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Si dice che scrivere sul proprio diario personale fa bene alla salute. Lo hanno provato clinicamente alcuni psicoimmunologi americani analizzando gruppi di pazienti.
È stato dimostrato che coloro che trascrivono sul proprio diario le emozioni e le loro osservazioni personali hanno la possibilità di rinforzare le loro difese immunitarie aumentando il livello di linfociti T, vere a proprie sentinelle dell’organismo che ci difendono da attacchi di virus e batteri.
Il diario é un quaderno in cui vengono annotati giornalmente o periodicamente vicende personali, ricordi, osservazioni, impressioni varie, punti di vista, opinioni.
Quasi tutti gli artisti, i letterati, politici, uomini di cultura, hanno un diario personale che ha un ruolo insospettatamente importante nella propria evoluzione.
Si sa, ad esempio, che molti scrittori di fama internazionale attingono gran parte degli spunti dei loro scritti, romanzi o saggi, dal diario segreto. Essi non fanno altro che rielaborarli e inserirli al posto giusto nel contesto desiderato.
Ciò é possibile perché il diario é un ottimo strumento di autoconoscenza.
Quando si arriva a conoscere profondamente la propria interiorità si impara anche a comprendere l’animo umano nelle sue caratteristiche più universali, se condividiamo l’osservazione di L. Lavelle che “L’intimità è meno intima di quello che io credo”
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Angelo Bacci si definisce un operaio laureato in architettura. Tutta la sua vita lavorativa, dal 1969 al 2006, è stata dedicata alla Biennale di Venezia. Come funzionario ha ricoperto vari ruoli in numerosi uffici e settori. È stato inoltre regista televisivo per un’emittente privata e ha curato l’aspetto tecnico-organizzativo per numerose mostre d’arte.

 

 

Angelo Bacci, nasce a Venezia nell’ottobre 1946. Secondo di sette fratelli, inizia a lavorare a undici anni, svolgendo svariati lavori (pescatore, fruttivendolo, barman, cameriere, venditore di specialità veneziane, elettricista, ecc.). Dal 1966 al 2006, ha lavorato per La Biennale di Venezia, dopo aver svolto, dal 1964 al 1966, il ruolo di produttore assicurativo dell’INA (Istituto Nazionale Assicurazione) e aver effettuato oltre tre anni di apprendistato “gratuito” per La Biennale, presso la Ditta ENDAR (Azienda specializzata nella consulenza tecnica ed organizzativa di congressi, convegni, meeting, seminari, ecc.), dal giugno 1966 all’8 ottobre1969, e contestualmente, sempre dal ’66 al ’69, di aver lavorato come operaio specializzato (strumentista), nello stabilimento della SAVA (Società Alluminio Veneta Anonima) di Porto Marghera. Con l’Ente Autonomo, La Biennale di Venezia, oggi Fondazione, è stato un sogno diventato realtà.

Inizia a lavorare nell’Ente Autonomo come dipendente di ruolo, dal 9 ottobre 1969, istituendo e gestendo, come Responsabile, il Laboratorio Audiovisivi della Biennale, fino al marzo del 1982. Si è trattato, sin dal primo giorno, di un amore a prima vista, un grande, complesso e indescrivibile AMORE, sbocciato più di quarant’anni fa, vissuto, giorno dopo giorno, con profonda e immutata passione e dedizione, alimentato e sviluppatosi grazie all’ambiente, alle persone e in particolare agli straordinari colleghi – veri e propri mattatori e promotori culturali e non semplici e sottovalutati esecutori – oltre al genio, alla fantasia e creatività di artisti di ogni paese del mondo.

Nel 1983 si laurea in Architettura presso l’IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia). Insomma, la Biennale, per Angelo Bacci, è stata moglie, amante, famiglia per oltre quarant’anni.

Il suo percorso in Biennale è stato un continuo ed esaltante arricchimento culturale, intellettuale e umano, costruito, affinato e migliorato, passo dopo passo, svolgendo il proprio dovere sempre con il massimo impegno, con sacrifici, rinunce, lotte, curiosità e tanta umiltà, abnegazione, generosità, rispetto, correttezza e lealtà.

La Biennale per Angelo Bacci è stata il suo unico mondo e tutta la sua vita, un vero matrimonio, diventando per le infinite esperienze e prove sostenute, più di una palestra, un vero laboratorio formativo, che gli ha consentito di vivere a stretto contatto e conoscere personaggi, intellettuali e studiosi illustri nazionali e internazionali, oltre a personalità, autorità e molta gente “comune”, che, a suo dire, questa ultima categoria è stata la vera fonte di insegnamento e formazione.

Di questa sua straordinaria ed indimenticabile esperienza e avventura, ricca di avvenimenti, curiosità, aneddoti, episodi e molte emozioni, ha sentito il dovere di produrre un’autobiografia, titolata “Dalla Fabbrica alla Biennale e ritorno ………”, uno spaccato storico e culturale della sua vita in Biennale, un dietro le quinte personale ed inedito che, ha pubblicato, tramite la casa editrice Supernova (Lido-Ve).
Il volume, oltre ad essere una testimonianza storica importante, è anche una fonte informativa vera, privilegiata e, vista, analizzata e radiografata, a 360° e in tutti i suoi aspetti, positivi e negativi da un osservatore attento, partecipe e protagonista. Il libro autobiografico descrive accuratamente fatti, momenti, eventi, personaggi, artisti, intellettuali, situazioni e vicende esaltanti, anche critiche, di vita vissuta all’interno e dietro le quinte dell’Istituzione, riconosciuta tra le più prestigiose del mondo, cercando di evidenziarne anche le sue contraddizioni, i suoi limiti e le sue carenze.

Comunque, Angelo Bacci ritiene che l’attività in Biennale, sia stata un’avventura straordinaria ed indimenticabile, un amore indefinibile, raccontato e descritto con passione e rispetto incrollabile, certo come osservatore privilegiato, fortunato protagonista e affascinato partecipe, perché il primo amore non si scorda mai.

 

 

L’ULTIMO LIBRO DI ANGELO BACCI:   LA MIA BIENNALE SOTTOSOPRA    (EDIZIONI SEGNO)

 

 

Per quarant’anni dipendente della Biennale di Venezia con vari ruoli e incarichi, fino a chiudere la carriera come dirigente, l’autore traccia un percorso storico e scientifico che mette in evidenza fatti, eventi, periodi e personaggi legati alla prestigiosa istituzione. Una testimonianza inedita e particolare, un dietro le quinte privilegiato di attento osservatore e partecipe protagonista che valorizza ed esalta una delle più importanti e copiate istituzioni culturali al mondo. Il racconto non segue la cronologia degli avvenimenti, ma si lascia condurre dai flash della memoria… da cui il titolo sottosopra.

 

PER L’ACQUISTO:

https://www.edizionisegno.it/libro.asp?id=1953

 

 

 

ANGELO BACCI a Cividale del Friuli nella chiesa di Santa Maria in Corte per l’organizzazione di mostre varie…(tra gli amici Lorenzo Palumbo e Pier Angelo Piai)

Nel 2014 Enrico Marras è stato selezionato dal prof. Vittorio Sgarbi nel suo prestigioso annuario d’arte contemporanea “Artisti” (EA Editore).

http://www.e-paper.it/nel-mondo-di-marras/

 

Dici informale a Udine, e pensi immediatamente ad Afro, come in un automatismo da cane di Pavlov.

Ma non so quanto il presunto assioma servirebbe a farci capire qualcosa di più dell’arte informale di Enrico Marras, udinese, malgrado il cognome tutt’altro che friulano, se non come furbo accorgimento su cui impiantare una bella dissertazione retorica.

Né, credo, servirebbe molto dì più, restringendo il campo delle possibili influenze assorbite per via ereditaria, cercare appigli risolutivi nella madre dì Marras, Alida Puppo, artista anche lei con cui ha spesso esposto, ma il cui orizzonte espressivo mi pare decisamente distante da quello del figlio, quasi che i due fossero, artisticamente parlando, degli estranei fra loro piuttosto che consanguinei.

In realtà, a lasciare decantare le cose senza affidarsi troppo alle sensazioni del primo momento, si riuscirebbe a individuare almeno un punto in comune fra i modi di Marras e quelli della Puppo, un elemento, per di più, che non può essere certo ritenuto accessorio, ma fondante del loro modo di fare arte: entrambi concepiscono la materia, che abbia un aspetto grezzo, ancora tutto da plasmare, o già forgiato, in attesa, quindi, di essere reinventata dall’operato dell’autore, come principio generatore di ogni successivo intervento volto a riconnotarla in senso estetico.

Si ha, insomma, la chiara impressione che Marras non proceda mai prescindendo da ciò di cui intende servirsi per creare, come se la strada espressiva da intraprendere non gli possa che essere indicata dal dialogo preliminare che con esso riesce a stabilire. Se finestre esistenziali sono, così come Marras chiama il ciclo più rappresentativo della sua produzione, lo sono non in quanto imposizione di un’idea a priori che alla materia chiede solo di trovarle un’adeguata equivalenza fisica e simbolica.

Perché Marras asseconda la materia, cavando dalle sue varianti, nel rispetto del carattere di ognuna, le potenzialità da cui derivare un linguaggio di intento lirico che ha ormai conseguito una sua chiara grammatica (si pensi, per esempio, alla cifra grafica del grumo, precisa come una lettera dell’alfabeto che fosse messa a rilievo).

Se il fine ultimo del processo é la spiritualizzazione dell’originariamente informe, tenendo, in questo senso, la massima aderenza possibile fra chi crea e quanto viene creato, direi che Enrico Marras ci riesce in pieno.

Vittorio Sgarbi

 

 

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

 

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verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

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segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron