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Innanzitutto ci si deve affidare sempre alla Divina Misericordia in ogni momento della vita, consapevoli della nostra fragilità.

Ricordiamoci che il Signore può prenderci quando e come vuole, anche senza preavviso. Per questo Egli stesso raccomanda a tutti noi di tenerci sempre pronti.

Qualora sentiamo che la coscienza ci rimprovera di qualche mancanza grave, non rimandiamo troppo la confessione attraverso il Sacramento della Penitenza.

Frequentiamo spesso la Santa Eucaristia rinnovando i nostri propositi quotidiani e rimanendo sempre in atteggiamento interiore di vigile attesa nella preghiera, offrendo gioie e dolori al Padre, in unione con il Figlio ed allo Spirito Santo.

Chiediamo spesso l’aiuto dello Spirito Santo. della Beata Vergine Maria, dell’angelo custode, di tutti gli altri angeli ed arcangeli e dei santi, affinché rinforzino in noi l’Amore per Dio e per il prossimo…

 

 

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Dice la Sacra Scrittura. “I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio” (Sapienza 1:3-5.)

Dio conosce il perché delle cose in quanto tutto è stato creato da Lui..

Questo mondo non è un caso ed a suo tempo conosceremo le risposte di tutte le nostre domande.

Per ora è inutile lambiccarci il cervello su questioni che non riusciamo a capire con la sola nostra ragione.

Chiediamo a Dio il dono della fede, invece. Quando terminerà questa vita terrena non ci sarà più bisogno della fede, e neanche della speranza, perché rimarrà solo la carità in quanto vedremo Dio “faccia a faccia”, così come Egli è.

Ma è necessario credere nel suo Figlio Gesù Cristo, il quale è il “Logos” il senso del tutto. È per questo che si è incarnato, ha patito, è morto, ma poi è risorto: ha preparato la via della salvezza a coloro che umilmente credono nel perdono dei peccati e nella risurrezione della carne in Lui.

 

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Quando ti senti troppo triste, rivolgiti con fede allo Spirito Santo: la tua tristezza si dissolverà ed Egli ti donerà la gioia interiore.

Quando ti senti eccessivamente preoccupato, invoca lo Spirito Santo ed Egli ti aiuterà a compiere il bene serenamente, invece di vivere tormentato.

Quando ti senti interiormente vuoto e senza entusiasmo, implora insistentemente lo Spirito Santo ed Egli ti ispirerà facendoti scoprire l’immenso dono della vita.

Quando non ti senti ben voluto dagli altri, invoca lo Spirito Santo, ed Egli ti aiuterà ad amare senza pretendere di essere riamato.

Ricorda che lo Spirito Santo ti ascolta sempre perché ti ama e desidera la tua salvezza affinché un giorno tu possa glorificare Dio in pienezza e per tutta l’eternità

 

 

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1Gv 1,8
Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto tanto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Se diciamo di non avere peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi. Figlioli miei, vi scrivo queste cose perché non pecchiate; ma se qualcuno ha peccato, abbiamo un Paraclito presso il Padre: Gesù Cristo, il giusto.
È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo.
Chi nega l’esistenza del libero arbitrio nega il peccato, cioè la responsabilità dell’uomo incline al male.
Chi nega il peccato rende vana l’Incarnazione, la passione e la morte di Gesù Cristo, perché Lui è venuto per salvarci dal peccato.
Se non abbiamo peccato, allora, che senso avrebbe tutta l’economia della salvezza?
Stiamo molto attenti a questo tipo di eresie…
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Fb 9 agosto XIX

PAURA SCIOLTA NELL’ABBRACCIO

Vangelo di paure, vangelo di grida: umanissimo vangelo. Gesù dapprima assente, poi come un fantasma, infine come una mano salda che afferra. Un crescendo di fede.

Gesù fatica a lasciare la gente, non se ne va finché non li ha salutati tutti. Era stato un giorno speciale, quello, il laboratorio di un mondo nuovo: un fervore, un moltiplicarsi di mani e di cure per dare pane a tutti.

La fame dei poveri saziata, il suo sogno realizzato.

Ora, desidera l’abbraccio del Padre. Congedata la folla salì sul monte, in disparte, a condividere con lui la gioia: sì, Padre, si può! Portare il tuo regno sulla terra si può! Un colloquio festoso, un abbraccio che dura fino all’alba, quando risente il desiderio dei suoi.

Di abbraccio in abbraccio: così si muoveva Gesù.

Pietro, coraggioso e insieme scriteriato, domanda due cose, una giusta e una sbagliata: che io venga da te! Richiesta bella e perfetta, andare verso Dio. Ma poi sbaglia chiedendo di andarci camminando sulle acque.

A cosa serve uno sfoggio di potenza fine a se stesso, un intervento divino il cui scopo non è il bene comune? A che serve l’opposto di ciò che si era verificato la sera prima, con i pani e i pesci per tutti? E’ infatti un miracolo che fallisce in fretta, e Simone affonda.

Pietro si rivela uomo di poca fede non quando ha paura delle onde nella notte, ma prima, quando chiede questo genere di segni per il suo cammino di fede. E tutto vacilla.

Dubbio, fede, grido. Mi piace questo rude pescatore, uomo d’acqua e di roccia, oscillante tra fede grande, che sfida la tempesta, e fede piccola, impaurita. Ma è proprio lì che Gesù ci raggiunge, al centro del nostro vuoto, per salvarci dalla paura.

Pietro vive sulla sua pelle come il camminare sul mare non serva affatto a rafforzare la fede. Cammina e già dubita. E io lo ringrazio per questo suo grido estremo: Signore, salvami!

Ora so che ogni dubbio può essere sciolto anche da un solo mio grido nella notte, come il suo. Se guardo con occhi bassi le mie difficoltà e i miei fallimenti, scendo nel buio.

Pietro tu andrai verso il Signore, ma non nel brillare illusorio di acque prodigiose, lo farai scendendo nella polvere della strada da Gerusalemme a Gerico.

Forse a Pietro serviva davvero questa paura d’affogare nell’acqua della disperazione, per trovare il coraggio di affidarsi, gridando a Gesù.

Un giorno lo seguirà non più attratto dai segni, ma dal suo calvario; andrà da chi sa far tacere non tanto il vento e il mare, ma tutto ciò che non è amore.

Pietro, emblema dei credenti, imparerà ad affidarsi non contando su imprevedibili miracoli, ma sull’amore quotidiano che resiste, sulla bellezza di una fede nuda.

E noi, con Pietro, a fissare Gesù che ci viene incontro nel buio della bufera, a sentire le sue consolanti parole: Vieni! Tutto è ancora possibile, con me. Vieni!

 

 

Avvenire 19 A

Matteo 14,22-33.

“Subito dopo”, dopo i pani che traboccavano dalle mani e dalle ceste, “costrinse i discepoli”, che vorrebbero star lì a godersi il successo, “a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva”. Li deve costringere, non vogliono andarci sull’altra riva, è terra pagana, c’è il rischio di essere rifiutati, è già successo.  Infatti: la barca era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario. Un vento che non soffia da fuori, ma da dentro i Dodici, come resistenza a quel viaggio verso gli stranieri.

“Sul finire della notte egli andò verso di loro, camminando sul mare”. Non ha fretta Gesù: tre giorni ha atteso per Lazzaro, attende quasi una notte intera di tempesta, tre giorni aspetterà per risorgere. Ha sempre fretta invece quando in vista c’è una esaltazione, una ovazione. Fretta di andarsene e di portar via i discepoli. Perché il posto vero dei credenti non è nei successi e nei risultati trionfali, ma in una barca in mare, mare aperto, dove prima o poi, durante la navigazione della vita, verranno acque agitate e vento contrario. Ma non saranno lasciati soli.

«Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». All’invito di Gesù, Pietro, coraggioso fino all’incoscienza, abbandona ogni riparo e cammina nel vento e sulle onde. Sì, ma verso dove? Pietro non vuole tanto andare da Gesù, quanto metterne alla prova la potenza. Andrà davvero verso Gesù, quando lo seguirà, non sedotto dal suo camminare sul mare, bensì dal suo camminare verso lo scandalo e la follia della croce. Andrà dietro a lui, non perché sa far tacere il vento, ma perché fa tacere tutto ciò che in noi non è amore. Andrà verso il Samaritano buono, nella polvere dei sentieri del tempo e non sul luccichio di acque miracolose. Andrà verso il servo, non verso il taumaturgo.

E venne da Gesù” dice il Vangelo. Pietro, fino a che ha occhi solo per quel volto visibile anche nella notte, cammina sulle acque. Quando volge lo sguardo al vento, alle onde, al buio, inizia ad affondare. Guardo al Signore, lo ascolto, e vado dovunque, faccio miracoli. Guardo a me, a tutte le difficoltà, e sprofondo.

Se guardo a perché sono qui, a chi mi ha mandato su questa terra, non mi ferma nessuno. Se guardo alla mia storia accidentata, il dubbio mi blocca.

Pietro, in pieno miracolo, dubita: “Signore affondo”; in pieno dubitare, crede: “Signore, salvami!”. Dio salva, qui è tutta la fede: Egli non è un dito puntato, ma una mano che ti afferra.

Un grido nel vento. Che se ne fa Pietro del catechismo mentre affonda? Basta un grido per varcare l’abisso tra cielo e terra. Fino a che, in fondo a ogni nostra notte, il grido di paura diventerà abbraccio tra l’uomo e il suo Dio.

Ci sono grandi onde, molto vento… ma c’erano anche prima, all’inizio del miracolo, per tutta la notte. Da dove viene il dubbio?

Dalle tempeste della vita, dalla fatica del cuore, da Dio assente. Da Gesù come un fantasma, e non come una voce e una mano.

Ma è proprio là che il Signore ci raggiunge, al centro della nostra debole fede. Non attende, non pretende che abbiamo una fede grande. Ci raggiunge e non punta il dito per accusarci ma stende la mano per afferrarci.

Dubbio e fede. Indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore. Non viene a risolvere i miei problemi, sono io che devo essere risolto.

 

 

Quando chiediamo i doni allo Spirito Santo è cosa buona perché essi ci fanno capire che la cosa più importante dei doni stessi è avere in sè lo Spirito Santo, il quale arreca i suoi doni.

Qualcosa di simile succede nei nostri rapporti umani. Quando un giovane offre un mazzo di fiori alla fidanzata od alla sposa essi sono significativi perché tramite essi le vuole comunicare che è intenzionato a donare se stesso: ll vero dono è l’impegno personale d’amore.

Così quando chiediamo allo Spirito Santo di albergare in noi, gli apriamo il cuore rendendoci disponibili a collaborare per la nostra salvezza. Lo Spirito Santo apprezza molto il nostro caloroso invito e ci esaudisce: perdona i nostri peccati e ci dona quello di cui ha bisogno l’anima ed anche il corpo.

Ricordiamo che lo Spirito Santo, nell’ambito trinitario, è l’Amore tra il Padre ed il Figlio. Quando Lui è presente in noi, sono presenti anche le altre due Persone, perché Egli procede dal Padre e dal Figlio e con loro è adorato e glorificato.

Quando si diventa realmente Tempio dello Spirito Santo in noi crescono i doni che Lui vuole darci, tra i quali è molto importante la nostra divinizzazione che si ottiene anche con la nostra collaborazione.

E se siamo carenti d’Amore, chiediamoglielo con fiducia perché Egli ce ne darà in abbondanza.

 

 

 

 

Lo Spirito Santo, Terza Persona della SS. Trinità, è autore di ogni bene ed è sorgente di acqua viva…
Viene a rinnovare la faccia della terra
Ci ispira il disprezzo per i peccati
Irradia con la sua luce le nostre anime
Imprime la sua legge nei nostri cuori
Ci infiamma col fuoco del suo amore
Riversa in noi i tesori delle sue grazie
Ci insegna a pregare col cuore
Ci illumina con le sue ispirazioni divine
Ci guida lungo la via della salvezza
Ci fa riconoscere l’Amore di Dio per noi
Ci ispira la pratica del bene
Ci dona la sua pace
Ci rende perseveranti nella giustizia
È la nostra perenne ricompensa

 

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Quando pensi di essere troppo lontano da Dio, Egli ti é ancora piú vicino.
Quando ti sembra non esaudisca le tue preghiere, Egli ti ascolta infinitamente di più di quanto non credi…
Quando ti rendi conto della povertà del tuo amore, Egli é pronto a darti il suo…
L’Amore di Dio supera ogni tua immaginazione. Per questo non ti devi turbare od affliggere perché Lui è in te e piú hai fiducia in questo e piú Egli potrá agire in te…
Quando ti sembra che Dio faccia sempre silenzio, in un clima di preghiera puoi parlare sempre al tuo Padre Creatore (insieme al Figlio ed allo Spirito Santo): Lui ascolta ed esaudisce ciò che fa bene anche alla tua anima. Le risposte le ha già date nel Creato, nella Sacra Scrittura, nei continui segni che ti dona e che devio saper interpretare con l’aiuto dello Spirito Santo. Dio è il più grande ascoltatore perché ti conosce perfettamente, ti ama, ti protegge e desidera sempre il tuo bene…fino alla salvezza eterna. Egli ha già parlato abbondantemente nel suo Figlio Gesù Cristo…

 

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MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 02.02.2020
«Cari figli, sono stata scelta per essere madre di Dio e vostra madre, per decisione e amore del Signore, ma anche per mia volontà, per mio amore illimitato verso il Padre Celeste e mia totale fiducia in Lui. Il mio corpo è stato il calice del Dio Uomo.
Sono stata al servizio della verità, dell’amore e della salvezza così come lo sono adesso, in mezzo a voi, per invitarvi, figli miei, apostoli del mio amore, ad essere portatori della verità, per invitarvi, per mezzo della vostra volontà e dell’amore verso mio Figlio, a diffondere le Sue parole, parole di salvezza e per mostrare, con i vostri gesti, a tutti coloro che non hanno conosciuto mio Figlio, il Suo amore.
La forza la troverete nell’Eucarestia: Mio Figlio che vi nutre con il Suo corpo e vi rafforza con il Suo sangue.
Figli miei, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce in silenzio. In questo modo troverete la fede affinché possiate diffonderla, troverete la verità affinché possiate distinguerla, troverete l’amore affinché possiate capire come amare realmente.
Figli miei, apostoli del mio amore, unite le mani in preghiera e guardate verso la croce: solo nella croce c’è la salvezza. Vi ringrazio».
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Il tuo angelo custode è sempre accanto a te, ti osserva, ti scruta, ti accompagna, reca al Signore i tuoi gesti d’amore, ti consiglia la via giusta, ti stimola alla conversione ed all’amore verso Dio ed il prossimo.. Il tuo angelo custode ti ama davvero come nessun altro tra i terrestri.

Ricordati sempre che hai un grande amico celeste che tifa per te, gioisce per le tue vittorie, non perde mai la speranza nella tua salvezza eterna. Parlagli spesso, chiedigli consiglio e protezione e non ti deluderà mai. Ma ringrazialo sempre…

 

 

 

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Tutti sanno che Dio è Misericordioso, ma Egli ci viene incontro concretamente se noi ci pentiamo della nostra vita di peccato, ci confessiamo e cerchiamo di confidare in Lui.

Purtroppo ci sono molti che pensano all’infinita Misericordia di Dio, ma perseverano nei loro peccati mortali, non vogliono convertirsi e muoiono impenitenti sprofondando nell’inferno, nell’esistenza del quale nemmeno credono.

Anche se di dovesse ricascare nel peccato mortale, l’importante è riprendersi, pentirsi e convertirsi: Dio ama chi lo cerca con cuore puro e sincero.

Ma non è giusto abusare della sua Misericordia rimanendo consapevoli di trovarci nel peccato mortale senza pentirci affatto.

È necessario cercare di cambiare vita obbedendo ai Comandamenti di Dio e pentirsi seriamente quando si sbaglia strada. È così che si ottiene la sua infinita Misericordia.

 

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Le monache di clausura hanno il compito di pregare, studiare, contemplare le meraviglie del Creatore e lavorare per mantenersi. Dedicano la loro vita al Signore e costituiscono il cuore pulsante della Chiesa.

La loro scelta è un forte richiamo alla vita spirituale, la quale per ogni cristiano è molto importante.

Ci ricordano che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt. 4.1–11).

Diceva il Signore a Marta, la quale era tutta affaccendata e si lamentava di Maria perché era seduta ai piedi di Gesù per ascoltarlo: “Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà mai tolta”

In virtù della Comunione dei santi, i loro sacrifici e le loro preghiere unite al sacrificio di Gesù Cristo giovano a tutta l’umanità, oltre che alla salvezza delle loro anime.

 

 

 

MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 2 NOVEMBRE 2019

“Cari figli, il mio diletto Figlio ha sempre pregato e glorificato il Padre Celeste. Gli ha sempre detto tutto ed ha confidato nella sua volontà.

Così dovreste fare anche voi, figli miei, poiché il Padre Celeste ascolta sempre i suoi figli. Un unico cuore in un solo cuore: amore, luce e vita. Il Padre Celeste si è donato mediante un volto umano, e tale volto è il volto di mio Figlio.

Voi, apostoli del mio amore, voi dovreste sempre portare il volto di mio Figlio nei vostri cuori e nei vostri pensieri. Voi dovreste sempre pensare al suo amore e al suo sacrificio. Dovreste pregare in modo da sentire sempre la sua presenza.

Poiché, apostoli del mio amore, questo è il modo di aiutare tutti coloro che non conoscono mio Figlio, che non hanno conosciuto il suo amore.

Figli miei, leggete il libro dei Vangeli: è sempre qualcosa di nuovo, è ciò che vi lega a mio Figlio, che è nato per portare parole di vita a tutti i miei figli e per sacrificarsi per tutti. Apostoli del mio amore, portati dall’amore verso mio Figlio, portate amore e pace a tutti i vostri fratelli.

Non giudicate nessuno, amate ognuno mediante l’amore verso mio Figlio. In tal modo vi occuperete anche della vostra anima, ed essa è la cosa più preziosa che veramente vi appartiene. Vi ringrazio!”

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Dio ci offre non solo guarigione, ma salvezza

XXVIII Dom.T. O. – Anno C – 2019

Vangelo (Luca 17,11-19)

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samaria e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. […]

Dieci lebbrosi che la sofferenza ha riunito insieme, che si appoggiano l’uno all’altro. Appena Gesù li vide… Notiamo il dettaglio: appena li vide, subito, spinto dalla fretta di chi vuole bene, disse loro: andate dai sacerdoti e mostrate loro che siete guariti!

I dieci si mettono in cammino e sono ancora malati; la pelle ancora germoglia piaghe, eppure partono dietro a un atto di fede, per un anticipo di fiducia concesso a Dio e al proprio domani, senza prove: «La Provvidenza conosce solo uomini in cammino» (san Giovanni Calabria), navi che alzano le vele per nuovi mari.

I dieci lebbrosi credono nella salute prima di vederla, hanno la fede dei profeti che amano la parola di Dio più ancora della sua attuazione, che credono nella parola di Dio prima e più che alla sua realizzazione. E mentre andavano furono guariti. Lungo il cammino, un passo dopo l’altro la salute si fa strada in loro.

Accade sempre così: il futuro entra in noi con il primo passo, inizia molto prima che accada, come un seme, come una profezia, come una notte con la prima stella, come un fiume con la prima goccia d’acqua.

E furono guariti. Il Vangelo è pieno di guariti, sono il corteo gioioso che accompagna l’annuncio di Gesù: Dio è qui, è con noi, coinvolto nelle piaghe dei dieci lebbrosi e nello stupore dell’unico che ritorna cantando. E al quale Gesù dice: la tua fede ti ha salvato!.

Anche gli altri nove che non tornano hanno avuto fede nelle parole di Gesù. Dove sta la differenza? Il samaritano salvato ha qualcosa in più dei nove guariti. Non si accontenta del dono, lui cerca il Donatore, ha intuito che il segreto della vita non sta nella guarigione, ma nel Guaritore, nell’incontro con lo stupore di un Dio che ha i piedi nel fango delle nostre strade, e gli occhi sulle nostre piaghe.

Nessuno si è trovato che tornasse a rendere gloria a Dio? Ebbene «gloria di Dio è l’uomo vivente» (sant’Ireneo). E chi è più vivente di questo piccolo uomo di Samaria? Lui, il doppiamente escluso, che torna guarito, gridando di gioia, danzando nella polvere della strada, libero come il vento? Non gli basta tornare dai suoi, alla sua famiglia, travolto da questa inattesa piena di vita, vuole tornare alla fonte da cui è sgorgata.

Altro è essere guariti, altro essere salvati. Nella guarigione si chiudono le piaghe, ma nella salvezza si apre la sorgente, entri in Dio e Dio entra in te, come pienezza. I nove guariti trovano la salute; l’unico salvato trova il Dio che dona pelle di primavera ai lebbrosi, che fa fiorire la vita in tutte le sue forme, e la cui gloria è l’uomo vivente, «l’uomo finalmente promosso a uomo» (P. Mazzolari).

(Letture: 2 Re 5,14-17; Salmo 97; 2 Timoteo 2,8-13; Luca 17,11-19)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/dio-ci-offre-non-solo-guarigione-ma-salvezza

O Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio…

Tu sai infinitamente meglio di noi quanto grandi siano le nostre fragilità ed il nostro egoismo.

Rendici sempre più consapevoli che senza il tuo aiuto non riusciamo a migliorare la nostra vita interiore, perché sei Tu che ci ravvivi col fuoco del tuo perenne Amore.

Fa’ che non ci scoraggiamo mai se cadiamo in tentazione, ma aiutaci a risollevarci con la speranza della nostra salvezza finale. Aiutaci a mettere in pratica le parole di Gesù Cristo, nostro Signore, affinché la nostra vita sia una continua lode al Padre, anche se ci sentiamo deboli e fragili.

Sei Tu, o Santo Spirito, che ci doni la forza per rinunciare alle varie occasioni di peccato.

Donaci il vero discernimento per combattere le insidie del maligno che vuole condurci con sé nella perdizione eterna.

Aumenta la nostra fede, la speranza e l’Amore e che Tu sia da tutti noi sempre glorificato insieme al Padre ed al Figlio.

Amen

 

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O Spirito Santo, che procedi dal Padre e dal Figlio…

Tu sai infinitamente meglio di noi quanto grandi siano le nostre fragilità ed il nostro egoismo. Rendici sempre più consapevoli che senza il tuo aiuto non riusciamo a migliorare la nostra vita interiore, perché sei Tu che ci ravvivi col fuoco del tuo perenne Amore.

Fa’ che non ci scoraggiamo mai se cadiamo in tentazione, ma aiutaci a risollevarci con la speranza della nostra salvezza finale.

Aiutaci a mettere in pratica le parole di Gesù Cristo, nostro Signore, affinché la nostra vita sia una continua lode al Padre, anche se ci sentiamo deboli e fragili.

Sei Tu, o Santo Spirito, che ci doni la forza per rinunciare alle varie occasioni di peccato. Donaci il vero discernimento per combattere le insidie del maligno che vuole condurci con sé nella perdizione eterna.

Aumenta la nostra fede, la speranza e l’Amore e che Tu sia da tutti noi sempre glorificato insieme al Padre ed al Figlio.

Amen

 

 

 

 

 

 

 

XXI DOMENICA TEMPO ORDINARIO – “Anno C”

Is 66, 18-21 – Eb 12, 5-7. 11-13 – Lc 13,22-30

 

Benediciamo la vita e tutto ciò che in essa c’è: il sole, l’aria, la foresta e tutte le creature.

Benediciamo chi dà la vita e chi la custodisce.

Benediciamo quindi l’Amazzonia, polmone di tutti, che brucia per l’avidità di pochi.

 

Omelia

Tutto parte da una domanda sbagliata: Sono pochi quelli che si salvano? Gesù non entra in questi discorsi fatti sulla pelle degli altri, sulla salvezza degli altri. E non risponde sul numero, su quanti, ma su chi si salva.

E nasce un primo enigma. Cosa vuol dire “salvezza”? Nessuno parla di salvezza, oggi. Non fa parte dei nostri discorsi: non se ne parla né al bar né in chiesa. Chi ne sente davvero il bisogno? E’ parola usata da chi sta affogando; bisogna stare per annegare, per affondare, per capire e dire: sono salvato.

Per capire salvezza, dobbiamo essere prima mendicanti, questuanti, cercatori, aver fame e sete. Senza contare che in realtà noi anneghiamo così volentieri nei nostri laghetti personali.

Bisogno di salvezza, no, forse di un salvatore, di uno che risolva i problemi al posto nostro, un politico, un papa, un medico… Salvatori sì, salvezza no.

Una volta salvezza voleva dire salvarsi l’anima, andare in paradiso, dopo questa vita.

Non è così semplice, non così limitato: vuol dire entrare in una vita indistruttibile, vivere una vita di una qualità tale che sarà eterna e non sarà distrutta, vivere cose che meritano di non morire.

Il seguito del vangelo di oggi dirà quali sono.

Sforzatevi di entrare per la porta stretta.

Ed ecco un secondo enigma da risolvere: che cos’è la porta stretta, in che senso è stretta?

Nel senso che ti devi graffiare contro gli stipiti perché non passi? Che provoca un restringimento per la salvezza, un blocco?

No: è stretta nel senso che è controcorrente, come lo era la vita di Gesù, contromano come lo sono le beatitudini.

E Gesù qui fa chiarezza, è molto chiaro su chi passa la porta, una chiarezza trascurata lungo i secoli. Infatti a chi dirà: non vi conosco? Non so di dove siete? A quelli che si vanteranno: abbiamo mangiato e bevuto con te, ti abbiamo ascoltato nelle nostre piazze.

Ma come? Abbiamo frequentato la chiesa, partecipato alla messa, organizzato catechismi e mega raduni…

Non serve, non basta, la misura è nella vita.

Non basta mangiare Gesù che è il pane, occorre farsi pane.

Quelli che bussano alla por­ta chiusa hanno compiuto sì azioni per Dio, ma nes­suna azione per i fratelli. A loro è detto:

Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia: non vi conosco. Allora la porta è la giustizia!

Il riconoscimento sta nella giustizia.

Dio non ti riconosce per formule, riti o simboli religiosi, o per citazioni “io e la mia madonnina”, ma per­ché hai mani e gesti di giustizia.

Voi non entrate, voi avete false credenziali.

Non c’è salvezza neanche con tante confessioni e messe, non garantiscono niente.

Infatti quelli alla porta si vantano di cose di poco conto: ab­biamo mangiato con te, eravamo in piazza ad ascoltarti… ma questo può essere solo un alibi furbo, non si­gnifica che stanno vivendo il suoi Vangelo.

In realtà noi sappiamo di Gesù solo ciò che viviamo di Gesù. Ciò che ho fatto mio. “È da come uno mi parla delle cose della terra e non di quelle del cielo che io capisco se uno ha soggiornato in Dio (S. Weil).

Ch Bobin: la verità è ciò che arde. La mia verità di cristiano è ciò che arde. La verità sono persone, mani e gesti che ardono! Arde qualcosa di Cristo in me? Arde un po’ di vangelo?

 

Il vangelo inizia con due immagini potenti: una porta stretta e una folla che si accalca e preme per entrare.

Poi, con un improvviso cambio di prospettiva, siamo oltre quella soglia stretta, in un’atmosfera di festa, in una calca multicolore e multietnica: verranno da oriente e da occidente, da nord e da sud e siederanno a mensa.

Quella porta è il passaggio, chiaro, netto, nitido verso la vita buona, bella e felice, come lo era quella di Gesù. La porta è Cristo, il punto di passaggio, soglia che si apre su un mondo altro. Allora cercherò di essere anch’io come lui piccola porta per cui passa gente e vita. Anch’io piccola porta aperta e non chiusa. Amo le porte aperte.

 

E infatti, la storia dell’umanità, e forse anche la mia storia personale, è piena di altre porte, di archi trionfali o presunti tali, di percorsi larghi, che però hanno prodotto illusioni e sangue, che hanno creato molto dolore sulla faccia della terra.

E la storia è bianca delle ossa dei popoli che hanno attraversato altre porte, adottato altre logiche e non quella del Vangelo come codice di futuro.

E la voce di Dio mi dirà: “ti conosco” soltanto se nella mia vita ho vissuto qualcosa della vita di Gesù, magari solo un bicchiere d’acqua fresca; mi dirà “ti conosco” soltanto se Gesù scopre qualcosa di se stesso in me:

– il Dio della giustizia cercherà in me gesti di giustizia;

– il Dio della accoglienza cercherà in me semi e tracce di accoglienza;

– il Dio di comunione cercherà dentro di me comunione, almeno per frammenti, e non chiusure.

E trovandoli mi riconoscerà e spalancherà la porta.

Lo dico con san Giovanni della Croce: Alla fine del giorno saremo interrogati sull’amore. E’ questa la porta stretta

La porta è stretta, ma è bella.

Infatti riverbera rumori di festa, una sala colma, una mensa imbandita e un turbinare di arrivi, un colorato confondersi di punti cardinali, un mondo finalmente altro dove gli uomini sono diventati fratelli.

La porta è stretta ma sufficiente.

Infatti la grande sala è piena, vengono i lontani e sono folla, entrano, forse non sono migliori di noi che siamo i vicini, ma hanno operato giustizia, magari senza saperlo. Sono i sorpresi: come quelli del giudizio universale: quando mai Signore ti abbiamo visto povero, malato, affamato, forestiero e ti abbiamo aiutato? La rivelazione: ogni volta che avete fatto questo a un piccolo l’avete fatto a me. Vi ho conosciuto allora.

Il sogno di Dio è far sorgere figli da ogni dove, per una offerta di felicità, per una vita in pienezza. Lui li raccoglie da tutti gli angoli del mondo, variopinti clandestini del regno, arrivati ultimi e per lui considerati primi.

Per la porta larga vuole passare chi crede di avere addosso l’odo­re di Dio, preso tra incensi, riti e preghiere, e di questo si vanta. Per la porta stretta entra “chi ha addosso l’o­dore delle pecore” (papa Francesco), l’operaio di Dio, con le mani segnate dal lavoro e il cuore buono.

Preghiera

 

Amo le porte aperte

che fanno entrare notti e tempeste

polline e spighe,

Libere porte che rischiano l’errore e l’amore.

Amo le porte aperte

di chi ci invita a varcare la soglia

e fa entrare pellegrini e vagabondi

naufraghi e marinai.

Amo le porte aperte di uomini e donne

capaci di povertà e di coraggio davanti a luci spente.

Amo le porte aperte:

Buchi nella rete, brecce nei muri,

lucciole nella notte

profezia di una umanità

rivolta per diritto di tenerezza e di giustizia.

Amo le porte aperte

dei pericolosi visionari

dei testardi amanti

Di chi ha fatto voto di vastità:

Braccia aperte per tutti noi!

Amo le porte aperte di Dio.

 

 

 

 

Signore, sento su di me il peso dei miei fallimenti sulla via delle virtù! La mia vita spirituale è troppo incostante, dovrei ricorrere più spesso all’aiuto dello Spirito Santo ed a Colei che è “Rifugio dei peccatori”, anche dei più incalliti.  Tu, Vergine Santissima, l’Immacolata, la tutta pura, ti interessi molto dei tuoi figli più degeneri. DesiderI ardentemente la nostra salvezza.

È duro sentire su di sé il peso del peccato. È davvero duro! Ma tu Gesù sai come siamo fatti: a Te interessa che ci fidiamo di Te. A San Paolo avevi detto, a proposito della spina nella carne: “Ti basta la mia grazia”. Signore, non ho coraggio nemmeno di rivolgere lo sguardo su di Te.

Mi sento ingrato e recidivo. Ma non mi scoraggio e chiedo sempre il tuo perdono, consapevole che ne ho abusato molte volte. Come finirà questa mia vita terrena così turbolenta? San Disma aiutami, tu che sei diventato santo all’ultimo momento!

Signore non so essere costante, non so amare, non so niente e Tu lo sai. Donami il tuo amore e la tua purezza!

 

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Non angosciarti troppo per la tua estrema fragilità che ti induce spesso al peccato.

Il Signore ti conosce in profondità, molto più di quello che tu pensi, e permette questa tua fragilità affinché tu non venga sopraffatto dall’orgoglio.

Pentiti sempre sinceramente, confessati spesso ma proponi di non voler ricadere nelle varie occasioni di peccato.

Comunque non disperare mai della tua salvezza eterna perché il Signore è giusto ma anche infinitamente misericordioso: Egli si commuove nel vedere il tuo cuore affranto. Egli sa che non vorresti mai offenderlo per odio contro di Lui e capisce la tua fragilità.

A San Paolo che si lamentava della sua “spina nella carne” disse: “Ti basta la mia grazia; la forza infatti si manifesta nella debolezza (“Cor. 12,9)

Al Signore piace un cuore umile, anche se fragile, ma detesta i superbi.

Sii fiducioso ed il piano di Dio su di te si realizzerà: getterà alle sue spalle tutti i tuoi peccati, asciugherà le tue lacrime di pentimento e ti abbraccerà con gioia per l’Eternità.

 

 

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Signore, a te è piaciuto prendere per sempre con te questo mio caro e tu lo sai bene quanto stia soffrendo per la sua mancanza. Ma ti offro questa tremenda sofferenza per la sua salvezza eterna e per la mia vera conversione.

Sono convinto, comunque, che nel tuo misterioso piano, nulla è casuale, perché nessuno muore per se stesso.

Questo mio caro ci ha solo preceduto perché prima o poi chiamerai ognuno di noi a condividere la tua gloria per l’Eternità.

Credo nella Risurrezione e credo fermamente che un giorno potrò riabbracciare questo caro nell’altra dimensione, dove regna la luce, la vera pace e l’Amore.

Signore ti ringrazio di cuore per questo mio caro che mi hai messo accanto quando era in questa vita terrena, per tutto l’affetto ed il bene che gli ho dato e che ho ricevuto da lui.

Fa’ che possa godere del riposo eterno nel tuo infinito Amore.

 

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I defunti salvati vivono in stretta unione con Dio e partecipano della sua vita nel dinamismo trinitario.

Siccome il Creatore ama tutte le sue creature e desidera ardentemente la loro salvezza eterna, Egli si occupa di ognuno di noi che stiamo vivendo nella dimensione terrena, ci sostiene e ci soccorre quando glielo chiediamo con fede rispettando il libero arbitrio di tutti.

Le anime dei trapassati che ora vivono nella sua luce, in virtù della Comunione dei Santi, intercedono anche per noi e gioiscono insieme agli angeli per ogni nostra forma di pentimento e conversione, come Dio permette a loro di conoscere. Così esultano per ogni nostra opera buona che può accrescere in noi l’amore per il Signore e per il prossimo perché anche loro sperano nella nostra salvezza eterna. Ecco perché dobbiamo mantenere viva la loro memoria, soprattutto nelle preghiere.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO

PIAI GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Il Signore apre le porte delle nostre prigioni

V Domenica Quaresima – Anno C – aprile 2019

Vangelo – Giovanni 8, 1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». (…) (…)

Una trappola ben congegnata: «che si schieri, il maestro, o contro Dio o contro l’uomo». Gli condussero una donna… e la posero in mezzo. Donna senza nome, che per scribi e farisei non è una persona, è il suo peccato; anzi è una cosa, che si prende, si porta, si mette di qua o di là, dove a loro va bene. Si può anche mettere a morte. Sono funzionari del sacro, diventati fondamentalisti di un Dio terribilmente sbagliato. «Maestro, secondo te, è giusto uccidere…?». Quella donna ha sbagliato, ma la sua uccisione sarebbe ben più grave del peccato che vogliono punire.

Gesù si chinò e scriveva col dito per terra…, mostrando così la strada: invita tutti a chinarsi, a tacere, a mettersi ai piedi non di un codice penale ma del mistero della persona.

«Chi di voi è senza peccato getti per primo la pietra contro di lei». Gesù butta all’aria tutto il vecchio ordinamento legale con una battuta sola, con parole definitive e così vere che nessuno può ribattere. E se ne andarono tutti.

Allora Gesù si alza, ad altezza del cuore della donna, ad altezza degli occhi, per esserle più vicino; si alza

con tutto il rispetto dovuto a un principe, e la chiama “donna”, come farà con sua madre: Nessuno ti ha condannata? Neanch’io lo faccio. Eccolo il maestro vero, che non s’impalca a giudice, che non condanna e neppure assolve; ma fa un’altra cosa: libera il futuro di quella donna, cambiandole non il passato ma l’avvenire: Va’ e d’ora in poi non peccare più: poche parole che bastano a riaprire la vita.

Il Signore sa sorprendere ancora una volta il nostro cuore fariseo: non chiede alla donna di confessare il peccato, non le chiede di espiarlo, non le domanda neppure se è pentita. È una figlia a rischio della vita, e tanto basta a Colui che è venuto a salvare. E la salvezza è sciogliere le vele (io la vela, Dio il vento): infatti non le domanda da dove viene, ma dove è diretta; non le chiede che cosa ha fatto, ma cosa farà. E si rivolge alla luce profonda di quella creatura, vi intinge la penna come uno scriba sapiente: «Scrivo con una minuscola bilancia come quella dei gioiellieri. Su un piatto depongo l’ombra, sull’altro la luce. Un grammo di luce fa da contrappeso a diversi chili d’ombra…»(Ch Bobin). Le scrive nel cuore la parola “futuro”. Le dice: «Donna, tu sei capace di amare, tu puoi amare bene, amare molto. Questo tu farai…».

Gesù apre le porte delle nostre prigioni, smonta i patiboli su cui spesso trasciniamo noi stessi e gli altri. Lui sa bene che solo uomini e donne perdonati e amati possono disseminare attorno a sé perdono e amore. I due soli doni che non ci faranno più vittime. Che non faranno più vittime né fuori né dentro di noi.

(Letture: Isaia 43, 16-21; Salmo 125; Filippesi 3, 8-14; Giovanni 8, 1-11).

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-signoreapre-le-portedelle-nostreprigioni

Commento al Vangelo domenica 7 aprile – p.Ermes – Il Signore apre le porte delle nostre prigioni

 

 

Partiamo dal presupposto che Dio è Amore e che tutti coloro che desiderano liberamente vivere in Lui, dovranno essergli simili. Pertanto, se Dio è Amore, anche le sue creature devono diventare “Amore”, altrimenti tra i due permane l’incompatibilità.

Sappiamo che l’uomo è fragile e che senza di Lui non potrebbe fare nulla proprio perché gli è stata donata l’esistenza dal nulla. Come fa l’uomo, allora, a diventare simile a Dio se il Creatore è Tutto e l’uomo in sé una nullità?

Adamo ed Eva avevano il compito di crescere e di moltiplicarsi per glorificare Dio nella sua grazia, ma il peccato originale li ha sprofondati nel nulla della corruzione e della mortalità.

Gesù Cristo, il Figlio di Dio, si è incarnato per restituire ad ogni uomo la dignità perduta, affinché potesse divinizzarsi, come Egli stesso è uomo e Dio. In un certo senso Gesù ha voluto, con il suo sacrificio, sopperire alla carenza d’amore dell’umanità, per elevarla alla divinità.

Per questo chi crede in Lui avrà la vita eterna, cioè, grazie ai meriti di Gesù ed alla collaborazione di ogni uomo, ognuno sarà riempito di quell’amore necessario a fondersi nell’Amore divino.

Infatti Gesù dice: “Senza di me non potete fare nulla”. Ciò significa che senza il suo amore noi non possiamo diventare “Amore” perché la nostra natura umana tende di più all’egoismo ed all’orgoglio che all’altruismo ed all’umiltà.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

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MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Signore Gesù, aiutami a trovare in te la vera serenità interiore. Fa’ che non cada nell’illusione dei piaceri effimeri della vita o nell’egoismo e nell’orgoglio.

Aumenta in me la fede nella tua potenza redentrice, in modo che io sia certo che tu puoi cancellare i miei peccati quando mi pento e li confesso, cercando di impegnarmi a non commetterli più.

Donami la forza per superare il male con il bene, di credere che Tu completerai il piano di salvezza che hai nei miei confronti, se io corrispondo alla tua grazia.

Aiutami a convincermi che tu mi ami di un amore ineffabile perché sono una tua creatura e tu non vuoi che alcuno si perda per l’eternità.

Sii tu la mia vera pace interiore per sempre! Amen

 

 

 

 

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

I Domenica Avvento – Anno C

Nonostante tutto, la storia è un itinerario di salvezza

Vangelo – Lc 21,25-28.34-36

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Commento di fra Ermes

Ci saranno segni nel sole, nella luna, nelle stelle. Il vangelo di Luca oggi non vuole raccontare la fine del mondo, ma il mistero del mondo; ci prende per mano, ci porta fuori dalla porta di casa, a guardare in alto, a percepire il cosmo pulsare attorno a noi, immensa vita che patisce, soffre, si contorce come una partoriente (Is13,8), ma per produrre vita.

Ad ogni descrizione drammatica, segue un punto di rottura, un tornante che apre l’orizzonte, lo sfondamento della speranza e tutto cambia: ma voi risollevatevi e alzate il capo, la liberazione è vicina. Anche nel caos della storia e nelle tempeste dell’esistenza, il vento di Dio è sopra il mio veliero.

State attenti a voi stessi, che il cuore non diventi pesante! Verrà un momento in cui ci sentiremo col cuore pesante. Ho provato anch’io il morso dello sconforto, per me e per il mondo, ma non gli permetterò più di sedersi alla mia tavola e di mangiare nel mio piatto. Perché fin dentro i muscoli e le ossa io so una cosa: che non può esserci disperazione finché custodisco la testarda fedeltà all’idea che la storia è, nonostante tutte le smentite, un processo di salvezza.

Il dono dell’Avvento è un cuore leggero come la fiducia, quanto la speranza; non la leggerezza della piuma sbattuta dal vento, ma quella dell’uccello che fende l’aria e si serve del vento per andare più lontano.

E poi un cuore attento, che legga la storia come un grembo di nascite: questo mondo porta un altro mondo nel grembo, un sogno da trasformare in vita, perché non si ammali. Vivete con attenzione, state attenti alle piccole enormi cose della vita. Scrive Etty Hillesum dal campo di sterminio: «Esisterà pur sempre anche qui un pezzetto di cielo che si potrà guardare, e abbastanza spazio dentro di me per poter congiungere le mani nella preghiera».

I Vangeli d’Avvento usano questo doppio registro: fanno levare il capo verso le cose ultime, verso Colui-che-si-fa-vicino, e poi abbassare gli occhi verso le cose di qui, dentro e attorno a noi. Lo fanno per aiutarci a vivere attenti, ad abitare la terra con passo leggero, custodi dei giorni e pellegrini dell’eterno, guardando negli occhi le creature e fissando gli abissi del cosmo, attenti al venire di Dio e al cuore che si fa stanco. Pronti ad un abbraccio che lo alleggerisca di nuovo, e lo renda potente e leggero come un germoglio.

Avvento: la vita è non è una costruzione solida, precisa, finita, ma è una realtà germinante (R. Guardini), fatta anche e soprattutto di germogli, a cui non ti puoi aggrappare, che non ti possono dare sicurezze, ma che regalano un sapore di nascite e di primavera, il profumo della bambina speranza (Péguy).

(Letture: Geremia 33, 14-16; Salmo 24; 1 Tessalonicesi 3, 12-14, 2; Luca 21, 25-28.34-36).

Commento al Vangelo domenica 2 dicembre – p.Ermes – Nonostante tutto, la storia è un itinerario di salvezza

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/nonostante-tutto-la-storia-e-un-itinerario-di-salvezza

 

CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE DICHIARAZIONE
”DOMINUS IESUS”
CIRCA L’UNICITÀ E L’UNIVERSALITÀ SALVIFICA 
DI GESÙ CRISTO E DELLA CHIESA

 

(22) Con la venuta di Gesù Cristo salvatore, Dio ha voluto che la Chiesa da Lui fondata fosse lo strumento per la salvezza di tutta l’umanità (cf. At 17,30-31).

Questa verità di fede niente toglie al fatto che la Chiesa consideri le religioni del mondo con sincero rispetto, ma nel contempo esclude radicalmente quella mentalità indifferentista « improntata a un relativismo religioso che porta a ritenere che “una religione vale l’altra” ».

Se è vero che i seguaci delle altre religioni possono ricevere la grazia divina, è pure certo che oggettivamente si trovano in una situazione gravemente deficitaria se paragonata a quella di coloro che, nella Chiesa, hanno la pienezza dei mezzi salvifici.

Tuttavia occorre ricordare « a tutti i figli della Chiesa che la loro particolare condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati ».

Si comprende quindi che, seguendo il mandato del Signore (cf. Mt 28,19-20) e come esigenza dell’amore a tutti gli uomini, la Chiesa « annuncia, ed è tenuta ad annunciare, incessantemente Cristo che è “la via, la verità e la vita” (Gv 14,6), in cui gli uomini trovano la pienezza della vita religiosa e nel quale Dio ha riconciliato a sé tutte le cose ».

 

 

Dal libro della Sapienza 1,13-15; 2,23-24

 

Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi. Egli infatti ha creato tutte le cose perché esistano;

le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte, né il regno dei morti è sulla terra.

La giustizia infatti è immortale. Sì, Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità, lo ha fatto immagine della propria natura.

Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.

 

 

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Ascensione del Signore Mc16,15-20

(di p. Ermes Ronchi)

Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all’appuntamento sull’ultimo colle.

E questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito, e sa che nessuno di quegli uomini e di quelle donne lo dimenticherà.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Di che cosa dubitano? Non che sia risorto. Lo vedono. Hanno mangiato insieme. Non che sia il volto di Dio tra noi. Si prostrano in adorazione.

Di che cosa allora? Dubitano di se stessi, di non farcela, di non essere all’altezza, di non avere forza e cuore e intelligenza.

Lo sanno bene come sono scappati tutti, nella notte del tradimento e lo hanno rinnegato; poi non hanno creduto alle donne a pasqua; poi sono rimasti tappati in casa per giorni e giorni, porte e finestre sbarrate, in quell’aria morta. Conoscono i propri limiti.

Gesù compie un atto di enorme, illogica fiducia in uomini e donne che dubitano ancora. Non rimane con loro ancora un tempo, per spiegare meglio, per chiarire meglio. Ma affida la lieta notizia ai loro dubbi.

I dubbi sono come i poveri, li avremo sempre con noi. Ma come i poveri ci sono dati per la nostra salvezza. Per non arrendersi all’ovvio e al risaputo. Il dubbio fa parte della natura della fede, non esiste fede vera senza dubbi.

Gesù affida il suo vangelo e il mondo nuovo che hanno sognato insieme alla fragilità degli 11 e di alcune donne, e non all’intelligenza dei primi della classe.

È grande, proprio perché non si pone come colui che ti risolve i problemi ma come uno che offre orizzonti e incalza ad avanzare;

con fiducia totale affida ai dubitanti la verità, chiama i claudicanti ad andare, gli zoppicanti a correre fino agli estremi della terra: è la legge del granello di senape, del pizzico di sale, dei piccoli che possono essere contagio di vangelo e di nascite.

Con quale scopo? Arruolare devoti, rinforzare il movimento? No, ma per un contagio, un’epidemia divina da spargere sulla terra. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, insegnate il mestiere di vivere, così come l’avete visto in me, mostrate loro quanto sono belli e grandi e amati.

Immergeteli in Dio, ‘battezzare’ vuol dire questo: rendere intrisi di Dio, come è intriso, inzuppato, imbevuto d’acqua chi è calato nel fiume, o sotto una cascata, nel lago, nell’oceano.

Cosa devono fare i discepoli? Fare del mondo un laboratorio di immersione in Dio. Nel Dio che è libertà e amore

Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura.

Sono le parole che mi rivelano il cuore di Gesù, il suo desiderio impellente che nessuno sia escluso: Gesù mai stanco di dare vita ad ogni creatura, in ogni angolo della terra.

E guardate chi sceglie per prolungare la sua stessa opera: creature imperfette, dalla fede fragile. Come noi. Come me.

Ognuno di noi riceve oggi la stessa missione degli apostoli: “Annunciate”. Niente altro. Non dice: organizzate, occupate i posti chiave, fate grandi opere caritative, ma semplicemente: “Annunciate”.

E che cosa devo annunciare? Il Vangelo, una lieta notizia, il racconto della tenerezza di Dio. Non le mie idee più belle, non le soluzioni di tutti i problemi, non una politica o una teologia migliore: solo il Vangelo, la vita e la persona di Cristo, racconto della tenerezza del Padre.

L’ultimo versetto del brano di oggi è quello che chiude il Vangelo di Marco e apre il mio Vangelo: “Il Signore operava insieme con loro”. Il verbo greco suona così: “Il Signore era in sinergia con loro”, era la loro energia.

Perché io non sono mai con le mie sole forze, c’è sempre in me forza della mia forza, pace della mia pace, radice delle mie radici, sempre intrecciata alla mia forza, sale in me la forza di Cristo.

A sigillo del vangelo di Marco, questa bella definizione di Gesù:

Il Signore è energia che opera con i credenti.

Il Risorto è sinergia con te, agisce in ogni gesto di bontà, ogni volta che porgi una parola fresca e viva, costruisce con te quando costruisci pace, quando poni segni di vita. Il vangelo ne elenca alcuni:

scacceranno demoni, è la capacità di divincolarsi e sgusciare via dall’abbraccio del Separatore, dalla presa della menzogna;

– parleranno lingue nuove: non si tratta di inventare un altro idioma tra i diecimila parlati, ma è la capacità di parlare in modo nuovo e fresco, da uomo nuovo, come un bambino che sa dirti: ti voglio bene, e ti spacca il cuore; perché chi parla con amore è sempre ascoltabile (F. Rosini);

– prenderanno in mano serpenti e se berranno veleni: i serpenti interiori, quegli sbagli, quel male… le parole velenose che qualche volta ti hanno colpito…

– Imporranno le mani ai malati e questi guariranno! Il Vangelo letteralmente dice non già che “guariranno”, ma che ne avranno del bene, che questo sarà bello per loro. Se ti avvicini a chi soffre e tocchi la sua malattia e trasmetti Spirito, forse guarirà e forse no, ma certamente ne avrà bene, certamente questo sarà bello per lui. Entreranno nel cuore pace, solidarietà, Spirito…

Ascensione è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all’amore che abbraccia l’universo (Benedetto XVI). A questa navigazione del cuore Gesù chiama gli undici, un gruppetto di uomini impauriti e confusi, un nucleo di donne coraggiose e fedeli, e affida loro il mondo.

E partirono e predicarono dappertutto… Li spinge a pensare in grande a guardare lontano: il mondo è tuo. Perché crede in loro, crede nell’uomo. Ha fiducia in me, più di quanta ne abbia io stesso; sa che riuscirò a contagiare di Spirito e di nascite chi mi è affidato.

L’Ascensione al cielo non è una vittoria sulla forza di gravità. Gesù non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo. È asceso nel profondo delle cose, nell’intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come forza ascensionale verso più luminosa vita.

La Laudato Si’ dice che lo puoi trovare, unito all’umano, unito ad ogni creatura vivente e perfino, ma davvero, dentro il più piccolo granello di polvere. Il mondo è santo.

Lui ha intriso il mondo, il mondo ne è battezzato, immerso in Dio. Se solo fossi capace di sentirlo e goderlo, camminerei sulla terra come dentro un unico tabernacolo, dentro un battesimo infinito.

 

 

Preghiera alla comunione

 

A te fratello-amico, viandante di una strada senza fine:

Possa la strada alzarsi per venirti incontro

possa il vento essere sempre alle tue spalle

possa il sole splendere caldo sul tuo volto

e la pioggia cadere lieve sui tuoi campi,

oggi e per tanti giorni futuri.

 

La benedizione della luce sia sempre su di te.

Il sole brilli su di te e riscaldi il tuo cuore.

brilli come un grande fuoco,

a cui possano riscaldarsi gli amici e anche gli sconosciuti.

Che brilli una luce dai tuoi occhi

come una candela sul davanzale di una casa.

Che inviti il viandante ad entrare

per ripararsi dal temporale e dalla notte.

 

E fino a quando non ci incontreremo di nuovo

possa Iddio tenerci sul palmo della sua mano.

(Preghiera tradizionale irlandese)

 

 

 

 

 

Più volte la Regina della Pace ci ha ripetuto che i sacerdoti sono un dono, ma troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Siamo pronti a giudicarli appena notiamo dei difetti, senza renderci conto che senza di loro non avremmo il grande dono dei sacramenti, e primo fra tutti l’Eucaristia: Dio in mezzo a noi.

La Regina della Pace ha sempre sostenuto che i sacerdoti sono i prescelti di suo Figlio Chiede di pregare per i sacerdoti affinché l’unione tra suo Figlio e loro sia più forte possibile, affinché siano una cosa sola.

La Regina della Pace chiede di pregare per le vocazioni nella Chiesa, per la fede forte dei suoi sacerdoti.

Chiede anche di pregare e digiunare perché tra i sacerdoti regni la pace e l’unità.

La stessa Vergine quando appare e dà la Sua benedizione materna raccomanda di far poi benedire tutti gli oggetti dai sacerdoti, perchè quelle sono le mani del Suo Figlio.

Al di là della benedizione di un genitore per il figlio, la Madonna avverte che non vi è altra benedizione se non quella del Sacerdote.

da: http://biscobreak.altervista.org/2013…

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

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LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

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CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Signore Gesù Cristo, grazie perché ti sei degnato di abitare nel mio cuore.

Tu, l’Uomo- Dio, sei davvero in me e speri con me la mia salvezza eterna.

Penso alla mia miseria, ma anche alla tua strabiliante Misericordia!

Tu sei Colui mediante il quale tutto è stato creato nei Cieli e sulla terra, dalle lontanissime galassie, agli oceani ed ogni essere vivente.

Hai creato i potenti della terra e la gente “comune” come noi. Ma per te nessuno è “comune”, tutti ai tuoi occhi siamo speciali, perché sei l’Amore e in ognuno di noi si manifesta la tua gloria in modo particolare.

Tu, o Signore che ora abiti in me, sorreggi l’Universo insieme a tutti noi. Una tua parola e tutto può cambiare, la tua Onnipotenza non ha limiti. Nessuno può resistere al tuo volere.

Tu hai il potere di decidere l’ora ed il modo di prenderci con te in Cielo.

Ma tu, che sai tutto, desideri che ognuno di noi diventi amore come tu sei amore, per cui attendi pazientemente il momento opportuno. Grazie, Signore.

Che la tua gloria venga riconosciuta da tutti già su questa terra, come ora lo è già nei Cieli, dove tutto è molto più chiaro.

 

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“La vostra anima respiri il suo Spirito!” (la Regina della Pace il  2.01.18)

 

Il corpo per vivere ha bisogno di respirare aria. L’anima, invece, ha bisogno di respirare lo Spirito. Altrimenti muore.

Ci sono moltissimi che vivono solo per la dimensione orizzontale e hanno il cuore indurito nei confronti della Trascendenza. Non vogliono credere e questo li rende come zombi, cadaveri ambulanti che non sanno perché vivono.

Per essi lo scopo principale della vita terrena è il denaro ed i piaceri materiali e non vogliono saperne dell’anima immortale, della religione e di Gesù Cristo, il quale si è incarnato, ha patito, è morto ed è risorto per la nostra salvezza eterna.

La vita terrena passa e nessuno ne è totalmente padrone: il Signore può decidere di prenderla quando e come vuole perché siamo sue creature e ci sostiene in ogni attimo.

Non opponiamo resistenza allo Spirito, piuttosto respiriamo alla sua presenza lodandolo sempre.

 

 

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Preghiera di p. Ermes Ronchi Signore, oggi è tempo di paure, non di fede. Siamo tutti sommersi in un mare di dubbi: Ma tu avvicina ancora un po’ quella mano che non hai mai cessato di tenderci, Signore, non ti chiedo miracoli, non ti chiedo di camminare sulle acque, ma di attraversare le valli della paura con te, col tuo bastone che mi dà sicurezza.

Non ti chiedo di camminare sul mare, ma il calore della tua mano che conforta, della tua parola che incoraggia. Tu sei con noi, Signore, fino alla fine della notte, fino alla fine del tempo. Vieni dentro la mia poca fede a salvarmi da tutti i naufragi.

E la piccola barca di canne che è il nostro cuore avanzerà verso la fine della notte, ove il nostro grido di paura diventerà un abbraccio tra l’uomo e il suo Dio. Amen.

(XIX domenica A Mt 14, 22-32)

 

LIBRI DI ERMES RONCHI: https://www.ibs.it/libri/autori/Ermes…

 

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LA PREGHIERA CHE SALVERÀ IL MONDO

Le “apparizioni della Signora di tutti i popoli” sono cinquantasei apparizioni della Madonna, che si sono manifestate ad Amsterdam alla veggente Ida Peerdeman, tra il 1945 e il 1959.
(Approvate dal vescovo locale)

La Madonna si è così espressa nei messaggi: Non conoscete la potenza e l’importanza di questa preghiera presso Dio”;
“Questa preghiera salverà il mondo”
“Questa preghiera è data per la conversione del mondo” ;
con la recita quotidiana della preghiera “Ti assicuro che il mondo cambierà”
(29.4.1951).

 

 

 

 

PREGHIERA DELLA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI

“Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, manda ora il tuo Spirito sulla terra. Fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli, affinché siano preservati dalla corruzione, dalle calamità e dalla guerra.

Che la Signora di tutti i popoli, la Beata Vergine Maria, sia la nostra Avvocata. Amen”.

(Messaggio del 15.11.1951)

The prayer that will save the world:

“Lord Jesus Christ, Son of the Father, send now Your Spirit over the earth. Does the Holy Spirit live in the hearts of all people, that they may be preserved from degeneration, disaster and war. May the Lady of All Nations, the Blessed Virgin Mary, be our Advocate. Amen.

Se volete essere aggiornati sui nuovi video che realizzo  iscrivetevi al mio canale youtube “UNIVERSO INTERIORE piaipier”:  http://www.youtube.com/user/piaipier

Se sei iscritto, qualora lo desiderassi, fai parte della “CONFRATERNITA della COMUNIONE DEI SANTI” beneficiando delle preghiere di tutti i membri.

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron