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fb 5 luglio 2020

INCANTO

 

Padre, ti rendo lode! Il Battista è in carcere, in Galilea crescono rifiuto e ostilità, i miracoli a Cafarnao e Betsaida non servono, eppure Gesù benedice il Padre.

Attorno, il vuoto. Via i sapienti, gli scribi, i sacerdoti, e al loro posto ecco malati, vedove, bambini, piccoli. I preferiti di Dio: l’uomo senza qualità accolto nelle qualità di Dio.

Gesù è il primo dei piccoli. Viene come figlio di povera gente, in una stalla. Senza potere, la sua rivoluzione è su una croce.

Grazie perché loro ti hanno capito! Gesù coglie la logica di Dio che parte dagli ultimi della fila, dai bastonati dalla vita, dalle mani che sanno accarezzare.

Non è difficile Dio. Sta al loro fianco in ogni epoca, su tutta la terra. Dio è vicino a ciò che è piccolo e spezzato. Quando noi diciamo perduto, lui dice trovato; se diciamo condannato, lui dice salvato; quando diciamo abbietto, Dio esclama beato! (Bonhoeffer).

Gesù che si stupisce di Dio. Mi incanta la meraviglia che felicemente lo invade mentre le sue parole passano dal lamento alla danza.

Ma non basta: venite, e vi darò ristoro. E’ il conforto del vivere, non una morale migliore. Se le nostre messe, prediche, incontri, non diventano racconti d’amore che consolano fatiche, si riducono a tomba della domanda dell’uomo, a tomba della risposta di Dio.

Gesù parla di “cose rivelate”, che non si possono recintare in una dottrina, che non sono un sistema di pensiero: le cose rivelate sono il segreto del vivere, preceduto dal silenzio, seguito dall’incanto.

E incalza chi gli è vicino: imparate da me mite e umile, così ci sarà riposo per le vostre anime. Casa della vita è l’amore anche piccolo, quello che fa un passo indietro, dove il cuore abita nella pace di chi si fida.

E ancora: prendete il mio giogo dolce, il carico leggero di Dio. Come può il giogo essere per noi, che nell’ultimo secolo abbiamo lottato proprio per eliminarli tutti? Nella Bibbia il giogo è la legge di Mosè, che Gesù riassumerà nel nuovo invito: amatevi, l’antica novità.

L’amore è ossigeno del mondo. Un re leggero, un tiranno amabile che mai ferisce e mai smette di generare, partorire, curare, dare gioia pura. Prendetevi cura di voi stessi e del creato iniziando dai piccoli, le colonne segrete nella storia, le colonne nascoste nel mondo.

Gesù, il senza potere, libero come il vento, leggero come la luce. Uomo regale dallo stupore improvviso, figlio mite che nessuno ha mai comprato, fratello umile di libere vite.

La pace si impara. La mitezza si impara. Da lui. La vita si impara dal cuore stupito di Gesù, puro silenzio incantato.

 

XIV domenica Matteo 11, 25-30

Quello che mi incanta è Gesù che si stupisce del Padre. Una cosa bellissima: il Maestro di Nazaret che è sorpreso da un Dio sempre più fantasioso e inventivo nelle sue trovate, che spiazza tutti, perfino suo Figlio. Cosa è accaduto?

Il vangelo ha appena riferito un periodo di insuccessi, tira una brutta aria: Giovanni è arrestato, Gesù è contestato duramente dai rappresentanti del tempio, i villaggi attorno al lago, dopo la prima ondata di entusiasmo e di miracoli, si sono allontanati.

Ed ecco che, in quell’aria di sconfitta, si apre davanti a Gesù uno squarcio inatteso, un capovolgimento improvviso che lo riempie di gioia: Padre, ti benedico, ti rendo lode, ti ringrazio, perché ti sei rivelato ai piccoli.

Il posto vuoto dei grandi lo riempiono i piccoli: pescatori, poveri, malati, vedove, bambini, pubblicani, i preferiti da Dio. Gesù non se l’aspettava e si stupisce della novità; la meraviglia lo invade e lo senti felice. Scopre l’agire di Dio, come prima sapeva scoprire, nel fondo di ogni persona, angosce e speranze, e per loro sapeva inventare come risposta parole e gesti di vita, quelli che l’amore ci fa chiamare «miracoli».

Hai rivelato queste cose ai piccoli… di quali cose si tratta?

Un piccolo, un bambino capisce subito l’essenziale: se gli vuoi bene o no. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n’è un altro, più profondo.

I piccoli, i peccatori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza: voi valete più di molti passeri, ha detto l’altra domenica, voi avete il nido nelle sue mani.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Non è difficile Dio: sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco… E ogni cuore è stanco.

Venite, vi darò ristoro. E non già vi presenterò un nuovo catechismo, regole superiori, ma il conforto del vivere. Due mani su cui appoggiare la vita stanca e riprendere il fiato del coraggio.

Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: parole che sono musica, buona notizia.

Gesù è venuto a cancellare la vecchia immagine di Dio. Non più un dito accusatore puntato contro di noi, ma due braccia aperte. È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi e a darci le ali di una fede che libera. Gesù è un liberatore di energie creative e perciò è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra.

Imparate da me che sono mite e umile di cuore, cioè imparate dal mio cuore, dal mio modo di amare delicato e indomito. Da lui apprendiamo l’alfabeto della vita; alla scuola del cuore, la sapienza del vivere.

 

Vorrei imparare a benedire di nuovo, ogni giorno.

Ad ogni mattino benedire i piccoli e i bambini,

mettermi alla loro scuola,

imparare dal loro cuore vero.

 

Vorrei imparare a dire grazie,

a dire bene di te e del mondo,

a stupirmi della vita, che mi ha dato tanto:

e che il lamento non prevalga mai sullo stupore.

 

Grazie per le sconfitte che non mi hanno buttato giù,

per i successi che non mi hanno dato alla testa.

 

Grazie per le persone che hai messo accanto a me,

nelle loro mani, nello sguardo, nel sorriso

ho visto il racconto della tua tenerezza.

 

Vorrei imparare dal tuo cuore, Signore,

ad amare nel solo modo possibile,

dolce e forte, umile e fiero:

instancabile nel curare,

nutrire, confortare, dare ristoro,

rimettere in cammino la vita.

 

E ti benedico, Padre, per il tuo figlio Gesù,

pienezza d’umano, stupore di te,

ristoro alla vita e cuore di luce.

Amen.

 

 

fb 5 luglio 2020

p.Ermes Ronchi

INCANTO

Padre, ti rendo lode! Il Battista è in carcere, in Galilea crescono rifiuto e ostilità, i miracoli a Cafarnao e Betsaida non servono, eppure Gesù benedice il Padre.

Attorno, il vuoto. Via i sapienti, gli scribi, i sacerdoti, e al loro posto ecco malati, vedove, bambini, piccoli. I preferiti di Dio: l’uomo senza qualità accolto nelle qualità di Dio.

Gesù è il primo dei piccoli. Viene come figlio di povera gente, in una stalla. Senza potere, la sua rivoluzione è su una croce.

Grazie perché loro ti hanno capito! Gesù coglie la logica di Dio che parte dagli ultimi della fila, dai bastonati dalla vita, dalle mani che sanno accarezzare.

Non è difficile Dio. Sta al loro fianco in ogni epoca, su tutta la terra. Dio è vicino a ciò che è piccolo e spezzato. Quando noi diciamo perduto, lui dice trovato; se diciamo condannato, lui dice salvato; quando diciamo abbietto, Dio esclama beato! (Bonhoeffer).

Gesù che si stupisce di Dio. Mi incanta la meraviglia che felicemente lo invade mentre le sue parole passano dal lamento alla danza.

Ma non basta: venite, e vi darò ristoro. E’ il conforto del vivere, non una morale migliore. Se le nostre messe, prediche, incontri, non diventano racconti d’amore che consolano fatiche, si riducono a tomba della domanda dell’uomo, a tomba della risposta di Dio.

Gesù parla di “cose rivelate”, che non si possono recintare in una dottrina, che non sono un sistema di pensiero: le cose rivelate sono il segreto del vivere, preceduto dal silenzio, seguito dall’incanto.

E incalza chi gli è vicino: imparate da me mite e umile, così ci sarà riposo per le vostre anime. Casa della vita è l’amore anche piccolo, quello che fa un passo indietro, dove il cuore abita nella pace di chi si fida.

E ancora: prendete il mio giogo dolce, il carico leggero di Dio. Come può il giogo essere per noi, che nell’ultimo secolo abbiamo lottato proprio per eliminarli tutti? Nella Bibbia il giogo è la legge di Mosè, che Gesù riassumerà nel nuovo invito: amatevi, l’antica novità.

L’amore è ossigeno del mondo. Un re leggero, un tiranno amabile che mai ferisce e mai smette di generare, partorire, curare, dare gioia pura. Prendetevi cura di voi stessi e del creato iniziando dai piccoli, le colonne segrete nella storia, le colonne nascoste nel mondo.

Gesù, il senza potere, libero come il vento, leggero come la luce. Uomo regale dallo stupore improvviso, figlio mite che nessuno ha mai comprato, fratello umile di libere vite.

La pace si impara. La mitezza si impara. Da lui. La vita si impara dal cuore stupito di Gesù, puro silenzio incantato.

 

 

XIV domenica Matteo 11, 25-30

Quello che mi incanta è Gesù che si stupisce del Padre. Una cosa bellissima: il Maestro di Nazaret che è sorpreso da un Dio sempre più fantasioso e inventivo nelle sue trovate, che spiazza tutti, perfino suo Figlio. Cosa è accaduto?

Il vangelo ha appena riferito un periodo di insuccessi, tira una brutta aria: Giovanni è arrestato, Gesù è contestato duramente dai rappresentanti del tempio, i villaggi attorno al lago, dopo la prima ondata di entusiasmo e di miracoli, si sono allontanati.

Ed ecco che, in quell’aria di sconfitta, si apre davanti a Gesù uno squarcio inatteso, un capovolgimento improvviso che lo riempie di gioia: Padre, ti benedico, ti rendo lode, ti ringrazio, perché ti sei rivelato ai piccoli.

Il posto vuoto dei grandi lo riempiono i piccoli: pescatori, poveri, malati, vedove, bambini, pubblicani, i preferiti da Dio. Gesù non se l’aspettava e si stupisce della novità; la meraviglia lo invade e lo senti felice. Scopre l’agire di Dio, come prima sapeva scoprire, nel fondo di ogni persona, angosce e speranze, e per loro sapeva inventare come risposta parole e gesti di vita, quelli che l’amore ci fa chiamare «miracoli».

Hai rivelato queste cose ai piccoli… di quali cose si tratta?

Un piccolo, un bambino capisce subito l’essenziale: se gli vuoi bene o no. In fondo è questo il segreto semplice della vita. Non ce n’è un altro, più profondo.

I piccoli, i peccatori, gli ultimi della fila, le periferie del mondo hanno capito che Gesù è venuto a portare la rivoluzione della tenerezza: voi valete più di molti passeri, ha detto l’altra domenica, voi avete il nido nelle sue mani.

Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.

Non è difficile Dio: sta al fianco di chi non ce la fa, porta quel pane d’amore di cui ha bisogno ogni cuore umano stanco… E ogni cuore è stanco.

Venite, vi darò ristoro. E non già vi presenterò un nuovo catechismo, regole superiori, ma il conforto del vivere. Due mani su cui appoggiare la vita stanca e riprendere il fiato del coraggio.

Il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero: parole che sono musica, buona notizia.

Gesù è venuto a cancellare la vecchia immagine di Dio. Non più un dito accusatore puntato contro di noi, ma due braccia aperte. È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi e a darci le ali di una fede che libera. Gesù è un liberatore di energie creative e perciò è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra.

Imparate da me che sono mite e umile di cuore, cioè imparate dal mio cuore, dal mio modo di amare delicato e indomito. Da lui apprendiamo l’alfabeto della vita; alla scuola del cuore, la sapienza del vivere.

Vorrei imparare a benedire di nuovo, ogni giorno.

Ad ogni mattino benedire i piccoli e i bambini,

mettermi alla loro scuola,

imparare dal loro cuore vero.

Vorrei imparare a dire grazie,

a dire bene di te e del mondo,

a stupirmi della vita, che mi ha dato tanto:

e che il lamento non prevalga mai sullo stupore.

Grazie per le sconfitte che non mi hanno buttato giù,

per i successi che non mi hanno dato alla testa.

Grazie per le persone che hai messo accanto a me,

nelle loro mani, nello sguardo, nel sorriso

ho visto il racconto della tua tenerezza.

Vorrei imparare dal tuo cuore, Signore,

ad amare nel solo modo possibile,

dolce e forte, umile e fiero:

instancabile nel curare,

nutrire, confortare, dare ristoro,

rimettere in cammino la vita.

E ti benedico, Padre, per il tuo figlio Gesù,

pienezza d’umano, stupore di te,

ristoro alla vita e cuore di luce.

Amen.

 

Ermes Ronchi

 

 

 

 

Non piangere per la mia dipartita.
Ascolta questo messaggio.

Se tu conoscessi il mistero immenso del cielo dove ora vivo;
se tu potessi vedere e sentire ciò che io vedo e sento in questi orizzonti senza fine,
e in quella luce che tutto investe e penetra, non piangeresti.
Sono ormai assorbito dall’incanto di Dio, dalla sua sconfinata bellezza.
Le cose di un tempo sono così piccole e meschine al confronto.
Mi è rimasto l’affetto per te, una tenerezza che non hai mai conosciuto.
Ci siamo visti e amati nel tempo: ma tutto era allora fugace e limitato.
Ora vivo nella serena speranza e nella gioiosa attesa del tuo arrivo tra noi.
Tu pensami così.
Nelle tue battaglie, orièntati a questa meravigliosa casa dove non esiste la morte

e dove ci disseteremo insieme, nell’anelito più puro e più intenso,

alla fonte inestinguibile della gioia e dell’amore.
Non piangere, se veramente mi ami.

Sant’Agostino

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Quando abbiamo a che fare con un adolescente che a volte giudichiamo superficialmente stravagante, è necessario far riaffiorare alla nostra memoria gli stati di coscienza della nostra passata adolescenza.

Da adolescenti ci si stupiva per le meraviglie del nuovo mondo che si affacciava in modo graduale alla nostra mente.

Quando l’incanto fanciullino, però, si scontrava con il disincanto dell’adulto, nel nostro animo ribollivano molti interrogativi a cui sapevamo dare poche risposte.

L’adolescente percepisce certi comportamenti assurdi e ipocriti degli adulti. Per questo prova in sé un senso di ribellione. Non si vuole adeguare al mondo adulto, ma contemporaneamente si rassegna per poter essere accettato da questa strana società.

LA MUSICA DIACRONICA non ha il tradizionale  ritmo, contiene disfonie ed effetti meditativi. Si può ascoltarla in qualsiasi situazione personale… È suggestiva soprattutto la sera..
L’effetto è strabiliante e terapeutico… stimola anche il pensiero filosofico…

Non ha uno spartito scritto, eppure è riproducibile..

Non è ritmica, eppure fa vibrare l’animo ed è cantabile

Non esistono musiche simili, eppure dà l’impressione di averla già udita

Non è una melodia nel senso classico del termine, eppure vi sono molte tracce di linee melodiche in essa.

È povera di categorie estetiche passate, eppure ha la facoltà di sospendere parte dei sensi per far tuffare l’ascoltatore nel suo passato

Non è orecchiabile, ma ricrea una certa atmosfera surreale..

No è riproducibile con gli strumenti classici perché è digitale, ma ne ricorda molti

Stimola anche i ricordi personali più ancestrali… (ad es. il parco dell’infanzia, i volti dei propri cari o quelli degli antichi compagni di classe, una vecchia casa in campagna, una passeggiata notturna su una strada deserta alla periferia di una città….. ricordi che appaiono evanescenti, senza nitidezza o definizione, ma presenti con il loro carico di mistero).

Questa musica agisce sul sistema nervoso centrale ed ha un effetto molto rilassante, soprattutto la sera.
Essa dona delle sensazioni che evocano ricordi sedimentati nella mente sin dall’infanzia, ognuno in base alle esperienze vissute.

In alcuni ha anche il potere di ammortizzare gli effetti dolorosi dei numerosi microtraumi psichici subiti in diverse circostanze della vita.

L’ascolto non è impegnativo. Non ha ritmo e le vibrazioni donano un effetto particolare sulla psiche legato alle profondità spazio-temporali del nostro vissuto.

Ascoltandola tutto assume una nuova dimensione, anche i particolari a cui prima davamo poca importanza.
Le persone trapassate hanno lasciato in noi certe impronte mnemoniche che probabilmente sono rimaste assopite nell’inconscio. Questa musica fa rivivere a tratti momenti relazionali o situazioni particolari che appaiono più significativi   e suggestivi.

E’ denominata “diacronica” perché consente di attraversare il tempo con la mente ricollocando il vissuto in un contesto emotivo e suggestivo particolare, arricchendo così i contenuti della coscienza per una ricerca interiore che spesso sottovalutiamo.

E’ anche “terapeutica” nel senso che può essere una vera “cura” in quanto stimola la riflessione e la meditazione in un clima prevalentemente calmo e tranquillo…

Con questo sottofondo musicale si può rimanere in uno stato di meditazione lasciando che i contenuti mentali scorrano in base alle sollecitazioni ed alle associazioni personali che sono pressoché infinite…

ALLA RICERCA DELLE PRIME TRACCE MNEMONICHE

Quale è il ricordo più lontano che conserviamo nella nostra memoria?
Un esercizio della mente che potrebbe risultare fecondo per la nostra crescita interiore è la ricerca mirata delle prime tracce mnemoniche relative al nostro vissuto. Si tratta di ripercorrere a ritroso con molta pazienza il nostro cammino evolutivo fino alla primissima infanzia.
Uno dei ricordi più lontani che conservo è un “flash”: una rampa di scale che salivo gattonando con timore: esiste ancora e sono convinto che sia la stessa di più di 65 anni fa.
È possibile applicare dei metodi di auto-ipnosi regressiva e per questo esistono anche delle tecniche basate su suggestioni supportate da poesie o musiche. Ritornare con la mente al proprio passato più remoto non è difficile, ma richiede una certa applicazione e molta costanza, senza scartare certi dettagli che consideriamo insignificanti. Anzi è proprio partendo da essi che possiamo identificare antiche tracce mnemoniche, le quali potrebbero aiutarci a comprendere meglio chi siamo e perché reagiamo in un certo modo alle sollecitazioni della vita o comprendere i motivi di fondo delle nostre scelte e dei nostri gusti personali.

Questa musica è anche “terapeutica” nel senso che può essere una vera “cura” in quanto stimola la riflessione e la meditazione in un clima prevalentemente calmo e tranquillo…
Con questo sottofondo musicale si può rimanere in uno stato di meditazione lasciando che i contenuti mentali scorrano in base alle sollecitazioni ed alle associazioni personali che sono pressoché infinite…
Ma ognuno può trovare molti altri metodi personali. L’importante è che sappia dare uno sguardo retrospettivo della propria vita nel distacco e nella serenità interiore…

INCANTO

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ECTOPLASMI

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TRASCENDENZA

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STUPORE

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SENSAZIONE

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RISONANZA

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LONTANANZA

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DIMENSIONE

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ERRANZA

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PSICHORROR

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STRAVAGANZA

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TENEBRE

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SUSPENCE

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CREPUSCOLO

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ESSENZE

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1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron