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Ci siamo mai accorti che non sappiamo respirare bene?
Il respiro è fondamentale per la salute del corpo ed anche dell’anima.

Chi prende consapevolezza che non sa ancora respirare bene, si corregge e così può avere un presupposto importante per cambiare persino la sua visione del mondo…

Se desideri l’equilibrio bio-energetico, impara a respirare bene…inspira spesso lentamente ed in profondità nella consapevolezza che l’aria viene irrorata sino al diaframma…ed immagina che arrivi persino nella cavità addominale e nei reni….poi espira nella consapevolezza che insieme all’aria stai eliminando le tossine del corpo.

Se questo esercizio è accompagnato anche dalla predisposizione ad accogliere in noi lo Spirito Santo affinché entri nelle nostre menti e nei nostri cuori con i suoi doni, allora è davvero efficace se lo facciamo con vera fede.

 

 

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…l’inizio del tuo essere ha origine dentro di te dal Creatore. Quando il mondo intorno a te è caotico, entra in te stesso, calmati, respira, ascolta il sussurro della tua mente che ti invita un un luogo di pace…

Questo luogo di pace, che solo tu puoi trovare, è il tuo -Spazio Sacro-, un luogo tranquillo dove tu puoi ascoltare tutte le verità.

Fai di questo luogo tranquillo il tuo santuario.

Ama e apprezza quello che sei e la bellezza della tua vita e soprattutto sii in pace con te stesso.
Se non sei in pace con te stesso, non sei in pace con nulla…

(Riflessione di Beppe)

 

 

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…quando stai vivendo una situazione che spezza l’armonia del tuo essere, trova un momento per isolarti, cercati nel silenzio, ascolta il tuo respiro, riequilibrati e centrati.

Nel silenzio trovi l’essenziale: il respiro, il battito del tuo cuore, il contatto con la terra e il cielo.

Nel silenzio puoi incontrare la grandezza di tutto ciò che ti viene continuamente donato gratuitamente.

Nel silenzio ritrovi la necessità di ringraziare la vita, senza la quale non potresti sperimentare il cammino della tua anima e tutti coloro che hai accanto e che sono lo strumento che ti aiuta a crescere continuamente e ad evolvere.

Mi piace sempre ricordare ai miei interlocutori che:

“il silenzio parla”.

Allora, prova anche tu ad ascoltarlo…

 

(Beppe)

 

 

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(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio Interiore, n. 29)

 

Dio solo “è”.

Io sono la tua vita. Comprendi ciò? T’accompagno come il tuo respiro, come il tuo alito, nell’anima tua.

Sono così vicino a te.
Sono io che ti induco alla pazienza, alla dolcezza, all’accettazione…

Chiedimi tutto; chiedimi ogni giorno, ogni mattino ciò che ti occorre per la tua giornata, per te e per tutti gli uomini.

È la mia gioia rispondere! Io rispondo sempre, ma la mia risposta è varia.

La comprenderesti meglio se sapessi vivere la fede.

 

(Gesù a suor Maria della Trinità, Colloquio Interiore, n. 29)

 

 

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Il termine GIACULATORIA proviene dal latino: jaculor jacularis – lanciare, donde: prex jaculatoria: preghiera giaculatoria.

Consiste di due elementi: la parola e l’atteggiamento:Kyrie eleison – O Signore, abbi pietà di me.

La parola, che deve essere scelta tra i vocaboli dei libri ispirati; l’atteggiamento – che è l’affidarsi a quella Potenza che ci supera per ogni dove.

Due significati quindi: il nostro affidamento a Dio e la richiesta di aiuto.A volte il soggetto è sottinteso come: Ora pro nobis – prega per noi – dove il soggetto può essere anche la Madonna o i Santi.

Il suggerimento è quello di utilizzare l’invocazione che meglio si adatta alle varie circostanze e ai diversi stati d’animo.

Possono venire spontaneamente in mente, o essere scelte fra quelle entrate nell’uso comune, tutte prese dalla Bibbia:Dio sia benedetto – Sia lodato Gesù Cristo – Venga il tuo regno.

Una invocazione continua quindi, ripetuta associandola al respiro; una preghiera che deve scendere fino al cuore. Famosa l’invocazione nei: “Racconti di un Pellegrino russo” dove il fedele era inviato a ripetere la preghiera ritmando le parole con il battito del cuore.

Ritroviamo quindi l’essenza della preghiera del cuore che è appunto dare a Dio tutto noi stessi. Il risultato è un senso di pace, fiducia e speranza, così difficili da conquistare ai nostri giorni.

Si differenziano dalla normale preghiera per la loro ripetizione costante; a volte ritmano il respiro e quindi si possono ripetere per ore intere ed essere così in costante contatto con Dio o il Santo protettore.

 

(Testo di Eugenio Carretta)

 

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a cura di https://www.mondocrea.it

 

 

 

“Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello; si rase il capo, cadde a terra, si prostrò e disse:

«Nudo uscii dal grembo di mia madre, e nudo vi ritornerò.

Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!».

In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di ingiusto.”

Dal libro di Giobbe   Gb 1,6-22

 

 

Chi sono io per giudicare l’opera di Dio, mio Creatore?

Io non esistevo e mi ha donato Lui l’esistenza. Egli è Amore Onnipotente e può decidere liberamente cosa creare e a chi togliere il respiro.

Attraverso la Sacra Rivelazione, dobbiamo credere, però, che Egli è Amore e tutto ciò che fa è sempre a fin di bene, anche se non riusciamo a comprendere perché agisce in quel modo o nell’altro.

Per ora non possiamo capire, nell’altra dimensione vedremo tutto in Dio e capiremo meglio certi suoi disegni d’amore e l’infinita Misericordia che ha manifestato nei nostri confronti..

 

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SIAMO STIRPE DI DIO (At 17,15.22 – 18,1)

“Il Dio che ha fatto il mondo e tutto ciò che contiene, che è Signore del cielo e della terra, non abita in templi costruiti da mani d’uomo né dalle mani dell’uomo si lascia servire come se avesse bisogno di qualche cosa: è lui che dà a tutti la vita e il respiro e ogni cosa.

Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini, perché abitassero su tutta la faccia della terra.
Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio perché cerchino Dio, se mai, tastando qua e là come ciechi, arrivino a trovarlo, benché non sia lontano da ciascuno di noi. In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo, come hanno detto anche alcuni dei vostri poeti: “Perché di lui anche noi siamo stirpe”.

Poiché dunque siamo stirpe di Dio, non dobbiamo pensare che la divinità sia simile all’oro, all’argento e alla pietra, che porti l’impronta dell’arte e dell’ingegno umano.

Ora Dio, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, ordina agli uomini che tutti e dappertutto si convertano, perché egli ha stabilito un giorno nel quale dovrà giudicare il mondo con giustizia, per mezzo di un uomo che egli ha designato, dandone a tutti prova sicura col risuscitarlo dai morti».

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II di pasqua Giovanni 20,19-31

 di p. Ermes Ronchi

         La risurrezione non ha richiuso i fori dei chiodi nelle mani e nei piedi del crocifisso, non ha rimarginato le labbra delle ferite. Leonard Cohen cantava: c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce. Le mani ferite del Risorto sono le crepe del suo corpo, le feritoie da cui passa la luce.

 

Omelia

I discepoli erano chiusi in casa per paura. “È un momento di disorientamento totale: l’amico più caro, il maestro che era sempre con loro. L’uomo che sapeva di cielo, che aveva spalancato per loro orizzonti infiniti, è ora chiuso in un buco nella roccia. Ogni speranza finita, tutto calpestato” (M. Marcolini). E in più la paura di finire come lui.

La sera di quel giorno, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano, venne Gesù, stette in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!” (Gv 20,19). Porte chiuse, finestre sbarrate, una casa dove manca l’aria, dove si respira paura. Alcuni del gruppo non ce l’hanno fatta a restare chiusi: Maria di Magdala, Tommaso, i due di Emmaus, alcune donne.

Tuttavia la comunità è rimasta unita, hanno scelto di non disperdersi, hanno detto “no” a un’altra fuga, fosse pure per mimetizzarsi al sicuro nell’anonimato della folla, fra le carovane dei pellegrini.

Restano insieme, perché una persona, quando è sola, è portata a dubitare perfino di se stessa; perché da solo, davanti ad una tempesta puoi essere travolto, insieme invece si fa argine, ci si sostiene, si cerca una memoria e una vocazione condivise.

Venne Gesù a porte chiuse: colui che ha attraversato le grandi porte della morte non c’è chiusura che tenga. Lo sa che i suoi fratelli hanno mille paure: la paura del debole, del malato, del perseguitato, del morente. Ma nessuna paura lo ferma.

Venne e stette in mezzo a loro. In mezzo, come collante delle vite, come legame della comunità, cemento del gruppo. In mezzo al gruppo e in mezzo al cuore, come se dicesse: “dove sarete voi, sarò anch’io; il mio cuore è a casa solo accanto al tuo”.

Che bello il nostro Dio! Non accusa, non rimprovera, non abbandona. Si consegna ancora a discepoli che non l’hanno capito, facili alla viltà e alla bugia. In quali povere mani si è messo: maldestre, che si stancano presto, che si sporcano subito. Eppure non si stanca di noi.

È la vendetta di Dio. Dio si ‘vendica’ di tutta la nostra lontananza ritornando in mezzo a noi. E la sera del giovedì si era vendicato – nella stessa casa, nella stessa ‘camera alta’!- prendendo fra le sue mani i piedi dell’uomo, nel gesto dello schiavo e della donna, piedi di gente stanca, nomade, claudicante, che è fuggita, che fuggirà ancora.

“Pace a voi! Io non chiedo, io dono. Non sono venuto a chiedere, sono venuto a portare. Non andartene, non lasciarmi più. Non fuggire”.

Invece di rimproverarli, di rimandarli a casa, al lago, al banco, alle barche, perché non hanno capito, non ce la fanno, inventa qualcosa di inedito per educarli ancora, per aiutarli a capire: “soffiò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo” . Avrebbe potuto lasciarli e ricominciare altrove, con altri. Invece no, ha rilanciato.

La strategia educativa di Gesù è ‘portare su’, più in alto, far respirare aria più pura: «Voi mi abbandonate e io mi metto nelle vostre mani. Voi mi consegnate perché mi uccidano e io vi consegno il mio Spirito». Immensa vulnerabilità, immensa bellezza dell’amore.

Su quel pugno di creature, chiuse e impaurite, scende il vento delle origini, il vento che soffiava sugli abissi, la brezza sottile dell’Oreb su Elia profeta, l’uragano che spalancherà quelle porte chiuse: ecco io vi mando! E li manda così come sono, fragili e lenti, ma con dentro il suo Spirito, il vento forte della vita che soffierà su di loro, e gonfierà le vele, e li riempirà di Dio.

Lo Spirito, che è il respiro di Dio, che cosa produce? Una cosa inattesa, il perdono: Voi perdonerete i peccati… e non è detto ai preti, ma a tutti i discepoli e a tutte le discepole, a quelli che hanno ricevuto lo Spirito e la Pace. Solo se in noi è pace daremo pace.

Perdonare è possibile a tutti:

perdonare è de-strutturare il male,

de-creare il male, in sé e attorno a sé.

è strappare dai circoli viziosi,

spezzare le simmetrie dell’odio, il ripetere su altri ciò che hai subito.

 

“ Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù a porte chiuse…” (Gv 20,26). Mi conforta pensare che i miei dubbi non fermano il Signore; che se ha trovato chiuso, non se n’è andato, ha continuato il suo assedio, dolcemente implacabile.

Otto giorni dopo è ancora lì, la prima venuta sembra senza effetto. Secoli dopo è ancora qui, davanti alle mie porte chiuse, con la mite potenza di un seme che non si lascia sgomentare dai miei inverni.

Li aveva inviati per le strade, e li ritrova ancora chiusi in quella stanza. Ma Gesù accompagna con delicatezza infinita la fede lenta dei suoi. Non ci chiede di essere perfetti, ma di essere autentici;

non di essere immacolati, ma di essere incamminati.

E si rivolge a Tommaso – povero caro Tommaso diventato proverbiale. Ma è proprio il Maestro che l’aveva educato alla libertà interiore, a dissentire, lo aveva fatto rigoroso e coraggioso: infatti è il solo che entra e esce da quella casa.

Invece di imporsi, si propone alle sue mani: Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco.

Gesù rispetta la sua fatica e i suoi dubbi; rispetta i tempi di ciascuno e la complessità del vivere. Non vuole umiliarlo, ma lo spinge a vivere… con stupore, si espone con la meraviglia di quelle ferite aperte.

Toccami! Il vangelo non dice che Tommaso l’abbia fatto, che abbia toccato. Che bisogno c’era?

Non le ha toccate, le ha baciate quelle ferite, diventate le feritoie della più grande bellezza del mondo.

Tommaso, beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Quelli siamo noi, una beatitudine per me e per te. Grande educatore, Gesù, che forma alla libertà, alla serietà delle scelte, a essere liberi dai segni esteriori, da visioni e miracoli.

Che bello se nella Chiesa, come nel cenacolo, fossimo educati più all’approfondimento che all’ubbidienza; più alla ricerca che alla adesione! Quante energie e quanta maturità liberate!

Credere fa bene, (vedi Tommaso, Giovanni, Maddalena, quanti l’hanno incontrato). Io credo all’ultima riga del vangelo: tutto questo è stato scritto, perché crediate e, credendo, abbiate in voi la vita (Gv 20,31). La fede è un cantiere di felicità. Un cantiere di vita. Più umani, più vivi, più felici.

L’augurio che lascio a ciascuno: siamo beati perché non possiamo vedere Cristo o toccare le sue ferite. Possiamo però toccare la vita, tendere la mano verso i viventi: “ecco, io carezzo la vita, perché profuma di Te!” (Rumi).

La vita e i viventi profumano di Dio.

 

 

 

Alla Comunione

 

Quando sulla mia vita scende la sera,

torna, o Signore, a farti vicino

ad augurare pace.

Vieni, Signore dalle mani e dal cuore feriti.

Ti dico le parole di Tommaso:

Mio Signore e mio Dio.

Mio come lo è il cuore,

e, senza, non sarei;

mio come lo è il respiro,

e, senza, non vivrei.

Tu sei energia che sale, dice e ridice e non tace mai.

Si dilata dentro, mette gemme di luce,

mi offre due mani piagate

dove poter riposare e riprendere il fiato del coraggio.

Signore mio e Dio mio,

mio non di possesso ma di appartenenza,

io appartengo a te,

il mio Amato è mio

e io sono per lui.

Amen.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco una beatitudine che sento finalmente mia, le altre le ho sempre sentite troppo difficili, cose per pochi coraggiosi.

Questa è invece una beatitudine per noi, per chi fa fatica, per chi cerca a tentoni, per chi non vede, per chi ricomincia.

Beati voi che credete… Voglio dire grazie a tutti quelli che credono e sperano anche senza vedere, e la loro fede rafforza la mia;

grazie a tutti quelli che si sono messi in piedi, anche se è notte. Anche se hanno mille dubbi, come Tommaso;

grazie a tutti quelli che non si accontentano di una fede per sentito dire sentito dire, cui non basta essere credenti, vogliono essere credibili!

Beati! C’è una beatitudine nel credere, una promessa di gioia nella fede: che non significa una vita più facile, una assicurazione contro gli infortuni della vita, ma un’esistenza piena e appassionata, ferita e luminosa, piagata e guaritrice.

vita per il cuore, che vive d’amore; vita per la mente, che vive di cose vere; vita per lo spirito che vive di libertà.

Credere non vuol dire: credo che Dio c’è, che esiste qualcuno sopra di noi. Permettetemi un esempio molto quotidiano: se dovessi chiedere a uno: tu credi in tua padre o tua madre? Credi in tua moglie? E se quello mi risponde: sì, certo, credo che c’è, che esiste. Ma questo è ovvio, non hai detto niente. Credere vuol dire: quanta fiducia hai, quanto ti fidi di lei o di loro, quanto di loro è entrato in te e quanto ti importano, quanto gli vuoi bene!

Credere in Dio è avere una storia con Dio, come dicono i ragazzi quando parlano di un amore sbocciato. Credere è diventare porosi, permeabili a Dio, assorbire vangelo in te. P. Turoldo mi disse una volta: vai da p. Giovanni Vannucci, vai perché è una spugna di Dio! Intriso di Dio e di vento.

Queste cose sono state scritte perché crediate in Gesù, e perché intrisi, permeabili penetrati di lui abbiate la vita, quella indistruttibile.

 

 

 

 

 

Come posso cantare la bellezza che m’abbaglia,

se turba il mio animo col suo magico splendore?

Davvero s’accompagnano bellezza e turbamento?

Il mondo è certamente troppo tentatore,

perché invita i sensi al suo illusorio possesso.

La bellezza si ammira, ma non si possiede:

non si comprende davvero questo enigma,

se non pensando a Colui dal quale proviene.

Colui che dal nulla allor crea ogni bellezza

è infinitamente più bello di tutto il creato.

La vita insegna a coniugare la bellezza terrena

con quella che trascende ciò che ora vediamo,

poiché questa è solo un’effimera ed esile ombra,

ma l’altra vibra nel respiro dell’Eterno Increato.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Testi di Pier Angelo Piai

disegni di Perla Paik

 

 

 

Questo elegante libro intende trasmettere al lettore l’entusiasmo per i grandi misteri della vita cristiana, che spesso vengono poco considerati. Ogni dipinto, opera dell’artista coreana Perla Paik abitante a Trieste, è accompagnato da una riflessione, una poesia o una preghiera dello scrittore cividalese Pier Angelo Piai, scaturite dalla meraviglia per le opere del Creatore e fa sorgere spontanea la lode di riconoscenza. I dipinti in sé contengono volti della Vergine Maria e di Gesù molto espressivi, i quali irradiano amore per l’intera umanità. In molti c’è la presenza dello Spirito Santo sotto forma di una colomba luminosa che induce davvero alla meditazione e alla preghiera interiore. Il connubio tra i disegni di Perla Paik e gli scritti di Pier Angelo Piai è singolare e fecondo, perché generati in un clima di tranquilla contemplazione delle meraviglie di Dio.

 

I testi dei 50 brani presenti nel libro “Il respiro dell’anima innamorata” affrontano diverse tematiche relative alla nostra sfera interiore, da quella psicologica a quello dello spirito. Ciò che più viene sottolineato dall’autore Pier Angelo Piai è la dignità di ogni persona fatta ad immagine e somiglianza di Dio, dignità che spesso viene dimenticata dal pensiero dominante legato al consumismo, per cui ognuno vale non per quello che è, ma per quello che sa fare o per il suo rango sociale ed economico.

Ecco perché ci sono titoli di brani come “La cecità interiore”, “Ognuno è se stesso”, “Il pubblicano ci insegna ad essere umili”, “Quando siamo realmente noi stessi” ecc.
C’è anche spazio per il mistero dell’esistenza e molti brani mettono in evidenza lo stupore dell’anima che si appresta a contemplarlo (“L’anima esiste ed è immortale”, L’Universo e l’uomo”, “La dimensione orizzontale e quella verticale”, “L’altro aspetto della morte”, “La trasfigurazione della nostra vita quotidiana”, ecc.

Altri argomenti affrontati da Piai in questo libro sono relativi alla gioia di scoprire quanto siamo amati da Dio stesso in Gesù, figura di riferimento importantissima per la nostra crescita interiore e spirituale, come nei brani intitolati “Anche Gesù è stato adolescente” “Gesù e la Trinità”, “Gesù è sempre pronto a salvarci, se lo vogliamo”, “Solo amando tocchiamo il Signore”, “Il Signore ci ama così come siamo”, “Gesù si dona sempre”, Gesù ti ama”, “Cristo Re”.

Naturalmente Maria ha sempre un posto di primo piano in alcune riflessioni, proprio perché essendo la madre di Gesù è anche la madre di tutti noi, per questo motivo ci sono brani che trattano della sua figura in relazione a tutti noi, suoi figli. ( “Maria ha vissuto il paradiso interiore”, “Figlia del tuo Figlio”, “”Maria addolorata, rifugio dei peccatori”, “Maria rappresenta l’umanità integrata”, “Maria modello di purezza ed umiltà”, “Maria Assunta”, “La Regina della Pace e la pace interiore” ecc.

Anche i santi hanno un ruolo importante per la vita di ciascuno di noi peoeio in virtù della “Comunione dei Santi”ed in questo libro Piai lo evidenzia in diversi capitoli quali “I santi sono uomini integrali” “San Giuseppe, l’uomo giusto”, “Santa Teresa di Lisieux”, “Sant’Antonio da Padova” “A San Padre Pio” “Ella ha molto amato (Santa Maddalena)” “Carlo Acutis, un adolescente esemplare”, “I santi”. C’è anche un brano dedicato all’angelo custode ed al suo ruolo di protettore nella nostra vita terrena.

Nel libro sono presenti anche poesie in endecasillabi distribuiti in quartine a rime alternate, come nelle sezioni dedicate ai santi.

Ogni brano od argomento, quindi, accompagna un significativo disegno di Perla Paik perché è spesso quello che ha ispirato l’autore dei testi.
Il titolo del libro “Il respiro dell’anima innamorata” indica il clima in cui è stato scritto: preghiera, meditazione e contemplazione per le realtà materiali che ci circondano a cui viene dato un senso da quelle spirituali e trascendenti. Solo un’anima innamorata di Dio è attenta ai tesori nascosti della realtà spirituale che Dio stesso svela a chi lo cerca con cuore sincero. Per questo motivo Gesù stesso afferma che ” ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. (Mt.13,53)

 

Pier Angelo Piai è un ex-insegnante e scrittore friulano. Da diversi anni si occupa della ricerca sul senso della vita terrena dal punto di vista filosofico, antropologico e teologico e della fenomenologia ad essa correlata.
Scrive per alcuni quotidiani e settimanali italiani e cura il blog www.mondocrea.it.
La sua prima opera libraria è stata “La Spirale della vita – Una proposta di ricerca sul senso dell’Universo pubblicata dal Circolo Culturale Giovanile J.F. Kennedy di Remanzacco (Udine), sotto il patrocinio della Provincia di Udine nel 1991.
Seguono il racconto “Come ci vedono dall’aldilà – Cronache di un vagabondo veggente (1994, Campanotto editore), il saggio Creati per creare – Una presa di coscienza della propria dignità di dei (1998, Edizioni Segno), il libro “I racconti di Elia (2003, Edizioni Segno), Il saggio “La paura di pensare”(2004, Edizioni Segno), “Tutta la terra si riverserà su questo monte”(Ed. Segno 2006) “Report sul 21° secolo – John Ethan Titor 2 dal futuro (Mjm Editore – 2009), il saggio “La paura di esistere” (Mjm Editore – 2012), la raccolta di racconti: “La saggezza nella fragilità” – Il saggio “La forza della fragilità” (edizioni Segno 2015) – i libro “Verso l’Eternità (edizioni Segno 2015) – La stigmatizzata di Udine (edizioni Segno 2015) “L’anima esiste, è immortale e ce l’hanno anche i bimbi non nati” (edizioni Segno 2015), ed altre dell’Editore Segno: “La fiamma d’amore del Cuore Immacolato di Maria” – “Guarire la mente per guarire il corpo” – “La Spirale della vita” – “Concetta Bertoli”

 

~

 

Perla Paik proviene da una famiglia coreana buddista e da tanti anni soggiorna a Trieste. È convinta della sua fede cristiana, legge spesso la Sacra Scrittura dalla quale trae ispirazione per dipingere i suoi ritratti. In genere la sua arte sacra consiste nel dipingere volti angelici o mariani, ma anche di santi e di Cristo stesso dal quale – ella sostiene – trova contini forza e consolazione per il suo non facile cammino spirituale. Tempo fa conobbe a Trieste lo scrittore Pier Angelo Piai a cui mostrò alcune sue opere. Nacque una spontanea forma di collaborazione per realizzare il creativo connubio tra i disegni ed i testi.

Ecco, perché il libro è stato così introdotto:

Un bel giorno di primavera del 2016, mia moglie ed io decidemmo di recarci a Miramare di Trieste. Ad un certo punto, prima del parco, incontrammo una elegante signora con il viso dai tratti orientali che indossava un vestito variopinto ed un particolare cappellino, la quale, in quel contesto, ci faceva ricordare un quadro impressionista. Incuriositi, ci avvicinammo per chiederle di poter scattare insieme una fotografia.
Dopo alcuni minuti ella ci mostrò attraverso il suo smartphone alcuni suoi disegni effettuati con diverse tecniche dal contenuto altamente spirituale e ci rivelò il suo nome: Perla Paik, originaria dalla Corea. I suoi dipinti, degni di un’artista sensibile ed esperta, stimolavano in noi alcune riflessioni sull’azione dello Spirito Santo e così facemmo amicizia, mettendoci d’accordo di tenerci in contatto attraverso internet. Perla continuava ad inviarci i suoi bellissimi disegni da cui scaturirono alcune nostre riflessioni che trascrivevamo gradualmente.
È nato questo libretto che intende trasmettere al lettore l’entusiasmo per i grandi misteri della vita cristiana, che spesso vengono poco considerati. Anche Perla è convinta che il tutto sia opera dello Spirito Santo, perché sostiene che la nostra amicizia stimola in lei la creatività, il progresso spirituale, l’amore per Dio ed il prossimo, ed una speciale venerazione per la Vergine Maria. Ogni dipinto di questo libretto, quindi, contiene una riflessione, una poesia od una preghiera scaturiti dalla meraviglia per le opere del Creatore e fa sorgere spontanea la lode di riconoscenza.
I dipinti in sé contengono volti della Vergine Maria e di Gesù molto espressivi, i quali irradiano amore per l’intera umanità. In molti c’è la presenza dello Spirito Santo sotto forma di una colomba luminosa che induce davvero alla meditazione ed alla preghiera interiore. Il connubio tra i disegni e gli scritti è singolare e fecondo, perché generati in un clima di tranquilla contemplazione delle meraviglie di Dio.

 

RECENSIONE DI SILVIO BRACHETTA APPARSA SUL SETTIMANALE TRIESTINO “VITA NUOVA”  IL 13 OTTOBRE 2017:

Nel “Respiro dell’anima inamorata” riflessioni, poesie e icone religiose

TRASMETTERE AL LETTORE L’ENTUSIASMO PER I GRANDI MISTERI DELLA VITA CRISTIANA

 

Entrambi veterani, nella galassia multiforme dell’inculturazione della fede.

Entrambi impegnati, da anni, nell’attività quotidiana di servizio alla testimonianza cristiana. Ed eccoli, i due autori, ora accomunati nella pubblicazione di quest’ultima loro fatica, per «trasmettere al lettore l’entusiasmo per i grandi misteri della vita cristiana». Si tratta di un libro di brevi riflessioni e poesie, corredate da tavole iconografiche a soggetto religioso.

Il friulano Pier Angelo Piai, autore dei testi, ha già all’attivo più di dieci libri, tra racconti e saggi. Seguitissimo il suo sito — Mondocrea —per via della ricchezza dei contenuti: meditazioni, riflessioni, fotografie, arte, cinema, poesia.

La coreana Nam-Joo Paik (conosciuta come Perla) è una pittrice: molto apprezzata è la sua ricca produzione d’icone, sullo stile figurativo occidentale. Solo per questo libro ne ha selezionate più di cinquanta. All’abbondanza artistica va associata la ricchezza dei contenuti, con una predilezione per i temi mariologici,

trinitari e agiografici: si va dalla descrizione e dal commento alle vite dei santi ai vari aspetti del dogma. Non c’è una prevalenza devozionale o teologica, ma devozione e teologia trovano nell’opera una sintesi, espressa nello stile semplice della scrittura e nel senso sacro delle immagini.

Così come la Sacra Sindone, descritta da Piai e Perla, rimanda a una «morte composta, decorosa, ieratica». Il volto del Cristo impresso sul telo sindonico è come una foto in negativo, perché «è proprio della natura divina cercare il suo opposto», per «condurre il nulla all’essenza» e per «riordinare il caos distruttivo».

A tale azione di grazia segue il richiamo della »creazione alla vera esistenza».

Questo è detto quanto alle creature ma, soprattutto, quanto alla salvezza dell’uomo, nel senso che Gesù Cristo venne a «cercare e salvare ciò che era stato perduto» (Lc 19,10). Altrove la prosa lascia spazio alla preghiera e, sulle melodie dei salmisti, l’autore esulta per come la Provvidenza opera nel mondo: «Tu sia benedetto Signore perché fai piovere sui giusti e gli ingiusti»! — secondo le parole del Maestro, che parlò ai discepoli sulla montagna.

E ancora sulla montagna il Signore si manifestò nella sua santa trasfigurazione. Oltrepassò la sua figura umana e fu percepito appena nella sua divinità.

In particolare, osserva Piai, bianco è la purezza, il distacco», mentre «la luminosità è la trascendenza». Il Verbo, puro e trascendente, viene a rivelare che «l’ordinario, se il nostro cuore è aperto, diventa straordinario in ogni momento se riferiamo tutto a Lui». Grande spazio trova, nel testo e nelle immagini, la Beata Vergine Maria.

Colei che “ha ferito d’amore l’Onnipotente” è “Vergine adorante e fedele».

Maria è indicata, nel libro, nelle sue virtù principali, col doppio aspetto di creatura gioiosa, per la peculiare vocazione al matrimonio verginale, e di madre addolorata, nell’ora della passione e della morte del Figlio. È una donna che «ha vissuto il paradiso interiore» e, a seguito dell’Assunzione al Cielo, ella “rappresenta l’umanità reintegrata». Maria, inoltre, è il «modello di purezza ed umiltà», poiché si è fatta obbediente come Gesù e, nell’obbedienza, ne ha seguito la morte santa e la resurrezione gloriosa. La Benedetta — spiega Piai — ha «una maternità riconfermata due volte»: la prima, «nel suo Figlio Gesù»; la seconda «sotto la croce», quando Gesù la indicò come «madre dell’apostolo Giovanni».

La vita dei santi, insomma, è la perfezione dell’umanità. Per il santo “non c’è passato, futuro o presente», poiché “vive nell’istante”, a prescindere da qualsiasi occupazione. Non fuggì dall’istante, che potremmo dire della prova e della salvezza, Santa Teresa di Lisieux: «Pur tu la dura notte della fede affrontasti con virile coraggio».

A San’Antonio da Padova, l’autore dona i suoi versi: “Di origini nobili tu eri, ma più nobile fu l’animo tuo. I blasoni che ritenesti veri furon del Padre e del Figlio suo”.

E il giusto San Giuseppe cos’ha fatto di grande? «Non ha predicato, non ha fondato monumenti, non ha compiuto miracoli». Eppure «il vero miracolo è stata la sua fedeltà a Dio nella dedizione alla famiglia»: questo fu il suo «costante ed umile eroismo». E ad ogni pagina le parole si trasformano nei colori e nelle forme di Perla Paik, leggermente sfumate, come avvolte da una luce che viene dall’alto e da dentro, simile al chiarore del paradiso.

Silvio Brachetta.

Pier Angelo Piai, Perla Paik – “Il respiro dell’anima innamorata” – Edizioni Segno, 2017 – pp. 112 – euro 28,00

 

 

QUESTO LIBRO  POTREBBE COSTITUIRE UN ELEGANTE DONO IN DIVERSE OCCASIONI E RICORRENZE:

L’opera “IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA” consiste in un volume classificato bibliograficamente con codice identificativo ISBN, nel formato chiuso A4 (35 x 22 cm – spessore 1 cm.), con copertina cartonata, stampata a colori, plastificata lucida, e interni con circa 50 immagini a colori stampati su carta patinata lucida 115 gr. (peso del volume 700 gr.)

 

PER ORDINAZIONI:

http://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1636

Qui la playlist di video realizzati da PierAngelo Piai contenenti i disegni di Perla Paik :

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Il «respiro di Dio» viene in modo diverso per ciascuno

Domenica di Pentecoste – Anno A –  4 giugno 2017

La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». (Giovanni 20, 19-23)

La Parola di Dio racconta in quattro modi diversi il venire dello Spirito Santo, per dirci che Lui, il respiro di Dio, non sopporta schemi.
Nel Vangelo lo Spirito viene come presenza che consola, leggero e quieto come un respiro, come il battito del cuore.
Negli Atti viene come energia, coraggio, rombo di tuono che spalanca le porte e le parole. Mentre tu sei impegnato a tracciare i confini di casa, lui spalanca finestre, ti apre davanti il mondo, chiama oltre.
Secondo Paolo, viene come dono diverso per ciascuno, bellezza e genialità di ogni cristiano.
E un quarto racconto è nel versetto del salmo: del tuo Spirito Signore è piena la terra. Tutta la terra, niente e nessuno esclusi. Ed è piena, non solo sfiorata dal vento di Dio, ma colmata: tracima, trabocca, non c’è niente e nessuno senza la pressione mite e possente dello Spirito di Dio, che porta pollini di primavera nel seno della storia e di tutte le cose. “Che fa vivere e santifica l’universo”, come preghiamo nella Eucaristia.

Mentre erano chiuse le porte del luogo per paura dei Giudei, ecco accadere qualcosa che ribalta la vita degli apostoli, che rovescia come un guanto quel gruppetto bloccato dietro porte sbarrate. Qualcosa ha trasformato uomini barcollanti d’angoscia, in persone danzanti di gioia, “ubriache” (Atti 2,13) di coraggio: è lo Spirito, fiamma che riaccende le vite, vento che dilaga dalla camera alta, terremoto che fa cadere le costruzioni pericolanti, sbagliate, e lascia in piedi solo ciò che è davvero solido. È accaduta la Pentecoste e si è sbloccata la vita.

La sera di Pasqua, mentre erano chiuse le porte, venne Gesù, stette in mezzo ai suoi e disse: pace! L’abbandonato ritorna da coloro che lo avevano abbandonato. Non accusa nessuno, avvia processi di vita; gestisce la fragilità dei suoi con un metodo umanissimo e creativo: li rassicura che il suo amore per loro è intatto (mostrò loro le mani piagate e il costato aperto, ferite d’amore); ribadisce la sua fiducia testarda, illogica e totale in loro (come il Padre ha mandato me, io mando voi). Voi come me. Voi e non altri. Anche se mi avete lasciato solo, io credo ancora in voi, e non vi mollo.

E infine gioca al rialzo, offre un di più: alitò su di loro e disse: ricevete lo Spirito Santo. Lo Spirito è il respiro di Dio. In quella stanza chiusa, in quella situazione asfittica, entra il respiro ampio e profondo di Dio, l’ossigeno del cielo. E come in principio il Creatore soffiò il suo alito di vita su Adamo, così ora Gesù soffia vita, trasmette ai suoi ciò che lo fa vivere, quel principio vitale e luminoso, quella intensità che lo faceva diverso, che faceva unico il suo modo di amare, e spalancava orizzonti.

(Letture: Atti 2,1-11; Salmo 103; 1 Corinzi 12,3-7.12-13; Giovanni 20, 19-23 )

Fonte –  http://buff.ly/2qIqisF

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-respiro-di-dio-viene-in-modo-diverso-per-ciascuno?utm_content=bufferfb3c5&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron