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Molti di coloro che non hanno paura della morte potrebbero avere una visione più integrale dell’esistenza…
Perché non ammettere che in effetti sono convinti della vita eterna dell’altra dimensione che ci attende in Cristo risorto?

Hanno riflettuto a lungo e sono consapevoli che questa vita terrena è solo un primo e brevissimo stadio dell’esistenza che si protrarrà nell’aldilà.

Perché allora temere la morte se è solo un passaggio?

In effetti dal Creatore siamo stati tratti dal nulla e stiamo vivendo in un contesto spazio-temporale in cui il molteplice della materia tende all’unità: questo lo vediamo realizzarsi in ogni fenomeno naturale ed umano, dove è molto dinamica l’attività della legge della “complessità-coscienza”, la quale ci sospinge, attraverso l’esperienza della vita e la progressiva coscientizzazione ad armonizzarci con la nostra anima immortale per diventare sempre più simili a Dio.

Una volta liberati dalla molteplicità materiale, si raggiunge l’unità perfetta essenziale nell’altra dimensione, dove saremo trasfigurati in Cristo risorto, l’apice della pienezza umana che vibra nel dinamismo trinitario.

 

 

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La vita di molte persone è spesso tormentata dalla “paura”.
Paura di esistere, paura della solitudine, paura degli altri, paura delle colpe, delle malattie, del cibo inquinato e della morte.

Forse le persone troppo paurose si chiedono interiormente: “come facciamo ad “amare” Dio ed il prossimo sinceramente nella paura? Viviamo nella consapevolezza che siamo immersi in moltissimi pericoli, anche mortali…

A costoro dico: “già il fatto di aver potuto raggiungere la vostra età è una prova che il Signore ci sorregge sempre.”
Nonostante tutto affidiamoci sempre al Signore nella convinzione che non ci abbandona mai.

Purtroppo la loro natura eccessivamente paurosa spunta sempre e continua a tormentarli, ma solo nell’abbandono fiducioso alla SS. Trinità si placa un po’.

È importante riconoscere che il nostro amore non è puro e cerchiamo di essere consapevoli che il Signore non desidera che abbiamo paura.

Ma Lui ci conosce molto più in profondità di quello che pensiamo.
Nessun pensiero gli è nascosto…e sa meglio di noi il perché delle prove che ci manda, per la nostra salvezza eterna.

 

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Ti capita di pregare per ottenere qualcosa che ti sta a cuore, ma constati di non essere esaudito?

Non disperare se non ottieni subito quello che chiedi nella preghiera

Prova a pensare bene al tuo stato d’animo nel momento in cui preghi: hai davvero fiducia di ottenere quello che chiedi?

Devi sapere innanzitutto come chiedere: lo Spirito Santo, se invocato con tutto il cuore, ti fa comprendere la qualità della tua fiducia quando preghi.

Per poter agire in noi, Dio, nella sua infinita delicatezza e discrezione, ha bisogno della nostra fiducia perché Egli ci lascia il libero arbitrio ed agisce quando noi siamo convinti di lasciarlo agire liberamente.

A volte passano anche anni, tu preghi insistentemente e sembra non succedere niente. Invece il Signore sta preparando il terreno perché ti conosce alla perfezione, sa esattamente se la grazia che chiedi è opportuna e se può far progredire davvero la tua anima e quella per cui preghi.

Ci sono alcuni, i quali, ricevuta la grazia, smettono di pensare a Dio ed alla salvezza dell’anima.
Ricordiamoci sempre che davanti a Dio è molto più importante l’anima delle cose materiali, perché il nostro destino è vivere con Lui ed in Lui per l’Eternità.

Chiedi sempre l’aiuto dello Spirito Santo, perché noi non sappiamo nemmeno cosa e come chiedere. Egli ci illuminerà sicuramente!

 

 

 

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Ogni mattina ed ogni sera puoi vincere le tue paure ringraziando sempre il Signore e fidandoti della sua infinita Misericordia.

Affida tutta la giornata a Lui, a Maria Santissima, ai santi e chiedi la protezione del tuo angelo custode.

In questo modo continua a vivere per tutta la giornata tranquillamente insoddisfatto, nel senso che sei consapevole che non hai ancora raggiunto la pienezza a cui il Creatore ti ha destinato.

 

 

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Chi é molto tentato non si arrenda: non ha perso la battaglia contro gli spiriti del male. Anzi, in quei momenti il Signore lo sta sorreggendo e “tifa” per lui. Non puó privarlo del libero arbitrio, ma il tentato deve continuare a confidare in Lui, Onnipotente.

Quando gli sembra di essere prossimo alla caduta, allora il Signore interviene, se gli viene richiesto umilmente l’aiuto. Il tentatore lo vuole ulteriormente ingannare facendogli credere che ormai é giá parzialmente caduto nel peccato, ma é una menzogna per scoraggiarlo.
Le prerogative di un peccato mortale, infatti, sono la materia grave, la piena avvertenza ed il deliberato consenso. Chi sta rifiutando una tentazione, anche con fatica, non pecca, anzi agli occhi di Dio è meritevole.

Quando finalmente termina la tentazione, allora il Signore lo consola in mille modi, come sa bene Lui.

Conseguentemente Dio gli dona la consapevolezza della propria fragilitá , affinché non presuma troppo di se stesso, perché la vittoria é conseguente al fatto di essersi fidato dell’aiuto di Dio…

 

 

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Vivi l’attimo, ama e lavora senza preoccuparti del futuro o del passato perché la vera vita avviene solo nell’istante.

Non trascurare la tua anima e la tua mente perché hai delle ricchezze interiori che nemmeno sospetti.

Esplora serenamente la tua interiorità e ciò ti aiuta a vedere le cose in modo diverso e creativo.

Confida sempre nel Signore! Ringrazialo sempre…

Ricorri a Lui per ogni tua necessità.

Dio ama questa nostra fiducia in Lui.

 

 

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Signore, donaci una fede profonda che ci aiuti ad essere interiormente sereno.

Dacci la certezza di essere sostenuti e amati da Te in ogni momento della vita.

Donaci anche la meraviglia e lo stupore per tutto ciò che esiste, ma soprattutto la gratitudine…

Fa’, o Signore che i momenti cupi e gravosi non prevalgano su quelli sereni.

Con la vera fede  donaci anche la certezza che tutto ciò che accade ha un senso, anche se per ora non possiamo comprendere appieno.

Tu, o Gesù, da cui noi cristiani dovremmo prendere l’esempio, eri continuamente fiducioso del Padre nel quale vivevi serenamente abbandonato.

Anche Tu hai provato momenti tristi e deludenti come l’incomprensione, la persecuzione personale, la giusta ira, la compassione e la stessa passione e morte.

Aiutaci a superare con la fede ogni difficoltà della vita e fa’ che crediamo nel tuo immenso amore per ognuno di noi.

 

 

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Il termine GIACULATORIA proviene dal latino: jaculor jacularis – lanciare, donde: prex jaculatoria: preghiera giaculatoria.

Consiste di due elementi: la parola e l’atteggiamento:Kyrie eleison – O Signore, abbi pietà di me.

La parola, che deve essere scelta tra i vocaboli dei libri ispirati; l’atteggiamento – che è l’affidarsi a quella Potenza che ci supera per ogni dove.

Due significati quindi: il nostro affidamento a Dio e la richiesta di aiuto.A volte il soggetto è sottinteso come: Ora pro nobis – prega per noi – dove il soggetto può essere anche la Madonna o i Santi.

Il suggerimento è quello di utilizzare l’invocazione che meglio si adatta alle varie circostanze e ai diversi stati d’animo.

Possono venire spontaneamente in mente, o essere scelte fra quelle entrate nell’uso comune, tutte prese dalla Bibbia:Dio sia benedetto – Sia lodato Gesù Cristo – Venga il tuo regno.

Una invocazione continua quindi, ripetuta associandola al respiro; una preghiera che deve scendere fino al cuore. Famosa l’invocazione nei: “Racconti di un Pellegrino russo” dove il fedele era inviato a ripetere la preghiera ritmando le parole con il battito del cuore.

Ritroviamo quindi l’essenza della preghiera del cuore che è appunto dare a Dio tutto noi stessi. Il risultato è un senso di pace, fiducia e speranza, così difficili da conquistare ai nostri giorni.

Si differenziano dalla normale preghiera per la loro ripetizione costante; a volte ritmano il respiro e quindi si possono ripetere per ore intere ed essere così in costante contatto con Dio o il Santo protettore.

 

(Testo di Eugenio Carretta)

 

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Uno potrebbe anche conoscere la Sacra Scrittura a memoria, ma non è detto che per questo sicuramente si salverà, se in fondo al suo animo è pieno di se stesso, per cui non ama e non si fida di Dio, al quale dovrebbe chiedere misericordia per i suoi peccati commessi durante la vita terrena.
Il termometro del nostro rapporto diretto con Dio, è la qualità della nostra fiducia nella Misericordia Divina. Dobbiamo chiedere insistentemente a Dio, col “Padre nostro”, di “rimettere i nostri debiti”…
Dio si compiace molto quando un’anima, consapevole della sua miseria, ricorre a Lui per la salvezza eterna.
Questo lo ha rivelato a tantissimi mistici, compreso a Santa Faustina Kowalska.Del resto i vangeli stessi richiamano sovente la fiducia nell’infinita Misericordia Divina.
Non per niente, al termine della sua vita terrena Gesù ha perdonato il ladrone crocifisso accanto a Lui per una sua richiesta importantissima: ricordarsi di lui nell’altra vita.
Ciò significa che ogni uomo può davvero entrare in Paradiso se l’ultimo suo pensiero è la richiesta sincera del perdono…
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“Dio ha creato il mondo con una grande varietà di fiori di tutti colori.
Ogni fiore ha la sua bellezza, che è unica.

Anche ognuno di noi è bello agli occhi di Dio, e Lui ci vuol bene.
Questo ci fa sentire il bisogno di dire a Dio: grazie! Grazie per il dono della vita, per tutte le creature!”

(papa Francesco)

 

Se non non riusciamo ad accettarci per quello che siamo, Dio invece, ci accetta con gioia perché ci ama in quanto opera delle sue mani e per Lui siamo creature speciali, uniche ed irripetibili.

Dio non guarda l’apparenza, come guardiamo spesso noi. Egli guarda il cuore delle persone.

Non giudichiamo mai gli altri solo dall’apparenza, perché spesso ci inganniamo: Dio solo sa cosa c’è dentro di noi e sa quello che potremo diventare con il suo aiuto, se abbiamo fiducia in Lui.

 

 

 

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Gesù aveva detto: “Senza di me non potete fare nulla”.

In effetti sappiamo noi amare davvero? L’amore respira nella gratuità e nella libertà.

Moltissime nostre azioni sono accompagnate da un certo tornaconto personale che spesso sappiamo ben celare persino a noi stessi. Ma il Signore ci conosce in profondità, molto di più di quello che pensiamo.

Sa perfettamente che non siamo in grado di amare come ama Lui, il quale ci ha creati gratuitamente e continua ad occuparsi di noi sostenendoci in ogni istante della nostra vita, anche quando lo ignoriamo o siamo indifferenti.

Ma al Signore, che sa tutto di ognuno di noi, più che conoscere quanto sappiamo amare, interessa quanto ci lasciamo amare da Lui e quanto ci fidiamo di Lui, perché allora può compiere in noi i suoi prodigi per farci crescere e diventare simili a Lui.

 

 

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In genere associamo il termine “ricco” a chi possiede rendite sicure, imprese, soldi, ville, terreni ecc. ed in più gode di ottima salute ed è “temuto e rispettato”.
Ma è davvero così?
Il vero “ricco” è colui che confida nel Signore. Può abitare in una modesta casa, guadagnare onestamente per vivere ma si accontenta dell’essenziale.
È quindi il modo di vedere la vita che indica lo stato psico-fisico della persona. Una persona che non si lascia logorare dai vari desideri, come possedere sempre di più o immergersi nei piaceri più sfrenati, possiede una certa serenità interiore perché non è divorata dalle preoccupazioni. In questo caso è ricca davvero.
Si fida del Signore, lo glorifica sempre in tutte le cose, si sa stupire del creato e dell’ingegno umano, non è invidiosa ma rimane anche edificata della bontà degli altri.
È consapevole dell’infinita Misericordia divina e non intende nuocere ad alcuno, perché vede negli altri il riflesso divino, in quanto tutti siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio.
Chiediamo sempre allo Spirito Santo lumi per vivere serenamente secondo la volontà di Dio…
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La cosa peggiore che possa capitare ad una persona è la perdita della fiducia in Dio Padre Misericordioso. Questo dispiace al Signore molto di più dei vari peccati commessi da ognuno di noi.
Il Padre ci cerca sempre con amore, anche quando ci allontaniamo da Lui con i nostri vizi e le nostre colpe. Egli non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.
Egli non è impaziente: sa attendere la nostra risposta filiale alla sua chiamata per la conversione, perché ci ama infinitamente di più di ció che immaginiamo.
Non spaventiamoci, dunque, per la nostra estrema fragilità, perché Egli conosce i nostri cuori, in quanto li ha plasmati Lui stesso. A Lui interessa la nostra fiducia nei suoi confronti e guarda la buona volontà di seguire le sue leggi d’amore.
Egli è Onnipotenza d’amore e prima o poi ci libererà dalle mani del maligno. Coraggio e umiltà, quindi, e cerchiamo di essere una preghiera vivente.
(Una voce dal deserto)
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Gesù a santa Faustina Kowalska:
«Quanto desidero la salvezza delle anime! Mia carissima segretaria, scrivi che desidero riversare la Mia vita divina nelle anime umane e santificarle, purché esse vogliano accogliere la Mia grazia.
I più grandi peccatori potrebbero raggiungere una grande santità, se soltanto avessero fiducia nella Mia Misericordia.
Le Mie viscere sono colme di Misericordia, che è diffusa su tutto ciò che ho creato.
La Mia delizia consiste nell’agire nelle anime degli uomini, riempirle con la Mia Misericordia e giustificarle.
Il Mio regno in terra è la Mia vita nelle anime degli uomini.
Scrivi, Mia segretaria, che direttore delle anime sono Io stesso direttamente, mentre indirettamente le guido tramite i sacerdoti e conduco ognuna alla santità attraverso una strada nota soltanto a Me»
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Se tu preghi per ottenere qualcosa, ma non l’ottieni e poi dici che Dio non ti ascolta, significa che non hai pregato bene: forse, tra le tante cose, ti manca la fiducia. In questo caso è giusto che tu chieda allo Spirito Santo il dono della fede.
Egli allora, prima o poi, ti illumina ed al momento opportuno, ti farà comprendere che ti sta preparando grazie migliori, quelle che giovano davvero alla tua anima.
Può darsi che quello che chiedevi non fosse stato secondo i suoi disegni e non sarebbe giovato per il vero bene della tua anima o di quella per cui pregavi. Allora chiedi innanzitutto il dono dello Spirito Santo, come esorta Gesù stesso, poi otterrai secondo il volere di Dio, perché nel “Padre nostro” noi dobbiamo chiedere che si compia la sua volontà, e non la nostra.
Se siamo umili e perseveranti, dimostrando fiducia nel Signore presso il quale ci rifugiamo, chiedendogli il perdono per le nostre colpe, Egli non tarderà ad esaudirci quando meno ce l’aspettiamo.
Anche il Signore, che è un Padre buono, ama farci delle sorprese ed è felice quando ci vede felici in Lui…
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Chi prega veramente non lo fa perché si sente più buono degli altri. Chi prega riconosce il Signore come il proprio Creatore e sa che è Lui che lo fa esistere e che gli concede il perdono dei peccati quando si pente sinceramente.

Per questo nella preghiera, stupìto per le sue meraviglie, ringrazia il Signore per tutto ciò che esiste e domanda le grazie per tutti, amici e nemici, ma gli chiede anche di sostenerlo sempre per procedere gioiosamente nel cammino spirituale, secondo la sua volontà.

Chi prega bene, con fiducia ed abbandono filiale, sente in sé la forza per vincere le tentazioni e non teme per quello che succede, convinto che la volontà del Signore si compirà sempre, perché è da Lui protetto.

Chi prega con fiducia e costanza sente gradualmente aumentare in sé l’amore per la vita e per Colui che l’ha donata, anche se non riesce a comprendere bene l’esistenza del male, del dolore e della morte. Sa che in Dio tutto ha senso che comprenderà meglio nell’altra dimensione, in Cristo risorto.  

 

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Se non riesci ancora a vincere qualche tuo vizio nonostante la buona volontà, non perderti d’animo.

Il Signore guarda il tuo sforzo e prova tenerezza per te che sei così dispiaciuto, perché ti ama davvero.

Egli è Amore Onnipotente, per cui potrebbe risanarti completamente quando vuole. Ma per ora desidera i tuoi sforzi perché Egli ti ha donato la libertà, molto preziosa ai suoi occhi.

Vuole farti capire che senza di Lui non puoi fare nulla, perché Lui ha sconfitto le forze del male, ma vuole anche la tua collaborazione.

Un giorno comprenderai meglio il perché delle tue fragilità, le quali hanno un ruolo misteriosamente importante per la tua salvezza finale, se sarai saldo nella fede, nella speranza e nella carità…

 

(Una voce dal deserto)

 

 

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«Cari figli, mio Figlio, come Dio, ha sempre guardato oltre il tempo. Come Sua Madre, vedo nel tempo. Vedo cose belle e tristi, ma vedo che c’è ancora amore e che l’amore deve essere incontrato. Figli miei, non potete essere felici se non vi amate, se non avete amore in ogni situazione e in ogni momento della vostra vita. E io, come Madre, vengo a voi per amore. Lasciate che vi aiuti a riconoscere il vero amore per conoscere mio Figlio. Ecco perché vi esorto a cercare sempre l’amore, la fede e la speranza. L’unica fonte da cui potete bere è la fiducia in Dio, Figlio mio. Figli miei, in momenti di confusione e rinunce, dovete solo cercare il volto di mio Figlio. Vivete le Sue parole e non abbiate paura. Pregate e amate con sentimenti onesti, buone azioni e aiutate il mondo a cambiare e il mio cuore a vincere. Io e mio Figlio vi diciamo di amarvi perché senza amore non c’è salvezza. Grazie, figli miei».

 

LA MADONNA HA CONCLUSO L’APPARIZIONE DICENDO A MIRIJANA CHE NON AVRÀ PIÙ LE APPARIZIONI DEL 2 DI OGNI MESE

 

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Sentirsi peccatori davanti a Dio e davanti agli uomini è giusto e doveroso. 

Dubitare dell’infinita Misericordia divina, però, è un ulteriore peccato che si aggiunge  agli altri peccati commessi, appesantendoli.

È per questo motivo che dobbiamo pregare lo Spirito Santo affinché ci aiuti a superare le nostre quotidiane fragilità, ma soprattutto perché ci doni la fede e la fiducia nell’infinita misericordia divina. 

Mai disperare, quindi, anche se fossimo i peccatori più incalliti.

Ogni nostro sincero pentimento col proposito di migliorare, glorifica il Padre ed il Figlio e fa gioire anche lo Spirito Santo.

 

 

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Dio ci ama perché siamo sue creature. Appunto perché ci ama Egli è sempre accanto a noi ed in noi, conoscendoci perfettamente. Conosce anche i nostri pensieri più profondi, quindi ci pensa sempre ed esulta quando noi lo glorifichiamo nell’aver fiducia in Lui…

Attende da noi in ogni momento della nostra vita una risposta d’amore, la quale può essere una preghiera di ringraziamento, una richiesta o una buona azione verso il prossimo.

Se Dio ci ordina di amarLo con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima e con tutta la nostra mente, significa che Lui in persona lo sta facendo nei nostri confronti. Egli ci osserva benevolmente e gioisce per noi quando corrispondiamo al suo amore e ci fidiamo della sua Divina Misericordia.

Se sapessimo quanto realmente ci ama saremmo sempre gioiosi e interiormente sereni e non avremmo più tanta paura, nemmeno della morte corporale.

 

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Quando vediamo un bimbo accudito da sua madre è difficile trattenere il senso di tenerezza che sgorga in noi.

Dio-Padre é molto più tenero di ciò che pensiamo…

Non angustiamoci troppo: esponiamo al Signore qualsiasi problema che ci assilla nella convinzione che ci sta realmente ascoltando con infinito Amore paterno.

Parliamogli confidenzialmente, consapevoli della nostra fragilitá. In questo modo lo onoriamo ed Egli si commuove teneramente, molto di più di quello che fa un padre terreno con il suo figlioletto, perché ai suoi occhi noi siamo come piccolissimi bambini che balbettano.

Fiducia ed umiltá toccano direttamente il Cuore di Dio-Padre e presto ci esaudirá…

 

 

 

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Quando pensi di essere troppo lontano da Dio, Egli ti é ancora piú vicino.
Quando ti sembra non esaudisca le tue preghiere, Egli ti ascolta infinitamente di più di quanto non credi…
Quando ti rendi conto della povertà del tuo amore, Egli é pronto a darti il suo…
L’Amore di Dio supera ogni tua immaginazione. Per questo non ti devi turbare od affliggere perché Lui è in te e piú hai fiducia in questo e piú Egli potrá agire in te…
Quando ti sembra che Dio faccia sempre silenzio, in un clima di preghiera puoi parlare sempre al tuo Padre Creatore (insieme al Figlio ed allo Spirito Santo): Lui ascolta ed esaudisce ciò che fa bene anche alla tua anima. Le risposte le ha già date nel Creato, nella Sacra Scrittura, nei continui segni che ti dona e che devio saper interpretare con l’aiuto dello Spirito Santo. Dio è il più grande ascoltatore perché ti conosce perfettamente, ti ama, ti protegge e desidera sempre il tuo bene…fino alla salvezza eterna. Egli ha già parlato abbondantemente nel suo Figlio Gesù Cristo…

 

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Il Signore sembra tacere, eppure parla attraverso la sua Creazione e gli eventi della nostra vita. Tutto ciò che esiste e succede è da Lui conosciuto nei minimi dettagli. Il tempo e lo spazio sono sotto il suo dominio.

Egli è Signore anche della nostra persona e può guidare la nostra mente come vuole, pur lasciando in noi il libero arbitrio. Eppure ci sostiene dal nostro concepimento.

Fidarsi di Lui, significa credere nella sua bontà infinita anche quando per noi sembra tacere.

Il silenzio di Dio è sempre rispettoso della nostra libertà ed è il frutto di un amore sconfinato nei confronti di ogni uomo.

È necessario saper comprendere almeno un po’ di questo amore incredibile.

È così che lo si onora e lo si glorifica: credere nel suo amore nonostante ci sembri l’opposto e nonostante il suo silenzio apparente in certi momenti bui della nostra vita.

Pensiamo all’obbedienza di Abramo che stava per sacrificare il suo figlio Isacco ed all’obbedienza di Gesù-uomo prima di affrontare la croce.

Il Padre non tarderà mai di soccorrerci se la nostra fiducia in Lui è piena.

 

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Anche se dovessimo ricadere nelle stesse fragilità, non perdiamoci d’animo.

Rialziamoci e meditiamo sul fatto che Gesù, cadde sotto il peso della sua Croce e si rialzò per ben tre volte.

In questo modo ci ha voluto dimostrare che non dobbiamo mai scoraggiarci fino all’ultimo respiro. Anche noi dobbiamo rialzarci dopo ogni caduta e proseguire il cammino verso il Calvario, purificando il nostro cuore.

Quando, sinceramente pentiti, confidiamo nella sua divina Misericordia Egli, commosso, ci abbraccia e ci dona la forza per andare avanti. Le nostre fragilità possono indurre all’umiltà, virtù molto gradita a Dio che viene donata dallo Spirito Santo.

Con essa ci riconosciamo peccatori e bisognosi dell’aiuto di Dio.

Abbandoniamoci, quindi, alla Divina Misericordia, confessiamoci e ricordiamo la frase di Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed affaticati, ed io vi ristorerò!”

 

 

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Nessuna filosofia esistenziale riesce a dare un vero senso alla nostra esistenza: solo Gesù, con le sue opere e le sue parole, ci dona la vera serenità interiore e la Verità. Il resto potrebbe anche essere altissima speculazione umana ammirabile, ma non ci assicura la verità. Tutta la filosofia umana ci dona sprazzi di verità, ma anche inocula nella nostra anima molti dubbi.
San Tommaso d’Aquino, dopo le mirabili cose che ha scritto, in seguito ad un fenomeno mistico ha smesso di scrivere ritenendo tutto “spazzatura” a confronto della realtà Soprannaturale.

“Signore, da chi andremo?” disse san Pietro al Maestro divino. Ed aggiunse: “Tu solo hai parole di vita eterna”.

Gesù ci ha promesso di essere sempre in mezzo a noi. Tutti gli altri uomini sono scomparsi dal punto di vista terreno.

Gesù è presente nell’Eucaristia e in ognuno di noi, dove trova accoglienza. E ci ascolta sempre, ci dona protezione ed i mezzi per ottenere la salvezza eterna.

Basta solo che umilmente gli chiediamo perdono degli errori e delle fragilità e che ci abbandoniamo pieni di fiducia a Lui, perché è quello che si aspetta da ciascuno di noi.

 

 

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Quando preghiamo non sempre veniamo esauditi su ciò che chiediamo esplicitamente. Dipende da tanti fattori. Innazittutto dovremmo analizzare in profondità cosa chiediamo e come lo chiediamo.

Non sempre Dio esaudisce le preghiere di un certo tipo, soprattutto quelle che potrebbero danneggiare l’anima. Se chiediamo solo cose materiali trascurando lo spirito, non veniamo sempre esauditi. Se si chiede prima di tutto lo Spirito Santo è cosa buona e raccomandata da Gesù stesso..

Egli ci illumina su cosa chiedere e che atteggiamento assumere (umiltà, fede, riconoscenza e fuducia in Dio). “Pensate prima di tutto al regno dei Cieli, il resto vi verrà dato in sovrappiù”. Tra noi e Dio dobbiamo instaurare un rapporto filiale e di confidenza, sicuri che il Padre ci sta ascoltando amorevolmente.

In alcuni casi non ci dona subito la grazia che chiediamo per motivi che solo Lui, Amore Onnisciente conosce, ma è necessario essere perseveranti e non prendersela con Lui se non la riceviamo subito o mai.
Ricordiamo che Dio è Libertà Assoluta che noi dobbiamo rispettare.

Ecco perché nel Padre Nostro Gesù ci invita a dire: “Sia fatta la tua volontà”. Un’altra cosa fondamentale è il saper essere sempre umilmente riconoscenti, anche quando riceviamo una nuova grazia.

Prendiamo consapevolezza che in una giornata noi riceviamo tantissime grazie senza nemmeno chiederle esplicitamente e spesso non ce ne accorgiamo..

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É sbagliato pensare che Dio si disinteressi di noi. Può una vera madre dimenticarsi del proprio figlio?

Il Padre Celeste, invece, é sempre in ascolto con vero amore di ogni sua creatura scrutandone i pensieri e cercando con tenerezza ogni suo piccolo gesto di riconoscenza.

Non sempre ci dona subito le grazie che gli chiediamo, perché Egli sa infinitamente meglio di noi quali giovano alla nostra salute spirituale.

Dio si compiace molto quando continuiamo ad aver fiducia in Lui, nonostante sembra che non ci ascolti sempre.

Se il nostro cuore ci rimprovera qualche cosa, ricorriamo subito a Lui tramite suo Figlio Gesù, ed Egli ci accoglie commosso e ci guida verso la luce…

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MESSAGGIO DELLA REGINA DELLA PACE DEL 2.10.19

 

“Cari figli,
la volontà e l’amore del Padre Celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi, per aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore, in modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste.

Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio. Per quella via voglio condurvi. Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre Celeste, la fiducia nel suo amore.

Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato! Comprenderete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace ed il vero amore, sarete apostoli dell’amore.

Col vostro esempio, farete sì che quei miei figli che non conoscono mio Figlio ed il suo amore vogliano conoscerlo. Figli miei, apostoli del mio amore, adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto. Cercate sempre di vivere nella sua verità. Vi ringrazio!”.

 

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Quando preghiamo con fiducia il Signore ci prende sul serio, non ci prende in giro.

Egli ascolta infinitamente di più di quello che crediamo.

Spesso diciamo di non essere stati esauditi dopo una qualsiasi richiesta di grazia, ciò non significa che Dio non ci ha ascoltati: Egli è attento ad ogni nostro più piccolo pensiero, ad ogni parola che gli rivolgiamo.

Non è “distratto” come lo siamo noi spesso quando ascoltiamo qualcuno superficialmente, magari con sopportazione. No, Egli ci ascolta anche nelle più piccole cose.

Anzi, a Lui piace che gli rivolgiamo la mente anche raccontandogli quello che ci capita e ciò che desideriamo.

Il suo Amore è infinito e così lo è anche la sua umiltà: Egli ha creato il più piccolo microrganismo e l’Uomo, compendio della Creazione. Se non siamo stati esauditi in qualche nostra richiesta, lo farà in seguito, oppure ci dona grazie più grandi, utili per la nostra anima.

Nessuno può giudicare l’operato di Dio. L’importante è che anche noi cerchiamo di essere umili meditando sulla sua grandezza e, prima di chiedergli qualcosa, domandiamo sinceramente il perdono per i nostri peccati.

Allora Egli si commuove e ci abbraccia…

 

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Se al termine della giornata, riflettendo in atteggiamento di preghiera, qualcuno si sentisse profondamente deluso di se stesso, ringrazi il Signore per questa Sua luce che penetra l’anima e che gli permette di osservarsi come é in realtá.

Però non si scoraggi troppo: prenda coscienza che il Signore lo conosce infinitamente meglio di quanto non pensi e che non é pronto a giudicarlo per condannarlo: a Lui basta un atto di fiducia nella sua infinita Misericordia.

Gli apra il cuore ferito, getti su di Lui gli affanni ed i sensi di colpa ed attenda serenamente.

Prima o poi la grazia di Dio si fará sentire in modo tangibile e comprenderá quanto é da Lui amato, perché é una sua creatura, anche se molto fragile.

Anzi, é proprio la fragilità ad attirare l’attenzione del Creatore che non vede l’ora di abbracciare la sua creatura ferita per risanarla…

 

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

III Domenica di Quaresima – Anno C – Marzo 2019

Quell’invito a cambiare rotta su ogni fronte

Vangelo – Luca 13,1-9

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù rispose: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».

Commento di p. Ermes

Che colpa avevano i diciotto morti sotto il crollo della torre di Siloe? E quelli colpiti da un terremoto, da un atto di terrorismo, da una malattia sono forse castigati da Dio? La risposta di Gesù è netta: non è Dio che fa cadere torri o aerei, non è la mano di Dio che architetta sventure. Ricordiamo l’episodio del “cieco nato”: chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché nascesse così? Gesù allontana subito, immediatamente, questa visione: né lui, né i suoi genitori. Non è il peccato il perno della storia, l’asse attorno al quale ruota il mondo. Dio non spreca la sua eternità e potenza in castighi, lotta con noi contro ogni male, lui è mano viva che fa ripartire la vita. Infatti aggiunge: Se non vi convertirete, perirete tutti. Conversione è l’inversione di rotta della nave che, se continua così, va diritta sugli scogli.

Non serve fare la conta dei buoni e dei cattivi, bisogna riconoscere che è tutto un mondo che deve cambiare direzione: nelle relazioni, nella politica, nella economia, nella ecologia. Mai come oggi sentiamo attuale questo appello accorato di Gesù. Mai come oggi capiamo che tutto nel Creato è in stretta connessione: se ci sono milioni di poveri senza dignità né istruzione, sarà tutto il mondo ad essere deprivato del loro contributo; se la natura è avvelenata, muore anche l’umanità; l’estinzione di una specie equivale a una mutilazione di tutti.

Convertitevi alla parola compimento della legge: ” tu amerai”. Amatevi, altrimenti vi distruggerete. Il Vangelo è tutto qui. Alla gravità di queste parole fa da contrappunto la fiducia della piccola parabola del fico sterile: il padrone si è stancato, pretende frutti, farà tagliare l’albero. Invece il contadino sapiente, con il cuore nel futuro, dice: “ancora un anno di cure e gusteremo il frutto”. Ancora un anno, ancora sole, pioggia e cure perché quest’albero, che sono io, è buono e darà frutto.

Dio contadino, chino su di me, ortolano fiducioso di questo piccolo orto in cui ha seminato così tanto per tirar su così poco. Eppure continua a inviare germi vitali, sole, pioggia, fiducia. Lui crede in me prima ancora che io dica sì. Il suo scopo è lavorare per far fiorire la vita: il frutto dell’estate prossima vale più di tre anni di sterilità. E allora avvia processi, inizia percorsi, ci consegna un anticipo di fiducia. E non puoi sapere di quanta esposizione al sole di Dio avrà bisogno una creatura per giungere all’armonia e alla fioritura della sua vita. Perciò abbi fiducia, sii indulgente verso tutti, e anche verso te stesso. La primavera non si lascia sgomentare, né la Pasqua si arrende. La fiducia è una vela che sospinge la storia. E, vedrai, ciò che tarda verrà.

(Letture: Esodo 3,1-8a.13-15; Salmo 102; 1Corinzi 10,1-6. 10-12; Luca 13,1-9)

Commento al Vangelo domenica 24 marzo 2019 – Ermes Ronchi – Quell’invito a cambiare rotta su ogni fronte

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/quell-invitoa-cambiarerotta-su-ogni-fronte

 

Signore, tu che hai creato ogni uomo affinché un giorno possa godere in pienezza della tua gloria, non permettere che alcuno si perda eternamente nell’inferno.

Il tuo Amore è infinito e sai bene come salvare ogni anima, ma Tu, nella tua grande Bontà, le lasci il libero arbitrio perché sei rispettoso di ogni scelta umana, pur chiedendone conto. Tantissimi si stanno allontanando da Te, Via, Verità e Vita.

Con le mie umili preghiere ti chiedo affinché trovino la retta via e perché si pentino dei loro peccati e ritornino nella tua grazia.

Mi pento anch’io, Signore, e ti chiedo perdono con estrema fiducia. Salva anche coloro che non hanno più fiducia in te perché scoraggiati dai troppi peccati ed invischiati in molti vizi e così hanno indurito il loro cuore.

Trasforma il loro cuore di pietra in cuore di carne. Te lo chiedo per i meriti di Gesù Cristo, per intercessione di Maria Santissima e di tutti i Santi.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Anche se si è consapevoli di non saper sufficientemente amare il Signore, già il tentativo di farlo è un modo di corrispondere al suo Amore. Egli conosce perfettamente i nostri limiti ed il nostro cuore, perché nulla è a Lui nascosto.

Egli cerca chi lo cerca sinceramente e desidera albergare in chi desidera amare, perché quello è il suo paradiso in terra.

Purtroppo è respinto da troppi cuori ingrati od induriti perché non vogliono credere alla sua bontà e nemmeno lo pensano.

Lui, mediante il quale tutto è stato creato e che si è offerto vittima di espiazione per i nostri peccati, non ha un luogo dove riposare.

Sì, perché Egli, essendo Amore infinito, può riposare dove c’è amore e fiducia tra gli uomini ed in loro stessi.

La sua passione storica ricapitola anche la passione che sta subendo nel tempo d’oggi, perché Egli è sempre contemporaneo in quanto è Lui il Vivente, oltre il tempo e lo spazio.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

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Sembrerà paradossale, ma si può convertire l’attacco di panico in un “attacco di serenità” convincendosi, (anche se si è momentaneamente angosciati), che non si muore per questo e che sicuramente il disagio passerà presto.

Lo stress psico-fisico successivo all’attacco comporta una forma di rilassamento particolare. È proprio in quel momento che scatta “l’attacco di serenità” nel constatare che la vita ha un valore immenso e che può avere diverse prospettive. Ciò permette di lasciarsi trasportare dal flusso vitale senza paure, abbandonandosi e immergendosi così nell’oceano della serenità interiore…

Se chi è predisposto a frequenti attacchi di panico cercasse di scoprire in sè le proprie potenzialità, esse potrebbero trasformarsi in talenti.

Diventiamo attenti osservatore del mondo che ci circonda ed anche del funzionamento della nostra mente, ma senza paura.

Se fossimo fragilmente consapevoli di quello che realmente siamo ed avessimo fiducia nella Trascendenza vedremmo la vita in modo diverso ed in noi ritornerebbe la serenità interiore.

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO:
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LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :
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L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno
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“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali)
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VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace)
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LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi)
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CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale
http://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1637

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA
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MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager
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DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO
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GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità)
https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1716

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Sento spesso si sente dire: “È inutile pregare, tanto non succede niente”

Personalmente la ritengo una frase quasi blasfema perché dimostra che non si crede a quello che ha promesso Gesù: “”Chiedete e vi sarà dato…”

L’incredulità dispiace al Signore. Con Lui è necessario insistere: Egli si commuove se poniamo totale fiducia in Lui ed è sempre disponibile ad esaudire le nostre richieste.

Se non otteniamo è perché o preghiamo male o realmente quello che chiediamo non giova alla nostra salute spirituale: solo Dio ci conosce perfettamente e sa meglio di noi ciò che è buono per il nostro cammino spirituale.

Insistiamo, dunque, con la preghiera costante e fiduciosa e se, abbiamo pazienza, non rimarremo delusi! E ricordiamoci che più la preghiera è altruista e più probabilità ci sono che venga esaudita.

 

 

Sai perché a volte non sei convinto che Dio ti ami davvero così come sei?

Probabilmente non ami nemmeno te stesso perché ti senti inadeguato e ti pare quasi impossibile che Dio, il tuo Creatore, ti ami così profondamente e teneramente, anche se tu fossi il più grande peccatore di questo mondo?

Non ricordi che nel Vangelo si narra che Gesù mangiava con i peccatori affermando che sono i malati ad aver bisogno del medico e non i sani?

Non ti basta sapere che Egli ha patito ed è morto anche per te?

A Gesù dispiace la tua diffidenza: non devi temere se sei spesso vittima del peccato: Egli ti conosce profondamente ed a Lui basta anche il desiderio di volerlo amare cercando di rinunciare al peccato e di combattere i tuoi vizi. Non ci riesci? Lui lo sa. Egli è Onnipotente e potrebbe cambiare la tua situazione da un momento all’altro in modo che tu stesso possa estirpare il male da te. Ma Egli ti lascia fare ed aspetta il tuo pentimento, perché per Lui esso è un atto di fiducia nei suoi confronti. Probabilmente se tu non fossi così fragile, ricorreresti a Lui raramente nella tua auto-sufficienza lo ameresti di meno.

A Lui interessa il tuo amore più dei tuoi peccati! Convinciti che Egli ti ama sempre!

 

Pier Angelo Piai

 

 

Testo della scrittrice Marisa Haltiner

 

Il Sistema sociale in cui viviamo ci assegna dei ruoli a seconda dello stato sociale, professionale o economico. E in questo modo comunichiamo tra di noi, recitando questi ruoli nei negozi, negli uffici, nelle scuole, nelle banche, negli ospedali, nelle fabbriche ecc…

A seconda della gerarchia sociale o professionale si stabiliscono i superiori e gli inferiori. Questo stato di superiorità o inferiorità viene espresso con l’atteggiamento, ma soprattutto con il tono della voce.

Una farsa questa che separa irrimediabilmente le persone, impedisce ogni manifestazione di fratellanza e influisce negativamente sull’andamento del rapporto.

La persona che vive nel proprio Sé divino ha raggiunto invece la modestia, addirittura l’umiltà…. e non si sente superiore a nessuno, ma piuttosto inferiore ai bisognosi.

Nel rapporto con gli altri si presenta priva di fronzoli sociali o economici e si rapporta spontaneamente e sinceramente, anche umilmente. Non essendo l’ambiente umano preparato per una tale sincerità a volte il “tono fraterno” della persona VERA e senza maschera, senza toni formali, può venire frainteso, specialmente se si tratta di una donna, e la fraternità può venire scambiata per familiarità, mancanza di rispetto o invito a un rapporto più intimo.

Ciònonostante il tono fraterno riscalda subito il cuore degli altri, se l’interlocutore non è una persona veramente schiava del sistema, già automatizzata, il tono fraterno è un invito ad aprirsi, a comunicare al livello dell’anima, un livello di spontaneità, sincerità, fiducia, collaborazione, empatia che subito agisce positivamente sull’andamento del rapporto.

 

(© Marisa Haltiner) Maggio 2018

 

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Ascensione del Signore Mc16,15-20

(di p. Ermes Ronchi)

Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose. Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all’appuntamento sull’ultimo colle.

E questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito, e sa che nessuno di quegli uomini e di quelle donne lo dimenticherà.

Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Di che cosa dubitano? Non che sia risorto. Lo vedono. Hanno mangiato insieme. Non che sia il volto di Dio tra noi. Si prostrano in adorazione.

Di che cosa allora? Dubitano di se stessi, di non farcela, di non essere all’altezza, di non avere forza e cuore e intelligenza.

Lo sanno bene come sono scappati tutti, nella notte del tradimento e lo hanno rinnegato; poi non hanno creduto alle donne a pasqua; poi sono rimasti tappati in casa per giorni e giorni, porte e finestre sbarrate, in quell’aria morta. Conoscono i propri limiti.

Gesù compie un atto di enorme, illogica fiducia in uomini e donne che dubitano ancora. Non rimane con loro ancora un tempo, per spiegare meglio, per chiarire meglio. Ma affida la lieta notizia ai loro dubbi.

I dubbi sono come i poveri, li avremo sempre con noi. Ma come i poveri ci sono dati per la nostra salvezza. Per non arrendersi all’ovvio e al risaputo. Il dubbio fa parte della natura della fede, non esiste fede vera senza dubbi.

Gesù affida il suo vangelo e il mondo nuovo che hanno sognato insieme alla fragilità degli 11 e di alcune donne, e non all’intelligenza dei primi della classe.

È grande, proprio perché non si pone come colui che ti risolve i problemi ma come uno che offre orizzonti e incalza ad avanzare;

con fiducia totale affida ai dubitanti la verità, chiama i claudicanti ad andare, gli zoppicanti a correre fino agli estremi della terra: è la legge del granello di senape, del pizzico di sale, dei piccoli che possono essere contagio di vangelo e di nascite.

Con quale scopo? Arruolare devoti, rinforzare il movimento? No, ma per un contagio, un’epidemia divina da spargere sulla terra. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, insegnate il mestiere di vivere, così come l’avete visto in me, mostrate loro quanto sono belli e grandi e amati.

Immergeteli in Dio, ‘battezzare’ vuol dire questo: rendere intrisi di Dio, come è intriso, inzuppato, imbevuto d’acqua chi è calato nel fiume, o sotto una cascata, nel lago, nell’oceano.

Cosa devono fare i discepoli? Fare del mondo un laboratorio di immersione in Dio. Nel Dio che è libertà e amore

Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura.

Sono le parole che mi rivelano il cuore di Gesù, il suo desiderio impellente che nessuno sia escluso: Gesù mai stanco di dare vita ad ogni creatura, in ogni angolo della terra.

E guardate chi sceglie per prolungare la sua stessa opera: creature imperfette, dalla fede fragile. Come noi. Come me.

Ognuno di noi riceve oggi la stessa missione degli apostoli: “Annunciate”. Niente altro. Non dice: organizzate, occupate i posti chiave, fate grandi opere caritative, ma semplicemente: “Annunciate”.

E che cosa devo annunciare? Il Vangelo, una lieta notizia, il racconto della tenerezza di Dio. Non le mie idee più belle, non le soluzioni di tutti i problemi, non una politica o una teologia migliore: solo il Vangelo, la vita e la persona di Cristo, racconto della tenerezza del Padre.

L’ultimo versetto del brano di oggi è quello che chiude il Vangelo di Marco e apre il mio Vangelo: “Il Signore operava insieme con loro”. Il verbo greco suona così: “Il Signore era in sinergia con loro”, era la loro energia.

Perché io non sono mai con le mie sole forze, c’è sempre in me forza della mia forza, pace della mia pace, radice delle mie radici, sempre intrecciata alla mia forza, sale in me la forza di Cristo.

A sigillo del vangelo di Marco, questa bella definizione di Gesù:

Il Signore è energia che opera con i credenti.

Il Risorto è sinergia con te, agisce in ogni gesto di bontà, ogni volta che porgi una parola fresca e viva, costruisce con te quando costruisci pace, quando poni segni di vita. Il vangelo ne elenca alcuni:

scacceranno demoni, è la capacità di divincolarsi e sgusciare via dall’abbraccio del Separatore, dalla presa della menzogna;

– parleranno lingue nuove: non si tratta di inventare un altro idioma tra i diecimila parlati, ma è la capacità di parlare in modo nuovo e fresco, da uomo nuovo, come un bambino che sa dirti: ti voglio bene, e ti spacca il cuore; perché chi parla con amore è sempre ascoltabile (F. Rosini);

– prenderanno in mano serpenti e se berranno veleni: i serpenti interiori, quegli sbagli, quel male… le parole velenose che qualche volta ti hanno colpito…

– Imporranno le mani ai malati e questi guariranno! Il Vangelo letteralmente dice non già che “guariranno”, ma che ne avranno del bene, che questo sarà bello per loro. Se ti avvicini a chi soffre e tocchi la sua malattia e trasmetti Spirito, forse guarirà e forse no, ma certamente ne avrà bene, certamente questo sarà bello per lui. Entreranno nel cuore pace, solidarietà, Spirito…

Ascensione è la navigazione del cuore che ti conduce dalla chiusura in te all’amore che abbraccia l’universo (Benedetto XVI). A questa navigazione del cuore Gesù chiama gli undici, un gruppetto di uomini impauriti e confusi, un nucleo di donne coraggiose e fedeli, e affida loro il mondo.

E partirono e predicarono dappertutto… Li spinge a pensare in grande a guardare lontano: il mondo è tuo. Perché crede in loro, crede nell’uomo. Ha fiducia in me, più di quanta ne abbia io stesso; sa che riuscirò a contagiare di Spirito e di nascite chi mi è affidato.

L’Ascensione al cielo non è una vittoria sulla forza di gravità. Gesù non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo. È asceso nel profondo delle cose, nell’intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come forza ascensionale verso più luminosa vita.

La Laudato Si’ dice che lo puoi trovare, unito all’umano, unito ad ogni creatura vivente e perfino, ma davvero, dentro il più piccolo granello di polvere. Il mondo è santo.

Lui ha intriso il mondo, il mondo ne è battezzato, immerso in Dio. Se solo fossi capace di sentirlo e goderlo, camminerei sulla terra come dentro un unico tabernacolo, dentro un battesimo infinito.

 

 

Preghiera alla comunione

 

A te fratello-amico, viandante di una strada senza fine:

Possa la strada alzarsi per venirti incontro

possa il vento essere sempre alle tue spalle

possa il sole splendere caldo sul tuo volto

e la pioggia cadere lieve sui tuoi campi,

oggi e per tanti giorni futuri.

 

La benedizione della luce sia sempre su di te.

Il sole brilli su di te e riscaldi il tuo cuore.

brilli come un grande fuoco,

a cui possano riscaldarsi gli amici e anche gli sconosciuti.

Che brilli una luce dai tuoi occhi

come una candela sul davanzale di una casa.

Che inviti il viandante ad entrare

per ripararsi dal temporale e dalla notte.

 

E fino a quando non ci incontreremo di nuovo

possa Iddio tenerci sul palmo della sua mano.

(Preghiera tradizionale irlandese)

 

 

 

 

 

Gesù sin dal tuo concepimento non ti ha mai abbandonato.

Con molta discrezione ti ha sempre seguito, continuamente, anche quando eri nel peccato.

Egli ti ama e ti amerà per sempre.

Nel tuo sincero pentimento Egli ti ha sempre perdonato, ti sostiene ovunque in ogni momento, non si dimentica mai di te, anche se a volte ti sembra l’incontrario.

Anzi, quando soffri, ti è ancora più vicino! Egli è nel prossimo che consoli e soccorri, è nei tuoi famigliari che servi con amore, è nei sacerdoti che consacrano l’Eucaristia e tramite loro si dona completamente a te.

Gesù è la meta a cui devi arrivare ed è il tuo Paradiso, perché è Dio fatto uomo affinché tu ti faccia “Dio”!

 

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

Se volete essere aggiornati sui nuovi video che realizzo (più di 2400) iscrivetevi al mio canale youtube “UNIVERSO INTERIORE piaipier”: http://www.youtube.com/user/piaipier

 

 

 

 

Gesù all’anima: Oh la preghiera! Prega, prega, prega e sii certo di operare pregando, perché la più potente delle azioni è la preghiera. La scala dei Cielo è la mia Volontà.

La via per raggiungere la mia Volontà è l’abbandono e la fiducia nelle piccole cose; la via della fiducia è il pensare poco a quello che è successo e a quello che può succedere.

A che scopo pensare al passato che non è più? A che scopo pensare al futuro che non dipende da voi?

Riposate in me compiendo fedelmente ogni proprio dovere, facendo tutto quello che dipende da voi nel momento nel quale dovete operare: ecco il segreto della pace interna e quindi dei fervore dell’anima.

Non vi è fervore senza calma e non vi è calma senza pieno abbandono in me…

https://www.piccolifiglidellaluce.it/…

 

disegni di Perla Paik

 

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Provi dei momenti di sconforto per la solitudine, la malattia, la povertà e la vecchiaia? Solo il Signore è la tua felicità e se hai fiducia in Lui Egli ti conforterà.

Hai un senso di smarrimento esistenziale perché non trovi lo scopo della tua vita? È il Signore che sta sostenendo la tua esistenza con tutto ciò che esiste ed è Lui il tuo vero fine.

Senti che hai poco amore verso Dio, te stesso, i famigliari ed il prossimo? È il Signore che te lo dà in abbondanza se credi nelle sue parole: “Io sono la Via, la Verità e la vita”.

Senti di essere fragile, incostante, misero? È Lui la tua forza, la tua costanza e la tua ricchezza.

Ricordiamoci sempre le sue parole : “Senza di me non potete fare nulla”.

È Lui la nostra gioiosa Eternità!

 

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GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI

(nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità)

 

di Pier Angelo Piai

 

https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1716

 

INTRODUZIONE di Pier Angelo Piai

 

Nel corso della mia vita ho letto e riletto molte volte il “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità, perché l’ho sempre trovato molto ricco di consigli e spunti per il cristiano che desidera intraprendere il cammino spirituale verso l’Eternità. Gesù parla interiormente ad un’umile suora di un monastero delle Clarisse : suor Maria della Trinità, nata ai primi del 1900 in Svizzera, la quale, per ordine del confessore, trascrive i colloqui, rivelatisi poi utilissimi per tutta la cristianità perché aiutano a conoscerci meglio ed a comprendere lo smisurato amore che Dio nutre per ciascuno di noi.

Ho trovato in essi molte consonanze con il Diario di Santa Faustina Kowalska, soprattutto in quelli in cui Gesù rivela a suor Maria la sua infinita Misericordia e le chiede fiducia ed abbandono nella sua divina Provvidenza.

In questo libretto riporto i colloqui che mi sono sembrati più significativi, insieme ad un mio relativo commento, frutto spontaneo della loro ispirazione.

È necessario, però, accostarsi con umiltà alla sua lettura, con spirito orante ed allora il lettore si renderà conto delle ricchezze spirituali di ogni colloquio che donano pace e serenità interiore.

 

BREVE BIOGRAFIA di suor Maria della Trinità

 

Figlia e sorella di missionari calvinisti svizzeri, Luisa Jaques nacque a Transvaal (Sud Africa) il 26 aprile 1901.
Non provava alcuna attrattiva per il cattolicesimo. La malattia – nel corso della quale incontrò Adrienne von Speyr († 1967) – e un seguito di delusioni avevano spento in lei ogni slancio. “Una lunga catena di sacrifici e di lotte inutili” l’aveva portata alla conclusione: “Dio non c’è”. Al suo grido il Signore rispose forzando la porta della sua prigione: la notte tra il 13 e il 14 febbraio 1926 una chiamata misteriosa e irresistibile rovesciò la sua esistenza. In un momento Dio era diventato una certezza. Ma cosa voleva dire? A forza di interrogarsi e impegnarsi nell’ascolto docile del Signore, Luisa tracciò il suo cammino. Scoperta la sua vocazione di clarissa, nella quale si sentì confortata anche da P. Maurice Zundel († 1975), la perseguì con generosità e sacrificio fino a realizzarla nel 1938 a Gerusalemme dove divenne Suor Maria della Trinità.
Per ordine del confessore scrisse il “racconto della sua conversione e vocazione” e “appunti” con i pensieri che la voce divina faceva risuonare dentro di lei. Si offrì a Dio con voto di vittima e morì serenamente il 25 giugno 1942. I suoi scritti, apparsi anche in francese, fiammingo, tedesco e inglese, sono patrimonio della spiritualità cristiana.

http://(da: http://www.christusrex.org/www1/ofm/fpp/colloquio/colloquio.html)

 

COLLOQUI E COMMENTI

  1. “Dimènticati! Non ti occupare dei tuoi bisogni materiali o spirituali. Quando hai tutto ciò che ti occorre, mi privi della gioia di prendermi cura di te”.

“Se provocata, lasciami fare; lasciami la gioia di difenderti quando vorrò e come mi piacerà. Se soffri, vieni più vicino a me. Ti attendo sempre. Ti dirò i miei segreti che consolano e fortificano”.

 

NON DOBBIAMO PREOCCUPARCI PER IL DOMANI (1)

Non preoccupiamoci per il domani e nemmeno per l’oggi, perché tutto è nelle mani di Dio. Ciò che importa è la salvezza della nostra anima che si ottiene nel continuo pentimento e nella conversione del proprio cuore in un clima di preghiera. Più ci occupiamo di Lui e meno ci preoccupiamo per noi. Lui solo sa l’ora in cui verrà a prenderci e quel momento non è lontano perché tutto passa velocemente. Ringraziamo in ogni momento il Signore che ci sostiene nonostante le sue numerose mancanze e trasgressioni e rivolgiamoci sempre a Lui in qualsiasi circostanza della vita ed avremo il suo perdono. Preghiamo come se fosse l’ultima preghiera terrena, agiamo come se fosse l’ultima azione terrena. Tutto passa, ma la nostra anima immortale è destinata a vivere nell’Amore Trinitario.

 

  1. ”Lascia che si perda ciò che non ti è necessario, ciò che non ti è indispensabile, ciò che non ti conduce direttamente a me, per essere completamente mia. Pensieri, ricordi, progetti, desideri, preoccupazioni, che t’importa? Affidami tutto. La mia gioia sta nel rispondere da Dio all’umile confidenza”.

 

L’ESSENZIALE CHE CI AIUTA A MEDITARE MEGLIO (2)

 

Per una meditazione feconda tre cose sono essenziali:

1) La coscienza della nostra grande fragilità e del peccato
2) La morte vista come il più grande ed imprevedibile evento della nostra vita
3) La certezza dell’Amore di Dio per noi

Il primo punto ci ridimensiona e ci aiuta ad evitare di presentarci davanti a Dio ed al prossimo con presunzione. Ci si accosta al Signore consapevoli che tutto ci è donato e che la sua grazia vale più di tutta la vita. Nonostante la nostra grande miseria Egli ci risolleva continuamente con la sua infinita Misericordia, perché non gode della nostra rovina e gli inferi non lo lodano.

Dobbiamo avere la consapevolezza del fatto che non abbiamo alcun merito davanti a Lui e che in ogni momento Egli ci rigenera se gli chiediamo perdono proponendoci di essere vigili e di ospitarlo in ogni momento nel nostro cuore.

Il secondo punto ci aiuta a perseverare nel nostro pentimento ed a rinnovare i nostri propositi.
Bisognerebbe agire come se in ogni momenti Lui ci chiamasse definitivamente. Un’attesa piena di speranza ricca di santi propositi e di buone opere.

Il pensiero della nostra morte non dovrebbe mai abbandonarci. Bisognerebbe sempre porsi la domanda: e se il Signore decidesse di chiamarmi adesso, cosa gli porterei? Non per nulla Egli ci ha esortato di vegliare e pregare, perché non sappiamo né il giorno né l’ora.

Molti cercano di rimuovere il pensiero della propria morte, ma è una forma di autolesionismo perché è una rinuncia alla conoscenza della realtà. Si vuol rimanere nell’illusione che tutto andrà secondo i nostri piani e le nostre pseudo certezze e non si mette in discussione la propria vita. Una serena consapevolezza dell’imprevedibilità della nostra morte e del suo mistero ci porta a rivolgere il nostro sguardo sul vero Signore della nostra vita, Colui che è padrone di prendercela quando decide liberamente.

Nessuno può fermare le decisioni divine e questo lo dimentichiamo soprattutto quando ci crediamo i soli protagonisti della nostra vita terrena, escludendo Colui che ci ha creati ed il fine per cui viviamo. Tutti i santi sono vissuti con il continuo pensiero della loro morte terrena, con angoscia e con serenità contemporaneamente, perché la morte ci libera da tutte le illusioni ed è veritiera: essa ci fa capire chi realmente siamo.

Il terzo punto è estremamente importante perché possiamo glorificare il Signore con la nostra fiducia nella sua infinita misericordia. Tutti sanno che Dio è infinitamente buono, ma spesso è un concetto che rimane solo a livello cerebrale. Non cala nella regione cardiaca del nostro essere.
La consapevolezza dell’amore di Dio per noi porta una gioia interiore che nessuno potrà togliere, anche se spesso sembra l’incontrario quando si è di fronte a palesi ingiustizie o a vittime innocenti.

Quando fissiamo lo sguardo sul Cristo crocifisso dovremmo subito chiederci il perché l’Innocente per eccellenza, il quale è il Figlio prediletto del Padre, ha subìto una morte così crudele ed infamante. In Lui non c’è una spiegazione razionale e filosofica certa, ma aleggia un’intuizione indefinibile, misteriosa, per cui chi crede realmente nell’amore del Padre non riesce a farsi ulteriori interrogativi, nella convinzione che tutto concorre al bene di chi ama Dio.
Sappiamo solo che la croce è la via che ci porta alla santità, cioè alla vera somiglianza con Dio.

 

  1. “Si cerca di nasconderti, di fare ignorare la tua esistenza; sta bene. Seppellisciti nel mio cuore e lasciami fare; allora io mi servirò di te. Mi servirò di te per condurre molti protestanti alla Chiesa e in modo che sorpassa ciò che tu puoi immaginare, poichè io agisco da Dio. Da Dio mantengo le promesse, da Dio mi compiaccio nel corrispondere all’umile confidenza”.

“Non perdere la tua serenità per causa del lavoro. Una religiosa deve dominare con lo spirito il compito affidatole, se no, è una mercenaria, non è una religiosa.

”Bisogna semplificare, ridurre le vostre necessità come faceva la Madre mia. Bisogna prendere nella calma decisioni sagge e serene. L’ordine consiste nel cercare in tutte le cose prima di tutto il Regno di Dio e la sua giustizia, il resto viene dato per soprappiù. Non vi preoccupate del risultato delle vostre opere; io dò l’accrescimento e la fecondità nella misura con cui mi vengono affidate. Ah, come i monasteri sarebbero fiorenti se si avesse lo spirito di fede e di povertà che dà tutto, sforzandosi di fare solo quello che io chiedo! Io ti chiedo di obbedire esattamente alla tua santa Regola, al tuo Padre Spirituale e alle tue Superiore, d’amare tutto ciò che ti mando e di ascoltarmi. Dammi ascolto per coloro che non vogliono intendere la mia voce. T’amo perchè anche tu mi hai sempre amato. Tu ignoravi che amavi me amando teneramente i tuoi e quelli che ho posti sul tuo cammino; tu ignoravi che ero io che tu amavi in essi e che non hai voluto mai contristare. Ora mi conosci, mi hai incontrato. Dammi le tue sofferenze come segno d’amore, e affinchè mi obblighino a spingere altre anime verso di me, come ho fatto con la tua. Ti ho attirata nella notte: adesso andrai sempre verso maggior luce”.

 

IL SILENZIO INTERIORE (3)

 

È molto difficile il silenzio interiore.
Abbiamo notato quante idee, concetti, intenzioni frullano disordinatamente nella nostra mente in una sola ora?

Siamo poveri e vorremmo essere ricchi, siamo in un posto e desideriamo esserne in un altro, siamo con gli amici e spesso vorremmo essere al centro dell’attenzione. Al mattino vorremmo fosse già sera, alla sera vorremmo fosse il mattino, I presente ci sfugge: ricordiamo il passato o vorremmo essere nel futuro. Siamo in un luogo e ne desideriamo un altro.
Se nella calma potessimo rivedere con molta attenzione tutto ciò che passa nella nostra mente in una sola ora, ci meraviglieremmo di questa nostra follia che difficilmente riusciamo a controllare.

Il vero silenzio interiore consiste nel fermarsi, nel lasciar scorrere i bizzarri contenuti mentali, nel far riposare la mente fino al suo annichilimento: allora potremmo vedere le cose e le persone in modo nuovo e del tutto inusuale per scoprire un po’ chi realmente siamo…

Per far questo bisogna vivere intensamente il presente eliminando ogni forma di preoccupazione sul futuro ed ogni tipo di paura, perché è quella che toglie la capacità di amare. Allora metteremmo in pratica ciò che il salmista esorta:

“Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno, mai permetterà che il giusto vacilli.”(Salmo 55,23)

 

  1. “ Credi spera sacrificati; abbandonati a me “.

“Tante preoccupazioni, tante ombre nel tuo cuore! Pensa a me, a me, la Bellezza perfetta, lo Splendore, la Pace, la Vita, la Verità, la Santità a me, tuo Dio che t’ama! Dammi il tuo cuore. E non vuoi tu darmi anche la tua vita? La desidero, ne ho bisogno”.

 

ABBANDONIAMOCI A LUI (4)

Essere “spensierati” non significa “irresponsabili”. Anzi! Responsabili del presente, ma solo del presente, proprio perché è solo in esso che pensiamo e agiamo……
Lasciarsi amare è già amore, perché la natura dell’amore è veramente misteriosa (Dio è Amore, quindi mistero). Gesù chiede a ognuno di noi di lasciarsi amare, il resto lo farà Lui.

Se si é convinti che davvero Dio ha un particolare progetto per ognuno di noi, ogni nostro pensiero o gesto assume una connotazione specifica se innestato in Gesù Cristo, il quale desidera che noi valorizziamo ogni momento della nostra vita.

Cerchiamo di guardare ed osservare tutto con gli occhi incantati di un bimbo. Quando eravamo bimbi osservavamo di più anche se non possedevamo il codice linguistico per esprimere il nostro stupore e per noi era scontato che tutti lo provassero.

La mediocrità è un modo di essere interiore: si è mediocri quando si rimane alla superficie di se stessi e della vita e non si prende sufficientemente coscienza dell’incredibile mistero che si cela nel nostro essere.

Cerchiamo di essere consapevoli della fragilità umana, ma non dobbiamo spaventarci di essa perché proprio essa costituisce il pungolo dell’autocreazione…

Non dobbiamo attaccarci alla terra o all’apparenza. Noi esistiamo provvisoriamente in questa vita terrena per costruire le basi per l’altra dimensione. Finite le impalcature di una nuova casa esse non servono più…

  1. “Ti ho condotta a Gerusalemme affinchè saliamo insieme al Calvario. Là mi hanno crocefisso crudelmente. Poichè mi ami, avrai le mani e i piedi e il cuore trafitti, se ti lasci guidare. Il cuore, separandoti da ogni creatura; le mani, dedicandole ai lavori che non ti piacciono, i piedi, non andando dove vorrebbero andare. Ma non sarà a una croce che tu sarai inchiodata volontariamente; sarai legata indissolubilmente al mio cuore acciocchè nulla più ti separi da me. E se vi acconsenti con amore, aumenterò il tuo amore, e ti compenetrerò. Lasciati fare “.

 

NON LASCIAMOCI ABBATTERE DALLA TRISTEZZA (5)

Qualcuno sostiene che chi è sempre triste non è detto che sia in piena grazia di Dio. Ma c’è tristezza e tristezza. Una tristezza di fondo proviene dal peccato.

Una certa tristezza, però, è una realtà della nostra vita quotidiana ed è spesso dovuta a tanti fattori, uno dei quali è la situazione esistenziale in cui ci troviamo a vivere in questa dimensione spazio-temporale. Soggetti ad ogni tipo di fragilità e precarietà, aneliamo inconsciamente ad una dimensione di luce, dove non ci si affatica, non ci si ammala e si vive sicuri nel seno del Padre.

Anche nella situazione di tristezza stiamo vivendo nel Padre, solo che non lo sappiamo riconoscere sufficientemente. La prova di ciò è la vita terrena stessa: come è possibile che con tutti i pericoli che comporta una sola giornata, ci corichiamo alla sera ancora integri nella mente e nel corpo? La logica razionale ci suggerisce che siamo tutti sorretti dal Creatore in ogni secondo della nostra vita, perché davvero nulla è casuale.

E allora perché lasciarci prendere dalla tristezza se sappiamo di essere amati così tanto dal Creatore?

 

  1. ”Ascolta, non bisogna dare grande importanza all’attività naturale. “Senza di me non potete far nulla”. Lo spirito del mondo desidera le nature « disinvolte », « accorte », come suol dirsi lodandole. È facile agitarsi, agire in maniera da dare nell’occhio; è molto difficile rinunciare a sè e lasciarmi agire. E intanto è la sola attività feconda, che perdura nell’eternità. Rimani in me. Conta su di me… “.

 

LA SUPERBIA, IL VIZIO CAPITALE PIÙ NEFASTO (6)

San Tommaso definisce la superbia «desiderio disordinato di eccellenza».

Tutti noi desideriamo legittimamente l’auto-realizzazione in pienezza

Questo fatto è uno stimolo importante perché ci aiuta a crescere e a superare molte situazioni che non avremmo il coraggio di affrontare.

Ma questo desiderio naturale, se portato all’eccesso, diventa un assoluto e rischia di accecarci perché condiziona le proprie scelte che vengono fatte in funzione di un narcisismo esasperato, che richiede in modo assoluto attenzione verso se stessi e la sottomissione degli altri.

 Preghiera per ottenere l’umiltà del cuore

Signore, mite ed umile di cuore, aiutami a prendere coscienza del mio orgoglio. Aiutami a capire che senza di te non posso fare nulla. Tu mi hai tratto dal nulla e davanti ai tuoi occhi ognuno di noi ha pari dignità. Fa’ che non mi inorgoglisca per i doni che mi hai dato e che metta tutto a disposizione degli altri. Non permettere che io mi senta superiore ad alcuno. Tu sei Onnipotente e puoi in un istante elargire o togliere le ricchezze materiali e spirituali a chiunque. Che mi renda conto che ogni cosa, ogni pregio o virtù che possiedo sono tue. Aiutami a ricordarmi sempre che tu sei l’Onnipotente e che ti dobbiamo continuamente ringraziare per il respiro, per i sensi, per tutto ciò che abbiamo. Insegnami a prendere coscienza della fugacità di questa vita e che il nostro corpo ritornerà nella polvere. Fa’ che non dimentichi mai che quando compariremo nel giorno del giudizio dovremo rispondere dei talenti che ci hai dato per metterli al servizio degli altri, come Tu sei venuto per servire e non per essere servito. Ridonami l’innocenza del bambino, l’umiltà dei puri di cuori, la sensibilità verso coloro che hanno bisogno, la vera conoscenza di me stesso e di quello che sono realmente.

 

  1. “Nessuno ha mai dovuto rimpiangere ciò che mi ha dato. Bisogna fare tutto quello che si può, e solo dopo si può fare affidamento assoluto sul mio aiuto ». « Avete ragione di piangere per l’assenza di… è naturale. Ma, vedi come ci si abitua a far senza di me, di me che ho dato la vita per ciascuna delle mie creature!…”.

 

QUANDO L’AMORE È PURO? (7)

 Ci sono infiniti modi per amare, ma non esiste una descrizione adatta per esprimere l’Amore. Ci sono molti indicatori che orientano verso l’amore, ma sono tutti insufficienti perché se veramente andassimo a fondo su ogni situazione che in genere pensiamo sia dettata dal puro amore ci accorgeremmo di quanto egoismo sono permeati i nostri pensieri e le nostre azioni. Gran parte delle amicizie sono interessate. La maggioranza delle nostre “buone azioni” hanno un fine recondito che spesso difficilmente riusciamo ad identificare.

Se uno crede di amare sia consapevole di come funziona la propria mente (e conseguentemente il proprio cuore) e sia coraggioso nello scandagliare le motivazioni più inconsce delle sue azioni “altruistiche”. Allora scoprirebbe dinamismi insospettabili: auto-gratificazione, esibizionismo mascherato da falsa umiltà, opportunismo, paure, servilismo, meschinità, desiderio di riscattarsi, ricerca di auto-stima ed approvazione ecc. Ognuno, sin dall’infanzia ha acquisito comportamenti ed introiettato modelli esterni, per cui si è fatto un’idea di come si deve amare, ma è un’idea acquisita dall’esperienza del passato che dovrebbe essere scrostata dai molti pregiudizi e dalle false sicurezze. Ecco perché Gesù chiese a Pietro per tre volte se l’amava. L’amore più puro può essere trasmesso solo dal vero Amore, che è Dio.

 

  1. “Non sei impaziente di raggiungermi? Non bisogna temere la morte; non sai che sarò con te?…”.

“Tu sei la mia cara figliola prediletta. Affrettati… per raggiungermi presto. Che temi? … Ti voglio custodire vicino a me, e là tu lavorerai con me…”.

 

COME VEDE LA MORTE IL VERO CRISTIANO (8)

Ogni vero cristiano crede che la vita terrena è solo l’inizio perché nessuno può avere stabile dimora in questo mondo. Noi siamo fatti per raggiungere la pienezza in Gesù Cristo che avverrà quando saremo assimilati definitivamente in Lui.

È buona cosa desiderare di essere liberati da questo corpo mortale come hanno fatto tutti i santi, tra cui lo stesso San Paolo che, però, voleva fare la volontà di Dio.

Gesù stesso non vedeva l’ora di unirsi definitivamente al Padre, dopo aver compiuto la sua volontà.
Il desiderio interiore dell’avvento definitivo della sua venuta, se è davvero autentico, è un forte aiuto spirituale:

  1. a) Permette un maggiore distacco dalle cose del mondo e dai piaceri illeciti e trasgressivi
  2. b) Stimola a porre la nostra fiducia nell’infinita misericordia di Dio.
  3. c) Consente di vivere con maggiore intensità l’istante”.
  4. d) Aiuta a relativizzare i problemi di ogni tipo. Il cristiano vive nel mondo, ma non appartiene al mondo.
  5. e) Dona una serenità interiore particolare.
  6. f) Stimola la creatività finalizzata anche alla testimonianza personale sulle cose dello Spirito.
  7. g) Aiuta a controllare molte paure relative alla nostra vita terrena ed alla fragilità: la fiducia nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo dona una forza interiore insospettabile.
  8. h) Predispone ad usufruire delle indulgenze ed a frequentare maggiormente i sacramenti, soprattutto la riconciliazione e l’Eucaristia, dai quale si hanno vantaggi spirituali enormi e ci consentono una maggiore intimità con Gesù Cristo.

 

  1. ”I martiri hanno reso testimonianza alla verità. Nulla potrà cancellare questa testimonianza. Anche voi, ogni volta che agite secondo il mio Spirito, rendete testimonianza alla verità, ed è per l’eternità ». « Riferisci al Padre ciò che ti ho detto riguardo a… e tutto quello che ti ho detto, anche se desideri tacere ». « Quelli che mi amano molto, hanno molta confidenza in me” .

 

COME AMARE DIO? (9)
Innanzittutto riconoscendolo come il proprio Creatore.
Egli ci ha donato l’esistenza. Ha per noi un progetto d’amore immenso perché siamo destinati a diventare suoi figli per tutta l’eternità.

Se Egli ci ha fatto esistere, significa che abbiamo un grande valore ai suoi occhi per cui non dobbiamo disprezzarci per le nostre fragilità, anzi dobbiamo amarci proprio perché Lui stesso ci ama così come siamo.
Per amarlo bisogna conoscerlo e quindi ascoltarlo: leggere spesso, ad esempio, la Sacra Scrittura considerandola come una lunga lettera d’Amore che il Padre celeste dona ad ogni persona. Non importa la lunghezza della lettura.

A volte anche poche frasi possono aiutarci ad intuire come Dio agisce in noi servendosi di episodi, frasi, parabole ed esempi. La Madonna che appare a Medjugorje ha esortato ogni famiglia a porre la Sacra Scrittura in un luogo visibile della casa e di leggerla e meditare spesso qualsiasi contenuto.

Un altro passo per amare Dio è cercare la sua confidenza nel silenzio e nella solitudine. E’ necessario però credere che Egli è presente in qualsiasi luogo, soprattutto in noi e che ci ascolta continuamente, anche se alcune preghiere non vengono subito esaudite. Per amarLo bisogna sentirci da Lui amati, cioè accettati così come siamo perché Egli stesso ha già espiato le nostre colpe incarnandosi e patendo per noi nel suo Figlio Gesù Cristo.

Un altro passo importante per amare Dio è stupirci per la complessità e l’armonia del Creato. Considerare spesso che Egli è l’Onnipotente, cioè può davvero tutto! Nulla è impossibile a Dio, afferma l’angelo Gabriele a Maria nell’Annunciazione. Consideriamo le misteriose leggi che sorreggono l’Universo, le quali non possono essere il frutto del caso come sostengono erroneamente gli atei.

Dio può creare all’infinito altri mondi più complessi del nostro oppure altre dimensioni. Egli potrebbe far svanire nel nulla qualsiasi cosa e invece ci sostiene anche se abbiamo peccato contro di Lui.

Dobbiamo amare  Dio perchè Lui ci ama di un amore tale che nemmeno possiamo immaginare.
Ognuno di noi per Lui è unico ed irripetibile e ci ascolta sempre, anche se non sembra.

Spesso ci piacciono le cose complesse o la superficialità perché non viviamo ancora nel totale abbandono.
Anche se dovessimo scandagliare in lungo ed in largo il microcosmo ed il macrocosmo, siamo sempre immersi nella dimensione spazio-temporale.
Si potrebbe provare qualche momentanea soddisfazione per le nostre ulteriori scoperte.

Ma non riusciamo ancora a trovare l’anima del tutto, per quello ritorniamo nell’aridità e non sappiamo amare. Tutto si ridurrebbe per noi a rapporti, proporzioni, numeri, geometrie ecc. L’esprit de geometrie si espande sempre orizzontalmente.
L’eccessiva razionalità oscura un po’ i palpiti del cuore, il quale necessita di ben altri orizzonti.

Gesù si comportava diversamente. Non esplorava schemi, sistemi, rapporti, categorie ecc. Sosteneva che il Regno del Cieli appartiene a chi è come i bambini. E’ stato molto chiaro: i bimbi provano stupore per il creato senza eccessiva consapevolezza, senza sminuzzare la realtà, ma unificando attraverso attività simboliche…

L’amore per Dio è come quello dell’infanzia perchè rinnova tutte le cose che esistono e ci fa sentire umili come i bimbi amati da un tenero padre.
Ama e fa’ ciò che vuoi…
E’ lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla…(Gv.6.63)

 

  1. “Quelli che mi amano un poco hanno poca confidenza in me. Quelli che non mettono limite al loro amore hanno in me una confidenza senza limiti e senza confini. Non posso deluderli. Mi onorate più con la confidenza che mi testimoniate che con tutto quello che potreste darmi. E vedi, vi rispondo immediatamente mettendo la gioia nei cuori che mi onorano della loro confidenza in me.”

“Sì, quando avrai fatto questa offerta con voto e col consenso della tua Superiora, allora sarai veramente tutta mia. Potrò utilizzare la tua vita secondo il mio beneplacito, per diffondere il mio Regno. Di che temi?… Non ti abbandonerò; sono sempre con te, desidero regnare in te. Non sei la mia cara figliola, la mia beniamina?… “.

 

AMIAMO DAVVERO? (10)

 

Ci sono infiniti modi per amare, ma non esiste una descrizione adatta per esprimere l’Amore. Ci sono molti indicatori che orientano verso l’amore, ma sono tutti insufficienti perché se veramente andassimo a fondo su ogni situazione che in genere pensiamo sia dettata dal puro amore ci accorgeremmo di quanto egoismo sono permeati i nostri pensieri e le nostre azioni. Gran parte delle amicizie sono interessate. La maggioranza delle nostre “buone azioni” hanno un fine recondito che spesso difficilmente riusciamo ad identificare.

Se uno crede di amare sia consapevole di come funziona la propria mente (e conseguentemente il proprio cuore) e sia coraggioso nello scandagliare le motivazioni più inconsce delle sue azioni “altruistiche”. Allora scoprirebbe dinamismi insospettabili: auto-gratificazione, esibizionismo mascherato da falsa umiltà, opportunismo, paure, servilismo, meschinità, desiderio di riscattarsi, ricerca di auto-stima ed approvazione ecc. Ognuno, sin dall’infanzia ha acquisito comportamenti ed introiettato modelli esterni, per cui si è fatto un’idea di come si deve amare, ma è un’idea acquisita dall’esperienza del passato che dovrebbe essere scrostata dai molti pregiudizi e dalle false sicurezze. Ecco perché Gesù chiese a Pietro per tre volte se l’amava. L’amore più puro può essere trasmesso solo dal vero Amore, che è Dio.

 

 

  1. “Sì, sono l’Onnipotente. Il mio miracoloso aiuto vi sarebbe manifestato più spesso se voi aveste confidenza in me, senza trascurare alcun mezzo messo a vostra disposizione. Vi scoraggiate prima d’aver tentato tutto. Vi mando i mezzi naturali, e solo quando li avete fedelmente esauriti, potete contare sul mio intervento soprannaturale infallibile”.

“Non basta dire: “Dìo mio, confido in Voi!”. Bisogna fare l’azione interiore di liberarsi da ogni inquietudine e appoggiarsi sul mio cuore come l’apostolo S. Giovanni alla Cena, come S. Giovanni, sì, il prediletto. Aspetto da ciascuna anima questa confidenza…“.

“Ricorda: sono io che al centro di te stessa romperò il tuo cuore affinchè l’anima tua se ne fugga dal corpo che è la sua prigione. Allora, giacchè sono io, di che temi tu? “.

“Preparati e rallegrati; verrò presto a cercarti, benchè tu non lo creda e ti senta in buona salute “.

Quando sarà ciò? “Quando sarai pronta”.

“Tu che sei così miserabile che non sapresti vivere senza di me, credi che io ti abbandonerò nel momento della morte?… Come una madre abbraccia il suo neonato, così ti circonderò della mia tenerezza; poichè tu sei la mia cara figliuola, e so che non puoi fare senza di me ..”.

 

FRAGILITÀ E PROVVISORIETÀ nella nostra dimensione terrena (11)

 

Nessuno può dire che fra poco potrà rivedere questo o quel luogo, quella determinata persona o realizzare qualcosa entro un determinato tempo. Siamo permeati di fragilità e di provvisorietà. Vivere provvisoriamente questa dimensione terrena dovrebbe essere un nostro pensiero costante, ma senza vivere nell’ansia perché dobbiamo sempre considerare ragionevolmente che tutto è sorretto dalla Divina Provvidenza. Proprio tutto! Per quello è meglio vivere un giorno nei suoi atri che mille altrove. La nostra gioia interiore consiste nella sicurezza che Egli ci è Padre, ci segue e conosce ogni più piccolo pensiero o intenzione. Ci sorregge continuamente sostenendo l’intero Universo, la terra ed ogni atomo del nostro corpo. Distogliere lo sguardo da Lui per un semplice piatto di lenticchie non ne vale la pena. Perché non capiamo che siamo immersi nella sua Divina Misericordia e che dal concepimento ci è stato continuamente accanto, anche quando sceglievamo strade contrarie alle sue?

 

  1. “Ciò che mi glorifica non è quanto mi date, è l’occasione che mi offrite con la vostra fiducia di manifestarvi ciò che il mio amore è capace di inventare per voi… “.

“Dio è più semplice di voi.

Ti sembra ch’io ti ripeta sempre la stessa cosa: tutta la religione e tutta la vostra felicità consistono in alcune parole del Vangelo che basta comprendere e praticare: “Cercate prima il Regno di Dio e la sua giustizia e il resto vi sarà dato in soprappiù”. Vi riempite di tante inquietudini! Cercami in te; ti sono sì vicino, si intimo; tu cerchi sempre troppo lontano. E ascolta, e ricevi la mia grazia. Quando un’anima la riceve con gioia immensa, gliela dò in abbondanza. La mia gioia sta nel dare! E non esaurirete giammai la mia ricchezza. Inesauribili e sempre nuovi sono i miei doni. Ma non posso darli come vorrei poichè non li si riceve; non li si vede; non si sa desiderarli…“.

Signore mio Gesù, datemi le disposizioni necessarie per ricevere i vostri doni!

“Non sono esigente. Oh, è sì soave il mio giogo e il mio fardello leggero! Credo un cuore sincero che riconosca le sue colpe e il movente delle sue colpe fin nelle intenzioni più recondite, e che mi porti la sua indigenza chiedendomi soccorso. La mia gioia sta nel soccorrervi! Con un’anima che si donasse a me senza riserva e mi lasciasse agire in lei, farei cose grandi per l’eternità; e ciascuna anima, ciascuna, è a ciò chiamata. Attendo ogni anima per affidarle la sua propria missione, e i segreti che il mio amore riserva ad essa. Così attendo ogni anima… ma sono dimenticato. Anche per quelle che sono le mie spose per i loro voti religiosi, io occupo il terzo o il quarto posto nelle loro preoccupazioni. Non far lo stesso, tu che adesso ani ami. Vuoi diventare una manifestazione vivente del mio amore, vuoi?… Ascoltami, e fa in tutto ciò che ti dico. Poi chiedi la mia grazia con la Fede, la Speranza e la Carità che te la mostreranno, e vedrai come essa invada un’anima dal momento che vi trova una volontà determinata a corrispondere a ciò che essa domanda. Chiedila aspettandola e la scoprirai. Il male si è che voi non comprendete i miei messaggi… Sono così vicino, così vicino a voi come una madre circonda il suo neonato… e ho molte cose da dirti “.

 

IL PARADISO IN NOI (12)

Se ci svegliassimo dal sonno che ci impedisce di osservare la vita in profondità scopriremmo dimensioni inimmaginabili già in questo stato terreno. Il Regno dei Cieli è già in mezzo a noi. Nessuno entra in Paradiso se non ce l’ha già dentro. Noi viviamo già ora un anticipo di Paradiso quando vediamo l’universo in Lui. Il senso del mistero permea ogni essenza ed elemento. Non possiamo pretendere di capire tutto e subito, ma abbiamo la possibilità già di iniziare a comprendere il senso della nostra esistenza osservando ciò che succede in noi, nella nostra mente e nella nostra anima immortale…Il Paradiso ha in sé la caratteristica di essere eterno proprio perché è presente nell’istante, oltre allo spazio ed al tempo che ora immaginiamo…

 

  1. “Mi domandate grazie perchè pensate alla mia onnipotenza; ma perchè dimenticate che l’azione mia dipende dalla vostra? E’ per ciascuna anima quello che ho detto a S. Caterina da Siena: “La tua misura sarà la mia misura”. Quando chiedete una grazia, rendetevi capaci di portarne le conseguenze, tutte le conseguenze; allora con che gioia potrò accordarvela immediatamente! A chi domanda con umiltà, io non posso resistere. A chi domanda con perseveranza, finisco sempre per cedere. A chi domanda con amore, cioè con una confidenza senza limiti, non posso trattenermi dall’accordare anche di più, molto di più di ciò che è chiesto” .

 

METODO SICURO PER OTTENERE LE GRAZIE (13)

Se ci stanno a cuore alcune grazie, ma non abbiamo il coraggio di chiederle al Signore perché ci sentiamo troppo miseri ed inadeguati, non perdiamoci d’animo. Innanzittutto pensiamo che Lui stesso ha detto di non essere venuto per i giusti, ma per i peccatori. Quando chiediamo una grazia accostiamoci al Signore con la massima fiducia ammettendo la nostra fragilità ed i tuoi tradimenti. Chiediamogliela pensando sempre che Lui fa piovere sui giusti e gli ingiusti. Naturalmente dobbiamo dimostrare un sincero pentimento per i nostri peccati, confessarci e recarci all’Eucaristia. Possibilmente facciamo qualche buona opera, doniamo l’elemosina, aiutiamo qualcuno che ha bisogno di noi. Per un’opera buona fatta con intenzioni pure il Signore cancella molti peccati. Quando poi ci rivolgiamo a lui per ottenere le grazie, dobbiamo essere sicuri che ci esaudirà secondo la sua volontà. Insistiamo nella nostra preghiera e non pensiamo ai nostri meriti, se crediamo di averne. Pensiamo, invece agli infiniti meriti di Gesù Cristo che ha patito ed è morto per tutti noi, ai meriti di sua Madre e quelli di tutti i santi. Se insistiamo nella preghiera e cerchiamo di essere fedeli al Signore, prima o poi le grazie verranno esaudite, ma dobbiamo dare la priorità a quelle che fanno bene al nostro spirito, che ci aiutano a cambiare le vecchie abitudini e ad aumentare l’amore verso Dio ed il prossimo.

 

  1. “Tu sei un niente, nulla. Sii pura come la goccia di rugiada affinchè il mio volto vi si rifletta. Poichè sei niente io posso impossessarmi di te, sostituirmi a te. Oh, come ho sete d’anime! Sete che esse si abbandonino a me affinchè possa trasformarle; che mi abbandonino la loro umanità affinchè io agisca nel mondo. Perché non capite il mio richiamo? Non ho esaurito tutti i mezzi per sollecitare la vostra attenzione, la vostra gratitudine?…“.

Signore mio Gesù, che cosa debbo fare?

“Non resistere alla grazia. Non resistere all’amore. Il mio amore esige; conta per poca cosa gli sforzi e le fatiche, i sacrifici e i disinganni in paragone a ciò che egli dà. Non bisogna arrestarsi ad essi, l’amore li domina e vi passa sopra per ricavare forza e vita per le realtà eterne. Agisci svelta, con precisione. Tutte le tue disposizioni materiali siano regolate con ordine, misura e prontezza, per liberartene, al fine di darti di più alla vita dello spirito. Ti aspetto nel lavoro materiale, dove ho tanto bisogno di essere servito con perfezione, ma ti aspetto anche nel riposo dello spirito liberato per abbandonarmi ai tuoi sguardi“.

 

OGNI PERSONA È OPERA DI DIO (14)

Ogni persona è opera di Dio, pertanto è necessario avere il massimo rispetto. Non importa se è un infante, un bambino, un ragazzo, un adulto od un anziano. Dio ha un misterioso progetto per ognuno di noi. Egli ama infinitamente ogni sua creatura e se noi amiamo realmente Dio dobbiamo amare anche la sua opera e le sue creature. Ricordiamoci che ogni persona è Tempio dello Spirito Santo e quando manchiamo di rispetto ad una sola persona con qualsiasi mezzo, noi offendiamo il suo Creatore, il quale desidera portare a termine il suo progetto, quello cioè di divinizzare ogni uomo. Ogni persona è destinata a lodare il Signore per tutta l‘Eternità, anche i più peccatori, perché nella sua infinita Misericordia Dio vuole che ognuno di noi si salvi dalla perversione del peccato.

Rispettiamo ed amiamo davvero ogni persona che incontriamo lungo il nostro cammino, così ci attiriamo ancora di più la benevolenza del Creatore.

 

  1. “Si, mi sono fatto talmente vostro fratello da volere che il Padre mio fosse anche il vostro e che la Madre mia divenisse anche Madre vostra. L’amore non conserva per sè quelli che ama, li dà… Bisogna amare per dare, affinchè lo Spirito Santo trionfi e si espanda… Come voi avete bisogno di sentirvi amati per potervi espandere, per aprirvi alla vita, così ho bisogno io di sentirmi amato da voi, per potervi inviare i miei doni. Amarmi è aver fiducia in me, è non dubitare di me, è contare su me. Quali sono i limiti della mia potenza su di te? La tua fiducia“.

 

DIO NON IMPONE LA SUA PRESENZA (15)

Dio è infinitamente più attento ad ognuno di noi di ciò che pensiamo: aspetta da noi uno sguardo, un pensiero, una preghiera, un dialogo, una qualsiasi buona azione fatta per Lui ed in vista di Lui.

Non sottovalutiamo la sua presenza in noi e nel Cosmo. Egli non è invadente perché ci rispetta e ci ama, per questo ci sollecita attraverso mille stimoli che noi spesso non sappiamo decifrare. Il suo modo di amare è sempre molto discreto, Egli non vuole essere al centro dell’attenzione perché rispetta la nostra libertà : dovremmo noi metterlo a centro della nostra vita, perché così è giusto, essendo Lui il nostro Creatore, Salvatore e Signore.

 

  1. “Non mi hai mai visto, ma mi senti. La voce mia è così intima in te che ti sembra di essere tu stessa che parli. Sono talmente in te che accetto di diventare te per guadagnarti interamente. Però sono anche fuori di te. Quando io taccio senti il vuoto, senti che non puoi sostituirmi, hai la prova che sono io, il Salvatore Gesù, che ti parlo. Credi a quanto ti dico; la tua fiducia mi consola della poca fiducia che hanno per me tanti altri che sono tuttavia delle mia famiglia. Il mio cuore fu trafitto dalla lancia, e lo è tuttora spesso dall’incomprensione di coloro che non mi ascoltano che a metà. Preparati. Non vedo l’ora di venirti a cercare per condurre a termine l’opera mia cominciata in te”.

Signore mio Gesù, che cosa debbo fare?

“È necessario che non vi sia una sola fibra del tuo essere che sfugga all’amore. Che non ci sia nell’anima tua alcun rimpianto, alcun risentimento, alcun sentimento d’amarezza o d’antipatia. Ama tutte le creature per me. Amami attraverso esse; e le cose e le circostanze amale come espressioni dell’azione mia e della mia volontà. Con la stessa intensità odia e fuggi i miei nemici: te li ho nominati una volta: la menzogna, la doppiezza, il chiasso, l’agitazione, il disordine. Bisogna che li odi per cacciarli lontani da te quando si presentano; ma non ci pensare neppure. Stabilisci l’ordine in te; da se stesso il disordine sparirà in te e attorno a te. Basta superare il male col bene”.

 

DIO CI OSSERVA AMOREVOLMENTE (16)

Noi lo guardiamo attraverso le sue opere, Lui ci scruta direttamente.

Dio è l’Amore Onnipotente e noi la fragilità incarnata, un mucchietto di egoismo ed orgoglio.

Ma Dio non ci osserva con aria di superiorità e con disprezzo (anche se in realtà Egli è infinitamente superiore!).

Egli ci guarda nella sua umiltà, penetrando in noi e facendo tifo per il nostro progresso spirituale: Egli è felice se compiamo un solo gesto d’amore, il cui grado di purezza solamente Egli lo può conoscere!

Osserviamo in profondità ogni nostro più recondito pensiero conoscendo bene i motivi per cui è stato generato.

Ha presente ai suoi occhi ogni attimo della nostra breve esistenza terrena, ogni luce ed ombra, ogni tipo di scelta, ogni evento che ha determinato la nostra linea esistenziale.

Conosce perfettamente anche le altre ipotetiche linee esistenziali che avrebbero potuto sussistere con le infinite interferenze dei diversi eventi interni a noi ed esterni.

Conosce le conseguenze di ogni nostra più piccola azione, sa con esattezza cosa si annida nel mare del nostro inconscio. Sostiene ogni atomo del nostro corpo, assiste ed orienta verso la luce ogni nostro pensiero, soprattutto se è immerso nelle tenebre interiori, pur lasciandoci il libero arbitrio.

Egli ha ben presente ogni nostro stato mentale e spirituale. Non gli sfugge nemmeno un brevissimo istante della nostra esistenza e ci osserva con profonda tenerezza perché siamo sue creature, destinate alla divinizzazione per partecipare alla sua imperscrutabile vita trinitaria.

 

 

  1. “Quando le tue Sorelle dubitano dell’aiuto che tu offri loro, non senti che ciò paralizza il tuo slancio? è lo stesso per me, poichè siete creati a mia immagine. Quando dubiti della mia bontà o della mia onnipotenza, non posso manifestartela. Allorchè dubiti, pensi da sola, la tua mente non è penetrata di me. Può avere essa forza senza di me?”.

“Quando vedi che nonostante molte premure, l’una o l’altra delle tue Sorelle non ha fiducia nel tuo affetto, che resta compita e gentile, ma come sospettosa delle tue intenzioni, ciò ti fa pena; anch’io quando voi non osate fare affidamento su di me, sono afflitto. Fate affidamento su di me con gli occhi chiusi, senza titubanze, tranquilli… sì, come il bimbo che dorme nelle braccia della sua mamma. Non siete come bimbi portati sulle braccia divine? Figliuola mia cara, chi ha più premure di me? Se fai attenzione, ora per ora, vedrai la mia sollecitudine. Dimostra fiducia alle tue sorelle; bisogna credere alle loro buone intenzioni; è necessario superare il male col bene. Ti tratterò come tu avrai trattato le tue Sorelle “.

“Quando confessandoti hai esposto chiaramente le tue colpe, le tue omissioni, la tua mediocrità, mi rendi felice come se mi affidassi un tesoro! Dal momento che un’anima si apre, il mio Spirito la invade; oh! senza tanto rumore ma vittoriosamente. C’è forse qualche cosa che io non possa riparare quando mi si lascia fare? Allora sono io che ho la gioia di ornare l’anima tua secondo i miei gusti e il mio beneplacito”.

 

SIGNORE NON COMPRENDIAMO, MA CI FIDIAMO DI TE (17)

 

La Gloria di Dio consiste nel far prevalere il buon senso dell’Amore su creature deboli ed instabili come noi. Prova per noi un’infinita tenerezza. Egli ha il potere di creare dal nulla tutto ciò che vuole e di trasformarci in un istante… Spesso, però, ci lascia nelle condizioni disagiate in cui ci troviamo, non perché non ci ami, ma proprio per il suo immenso amore che vede infinitamente più avanti di quello che vediamo noi. I nostri disagi terreni costituiranno i motivi fondamentali della sua e della nostra gloria. Ma questo richiede una grande fede da parte nostra e Dio ama moltissimo coloro che si fidano completamente di Lui, nonostante appaia quasi tutto perduto…

Tutto ciò si può evincere dal comportamento di Gesù nei confronti del Padre. Umanamente tutto era perduto…ma Gesù non si è lasciato andare nella disperazione: “Padre, nelle tue mani rimetto il mio Spirito!”. Appare davvero tutto incomprensibile e quante volte ci siamo chiesti perché il Padre ha permesso un simile dolore! E lo sta permettendo in ogni uomo che soffre, in ogni moribondo che geme, in ogni creatura che esala l’ultimo respiro… Signore non comprendiamo, ma ci fidiamo di Te che raccoglierai teneramente ogni nostra lacrima per preparare il vestito nuziale dell’unione mistica tra la nostra anima e Te, amore infinito ed eterno!

 

  1. “Non esaminare troppo perchè ti parlo: ascolta, e come una bambina, segui il cammino che ti ho tracciato. Esso ti condurrà ben presto alla casa del Padre”

Già! E io non ho fatto nulla della mia povera vita! Io che volevo che essa vi cantasse e vi glorificasse, Signore mio Gesù!

“Se hai fatto ciò che ti ho chiesto, basta. Io farò il resto. Se hai agito in ciascuna occasione secondo il mio Spirito, lo Spirito Santo… Se mi hai accolto e hai sparso l’amore… ciò basta. Io farò il resto. Se hai obbedito in tutto alla tua Regola, alle tue Superiore e al Padre, e a ciò che io ti dicevo… ciò basta. Io farò il resto. Se mi dai il tuo posto, agirò io al tuo posto, io che sono l’azione onnipotente. Il miglior lavoro che possiate fare è di ottenere la mia collaborazione, e di lasciarmi agire, quando avete fatto da parte vostra tutto ciò che potevate. Io lavoro col tempo. Ma i miei doni sono senza pentimento. Se tu mi lasci andare in Svizzera al tuo posto, vi andrò con quelle che ho scelto, e le Clarisse resteranno nel tuo piccolo paese. Non ti ho ancora accordate le conversioni richieste… ma non ti ho dato la Speranza? Abbi fiducia ciecamente. Quando un’anima mi domanda l’impossibile agli occhi umani, mi onora. Mi chiede infatti ciò che non si chiede che a Dio”.

“Sì, posso trasformare ogni bruttura in bellezza, ogni povertà in ricchezza spirituale, ogni peccato in sorgente di grazia, ogni rancore in perdono; in dolcezza ogni amarezza, in gioia ogni tristezza, ogni sofferenza in redenzione… quando me le date e mi lasciate fare…”

“Lasciarmi vivere in voi è riempire il vostro cuore dell’abbandono dei pargoli e ascoltarmi; è mettere tutta la vostra intelligenza a comprendere i miei modi di agire, ad imitarli; è avere gli stessi sentimenti miei e condividere i miei desideri; è mantenervi con tutta la forza della vostra volontà, costi quello che costi, ad ogni istante, in ciascuna occasione, nella verità”.

 

SIAMO REALMENTE PADRONI DI NOI STESSI? (18)

Osserviamo le nostre mani. Sappiamo che sono formate da tessuti, i quali a loro volta contengono cellule, molecole, atomi, elettroni ecc.

E così dell’intero nostro corpo…

Eppure siamo convinti di “appartenerci” completamente perché rispondiamo a molti comandi della nostra mente. Abbiamo la possibilità di muovere miliardi di atomi ad un solo cenno della nostra volontà. Ma anche le nostre possibilità psico-fisiche, sebbene di un numero enorme, sono limitate. Noi non abbiamo la facoltà di far nascere, crescere e di nutrire una sola cellula del nostro corpo: ciò succede senza il concorso della nostra volontà. La stessa cosa vale per moltissime funzioni del nostro corpo. La mente ha ancora più facoltà, soprattutto nell’ambito dell’immaginazione, oltre che della percezione. Noi percepiamo le cose più complesse in un modo apparentemente semplice. La scienza ci spiega, comunque, che ogni percezione attiva ed è attivata da stimoli molti più complessi di quello che immaginiamo.

Il mondo che vediamo è un aspetto molto superficiale della realtà più intrinseca. Così ogni nostro contenuto mentale, per quanto immaginario, si forma attraverso stimoli interni misteriosi che attingono in gran parte dall’inconscio sedimentato nel corso della vita.

Con la nostra volontà non possiamo nemmeno far crescere un nostro capello, o allungare un arto, o concepire idee che appartengono alla genialità di un altro.

Possiamo davvero affermare di possederci come pensavamo abitualmente? Chi o cosa ci possiede realmente?

Solo il Signore è davvero il padrone della nostra vita!

 

  1. “Se tu sapessi che gran cosa è comparire dinanzi a Dio! Se l’anima è pronta, perchè desiderare di trattenerla? Pensa più ad essa che a voi… Però, abbi fiducia nella mia onniscienza e onnipotenza“.

 

NON DISPERIAMO MAI NELLA NOSTRA SALVEZZA (19)

Anche se gli uomini ci dimenticano, Dio non si dimentica mai.

Se ci sentiamo peccatori recidivi, ricordiamoci che la Misericordia di Dio supera infinitamente le nostre miserie, pertanto si può sempre ricominciare. Se siamo consapevoli di non aver nulla da offrire a Dio, offriamogli le nostre miserie ed il nostro tempo.

Riflettiamo spesso, convertiamoci, pentiamoci per le nostre colpe, confessiamocifrequentemente e frequentiamo la Santa Eucaristia che ci dona forza, vigore e speranza.

Nulla è mai perduto, tutto si può ancora guadagnare in Gesù Cristo, che ha patito, è morto e risuscitato per salvarci e divinizzarci in Lui.

Gli siamo costati cari ed è per questo che ci ama sempre

 

  1. “I fanciulletti non hanno grandi tentazioni, il loro abbandono li preserva dalle gravi disgrazie, e frattanto crescono come immersi nell’Amore. Oh, se voi sapeste vivere tenendomi per la mano come fanciulli, agendo senza pensare a voi, oh, come mi scoprireste a ogni passo!”.

“Non mi si conosce e perchè non mi si conosce non si sa amare me che invece ho tanto amato gli uomini. Fammi conoscere fammi amare. lo sono sempre con voi, in voi e attorno a voi e voi non mi vedete. L’anima obbediente, l’anima che è nello stato di obbedienza, ha gli occhi aperti sulla mia presenza; senza abbandonarla, essa ne scopre dovunque i segni e i messaggi perchè aderisce immediatamente a quanto le dico. Quando si è messa in questo stato di abbandono, di silenzio e di calma, è come se non potesse più separarsi da me; essa coglie in ogni sofferenza, in ogni contraddizione un dono da offrirmi e nulla altera la sua serenità. L’anima che resiste soffre e si sfinisce in questa sua resistenza, e siccome non è fissata a me, la sua sofferenza non è quella che espia e produce un aumento d’amore. Vi sono tante sofferenze mal dirette e perdute. Esse rimangono soffocate entro i vostri limiti umani. “Io sono la vite e voi i tralci”, riferite tutto a me: con quello che mi donate farò miracoli per la vita eterna”.

 

GESÙ È LA VERA GIOIA (20)

C’è una sottile distinzione tra piacere e gioia, che non tutti hanno ben compreso. Nell’arco della nostra vita abbiamo sperimentato molti momenti di piacere e di dolore. Il piacere è un momentaneo soddisfacimento dei sensi. Spesso ci siamo soffermati, una volta consumato il godimento, a pensare di ricreare quel determinato momento cercando di ripetere la situazione piacevole, ma ogni volta essa ci ha lasciati piuttosto delusi ed insoddisfatti. Pensiamo allo stato di euforia indotto dall’alcool, ad esempio. Cosa è successo? Ci siamo irrigiditi nel desiderio di riprovare il piacere, ma questo rischia di originare in noi dipendenza, frustrazione, disagio interiore per l’amara insoddisfazione.

Come ci si dovrebbe comportare allora?

Innanzittutto bisognerebbe far tesoro delle nostre esperienze ed intuire che nella nostra vita tutto passa e viviamo realmente nell’istante. Se vogliamo prolungare questo istante inquinandolo col desiderio della situazione piacevole che abbiamo vissuto nel passato, saremo sempre delusi. Allora dovremmo agire sempre con distacco. Guardiamo un paesaggio, un bel volto, il profilo delle montagne e poi osserviamo la nostra mente pacatamente, lasciando scorrere le emozioni ed i sentimenti, ma senza desiderare di ricrearli. Ecco profilarsi qualcosa di molto più intimo: la gioia interiore. Essa è proprio dovuta al distacco dal tempo e dallo spazio, perché è pura immersione nell’istante, che si attua nella più totale fiducia in Gesù Cristo. È indefinibile, perché è molto più del semplice piacere. Chi si allena a questa gioia comincia a vivere la sua vita in pienezza..

 

  1. “Voi avete due mezzi per consolidare la vostra salute al fine di ben servirmi:
  2. a) osservare con una misura perfetta le leggi cui vi siete sottoposti;
  3. b) vivere nella mia intera dipendenza mediante una generosità e una fedeltà crescenti e ricevere da me giorno per giorno, ora per ora, le forze necessarie. La salute non potrebbe allora mancarvi per poter rispondere a quanto io vi domando”.

Mio Signore Gesù, quale di questi due mezzi preferite che io impieghi?

“Niente mi fa tanto piacere come il vederti alla mia completa dipendenza: perchè tu non potresti essere meglio…”

 

SI STA MEGLIO COL SIGNORE (21)

È inutile e dannoso cercare consolazione nell’abuso dei piaceri o nella trasgressione. La consapevolezza che Dio è il Padre misericordioso, che Gesù è il fratello altruista e premuroso e che lo Spirito Santo è energia divina evolutrice dell’anima dovrebbe farci vivere nella serenità interiore, anche se notiamo che la vita terrena è spesso una valle di lacrime.

Certamente tutti siamo messi alla prova, ma chi confida in Dio riesce a superarla, anche se dovesse ricadere migliaia di volte: perderà delle battaglie, ma non la vittoria finale del bene sul male.

Dice il salmo: “Guardate a Lui e sarete raggianti”, perché Dio non esaurirà mai la sua Misericordia. Ogni volta che ci pentiamo seriamente del male commesso Lui è pronto ad abbracciarci per riversare su di noi il fiume di grazie che ha da sempre riservato.

Il peccato, una volta consumato, lascia in noi amarezza e disperazione, il perdono e la consapevolezza che siamo infinitamente amati da Dio, invece, ci fa vivere più intensamente ogni attimo della nostra vita.

Lo Spirito Santo è sempre attivo in noi ed è necessario lasciarlo agire liberamente…ecco il segreto della felicità!

 

  1. “Tu che hai promesso alle tue care Sorelle d’insegnar loro più tardi certi ricami, tu ti scandalizzi perchè esse non ti credono e cercano di indovinare subito come fai… Credi che io sia meno di te sensibile alla mancanza di confidenza? Io ti ho promesso delle grazie di conversioni, e perchè esse non si sono ancora attuate tu già dubiti della mia parola… L’amore non dubita ». Si, mio Dio, vi credo.

“Sì, tu vedi le belle cose che io ho fatto con delle minuscole semenze… perchè abbandonate alla mia azione. Che cosa non farei con i movimenti di confidenza, di fede, di speranza, di carità, abbandonati alla mia onnipotenza?…“.

 

È POSSIBILE INNAMORARSI DI DIO? (22)

Se ci pensiamo bene Dio, l’Onnipotente, ha fatto di tutto per venirci incontro: si è incarnato, ha fondato la sua Chiesa, ha istituito i Sacramenti, ha patito, è morto e risorto.

Rimane, comunque, “discreto”: non impone la sua presenza sensibile per lasciarci scegliere liberamente. Egli ama tutti continuamente anche quando non è riamato. Egli attende sempre una nostra libera risposta al suo amore. È sempre pronto a perdonarci ogni volta che torniamo a Lui. Ci sorregge in ogni istante e spesso non ce ne accorgiamo.

È proprio “innamorato” di ognuno di noi. Se non fosse innamorato non ci avrebbe donato l’esistenza. Egli entra nella nostra storia personale discretamente e se noi lo riconosciamo e gli diamo spazio Egli agisce per aiutarci a progredire nell’amore. Egli sa molto bene quanto sia difficile per noi amarlo, ed è qui che consiste la sua Gloria: essere contraccambiato da creature limitate.

“Il contrario dell’amore non è l’odio ma l’indifferenza che è linfa vitale che alimenta ogni male, la linfa segreta del peccato, per la quale l’altro non esiste, non conta, non vale, non è niente.
Bisogna dunque tornare ad amare Dio con tutto noi stessi, corpo e anima: non si può però amarlo da sottomesso o da schiavo ma da innamorati” (p. Ermes Ronchi)

 

  1. “Sì, sii la mia piccola semente piantata qui in terra di Gerusalemme per produrvi dei frutti nella mia Chiesa, dei frutti e molte altre sementi in ragione della mia prodigalità. Lasciami fare. Ma che la tua obbedienza sia perfetta; come la semente abbandonata alla mia azione. Tu sai che il chicco di grano deve morire per dare il suo frutto”

 

GESÙ È IL VERO RE DELLA PACE (23)

Gesù fu senza peccato.

Egli era l’essenza della salvezza. Disse: “Io sono la via, la verità e la vita! Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”
Gesù ha guarito lebbrosi, dato la vista ai ciechi, camminato sulle acque, risuscitato i morti. Ha detto “il mio regno non è di questo mondo”.
La sua passione principale era di glorificare il nome del suo Padre celeste. Non aveva un posto dove appoggiare il suo capo. La sua vita era contrassegnata da misericordia e amore.
Egli ha detto che “coloro che feriscono di spada, periscono di spada”. Uno dei suoi titoli è “Principe della pace”.
Gesù disse: “Splenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli.” “Amate i vostri nemici e benedite coloro che vi odiano.”
Egli perdonò anche un’adultera. Non ha mai ucciso nessuno, non ha mai posseduto schiavi, non ha mai forzato i suoi discepoli a continuare a credere in Lui. Gesù predisse esattamente la sua crocifissione, morte e risurrezione. Gesù nominò, istruì e preparò i suoi successori.
Le rivelazioni e la vita di Gesù erano “sacrificali”, come la sua crocifissione per i peccati del mondo. Egli perdonò i suoi nemici. (Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno!)
Poi risuscitò dai morti e salì al Cielo!

  1. “La più grande prova d’amore che potete darmi è di credere in me. La più grande prova d’amore per il vostro prossimo è di dargli l’esempio del bene qualunque cosa vi possa costare. è una maniera di donare la propria vita per gli amici“.

“Voi potete fare molto le une per le altre mediante l’esempio potete influenzarvi potete determinare presso il vostro fratello l’uso che egli farà della sua libertà. Ma io non vi influenzo; quando mi lasciate agire in voi stessi, io vi trasformo”.

“Vedi che non ti serve a niente vegliare da sola su te stessa.

Va’, senza preoccuparti di quanto hai, con la forza che io ti dono”.

 

I VERI FRUTTI SONO L’AMORE PURO (24)

Nella parabola sul fico che non fruttifica più, il contadino chiede al padrone di lasciarlo ancora un po’ di tempo perché ci penserà lui a curarlo aggiungendo concime e potandolo in maniera giusta.

Ognuno di noi può essere come quel fico: i frutti dell’amore spesso tardano a venire e non li vediamo.

Ma Dio ha pazienza infinita con noi ed aspetta il momento più adatto per raccogliere i veri frutti.

Lasciamolo agire in noi. Spesso ci sentiamo davvero insignificanti ed aridi. Ma ai suoi occhi “mille anni sono come il giorno di ieri che è già passato”.

Egli continua ad operare in noi ma non sappiamo come. È inutile agitarsi o disperarsi: chi si affida a Lui non sbaglia mai e prima o dopo se ne renderà conto che tutto concorre al bene di coloro che Dio ama. Se pensiamo che noi dovremmo compiere opere eclatanti queste rischiano di accecare il nostro animo preso dai lacci dell’orgoglio.

Agli occhi di Dio vale molto di più un piccolo atto altruistico fatto in Lui che mille opere le quali alimentano il nostro egoismo.

Egli, in pratica, ci vuole fare crescere nell’amore, il quale non è disgiunto dall’umiltà.

“Lui deve crescere, io devo diminuire”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se ti senti abbandonato da tutti : fidati, Dio non ti abbandonerà mai.

Se ti senti schiacciare dal rimorso per le tue colpe passate : fidati, Dio le ha completamente cancellate, se ti sei pentito sinceramente.

Se sei indigente ed oppresso dalla povertà : fidati, Dio è Provvidenza e non ti lascerà mancare il necessario.

Se girano infami calunnie su di te: fidati, Dio ti conosce profondamente e prima o poi farà emergere la verità.

Se non ti senti amato nemmeno dai tuoi familiari e parenti: fidati, se preghi per loro Dio toccherà i loro cuori.

Se ti senti oppresso dalle tentazioni: fidati, Dio ti aiuterà a superarle.

 

Abbi fede, prega, ama e continua a fare il bene: Dio si prende sempre cura di te!

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

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L’AMORE DI DIO IL FIORE, E LA MISERICORDIA IL FRUTTO. (12.11.37)

L’anima dubbiosa legga queste considerazioni sulla Misericordia e diventi fiduciosa.

 

LA MISERICORDIA DI DIO:

scaturisce dal seno del Padre, è il massimo attributo della divinità, è mistero inconcepibile, è sorgente che scaturisce dal mistero della Santissima Trinità, è mistero che nessuna mente umana né angelica può comprendere, da essa scaturisce ogni vita e felicità, è al di sopra dei cieli, è sorgente di miracoli e di eventi eccezionali, abbraccia tutto l’universo, è venuta nel mondo nella persona del Verbo Incarnato, è sgorgata dalla ferita aperta nel Cuore dì Gesù, è rinchiusa nel Cuore di Gesù per noi e specialmente per i peccatori, è imperscrutabile nell’istituzione della Santa Eucaristia, nell’istituzione della santa Chiesa, nel sacramento del santo battesimo, nella nostra giustificazione per mezzo di Gesù Cristo, ci accompagna per tutta la vita, ci abbraccia specialmente nell’ora della morte, ci dona la vita immortale, ci segue in ogni momento della vita, ci difende dal fuoco dell’inferno, converte i peccatori induriti, è meraviglia per gli angeli, incomprensibile ai santi, insondabile in tutti i misteri di Dio, ci solleva da ogni miseria, è sorgente della nostra felicità e della nostra gioia, ci ha chiamati dal nulla all’esistenza, abbraccia tutte le opere delle Sue mani, corona tutto ciò che esiste ed esisterà, in essa tutti siamo immersi, è dolce sollievo dei cuori affranti, è unica speranza delle anime disperate, è riposo dei cuori e serenità in mezzo alla paura, delizia ed estasi delle anime sante, infonde speranza contro ogni speranza.

 

O Dio Eterno, la cui Misericordia è infinita ed il tesoro della compassione è inesauribile, guarda benigno a noi e moltiplica su di noi la Tua Misericordia, in modo che nei momenti difficili non disperiamo né ci perdiamo d’animo, ma con grande fiducia ci sottomettiamo alla Tua santa volontà, che è amore e la stessa Misericordia.

 

(estrapolato dal Diario di Santa Faustina Kowalska)

 

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XIX domenica A Mt 14, 22-32

 

di p. Ermes Ronchi

Gesù dapprima assente, poi come un fantasma sul mare,

poi come voce che incoraggia, infine mano salda che ti afferra.

Un crescendo nell’esperienza di Dio, dentro una liturgia cosmica di onde, di vento, di buio, storia delle nostre tempeste e paure, dei miracoli invocati, ricevuti e subito dimenticati, perché i miracoli non bastano mai.

Siamo sul lago di Galilea. Il paesaggio che Gesù più amava.

Un paesaggio d’acque è il primo di tutti i paesaggi, la Bibbia comincia con una immagine d’acqua. Una danza dello Spirito sull’acqua è il primo movimento della Bibbia.

Se portiamo questa immagine nel campo della nostra vita personale essa diventa il simbolo dei nostri oceani interiori che ci minacciano e al tempo stesso ci generano.

Il contesto. Gesù ha appena moltiplicato i cinque pani e i due pesci. È stata una festa, tutti insieme in quella cucina, anzi in quella cattedrale con l’erba per pavimento e il cielo per soffitto, e dietro il lago come abside.

Ma ad un certo punto Gesù, dice Matteo, costrinse i suoi a salire sulla barca. Costrinse, notiamo il verbo inusuale, aspro. Ma lui, Maestro del cuore, ha fretta, è brusco quando c’è aria di trionfi, di successi, di ovazioni, non è quella la scuola di formazione che vuole per i suoi, e allora li costringe ad andare via. Invece non ha mai fretta quando c’è da curare, da sfamare, da ascoltare.

Il nostro posto non è nei successi e nei grandi risultati, ma in una barca in mare, mare aperto, dove prima o poi durante la navigazione della vita verranno acque agitate e vento contrario.

Una grande nave ormeggiata nel porto è indubbiamente al sicuro. Ma non è per questo che le grandi navi sono state costruite.

Lui rimane a terra per congedare la folla, bellissimo, per salutarli bene, a uno a uno, occhi negli occhi, i cinquemila uomini appena sfamati e lui certamente aggiunge anche le donne e i bambini (invento lo so, ma è lo stile di Gesù) bambini e donne che gli evangelisti non hanno neanche considerato.

È commovente questo Gesù che passa di incontro in incontro; saluta tutti e poi profumato di abbracci e di gioia, si reca sul monte, in disparte, a pregare, desidera l’abbraccio del Padre, e sarà lungo una notte intera.

Poi, verso l’alba, sente il desiderio di tornare dai suoi. Di abbraccio in abbraccio: così si muoveva Gesù.

A questo punto il vangelo racconta una storia di burrasca, di paure e di miracoli che falliscono.

Sul finire della notte venne verso i suoi.

E a noi pare, invece, di essere abbandonati, soli con le nostre sole forze, dentro le burrasche della vita. Eppure dire: da solo con le mie sole forze, è una affermazione cristianamente insensata, perché intrecciata alla mia forza c’è sempre la sua forza.

Gesù non è mai assente, è già con i discepoli, da subito. Lui è la sorgente della forza dei rematori che non si arrendono al vento contrario, lui è nella presa robusta del timoniere, lui è nel coraggio condiviso, è negli occhi di tutti fissi a Oriente a scrutare quanto manca della notte.

E la barca, simbolo di me e della mia vita fragile, di me e della mia fede corta, della mia comunità e dei suoi problemi, intanto resiste e avanza.

E non per il morire del vento, non perché finiscono i problemi, ma per il miracolo umile dei rematori che non mollano i remi, che sostengono ciascuno la speranza del compagno.

Primo prodigio: Dio non agisce al posto nostro, non ci toglie dalle tempeste ma ci sostiene dentro le tempeste: non abbiate paura!

Non salva dalla sofferenza ma nella sofferenza,

non protegge dal dolore ma nel dolore.

L’espressione è di Bonhoeffer: Dio non salva dalla croce, ma nella croce.

Un semplice cambiamento di preposizione e tutto acquista un’altra luce. Dio non porta la soluzione dei nostri problemi, porta se stesso dentro i problemi.

E poi entra in scena Pietro, con la sua tipica irruenza: se sei figlio di Dio, comandami di venire verso di te camminando sulle acque.

Venire verso di te, bellissima richiesta. Camminando sulle acque, richiesta infantile, che vuole un prodigio fine a se stesso, una esibizione come quella chiesta dal diavolo sul pinnacolo del tempio: se sei figlio di Dio buttati giù e verranno gli angeli, uno spettacolo che non ha di mira il bene di nessuno.

Pietro, che ha grande coraggio e grandi paure, come noi, scende dalla barca e comincia a camminare sulle acque.

Ma in quel preciso momento, proprio mentre vede sente tocca il miracolo, comincia a dubitare e ad affondare. Uomo di poca fede perché hai dubitato? Pietro è uomo di poca fede non perché dubita del miracolo, ma proprio perché lo cerca. I miracoli, segni, visioni, apparizioni, non servono alla fede.

È il lamento di Gesù su quelli di Cafarnao: se a Tiro e Sidone avessi fatto un decimo…I miracoli si impongono, stupiscono, ma non convertono.

Lo mostra Pietro stesso: fa passi di miracolo sulle onde e nel vento, eppure proprio nel momento in cui sperimenta la vertigine del prodigio sotto i suoi piedi, in quel preciso momento la sua fede va in crisi: “Signore affondo!”.

Quando Pietro guarda al Signore e alla sua parola: “Vieni!” può camminare sul mare.

Quando invece guarda al vento che è forte, alle difficoltà, alle onde, alle crisi, si blocca nel dubbio. Così accade sempre.

Se noi guardiamo al Signore e alla sua Parola, se abbiamo occhi che puntano in alto, se mettiamo il cuore in progetti che sono buoni, noi avanziamo.

Se guardiamo alle difficoltà, se teniamo gli occhi bassi, fissi sulle macerie, ai nostri complessi, ai fallimenti di ieri, sulle depressioni, iniziamo la discesa nel buio.

Mentre la paura dà ordini che mortificano la vita, i progetti danno ordini al nostro futuro.

Pietro, dentro il miracolo, dubita e ha paura: “Signore affondo”; dentro il suo dubbio, crede: “Signore, salvami!”. Ringrazio Pietro per questo suo intrecciare fede e dubbio; per questo suo oscillare fra miracoli e abissi. Dubbio e fede. Indivisibili. A contendersi in vicenda perenne il cuore umano.

Ma è proprio là che il Signore ci raggiunge, al centro della nostra debole fede. Non attende, non pretende che abbiamo una fede grande.

Ci raggiunge e non punta il dito per accusarci, ma stende la sua mano salda per afferrarci. Verrà: dentro la nostra poca fede, a salvarci da tutti i nostri naufragi se appena tendiamo la mano.

E la piccola barca di canne, il cuore,

avanzerà verso la fine della notte,

dove la paura diventa carezza,

dove il grido diventa abbraccio.

Abbraccio tra l’uomo e il suo Dio.

 

 

 

Signore, oggi è tempo di paure, non di fede.

Siamo tutti sommersi in un mare di dubbi:

Ma tu avvicina ancora un po’ quella mano

che non hai mai cessato di tenderci,

Signore, non ti chiedo miracoli,

non ti chiedo di camminare sulle acque,

ma di attraversare le valli della paura con te,

col tuo bastone che mi dà sicurezza.

Non ti chiedo di camminare sul mare,

ma il calore della tua mano che conforta,

della tua parola che incoraggia.

Tu sei con noi, Signore,

fino alla fine della notte,

fino alla fine del tempo.

Vieni dentro la mia poca fede

a salvarmi da tutti i naufragi.

E la piccola barca di canne che è il nostro cuore

avanzerà verso la fine della notte,

ove il nostro grido di paura diventerà

un abbraccio tra l’uomo e il suo Dio.

Amen.

 

p: Ermes Ronchi

 

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Un Dio che se ne va per restare ancora più vicino

Ascensione del Signore – Anno A
28 maggio 2017

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

L’ultimo appuntamento di Gesù ai suoi è su di un monte in Galilea, la terra dove tutto ha avuto inizio. I monti sono come indici puntati verso l’infinito, la terra che si addentra nel cielo, sgabello per i piedi di Dio, dimora della rivelazione della luce: sui monti si posa infatti il primo raggio di sole e vi indugia l’ultimo.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù lascia la terra con un bilancio deficitario: gli sono rimasti soltanto undici uomini impauriti e confusi, e un piccolo nucleo di donne tenaci e coraggiose.
Lo hanno seguito per tre anni sulle strade di Palestina, non hanno capito molto ma lo hanno amato molto, e sono venuti tutti all’appuntamento sull’ultima montagna.
E questa è la sola garanzia di cui Gesù ha bisogno. Ora può tornare al Padre, rassicurato di essere amato, anche se non del tutto capito, e sa che nessuno di loro lo dimenticherà.

Gesù compie un atto di enorme, illogica fiducia in uomini che dubitano ancora, non resta a spiegare e a rispiegare. Il Vangelo e il mondo nuovo, che hanno sognato insieme, li affida alla loro fragilità e non all’intelligenza dei primi della classe: è la legge del granello di senape, del pizzico di sale, dei piccoli che possono essere lievito e forse perfino fuoco, per contagiare di Vangelo e di nascite coloro che incontreranno.

Fate discepoli tutti i popoli… Con quale scopo? Arruolare devoti, far crescere il movimento con nuovi adepti? No, ma per un contagio, un’epidemia divina da spargere sulla terra. Andate, profumate di cielo le vite che incontrate, insegnate il mestiere di vivere, così come l’avete visto fare a me, mostrate loro quanto sono belli e grandi.

E poi le ultime parole, il suo testamento: Io sono con voi, tutti i giorni, fino alla fine del mondo: con voi, sempre, fino alla fine. Cosa sia l’ascensione lo capiamo da queste parole. Non è andato lontano o in alto, in qualche angolo remoto del cosmo, ma si è fatto più vicino di prima. Se prima era insieme con i discepoli, ora sarà dentro di loro. Non è andato al di là delle nubi ma al di là delle forme. È asceso nel profondo delle cose, nell’intimo del creato e delle creature, e da dentro preme come forza ascensionale verso più luminosa vita.
Quel Gesù che ha preso per sé la croce per offrirmi in ogni mio patire scintille di risurrezione, per aprire brecce nei muri delle mie prigioni, lui è il mio Dio esperto di evasioni!

(Letture: Atti 1,1-11; Salmo 46; Efesini 1,17-23; Matteo 28,16-20 )

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/un-dio-che-se-ne-va-per-restare-ancora-piu-vicino

 

 

 

di p. Ermes Ronchi

V di Pasqua Gv 14,1-12

 

Io sono la via, la verità e la vita!” Tre parole immense, le ripetiamo come intima preghiera: “sì, Tu sei la mia vita, la mia strada, la mia verità!”

Dice il Signore: Io sono la via, ma noi abbiamo seguito altre strade, dalle vie sbagliate: liberaci, Signore.

Io sono la verità, e noi abbiamo pensato di possederla chiudendola in formule, dalle aride dottrine: liberaci, Signore.

Io sono la vita, ma noi abbiamo cercato altre sorgenti e altro pane; da ciò che non nutre: liberaci, Signore.

 

Omelia

Non abbiate paura, non sia turbato il vostro cuore, sono le parole di apertura del vangelo, oggi e sempre; le parole primarie del nostro rapporto con Dio e con il vivere, quelle che devono venirci incontro appena aperti gli occhi, ogni mattina.

Gesù ha una proposta chiara per aiutarci a non avere paura: abbiate fede, nel Padre e anche in me. Il contrario della paura non è il coraggio, è la fede. Fede nella buona notizia che Dio è amore, e non ti molla; la fiducia che Dio “non può non amarci” (Turoldo);

Ad ogni mattino, ad ogni risveglio, un angelo ripete a ciascuno le due parole prime: non avere paura, abbi fiducia.

Noi tutti ci umanizziamo, diventiamo umani per relazioni di fiducia, a partire dai nostri genitori; diventiamo adulti perché costruiamo un mondo di rapporti umani edificati non sulla paura ma sulla fiducia.

La paura e la fiducia sono i due antagonisti che si disputano in eterno il cuore dell’uomo.

Noi camminiamo nella vita, mi piace tanto questa piccola parabola, con sue cagnolini al guinzaglio: uno è la paura, l’altro è la fede. Il cagnolino al quale dai da mangiare di più, diventa sempre più grande e forte e finisce che ti tira dalla sua parte, l’altro resta piccolo e debole.

Se tu alimenti, nutri, rafforzi in te le paure, se dai loro ragione, le giustifichi, le diffondi, saranno loro a guidarti; se invece rafforzi, fai crescere e difendi il cagnolino della fiducia sarà questa a diventare sempre più determinante nella vita e a tirarti con sé…

Abbiate fede anche in me, io sono la via, la verità, la vita. Tre parole immense. Inseparabili tra loro.

  1. Io sono la strada vera che porta alla vita.

La Bibbia è piena di strade, di vie, di sentieri, piena di progetti e di speranze. Felice chi ha la strada nel cuore, canta il salmo 84,6.

I primi cristiani avevano il nome di “Quelli della via” (Atti 9,2), quelli che hanno sentieri nel cuore, che percorrono le strade che Gesù ha inventato, che camminano chiamati da un sogno e non si fermano. E se cadono si rialzano, e se sbagliano strada poi risalgono sulla strada giusta.

Io sono la via! Siamo nel contesto dell’ultima cena: la strada, la via che i discepoli hanno ancora negli occhi, che ha inciso e spalancato i loro occhi, è il gesto compiuto da Gesù poco prima, quando lui, il maestro, si cinge un asciugamano e lava i piedi ai suoi discepoli, è l’amore che diventa servizio. Questa la strada della civiltà nuova.

Io sono la strada che non si smarrisce, ma va verso la storia più ambiziosa del mondo, il sogno più grandioso mai sognato, la conquista – per tutti – di amore e libertà, di bellezza e di comunione: con Dio, con il cosmo, con l’uomo.

  1. Io sono la verità. Gesù non dice di avere la verità, ma di essere la verità, di esserlo con tutto se stesso. Come prima non ha detto di essere la meta e il punto di arrivo, ma la strada, il punto di movimento, quello che fa alzare le vite, perché non restino a terra, non si arrendano e vedano che un passo in avanti è sempre possibile, in qualsiasi situazione.

Verità è un termine che ha la stessa radice latina di ver-veris, la primavera. La verità è la vita che germoglia, che mette gemme, la primavera che riempie di fiori e di verde l’inverno dei nostri scontenti. La verità è ciò che fa fiorire le vite.

La verità non consiste in cose da sapere, o da avere, non in libri o formule, ma nello stile di vita di Gesù, vivere come lui ha vissuto.

La verità è una persona che produce vita, che con i suoi gesti procura libertà. La verità sei tu quando asciughi una lacrima, quando ti fermi accanto all’uomo bastonato caduto in mano ai briganti. E non tiri dritto.

“La verità è ciò che arde” (Ch. Bobin), parole e azioni che hanno luce, che danno calore.

La verità è sempre coraggiosa e amabile insieme. Quando invece è arrogante, senza tenerezza, è una malattia della storia che ci fa tutti malati di violenza. Quando uno parla alzando i toni, con la presunzione di avere la verità, ripetiamogli al farse di Ezra Pound: “la tua verità, tienitela per te; la nostra, cerchiamola insieme. Accetterò la tua verità solo quando si sposi con la tenerezza”.

La verità dura, aggressiva, la verità dispotica, ‘è così e basta’, la verità gridata da parole come pietre, quella di tutti i fondamentalisti, non è la voce di Dio.

La verità imposta per legge non è da Dio. Dio è verità amabile.

  1. Io sono la vita, io faccio vivere. Parole enormi che nessuna spiegazione può esaurire. Sono la vita si oppone alla pulsione di morte, alla violenza, alla auto distruttività che nutriamo dentro di noi con le nostre paure.

Parole davanti alle quali provo una vertigine. Il mistero dell’uomo, il mio, si spiega con il mistero di Dio;

la mia vita si spiega solo con la vita di Dio.

Il nostro segreto non è in noi, è oltre noi.

Nella mia vita c’è una equazione: più Dio equivale a più io.

Più vangelo in me vuol dire più vita in me, vita di una qualità indistruttibile.

Il mistero di Dio non è lontano, è nel cuore della tua vita: nei gesti di nascere, amare, dubitare, credere, perdere, illudersi, osare, dare la vita…

La vita porta con sé il respiro di Dio, in ogni nostro amore è Lui che ama.

C’è della santità nella vita, la santità del vivere (Abraham Hescel).

Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre. Guardi Gesù, guardi come vive, come accoglie, come va incontro, come non manda via nessuno, come muore e capisci Dio, e si dilata la vita.

Con queste tre parole il Signore Gesù entra dentro i conflitti fondamentali dell’essere umano.

Io sono la strada entra nel conflitto fra la vita rassegnata, seduta, e quella che invece tenta di muovere un passo, comunque. Perché una meta esiste, e la vita non è una favola sciocca raccontata da un idiota e che non significa nulla (Shakespeare).

Io sono la verità: ed entra nel conflitto tra l’inverno delle vite e la loro primavera.

Io sono la vita: “hai davanti a te la vita e la morte. Scegli”. Ma scegli la vita! E se sarai caduto, io sono la risurrezione: una linfa potente e fresca che si dirama per tutto il cosmo e che non riposerà finché non abbia raggiunto e fatto fiorire l’ultimo ramo della creazione, l’ultimo angolo del cuore.

 

 

 

PREGHIERA ALLA COMUNIONE

 

Dove abiti Signore,

dove hai messo la tua tenda?

Tu sei in ogni anelito di pace,

in ogni forma di bellezza,

in ogni sacrificio per un più grande amore.

 

Sei nel tessuto inflessibile della roccia,

sei nel grido vittorioso del bambino che nasce,

sei nell’abbraccio di chi ama,

sei nell’ultimo respiro del morente,

sei nella luce inaccessibile,

sei nelle piaghe di ogni povero Lazzaro.

 

Tu sei là dove si rinnova la faccia della terra,

dove ogni uomo si incammina;

sei nel popolo infinito dei costruttori di pace,

sei negli occhi dei puri di cuore,

sei nel sogno di chi muore per la giustizia,

sei nel parto di un mondo finalmente fraterno.

Lontano dai troni,

tu sei nella Croce,

sei ai piedi dei tuoi fratelli più piccoli

sei in me,

e il mio cuore è a casa solo accanto al tuo.

Amen.

 

 

 

L’atto di abbandono (contro le ansie e le afflizioni)

don Dolindo Ruotolo, sacerdote napoletano vissuto è morto in concetto di santità ha scritto questo insegnamento sull’abbandono in Dio ispiratogli da Gesù stesso:

Perché vi confondete agitandovi? Lasciate a me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà.
Vi dico in verità che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in me, produce l ‘effetto che desiderate e risolve le situazioni spinose. abbandonarsi a me non significa arrovellassi, sconvolgersi e disperarsi,volgendo poi a me una preghiera agitata perché io segua voi e cambiare così l’agitazione in preghiera.

Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della tribolazione,e rimettersi a me perché io solo vi faccia trovare,come bimbi addormentati nelle braccia materne, all’altra riva.

Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.
Quante cose io opero quando l’anima, nelle sue necessità spirituali e in quelle materiali si volge a me, mi guarda e dicendomi “PENSACI TU” chiude gli occhi e riposa!

Avete poche grazie quando vi assillate per produrle; ne avete moltissime quando in preghiera c’e un affidamento pieno a me; Voi nel dolore pregate perché lo tolga, ma perché lo tolga come voi credete Vi rivolgete a me, ma volete che io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono.

Non fate così ma pregate come vi ho insegnato nel Pater. “SIA SANTIFICATO IL TUO NOME”, cioè sii glorificato in questa mia necessità.
“VENGA IL TUO REGNO”
Cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo: “ SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ’” ossia pensaci tu.

Io intervengo con tutta la mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse.
Ecco tu vedi che il malanno incalza invece di decadere ? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia “Sia fatta la tua volontà, pensaci tu.

Ti dico che io ci penso, e che intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l’infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e di “PENSACI TU”. Ti dico che io ci penso.

E’ contro l’abbandono la preoccupazione, l’agitazione e il voler pensare alle conseguenze di un fatto. E’ come la confusione dei fanciulli quando pretendono che la mamma pensi alle loro necessità, e vogliono pensarci loro, intralciando con le loro idee e con i loro capricci infantili il suo lavoro.

Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia grazia,chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare, chiudete gli occhi e non pensate al momento presente, stornate il pensiero dal futuro come da una tentazione. Riposate in me credendo alla mia bontà, e vi giuro per il mio amore, che dicendomi con queste disposizioni:
“ PENSACI TU”, io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero , vi conduco.

E quando debbo portarvi in una via diversa da quella che vedete voi, io vi addestro, vi porto nelle mie braccia, poiché non c’è medicina più potente di un mio intervento in amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi.

Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane,o peggio agli uomini, confidando nel loro intervento. E’ questo che intralcia le mie parole e le mie vedute.
Oh come desidero io da voi questo abbandono per beneficarvi e come mi accoro nel vedervi agitati!

Satana tende proprio a questo: ad agitarvi per sottrarvi alla mia azione e gettarvi in preda delle iniziative umane. Confidate perciò in me solo, riposate in me, abbandonatevi a me in tutto .Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in me,e del nessun affidamento in voi: io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà !

Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale, seguite quindi il percorso naturale delle cose che e spesso intralciato da satana.
Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i Santi.

Opera divinamente chi si abbandona a Dio. Quando vedi che le cose si complicano, di con gli occhi dell’anima chiusi “ GESÙ PENSACI TU”

E distraiti, perché la tua mente è acutaper te è difficile vedere il male.
Confidare in me spesso, distraendoti da te stesso. Fa così per tutte le tue necessità. Fate così tutti, e vedrete grandi continui e silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il mio amore. Io ci penserò, ve lo assicuro.

Pregate sempre con questa disposizione di abbandono,e ne avrete sempre grande pace e grande frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell’immolazione di riparazione e di amore che impone la sofferenza. Ti sembra impossibile?

Chiudi gli occhi e di con tutta l’anima “ GESÙ PENSACI TU” Non temere ci penso io .

E tu benedirai il mio nome umiliando te stesso. Le tue preghiere non valgono un patto di fiducioso abbandono; ricordali bene. Non c’è novena più efficace di questa:

“OH GESÙ MI ABBANDONO IN TE PENSACI TU”

“ABBANDONATI AL MIO CUORE..E VEDRAI”

Voglio che tu creda nella mio onnipotenza, e non nella tua azione: che tu cerchi di mettere in azione Me, non te negli altri.

Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di arricchirti di amarti come voglio. Lasciati andare,l lasciami riposare in te, lasciami sfogare su di te continuamente la mia onnipotenza.

Se tu rimarrai vicino a me e non ti preoccuperai di fare per conto tuo, di correre per uscire, per dire di avere fatto, mi dimostrerai che credi nella mia onnipotenza e io lavorerò intensamente con te quando parlerai, andrai, lavorerai, starai in preghiera o dormirai perchè ai miei diletti dò il necessario anche nel sonno (salmo 126).

Se starai con me senza voler correre , non preoccuparti di cosa alcuna per te, ma la rimetterai con totale fiducia a me, io ti darò tutto quello che ti necessita, secondo il mio disegno eterno.

Ti darò i sentimenti che voglio da te, ti darò una grande compassione verso il tuo prossimo e ti farò dire e fare quello che vorrò.

Allora la tua azione verrà dal mio Amore. Io solo, non tu con tutta la tua attività, potrò fare dei figli nuovi che nascono da Me. Io ne farò tanti di più quanto più tu vorrai essere un vero figlio quanto il mio Unigenito, perché lo sai che “se farai la mia volontà mi sarai fratello, sorella e madre” per generarmi negli altri, perché io produrrò nuovi figli, servendomi di veri figli.

Quello che tu farai per riuscire è tutto fumo in confronto a quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano.
”Rimanete nel mio amorese rimarrete in me e rimangono in voi le mie parole, chiedete quello che volete e vi sarà dato”(Gv. 15)

 

 

 

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1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron