anche nel Catechismo: Gesù «prega per noi come nostro sacerdote; prega in noi come nostro capo; è pregato da noi come nostro Dio.

Riconosciamo, dunque, in Lui la nostra voce, e in noi la sua voce» (n. 2616). Ed è per questo che il cristiano che prega non teme nulla, si affida allo Spirito Santo, che è stato dato a noi come dono e che prega in noi, suscitando la preghiera.

Che sia lo stesso Spirito Santo, Maestro di orazione, a insegnarci la strada della preghiera.

(da un’omelia di papa Francesco)

 

 

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Spirito Santo, fa’ che io possa sempre glorificarti in qualsiasi situazione.
Signore, che io veda Te nel prossimo, nel neonato, nel fanciullo, nell’adolescente, nell’adulto e nell’anziano.

Che io sia sempre consapevole che ogni persona che hai creato è Tempio dello Spirito Santo ed hai per tutti un particolare progetto che ti glorifica.

Fa’ che ovunque io vada possa trasmettere la vera serenità interiore e che in me non ci sia posto per l’orgoglio, per la vanità, per l’ira, per l’invidia, per il risentimento e per ogni forma di egoismo o pregiudizio.

Fa’ che non venga inquinato dalla sete del possesso che mi rende avido. Rendimi consapevole che il vero possesso è ben altro da quello che materialmente pensiamo.

In te si possiede realmente nel “distacco” più puro, perché è solo allora che godiamo in profondità la tua Creazione, quando la riportiamo a Te, da cui Tutto proviene.

 

 

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O Santi che ora siete inabissati nella luce della gloria di Dio, volgete il vostro umile sguardo a questa fragile creatura che chiede la vostra intercessione.

Proteggetemi da tutti i pericoli, aiutatemi a superare ogni forma di tentazione, soprattutto quella contro la fede.

Che io possa sempre ricordarmi del vostro edificante esempio mettendo al primo posto Dio ed amando il mio prossimo in Lui.

Ognuno di voi ama il Signore in modo speciale. Fate che anch’io sia attratto dalla bontà divina e che sia consapevole, come lo eravate voi, che non posso fare nulla senza il Signore.

O Santi del Cielo, fratelli redenti in Cristo, amici gioiosi, intercessori premurosi, stelle luminose, esempi di vera bontà, soccorreteci nelle mie e nelle altrui necessità, contagiatemi con il vostro puro amore verso il Redentore, affinché possa essere colmo di gratitudine, come lo siete voi, per tutti i doni che ho ricevuto e per la Misericordia che mi é stata concessa dal Padre, grazie al Sacrificio di Cristo ed all’Amore dello Spirito Santo. Amen

 

 

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O Spirito Santo, sei tu che unisci la mia anima a Dio: muovila con ardenti desideri e accendila con il fuoco del tuo amore.
Quanto sei buono con me, o Spirito Santo di Dio: sii per sempre lodato e benedetto per il grande amore che effondi su di me!
Dio mio e mio Creatore è mai possibile che vi sia qualcuno che non ti ami?
Per tanto tempo non ti ho amato!Perdonami, Signore.
O Spirito Santo,concedi all’anima mia di essere tutta di Dio e di servirlo senza alcun interesse personale, ma solo perché è Padre mio e mi ama.
Mio Dio e mio tutto, c’è forse qualche altra cosa che io possa desiderare?
Tu solo mi basti. Amen.
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“Si crede di conoscere se stessi, l’ordito del proprio essere: è un’illusione.” (Diario di un Pellegrino Carnico – di p.Albino Candido – ed Segno)    https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1686

Pensiamo alla complessità del nostro corpo, giovane o anziano che sia. Chi può dire di conoscerlo a fondo?

Atomi, cellule, tessuti, organi… È un’architettura biologica incredibilmente complessa e noi possiamo vederne qualcosa solo alla sua superficie…

E che dire della nostra mente?

Da dove originano certi nostri punti di vista, condizionamenti, pregiudizi e comportamenti? La mente vaga sempre e passa da un contenuto all’altro molto velocemente.

Anche per questo è molto difficile riuscire ad esplorare il nostro universo mentale, ma non impossibile. Con l’aiuto dello Spirito Santo…

“Lo Spirito è miracoloso. Non è possibile afferrarlo, impossessarcene perché è soffio. Occorre lasciarci investire, lasciarci agitare e percuotere, lasciarci consumare nel suo ardore, oppure ardere di questo soffio senza consumarci. Ardere di quel soffio significa affondare nell’Eterno. Ma è il tempo che consuma.”

(Diario di un Pellegrino- ed Segno- carnico p. 251)  https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1686

Per il mio libro sull “aldilà”:

ALDILÀ – Domande e risposte    https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1955

 

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La stupidità comporta una certa mediocrità nel pensiero e nell’azione.

Guardiamoci attorno ed in noi stessi e chiediamoci quando si è mediocri:

Si è mediocri quando non vogliamo soffermarci a riflettere con umiltà anche sugli eventi che riteniamo più banali;

quando non riusciamo ad essere consapevoli della nostra mente e del nostro spirito;

quando si chiude il cuore agli altri;

quando non riusciamo a stupirci dell’esistenza e della vita;

quando blocchiamo la nostra evoluzione spirituale dando la priorità ai falsi piaceri della vita terrena;

quando ci si arrende di fronte alle difficoltà superabili;

quando non si capisce che siamo circondati dal mistero;

quando ci abbattiamo per la nostra mediocrità;

quando si diventa presuntuosi;

quando non si ama e lasciamo che l’apatia intossichi la nostra anima.

In genere associamo il termine “ricco” a chi possiede rendite sicure, imprese, soldi, ville, terreni ecc. ed in più gode di ottima salute ed è “temuto e rispettato”.

Ma è davvero così?

Il vero “ricco” è colui che confida nel Signore.

Può abitare in una modesta casa, guadagnare onestamente per vivere ma si accontenta dell’essenziale.

È quindi il modo di vedere la vita che indica lo stato psico-fisico della persona.

Una persona che non si lascia logorare dai vari desideri, come possedere sempre di più o immergersi nei piaceri più sfrenati, possiede una certa serenità interiore perché non è divorata dalle preoccupazioni. In questo caso è ricca davvero.

Si fida del Signore, lo glorifica sempre in tutte le cose, si sa stupire del creato e dell’ingegno umano, non è invidiosa ma rimane anche edificata dalla bontà degli altri. È consapevole dell’infinita Misericordia divina e non intende nuocere ad alcuno, perché vede negli altri il riflesso divino, in quanto tutti siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio.

Chiediamo sempre allo Spirito Santo lumi per vivere serenamente secondo la volontà di Dio…

 

 

Il Signore non ha bisogno della nostra lode. Però è contento quando lo lodiamo sinceramente offrendogli la giornata, comprese le gioie e le sofferenze che affrontiamo.

Per poterlo lodare di vero cuore è necessario chiedere l’aiuto allo Spirito Santo, il quale ci fa prendere consapevolezza dei tantissimi doni che riceviamo in ogni momento, oltre a quello dell’esistenza.

Dobbiamo essere consapevoli che il Signore sorregge tutto ciò che esiste compreso il nostro essere, anche quando siamo lontani da Lui a causa delle nostre fragilità, dell’indifferenza, dell’orgoglio e dell’egoismo.

Egli è accanto a noi ed in noi sempre, perché in Lui ci muoviamo e respiriamo e non smette mai di amarci.

Ti lodi, o Signore, la nostra voce, ti lodi il nostro spirito, e poiché il nostro essere è dono del tuo amore, tutta la nostra vita si trasformi in perenne liturgia di lode.

 

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Dio ci ha già parlato nella persona di Gesù Cristo con il linguaggio dell’amore: si è incarnato, ha espresso la volontà del Padre, ha patito, è morto e risorto promettendoci la vita eterna se crediamo in Lui.

Ci ha parlato anche con le Sacre Scritture rivelandosi gradualmente.

E ci sta tutt’ora parlando attraverso la Creazione e gli eventi della vita quotidiana.

E parla ancora ad ognuno di noi con la nostra storia, le nostre relazioni quotidiane e i nostri accadimenti.

Si tratta di saperlo ascoltare nell’umiltà del proprio cuore e nella fede.

Se non abbiamo la fede chiediamogliela insistentemente e lo Spirito Santo ci esaudirà.

 

 

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Se tu preghi per ottenere qualcosa, ma non l’ottieni e poi dici che Dio non ti ascolta, significa che non hai pregato bene: forse, tra le tante cose, ti manca la fiducia. In questo caso è giusto che tu chieda allo Spirito Santo il dono della fede.
Egli allora, prima o poi, ti illumina ed al momento opportuno, ti farà comprendere che ti sta preparando grazie migliori, quelle che giovano davvero alla tua anima.
Può darsi che quello che chiedevi non fosse stato secondo i suoi disegni e non sarebbe giovato per il vero bene della tua anima o di quella per cui pregavi. Allora chiedi innanzitutto il dono dello Spirito Santo, come esorta Gesù stesso, poi otterrai secondo il volere di Dio, perché nel “Padre nostro” noi dobbiamo chiedere che si compia la sua volontà, e non la nostra.
Se siamo umili e perseveranti, dimostrando fiducia nel Signore presso il quale ci rifugiamo, chiedendogli il perdono per le nostre colpe, Egli non tarderà ad esaudirci quando meno ce l’aspettiamo.
Anche il Signore, che è un Padre buono, ama farci delle sorprese ed è felice quando ci vede felici in Lui…
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(testo tratto dal mio libro “Come ci vedono dall’aldilà”  p.185)

 

“La santità non è un semplice privilegio di pochi: tutti dobbiamo diventare santi”, affermava madre Teresa di Calcutta.

“Santo” significa appartenere al Signore sotto tutti i punti di vista. Invidio benevolmente coloro che sanno essere “puri” per vedere Dio. I santi si sono purificati nella sofferenza e nella lotta contro il proprio egoismo ed orgoglio.

Ora possono godere della loro beatitudine perchè hanno uno sguardo talmente puro, immerso nell’amore di Dio, che nulla li può turbare. Nulla. Nemmeno la grandezza e lo splendore superiori che scorgono negli altri. Essi non sono contagiati dal vuoto e superficiale clamore umano.

Hanno la capacità di ammirare e di stupirsi delle virtù degli altri perchè sanno bene che è lo stesso Dio che opera in forme diverse in tutti. Tutto in tutti, perchè Egli si è donato a tutti, quasi “scomparendo” dalla scena attraverso l’Incarnazione, la morte e la Risurrezione.

Lasciamoci plasmare dallo Spirito docilmente, come i Santi che hanno sempre agito in stretta unione con il Figlio nel Padre.

Vieni o Santo Spirito, trasformaci, rendici puri, miti, misericordiosi, operatori di pace, gioiosi, forti nelle tribolazioni, attivi nella carità, ferventi nella preghiera.

 

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Come potremo cogliere qualcosa della Trinità? La strada non è quella delle formule. Voler capire la Trinità attraverso i concetti, è come tentare di capire una parola analizzando l’inchiostro con cui è scritta.

Dio non è una definizione, è un’esperienza.

I termini di Gesù per raccontare la Trinità, sono nomi di famiglia, odori di casa, suoni e silenzi di affetti. Padre, figlio, nomi che si abbracciano. Lo Spirito dice che ogni vita respira e si dilata solo quando si sa accolta, presa in carico. Abbracciata. E su tutto regna sovrana la relazione; sul trono di famiglia, il legame.

E’ l’abbraccio il senso pieno della Trinità, e l’uomo ha il suo volto.

Quando Dio dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”, l’immagine non è quella del Creatore, non quella dello Spirito, né quella del Verbo eterno, ma le tre realtà fuse insieme.

La relazione come cuore reciproco dell’essenza di Dio nell’uomo.

Ci ha amati così tanto da mandare suo Figlio. E mondo e uomo sono storia della Trinità.

Tutta la Scrittura ci assicura che nel calpestio del popolo, nella polvere dei sentieri, lo Spirito accende profeti e orizzonti; il Padre rallenta il suo passo paziente sul ritmo del nostro, e il Figlio è salvezza che ci cammina, sicura, a fianco.

Tutto questo ci sarebbe bastato! Invece l’Ascensione ci porta in pieno nel seno della Trinità: noi siamo quell’uomo pensato e creato non ad immagine del Dio solitario, ma della sua Trinità, dove si è felici solo l’uno nell’altro.

Questo Dio folle che ha amato non solo noi, ma tutto il creato. E che anch’io amo, perché è opera delle sue dita. Coi suoi spazi, le sue nuvole, i suoi figli, la sua dolce e aspra bellezza.

Terra amata e paziente. Grande giardino di Dio, con noi suoi piccoli “giardinieri planetari”.

La Trinità è lo specchio del mio senso ultimo, e dell’universo stesso.

Incamminato verso un Padre che ci dà vita, verso un Figlio che ci innamora, verso uno Spirito che accende di comunione le nostre solitudini, ci senti piccoli ma abbracciati dal mistero…

(tratto da una riflessione di p.Ermes Ronchi)

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Io che sono lento a credere, che mi ci vorrà forse tutta la vita non per capire, ma solo per assaporare un poco della fede, come potrò cogliere qualcosa della Trinità? La strada non è quella delle formule. Voler capire la Trinità attraverso i concetti, è come tentare di capire una parola analizzando l’inchiostro con cui è scritta.

Dio non è una definizione, è un’esperienza.

I termini di Gesù per raccontare la Trinità, sono nomi di famiglia, odori di casa, suoni e silenzi di affetti. Padre, figlio, nomi che si abbracciano. Lo Spirito dice che ogni vita respira e si dilata solo quando si sa accolta, presa in carico. Abbracciata. E su tutto regna sovrana la relazione; sul trono di famiglia, il legame.

Dio l’abbracciante. Se non c’è amore, non vale nessun magistero; senza il suo respiro, nessuna cattedra sa dire Dio.

E’ l’abbraccio il senso pieno della Trinità, e l’uomo ha il suo volto.

Quando Dio dice: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”, l’immagine non è quella del Creatore, non quella dello Spirito, né quella del Verbo eterno, ma le tre realtà fuse insieme.

Ecco perché la solitudine mi pesa tanto e mi fa paura, perché è contro la mia natura. Ecco perché quando amo e trovo amicizia sto così bene, perché è secondo la mia, la nostra vocazione.

La relazione come cuore reciproco dell’essenza di Dio nell’uomo.

Ci ha amati così tanto da mandare suo Figlio. E mondo e uomo sono storia della Trinità. Mosè, il grande amico di Dio, prega così: “Che il Signore cammini in mezzo a noi, venga in mezzo alla sua gente. Non resti sul monte, guida alta e lontana, ma scenda e si perda in mezzo al calpestio del popolo”.

Tutta la Scrittura ci assicura che nel calpestio del popolo, nella polvere dei sentieri, lo Spirito accende profeti e orizzonti; il Padre rallenta il suo passo paziente sul ritmo del nostro, e il Figlio è salvezza che ci cammina, sicura, a fianco.

Tutto questo ci sarebbe bastato! Invece l’Ascensione ci porta in pieno nel seno della Trinità: noi siamo quell’uomo pensato e creato non ad immagine del Dio solitario, ma della sua Trinità, dove si è felici solo l’uno nell’altro.

Questo Dio folle che ha amato non solo noi, ma tutto il creato. E che anch’io amo, perché è opera delle sue dita. Coi suoi spazi, le sue nuvole, i suoi figli, la sua dolce e aspra bellezza.

Terra amata e paziente. Grande giardino di Dio, con noi suoi piccoli “giardinieri planetari”.

La Trinità è lo specchio del mio senso ultimo, e dell’universo stesso.

Incamminato verso un Padre che mi dà vita, verso un Figlio che mi innamora, verso uno Spirito che accende di comunione le mie solitudini, io mi sento piccolo ma abbracciato dal mistero, come un bambino col naso all’insù.

Resto saldo nel loro vento in cui naviga l’intero creato che mi attende. Mi attende, perché il suo nome è comunione.

p.Ermes Ronchi

 

Avvenire

SS. TRINITA 2020

I nomi di Dio sul monte sono uno più bello dell’altro: il misericordioso e pietoso, il lento all’ira, il ricco di grazia e di fedeltà (Es 34,6). Mosè è salito con fatica, due tavole di pietra in mano, e Dio sconcerta lui e tutti i moralisti, scrivendo su quella rigida pietra parole di tenerezza e di bontà.

Che giungono fino a Nicodemo, a quella sera di rinascite.

Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio. Siamo al versetto centrale del vangelo di Giovanni, a uno stupore che rinasce ogni volta davanti a parole buone come il miele, tonificanti come una camminata in riva al mare, fra spruzzi d’onde e aria buona respirata a pieni polmoni: Dio ha tanto amato il mondo… e la notte di Nicodemo, e le nostre, s’illuminano.

Gesù sta dicendo al fariseo pauroso: il nome di Dio non è amore, è “tanto amore”, lui è “il molto-amante”. Dio altro non fa che, in eterno, considerare il mondo, ogni carne, più importanti di se stesso. Per acquistare me, ha perduto se stesso. Follia della croce. Pazzia di venerdì santo. Ma per noi rinascita: ogni essere nasce e rinasce dal cuore di chi lo ama.

Proviamo a gustare la bellezza di questi verbi al passato: Dio ha amato, il Figlio è dato. Dicono non una speranza (Dio ti amerà, se tu…), ma un fatto sicuro e acquisito: Dio è già qui, ha intriso di sé il mondo, e il mondo ne è imbevuto. Lasciamo che i pensieri assorbano questa verità bellissima: Dio è già venuto, è nel mondo, qui, adesso, con molto amore. E ripeterci queste parole ad ogni risveglio, ad ogni difficoltà, ogni volta che siamo sfiduciati e si fa buio.

Il Figlio non è stato mandato per giudicare. “Io non giudico!”(Gv 8.15) Che parola dirompente, da ripetere alla nostra fede paurosa settanta volte sette! Io non giudico, né per sentenze di condanna e neppure per verdetti di assoluzione. Posso pesare i monti con la stadera e il mare con il cavo della mano (Is 40,12), ma l’uomo non lo peso e non lo misuro, non preparo né bilance, né tribunali. Io non giudico, io salvo. Salvezza, parola enorme. Salvare vuol dire nutrire di pienezza e poi conservare. Dio conserva: questo mondo e me, ogni pensiero buono, ogni generosa fatica, ogni dolorosa pazienza; neppure un capello del vostro capo andrà perduto (Lc 21,18), neanche un filo d’erba, neanche un filo di bellezza scomparirà nel nulla. Il mondo è salvo perché amato. I cristiani non sono quelli che amano Dio, sono quelli che credono che Dio li ama, che ha pronunciato il suo ‘sì’ al mondo, prima che il mondo dica ‘sì’ a lui.

Festa della Trinità: annuncio che Dio non è in se stesso solitudine, ma comunione, legame, abbraccio. Che ci ha raggiunto, e libera e fa alzare in volo una pulsione d’amore.

 

 

 

di Ermes Ronchi

Pentecoste anno A 2020

La Pentecoste non si lascia recintare dalle nostre parole. La liturgia stessa moltiplica le lingue per dirla: nella prima Lettura lo Spirito arma e disarma gli Apostoli, li presenta come “ubriachi”, inebriati da qualcosa che li ha storditi di gioia, come un fuoco, una divina follia che non possono contenere.

E questo, dopo il racconto della casa di fiamma, di un vento di coraggio che spalanca le porte e le parole. E la prima chiesa, arroccata sulla difensiva, viene lanciata fuori e in avanti.

La nostra chiesa tentata, oggi come allora, di arroccarsi e chiudersi, perché in crisi di numeri, perché aumentano coloro che si dichiarano indifferenti o risentiti, su questa mia chiesa, amata e infedele, viene la sua passione mai arresa, la sua energia imprudente e bellissima.

Il salmo responsoriale guarda lontano: del tuo Spirito, Signore, è piena la terra (Sal 103). Una delle affermazioni più belle e rivoluzionarie di tutta la Bibbia: tutta la terra è gravida, ogni creatura è come incinta di Spirito, anche se non è evidente, anche se la terra ci appare gravida di ingiustizia, di sangue, di follia, di paura.

Ogni piccola creatura è riempita dal Vento di Dio, che semina santità nel cosmo: santità della luce e del filo d’erba, santità del bambino che nasce, del giovane che ama, dell’anziano che pensa. L’umile santità del bosco e della pietra. Una divina liturgia santifica l’universo.

La terza via della Pentecoste è data dalla seconda lettura (1Cor 12). Lo Spirito viene consacrando la diversità dei carismi: bellezza, genialità, unicità proprie per ogni vita. Lo Spirito vuole discepoli geniali, non banali ripetitori. La chiesa come Pasqua domanda unità attorno alla croce; ma la chiesa come Pentecoste vuole diversità creativa.

Il Vangelo infine colloca la pentecoste già la sera di Pasqua: “soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito santo”. Lo Spirito di Cristo, ciò che lo fa vivere, viene a farci vivere, leggero e quieto come un respiro, umile e testardo come il battito del cuore. Il poeta Ovidio scrive un verso folgorante: est Deus in nobis. C’è un Dio in noi. Questa è tutta la ricchezza del mistero: Cristo in voi! (Col 1,27). La pienezza del mistero è di una semplicità abbagliante: Cristo in voi, Cristo in me. Quello Spirito che ha incarnato il Verbo nel grembo di santa Maria fluisce, inesauribile e illimitato, a continuare la stessa opera: fare della Parola carne e sangue, in me e in te, farci tutti gravidi di Dio e di genialità interiore. Perché Cristo diventi mia lingua, mia passione, mia vita, e io, come i folli e gli ebbri di Dio, mi metta in cammino dietro a lui “il solo pastore che pei cieli ci fa camminare” (Turoldo).

 

Fb 31 maggio 2020

Fedeltà al proprio dono

Ancora e sempre Pentecoste: quando ti senti perdonato e amato, e forse ancora di più dopo il tuo errore, è lui, lo Spirito. Quando davanti alla prova senti nascere l’umile rete di forza e pace, è ancora lui, lo Spirito.

Mentre erano chiuse le porte per paura dei Giudei… ecco qualcosa che ribalta gli apostoli, che rovescia come un guanto quel gruppetto bloccato dietro porte sprangate. Qualcosa ha trasformato uomini barcollanti in persone danzanti di gioia, “ubriache” di coraggio: è lo Spirito, fiamma, vento, terremoto su realtà pericolanti e sbagliate, che lascia in piedi solo ciò che è davvero solido.

È accaduta la Pentecoste e si è sbloccata la vita! Quando segui le tue paure, la vita si chiude sempre. Paralizzata.

I discepoli hanno paura anche di se stessi e di come lo hanno rinnegato.

Eppure Gesù viene.

In quel luogo manca l’aria, si respira dolore e una comunità si sta ammalando.

Eppure Gesù viene.

Papa Francesco continua a ripetere che una chiesa chiusa, ripiegata, paurosa, è una chiesa malata.

Eppure Gesù viene.

Perché il respiro di Dio non sopporta gli schemi e la loro logica matematica. La casa fu piena di un vento che accese il cuore, sposò una libertà, consacrò una diversità.

E’ proprio dello Spirito dare ad ogni creatura una genialità propria, una santità unica, fatta solo per me. Io non devo essere l’opposto di me stesso, per essere santo: mi è stata data una manifestazione specifica dello Spirito. Egli fa della mia diversità una vera ricchezza.

Com’è possibile? Questo accade perché egli scende singolarmente su ognuno, e ciascuno deve essere fedele al proprio dono!

E se tu fallisci, se non realizzi ciò che puoi essere, ne verrà una disarmonia nel mondo intero, un rallentamento di tutto il cosmo verso la vita. Siamo perennemente immersi, e in viaggio, verso Dio.

A noi cosa compete? Accogliere quel respiro che ci trasforma, perché il mio piccolo io deve dilatarsi nell’infinito io divino.

E poi la missione: coloro a cui perdonerete saranno perdonati, coloro a cui non perdonerete non saranno perdonati.

Il perdono è l’impegno dei benedetti dallo Spirito, donne e uomini, grandi e bambini.

Perdonate, che vuol dire: piantate piccole oasi di pace nei deserti di violenza; create strade di avvicinamenti, aprite porte e sentieri, e le paure spariranno. “Perdonare significa de-creare il male” (Raimon Panikkar).

E infine gioca al rialzo, offre un di più: alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo.

In quella stanza chiusa e dall’aria stagnante, entra il grande, ampio e profondo ossigeno del cielo.

Ancora e sempre il respiro di Dio che non sopporta gli schemi.

E come un tempo il Creatore respirava su Adamo, così ora Gesù soffia vita regalandoci il suo modo unico, originale, di amare e spalancare orizzonti, diversi e speciali, per ognuno di noi.

 

di Ermes Ronchi

 

 

 

È difficile comprendere come in realtà funziona la nostra mente, perché molti sono convinti di saperlo bene, basandosi sui propri ricordi e sulla propria esperienza. Se ci pensiamo bene, però, non sempre conosciamo a fondo il motivo di certe nostre reazioni impulsive che spesso ci turbano e causano disagio in noi ed attorno a noi.

Se abbiamo un po’ di fede, quando lo invochiamo, ci viene incontro lo Spirito Santo. Grazie alla sua azione prolifica , se lo lasciamo agire Egli ci aiuta a penetrare in profondità anche nei nostri meandri mentali purificandoci dai pregiudizi e dai vari filtri ideologici che restringono il nostro orizzonte mentale.

Anima e mente sono strettamente collegati e quando lo Spirito agisce nell’anima, anche la mente ne beneficia. Allora ci aiuta ad essere consapevoli sia della nostra personale fragilità, sia dei doni che abbiamo e che non sempre riconosciamo.

Lo Spirito Santo, quindi, rischiara la nostra anima e la nostra mente e ci aiuta a progredire verso la Verità.

 

 

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Messaggio di Medjugorje del 25 maggio 2020 a Marija

Cari Figli! Pregate con Me per la vita nuova di tutti voi. Figlioli, nei vostri cuori sapete cosa deve cambiare: ritornate a Dio ed ai Suoi Comandamenti affinché lo Spirito Santo possa cambiare le vostre vite ed il volto di questa terra, che ha bisogno del rinnovamento nello Spirito.

Figlioli, siate preghiera per tutti coloro che non pregano, siate gioia per tutti coloro che non vedono una via d’uscita, siate portatori della luce nelle tenebre di questo tempo inquieto.

Pregate e chiedete l’aiuto e la protezione dei santi affinché anche voi possiate bramare il cielo e le realtà celesti. Io sono con voi e vi proteggo e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

 

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Ci preoccupiamo, a volte, come diffondere il messaggio evangelico. Forse ci agitiamo per nulla.. Dio onnipotente non potrebbe fare in modo che tutti credano in Lui ricorrendo ad eventi straordinari?
Eppure Egli non io fa. Permette che il suo messaggio di pace venga diffuso tra noi uomini, così, sommessamente, quotidianamente, attraverso il nostro esempio, le nostre scelte.
Se Egli volesse tutta l’umanità, di colpo, crederebbe in Lui, di fronte all’evidenza dei suoi prodigi. Invece la sua azione è indiretta ma e efficace. Egli attende da ognuno di noi una risposta di fede e questa lo glorifica in eterno.
Perchè ogni nostra azione libera che converge nell’amore dona al Padre una gioia immensa, ineffabile. È la conseguenza del suo infinito amore per noi: ci vuole maturi, responsabili, liberi, divinizzati.
Ogni nostro atto libero e maturo ai suoi occhi vale più di un suo intervento diretto che ci costringe a credere e ad agire di conseguenza.
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Signore, mio Dio e Creatore. Tu mi conosci profondamente e sai ciò che mi fa gioire e ciò che mi affligge.

Grazie a te sono consapevole che sei infinitamente Giusto, Buono e Misericordioso.

Grazie per il dono dell’esistenza: con essa mi hai dato la possibilità di glorificarti per tutta l’eternità.

Grazie per la mia fragilità : essa mi aiuta ad essere umile e confidare sempre in te.

Grazie per la tua Paternità: so di contare su un Padre Celeste che mi ama veramente e si cura di me.

Grazie per la tua fratellanza : ci hai donato Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio. In Lui ottengo il perdono completo dei peccati e so di contare su un amico che non mi abbandonerà mai.

Grazie per lo Spirito Santo : È Lui che mi dona la forza per andare avanti e la gioia di esistere.

 

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Ci sono molti che sostengono che per per mettersi in contatto col divino non servono la Chiesa ed i preti.

Dio si è fatto “uomo” in Gesù Cristo. Proprio un uomo “in carne ed ossa” ed anima.

Tramite l’uomo-Dio Gesù, Dio si è rivelato a noi, (chi vede me vede il Padre) perché Cristo è mediatore tra l’uomo e Dio.

Gesù ha istituito l’Eucaristia (suo vero corpo-sangue-anima e divinità), il sacramento della Confessione ed ha inviato i suoi discepoli a battezzare in tutto il mondo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Se Dio ha voluto così chi siamo noi per giudicare vana l’intermediazione di Gesù Cristo che agisce tramite i suoi ministri fino alla fine dei tempi?

 

 

 

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La Sacra Scrittura va letta con la mente ed il cuore aperti allo Spirito Santo, il quale ci dona l’intelligenza e la scienza, se glielo chiediamo.

Non dobbiamo considerare il Libro Sacro come un trattato scientifico, ma come la Rivelazione di Dio Padre e del suo amore verso le sue amate creature.

Per cui non importa la data esatta della Creazione, ma lo Spirito con cui è stata scritta la Bibbia.

Tutto in essa serve per il nostro progresso umano e spirituale. In essa ci sono analogie, similitudini, metafore, esortazioni, racconti, descrizioni, momenti poetici, profezie, preghiere ecc.

Tutto ciò per la nostra edificazione in preparazione alla Vita Eterna.

Essa è stata scritta da molti autori ispirati che vivevano il contesto culturale e linguistico dei loro tempi, per cui non dobbiamo ricercare le corrispondenze scientifiche, ma la Verità spirituale che è sottesa ai loro scritti…

 

 

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DIO AMA COLORO CHE LO CERCANO

Si può essere sempre indagatori anche rimanendo fedeli al cristianesimo. Del resto la Sacra Scrittura dice “Dio ama coloro che lo cercano”
.

Si può cercarlo in tanti modi: contemplando il Creato, pensando alla sua ed alla nostra esistenza, indagando sulle meraviglie della sua creazione e della nostra stessa mente, scrutando con benevolenza le Sacre Scritture, cercando di vederlo nel prossimo ecc. 


L’indifferenza nei suoi confronti lo mortifica, perché Egli è Amore e l’amore cerca condivisione e riconoscenza.


Non dobbiamo pensare di perdere tempo anche se ci impegniamo ad indagare nella nostra mente con il suo modo di pensare, perché è stato proprio l’Amore a donarci l’intelligenza per scrutare anche le profondità del nostro “io”, dove Egli stesso alberga.

Ascoltando sinceramente noi stessi nella verità possiamo intuire qualcosa di Lui, senza presumere di comprenderLo subito, ma facendoci aiutare dallo Spirito Santo.

 

 

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Preghiera allo Spirito Santo tratta dal libro “Come ci vedono dall’aldilà” di Pier Angelo Piai (p.180) .

Noi uomini siamo Tempio dello Spirito Santo, ma è necessario prenderne consapevolezza…

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Breve riflessione tratta dal libro “Come ci vedono dall’aldilà” di Pier Angelo Piai. Ognuno di noi può scoprire lo scopo della sua esistenza chiedendo aiuto allo Spirito Santo.

 

 

 

 

Ciascun battezzato, essendo tempio dello Spirito Santo, costituisce la dimora della SS.Trinità, perché là dove c’è una sola persona divina, ci sono anche le altre due.
Le persone divine in noi dialogano amorosamente tra loro e si interessano di noi personalmente.

Esse constatano i nostri progressi spirituali. Ai loro occhi ognuno di noi è davvero unico ed irripetibile. Non smettono mai di amarci nonostante i nostri fallimenti ed i momenti di indifferenza, ma vengono in noi glorificate ogni volta che scegliamo di corrispondere al loro amore nella preghiera e nelle opere buone.

Esultano quando prendiamo consapevolezza delle nostre fragilità e quando chiediamo umilmente perdono, perché vedono il nostro progresso interiore, anche se non ce ne accorgiamo.

Ognuno di noi è amato dal Dio Trinitario infinitamente di più di ciò che pensiamo, perché essendo sue creature speciali, siamo realmente “capaci di Dio”, come sostiene il catechismo.

Ecco perché “pregare è amare e lasciarsi amare da Dio” (Sant’Agostino)

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Fermiamoci per un momento ad osservare i nostri pensieri, i ricordi, le sensazioni, le emozioni che inondano la nostra mente. Sono davvero tanti, spesso troppi. È difficile individuare il loro concatenamento logico, ma non impossibile.

Comprendiamo che la nostra mente é spesso frammentata perché non siamo abituati ad osservare a come pensiamo, essendo distolti ingannevolmente solo dai contenuti. Impariamo ad osservare in profondità come elaboriamo i contenuti mentali senza preoccuparci di giudicarli.

Allora cominciamo a conoscere qualcosa di noi stessi…

Se da credenti invochiamo lo Spirito Santo ogni volta che ci accingiamo a cercare di comprendere noi stessi per capire qualcosa anche degli altri, ció ci aiuterà a vivere con maggiore intensità e non avremo tempo per annoiarci…

 

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Quando preghiamo non pensiamo troppo a quante e quali parole dire. Spesso il silenzio amoroso é molto più efficace dei discorsi articolati e ripetuti.

É preghiera anche quando ci mettiamo silenziosamente davanti al Signore che ci ha creati, il quale ci conosce profondamente.

Siamo consapevoli che Egli conosce le nostre fragilitá e il nostro desiderio di stare con Lui. E conosce perfettamente anche le parole che vorremmo dirgli. Egli ci ascolta e noi lo ascoltiamo secondo il volere dello Spirito Santo.

Ció che importa é il vivo desiderio di corrispondere al suo immenso Amore, per questo Dio guarda il nostro cuore più che le labbra.

 

 

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Scriveva un monaco:

“Sono continuamente salvato se continuamente a Te penso. Non devo stancarmi. Non puoi stancare. Verrà tutto da sé. La speranza mette verde e gli altri colori più forti in ogni momento del vivere. Agguantarla e non lasciarla nemmeno in mezzo alle altre speranze. Le altre speranze sono una massa che preme e che è facile inghiottire. Quella genuina, è regina di tutte le altre.” (p.Albino Candido, monaco servita, Diario di un Pellegrino Carnico”

Amare il Signore con tutte le nostre forze, significa anche pensarlo in qualsiasi situazione ci troviamo. Se si è consapevoli che siamo Tempio dello Spirito Santo, facciamo ogni cosa in Lui, perché dove è Lui c’è la Santissima Trinità.

In questa continua consapevolezza comprendiamo i nostri difetti e le nostre fragilità, per cui chiediamo sempre perdono e speriamo nella sua infinita Misericordia.

Così si acquisisce gradualmente la serenità interiore, perché confidiamo sempre in Lui.

 

 

Quando chiediamo i doni allo Spirito Santo è cosa buona perché essi ci fanno capire che la cosa più importante dei doni stessi è avere in sè lo Spirito Santo, il quale arreca i suoi doni.

Qualcosa di simile succede nei nostri rapporti umani. Quando un giovane offre un mazzo di fiori alla fidanzata od alla sposa essi sono significativi perché tramite essi le vuole comunicare che è intenzionato a donare se stesso: ll vero dono è l’impegno personale d’amore.

Così quando chiediamo allo Spirito Santo di albergare in noi, gli apriamo il cuore rendendoci disponibili a collaborare per la nostra salvezza. Lo Spirito Santo apprezza molto il nostro caloroso invito e ci esaudisce: perdona i nostri peccati e ci dona quello di cui ha bisogno l’anima ed anche il corpo.

Ricordiamo che lo Spirito Santo, nell’ambito trinitario, è l’Amore tra il Padre ed il Figlio. Quando Lui è presente in noi, sono presenti anche le altre due Persone, perché Egli procede dal Padre e dal Figlio e con loro è adorato e glorificato.

Quando si diventa realmente Tempio dello Spirito Santo in noi crescono i doni che Lui vuole darci, tra i quali è molto importante la nostra divinizzazione che si ottiene anche con la nostra collaborazione.

E se siamo carenti d’Amore, chiediamoglielo con fiducia perché Egli ce ne darà in abbondanza.

 

 

Ognuno di noi non è mai del tutto solo, se apre il suo cuore alla Trascendenza

Il Padre Celeste che ti ha creato ti ama e ti ha sempre in mente senza dimenticarsi di te per un solo istante..

Il Figlio, Gesù Cristo, è sempre pronto a salvarti perché si è incarnato ha sofferto ed è morto sulla croce anche per te.

Lo Spirito Santo, Amore, continua a sostenerti tramite i suoi doni.

Maria, tua Madre Celeste, ti segue sempre e desidera la tua salvezza..

L’angelo custode ti assiste in ogni momento, anche quando non ti ricordi di Lui.

Il tuo santo protettore intercede continuamente per te insieme agli altri santi.

Tra il prossimo ci sono persone che pregano per te, anche se non lo sai..

Non disperare mai, ma confida sempre nel Signore, Amore Onnipotente!

 

 

Sentirsi peccatori davanti a Dio e davanti agli uomini è giusto e doveroso. 

Dubitare dell’infinita Misericordia divina, però, è un ulteriore peccato che si aggiunge  agli altri peccati commessi, appesantendoli.

È per questo motivo che dobbiamo pregare lo Spirito Santo affinché ci aiuti a superare le nostre quotidiane fragilità, ma soprattutto perché ci doni la fede e la fiducia nell’infinita misericordia divina. 

Mai disperare, quindi, anche se fossimo i peccatori più incalliti.

Ogni nostro sincero pentimento col proposito di migliorare, glorifica il Padre ed il Figlio e fa gioire anche lo Spirito Santo.

 

 

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Lo Spirito Santo, Terza Persona della SS. Trinità, è autore di ogni bene ed è sorgente di acqua viva…
Viene a rinnovare la faccia della terra
Ci ispira il disprezzo per i peccati
Irradia con la sua luce le nostre anime
Imprime la sua legge nei nostri cuori
Ci infiamma col fuoco del suo amore
Riversa in noi i tesori delle sue grazie
Ci insegna a pregare col cuore
Ci illumina con le sue ispirazioni divine
Ci guida lungo la via della salvezza
Ci fa riconoscere l’Amore di Dio per noi
Ci ispira la pratica del bene
Ci dona la sua pace
Ci rende perseveranti nella giustizia
È la nostra perenne ricompensa

 

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Tutto é sorretto dalla Divina Misericordia. Dal concepimento alla morte corporale, ogni persona usufruisce anche inconsapevolmente di questo immenso Mistero.

Si tratta solo di prenderne consapevolezza per poi far scaturire la personale gratitudine verso il Signore.

Ma per far questo bisogna chiedere l’aiuto dello Spirito Santo. La Misericordia Divina opera sempre, anche nelle cose che nemmeno immaginiamo.

Durante la giornata essa é presente in noi anche quando commettiamo delle colpe o ci disinteressiamo del nostro Creatore, trascurando la preghiera.

Essa suscita in noi il pentimento sincero, ma rispetta il nostro libero arbitrio.

Non ci rendiamo conto di quanti pericoli affrontiamo ogni giorno: la nostra vita terrena é davvero un miracolo della Misericordia Divina. Per questo é necessario riconoscerla ed essere grati in ogni momento al Signore.

 

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Siamo qui davanti a Te, o Signore, nascosto nel pane e nel vino, da Te trasformati, con la forza dello Spirito Santo, in tuo Corpo e tuo Sangue.

Ti rendiamo grazie di questa tua presenza, fatta speranza per le nostre città e per i nostri paesi, perché ritroviamo la gioia di camminare uniti e solidali. Cambia la nostra vita in uno stile di amore, vinci le nostre paure e trasforma il destino in progetto.

Fa’ di noi un solo popolo, radunato dalla tua mano di pastore, allontana le divisioni, abbatti i muri e fa’ crescere i ponti della gioia.

Fa’ che mangiando l’unico pane dell’altare, diveniamo un solo corpo in Te, spezzando in fraternità e letizia anche il pane sulle nostre tavole.

Benedici i nostri bambini, dà forza e lavoro ai giovani, serenità alle nostre case, conforto ai malati e agli anziani.

Al mondo intero dona giustizia e pace, pace per tutti, specie per chi viene da lontano, ci sia un cuore e una comunità che accoglie e condivide.

O Gesù, Pastore buono, dacci il gusto di una vita piena, che ci faccia camminare su questa terra come pellegrini, verso il traguardo della mensa celeste, dove tutti riuniti potremo cantare in eterno la tua lode.

Amen.

 

(di Mons. Bregantini)

 

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Pregare serve più a noi, perché Dio non cresce e non diminuisce con le nostre preghiere, essendo Amore Onnisciente ed Onnipotente.
L’atteggiamento di preghiera è una presa di coscienza della nostra figliolanza con il Padre Celeste e dei nostri limiti.
Dobbiamo pregare per essere in sintonia con il Creatore, per non lasciarci sedurre dal tentatore, per crescere spiritualmente, soprattutto attraverso la preghiera di lode.
Con essa noi ci meravigliamo e ci stupiamo della grandezza di Dio, della sua benevolenza e della sua infinita Misericordia.
Il Padre Celeste sa già quello che ci necessita, ma siccome rispetta il nostro libero arbitrio, desidera che gli chiediamo lo Spirito Santo attraverso suo Figlio Gesù Cristo, in modo da aderire in piena libertà al suo piano salvifico per tutti noi.
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Se qualcuno scoprisse cosa c’è realmente dopo la morte, innazittutto si pentirebbe dei suoi errori, proverebbe un profondo dispiacere per avere offeso Dio, se stesso ed il prossimo ed andrebbe subito a confessarsi con buoni propositi.

Poi frequenterebbe ogni giorno l’Eucaristia per ricevere Gesù in corpo, sangue, anima e divinità durante la Santa Comunione.

Pregherebbe in continuazione per la salvezza della propria anima, per quella dei suoi cari ed amici e conoscenti.

Pregherebbe per tutta l’umanità. Ringrazierebbe Dio per il dono dell’esistenza, del Battesimo, dell’Eucaristia e per tutti gli altri doni di cui non se ne accorgeva prima.

Tratterebbe i suoi famigliari con amore e rispetto.

Cercherebbe di consolare e di aiutare chi si trova in difficoltà. Si affiderebbe continuamente ai Cuori Misericordiosi di Gesù e Maria.

Aiuterebbe la propria Parrocchia in base alle sue capacità e carismi.

Offrirebbe le sue preghiere e le sue sofferenze per tutti i peccatori e gli atei incalliti.

Invocherebbe l’aiuto dell’angelo custode e dei Santi.

Cercherebbe di soddisfare le indulgenze parziali e plenarie.

Chiederebbe allo Spirito Santo l’aumento della fede e dell’amore per sè e per gli altri, giorno dopo giorno. Infine implorerebbe il Signore di affrettare la sua venuta, rispettando però la volontà di Dio.

l’Escatologia cristiana nella quale uno fa benissimo a credere è quella che si deduce dal Vangelo, dalla vita dei Santi e dai grandi Teologi e ministri della Chiesa.

Ed è anche quello che dice la Regina della Pace nelle varie apparizioni.

Nell’Aldilà, subito dopo la morte ci attendono il giudizio personale e le realtà escatologiche (Paradiso, Purgatorio o Inferno).

 

 

 

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Quando ci sembra che una tentazione sia troppo forte per poterla superare, chiediamo subito aiuto allo Spirito Santo e pensiamo che non potrá durare a lungo.

Una volta superata, guardando a ritroso, riusciremo ad identificare meglio la sua reale natura e ci renderemo conto della meschinità del suo contenuto, per cui non sarebbe valsa la pena tormentarci in quel modo.

L’ingannatore é fatto cosí: conosce le nostre debolezze ed agisce sul nostro modo di vedere il mondo esteriore per inquinare l’interiorità.

Ma Gesú lo ha sconfitto anche in noi, se ci fidiamo.

 

 

 

 

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II DOMENICA – Anno A Gv 1,29-34

 

(p. Ermes Ronchi)

 

Vieni, Signore, come una carezza di luce sugli occhi

affinché penetrino l’orizzonte scuro e ti vedano venire.

Vieni Signore

– e liberaci dal male

Vieni, Signore, come un bacio sulla fronte

che scuota i miei pensieri, dal profondo.

Vieni Signore

– e liberaci dal male

Vieni Signore, come abbraccio lungo e caldo

che consumi il freddo e la solitudine.

Vieni Signore,

– e liberaci dal male

 

 

OMELIA

Ecco l’agnello di Dio che toglie il peccato del mondo!

Ecco l’agnellino… avete mai preso in braccio un agnellino? Che trema, appena nato? Esperienza bellissima. È commovente come si affida a te, così piccolo che ha ancora bisogno della madre e del pastore.

Ecco un Dio che non viene come il Leone o l’Aquila, ma come agnello; che non si impone, chiede di essere preso in braccio; che non può, non vuole far paura a nessuno.

Se hai paura, non è Dio.

Ecco l’agnello, uno dei piccoli del gregge, che riempivano di belati e di sangue il cortile del tempio.

Tanto sangue, e il sacerdote, coltello in mano, ne spruzzava qualche goccia su chi aveva portato l’animale, dicendo: per il perdono dei tuoi peccati.

L’agnello era il perno del sistema dei sacrifici di cui viveva, e bene, la casta sacerdotale al potere.

Chi è il mandante dell’uccisione dell’agnello di Dio, di Gesù? Chi è il mandante dell’omicidio?

Forse il Dio che sta nei cieli? Che ha deciso di non perdonare i peccati, ma di farli pagare e scontare fino all’ultimo centesimo?

Tristissima idea di Dio! Brutta immagine, immorale!

Come posso pensare che il rapporto con Dio sia baratto o mercato? L’uomo ha un debito con il Padrone del mondo, non ce la fa a pagarlo, e allora il Grande Contabile del cosmo se lo fa pagare in moneta di sangue, addirittura dal Figlio.

Per non uccidere tutti i figli, ne fa uccidere uno, come a una decimazione, di triste memoria…

Ma questo sarebbe fare strame della misericordia di Dio, fare mercimonio del suo amore.

Amore mercenario, che si paga, che si compra è negazione d’amore.

Il sommo sacerdote Caifa l’aveva detto ai suo: è meglio che uno solo muoia invece di tutto il popolo (Gv 18,14), come se fossimo in guerra, con un nemico più forte di te, poco importa che sia l’impero di Roma o il Dio del cielo. Dipingono un Dio nemico dell’uomo, da placare con sacrifici che non bastano mai. Che succhia energie preghiere riti paure, come una sorta di insaziabile sanguisuga celeste.

Tutto questo non è vangelo.

 

Gesù non è venuto a portare il perdono dei peccati, troppo poco (anche un uomo sa perdonare, non occorreva che Dio si incarnasse a Natale, non occorreva la croce per questo…);

è venuto a portare molto di più: è venuto a portare se stesso, la sua vita dentro la vita dell’uomo, il cuore dentro il cuore, respiro dentro il respiro, per sempre.

Dio ha guardato l’umanità e l’ha trovata smarrita, malata, sperduta: eravamo come agnellini in mezzo ai lupi.

E non l’ha più sopportato. E allora è venuto a cambiare la storia; invece di portare un giudizio di disgrazia, ha portato grazia e liberazione: uno che toglie il peccato: il santo tra i peccatori,

il puro tra gli impuri, il medico tra i malati, l’agnello fra i lupi,

il primo fra gli ultimi della fila, il cielo mescolato alla terra.

Nella disgrazia è possibile trovare grazia.

Ecco l’agnello, ecco l’amore di Dio mescolato a me, la grazia mischiata qui con noi, per togliere via il peccato del mondo.

Il peccato, al singolare, non i mille gesti sbagliati con cui continuamente laceriamo il tessuto di comunione del mondo, sfilacciamo la bellezza delle persone. Ma il peccato profondo,

la radice malata che inquina tutto.

In una parola: il disamore.

Che è indifferenza, violenza, menzogna, rifiuti, fratture, vite spente, amori criminali…

Gesù viene come il guaritore del disamore (cfr W. Fasser).

E lo fa non con minacce e castighi,

non da leone o da aquila, ma da agnello,

con quella che papa Francesco chiama “la rivoluzione della tenerezza”.

Ecco l’agnello, inerme e più forte di tutti gli Erodi della terra.

Una sfida a viso aperto alla violenza e alla sua logica,

guerra al disamore, che è la globalizzazione dell’indifferenza.

quando l’altro non conta, non mi interessa, non c’è, non me ne importa niente

Questa è la matrice, il grembo che partorisce tutto il male del mondo.

E Gesù a portare a seminare e curare e custodire la globalizzazione dell’attenzione, della cura verso ogni più piccolo figlio della terra.

Il mondo ci prova, ma non riesce,

la terra ha tentato, ma non ce la fa a fiorire secondo il sogno di Dio,

gli uomini non ce la fanno a vivere una vita buona e bella.

Allora Gesù viene come agnello:

porta la rivoluzione della tenerezza.

E lo fa mettendosi contro una terribile, terribilmente sbagliata idea di Dio. Sulla quale prosperava l’istituzione religiosa al potere. Gesù tocca le radici del potere, le taglia, le strappa, le capovolge, capovolge quell’asse che metteva in cima a tutto un Dio dal potere assoluto, compreso quello di volere la tua morte; e sotto di lui uomini di potere, che applicavano a loro volta questo potere ritenuto divino su altri uomini, più deboli, in una scala infinita, giù fino all’ultimo gradino.

L’agnello è un ‘no!’ gridato al ‘così stanno le cose’;

un ‘no!’ gridato forte in faccia al nostro ‘ così va il mondo‘,

dove ha ragione sempre il più forte…

Gesù è il racconto della tenerezza di Dio, porta la rivoluzione della tenerezza, a partire dagli ultimi, dai poveri, dai bambini, dalle donne, dai miti, dai costruttori di pace, da quelli che hanno il cuore puro.

E allora il potere, il disamore diventato potere, non l’ha più sopportato. E ha tolto di mezzo la voce pura, il sogno di Dio.

 

Ecco l’agnello che toglie il disamore.

Giovanni usa il verbo al tempo presente: che toglie il peccato,

non un verbo al futuro, nell’attesa che un giorno accada;

non un verbo al passato, come per una impresa finita,

ma al presente: Ecco Colui che instancabilmente, infallibilmente, infaticabilmente, giorno per giorno, continua a togliere via, a raschiare via, a portare via, adesso ancora, il male dell’uomo.

Cristo è all’opera, lavora adesso in me, dentro i miei sbagli, dentro le mie ferite. E in che modo?

Nello stesso modo in cui opera nella creazione.

Per vincere il buio della notte Dio incomincia a soffiare la luce del giorno;

per vincere il gelo accende il suo sole,

per vincere la steppa semina milioni di semi;

per vincere la zizzania del campo si prende cura della spiga;

per demolire la menzogna Lui passa libero, disarmato, amorevole fra le creature. E ci chiede di passare liberi, disarmati, amorevoli fra le persone. Come lui.

Noi siamo inviati al mondo come breccia, fessura, feritoia di una rivoluzione, quella della tenerezza e della bellezza di Dio, più forte della violenza e della morte.

Il nostro compito è provarci. Il resto non ci compete.

Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi…ma non per farvi sbranare. I lupi sono più numerosi, ma non sono più forti. Non vinceranno perché con noi c’è il pastore bello, il pastore grande, che ha vinto il mondo.

 

Vorrei sottrarmi, ma il mio compito è provarci,

con tante cadute e infinite riprese.

Mi basterebbe riuscire a indicare, di tanto in tanto,

una direzione, un pertugio, una fessura

da cui traspaia un barlume della bellezza e della tenerezza di Dio,

le due sole forze cose che salveranno,

che salvano, adesso, il mondo.

 

 

 

 

 

(Migliaia di persone la recitano e ne traggono beneficio)

 

 

Signore, tu lo vedi che quest’ansia mi toglie il coraggio e non trovo la forza di servirti nel prossimo.

Tu solo mi puoi dare quella carica necessaria per affrontare tutte le difficoltà che si presentano nella mia breve vita.

Insegnami a prendere coscienza che sei un Padre tenero, che porta gli agnellini in braccio e conduce pian piano le pecore madri.

Aiutami a capire che io non sono solo, ma che Tu stesso mi guidi nel cammino della vita.

Tu sei anche fratello in Gesù Cristo.

Trasmettimi quel coraggio che aveva tuo figlio Gesù nel sopportare tanti disagi terreni, nell’affrontare la folla che lo seguiva, nel fidarsi di te durante tanti pericoli.

Egli dormiva sulla barca durante la tempesta. Donami quella pace che deriva dalla consapevolezza che tu mi sei sempre accanto, anche nei momenti più bui della mia vita.

Infondi nel mio cuore la forza dello Spirito Santo, quella che mi rigenera e mi fa affrontare tutte le difficoltà con la sicurezza che tu mi sei sempre accanto amorevolmente.

Solo tu, o Signore, sai perché soffriamo tanto nella nostra breve vita terrena.

Tu che hai detto “Noli timere” (Non temete), fa’ che non tema di intraprendere la via della salvezza nell’amore.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI
GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….
VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…
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Dio è l’Amore Esistente da sempre ed è Colui che fa esistere tutto e tutti.

È Lui la Somma Sapienza ed è Lui che ha creato ogni uomo destinandolo ad essere suo figlio in Gesù.

Egli è Uno e Trino. Manifesta la sua divinità in tre Persone uguali e distinte: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, le quali si amano nel perfetto Dinamismo Trinitario.

Egli è anche la Somma libertà ed esprime la sua creatività come e quando vuole perché è al di sopra dello spazio e del tempo ed è Lui la fonte di ogni sapienza.

 

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Per informazioni: https://www.mondocrea.it

 

 

 

CREATA DAL NULLA

È A IMMAGINE E SOMIGLIANZA DI DIO

È UNICA

È IRRIPETIBILE

È DOTATA DELL’USO DI RAGIONE

HA UN’ANIMA IMMORTALE

PENSA

SA MEDITARE

SA CONTEMPLARE

PUÓ SCEGLIERE

SA AMARE

È DIVINIZZABILE

È TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO

AVRÀ LA POSSIBILITÀ DI ESSERE ETERNAMENTE FELICE IN DIO

 

QUELLA CREATURA SEI ANCHE TU!

 

 

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La Chiesa è stata fondata da Gesù Cristo, ma è anche fatta di uomini deboli e fragili. Tuttavia Essa è assistita dallo Spirito Santo ed i sacerdoti, tra i quali anche alcuni indegni, continuano a celebrare i sacramenti ed essi sono validi ed efficaci per la salvezza eterna.

Questo, tra le tante verità di fede, viene insegnato ai cresimandi durante tutto il corso di preparazione.

Anche se ci sono persone molto indegne tra le gerarchie ecclesiastiche, questa non è una scusa per abbandonare la fede, i Sacramenti e la preghiera.

Tutti noi siamo peccatori, ma i Sacramenti ci aiutano a proseguire la via della salvezza (soprattutto la Confessione e l’Eucaristia)

Moltissime chiese sono pressoché vuote e parecchi giovani le disertano, con la scusa che non hanno tempo o non credono più, probabilmente anche influenzati dalla società consumistica.

Questo non piace al Signore.

Guardiamo anche ai Santi ed ai mistici che hanno ricevuto speciali carismi dal Signore e che hanno sempre raccomandato la frequenza ai Sacramenti, tra i quali: San Francesco, San Tommaso d’Aquino, Santa Teresa d’Avila, San Padre Pio, il Santo curato d’Ars, Santa Faustina Kowalska, il Venerabile Carlo Acutis ecc.

La stessa Regina della Pace dall’Aldilà raccomanda la frequenza assidua ai Sacramenti!

 

 

INTERESSANTE:

PEDIATRI IN ALLARME: CRESCE LA DIPENDENZA DAL WEB

https://www.interris.it/benessere/pediatri-in-allarme–cresce-la-dipendenza-dal-web?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=giornaliera

 

DIECI COSE DA NON FARE DI FRONTE ALLE BALLE ECOTERRORISTICHE DI GRETA:

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5924

 

PER QUALE SCOPO DIO CI HA CREATI?

http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5926

 

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II Avvento e Immacolata 2019

 

Domenica degli inizi, delle cose nuove, di un Dio che non desiste e non ci molla.

Domenica che è come una scossa, un bagliore di speranza dentro il giro lento dei giorni.

Il Vangelo ci mette davanti al più grande atto di fede di Dio nell’uomo.

Adamo ed Eva non si erano fidati di Dio, pensavano che li stesse imbrogliando, negando loro il meglio, cioè diventare come Dio, dominare l’universo: si era lacerata l’alleanza. Lui ha provato a ricucire, molte volte. E “Un giorno, Dio sempre così originale e spiazzante nelle sue trovate, rovescerà in questo modo la questione: l’uomo e la donna non si sono fidati di Dio? Ebbene Dio si fiderà di loro, inventandosi l’Incarnazione.

Si fiderà a tal punto da consegnarsi nelle loro mani inerme, vulnerabile, bisognoso e incapace di tutto, un bimbetto che piange. Si fida, e Miriam, la ragazzina, dice sì e impara a fare la madre” (M. Marcolini).

E Giuseppe, l’uomo innamorato e ferito da dubbi si fida e si mette a servizio di quei due, con le sue mani callose e con i suoi sogni.

Il filo che rammenda lo strappo nella trama d’amore tra Dio e l’uomo si chiama fiducia.

Noi eravamo persi. Non riuscivamo a trovare Dio, ci abbiamo provato con patriarchi, re, profeti, matriarche, ma ci siamo persi, non si trovava la strada giusta.

Succede come quando il navigatore ti molla, in auto, in mezzo al nulla, o a un labirinto di orme e di stradine, vado a destra o a sinistra?… Sono inutili le spiegazioni che chiedi al telefono, a uno lontano, magari a quello che stai andando a trovare. Non vi capite. L’unica soluzione è che venga lui a recuperarti.

Così con noi, è stato Dio a prendere in mano la situazione, è come se dicesse: ho capito che non ce la fate, fermi, restate lì dove siete, vengo io, vi raggiungo io. Ed è l’Incarnazione! Una storia piena di inizi, di novità.

E sceglie una ragazzina, in un paese di grotte, e gli manda l’angelo migliore che ha, Gabriele.

Che vola via dal tempio, sbatte le ali sulla non-fede di Zaccaria, che senza prove non crede che avrà un figlio, alla età sua e della moglie.

L’angelo vola via dalle spianata immensa del tempio e atterra in un monolocale, una mezza grotta con un muretto a secco davanti, in un paese sconosciuto alla bibbia.

Straordinario e sorprendente viaggio: dal sacerdote ad una laica,

dall’anziano a una adolescente,

dalla Città santa a un villaggetto polveroso, nella meticcia Galilea,

dai candelabri d’oro del tempio a una cucina fra pentole e telai,

dal sacro al quotidiano.

Il cristianesimo non inizia al tempio, ma in una casa.

L’angelo Gabriele entrò da lei.

È la prima volta che Dio si rivolge ad una donna nella bibbia.

La prima volta che un angelo saluta una donna, non si faceva, non si salutavano le donne. E che saluto: Rallegrati, gioisci, sii felice. Non le dice: fai questo o quello, inginocchiati, prega, vai o resta. Semplicemente apriti alla gioia come una porta che si spalanca al sole.

Dio è con te. Una espressione forte, che avrebbe dovuto mettere in guardia la ragazza, perché quando Dio dice queste parole, io sono con te, accade che sta affidando a quella persona un compito bellissimo ma arduo (R Virgili), bello ma difficile, come a Mosè a Gedeone.

Maria, avrai un figlio, tuo e di Dio, di terra e di cielo.

Gli darai nome Gesù. E’ la prima volta: nella bibbia mai madre aveva il diritto di dare il nome al figlio, solo il padre.

Ma la ragazza, pronta, intelligente e matura, non si nasconde, dialoga, obbietta, argomenta: spiegami, dimmi come avverrà questo.

E l’angelo: ma è l’infinito che si fa una goccia di sangue, l’immenso che si comprime nel tuo utero, che cosa importa il come! È la luce generante che entra e si aggrappa al tuo grembo buio. Che importa come avverrà?

E tuttavia Gabriele riprende a spiegare l’inspiegabile, a rassicurala, parla di Spirito Santo come all’origine dell’universo, di una nuvola sulla tenda come nel deserto, la invita a pensare in grande, più in grande che può. Fidati, sarà Dio a trovare il come. L’ha trovato anche per Elisabetta. Gabriele fa risuonare anche la voce calda del libro della vita e degli affetti.

L’angelo ha dato l’annuncio, e ora aspetta. Il quel momento tutto l’universo si è fermato, scrive san Bernardo, il fiume ha smesso di scorrere, gli agnelli hanno alzato la testa dal prato, gli uccelli si sono fermati in mezzo al cielo, l’aria si è fatta immobile, in attesa della risposta di Maria.

Noi, io, cosa avremmo risposto? Lasciami pensare, ci dormo sopra stanotte; ne parlo con il mio direttore spirituale, o con il mio psicoterapeuta o almeno con mio marito. Un giorno soltanto.

Invece la ragazzina, forse quattordici anni, in piena incoscienza, dice:

sì, io ci sono, io ci sto, io non scappo.

E se noi siamo qui oggi, se io vi sto parlando, se abbiamo qualche volta ritrovato speranza, se abbiamo avviato cammini interiori, è per quel sì di una adolescente (P. Curtaz).

Per quel sì siamo qui noi, oggi, tutti debitori a lei.

Se possiamo dirci cristiani è per la fede e il coraggio, per la libertà e lo slancio, di quella ragazzina galilea, appena donna, appena sposa.

Ha detto: sì, sono la serva del Signore. Nella bibbia la serva non è “la domestica, la donna di servizio”. Serva del re è la regina, la seconda dopo il re, la prima collaboratrice: Tu sei il Dio dell’alleanza, e io tua alleata, il tuo progetto sarà il mio, la tua storia la mia storia.

Sono la serva, sono l’alleata del Signore delle alleanze.

Invece del vittimismo vecchio di Adamo, invece del dare sempre la colpa agli altri, invece di guardare a tutto ciò che si è rovinato nella nostra vita, a tutte le cose mancate o interrotte, proviamo a dire “sì”, ad allearci con il Dio che fa alleanza con tutto ciò che vive, a fare della nostra vita un “sì”, uno sgorgare, uno sprigionarsi di alleanze, a benedizione del mondo.

Come quello di Maria, anche il nostro “sì” al progetto di Dio può cambiare la storia; anche noi possiamo segnare nascite sul libro della vita, tracciare alleanze sul calendario della storia.

Non temere, nulla è impossibile a Dio.

E’ possibile che una Vergine generi;

che la Parola torni dall’esilio

e si faccia vagito di neonato;

che dentro il buio di un grembo venga la luce vera.

E’ possibile che la donna peccatrice non venga lapidata ma perdonata; che Lazzaro esca dopo tre giorni dalla tomba e le sue bende siano intrise delle lacrime di Dio; è possibile che il Figlio prodigo sia accolto con una festa. E’ possibile l’impossibile: porgere l’alta guancia, perdonare settanta volte sette, amare i nemici, morire d’amore e risorgere. E’ possibile in questo mondo di disgrazia trovare grazia. Perché Dio è venuto ed è qui.

Gli angeli tornano ancora; ogni giorno se guardi bene vedrai un volo d’angeli attorno alla tua casa; tornano a dirci questo: fidati, l’impossibile è diventato possibile!

 

 

Santa Maria: con quel nome sulla chiglia

i padri salpavano

verso mari dai flutti giganti.

Anch’io lo scrivo a prua

della fragile barca che è

la mia vita

e ti chiamo

ti chiamo, santa Maria.

E fioriranno sempre

coraggio e meraviglia.

Giovanni Angelo Abbo (Donna di terra e di cielo, p. 12).

 

 

Il vangelo comincia così ed è questo: l’uscita di Dio dal sacro e il suo incarnarsi nel quotidiano.

Il tempio è sterile, è il deserto di Dio, la morte di Dio.

 

Luca fa ruotare, in una rivoluzione copernicana, la religione giudaica fino a che non diventi cristiana:

– il centro del futuro non è più il tempio ma la casa.

– Dal sacerdozio maschile alla laicità delle donne.

– Dal clericalismo, all’uguaglianza dei ruoli

– Dal nazionalismo giudaico alla Galilea delle genti, che è l’incubatrice del nuovo. Il centro conserva, la periferia innova.

 

 

 

Il giovane Lorenzo ama la natura anche perché lo aiuta a riflettere meglio sul senso dell’esistenza e sulla sua identità.
Quando pensa a chi egli realmente è gli viene in mente innanzitutto il suo nome e cognome. Ma Lorenzo non è il suo nome: si rende conto che esso è solo una parola che i genitori hanno associato alla sua persona. Egli non è nemmeno l’insieme delle relazioni sociali in cui si trova ad interagire. Quando pensa alla sua struttura bio-psichica, nota che il corpo stesso è in continua evoluzione.
Lorenzo si chiede se davvero è lo stesso dalla sua nascita e in tutte le sue fasi esistenziali. Egli non è nemmeno il suo ruolo sociale e tantomeno il desiderio di diventare qualcuno nella società.
Lorenzo deduce che non è quello che fa, è e basta. Il ruolo, pensa, è un insieme di momenti relazionali della nostra vita, ma non ci identifica in profondità. Esso è piuttosto una maschera e noi spesso ci identifichiamo troppo in esso.
Allora chi egli è? Mentre sta pensando è in continua mutazione: il sangue circola e rimpiazza le cellule morte, il sistema neuronale muta e si adatta alle circostanze, la sua stessa mente ha continuamente prospettive diverse, anche se non sembra. Basta solo qualche particolare a cui da poca importanza, e la sua coscienza elabora percezioni diverse dalle precedenti, anche se impercettibili. Il suo “io” pensante è sempre diverso da quello che aveva un attimo fa.
Quindi non è mai uguale a quello di prima. Lorenzo, allora, si ripropone la domanda: chi realmente sono?
Sa di essere uno dei quasi sette miliardi di uomini che abitano sulla terra. Anche se in qualche modo si diversifica dagli altri perché egli è sempre unico ed irrepetibile, Lorenzo sa di rimanere ancora un mistero a se stesso. Allora prova con la fantasia a cancellare l’umanità intera che lo circonda. Rimane solo, ma ancora con i piedi a terra. Si chiede: Chi sono senza gli altri uomini?
Prova con la fantasia ad immaginare di annullare la terra e di poter rimanere vivo ma sospeso nello spazio. Sorge la domanda: Chi sono senza la terra?
Lorenzo tenta con un ulteriore colpo di fantasia ad eliminare tutto ciò che vede nel cielo, compresa la luce. Chi è senza l’Universo?
Mentre fantasticando pensa, si sta accorgendo che la risposta sincera è difficile, misteriosa, e presuppone un punto di riferimento saldo, immutabile, eterno…

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Tendenzialmente si cerca di dialogare spontaneamente con Dio, convinti che come Padre Celeste ci ascolta sempre amorosamente.

Chiediamogli spesso perdono delle nostre mancanze e lodiamolo per le sue meraviglie e per le numerosissime grazie da Lui ricevute, iniziando dall’esistenza e dal suo concreto aiuto ogni giorno.

Cominciamo la giornata ringraziandoLo per la notte e per il nuovo giorno. Poi prima di addormentarci chiediamo sempre la Sua protezione e quella dei Santi, tra i quali prima di tutto Maria Vergine. Preghiamo spesso l’Angelo di Dio e l’Ave Maria.

È molto importante il Padre nostro che si trova anche recitando il Santo Rosario.

Durante la giornata troviamo dei momenti di adorazione spontanea: camminando, meditiamo sulle sue meraviglie. Preghiamo per tutti i nostri cari, per gli amici, per i parenti, per gli ammalati, per i defunti, per i peccatori per gli atei, per i sacerdoti e la Chiesa e per la nostra parrocchia.

Chiediamo spesso l’aiuto dello Spirito Santo affinchè ci illumini in tutte le situazioni. Il pomeriggio (verso le 15.00) chi può reciti la coroncina della Divina Misericordia insegnata da Gesù a Santa Faustina Kowalska, in modo da meditare sulla passione e morte di nostro Signore Gesù.

Con essa si ottengono grandi grazie. Ogni mattina, chi riesce, offra per tutti la Santa Messa, partecipando personalmente. È cosa buona anche recitare le Lodi attraverso il sito della liturgia delle ore. Preghiamo anche quando leggiamo la Sacra Scrittura e qualche lettura spirituale.

Quando viaggiamo o camminiamo in campagna o in città ripetiamo spesso il “Gloria” che ci aiuta a considerare la grandezza di Dio ed il suo Creato. Non perdiamo mai la fiducia in Dio-Padre perché più ci sentiamo peccatori e più dovremmo pregare, dopo aver chiesto perdono attraverso l’Atto di Dolore o qualche breve giaculatoria e proponendo di migliorare. Per questo chiediamo al Signore di aiutarci a vivere secondo la sua volontà, convinti della sua infinita Misericordia. Giova più alla serenità interiore pensare alla grandezza Misericordiosa del Padre abbandonandoci a Lui, che fissarci sulla nostra fragilità umana, perché Gesù è venuto per i peccatori e non per i giusti.

 

 

 

 

 

In questa dimensione terrena pochi si stupiscono della complessità affascinante e mostruosa dell’esistenza umana.

Chi e quanti ne prendono realmente coscienza?

Pochissimi esprimono meraviglia e stupore di esistere in quel modo, in quel contesto, con quel tipo di coscienza.

Se uno scoprisse in profondità il suo vero stato esistenziale e ne prendesse consapevolezza, oltre alle apparenze ed ai luoghi comuni, sarebbe continuamente a cercare conferme negli altri..ma ne trova ben poche.

Che sia anche per questo che abbiamo perso il Paradiso primordiale?

Essere circondati ed invasi dalla nebbia più fitta e non vedere che c’è un incredibile mondo che pullula in noi e fuori di noi e che il tutto è sorretto dal Creatore.

Prenderne coscienza è un grande dono da chiedere allo Spirito Santo…

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Quando preghiamo non sempre veniamo esauditi su ciò che chiediamo esplicitamente. Dipende da tanti fattori. Innazittutto dovremmo analizzare in profondità cosa chiediamo e come lo chiediamo.

Non sempre Dio esaudisce le preghiere di un certo tipo, soprattutto quelle che potrebbero danneggiare l’anima. Se chiediamo solo cose materiali trascurando lo spirito, non veniamo sempre esauditi. Se si chiede prima di tutto lo Spirito Santo è cosa buona e raccomandata da Gesù stesso..

Egli ci illumina su cosa chiedere e che atteggiamento assumere (umiltà, fede, riconoscenza e fuducia in Dio). “Pensate prima di tutto al regno dei Cieli, il resto vi verrà dato in sovrappiù”. Tra noi e Dio dobbiamo instaurare un rapporto filiale e di confidenza, sicuri che il Padre ci sta ascoltando amorevolmente.

In alcuni casi non ci dona subito la grazia che chiediamo per motivi che solo Lui, Amore Onnisciente conosce, ma è necessario essere perseveranti e non prendersela con Lui se non la riceviamo subito o mai.
Ricordiamo che Dio è Libertà Assoluta che noi dobbiamo rispettare.

Ecco perché nel Padre Nostro Gesù ci invita a dire: “Sia fatta la tua volontà”. Un’altra cosa fondamentale è il saper essere sempre umilmente riconoscenti, anche quando riceviamo una nuova grazia.

Prendiamo consapevolezza che in una giornata noi riceviamo tantissime grazie senza nemmeno chiederle esplicitamente e spesso non ce ne accorgiamo..

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Esaú vendette la primogenitura per un piatto di lenticchie;

Salomone esaurí la sua proverbiale sapienza per seguire gli idoli delle sue donne straniere;

Giuda tradí il Maestro per trenta denari.

La Sacra Scrittura espone molti fatti simili: su di essi riflettiamo sui nostri condizionamenti.

A volte scegliamo le cose più futili al posto di quelle essenziali, ma la cosa peggiore é che non ne siamo sufficientemente consapevoli per cambiare radicalmente la rotta.

Ecco perché lo Spirito Santo ci viene incontro, conoscendo bene la nostra fragilitá. Si tratta di ascoltarlo in noi al momento opportuno…

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Dio esaudisce le preghiere che non nuocciono all’anima e che la fanno progredire in base alla sua volontà.

Gesù ci ha fatto capire che il Padre preferisce che gli chiediamo lo Spirito Santo, ma non disdegna di elargire anche le grazie materiali per la vita terrena (dacci oggi in nostro pane quotidiano).

Si può pregare ovunque, perché tutto è stato creato da Lui ed Egli è nostro Padre.

In certi momenti particolari, in cui la preghiera è più intensa o collettiva, è bene assumere una posizione congrua in segno di rispetto ed adorazione profonda per la Divina Maestà a cui ci rivolgiamo (ritti in piedi, in ginocchio o proni).

 

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Oggi é passato. Passeranno domani, la settimana, il mese, l’anno, gli anni e la vita terrena.

Cosa abbiamo seminato lungo il nostro percorso esistenziale?

Qualche sorriso? Qualche gesto altruistico? O indifferenza e forse contese ed odio?

La consapevolezza reale di ciò che siamo é sempre un’opportunitá per migliorare la nostra vita cercando di riparare l’odio con il bene, l’indifferenza con l’amore, la falsitá con l’autenticitá, la superficialità con la profondità della mente e dell’anima.

Ma tutto questo si potrá realizzare completamente con l’aiuto dello Spirito Santo: imploriamolo sempre umilmente…

 

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Chi si rende conto di apparire insignificante agli occhi degli altri, non se ne faccia un problema: é la cecitá interiore di chi si crede superiore a privare di significato gran parte dell’umanità che lo circonda e che disprezza.

In ognuno di noi c’é il precipitato dell’intero universo, perché siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio.

Possono toglierci quello che abbiamo, la reputazione, la salute, gli averi e persino la vita.

Però nessuno può toglierci la dignità di persone: l’essenziale é ben custodito nell’intimo della nostra anima, Tempio dello Spirito Santo.

E non é poco…

 

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O Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio…

Tu sai infinitamente meglio di noi quanto grandi siano le nostre fragilità ed il nostro egoismo.

Rendici sempre più consapevoli che senza il tuo aiuto non riusciamo a migliorare la nostra vita interiore, perché sei Tu che ci ravvivi col fuoco del tuo perenne Amore.

Fa’ che non ci scoraggiamo mai se cadiamo in tentazione, ma aiutaci a risollevarci con la speranza della nostra salvezza finale. Aiutaci a mettere in pratica le parole di Gesù Cristo, nostro Signore, affinché la nostra vita sia una continua lode al Padre, anche se ci sentiamo deboli e fragili.

Sei Tu, o Santo Spirito, che ci doni la forza per rinunciare alle varie occasioni di peccato.

Donaci il vero discernimento per combattere le insidie del maligno che vuole condurci con sé nella perdizione eterna.

Aumenta la nostra fede, la speranza e l’Amore e che Tu sia da tutti noi sempre glorificato insieme al Padre ed al Figlio.

Amen

 

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O Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio…

Tu sai infinitamente meglio di noi quanto grandi siano le nostre fragilità ed il nostro egoismo. Rendici sempre più consapevoli che senza il tuo aiuto non riusciamo a migliorare la nostra vita interiore, perché sei Tu che ci ravvivi col fuoco del tuo perenne Amore.

Fa’ che non ci scoraggiamo mai se cadiamo in tentazione, ma aiutaci a risollevarci con la speranza della nostra salvezza finale.

Aiutaci a mettere in pratica le parole di Gesù Cristo, nostro Signore, affinché la nostra vita sia una continua lode al Padre, anche se ci sentiamo deboli e fragili.

Sei Tu, o Santo Spirito, che ci doni la forza per rinunciare alle varie occasioni di peccato. Donaci il vero discernimento per combattere le insidie del maligno che vuole condurci con sé nella perdizione eterna.

Aumenta la nostra fede, la speranza e l’Amore e che Tu sia da tutti noi sempre glorificato insieme al Padre ed al Figlio.

Amen

 

 

 

 

Il demonio è un angelo decaduto che non ha perso tutti i suoi poteri e s’aggira attorno alla terra come un leone ruggente per cercare chi divorare, come dice San Pietro.

Però il diavolo non può fare miracoli strepitosi come risuscitare veramente un morto o guarire istantaneamente ferite.

Non può creare dal nulla una sostanza o conoscere perfettamente il futuro o le libere scelte di ogni uomo.

Non può nemmeno guarire istantaneamente le ferite…

Il demonio ha invece il potere di interagire sulla materia attraverso le levitazioni su oggetti e persone.

Può agire attraverso certi maghi facendo scomparire le malattie da lui stesso prodotte.

Può anche falsificare estasi o produrre visioni.

Ha anche la capacità di produrre stimmate ed altri fenomeni corporali.

Ci vuole molto discernimento per distinguere un fenomeno demoniaco da quello soprannaturale. Lo Spirito Santo è davvero un valido aiuto per questo.

 

 

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O Spirito Santo, tu che sostieni tutto ciò che il Padre ha creato, facci comprendere che stai sostenendo anche la nostra vita sin dalla nascita e soprattutto la nostra anima.

Aumenta la nostra fede affinché crediamo fermamente che la nostra anima è immortale, come quella di tutti gli uomini.

Fa’ che ogni nostro pensiero ed ogni nostra azione siano improntati secondo la volontà del Padre per poter imitare suo Figlio Gesù, il quale è vissuto amando l’umanità sino alla fine.

Sostienici nel nostro cammino spirituale affinché non cadiamo nella tentazione, soprattutto quella dell’orgoglio, il quale ci allontana da Dio.

Donaci sempre la gioia interiore nella consapevolezza che nulla è a caso e che anche le nostre sofferenze hanno il compito di farci progredire spiritualmente.

 

Grazie o Spirito d’Amore, di Luce e di Pace… Se volete essere aggiornati sui nuovi video che realizzo (più di 2900) iscrivetevi al mio canale youtube “UNIVERSO INTERIORE piaipier”: http://www.youtube.com/user/piaipier

 

 

 

Spirito Santo, donaci uno sguardo d’amore in modo che comprendiamo la nostra fragilità e quella dei nostri fratelli. Aiutaci a considerare il tuo infinito amore per noi, affinché lo possiamo trasmettere anche agli altri e perché non ci trovino freddi nei loro confronti. Fa’ che nessuno se ne vada via triste da noi, ispiraci sempre una parola buona o di conforto.

Dissolvi in noi i pensieri cupi che ci rendono tristi, infondi la speranza e la riconoscenza per tutti i doni che abbiamo e che spesso non ricordiamo.

Rendici consapevoli che tutto ciò che esiste è un puro dono: la nostra esistenza, la salute, la famiglia, il lavoro, i Sacramenti, l’Amore stesso.

Fa’ che il nostro sguardo si purifichi e che prendiamo coscienza che ogni persona è il tuo Tempio, affinché non disprezziamo nessuno di coloro che incontriamo sul cammino della nostra vita terrena.

Grazie di tutto, o Spirito Santo e fa’ che ti possiamo ringraziare in eterno!

 

 

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Bisogna essere semplici come colombe, ma astuti come i serpenti. In tutti i settori della societá si trovano lupi e sciacalli che approfittano del nostro desiderio di seguire il Vangelo credendoci stupidamente ingenui.

Ma lo Spirito Santo ci suggerisce sempre come comportarci, se ci fidiamo di Lui.

Gesú ha vinto il mondo, per cui non perdiamoci d’animo e stiamo dalla sua parte, anche se tutto sembra volgere a favore del principe di questo mondo.

Non temiamo se i furbi e i perversi detengono il potere di questo mondo, perché non possono possedere le nostre anime se esse sono Tempio dello Spirito Santo…

 

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L’amore del Padre Creatore per ognuno di noi è evidente considerando la nostra stessa esistenza, la quale è stata un suo purissimo dono d’amore. Noi non esistevamo, Lui ci ha donato un corpo immerso in un immenso Universo, ed un’anima immortale.

L’amore di Gesù Cristo per ognuno di noi è dimostrato dal suo immenso sacrificio sulla Croce, grazie al quale noi possiamo essere salvi con Lui per tutta l’eternità. Egli è il centro della nostra vita.

L’amore dello Spirito Santo per ognuno di noi è verificabile in ogni istante di vita: ci sostiene e ci ispira continuamente, anche quando noi ci allontaniamo col peccato.

Se contempliamo la Santissima Trinità avendo presente questo infinito Amore per ognuno di noi, anche il nostro amore per Dio e per il prossimo potrà crescere ulteriormente.

 

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Signore, sento su di me il peso dei miei fallimenti sulla via delle virtù! La mia vita spirituale è troppo incostante, dovrei ricorrere più spesso all’aiuto dello Spirito Santo ed a Colei che è “Rifugio dei peccatori”, anche dei più incalliti.  Tu, Vergine Santissima, l’Immacolata, la tutta pura, ti interessi molto dei tuoi figli più degeneri. DesiderI ardentemente la nostra salvezza.

È duro sentire su di sé il peso del peccato. È davvero duro! Ma tu Gesù sai come siamo fatti: a Te interessa che ci fidiamo di Te. A San Paolo avevi detto, a proposito della spina nella carne: “Ti basta la mia grazia”. Signore, non ho coraggio nemmeno di rivolgere lo sguardo su di Te.

Mi sento ingrato e recidivo. Ma non mi scoraggio e chiedo sempre il tuo perdono, consapevole che ne ho abusato molte volte. Come finirà questa mia vita terrena così turbolenta? San Disma aiutami, tu che sei diventato santo all’ultimo momento!

Signore non so essere costante, non so amare, non so niente e Tu lo sai. Donami il tuo amore e la tua purezza!

 

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Se siamo Tempio dello Spirito Santo, come afferma San Paolo, dobbiamo tenere in ordine la nostra interiorità per farlo sentire a suo agio. Bisogna essere accoglienti, ascoltarLo e donargli il nostro tempo più prezioso.

I nostri ornamenti interiori sono le opere buone, le pulizie sono i nostri pentimenti, i profumi gli atti d’amore e di riconoscenza, l’atmosfera piú gradita a Lui é l’umiltá.

Se prendessimo davvero coscienza dei suoi immensi doni, vivremmo già qui un anticipo di Paradiso..

 

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ABRAMO, MARIA VERGINE E GESÙ CRISTO:

Entrambi, in modo specifico, hanno creduto nell’impossibile che Dio può rendere possibile. Abramo ha accettato di compiere un gesto considerato immorale, con l’intenzione di immolare suo figlio Isacco su comando diretto di Dio.

E Dio lo ha gradito, ma non gli ha permesso di portare a termine il comando.

Questo paradosso è l’emblema della fede del cristiano, la quale è una seria e travagliata risposta all’amore di Dio che chiama ciascuno di noi a dimostrargli la nostra fedeltà assoluta, anche a costo di rinunciare a ciò che più amiamo, oltre la legge morale e l’etica comune.

Maria Vergine ha accolto l’invito dell’Angelo, anche se aveva inizialmente paura. Rimanere incinta per opera dello Spirito Santo ed accettare l’evento in quel contesto spazio-temporale è il più grande atto di fede della storia dell’Umanità.

Ella era consapevole che avrebbe rischiato di perdere il promesso sposo Giuseppe e la vita stessa. Ma si fidava completamente di Dio, il quale ha potuto portare a termine il suo immenso progetto d’Amore: l’Incarnazione.

Gesù Cristo ha accettato di affrontare la terribile passione e morte, pur essendo anche di natura divina. Ecco il paradosso dei paradossi: il Padre che ordina al Figlio di lasciarsi torturare e crocifiggere per salvare l’umanità. Moltissimi pensano che avrebbe potuto risparmiarsi una tale tragedia.

Ma chi siamo noi per giudicare il nostro Giudice? A Dio è piaciuto attirare le sue creature attraverso il paradosso della fede, affinché divenissimo consapevoli del suo infinito amore per tutti noi.

 

 

 

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“Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho” (Lc.24,39)

Quindi Gesú é apparso realmente con il suo corpo risorto. Tutti i redenti morti in Lui, quando risorgeranno assumeranno il loro corpo…trasfigurato, ma riconoscibile.

Non profaniamo il nostro corpo mortale dunque, ma onoriamolo come Tempio dello Spirito Santo, anche se dovesse essere decrepito.

A Dio é piaciuto cosí: abitare in fragili vasi di creta come il nostro corpo, affinché si manifesti la sua potenza e nessuno possa vantarsi di bastare a se stesso, perché tutti noi dipendiamo da Lui.

Ma quando i corpi dei redenti saranno risorti in Cristo, tutti li vedranno splendenti nella gloria di Dio.

Su questa terra non giudichiamo nessuno solo per l’apparenza: noi non possiamo sapere il grado di splendore e gloria che avrá raggiunto in Cielo!

 

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Spesso arriviamo alla sera senza aver pensato alle cose spirituali. Probabilmente non siamo sempre consapevoli che noi non possiamo respirare, pensare e muoverci se non fosse il Signore a sorreggerci.

Consideriamo la grande umiltà di Dio: Egli continua ad elargire i suoi doni senza che ce lo meritiamo, semplicemente perché ci ama come sue creature.

Molti, però, non si pongono nemmeno il problema dell’esistenza di Dio e della grande efficacia dei Sacramenti per la propria anima immortale. Continuano la loro vita dissoluta come se tutto fosse scontato senza credere che abbiamo un’anima immortale e che dobbiamo moltissimo al nostro Creatore, il quale fa piovere sui giusti e gli ingiusti.

Se pensassimo a fondo che ogni istante è un suo dono, saremmo più riconoscenti e ciò ci condurrebbe alla vera serenità interiore in vista della felicità eterna con tutti gli angeli ed i santi.

 

 

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Da solo, con le sole tue forze, è impossibile che tu possa conoscere bene te stesso.

Siccome Dio ti conosce infinitamente meglio di come tu conosci te stesso, solo alla sua luce tu puoi vedere ciò che c’è realmente nel tuo mondo interiore. Puoi fare migliaia di esercizi di auto-conoscenza, ma se non hai il coraggio di conoscerti nella verità, non ti gioveranno molto.

Dio è la Verità, pertanto in Lui non potrai ingannarti. Se invochi lo Spirito Santo, Egli ti dona il discernimento che potrà illuminare la tua oscura interiorità. Scoprirai cose che non avresti mai sospettato, ma nello Spirito sarai contento di averle fatte emergere perché esse limano il tuo orgoglio e ti preparano ad esercitarti nelle virtù.

Prenderai consapevolezza anche delle radici del male che ti agitano interiormente, ma questo non deve affliggerti, ma considerala una grande grazia che ti spinge a chiedere a Dio il perdono per la vera conversione del cuore.

Un cuore affranto ed umiliato Tu, o Dio, non disprezzi.

 

 

 

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Qualsiasi cosa facciamo, cerchiamo di essere sempre consapevoli della presenza di Dio. In realtà noi siamo sempre alla sua presenza, perché Egli è ovunque, anche in noi. Solo che in noi si annida spesso una specie di vaga incredulità difficile da estirpare se non si entra in un vero clima di preghiera.

Per sentirci alla presenza di Dio dovremmo innanzittutto riconoscere disinteressatamente i doni che ci ha fatto, soprattutto quello dell’esistenza, della sua grazia e della salute. Poi tutti gli altri.

La nostra sincera intenzione dovrebbe essere lo stato di adorazione verso Colui che ci ama e che può davvero fare tutto il bene che vuole. Egli è il nostro Creatore e quello di tutte le cose che esistono. In noi dovrebbero scaturire lo stupore e la meraviglia per le sue opere, da quella che riteniamo la più piccola, a quella più grande.

Pensiamo spesso al Dio Trinitario presente in noi. Al Padre creatore, al Figlio salvatore ed allo Spirito Santo Amore. Il Signore si compiace di coloro che considerano la sua benevola presenza e lo glorificano con la mente, con l’anima e con le opere buone.

Sentiamoci sempre alla sua presenza, e con il suo aiuto potremmo vincere le tentazioni e saremo così sereni interiormente.

Doniamo il nostro tempo al Signore, perché Egli ama chi dona con gioia!

 

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Ti senti un incallito peccatore? Fidati di Gesù, Egli può perdonarti tutto, se glielo chiedi, perché ti vuole salvo con sè per l’Eternità.

Non hai voglia di pregare? Pensa a Gesù in qualsiasi fase della vita terrena. Solo il pensare a Lui è una forma di preghiera.

Ti senti spesso tiepido nello spirito? Chiedi a Gesù che irrìghi il tuo animo ed Egli ti invierà lo Spirito Santo.

Non hai coraggio di rivolgerti a Gesù perché ti senti troppo impuro? Tu parlagli lo stesso, esponigli tutte le tue necessità e le tue debolezze: Egli ti ascolta sempre volentieri.

Sei triste e malinconico?: pensalo nell’orto degli ulivi.

Non riesci a sopportare le persone moleste? Pensa a quanti hanno perseguitato Gesù.

Confida sempre in Lui in qualsiasi situazione ti trovi. Non perdere mai la speranza, perché Gesù è il vero amico che ti ama profondamente e sempre: ti capisce come uomo e può fare tutto perché è anche Dio.

 

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Succede spesso che alcuni adulti ed anziani desidererebbero ritornare giovani, e fanno fatica ad accettarsi così come sono. Ma se hanno fede e fiducia in Gesù Risorto questo loro desiderio sarà esaudito infinitamente di più… nel senso che nell’aldilà i redenti vivranno l’eterna giovinezza.

Alla Risurrezione dei morti il loro corpo sarà trasformato e diverrà immortale.

Per ora non possiamo comprendere appieno come saremo nell’aldilà se non ci è rivelato dallo Spirito Santo, sicché per intuire qualcosa relativamente all’altra dimensione, dobbiamo mettere a parte le nostre categorie mentali terrestri, perché noi valutiamo in modo molto limitato anche l’aspetto delle cose e delle persone.

In Dio, quindi, nessun corpo redento è corruttibile, ecco perché la degenerazione che subiamo nel tempo terrestre non ci potrà toccare minimamente in Paradiso: nel seno Trinitario tutto è rigenerato in una continua novità, in una dimensione sublime dove c’è stupore e gioia incommensurabile nell’eterna contemplazione delle meraviglie di Dio, tra le quali la Divina Misericordia che sarà la più ammirata e lodata da ogni creatura.

 

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Tutti noi siamo in qualche modo “extraterrestri”, nel senso che non abbiamo pianta stabile su questa terra destinata a deflagare prima o poi negli abissi cosmici.

Il nostro vero destino è un mondo nuovo immortale che ancora non possiamo conoscere a fondo.

Certamente la curiosità è una costante quasi per tutti: ci interessa sapere se esistono altre civiltà, oltre la nostra, in qualche galassia sperduta dell’Universo, anche se ancora non possediamo tracce certe. Però si riflette piuttosto poco su qualcosa che crediamo sia a nostra portata: l’uomo stesso.

Tra di noi siamo infinitamente sconosciuti, anche se ci illudiamo di sapere qualcosa l’uno dell’altro. Siamo persino sconosciuti a noi stessi perché non sappiamo comprendere chi realmente siamo e quali sono le dinamiche che ci spingono a pensare ed agire come facciamo normalmente.

Se davvero ci impegnassimo ad osservare in profondità ciò che pullula in ognuno di noi, (noi stessi soprattutto), ci renderemmo conto di quanto siamo sconosciuti e che non basterebbe una vita intera per scoprire la nostra vera essenza, la quale è nel profondo della nostra anima immortale.

Sappiamo per fede che esiste un universo, che noi diciamo spirituale: i santi, gli angeli e la stessa Trinità dalla quale tutti proveniamo.

Se ci impegnamo a rientrare umilmente in noi stessi, in profonda adorazione per Colui che abita in noi, perché siamo Tempio dello Spirito Santo, allora cominceremmo a capire qualcosa di noi, perché ce lo rivela lo Spirito Santo: tutto l’Universo è proprio in noi, nella nostra coscienza, nel profondo della nostra anima unica ed irripetibile.

Probabilmente il problema dell’esistenza di qualche civiltà extraterrestre passerebbe in secondo piano, perché la dimensione interiore di ognuno di noi è già infinitamente ricca di novità.

 

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L’abitudine, senza che ce ne accorgiamo, pone spesso, un velo tra la nostra mente ed il mondo oggettivo. Le preoccupazioni e le paure rendono questo velo ancora più opaco.

Eppure sotto il nostro sguardo si presenta in ogni momento un Universo straordinariamente misterioso e dinamico. Però tendiamo a dare per scontato molte cose…

Pensiamo:

Quell’uccello l’ho visto molte volte.

Quelle nubi assumono più meno sempre quelle forme.

Il movimento dei rami di quell’albero mi è conosciuto.

Quella persona mi è insignificante… ecc.

Ragionando così perdiamo il gusto di esistere e diventiamo refrattari alla vita.

Se invece, con uno sguardo sempre rinnovato, valorizziamo ogni istante, tutto diventa più interessante ed apprezzeremmo con stupore ogni più piccolo fenomeno interiore ed esteriore a noi, soprattutto il dinamismo della mente.

Questo avviene con l’aiuto dello Spirito Santo…

 

 

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Più o meno tutti siamo in qualche modo condizionabili, perché il nostro orizzonte mentale ha sia i limiti che abbiamo ereditato ed acquisito, sia quelli che ci siamo dati.

Ecco perché é necessario rientrare spesso in noi stessi distaccandoci dalle varie situazioni illusorie che crediamo reali.

Solo all’interno del nostro io più profondo ritroviamo la nostra vera identità perché é lì che risiede la Trascendenza, che tanto cerchiamo ed é da lí che possiamo rigenerare il nostro sguardo interiore per vedere le cose ed i fatti come realmente sono…

Ricordiamoci sempre che il Dio Trinitario abita in noi perché siamo Tempio dello Spirito Santo. Egli ci ama di un Amore incommensurabile, ci ascolta ed aspetta da noi una risposta di amore.

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Santissima Trinità – Anno C – giugno 2019

Trinità, il mistero che abita dentro noi

Vangelo – Giovanni 16,12-15

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

Memoria emozionante della Trinità, dove il racconto di Dio diventa racconto dell’uomo. Dio non è in se stesso solitudine: esistere è coesistere, per Dio prima, e poi anche per l’essere umano. Vivere è convivere, nei cieli prima, e poi sulla terra. I dogmi allora fioriscono in un concentrato d’indicazioni vitali, di sapienza del vivere.

Quando Gesù ha raccontato il mistero di Dio, ha scelto nomi di casa, di famiglia: abbà, padre… figlio, nomi che abbracciano, che si abbracciano. Spirito, ruhà, è un termine che avvolge e lega insieme ogni cosa come libero respiro di Dio, e mi assicura che ogni vita prende a respirare bene, allarga le sue ali, vive quando si sa accolta, presa in carico, abbracciata da altre vite. Abbà, Figlio e Spirito ci consegnano il segreto per ritornare pienamente umani: in principio a tutto c’è un legame, ed è un legame d’amore.

Allora capisco che il grande progetto della Genesi: «facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza», significa «facciamolo a immagine della Trinità», a immagine di un legame d’amore, a somiglianza della comunione.

La Trinità non è una dottrina esterna, è al di qua, è dentro, non al di là di me. Allora spirituale e reale coincidono, verità ed esistenza corrispondono. E questo mi regala un senso di armoniosa pace, di radice santa che unifica e fa respirare tutto ciò che vive. In principio c’è la relazione (G. Bachelard).

«Quando verrà lo Spirito di verità, vi guiderà… parlerà… dirà… prenderà… annunzierà». Gesù impiega tutti verbi al futuro, a indicare l’energia di una strada che si apre, orizzonti inesplorati, un trascinamento in avanti della storia. Vi guiderà alla verità tutta intera: la verità è in-finita, «interminati spazi» (Leopardi), l’interezza della vita. E allora su questo sterminato esercito umano di incompiuti, di fragili, di incompresi, di innamorati delusi, di licenziati all’improvviso, di migranti in fuga, di sognatori che siamo noi, di questa immensa carovana, incamminata verso la vita, fa parte Uno che ci guida e che conosce la strada. Conosce anche le ferite interiori, che esistono in tutti e per sempre, e insegna a costruirci sopra anziché a nasconderle, perché possono marcire o fiorire, seppellire la persona o spingerla in avanti.

La verità tutta intera di cui parla Gesù non consiste in concetti più precisi, ma in una sapienza del vivere custodita nell’umanità di Gesù, volto del Padre, respiro dello Spirito: una sapienza sulla nascita e sulla morte, sulla vita e sugli affetti, su me e sugli altri, sul dolore e sulla infinita pazienza di ricominciare, che ci viene consegnata come un presente, inciso di fessure, di feritoie di futuro.

(Letture: Proverbi 8,22-31; Salmo 8; Romani 5,1-5; Giovanni 16,12-15)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/trinita-il-misteroche-abitadentro-noi

Commenti al Vangelo Santissima Trinità – domenica 16 giugno – p.Ermes – Vita che allarga le sue ali

 

 

 

Gran parte delle nostre paure sono ingiustificate.

Ci fidiamo o no del Signore, nostro Padre Creatore, Amore Onnipotente ed Onnisciente?

Siamo convinti che proveniamo da Lui e che Egli ci sorregge in ogni istante della nostra vita, giacché in Lui ci muoviamo e respiriamo?

Crediamo che Egli è infinitamente Misericordioso e che cancella le nostre colpe appena gli chiediamo perdono sinceramente con il proposito di non commetterle più?

Speriamo davvero nel suo abbraccio finale, proprio perché Egli è il nostro Padre che ci ama moltissimo nel suo Figlio Gesù e che ci attende?

Siamo consapevoli che lo Spirito Santo ci assiste sempre, che agisce come vuole e che può anche annientare le nostre paure, compresa quella della morte?

Chi crede nella continua amorevole presenza del Signore non teme alcun male perché sa che nulla succede senza che Lui lo permetta.

 

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Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, col santo battesimo hai posto la tua dimora nel mio cuore, così che io ti posso adorare in ogni istante e vivere in piena comunione con te.

Padre, con la tua parola mi hai creato, perché la tua sapienza mi ha voluto fin dall’eternità.

Figlio, con il tuo amore spinto fino alla morte e con il tuo sangue prezioso sparso sulla croce, mi hai riscattato dal potere delle tenebre donandomi il tuo regno.

Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio, effuso su di me, mi hai trasformato in una nuova creatura, donandomi un cuore nuovo per amare ogni creatura in te.

Ti rendano gloria e ti servano tutti i popoli della terra. Per tutti secoli dei secoli. Amen!

 

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O Venerabile Carlo Acutis. Tu che nella tua giovanissima esistenza terrena ti sei donato completamente al Signore e sei riuscito ad ottenere un cuore puro, nonostante l’oceano di tentazioni che sta inondando oggi l’umanità, compresi i giovani e gli adulti, i quali rischiano l’inquinamento dell’anima anche tramite i mezzi di comunicazione, intercedi per me affinché ottenga un cuore puro ed uno sguardo nuovo.

Possa anch’io come te, guardare gli altri ed il mondo con occhi puri per poter servire meglio il Signore ed acquisire la vera serenità interiore.

Il Signore ti ha chiamato giovanissimo per misteriosi motivi che Lui solo conosce infinitamente meglio di noi: chiedi per noi allo Spirito Santo che illumini tutti gli uomini di buona volontà per non cadere nei peccati impuri, affinché possiamo vivere da persone libere per guardare con rispetto profondo gli altri e siano disponibili a servire sempre il Signore nel prossimo come hai fatto tu.

 

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Lo Spirito Santo? È Dio in libertà

Domenica di Pentecoste -Anno C – giugno 2019

Giovanni 14, 15-16.23-26

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre. Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».

Lo Spirito, il misterioso cuore del mondo, radice di ogni femminilità che è nel cosmo (Davide M. Montagna), vento sugli abissi e respiro al primo Adamo, è descritto in questo vangelo attraverso tre azioni: rimarrà con voi per sempre, vi insegnerà ogni cosa, vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. Tre verbi gravidi di bellissimi significati profetici: “rimanere, insegnare e ricordare”.

Rimanere, perché lo Spirito è già dato, è già qui, ha riempito la “camera alta”
di Gerusalemme e la dimora intima del cuore. Nessuno è solo, in nessuno dei giorni. Se anche me ne andassi lontano da lui, lui non se ne andrà mai. Se lo dimenticassi, lui non mi dimenticherà. È un vento che non ci spinge in chiesa, ma ci spinge a diventare chiesa, tempio dove sta tutto Gesù.

Insegnare ogni cosa: nuove sillabe divine e parole mai dette ancora, aprire uno spazio di conquiste e di scoperte. Sarà la memoria accesa di ciò che è accaduto “’in quei giorni irripetibili” quando la carne umana è stata la tenda di Dio, e insieme sarà la tua genialità, per risposte libere e inedite, per oggi e per domani. Letteralmente “in-segnare” significa incidere un segno dentro, nell’intimità di ciascuno, e infatti con ali di fuoco/ ha inciso lo Spirito /come zolla il cuore (Davide M. Montagna).

Ricordare: vuol dire riaccendere la memoria di quando passava e guariva la vita e diceva parole di cui non si vedeva il fondo; riportare al cuore gesti e parole di Gesù, perché siano caldi e fragranti, profumino come allora di passione e di libertà. Lo Spirito ci fa innamorare di un cristianesimo che sia visione, incantamento, fervore, poesia, perché “la fede senza stupore diventa grigia” (papa Francesco).

Un dettaglio prezioso rivela una caratteristica di tutte e tre le azioni dello Spirito: rimarrà sempre con voi; insegnerà ogni cosa, ricorderà tutto.

Sempre, ogni cosa, tutto, un sentore di pienezza, completezza, totalità, assoluto. Lo Spirito avvolge e penetra; nulla sfugge ai suoi raggi di fuoco, ne è riempita la terra (Sal 103), per sempre, per una azione che non cessa e non delude. E non esclude nessuno, non investe soltanto i profeti di un tempo, le gerarchie della Chiesa, o i grandi mistici pellegrini dell’assoluto. Incalza noi tutti, cercatori di tesori, cercatrici di perle, che ci sentiamo toccati al cuore dal fascino di Cristo e non finiamo mai di inseguirne le tracce.

Che cos’è lo Spirito santo? È Dio in libertà. Che inventa, apre, fa cose che non t’aspetti. Che dà a Maria un figlio fuorilegge, a Elisabetta un figlio profeta. E a noi dona, per sempre, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per diventare, come madri, dentro la vita donatori di vita.

(Letture: Atti 2,1-11; Salmo 103; Romani 8,8-17; Giovanni 14, 15-16.23-26)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/lo-spiritosanto-e-dioin-liberta

Commenti al Vangelo domenica di Pentecoste – 9 giugno – p.Ermes – Dio vento nomade

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron