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Fratelli, siate benevoli gli uni verso gli altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come Dio ha perdonato a voi in Cristo.

Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore.

Di fornicazione e di ogni specie di impurità o di cupidigia neppure si parli fra voi – come deve essere tra santi – né di volgarità, insulsaggini, trivialità, che sono cose sconvenienti.

Piuttosto rendete grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro – cioè nessun idolatra – ha in eredità il regno di Cristo e di Dio.

Nessuno vi inganni con parole vuote: per queste cose infatti l’ira di Dio viene sopra coloro che gli disobbediscono.

Non abbiate quindi niente in comune con loro.

Un tempo infatti eravate tenebra, ora siete luce nel Signore.

Comportatevi perciò come figli della luce.

(Ef 4,32-5,8)

 

 

 

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(testo tratto dal mio libro “Come ci vedono dall’aldilà”  p.185)

 

“La santità non è un semplice privilegio di pochi: tutti dobbiamo diventare santi”, affermava madre Teresa di Calcutta.

“Santo” significa appartenere al Signore sotto tutti i punti di vista. Invidio benevolmente coloro che sanno essere “puri” per vedere Dio. I santi si sono purificati nella sofferenza e nella lotta contro il proprio egoismo ed orgoglio.

Ora possono godere della loro beatitudine perchè hanno uno sguardo talmente puro, immerso nell’amore di Dio, che nulla li può turbare. Nulla. Nemmeno la grandezza e lo splendore superiori che scorgono negli altri. Essi non sono contagiati dal vuoto e superficiale clamore umano.

Hanno la capacità di ammirare e di stupirsi delle virtù degli altri perchè sanno bene che è lo stesso Dio che opera in forme diverse in tutti. Tutto in tutti, perchè Egli si è donato a tutti, quasi “scomparendo” dalla scena attraverso l’Incarnazione, la morte e la Risurrezione.

Lasciamoci plasmare dallo Spirito docilmente, come i Santi che hanno sempre agito in stretta unione con il Figlio nel Padre.

Vieni o Santo Spirito, trasformaci, rendici puri, miti, misericordiosi, operatori di pace, gioiosi, forti nelle tribolazioni, attivi nella carità, ferventi nella preghiera.

 

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Il Vangelo – Ermes Ronchi

Solennità di Ognissanti

I santi sono gli uomini e le donne delle Beatitudini

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:

«Beati i poveri in spirito,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quelli che sono nel pianto,

perché saranno consolati.

Beati i miti,

perché avranno in eredità la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,

perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi,

perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore,

perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace,

perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati per la giustizia,

perché di essi è il regno dei cieli.

Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

I santi sono gli uomini delle Beatitudini. Queste parole sono il cuore del Vangelo, il racconto di come passava nel mondo l’uomo Gesù, e per questo sono il volto alto e puro di ogni uomo, le nuove ipotesi di umanità. Sono il desiderio prepotente di un tutt’altro modo di essere uomini, il sogno di un mondo fatto di pace, di sincerità, di giustizia, di cuori limpidi.

Al cuore del Vangelo c’è per nove volte la parola beati, c’è un Dio che si prende cura della gioia dell’uomo, tracciandogli i sentieri. Come al solito, inattesi, controcorrente. E restiamo senza fiato, di fronte alla tenerezza e allo splendore di queste parole.

Le Beatitudini riassumono la bella notizia, l’annuncio gioioso che Dio regala vita a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità.

Quando vengono proclamate sanno ancora affascinarci, poi usciamo di chiesa e ci accorgiamo che per abitare la terra, questo mondo aggressivo e duro, ci siamo scelti il manifesto più difficile, incredibile, stravolgente e contromano che l’uomo possa pensare.

La prima dice: beati voi poveri. E ci saremmo aspettati: perché ci sarà un capovolgimento, perché diventerete ricchi.

No. Il progetto di Dio è più profondo e vasto. Beati voi poveri, perché vostro è il Regno, già adesso, non nell’altra vita! Beati, perché c’è più Dio in voi, più libertà, più futuro.

Beati perché custodite la speranza di tutti. In questo mondo dove si fronteggiano lo spreco e la miseria, un esercito silenzioso di uomini e donne preparano un futuro buono: costruiscono pace, nel lavoro, in famiglia, nelle istituzioni; sono ostinati nel proporsi la giustizia, onesti anche nelle piccole cose, non conoscono doppiezza. Gli uomini delle Beatitudini, ignoti al mondo, quelli che non andranno sui giornali, sono invece i segreti legislatori della storia.

La seconda è la Beatitudine più paradossale: beati quelli che sono nel pianto. In piedi, in cammino, rialzatevi voi che mangiate un pane di lacrime, dice il salmo. Dio è dalla parte di chi piange ma non dalla parte del dolore! Un angelo misterioso annuncia a chiunque piange: il Signore è con te. Dio non ama il dolore, è con te nel riflesso più profondo delle tue lacrime, per moltiplicare il coraggio, per fasciare il cuore ferito, nella tempesta è al tuo fianco, forza della tua forza.

La parola chiave delle Beatitudini è felicità. Sant’Agostino, che redige un’opera intera sulla vita beata, scrive: abbiamo parlato della felicità, e non conosco valore che maggiormente si possa ritenere dono di Dio. Dio non solo è amore, non solo misericordia, Dio è anche felicità. Felicità è uno dei nomi di Dio.

(Letture: Apocalisse 7,2-4.9-14; Salmo 23; 1 Giovanni 3,1-3; Matteo 5, 1-12).

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/i-santi-sono-gli-uomini-e-le-donne-delle-beatitudini_20151029

 

 

VII domenica C Luca 6,26-37

 

OMELIA (di p. Ermes Ronchi)

 

Domenica scorsa Gesù aveva proiettato nel cielo della pianura umana il sogno e la rivolta del vangelo, beati voi poveri, guai a voi sazi, oggi pronuncia il primo dei suoi “amate”.

E di colpo mette davanti a una scalata durissima: amate i vostri nemici.

E io, come voi, penso che non ce la faremo mai, che è un progetto troppo esigente per noi piccoli, impossibile.

Ma io credo a Gesù. E mi sono domandato: Come possiamo fare per non guardare questa pagina come si guarda un film, là sullo schermo, a distanza, senza potervi entrare?

Forse ci può aiutare una frase: fate, agite come volete che gli uomini agiscano verso di voi.

Come vorrei che agissero con me? chi vorremmo avere attorno?

Vorremmo gente che ci perdoni quando abbiamo sbagliato, che abbia pazienza quando siamo irritanti; che ci dia un’altra possibilità se non ce l’abbiamo fatta la prima volta; io desidero gente che non reagisca ai miei scatti d’ira, alle parole brusche, che tenga in poco conto i miei difetti, e nessuno che mi maledica e qualcuno che preghi per me, e poter contare sul mantello di un amico…

Gente così vogliamo tutti, voglio un padre così, un coniuge così, un amore così ciascuno spera di trovare nel cuore del suo uomo della sua donna.

Questo io cercherò di dare agli altri. Allora vedi chiaro che questa di Gesù è l’unica strada: “amate i vostri nemici, benedite, date”; è l’unica strada perché un futuro ci sia, un futuro bello tra le persone. L’altra strada porta alla guerra infinita: Amatevi altrimenti vi distruggerete. A una distanza…

Se questo vangelo ci pare impossibile, facciamo una prova, leggiamolo all’incontrario, secondo quello che a noi pare possibile, secondo ciò che accade:

in quel tempo Gesù disse: odiate i vostri nemici; fate del male a quelli che vi odiano, maledite quelli che parlano male di voi; vendicatevi di quelli che vi trattano male, se uno ti colpisce con uno schiaffo tu coprilo di colpi, a chi ti chiede qualcosa, non dargli assolutamente niente e mandalo via…

Ma è vivere questo? Quale bambino potrebbe crescere con una madre così? Che non lo perdona mai? Un fratello che calcola tutto ciò che ti ha dato e rivuole tutto al millimetro, ma che fratello è? Un marito, una moglie vendicativi e senza perdono: se l’altro è arrabbiato perché farlo anch’io? Se l’altro ti ha fatto del male, perché farlo anche tu?…così’ non si vive.

Abbiamo tutti un disperato bisogno di essere abbracciati, perdonati. Di trovare uno che ci accolga senza calcoli, e uno da accogliere senza paura e senza misurare. L’amore non è un optional sulla terra. È necessario per vivere.

Quella di Gesù, che ci appare esagerata, è invece l’unica strada realistica per aprire un futuro tra le persone, e che sia di fiducia, di relazioni creative, di avanzamenti, una crescita di umanità e non di violenza e di inganni.

Amatevi altrimenti vi distruggerete tutti. Perché la notte non si sconfigge con altra tenebra; l’odio non si batte aggiungendo odio alle bilance. La violenza non si disinnesca con una dose di maggiore violenza.

Ma Gesù vuole eliminare il concetto stesso di nemico. Tutti attorno a noi, tutto dentro di noi dice: fuggi da Caino, allontanalo, rendilo innocuo.

Poi viene Gesù e ci sorprende: avvicinatevi ai vostri nemici, e capovolge la paura in custodia amorosa, perché la paura non libera dal male.

E indica otto passi della sua strada, attraverso l’incalzare di verbi concreti: quattro rivolti a tutti: amate, fate, benedite, pregate;

e quattro indirizzati al singolo, a me: offri, non rifiutare, da’, non chiedere indietro. Passi concreti, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di gesti.

Offri l’altra guancia, disinnesca la violenza, sii disarmato, non incutere paura, mostra che non hai nulla da difendere, neppure te stesso, e l’altro capirà l’assurdo di esserti nemico. Offri l’altra guancia altrimenti a vincere sarà sempre il più forte, il più armato, e violento, e crudele.

Fallo, non per passività morbosa, ma prendendo tu l’iniziativa, riallacciando la relazione, facendo tu il primo passo, ricominciando, dando fiducia.

Via altissima. Ma il maestro non convoca eroi nel suo Regno, atleti dello spirito chiamati a imprese impossibili. E infatti ecco il regalo di questo vangelo: come volete che gli uomini facciano a voi così anche voi fate a loro. Ciò che desiderate per voi fatelo voi agli altri: prodigiosa contrazione della legge, ultima istanza del comandamento è il tuo desiderio.

Il mondo che desideri, costruiscilo. “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” (Gandhi).

Ciò che desideri per te, ciò che ti tiene in vita e ti fa felice, questo tu darai ai compagni di vita, in modo asimmetrico, minoritario, unilaterale. Lascia l’eterna illusione del pareggio del dare e dell’avere. E se i realisti ti diranno di stare con i piedi per terra, non credergli: sono questi i piedi ben piantati sulla terra dell’uomo; e quelli che ci vorrebbero come loro, verranno, è già successo, verranno a mangiare il pane dei nostri sogni. Siatene certi, è già accaduto. Verranno a mangiare il pane dei sogni del vangelo.

Ed ecco cinque parole con cui Gesù ci porta alla radice della morale evangelica: Siate misericordiosi come il Padre. Questa è la roccia su cui si fonda l’intera costruzione dell’etica cristiana, avere viscere di madre e di padre: fate così perché così fa Dio! Niente di meno di questo. Passa nel mondo con viscere di madre!

Tutto il vangelo di Luca è una variazione su questo tema della misericordia. Addirittura che previene la nostra colpa. Ci ha già perdonati, in anticipo, di essere come siamo; e mi commuove pensare che la misericordia di Dio mi anticipa, il tempo della misericordia è l’anticipo, libera misericordia, che mi ha già avvolto, prima ancora che io domandi perdono, è il colore dell’aria, è il respiro di Dio, il cuore di Dio.

E a noi che abbiamo fatto tanta fatica per imparare a perdonare, ad amare, ci sarà dato un giorno di amare con il cuore stesso di Dio.

 

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

 

Donami amore,

che come il vento del mattino

ripulisca le ombre del cuore e addolcisca gli occhi.

Donami amore,

che aggiunga speranza quando la speranza dispera

e mi liberi dalla luce ingannevole che brucia e non riscalda.

 

Donami amore,

nella mia paura dell’altro, nel passato che mi riassorbe,

nella fatica del perdonare, mentre tu attendi la mia fioritura.

Donami amore,

per amici e per nemici,

che raccolga tutte le preghiere strappate al cuore

e tutte le vie incapaci di ritrovarsi.

 

Donami amore,

che riduca la distanza in cui mi trovo dalle altre creature,

origine del mio male e delle mie amarezze.

Donami amore! (don Gigi Verdi)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron