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Chi ritiene inutile la religione e che non serve adorare Dio e chiedergli perdono, provi a confrontarsi con i Vangeli…ma li legga in profondità.

Se uno è consapevole che Dio va adorato come ribadiscono i comandamenti (Adorerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente), e sa che Gesù ci ha insegnato il “Padre nostro” nel quale ci esorta a dire anche “…sia santificato il tuo nome”, allora è responsabile davanti a Lui, perché se non vuole credere in Lui ne fa di Lui un bugiardo.

“Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. (Marco 16:15-20)

“SARÀ CONDANNATO” è abbastanza chiaro.

Non si può barare con Dio. AdorarLo e pregarLo che ci perdoni e che ci aiuti nel nostro cammino evolutivo è una cosa fondamentale, non inutile….

 

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Messaggio di Medjugorje del 25 maggio 2020 a Marija

Cari Figli! Pregate con Me per la vita nuova di tutti voi. Figlioli, nei vostri cuori sapete cosa deve cambiare: ritornate a Dio ed ai Suoi Comandamenti affinché lo Spirito Santo possa cambiare le vostre vite ed il volto di questa terra, che ha bisogno del rinnovamento nello Spirito.

Figlioli, siate preghiera per tutti coloro che non pregano, siate gioia per tutti coloro che non vedono una via d’uscita, siate portatori della luce nelle tenebre di questo tempo inquieto.

Pregate e chiedete l’aiuto e la protezione dei santi affinché anche voi possiate bramare il cielo e le realtà celesti. Io sono con voi e vi proteggo e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.  

 

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Tutti sanno che Dio è Misericordioso, ma Egli ci viene incontro concretamente se noi ci pentiamo della nostra vita di peccato, ci confessiamo e cerchiamo di confidare in Lui.

Purtroppo ci sono molti che pensano all’infinita Misericordia di Dio, ma perseverano nei loro peccati mortali, non vogliono convertirsi e muoiono impenitenti sprofondando nell’inferno, nell’esistenza del quale nemmeno credono.

Anche se di dovesse ricascare nel peccato mortale, l’importante è riprendersi, pentirsi e convertirsi: Dio ama chi lo cerca con cuore puro e sincero.

Ma non è giusto abusare della sua Misericordia rimanendo consapevoli di trovarci nel peccato mortale senza pentirci affatto.

È necessario cercare di cambiare vita obbedendo ai Comandamenti di Dio e pentirsi seriamente quando si sbaglia strada. È così che si ottiene la sua infinita Misericordia.

 

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Ci sono alcuni che sembrano convinti che noi siamo il frutto di un caso, che l’anima non è immortale e che prima o poi svaniremo nel nulla.

Immaginiamo che quest’idea diventi dominante e che praticamente quasi tutta l’umanità l’abbracci.

Ci potrebbero essere diverse reazioni, in base al tipo di persona.

Molti di questi forse potrebbero condividere il ragionamento di Ivan, uno dei tre fratelli Karamazov: “se Dio non c’è, allora tutto mi è lecito”.

Altri, come sta già succedendo, comincerebbero a farsi alcune domande:

Per quale motivo dovrei darmi da fare per il mio prossimo?

Perché devo affaticarmi lavorando? Non sarebbe più semplice vivere di espedienti imbrogliando gli altri senza essere scoperto?

Non potrei risparmiare agli altri la pena e l’inutilità di esistere provocando la loro fine ed anche la mia?

Praticamente la vita terrena diventerebbe un vero inferno.

Pensare di poter vivere meglio facendo a meno di Dio, dei suoi Comandamenti e della sua Rivelazione, è un’illusione, anche perché sono proprio gli altri a rendere la vita più difficile.

Il credente spera sempre in una nuova vita ed ha la possibilità di dare senso a tutto ciò che esiste, mentre l’ateo convinto vede tutto inutile e privo di senso…

 

 

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Vi sono alcuni che trovano inutile darsi da fare per il prossimo… Pensano che non val la pena affaticarsi lavorando per gli altri. Vivono di espedienti ed imbrogliano cercando di non essere scoperti.

Qualcuno, dalla mente perversa, pensa che eliminando gli altri risparmi loro la pena dell’esistenza.

Ci sono molti che pensano che siamo il frutto del caso e che Dio non esista. Concludono che questa vita non ha alcun senso e dopo la morte tutto finisce nel nulla come prima della nascita.

E così alcuni di questi pongono fine alla loro stessa esistenza priva di significato.

Praticamente una vita terrena del genere anticiperebbe l’inferno.

Pensare di poter vivere facendo a meno di Dio, dei suoi Comandamenti e della sua Rivelazione, è un’illusione che rende la vita più difficile.

Mentre questo tipo di persona vede tutto inutile e privo di senso, persino l’amore, il vero credente ha la possibilità di dare senso a tutto ciò che esiste e spera sempre in una nuova vita immortale.

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

VI Domenica di Pasqua – Anno C – 2019

Si ama Gesù dandogli tempo e cuore

Vangelo (Giovanni 14, 23-29)

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi (…)

Se uno mi ama, osserverà la mia parola. «Se uno ama me»: è la prima volta nel Vangelo che Gesù chiede amore per sé, che pone se stesso come obiettivo del sentimento umano più dirompente e potente. Ma lo fa con il suo stile: estrema delicatezza, rispetto emozionante che si appoggia su di un libero «se vuoi», un fondamento così umile, così fragile, così puro, così paziente, così personale. Se uno mi ama, osserverà… perché si accende in lui il misterioso motore che mette in cammino la vita, dove: «i giusti camminano, i sapienti corrono, ma gli innamorati volano» (santa Battista Camilla da Varano). L’amore è una scuola di volo, innesca una energia, una luce, un calore, una gioia che mette le ali a tutto ciò che fai.

«Osserverà la mia parola». Se arrivi ad amare lui, sarà normale prendere come cosa tua, come lievito e sale della tua vita, roccia e nido, linfa e ala, pienezza e sconfinamento, ogni parola di colui che ti ha risvegliato la vita. La Parola di Gesù è Gesù che parla, che entra in contatto, mi raggiunge e mi comunica se stesso. Come si fa ad amarlo? Si tratta di dargli tempo e cuore, di fargli spazio. Se non pensi a lui, se non gli parli, se non lo ascolti nel segreto, forse la tua casa interiore è vuota. Se non c’è rito nel cuore, se non c’è una liturgia nel cuore, tutte le altre liturgie sono maschere del vuoto.

E noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.

Verremo. Il Misericordioso senza casa cerca casa. E la cerca proprio in me. Forse non troverà mai una vera dimora, solo un povero riparo, una stalla, una baracca. Ma Lui mi domanda una cosa soltanto, di diventare frammento di cosmo ospitale. Casa per le sue due promesse: lo Spirito e la pace.

Lo Spirito: tesoro che non finisce, sorgente che non tace mai, vento che non posa. Che non avvolge soltanto i profeti, le gerarchie della Chiesa, i grandi personaggi, ma convoca tutti noi, cercatori di tesori, cercatrici di perle: «il popolo di Dio per costante azione dello Spirito evangelizza continuamente se stesso» (Eg 139), Parole come un vento che apre varchi, porta pollini di primavera. Una visione di potente fiducia, in cui ogni uomo, ogni donna hanno dignità di profeti e pastori, ognuno evangelista e annunciatore: la gente è evangelizzata dalla gente.

Vi lascio la pace, questo miracolo fragile continuamente infranto. Un dono da ricercare pazientemente, da costruire “artigianalmente” (papa Francesco), ciascuno con la sua piccola palma di pace nel deserto della storia, ciascuno con la sua minima oasi di pace dentro le relazioni quotidiane. Il quasi niente, in apparenza, ma se le oasi saranno migliaia e migliaia, conquisteranno e faranno fiorire il deserto.

(Letture: Atti 15,1-2.22-29; Salmo 66; Apocalisse 21, 10-14. 22-23; Giovanni 14, 23-29)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/si-ama-gesudandoglitempoe-cuore

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Siamo tutti mendicanti di amore in cammino

V Domenica di Pasqua – Anno C – ‘19

Vangelo – (Giovanni 13,31-35)

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri».

«Vi do un comandamento nuovo, che vi amiate come io vi ho amato»: una di quelle frasi che portano il marchio di fabbrica di Gesù. Parole infinite, in cui ci addentriamo come in punta di cuore. Ma perché nuovo, se quel comando percorre tutta la Bibbia, fino ad abbracciare anche i nemici: «Se il tuo nemico ha fame, dagli pane da mangiare, se ha sete, dagli acqua da bere» (Prov 25,21)? Se da sempre e dovunque nel mondo le persone amano?
La legge tutta intera è preceduta da un «sei amato» e seguita da un «amerai». «Sei amato», fondazione della legge; «amerai», il suo compimento. Chiunque astrae la legge da questo fondamento amerà il contrario della vita (P. Beauchamp). Comandamento significa allora non già un obbligo, ma il fondamento del destino del mondo e della sorte di ognuno.
Il primo passo per noi è entrare in questa atmosfera in cui si respira Dio. E non è un premio per la mia buona condotta, ma un dono senza perché. Scriveva Angelo Silesio: «La rosa è senza perché, fiorisce perché fiorisce». L’amore di Dio è la rosa senza perché, Lui ama perché ama, è la sua natura. La realtà è che «siamo immersi in un oceano d’amore e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci).
Il secondo passo lo indica un piccolo avverbio: Gesù non dice amate quanto me, il confronto ci schiaccerebbe. Ma: amate come me. Non basta amare, potrebbe essere anche una forma di possesso e di potere sull’altro, un amore che prende e pretende, e non dona niente; esistono anche amori violenti e disperati, tristi e perfino distruttivi. Gesù ama di «combattiva tenerezza» (Evangelii gaudium), alle volte coraggioso come un eroe, alle volte tenero come un innamorato o come una madre, che non si arrende, non si stanca, non si rassegna alla pecora perduta, la insegue per rovi e pietraie e trovatala se la carica sulle spalle, teneramente felice.
Amore che non è buonismo, perché non gli va bene l’ipocrisia dei sepolcri imbiancati, perché se un potente aggredisce un piccolo, un bambino, un povero, Gesù tra vittima e colpevole non è imparziale, sta con la vittima, fino ad evocare immagini potenti e dure.
Terzo passo: amatevi gli uni gli altri. Espressione capitale, che ricorre decine di volte nel Nuovo Testamento e vuol dire: nella reciprocità, guardandovi negli occhi, faccia a faccia, a tu per tu. Non si ama l’umanità in generale; si ama quest’uomo, questo bambino, questo straniero, questo volto. Si amano le persone ad una ad una, volto per volto, corpo a corpo. Amatevi gli uni gli altri, uno scambio di doni, perché dare sempre, dare senza ritorno è molto duro, non ce la facciamo; siamo tutti mendicanti d’amore, di una felicità che si pesa sulla bilancia preziosa del dare e del ricevere amore.

(Letture: Atti 14,21-27; Salmo 144; Apocalisse 21,1-5; Giovanni 13,31-35)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/siamo-tuttimendicantidi-amorein-cammino

Commento V domenica di Pasqua -19 maggio – p.Ermes – L’amore di Dio è la rosa senza perché

 

 

Santuario di Castelmonte (UD) San Michele Arcangelo, tu che hai ricevuto grandi doni da Dio, hai potuto sconfiggere Satana e i suoi seguaci grazie alla tua umiltà.

Pur essendo rivestito di potenza, non ti sei insuperbito e sei rimasto fedele a Dio che hai riconosciuto come tuo Creatore e Signore.

Per tua intercessione aiutaci ad essere sottomessi a Dio nell’umiltà per seguire i suoi Comandamenti, ma soprattutto chiedi allo Spirito che ci doni la fede, la speranza e la Carità.

Proteggici dalle insidie del maligno, custodisci la Santa Chiesa contro gli attacchi demoniaci e dei suoi nemici affinché rimanga fedele alla sua missione, seguici nel nostro cammino spirituale verso la vera libertà, affinché rimaniamo anche noi fedeli alla missione che ci fu affidata da Dio nel suo progetto d’amore per ognuno di noi.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

 

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Nel Natale del 2012 Marija, una delle veggenti di Medjugorje, disse: “La Madonna quel giorno non ci ha dato il messaggio, ma Gesù Bambino si è messo in piedi e ha detto: “SONO LA VOSTRA PACE. VIVETE I MIEI COMANDAMENTI”.

Gesù è la nostra vera pace. Non ci sono altri tipi di pace perché solo Gesù è il Salvatore Eterno nel quale tutte le cose sussistono. I piaceri della vita passano in fretta e si dileguono, come la nostra stessa vita terrena. Tutti noi siamo stati creati in Lui, per Lui ed in vista di Lui.

Se non riponiamo la nostra speranza nella sua infinita Misericordia, siamo in grave errore, non camminiamo nella Verità e rischiamo di perdere la nostra anima.

Ricordiamo sempre : GESÙ È LA NOSTRA VERA PACE.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

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XXX Dom.T. O. – Anno A – 29 ottobre 2017
di p. Ermes Ronchi

Un cuore che ama il Signore si dilata per amare gli altri

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

 

Qual è, nella Legge, il grande comandamento? Lo sapevano tutti qual era: secondo i rabbini d’Israele era il terzo, quello che prescrive di santificare il Sabato, perché anche Dio lo aveva osservato («e il settimo giorno si riposò», Genesi 2,2).
La risposta di Gesù, come al solito, spiazza e va oltre: non cita nessuna delle dieci parole, colloca invece al cuore del suo Vangelo la stessa cosa che sta nel cuore della vita: tu amerai, che è desiderio, attesa, profezia di felicità per ognuno.

 

Le leggi che reggono il mondo dello spirito e quelle che reggono la realtà vivente sono le stesse. Per questo: «quando si riesce ad esprimere adeguatamente e con bellezza il Vangelo, sicuramente quel messaggio risponderà alle domande più profonde dei cuori» (Evangelii gaudium, 265). Nulla vi è di autenticamente umano che non trovi eco nel cuore di Dio.

 

Amerai, dice Gesù, usando un verbo al futuro, come una azione mai conclusa. Amare non è un dovere, ma una necessità per vivere.
Cosa devo fare, domani, per essere ancora vivo? Tu amerai.
Cosa farò anno dopo anno? Tu amerai.
E l’umanità, il suo destino, la sua storia? Solo questo: l’uomo amerà.
Ed è detto tutto. Qui gettiamo uno sguardo sulla fede ultima di Gesù: lui crede nell’amore, si fida dell’amore, fonda il mondo su di esso.

 

Amerai Dio con tutto il cuore. Non significa ama Dio esclusivamente e nessun altro, ma amalo senza mezze misure. E vedrai che resta del cuore, anzi cresce e si dilata, per amare il marito, il figlio, la moglie, l’amico, il povero. Dio non è geloso, non ruba il cuore, lo dilata.

Ama con tutta la mente. L’amore è intelligente: se ami, capisci di più e prima, vai più a fondo e più lontano. Amo molto quel proverbio inglese che dice «clarity, charity»: chiarezza, carità. La chiarezza si raggiunge percorrendo la via dell’amore (J. Tolentino).

 

Gli avevano domandato il comandamento grande e lui invece ne elenca due. La vera novità non consiste nell’avere aggiunto l’amore del prossimo, era un precetto ben noto della legge antica, ma nel fatto che le due parole insieme, Dio e prossimo, fanno una sola parola, un unico comandamento. Dice infatti: il secondo è simile al primo. Amerai l’uomo è simile ad amerai Dio. Il prossimo è simile a Dio, il fratello ha volto e voce e cuore simili a Dio. Il suo grido è da ascoltare come fosse parola di Dio, il suo volto come una pagina del libro sacro.

 

Amerai il tuo prossimo come ami te stesso. Ed è quasi un terzo comandamento sempre dimenticato: ama te stesso, amati come un prodigio della mano di Dio, scintilla divina. Se non ami te stesso, non sarai capace di amare nessuno, saprai solo prendere e accumulare, fuggire o violare, senza gioia né intelligenza né stupore.

(Letture: Esodo 22,20-26; Salmo 17; 1 Tessalonicesi 1,5-10; Matteo 22,34-40)

 

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/un-cuore-che-ama-il-signore-si-dilata-per-amare-gli-altri

 

Il secondo comandamento è simile al primo. AMERAI L’UOMO è simile ad AMERAI DIO.
Il prossimo è simile a Dio, il fratello ha volto e voce e cuore simili a Dio.
Il suo grido è da ascoltare come fosse parola di Dio,
il suo volto come una pagina del libro sacro.

Amerai il tuo prossimo come ami te stesso.

Ed è quasi un terzo comandamento sempre dimenticato:
ama te stesso, amati come un prodigio della mano di Dio,
scintilla divina.
Se non ami te stesso,
non sarai capace di amare nessuno,
saprai solo prendere e accumulare, .
fuggire o violare,
senza gioia né intelligenza né stupore.
(Ermes Ronchi – XXX Dom.T. O. – Anno A )

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/un-cuore-che-ama-il-signore-si-dilata-per-amare-gli-altri

 

 

Il Vangelo      a cura di   Ermes Ronchi

Il giogo leggero dei comandamenti del Signore

VI Domenica di Pasqua – Anno A

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

La prima parola è «se»: se mi amate. Un punto di partenza così libero, così umile, così fragile, così fiducioso, così paziente. Non dice: dovete amarmi. Nessuna minaccia, nessuna costrizione, puoi aderire e puoi rifiutarti in totale libertà.
Ma, se mi ami, sarai trasformato in un’altra persona, diventerai come me, prolungamento dei miei gesti, eco delle mie parole: se mi amate, osserverete i comandamenti miei. Non per dovere, ma come espansione verso l’esterno di ciò che già preme dentro, come la linfa della vite a primavera, quando preme sulla corteccia dura dei tralci e li apre e ne esce in forma di gemme e foglie.
In questo passo del Vangelo di Giovanni, per la prima volta, Gesù chiede esplicitamente di essere amato. Il suo comando finora diceva: Amerai Dio, amerai il prossimo tuo, vi amerete gli uni gli altri come io vi ho amato, ora aggiunge se stesso agli obiettivi dell’amore. Non detta regole, si fa mendicante d’amore, rispettoso e generativo. Non rivendica amore, lo spera.

Ma amarlo è pericoloso. Infatti il brano di oggi riporta sette versetti, in cui per sette volte Gesù ribadisce un concetto, anzi un sogno: unirsi a me, abitare in noi. E lo fa con parole che dicono unione, compagnia, incontro, intimità, in una divina monotonia, umile e sublime: sarò con voi, verrò presso di voi, in voi, a voi, voi in me io in voi.
Gesù cerca spazi, spazi nel cuore, spazi di trasformazione: se mi ami diventi come me! Io posso diventare come Lui, acquisire nei miei giorni un sapore di cielo e di storia buona; sapore di libertà, di mitezza, di pace, di forza, di nemici perdonati, e poi di tavole imbandite, e poi di piccoli abbracciati, di relazioni buone e feconde che sono la bellezza del vivere.

Quali sono i comandamenti miei di cui parla Gesù? Non l’elenco delle Dieci Parole del monte Sinai; non i comandi esigenti o i consigli sapienti dettati in quei tre anni di itineranza libera e felice dal rabbi di Nazaret.
I comandamenti da osservare sono invece quei gesti che riassumono la sua vita, che vedendoli non ti puoi sbagliare: è davvero lui. Lui che si perde dietro alla pecora perduta, dietro a pubblicani e prostitute, che fa dei bambini i principi del suo regno, che ama per primo, ama in perdita, ama senza aspettare di essere ricambiato.

«Come ho fatto io, così farete anche voi» (Gv 13,15). Lui che cinge un asciugamano e lava i piedi, che spezza il pane, che nel giardino trema insieme al tremante cuore della sua amica («donna, perché piangi?»), che sulla spiaggia prepara il pesce sulla brace per i suoi amici. Comandamenti che confortano la vita. Mentre nelle sue mani arde il foro dei chiodi incandescenti della crocifissione.

(Letture: Atti 8,5-8.14-17; Salmo 65; 1 Pietro 3,15-18; Giovanni 14,15-21)

http://buff.ly/2qDcW1J

 

 

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/il-giogo-leggero-dei-comandamenti-del-signore?utm_content=buffer5b9a9&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

 

“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti” Gv 14,15-21

I comandamenti da osservare sono quei gesti che riassumono la sua vita,

che vedendoli non ti puoi sbagliare: è davvero lui.

Lui che si perde dietro alla pecora perduta,

dietro a pubblicani e prostitute,

che fa dei bambini i principi del suo regno,

che ama per primo,

ama in perdita,

ama senza aspettare di essere ricambiato.

(Ermes Ronchi)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron