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Ogni uomo è “condannato” a morte” dal momento in cui nasce.

Molti di coloro che arrivano all’anzianità vengono considerati in un certo senso “privilegiati” agli occhi del mondo.

Infatti non è detto che lo siano per coloro che sono già nell’altra dimensione, soprattutto agli occhi di chi morì relativamente giovane e sta già godendo per sempre la beatitudine eterna.

Alcuni anziani si scordano, però, che gradualmente il traguardo è sempre più vicino ed imprevedibile.

Pieni di acciacchi, desiderano succhiare il più possibile il nettare della vita terrena disordinatamente…

È saggio chi vive l’istante, nell’attesa del Salvatore, perché consapevole che non sappiamo né il giorno né l’ora…

 

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Fb 1 novembre 2020

Tutti i santi

Mt 5, 1-12a

Nuvola di canto

Non ci stancheremo mai di assaporare le nove beatitudini, da Gandhi definite “le parole più alte che l’umanità abbia ascoltato”.

Collante tra le feste dei santi e dei defunti, esse dipingono nove tratti del volto di Cristo e dell’uomo, disegnando creature amanti del cielo e custodi della terra, sedotte dall’eterno eppure innamorate di questo tempo bello e difficile: i santi.

La storia si aggrappa ai santi per non ritornare indietro, e si stringe alle beatitudini, che ogni volta ci disarmano nello stupore.

Non c’è prova o garanzia per queste affermazioni, sono una nuvola di canto che seduce e riaccende una nostalgia prepotente di bontà, di sincerità, di limpidezza e di giustizia. Un tutt’altro modo di essere vivi.

Le beatitudini ci assicurano che i misteriosi legislatori del mondo sono i giusti, che i tessitori segreti del meglio sono i poveri. Se le accogli, la loro logica ti cambia il cuore, sull’onda di Dio che ha un debole per i deboli, che incomincia dalle periferie fragili, nella storia di ogni tempo.

Per capire qualcosa della parola “beati” osservo come essa ricorra già nel primo dei 150 salmi, aprendo l’intero salterio: “Beato l’uomo che non resta nella via dei peccatori, che cammina sulla via giusta”. E nel salmo dei pellegrini: “Beato l’uomo che ha la strada nel cuore” (Sl 84,6).

Dire beati è dichiarare: “In piedi voi che piangete; avanti voi, i poveri! I vostri diritti non sono diritti poveri, Dio cammina con voi, fascia il vostro cuore, asciuga le lacrime e le raccoglie nei suoi otri”. Dio conosce solo uomini in cammino.

Nelle beatitudini la santità evoca vicende nostre, tesse trame su situazioni comuni, fatiche, speranze, lacrime e gioie. Il nostro pane quotidiano.

Sono detti beati i poveri, non la povertà. Beati gli uomini, non le situazioni. Beati quelli che sono nel pianto, perché hanno Dio dalla loro parte. Sempre.

È la beatitudine più paradossale: felice chi non è felice. Ma non perché la felicità sia nel piangere, ma perché un angelo misterioso annuncia: “Il Signore è con te”, nel riflesso più profondo delle tue lacrime.

Beati i misericordiosi: sono gli unici che troveranno ciò che hanno già, la misericordia. Essa è qualcosa da portare con sé, bagaglio per il viaggio eterno, sigillo d’eternità posto su tutta la lunghezza del tempo.

Fra quelle nove parole ce n’è una scritta, proclamata proprio per me, il mio cielo da individuare e realizzare per farmi più uomo, una misura che contiene la mia missione nella vita. Su di essa sono chiamato a fare il mio percorso, per un mondo che ha bisogno di stelle e di storie di bene che contrastino le storie di male; di cuori puri e liberi che si occupino della felicità di qualcuno; nella mitezza, nella misericordia, nella giustizia, nella pace. E Dio si occuperà della loro: “Beati voi!”

 

 

Avvenire Matteo 5,1-12

Beato l’uomo, prima parola del primo salmo. Cui fa eco la prima parola del primo discorso di Gesù, sulla montagna: Beati i poveri.

Cosa significa ‘beato’, questo termine un po’ desueto e scolorito? La mente corre subito a sinonimi quali: felice, contento, fortunato. Ma il termine non può essere compresso solo nel mondo delle emozioni, impoverito a uno stato d’animo aleatorio. Indica invece uno stato di vita, consolida la certezza più umana che abbiamo e che tutti ci compone in unità: l’aspirazione alla gioia, all’amore, alla vita.

Beati, ed è come dire: in piedi, in cammino, avanti, voi poveri (A. Chouraqui), Dio cammina con voi;

su, a schiena dritta, non arrendetevi, voi non violenti, siete il futuro della terra; coraggio, alzati e getta via il mantello del lutto, tu che piangi;

non lasciarti cadere le braccia, tu che produci amore.

Profondità alla quale non arriverò mai, vangelo che continua a stupirmi e a sfuggirmi, eppure da salvare a tutti i costi; nostalgia prepotente di un mondo fatto di pace e sincerità, di giustizia e cuori puri, un tutt’altro modo di essere vivi. Le beatitudini non sono un precetto in più o un nuovo comandamento, ma la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno, il Padre si farà carico della sua felicità.

Vostro è il regno: Il Regno è dei poveri perché il Re si è fatto povero. La terra è dei miti perché il potente si è fatto mite e umile. A questa terra, imbevuta di sangue (il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo), pianeta di tombe, chi regala futuro? Chi è più armato, più forte, più spietato? O non invece il tessitore di pace, il non violento, il misericordioso, chi si prende cura?

La seconda dice: Beati quelli che sono nel pianto. La beatitudini più paradossale: lacrime e felicità mescolate assieme, ma non perché Dio ami il dolore, ma nel dolore egli è con te. Un angelo misterioso annuncia a chiunque piange: il Signore è con te. Dio è con te, nel riflesso più profondo delle tue lacrime per moltiplicare il coraggio; in ogni tempesta è al tuo fianco, forza della tua forza, argine alle tue paure. Come per i discepoli colti di notte dalla burrasca sul lago, Lui è lì nella forza dei rematori che non si arrendono, nelle braccia salde sulla barra del timone, negli occhi della vedetta che cercano l’aurora.

Gesù annuncia un Dio che non è imparziale, ha le mani impigliate nel folto della vita, ha un debole per i deboli, incomincia dagli ultimi della fila, dai sotterranei della storia, ha scelto gli scarti del mondo per creare con loro una storia che non avanzi per le vittorie dei più forti, ma per semine di giustizia e per raccolti di pace.

Consolidi in noi la certezza più umana che abbiamo e che tutti ci compone in unità: l’aspirazione alla vita, alla gioia, all’amore. Buona Pentecoste a tutti nel nome dello Spirito

Molta paura, spirito diverso, meno eroici. Domenica sostituita dalla bellissima incoraggiante solennità. Liberiamo i santi, tiriamoli giù dalle nicchie

Aspirazione che tutti ci compone in unità è la sete di beatitudine.

che ci fa Le 8 Beatitudini sono il cuore del Vangelo e al cuore del Vangelo c’è un Dio che si prende cura della gioia dell’uomo.

Come si fa ad essere felici? Gesù dà la sua risposta. Come al solito, inattesa, controcorrente, che lascia senza fiato: felici i poveri,  i miti, i giusti, gli operatori di pace, i puri, quelli che perdonano.

E quando le ascoltiamo in chiesa ci sembrano giuste e vere, poi usciamo, e ci accorgiamo che per abitare la terra, questo mondo aggressivo e duro, ci siamo scelti il manifesto più difficile, incredibile, stravolgente e contromano che l’uomo possa pensare. Beati i poveri, quelli che sono nel pianto, i perseguitati, gli ostinati a proporsi la giustizia, quelli che perdonano sempre.

La prima dice: beati voi poveri. E ci saremmo aspettati: beati voi perché ci sarà un capovolgimento, perché diventerete ricchi.  No. Il progetto di Dio è più profondo e vasto. Beati voi poveri, perché vostro è il Regno, già adesso, non nell’altro mondo! Beati, perché c’è più Dio in voi. Beati perché voi e non i ricchi custodite la speranza di tutti.

In questo mondo dove si fronteggiano nazioni ricche fino al superfluo e popoli poverissimi, chi custodisce la speranza della terra? Gli uomini più ricchi e di successo o non invece gli uomini più giusti, gli affamati di giustizia per sé e per gli altri?

A questa storia che si nutre del sangue dei suoi figli chi regala speranza?

Se le accogli la loro logica ti cambia il cuore, e può cambiare il mondo.

Dio è dalla parte di chi piange ma non dalla parte del dolore! è con i poveri contro la povertà. Perché il mondo cambia se io cambio, il mondo si fa nuovo se io divento nuova creatura. Siano allora le Beatitudini del Signore un seme di luce sul viaggio verso un cuore nuovo.

: “In piedi voi che piangete, avanti, Dio cammina con voi! Asciuga lacrime, fascia il cuore, apre il futuro”.

E’ al tuo fianco come colui che dà forza alla tua forza! Un angelo misterioso annuncia a chi ha paura: “Non temere!”

Se accogli le Beatitudini la loro logica ti cambia il cuore. Lo cambia sulla misura di quello di

Non le capiamo del tutto, sono perfino contro la logica, eppure hanno conquistato la nostra fiducia, le sentiamo amiche. Gesù rivolge queste parole amiche a coloro cui fa male la vita, che conoscono bene il sapore delle lacrime.

Non contengono solo la cronaca del presente, ma anche il futuro, come attesa e profezia: il futuro buono dell’umanità non sono i ricchi o i vincenti, ma i giusti e costruttori di pace. il mondo, che non avanza per

Le otto Beatitudini sono il ritratto di Gesù, raccontano la sua vita: si è fatto povero da ricco che era, mite, pacifico, affamato di giustizia, con occhi tanto puri e limpidi da vedere tracce di Dio dovunque e da vedere segni di bontà dentro qualsiasi peccatore.

Perseguitato e misericordioso, perseguitato e crocifisso ma poi, è il Risorto, il Regno è suo, eredita la terra, sa vedere Dio in te.

Beati i Poveri: infatti abbiamo raggiunto il dominio delle cose e le cose ritornano fra le nostre mani avvelenate da noi, inquinate

Le Beatitudini sono la nostra annunciazione: “non temere Dio è con te”. Si incarna in te quando sei povero, quando sei mite, quando sei puro, quando piangi, quando costruisci pace e misericordia e giustizia.

Ma chi di noi preferisce essere nascostamente puro, mite, povero, giusto, anziché pubblicamente: prestigioso, stimato, ricco? E’ un capovolgimento radicale di valori che non concede mezze misure, che non lascia sottili distinguo: o Gesù ha sbagliato o ci sbagliamo noi e il nostro mondo.

Gli uomini delle Beatitudini sono la benedizione di Dio per la Storia, perché se c’è un’amicizia per l’uomo che è preso dentro la logica suicida della guerra non è il più forte, il più armato o il più violento che la offre, ma il costruttore di pace . Se c’è amicizia per i calpestati della vita, che non trovano chi gli renda giustizia, è in chi ha fame di giustizia che risiede. Se c’è amicizia pulita perfino per il ricco e il potente, non è tra i suoi pari che dimora, ma solo nel povero che non vuole competere, che non vuole accumulare, ma solo condividere. E se c’è un’amicizia per me cercatore di Dio, per noi cercatori d’amore, io la troverò solo presso i puri di cuore, presso chi ha il cuore bambino e senza inganno.

Chi non vorrebbe avere accanto a sé un mite, un uomo pacificante, un cuore puro, un perdonante? Il fascino delle Beatitudini viene dalla riserva di speranza che le abita, dalla tensione fra presente e futuro, dal segno pasquale di Risurrezione che sta nel loro intimo.

E infine l’ultima nota Beati i misericordiosi! Sono loro gli unici che nel futuro troveranno ciò che hanno già: troveranno misericordia. La misericordia è qualcosa che si porta con sé per sempre, bagaglio per il viaggio eterno, equipaggiamento per il lungo esodo, sigillo d’eternità già impresso nella lunga migrazione verso la vita.

“Signore, io non ho il coraggio delle Beatitudini da deporre davanti a te oggi, ho solo questi vuoti misteriosi della mia vita: povertà, mancanza di pace, uno sguardo non puro sulle cose… ma ho la mia sete di beatitudine, che è il cuore della mia coscienza, il mio cuore incompiuto, che Tu, solo Tu, riempirai di speranza”.

Potremmo allora dire così: “In cammino voi poveri, in cammino gli affamati di adesso, in cammino i piangenti di adesso, in cammino perfino quando vi odiano, in cammino sulla stessa strada che ha percorso Cristo, perché un altro mondo è possibile. È il Regno che entra in noi molto prima che si compia, è il futuro che entra in noi come un seme di fuoco che diventerà roveto”

Perché il mondo cambia se io cambio, il mondo si fa nuovo se io divento nuova creatura. Siano allora le Beatitudini del Signore un seme di luce sul viaggio verso il nostro cuore nuovo.

.Preghiera

Beati voi poveri, che avete il cuore al di là delle cose;

Beati voi che sapete piangere,

Dio ricomporrà ogni lacerazione, asciugherà ogni lacrima;

Beati voi che non usate armi,

solo voi conquisterete il cuore degli uomini,

solo voi darete sicurezza alla terra;

Beati voi che avete fame di giusti rapporti con tutte le cose,

a voi Dio darà in risposta la grande armonia con tutto ciò che vive;

Beati voi che guardate tutti con amore e che scusate tutti,

sarete amati e scusati sempre;

Beati voi che siete capaci di audacia che il mondo non conosce;

Beati gli operai silenziosi della pace, i tessitori del meglio segreto;

Beati gli ostinati a proporsi la giustizia;

Beati i poveri nel segreto di sé;

Beati coloro che donano;

Beate le mani nude dei miti;

Beati quanti hanno compreso la logica di Dio,

che si impossessa di te ma poi ti fa libero come nessuno saprà mai,

che ti fa spoglio eppure ricco,

apparentemente battuto e invece protagonista, con occhi così chiari da affascinare. E allora Dio trasparirà dal fondo della tua anima. Amen

È un Vangelo che ogni volta ci fa pensosi e ci lascia disarmati. Non c’è prova o garanzia per queste affermazioni, sono come una nuvola di canto che seduce e riaccende la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giustizia. Un tutt’altro modo di essere uomini.

Hanno, in qualche modo, conquistato la nostra fiducia: le sentiamo vere e affidabili, difficili eppure amiche. Non sanciscono nuovi precetti, ma sono l’annuncio gioioso che Dio  regala vita a chi produce amore. Che se uno si fa carico della felicità di qualcuno, il Padre si fa carico della sua felicità.

Ci assicurano che il senso della vita è, e non può che essere, una ricerca di felicità. Che i misteriosi legislatori del mondo sono i giusti, che i tessitori segreti del meglio sono i poveri.

Se accogli le beatitudini, la loro logica ti cambia il cuore, sulla misura di quello di Dio. Che non è imparziale, ha un debole per i deboli, incomincia dalle periferie della storia, ha scelto ciò che nel mondo è povero e malato per cambiare radicalmente il mondo, per fare una storia che avanzi non per le vittorie della forza, ma per seminagioni di giustizia e raccolti di pace.

Sono detti beati i poveri, non la povertà. Sono beati gli uomini, non le situazioni. Dio è con i poveri contro la povertà. Beati quelli che sono nel pianto: Dio è dalla parte di chi piange, ma non dalla parte del dolore. È la beatitudine più paradossale: felice chi non è felice. Ma non perché la felicità si trovi nel piangere, ma perché accade una cosa nuova: «In piedi, voi che piangete, avanti: Dio cammina con voi, asciuga lacrime, fascia il cuore, apre futuro». Un angelo misterioso annuncia a chiunque piange: «Il Signore è con te».

Dio è con te, nel riflesso più profondo delle tue lacrime, per moltiplicare il coraggio. Nella tempesta è al tuo fianco, forza della tua forza. Come per i discepoli, colti di notte dalla burrasca sul lago: lui è lì, nella forza dei rematori che non si arrendono, nelle braccia salde del timoniere, negli occhi della vedetta che scruta la riva e cerca l’aurora.

Beati i misericordiosi: sono gli unici che nel futuro troveranno ciò che hanno già, la misericordia. Essa è qualcosa che si porta con sé per sempre, bagaglio per il viaggio eterno, equipaggiamento e sigillo d’eternità posto su tutta la lunghezza del tempo.

Davanti al vangelo delle beatitudini provo ogni volta la paura di rovinarlo con le mie parole: so di non averlo ancora capito, continua a stupirmi e a sfuggirmi.

“Sono le parole più alte del pensiero umano”(Gandhi), parole di cui non vedi il fondo. Ti fanno pensoso e disarmato, riaccendono la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà, di sincerità, di giustizia.

Le sentiamo difficili eppure amiche: perché non stabiliscono nuovi comandamenti, sono invece la bella notizia che Dio regala gioia a chi produce amore, che se uno si fa carico della felicità di qualcuno il Padre si fa carico della sua felicità.

Beati: parola che mi assicura che il senso della vita è nel suo intimo, nel suo nucleo ultimo, ricerca di felicità; la felicità è nel progetto di Dio; Gesù ha moltiplicato la capacità di star bene!

Beati voi, poveri! Non beata la povertà, ma le persone: i poveri senza aggettivi, tutti quelli che l’ingiustizia del mondo condanna alla sofferenza.

La parola ‘povero’ contiene ogni uomo. Povero sono io quando ho bisogno d’altri per vivere, non basto a me stesso, mi affido, chiedo perdono, vivo perché accolto.

Ci saremmo aspettati: beati perché ci sarà un capovolgimento, perché diventerete ricchi.  No. Il progetto di Dio è più profondo e più delicato.

Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno, già adesso, non nell’altro mondo! Beati, perché è con voi che Dio cambierà la storia, non con i potenti. Avete il cuore al di là delle cose: c’è più Dio in voi, siete come anfore che possono contenere pezzi di cielo e di futuro.

Beati voi che piangete. Beati non perché Dio ama il dolore, ma perché è con voi contro il dolore; è più vicino a chi ha il cuore ferito. Un angelo misterioso annuncia a chi piange: il Signore è con te, è nel riflesso più profondo delle tue lacrime, per moltiplicare il coraggio, per farsi argine al pianto, forza della tua forza.

Dio naviga in un fiume di lacrime (Turoldo): non ti salva dalle lacrime, ma nelle lacrime; non ti protegge dal pianto, ma dentro il pianto. Per farti navigare avanti.

Guai a voi ricchi: state sbagliando strada. Il mondo non sarà reso migliore da chi accumula denaro; le cose sono tiranne, imprigionano il pensiero e gli affetti (ho visto gente con case bellissime vivere solo per la casa) Diceva Madre Teresa: ciò che non serve, pesa! E la felicità non viene dal possesso, ma dai volti

Se le accogli le Beatitudini possono cambiare il mondo

 

 

 

 

Il “Padre nostro”, la preghiera che Gesù ci ha insegnato, contiene in sintesi tutta la sua dottrina e la sua stessa vita. La vita di Cristo era “preghiera vivente” mediante la volontà unita a quella del Padre e l’azione unita a quella dello Spirito Santo.

Nel “Padre nostro” ritrovi tutti gli insegnamenti fondamentali che sono eternamente validi per ogni uomo che vuole raggiungere la pienezza a cui era stato destinato.

Recitiamola spesso questa preghiera vitale, soffermandoci a riflettere anche sui minimi particolari: spesso ciò che sfugge allo sguardo superficiale e distratto è estremamente importante.

Non recitiamola in fretta, perchè serve a poco. Un’anima contemplativa fa della sua vita una preghiera vivente.

Se saprà fare tesoro degli insegnamenti contenuti in questa splendida preghiera raggiungerà presto la beatitudine già nella vita terrena.

(dal mio libro : “Come ci vedono dall’aldilà” p. 224)

 

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(testo tratto dal mio libro “Come ci vedono dall’aldilà”  p.185)

 

“La santità non è un semplice privilegio di pochi: tutti dobbiamo diventare santi”, affermava madre Teresa di Calcutta.

“Santo” significa appartenere al Signore sotto tutti i punti di vista. Invidio benevolmente coloro che sanno essere “puri” per vedere Dio. I santi si sono purificati nella sofferenza e nella lotta contro il proprio egoismo ed orgoglio.

Ora possono godere della loro beatitudine perchè hanno uno sguardo talmente puro, immerso nell’amore di Dio, che nulla li può turbare. Nulla. Nemmeno la grandezza e lo splendore superiori che scorgono negli altri. Essi non sono contagiati dal vuoto e superficiale clamore umano.

Hanno la capacità di ammirare e di stupirsi delle virtù degli altri perchè sanno bene che è lo stesso Dio che opera in forme diverse in tutti. Tutto in tutti, perchè Egli si è donato a tutti, quasi “scomparendo” dalla scena attraverso l’Incarnazione, la morte e la Risurrezione.

Lasciamoci plasmare dallo Spirito docilmente, come i Santi che hanno sempre agito in stretta unione con il Figlio nel Padre.

Vieni o Santo Spirito, trasformaci, rendici puri, miti, misericordiosi, operatori di pace, gioiosi, forti nelle tribolazioni, attivi nella carità, ferventi nella preghiera.

 

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Durante la vita terrena spesso ci chiediamo il senso profondo del nostro esistere qui ed in questo modo.
Ma non potrà esserci una risposta totalmente soddisfacente perché non siamo in grado di comprenderla appieno, a causa dei limiti relativi al nostro modo di vedere le cose, gli eventi e noi stessi.

Il primo scoglio è dovuto proprio alla domanda stessa che non è formulata come vorremmo: “per quale motivo esistiamo?” Se chiediamo un “motivo” per esistere, significa che non riteniamo sufficiente la vita che stiamo trascorrendo perché la nostra mente ha bisogno di vedere “oltre” le cose che ci appaiono. Non si accontenta di ciò che siamo in questo contesto spazio-temporale.

E nemmeno si accontenta di studiarne le cause prossime e quelle prime. La mente indagatrice ha la necessità di trovare una ragione più che sufficiente, anzi la ragione fondante del Tutto. “Esiste il Tutto” e noi ne facciamo parte.

Siamo esseri pensanti dotati di una certa consapevolezza di esistere, ma ancora non capiamo in che cosa consiste realmente questa dimensione spazio-temporale. Cerchiamo punti di riferimento orizzontali, ma per noi non sono mai sufficienti, perché ne troviamo altri che relativizzano quelli appena scoperti…

Per esempio, sappiamo che la terra gira attorno al sole, il quale corre in un braccio della Via Lattea che si espande continuamente nello spazio in relazione con altri ammassi galattici ecc.. Anche per quanto riguarda il microcosmo, stiamo ancora cercando la vera natura del più minuscolo elemento energetico.

A livello esistenziale la mente ricerca le motivazioni più profonde del nostro “esserci”.

Un giorno, comunque, tutto si schiarirà, allorché vedremo Dio “faccia a faccia”, senza mediazioni, ed allora non ci porremmo più domande di questo tipo, perché la pienezza della Beatitudine si sazierà della nuova dimensione divina e di scoperta in scoperta glorificherà in eterno la SS. Trinità insieme a tutti i redenti ed agli angeli.

 

 

 

 

 

Dopo la morte corporale ci attende la Vita Eterna in Gesù Cristo Risorto, se noi gli crediamo, pentendoci dei nostri peccati e credendo nella loro remissione grazie alla passione e morte del Figlio di Dio.

Sarà una vita vissuta in pienezza, dove saremo sempre felici di adorare la SS. Trinità e condividere con tutti i redenti questa immensa gioia che non finirà mai, perché la morte, la corruzione ed il dolore saranno totalmente sconfitti.

 

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Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto sono un dono per vivere consapevolmente il presente e glorificare il Creatore con il nostro amore fatto di pazienza, disinteresse personale, pentimento, il quale ci avvicina sempre di più alla divinizzazione finale.

Sarà proprio in quella dimensione che comprenderemo meglio che la vita terrena é stata un’ottima occasione per unire i nostri poveri meriti a quelli di Cristo.

Infatti nell’aldilá non si potrà più meritare, ma solo godere la beatitudine divina per l’Eternitá….

 

 

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Le anime dei defunti potrebbero trovarsi in una delle tre dimensioni: paradiso, purgatorio o Inferno. Premetto che nulla accade se Dio non lo permette.

Coloro che sono all’inferno odiano Dio, il prossimo e se stessi, per cui potrebbero interessarsi vagamente di noi solo per l’aspetto malefico relativo alle nostre ombre o potrebbero provare invidia per la possibilità che abbiamo di salvarci.

Le anime del Purgatorio sono già sicure del fatto che vivranno nella pienezza con il Signore ed attualmente soffrono per non poterlo ancora vedere faccia a faccia. Ma se Dio lo permette potrebbero anche conoscere alcuni nostri comportamenti, come ad esempio se preghiamo ed offriamo sacrifici per loro.

Le anime del Paradiso vivono la beatitudine eterna in Dio, pertanto essendo più simili a Lui il loro sguardo diventa sempre più divino. Esse, come Dio, provano misericordia verso di noi ed intercedono se noi glielo chiediamo fervorosamente nella preghiera.

Il Signore potrebbe permettere a loro anche di conoscere le nostre fragilità: esse, però, non giudicano come pensiamo, ma continuano ad intercedere affinché riusciamo a sconfiggere le tenebre per salire verso la luce.

Pertanto è giusto chiedere l’aiuto dei santi e dei defunti del purgatorio e del paradiso.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA (con disegni di Perla Paik) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Tu, donandoci l’esistenza, non lo hai fatto per umiliarci: sapevi che saremmo stati fragili, mentre tu sei il Perfettissimo.

Non sei un Dio che si compiace del male, ma provi una profonda tenerezza per tutti i peccatori.

Vedi che siamo carenti di amore e che l’egoismo trionfa spesso.

Tu ci hai creati per riversare su di noi più amore possibile. Sui nostri peccati versi lacrime di sangue, ma non ci odi e cerchi di fare di tutto affinché noi comprendiamo la tua infinita bontà.

Tu ci vuoi felici, ma noi spesso siamo malinconici perché profondamente peccatori.

Eppure Tu ci doni ogni giorno moltissimo, molto più di quello che non immaginiamo.

Ai tuoi occhi siamo preziosi, per questo vuoi la nostra felicità.

Per ora non capiamo i motivi di questa esistenza a volte così dura ed insopportabile.

Avresti potuto crearci direttamente nello stato di beatitudine angelica, ma a noi uomini hai riservato qualcosa di più degli angeli, lasciandoci brancolare nel buio della fragilità e dell’incredulità.

A Te basta un barlume di fede per onorare la tua Gloria!.

Nell’aldilà avremmo tante cose da chiederTi, ma forse non avranno più importanza perché vedremo Dio come Egli è.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

 

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La vita è un’opportunità, coglila.

La vita è bellezza, ammirala.

La vita è beatitudine, assaporala.

La vita è un sogno, fanne realtà.

La vita è una sfida, affrontala.

La vita è un dovere, compilo.

La vita è un gioco, giocalo.

La vita è preziosa, abbine cura.

La vita è ricchezza, valorizzala.

La vita è amore, vivilo.

La vita è un mistero, scoprilo.

La vita è promessa, adempila.

La vita è tristezza, superala.

La via è un inno, cantalo.

La vita è una lotta, accettala.

La vita è un’avventura, rischiala.

La vita è la vita, difendila.

 

Madre Teresa di Calcutta

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

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Festa di TUTTI I SANTI –

Ap 7,2-4. 9-14 – Rom 8,28-39 – Mt 5, 1-12

 

Festa di Tutti i Santi, di coloro che hanno avuto fame di giustizia, di amore, di pace, che hanno sognato cieli nuovi e terra nuova. Festa dei santi familiari che hanno vissuto al nostro fianco e ci hanno insegnato il mestiere di vivere e l’arte di amare.

 

Omelia

Beati, ripetuto per nove volte… Al cuore del vangelo Gesù mette un Dio che si prende cura della gioia dell’uomo: Dio regala vita a chi produce amore.

Con la sorpresa che non sono beati i migliori, i più santi, i più devoti, i più intelligenti tra noi. Gesù si è rivolto a malati e pubblicani, a rocce che poi si sono sbriciolate come Pietro, si è rivolto a gente dalla spada facile e dalla bugia pronta, a una donna che aveva sette demoni in corpo, a pescatori senza cultura, a bambini, cioè a povera gente, come me, come noi. Per liberarli e farli fiorire.

Allora capisco questo: che il Paradiso non è pieno di santi,

ma di peccatori perdonati, di gente proprio come me.

Che tento di assomigliare a Cristo, che possiede il segreto per vivere meglio.

Le beatitudini sono la bella notizia che i somiglianti a Cristo vivono meglio e umanizzano il mondo.

Gandhi le definiva le parole più alte che l’umanità abbia ascoltate, e senti ogni volta la nostalgia prepotente di un mondo fatto di bontà e di giustizia, di onestà, di occhi limpidi, incapaci di fare del male.

I somiglianti a Dio, perché le beatitudini sono tratti del volto di Gesù, i somiglianti a Gesù rendono più bella la vita, più umana la storia.

Sono i poveri i pilastri segreti della terra;

gli occhi puri e giusti sono i legislatori nascosti della storia,

che non valgono niente agli occhi impuri del mondo,

e quelli che hanno il cuore bambino, i tessitori segreti della pace.

La parola beatitudine è un termine un po’ evanescente e pallido. Ma nella Bibbia “Beato” indica qualcosa di molto bello: non un generico essere contento, gioioso, soddisfatto. Ma qualcosa d’altro che capiamo dalla prima parola del primo salmo, che comincia così: beato l’uomo.

Ma quale uomo? l’uomo che cammina nella via dei gisuti… Allora beato si dovrebbe tradurre con: in piedi, in cammino, avanti, voi poveri, Dio cammina e lotta con voi.

In piedi quanti amate la pace; avanti, non fermatevi, Dio è qui, sulla vostra strada, e cammina con voi.

Alzatevi, voi che siete senza violenza, la terra sarà vostra.

Avanti quelli che amano la giustizia, è un pane buono.

Sono parole che ti portano al cuore delle relazioni umane. Ed è una sorpresa che Gesù, in queste nove parole, non si riferisca mai a comportamenti che noi chiamiamo religiosi, al nostro rapporto con Dio. Non dice beati quelli che pregano molto, i molto devoti, i frequentatori assidui di chiese.

Ma sono i poveri, gli affamati, i misericordiosi, quelli delle lacrime, quelli della pace e della non violenza. Sono atteggiamenti umani, è la santità delle case, delle strade, della vita quotidiana. Lungo questi comportamenti Dio viene e innesta la sua vita, e innesta eternità e gioia. Dio regala gioia a chi produce amore.

Allora riprendiamoci i santi. Che non sono quelli che fanno miracoli, i taumaturghi, gli asceti del no, ma gli uomini dalla vita intensa, che hanno dato qualcosa, un po’, o molto alla vita. Che non hanno fatto cose straordinarie, ma si sono appassionati per la trasparenza del cuore, e si sono presi cura della giustizia, della pace, della felicità di qualcuno.

Non dei campioni, degli eroi duri e puri, o realizzatori di grandi opere. Gesù ha canonizzato una povera vedova che aveva offerto due spiccioli per il tempio, un niente ma pieno di cuore. E io mi sento dalla sua parte, in comunione con lei.

Nel Credo diremo: credo la comunione dei santi…

C’è nella storia, e la conosciamo bene, una comunione dei malvagi che si spalleggiano tra loro; una rete di violenti e corrotti che umilia, offende, inquina la nostra terra.

Noi la riconosciamo, ma non crediamo in essa, non le accordiamo fiducia. Sappiamo che i potenti, i forti, i ricchi dominano nel mondo, ma non crediamo in loro.

Crediamo invece nella comunione dei santi, nei buoni che fanno rete tra loro e che, senza neppure saperlo, sostengono il mondo.

Crediamo nella solidarietà dei buoni, degli onesti, dei miti, dei generosi, in questo legame umile e fortissimo che si oppone alla rete dei violenti e dei corrotti. E che con piccoli gesti rammendano il tessuto continuamente lacerato del mondo.

Io credo che l’umanità è comunione, credo che in ognuno c’è l’orma di ognuno, che i valori si salvano insieme.

Credo che anche il più piccolo pensiero di pace pensato nella grotta più nascosta, o nel segreto della tua camera, non resta senza effetto,

così come il bicchiere d’acqua fresca, il quasi niente dato ai piccoli, al quasi niente dell’umanità, non resta senza frutto nel cielo e nella terra.

Credo nella comunione:

Le mie braccia aperte sono appena l’inizio del cerchio

che un amore più vasto compirà (Margherita Guidacci).

Ognuno è inviato alla terra come braccia aperte, punto lucente di un vasto cerchio d’amore, anello d’oro del tempo e dell’eterno.

La fede cristiana è fidarsi, affidarsi, fondarsi sulla loro bontà, credendo che è una forza storica più forte della cattiveria!

Credendo che il bene è più forte del male, che la luce è più forte del buio, che la purezza è più umana della volgarità, la pace più umana della guerra, la giustizia migliore dello sfruttamento per denaro.

Che la vita ha senso, il suo senso è positivo, questo senso non avrà mai fine. Altrimenti perché varrebbe la pena vivere e lottare e credere?

Credo nella forza invincibile dei giusti e dei miti, e la mia fede si rafforza nella comunione con chi ha più fede di me, la mia purezza si fa più pulita nella comunione con chi ha occhi più limpidi dei miei. Qui nel tempo e poi nell’eterno, santi e peccatori si tengono per mano e i santi trascinano gli altri in alto, su, verso la vita.

E se non avremo molto da offrire al Signore nell’ultimo giorno, ci presenteremo a lui come mendicanti, ricchi solo di lacrime. E credo, so che sentirò venire dalla bocca di Dio parole come queste:

Vieni figlio, il tuo desiderio di amore era già amore.

Vieni figlio, sognatore, devoto, vagabondo, poco importa, vieni.

E se anche hai infranto mille volte le tue promesse, vieni.

Vieni, nonostante tutto, vieni,

con i tuoi tesori in vasi di argilla,

con i tuoi gesti pieni di cuore,

con le tue lacrime raccolte ad una ad una, vieni!

Nulla mai più ti separerà dall’amore.

 

 

PREGHIERA alla comunione

 

Signore, tu che regali gioia

a chi produce amore,

tu non convochi eroi nella tua casa,

ma uomini e donne veri,

e, qualche volta, lo sono anch’io.

Fammi restare davanti a te, vero come un bambino,

a mani aperte, a cuore aperto, con fame di abbracci.

Donami occhi puri che ti sappiano vedere

nel sorriso e nella croce, nei colori dell’autunno

nel piccolo animale e nel tappeto di galassie su cui cammini.

Donami orecchi attenti che ti ascoltino

nel silenzio e nell’orchestra di tutto il creato,

nelle lacrime dei fratelli.

La tua voce, Signore, fammi sentire,

la tua voce che sussurra:

Vieni, chiunque tu sia, così come sei

sognatore, devoto, vagabondo, vieni.

Il tuo desiderio di amore era già amore.

Vieni, adesso nulla ti separerà mai più

dall’amore di Dio.

 

p. Ermes Ronchi

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron