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(p. Albino Candido, Diario di un pellegrino carnico, 27 Novembre 1979)

Il Signore ti ama: non in quanto sei perfetto e pieno di qualità attraenti, ma solo perché sei Sua creatura e fratello e figlio.
Il Signore nell’amarti deve sorvolare tutte le tue cattiverie, le tue incapacità e difetti; deve prescindere dalla tua povertà e insufficienza, dalle tue deficienze, e dalle tue orgogliose sufficienze, e amarti ugualmente.
E tu fai altrettanto con il tuo fratello?
Aiutaci, Signore! Aiutaci a essere fedeli al primo comandamento pur se non riusciremo mai a osservarlo; aiutaci a perdonare al fratello, a voler bene ai nostri nemici, pur se è per noi impossibile.
Le tensioni sono queste; queste le tensioni che non danno tregua all’anima. non riuscire mai a metterci a livello del Tuo comandamento, ed essere sempre anticipati dal Tuo amore, dalle Tue richieste che m’incalzano.

(p. Albino Candido, Diario di un pellegrino carnico, 27 Novembre 1979)

 

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VI dom A Mt. 5, 17-37

p. EMES RONCHI

 

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L’apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: “Chi non ama suo fratello è omicida”(1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi.

Ma io vi dico: Chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino… Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l’ira, l’insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L’uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell’altro. “Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna.” Geenna non è l’inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell’immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo.

Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno (Prov 4,4), e non finirai nell’immondezzaio della storia.

Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona.

“Adulterio” viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell’uomo.

Terza leva: «Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no» Dal divieto del giuramento, Gesù va fino in fondo, arriva al divieto della menzogna. Di’ sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell’intimo.

Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c’è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

Gesù non demolisce ma porta a compimento, sulla linea della sincerità cuore, il progetto di Dio: curare il cuore per guarire la vita.

 Queste, che sono tra le pagine più esigenti del Vangelo, sono anche tra le più umane e consolanti. La legge dolce e potente, non esterna ma interna a te: ritorna al tuo cuore. Proverbi 4,23 : Con ogni cura vigila sul cuore
perché da esso sgorga la vita. Custodisci il tuo cuore perché è la sorgente della vita. Bevi alla sorgente del cuore. L’uomo ha il cuore buono. Il male è accovacciato fuori, ma dentro c’è il dna divino, c’è il cromosoma di DIO.

Allora il vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole che danno le vertigini. Perché non aggiunge fatica, non convoca eroi, ma soltanto uomini e donne che siano veri.

Custodisci i comandamenti ed essi ti custodiranno.

Allora il vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole che danno le vertigini. Perché non aggiunge fatica, non convoca eroi, ma soltanto uomini e donne che siano veri.

stai attento a tre cose, e per tre volte lancia la sua provocazione: vi fu detto ma io vi dico: stai attento alla violenza, al rapporto con l’altro sesso, alla tua autenticità.

Vi fu detto non spergiurate, ma io vi dico il vostro parlare sia sì si, no no. Stai attento a te stesso, ad essere autentico. Dal divieto del giuramento, arriva al divieto della menzogna. Di’ la verità sempre, e non servirà giurare. Impariamo ad essere autentici, senza maschere e senza paure, anche se ci vorrà tutta una vita.

Ci succede come al cieco di Betsaida, cui Gesù pone le mani sugli occhi e poi gli chiede: «Che cosa vedi?». Il cieco risponde: «Vedo uomini come alberi che camminano», vedo uomini come cose. Allora Gesù interviene di nuovo, ancora le mani sugli occhi, e poi il cieco dice: «Ora sì, ora vedo persone, immagini di Dio» (cfr. Mc 8,22-26).

Perché questa è una persona: un’icona di Dio che cammina.

E se tu guardi per desiderare, cioè per possedere, tu vedi poco, hai miopia nel cuore e stai adulterando la grandezza della persona, icona di Dio.

È un unico salto di qualità quello che Gesù propone: passare dalla religione del fare alla religione dell’essere.

 

2000 anni fa, quando la donna non aveva un ruolo, era poco più di un oggetto, Gesù lancia la sua provocazione, una visione innovativa: considera la persona che ti piace nella sua totalità, non è un oggetto, non è merce.

Veglia sul tuo cuore perché la fedeltà a una storia parte dal cuore.

Gesù ci fa sognare in grande, mi piace tanto che dica che nel progetto di Dio è possibile essere fedeli, fedeli a un sogno, è possibile crescere insieme, è possibile collaborare uomo/donna a che ciascuno diventi il meglio di ciò che può diventare.

 

Il terzo punto di attenzione che Gesù evoca è la violenza. Si può uccidere in molti modi, con la parola, con le scelte, attraverso i social, leggiamo di giovani vite distrutte dal cyberbullismo dal gioco superficiale dei media, si può uccidere stando alla finestra, ad osservare e a non far niente.

Il peccato di omissione, forse il più devastatore di tutti:

vuol dire non fare tutto il bene che potresti fare, non dare l’aiuto che potresti dare, non contribuire al bene comune, non dare alla vita, solo prendere, una esistenza posta sotto l’avverbio “non”, un elenco di “senza”

 

Amatevi, dice Gesù, altrimenti vi distruggerete.

Se uno non la pensa come me, il primo istinto è considerarlo uno stupido: non la pensa come me quindi è poco intelligente.

Se ho un avversario, l’istinto è vedere in lui un uomo cattivo e pericoloso, dire ad es. gli extra comunitari sono tutti spacciatori fannulloni. L’altro lo demonizzo, e così eliminarlo diventa un ‘bene’.

I tuoi figli sono fragili, Signore, ma non sono cattivi. Cadono facilmente ma non sono malvagi. Sono buoni e “tirano fuori dal buon tesoro del loro cuore il bene”(Lc 6,45). Custodisci tu questo fragile contorto e splendido dono che ci hai dato, un cuore di carne, un cuore di cielo.

 

Fb 16 febbraio 2020

 

Un altro Vangelo impossibile: se chi dà del matto a un fratello in un impeto d’ira fosse trascinato in tribunale, non ci sarebbe più nessuno a piede libero sulla terra e, nei cieli, Dio tutto solo a intristire nel suo paradiso vuoto!

Il Vangelo non è un manuale di facili istruzioni, anzi! Ci chiede di pensare con la nostra testa convocando la coscienza, che non si delega a nessun legislatore.

Gesù stesso sembra contraddirsi: afferma l’inviolabilità della legge e ne trasgredisce il precetto più grande, il riposo del sabato. Ma ogni sua parola converge verso un unico obiettivo: andare dentro al cuore della norma, verso il suo senso più profondo.

Non è né lassista né rigorista, Gesù; non è più rigido o più accondiscendente degli scribi; fa un’altra cosa, prende la norma e la porta avanti, le fa fare un salto di qualità, la fa schiudere come un fiore in due direzioni decisive: la linea del cuore e la linea della persona.

– La linea del cuore. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira col fratello, cioè alimenta rabbie e rancori, è omicida dentro. Non amare qualcuno è togliergli vita; non amare è un lento morire.

Gesù va dritto al laboratorio dove si forma ciò che uscirà fuori come parola e gesto, e indica: ritorna al tuo cuore, alla sorgente, alla radice che genera vita o morte, e guarisci lì. Solo dopo potrai curare la tua vita. E non giurare affatto!

Dal divieto del giuramento, Gesù punta al divieto della menzogna: dì la verità sempre, e non ti servirà giurare.

– La linea della persona: Se guardi una donna per desiderarla sei già adultero… Non dice: se tu desideri una donna o se tu desideri un uomo. Non è il desiderio ad essere condannato, poiché egli è un servitore necessario alla vita. Ma quel viscido ‘per’, vale a dire quando ti adoperi con gesti o parole per manipolare l’altro, quando trami per ridurlo ai tuoi scopi, tu compi un reato contro la sua profondità e dignità, perché alteri, falsifichi, manipoli la sua bellezza. Sappi che rubi a Dio la sua icona! Gli rubi il suo sogno!

Le persone non sono per questo, esse sono abisso e cielo, profondità e vertigine, pezzetti di divinità lungo la strada, angeli di sconvolgimento e pace.

Il reato allora non è contro la morale, ma un delitto contro la persona e la sua dignità.

Cos’è la legge morale? Ascolti Gesù e capisci che per lui la norma è a servizio e a salvaguardia della vita, custodia di ciò che fa crescere o diminuire in umanità, coltivazione e fioritura dell’umano.

Allora il Vangelo non è impossibile, è facile! Facile e felice anche quando dice parole da vertigini. E non aggiunge fatica, non cerca eroi, ma uomini e donne veri che passino dalla legge alla persona, e dalla religione dell’apparire a quella dell’essere.

 

 

 

 

 

 

 

Messaggio della Regina della Pace del 25 marzo 2019

 

Cari figli! Questo è tempo di grazia.

Come la natura si rinnova a vita nuova anche voi siete invitati alla conversione.

Decidetevi per Dio. Figlioli, voi siete vuoti e non avete gioia perché non avete Dio.

Perciò pregate affinché la preghiera sia per voi vita.

Nella natura cercate Dio che vi ha creati perché la natura parla e lotta per la vita e non per la morte.

Le guerre regnano nei cuori e nei popoli perché non avete pace e non vedete, figlioli, nel vostro prossimo il fratello.

Perciò ritornate a Dio ed alla preghiera.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

 

 

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XXIII DOMENICA – Anno A

 

a cura di p. Ermes Ronchi

Ez 33, 7-9 – Rm 13, 8-10 – Mt 18, 15 20

 

Tutto comincia quando ci sentiamo debitori, dice Paolo;

quando ci sentiamo custodi, dice il Profeta; nomi belli dell’uomo…

e un terzo nome nel vangelo: i riconciliatori, che cercano tenacemente per una, due, tre, quattro volte le strade della comunione.

Nomi che mi ricordano il debito di esistere, e tutti coloro che mi hanno insegnato il mestiere di vivere, trasmettendo cultura e bellezza;

debitori di genitori, marito o moglie, di chi ci vuole bene ci dà un motivo per vivere…

e poi di madre terra, e infine debitori verso Dio.

Ora i debiti non sono un peso motivi per essere grati e per ringraziare.

 

Omelia

Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro…

Nel mio nome… Il nome di Gesù? Il suo nome è passione d’amare, giustizia e pace, mitezza, limpido cuore, il nome di Gesù è: fratello!

Nel mio nome vuol dire: quando due o tre sono riuniti per pregare, certamente, ma non solo;

quando due persone vivono un legame secondo vangelo, allora Dio è lì.

Quando due si guardano con bontà e verità lì c’è Dio;

Quando un uomo e una donna dicono l’uno all’altra ‘io sono in debito con te, mi hai dato tanto’, lì c’è Dio;

Quando un genitore e un figlio, o due amici si ascoltano con amore vigile lì c’è Dio;

Quando hai fame e sete di giustizia e di pace, per te e per gli altri, lì c’è Dio.

Lì c’è Cristo, volto alto e puro dell’uomo, punto focale dei desideri, fluire profondo di vita, fuoco, creazione, illuminazione.

Quando in mille modi diversi un io e un tu diventano un noi, il legame che si crea è la porta di Dio, il sentiero umile e fortissimo del Regno.

Allora, nel cuore della vita, reale e spirituale coincidono.

 

Se tuo fratello commetterà una colpa contro di te, vai e ammoniscilo”. Dio è un vento di comunione che ci sospinge gli uni verso gli altri. Ma la portata scandalosa del perdono e della riconciliazione, ciò che va contro tutti i nostri istinti, sta nel fatto che è la vittima che deve convertirsi, non a colui che ha offeso, ma a colui che ha subito l’offesa è chiesto di iniziare il cammino. Dio sa quanto è difficile, eppure il vangelo assicura che è una possibilità offerta all’uomo, per un futuro risanato.

Il perdono è la de-creazione del male (R. Panikkar), perché rattoppa incessantemente il tessuto continuamente lacerato delle nostre relazioni.

Ma che cosa mi autorizza a intervenire nella vita dell’altro? La ragione è tutta in una parola: fratello, se tuo fratello….

Solo se porti la speranza e la gioia dell’altro, solo se hai assaporato l’amaro delle sue lacrime, solo allora sei autorizzato a intervenire. Altrimenti non intervenire, sarebbe solo una forma di aggressione.

Chi ci ama ci sa rimproverare, chi non ci ama sa solo ferire o adulare.

Ci autorizza non la voglia di aggiustare il mondo, di mettere tutte le cose a posto, o la furia giustizialista, ma la cura, la custodia dice Ezechiele: io ci tengo a te.

Dopo aver così interrogato il cuore, tu va’ e parla, tu fa il primo passo, non chiuderti in un silenzio ostile, non fare l’offeso, ma sii tu a riallacciare la relazione. Lontano dalle scene, nel cuore della vita, tutto inizia dal mattoncino elementare di tutta la realtà, il rapporto io-tu.

Se ti ascolta, avrai guadagnato tuo fratello. Verbo stupendo: guadagnare un fratello. C’è gente che guadagna soldi, gente che guadagna stima o potere, e poi c’è gente che guadagna fratelli.

Il fratello è un guadagno, un tesoro per te e per il mondo, un talento per la chiesa e la storia. Investire in questo modo, investire in fraternità è l’unica politica economica che produce vera crescita.

E alla fine del percorso tracciato da Gesù, una frase da capire bene: se non ascolta neppure i testimoni, neppure la comunità, quel fratello sia per te come il pagano e il pubblicano.

Sia un escluso, uno scarto, un rifiuto? No.

Con lui farai come Gesù, che siede a mensa con i pubblicani e discute di pane e briciole con la donna pagana; ricomincerai anche tu, con paziente fiducia, ad annunciare la bella notizia della tenerezza di un Dio chino su ciascuno dei suoi figli.

Il profeta ha detto: “Noi tutti siamo responsabili della vita e della morte di nostro fratello”. A Dio che gli chiede dove è Abele, Caino risponde: “Sono forse io il custode di mio fratello?”. La replica è chiara: Sì, tu sei il custode. Tutta la Bibbia risponde: Sì, tu sei il custode di molti fratelli. Ezechiele dice: “Tu sei sentinella di tuo fratello”.

Neppure Abele è esentato: alla fine Dio non chiederà a Caino: “cosa hai fatto di tuo fratello?” Ma chiederà ad Abele, e alle vittime: “Tu cosa hai fatto di tuo fratello Caino? L’hai perdonato? Ti sei riconciliato?”

Solo allora il mondo sarà davvero di Dio.

Il versetto dell’alleluia: Dio ha riconciliato il mondo affidando a noi la parola della riconciliazione A noi è affidata, alle nostre mani, dipende dalle mie scelte.

Nelle mia mani, il perdono non è un istinto è una decisione.

Un detto rabbinico molto bello: “Se io non rispondo di me, chi lo farà al posto mio? Ma se io rispondo solo di me, sono ancora io?”

Allora tutto quello che legherete sulla terra, tutto ciò che scioglierete quaggiù lo sarà anche in cielo… Il potere di sciogliere e legare non ha nulla di giuridico, Gesù non parla da giurista mai. Consiste piuttosto nel mandato fondamentale di tessere nel mondo strutture di riconciliazione. “Il potere di perdonare il male non è il potere giuridico dell’assoluzione, è il potere di diventare una presenza trasfigurante anche nelle esperienze più squallide, più impure, più alterate dell’uomo” (Don Michele Do).

È il potere conferito a tutti i fratelli di diventare presenza che de-crea il male, con gesti che vengono da Dio: perdonare i nemici, trasfigurare il dolore, immedesimarsi nel prossimo: è l’eternità che si insinua nell’istante, l’istante che si apre sull’eterno.

Ciò che avete riunito, riconciliato attorno a voi, le persone, gli affetti, le speranze lo ritroverete nel cielo.

Ciò che avete liberato attorno a voi di energie, di vita nuova, di audacia, di sorrisi non sarà più dimenticato, è storia santa.

Ciò che scioglierete avrà libertà per sempre, ciò che unirete avrà comunione per sempre.

Il credente sa che, per la Risurrezione di Cristo, ormai “non va perduta nessuna delle sue sincere preoccupazioni per gli altri.

Non va perduto nessun atto d’amore,

non va perduta nessuna generosa fatica,

non va perduta nessuna dolorosa pazienza.

Tutto ciò circola attraverso il mondo, circola come una forza di vita” (E G 278).

E porterà frutto, certamente. Se non qui, altrove.

Se non oggi, in un terzo giorno che certamente verrà.

La Risurrezione del Signore non si lascia sgomentare, non si ritira, “ha già penetrato la trama nascosta di questa storia”(278).

 

Preghiera

Tu sei qui, Signore, vento che sospinge alla comunione.

Tu sei in me, tu sei fra noi, riuniti qui nel tuo nome.

mi chiedi non di giudicare il mondo ma di amarlo,

di non ergermi a maestro di verità ma di diventare fratello,

di non accusare nessuno ma di riconciliarmi con tutti,

non di allontanarmi dagli altri quando mi appaiono sbagliati

ma di essere loro custode, sentinella, angelo.

Ora Tu sei qui fra noi, Tu sì fratello di ognuno,

sorgente di uno stellato fiume in cui ci fai navigare

verso un Regno di incontri e di creature riconciliate.

Tu sei qui per dare eternità

a tutto ciò che di più bello abbiamo seminato nel mondo,

a ciò che abbiamo liberato,

a ciò che abbiamo riconciliato.

Tu sei qui, fa’ che la nostra Chiesa

sia il luogo dove si respira la gioia per chi è stato ritrovato,

la passione per chi si è smarrito,

il dolore per chi è perseguitato.

Tu sei qui, resta con noi e con quanti amiamo

nel tempo e nell’eternità. Amen

 

Mettiamoci dalla parte di chi deve essere corretto, Dio sa quanto è difficile lasciarmi criticare o contestare. Facciamocele dire le cose, ci aiuta. Almeno a non perseverare nei nostri atti autodistruttivi

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron