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(Gesù a suor Maria. Colloquio interiore n.95)

 

Quelli che mi amano un poco hanno poca confidenza in me.

Quelli che non mettono limite al loro amore hanno in me una confidenza senza limiti e senza confini. Non posso deluderli.

Mi onorate più con la confidenza che mi testimoniate che con tutto quello che potreste darmi.

E vedi, vi rispondo immediatamente mettendo la gioia nei cuori che mi onorano della loro confidenza in me..

Oh, se sapeste come vi aspetto! Non per rimproverarvi, ma per ricolmarvi di gioia mostrandovi i segni del mio amore.

 

(Gesù a suor Maria. Colloquio interiore n.95)

 

 

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La consapevolezza che nulla è a caso e che ogni evento o situazione hanno un significato che spesso dovremmo scoprire meditando, ci aiuta a vivere la giornata in pienezza e ci introduce nelle dimensioni più spirituali dell’esistenza.

Effettivamente tutti noi siamo immersi in un oceano di simboli e segni. Gran parte ci sfuggono perché siamo distratti da troppi problemi e preoccupazioni, o da divertimenti e svaghi di ogni genere.

Se trovassimo il modo di soffermarci con distacco a considerare il senso più profondo e vero dell’esistenza, molte sorprese ci farebbero stupire. Non serve arrovellarci il cervello alla ricerca di risposte su tutto.

Si tratta di trovare il tempo per un semplice abbandono dei soliti schemi mentali e di abitudini consolidate per osservare innanzitutto il dinamismo della nostra mente: il suo stesso argomentare e il suo modo di affrontare ed interpretare le varie situazioni sono molto importanti per comprendere qualcosa di noi stessi.

 

 

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È vero che Dio si rivela anche nell’armonia del Cosmo, ma siccome Dio è AMORE si occupa anche di ognuno di noi personalmente.

“Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” – dice la Sacra Scrittura.

Per questo Dio è follemente innamorato di ognuno di noi e si interessa delle nostre azioni, anche quella che consideriamo la più insignificante, ma soprattutto gioisce immensamente quando corrispondiamo al suo Amore amando il prossimo e ringraziandoLo per tutto, compreso l’immenso dono della nostra esistenza.

A molti sembra che Dio non intervenga nella loro vita terrena, ma si dimenticano che “in Lui respiriamo e ci muoviamo” e continuiamo ad esistere grazie al suo continuo sostegno. Essendo Amore Onnipotente, potrebbe chiamarci nel momento che Lui vuole, ma sempre per il nostro bene.

Siccome, nel suo infinito amore, ci ha donato il libero arbitrio per essere a sua Immagine e Somiglianza, Egli interviene misteriosamente  nella nostra vita terrena, anche se non riconosciamo i segni che ci dona continuamente negli eventi e nel nostro mondo interiore, affinché il nostro cuore sia orientato verso il bene. Dio ci ama infinitamente perché siamo suoi figli, unici ed irripetibili.

“Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”. (Isaia 15)

 

Dovremmo essere tutti consapevoli che si esiste per Amore grazie all’opera creatrice del Padre, a quella redentrice del Figlio e a quella amorosa dello Spirito Santo che ci vuole condurre alla pienezza della Verità per diventare veri figli di Dio, a sua immagine e somiglianza. In questo modo si vive interiormente sereni ed in modo dignitoso…Ciò che diventeremo non riusciamo nemmeno ad immaginare, ma è necessario avere fede.

Chi diffonde il nulla ha una grandissima responsabilità di fronte a Dio ed al prossimo. Stiamo sempre molto attenti alle idee che diffondiamo perché la scienza non può spiegare tutto.

Anche se vivere con fede non è facile, abbiamo il compito di approfondirla. Per chi non vuole vedere, nulla è evidente. Nessuno può essere sicuro che dopo la morte terrena finisca tutto. Durante la nostra vita abbiamo tantissimi segni sull’esistenza di un Dio creatore e dell’anima immortale.

Ma molti non vogliono leggerli perché è più comodo negare un Dio a cui dobbiamo anche rendere conto di quello che facciamo.

Chi diffonde il nulla raccoglierà il nulla anche su questa terra.

 

La Creazione è tutta un segno della presenza del suo Autore.

Per poter leggere i segni della sua presenza è necessario mettere tra parentesi tutti i pregiudizi e sospendere ciò che esternano i tromboni del nulla.

 

“Dovunque il guardo giro” di Pietro Metastasio (1698-1782)

 

Dovunque il guardo giro,
immenso Dio, ti vedo,
nell’ opre tue t’ammiro,
ti riconosco in me.
La terra, il mar, le stelle
parlan del tuo potere,
parlan del tuo poter.
Tu sei per tutto,
e noi tutti viviamo in te.

 

Succede spesso, al giorno d’oggi, che chi è saturo di scienza si gonfi e continui a ragionare con i canoni scientifici, dimenticando che la scienza in sé non dimostra l’esistenza di Dio perchè Egli è Trascendenza. Dovrebbe accadere l’inverso: più la scienza ci consente di entrare nei segreti della materia, e più dovremmo ammirare colui che ha creato le sue leggi.

 

 

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Gesù, apparendo ai suoi discepoli, ha mostrato le sue Stigmate, cioè i segni della passione terrena subìta dagli uomini.

Quel gesto non era solo un messaggio di identificazione della sua persona, ma qualcosa di molto più profondo. Egli ha voluto dimostrare che le sofferenze subìte durante la vita terrena, potranno essere evidenti nella Risurrezione finale in Cristo di ognuno di noi, perché faranno parte dello stesso corpo glorioso trasformato.

Gli eventuali segni delle nostre sofferenze subìte durante la vita terrena permessi da Dio, però, nell’aldilà saranno visti con occhi diversi da quelli attuali. Non sfigureranno come ora pensiamo, ma (paradossalmente per noi terreni), anch’essi costituiranno proprio l’essenza armonica della persona risorta in Cristo per la sua bontà, la quale risplenderà nella sua gloriosa bellezza.

 

 

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Marcello De Stefano, regista e pittore friulano, realizzò alcune opere molto originali alla fine degli anni sessanta, in un perodo di attività feconda e creativa.

Quadri che esprimono il concetto di spazio, il quale è molto presente ed è il denominatore comune di tutto.

Spazio inteso come continuazione della prospettiva, in quanto gli oggetti oggi non finiscono in se stessi, ma continuano ancora nelle cose e nella persona.

In essi Marcello evidenzia dei particolari allungamenti, i quali costituiscono una lungaggine del corpo e degli oggetti in quanto oggi usufruiamo di mezzi scientifici che sono entrati nelle cose.

Egli sostiene che quando li si rappresenta non sono in un contenitore astratto, per conto loro, ma hanno una continuità spaziale che scopre di volta in volta.. È un punto di vista che incoraggia la ricerca spaziale: è come se ognuno di quegli oggetti o persone che ha rappresentato qui dentro avessero una continuazione oltre il segno, oltre se stessi. Non c’è più la “cosa” per conto suo, ma il tutto è legato da questa unità dello spazio che è il padre di queste sue opere, in quanto ne contiene i fermenti e dà alla rappresentazione la prospettiva.

Questo modo di fare potrebbe essere definito NEO-PROSPETTIVISMO.

Marcello si dichiara un neo-prospettivista proprio perché queste cose non finiscono in se stesse ma si avvicinano ad altri oggetti e costituiscono un interscambio con altre realtà, interscambio “continuo” appunto perché oggi c’è continuità tra noi e lo spazio. Noi entriamo sia nella terra che lavoriamo che negli spazi celesti che esploriamo.

Marcello intravedeva, dunque, una continuità spaziale tra le cose. Ed è per questo motivo che aveva sostituito i pennelli con le matite colorate. In quel periodo si riaffacciava la violenza, per cui egli, che è fortemente colorista, esprimeva ciò con l’abbandono cromatico. Marcello la lasciato lo spazio ad un colore unico, simbolico, che racconta questi “spazi” che si formano e si fanno evidenziando una nuova prospettiva di tutte le cose.

 

Per saperne di più su Marcello De Stefano:

https://www.mondocrea.it/itartisti-123/

 

Pier Angelo Piai

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IL TERREMOTO DEL FRIULI DEL 1976 : dai segni
premonitori all’evento.

 

Nel maggio del 1976 mi trovavo a Udine presso l’Istituto Tomadini dove svolgendo la mansione di educatore coordinatore.

Da alcuni mesi avvertivo in me delle strane sensazioni che qualcosa di grave prima o poi sarebbe successo in Friuli e si ripresentava in mente, nel mio immaginario, la visione di molte case distrutte, dai monti della Carnia al Cividalese.

 

Un pensiero molto insistente che comunicai ad alcuni, specialmente all’amico Maurizio Basso che tuttora abita a Udine in via Tolmezzo. Un giorno, mi venne in mente di fare una cosa strana per passare il tempo ed esorcizzare la terribile premonizione: mi misi a simulare l’annuncio di un catastrofico terremoto in Friuli, dalla Carnia al Cividalese, incidendolo su un nastro che tuttora conservo.

 

Attualmente non ricordo la data esatta dell’incisione, ma certamente prima del sei maggio 1976:
gli studiosi potrebbero benissimo verificarlo perché prima del macabro scherzo avevo registrato frammenti di programmi radio dei momenti precedenti.

Il giorno stesso del terremoto avvertivo una strana sensazione. Mi recai da Tosolini Aldino, allora caporeparto,
confidandogli la sensazione.

Il 6 maggio l’aria era strana: una forte sensazione di cappa umida opprimeva tutti ed i ragazzi erano particolarmente vivaci. Dai tombini fuoriusciva uno strano olezzo, gli uccelli stessi si
agitavano in modo insolito tra un ramo all’altro.

Nel tardo pomeriggio dissi all’amico Aldino: “Lo sento, oggi arriverà!”

Verso le 21, mentre facevo la mia solita ispezione per i reparti e mi trovavo lungo il corridoio attiguo alla mensa, udii un boato. Mi misi a correre cercando una via di uscita. Poi avvenne la seconda lunghissima scossa: Ovunque cadevano calcinacci, i vetri tremavano spaventosamente e sembravano squassarsi, il pavimento ondeggiava… I ragazzi che erano ai piani inferiori si precipitarono scendendo le scale come impazziti
e trovando la porta sbarrata, ruppero i vetri con calci e pugni ed uscirono in cortile.

Ad un certo punto cinque di loro mi si avvicinarono urlando dal dolore per le ferite alle braccia, al volto

ed alle mani che grondavano di sangue. Subito li caricai nella mia auto (una Fiat 128 rossa) e li

portai al pronto soccorso del vicino ospedale di Udine per i primi interventi. Mentre attendevo 

vidi un viavai di ambulanze a sirene spiegate: erano i primi feriti che giungevano dalle zone

più colpite del Friuli.

La scossa traumatizzò tutti e nessuno voleva rientrare.

Questo per alcuni giorni e nei cortili si dovette allestire delle tende, finché la situazione si placò e tutti cercavano di abituarsi un po’ alle frequenti scosse di assestamento.

 

Una cosa simile mi accadde il 26 settembre del 1997: verso le due di notte mi svegliai e dissi a mia moglie che percepivo imminente una forte scossa di terremoto con epicentro a Serravalle e che avrebbe coinvolto anche Assisie così accadde alle 2 e 33

https://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_di_Umbria_e_Marche_del_1997

 

CONSIDERAZIONI PERSONALI

Mi sono sempre domandato il perché io avessi avuto così chiaro nella mente la premonizione di questi due eventi così significativi che hanno determinato anche molte mie scelte personali. Così ho pensato alle interconnessioni spazio-temporali del nostro io a cui facciamo poco caso. In noi non ci sono solo le interazioni prettamente spaziali (come nella telepatia), ma anche quelle temporali (diacroniche).

La nostra mente non rimane confinata nell’ambito strettamente cerebrale, ma si estende ben oltre.
Come essa ricorda molti eventi del passato perché è anche da loro plasmata e li ha vissuti direttamente, così può proiettarsi in quelli futuri, perché nella logica dell’istante tutto ciò che è avvenuto e sta per compiersi è già presente in esso in modo criptato.

 

Succede un po’ come un film registrato nella videocassetta o nel Dvd: se noi prendiamo in considerazione una fase della sequenza di immagini e suoni, quelli che la precedono o le succedono sono sempre presenti nel mezzo, anche se non percepiti in quel momento. La nostra mente è strettamente unita al nostro spirito immortale, il quale, essendo
trascendente, non si limita alla dimensione spazio-temporale che noi viviamo a
livello conscio.

Ciò che succederà, in pratica, è come se fosse già successo perché l’anima sintetizza ed unifica in sé tutti gli eventi diacronici terreni per poi affacciarsi nella dimensione trascendentale a cui è destinata. Mi rendo conto che questa teoria potrebbe apparire assurda e che molti probabilmente si chiederanno quale sarà il ruolo del libero arbitrio in ciascuno di noi se tutto
è già presente nell’istante trascendente. Non diciamo forse che Dio è trascendente e che Lui non è vincolato dalla nostra dimensione spazio-temporale?
In Lui tutto è presente. Noi siamo a sua immagine e somiglianza e questo fatto coinvolge ognuno di noi. Noi, ribadisco, siamo fatti a sua immagine e somiglianza…

Come i ricordi del passato spesso ci appaiono vaghi ed indefiniti, il futuro ci è molto più vago ed indefinito, ma a volte potrebbero presentarsi alla mente dei “flash” frammentari che anticipano cose che realmente accadranno, anche se non le sappiamo descrivere nei minimi
particolari. Questo fatto lo possiamo appurare in certi sogni premonitori od in
alcune rarissime intuizioni che in seguito constatiamo che si sono avverate.

Alcuni mistici, ad esempio, avevano il dono della profezia nell’interpretazione simbolica di fatti ed eventi del futuro. Per quanto riguarda il discernimento degli spiriti, Padre Pio sapeva leggere esattamente l’anima di molti che si confessavano da Lui. Egli, immerso in Dio ed immedesimato anche fisicamente in Gesù Cristo, poteva conoscere lo stato dell’anima e i fatti della vita di una
persona perché sapeva vivere nell’istante, dove passato e futuro si amalgamano, compreso il futuro della dimensione trascendentale dove tutto di noi sarà chiaro e trasparente a tutti, come asserisce Gesù
“Non c’è cosa nascosta che non sarà conosciuta, e ciò che oggi è sussurrato verrà gridato sui tetti” …
Padre Pio (come altri mistici), pur dotato di carismi così straordinari era un uomo come noi e quindi anche noi possiamo sperimentare nell’immanente, se siamo attenti, alcuni frammenti di questa realtà trascendentale.

Noi siamo interconnessi con la dimensione trascendentale molto di più di ciò che immaginiamo, ma se rimaniamo attaccati a quella orizzontale offuschiamo la
verticale.

Pier Angelo Piai (Cividale del Friuli)

 

 

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron