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Un angelo: Sappi che il Padre Celeste, tuo Creatore, è innamorato folle di te, anche se spesso non te ne accorgi. Succede a volte che quando ti guardi allo specchio non ti piaci. Non è così per Lui… Questo un po’ gli dispiace, perché Lui ha fatto belle tutte le cose, specialmente ogni persona. Il Padre, pur rispettando la tua libertà, ti rincorre ovunque perché cerca in te l’immagine di suo Figlio e vuole condurti alla pienezza a cui sei destinato, quando sarai perfettamente a sua immagine e somiglianza, pur rimanendo te stesso.. Anche se sei una delle miliardi di persone che Egli ha creato, Lui ti segue singolarmente, come se esistessi solo tu. Sei davvero unico ed irripetibile! Ti guarda e ti osserva continuamente in profondo rispetto amoroso perché è in te. Ascolta ogni parola delle tue labbra, osserva i tuoi pensieri ed esulta di gioia quando comunichi con Lui, quando gli parli, quando ti penti dei tuoi errori, quando compi una bella azione verso il prossimo, quando silenzioso contempli le sue opere. Egli “ti ama” alla follia in mille modi, anche se tu non te ne accorgi. Noi stessi angeli buoni ci meravigliamo e gioiamo di questo infinito amore che che Egli ha nei tuoi confronti. Attende sempre un riscontro amoroso da parte tua, anche se raro. Non preoccuparti mai di nulla, perché Lui c’è anche quando soffri o quando pecchi. Attende te in modo fiducioso sempre e ti contempla estatico. Tu sei un suo capolavoro e desidera che tu lo sappia. Ti ama e ti amerà sempre!
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Dio è da sempre perché “Egli è”, mentre tu hai cominciato ad esistere secondo la sua volontà. Eppure ti ama immensamente. Dio è Purissimo Amore, mentre tu sei profondamente egoista. Eppure ti ama sempre.
Dio conosce tutto perché ogni cosa proviene da Lui. Tu conosci una piccolissima parte della Verità, eppure Dio ti ama in modo unico ed irripetibile.
Dio è attratto dal tuo nulla, anche quando tu sei indifferente al suo amore.
Dio ti cerca sempre con discrezione ed amore, pur rispettando la tua libertà, perché desidera la tua salvezza eterna.
Ricordati che Dio ti ama davvero ed è contento quando gli sei grato.
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È necessario lodare Dio perché ha voluto l’esistenza di ciascuno di noi e la sta sorreggendo.
Siamo destinati ad essere suoi figli per tutta l’eternità. Egli si è fatto uomo in Gesù Cristo, ha patito ed è morto per tutti gli uomini , affinché si convertano e si rendano conto di quanto siano da Lui amati.
Dio chiede ad ognuno di noi la riconoscenza, come i genitori la chiedono ai figli e ciascuno di noi a chi beneficiamo.
Questo non perché Lui abbia bisogno assoluto delle nostre lodi, ma perché ci ama nella Verità: é Lui che ci ha donato la vita e la sta sostenendo.
Se gli siamo grati per questo e mettiamo in pratica i Comandamenti dell’Amore, camminiamo nella verità e diveniamo simili a Lui, come Egli desidera… Dio ama chi dona con gioia e coloro che lo cercano con cuore sincero…
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VI dom A Mt. 5, 17-37

p. EMES RONCHI

 

Ma io vi dico. Gesù entra nel progetto di Dio non per rifare un codice, ma per rifare il coraggio del cuore, il coraggio del sogno. Agendo su tre leve decisive: la violenza, il desiderio, la sincerità.

Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, chi nutre rancore è potenzialmente un omicida. Gesù va diritto al movente delle azioni, al laboratorio dove si assemblano i gesti. L’apostolo Giovanni affermerà una cosa enorme: “Chi non ama suo fratello è omicida”(1 Gv 3,15). Chi non ama, uccide. Il disamore non è solo il mio lento morire, ma è un incubatore di violenza e omicidi.

Ma io vi dico: Chiunque si adira con il fratello, o gli dice pazzo, o stupido, è sulla linea di Caino… Gesù mostra i primi tre passi verso la morte: l’ira, l’insulto, il disprezzo, tre forme di omicidio. L’uccisione esteriore viene dalla eliminazione interiore dell’altro. “Chi gli dice pazzo sarà destinato al fuoco della Geenna.” Geenna non è l’inferno, ma quel vallone alla periferia di Gerusalemme, dove si bruciavano le immondizie della città, da cui saliva perennemente un fumo acre e cattivo. Gesù dice: se tu disprezzi e insulti il fratello tu fai spazzatura della tua vita, la butti nell’immondizia; è ben più di un castigo, è la tua umanità che marcisce e va in fumo.

Ascolti queste pagine che sono tra le più radicali del vangelo e capisci per contrasto che diventano le più umane, perché Gesù parla solo della vita, con le parole proprie della vita: custodisci le mie parole ed esse ti custodiranno (Prov 4,4), e non finirai nell’immondezzaio della storia.

Avete inteso che fu detto: non commettere adulterio. Ma io vi dico: se guardi una donna per desiderarla sei già adultero. Non dice semplicemente: se tu desideri una donna; ma: se guardi per desiderare, con atteggiamento predatorio, per conquistare e violare, per sedurre e possedere, se la riduci a un oggetto da prendere o collezionare, tu commetti un reato contro la grandezza di quella persona.

“Adulterio” viene dal verbo a(du)lterare che significa: tu alteri, cambi, falsifichi, manipoli la persona. Le rubi il sogno di Dio. Adulterio non è tanto un reato contro la morale, ma un delitto contro la persona, deturpi il volto alto e puro dell’uomo.

Terza leva: «Ma io vi dico: Non giurate affatto; il vostro dire sia sì, sì; no, no» Dal divieto del giuramento, Gesù va fino in fondo, arriva al divieto della menzogna. Di’ sempre la verità e non servirà più giurare. Non abbiamo bisogno di mostraci diversi da ciò che siamo nell’intimo.

Dobbiamo solo curare il nostro cuore, per poi prenderci cura della vita attorno a noi; c’è da guarire il cuore per poi guarire la vita.

Gesù non demolisce ma porta a compimento, sulla linea della sincerità cuore, il progetto di Dio: curare il cuore per guarire la vita.

 Queste, che sono tra le pagine più esigenti del Vangelo, sono anche tra le più umane e consolanti. La legge dolce e potente, non esterna ma interna a te: ritorna al tuo cuore. Proverbi 4,23 : Con ogni cura vigila sul cuore
perché da esso sgorga la vita. Custodisci il tuo cuore perché è la sorgente della vita. Bevi alla sorgente del cuore. L’uomo ha il cuore buono. Il male è accovacciato fuori, ma dentro c’è il dna divino, c’è il cromosoma di DIO.

Allora il vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole che danno le vertigini. Perché non aggiunge fatica, non convoca eroi, ma soltanto uomini e donne che siano veri.

Custodisci i comandamenti ed essi ti custodiranno.

Allora il vangelo diventa facile, umanissimo, anche quando dice parole che danno le vertigini. Perché non aggiunge fatica, non convoca eroi, ma soltanto uomini e donne che siano veri.

stai attento a tre cose, e per tre volte lancia la sua provocazione: vi fu detto ma io vi dico: stai attento alla violenza, al rapporto con l’altro sesso, alla tua autenticità.

Vi fu detto non spergiurate, ma io vi dico il vostro parlare sia sì si, no no. Stai attento a te stesso, ad essere autentico. Dal divieto del giuramento, arriva al divieto della menzogna. Di’ la verità sempre, e non servirà giurare. Impariamo ad essere autentici, senza maschere e senza paure, anche se ci vorrà tutta una vita.

Ci succede come al cieco di Betsaida, cui Gesù pone le mani sugli occhi e poi gli chiede: «Che cosa vedi?». Il cieco risponde: «Vedo uomini come alberi che camminano», vedo uomini come cose. Allora Gesù interviene di nuovo, ancora le mani sugli occhi, e poi il cieco dice: «Ora sì, ora vedo persone, immagini di Dio» (cfr. Mc 8,22-26).

Perché questa è una persona: un’icona di Dio che cammina.

E se tu guardi per desiderare, cioè per possedere, tu vedi poco, hai miopia nel cuore e stai adulterando la grandezza della persona, icona di Dio.

È un unico salto di qualità quello che Gesù propone: passare dalla religione del fare alla religione dell’essere.

 

2000 anni fa, quando la donna non aveva un ruolo, era poco più di un oggetto, Gesù lancia la sua provocazione, una visione innovativa: considera la persona che ti piace nella sua totalità, non è un oggetto, non è merce.

Veglia sul tuo cuore perché la fedeltà a una storia parte dal cuore.

Gesù ci fa sognare in grande, mi piace tanto che dica che nel progetto di Dio è possibile essere fedeli, fedeli a un sogno, è possibile crescere insieme, è possibile collaborare uomo/donna a che ciascuno diventi il meglio di ciò che può diventare.

 

Il terzo punto di attenzione che Gesù evoca è la violenza. Si può uccidere in molti modi, con la parola, con le scelte, attraverso i social, leggiamo di giovani vite distrutte dal cyberbullismo dal gioco superficiale dei media, si può uccidere stando alla finestra, ad osservare e a non far niente.

Il peccato di omissione, forse il più devastatore di tutti:

vuol dire non fare tutto il bene che potresti fare, non dare l’aiuto che potresti dare, non contribuire al bene comune, non dare alla vita, solo prendere, una esistenza posta sotto l’avverbio “non”, un elenco di “senza”

 

Amatevi, dice Gesù, altrimenti vi distruggerete.

Se uno non la pensa come me, il primo istinto è considerarlo uno stupido: non la pensa come me quindi è poco intelligente.

Se ho un avversario, l’istinto è vedere in lui un uomo cattivo e pericoloso, dire ad es. gli extra comunitari sono tutti spacciatori fannulloni. L’altro lo demonizzo, e così eliminarlo diventa un ‘bene’.

I tuoi figli sono fragili, Signore, ma non sono cattivi. Cadono facilmente ma non sono malvagi. Sono buoni e “tirano fuori dal buon tesoro del loro cuore il bene”(Lc 6,45). Custodisci tu questo fragile contorto e splendido dono che ci hai dato, un cuore di carne, un cuore di cielo.

 

Fb 16 febbraio 2020

 

Un altro Vangelo impossibile: se chi dà del matto a un fratello in un impeto d’ira fosse trascinato in tribunale, non ci sarebbe più nessuno a piede libero sulla terra e, nei cieli, Dio tutto solo a intristire nel suo paradiso vuoto!

Il Vangelo non è un manuale di facili istruzioni, anzi! Ci chiede di pensare con la nostra testa convocando la coscienza, che non si delega a nessun legislatore.

Gesù stesso sembra contraddirsi: afferma l’inviolabilità della legge e ne trasgredisce il precetto più grande, il riposo del sabato. Ma ogni sua parola converge verso un unico obiettivo: andare dentro al cuore della norma, verso il suo senso più profondo.

Non è né lassista né rigorista, Gesù; non è più rigido o più accondiscendente degli scribi; fa un’altra cosa, prende la norma e la porta avanti, le fa fare un salto di qualità, la fa schiudere come un fiore in due direzioni decisive: la linea del cuore e la linea della persona.

– La linea del cuore. Fu detto: non ucciderai; ma io vi dico: chiunque si adira col fratello, cioè alimenta rabbie e rancori, è omicida dentro. Non amare qualcuno è togliergli vita; non amare è un lento morire.

Gesù va dritto al laboratorio dove si forma ciò che uscirà fuori come parola e gesto, e indica: ritorna al tuo cuore, alla sorgente, alla radice che genera vita o morte, e guarisci lì. Solo dopo potrai curare la tua vita. E non giurare affatto!

Dal divieto del giuramento, Gesù punta al divieto della menzogna: dì la verità sempre, e non ti servirà giurare.

– La linea della persona: Se guardi una donna per desiderarla sei già adultero… Non dice: se tu desideri una donna o se tu desideri un uomo. Non è il desiderio ad essere condannato, poiché egli è un servitore necessario alla vita. Ma quel viscido ‘per’, vale a dire quando ti adoperi con gesti o parole per manipolare l’altro, quando trami per ridurlo ai tuoi scopi, tu compi un reato contro la sua profondità e dignità, perché alteri, falsifichi, manipoli la sua bellezza. Sappi che rubi a Dio la sua icona! Gli rubi il suo sogno!

Le persone non sono per questo, esse sono abisso e cielo, profondità e vertigine, pezzetti di divinità lungo la strada, angeli di sconvolgimento e pace.

Il reato allora non è contro la morale, ma un delitto contro la persona e la sua dignità.

Cos’è la legge morale? Ascolti Gesù e capisci che per lui la norma è a servizio e a salvaguardia della vita, custodia di ciò che fa crescere o diminuire in umanità, coltivazione e fioritura dell’umano.

Allora il Vangelo non è impossibile, è facile! Facile e felice anche quando dice parole da vertigini. E non aggiunge fatica, non cerca eroi, ma uomini e donne veri che passino dalla legge alla persona, e dalla religione dell’apparire a quella dell’essere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Se comprendessimo davvero quanto Gesù ci ama!

Non ci lasceremmo più sopraffare da ogni forma di depressione e non avremmo più tanta paura dei pericoli, perché sappiamo che Egli continua a sostenerci con infinito amore.

Accetteremmo tutto quello che ci capita, consapevoli che nulla succede se Lui non lo permette, offrendo le sofferenze al suo Sacratissimo Cuore.

Vedremmo l’Universo intero con uno sguardo sempre nuovo, perché tutto è stato creato per mezzo di Lui ed in vista di Lui!

Ci confesseremmo più spesso con sincero pentimento per le nostre colpe, sicuri di essere perdonati e lavati dal suo sangue.

Frequenteremmo sempre l’Eucaristia, il suo più grande dono, come un anticipo di Paradiso sulla terra: in essa lo riceviamo in corpo, sangue, anima e divinità.

Non avremmo più paura della morte perché saremmo consapevoli che Egli ci attende per portarci con sé in Paradiso.

 

 

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VI domenica di Pasqua

 

Verremo e prenderemo dimora in chi ama.

E sarete casa di Dio, tenda, dimora, abitazione del Padre.

Chi, io? Ma davvero? Penso, e mi rispondo: magari. Forse i santi.

Qui troverai ben poco Signore, starai alle strette; qualche volta, spesso ti trascurerò, mi dimenticherò di te; forse troverai poco più di una baracca, una stalla, una catapecchia, c’è poco di grande, di bello, di buono. Ma ti prego, non andare via.

Ma poi penso che, se è nato in una stalla, non si scandalizzerà di quel tanto di sporco, o di quel muro cadente, che troverà in me o in te.

Guarda, Signore, troverai poco, però ti assicuro che cercherò di salvare un riparo per te, un pezzetto di casa per te, un pezzetto di cuore, dove ci sia un riparo per lo Spirito Santo, un nido per la pace che tu porti.

La pace. Gesù risorge, incontra i suoi, e la prima parola è: Pace a voi!

Sono tante le persone oggi che vanno cercando un po’ di pace, perché tradite, deluse, depresse… e la prima tentazione è quella di addormentare la coscienza, di fare una anestesia interiore; mandando giù farmaci contro lo stress e contro l’ansia; o sostanze stupide, come alcool e droghe, e ne inventano continuamente di nuove, e le chiamano stupefacenti, appunto perché fanno stupida la relazione alla vita

Vi do la mia pace, non come fa il mondo.

Gesù non fa ai suoi un augurio, ma una constatazione, al presente; dice che la pace è lasciata, è data, “è” già qui, nelle mani nostre, che oramai siete in pace con Dio, con gli uomini, con voi stessi, con la natura.

Scende pace, piove pace sui cuori e sui giorni. È pace.

Miracolo continuamente tradito, ma continuamente rifatto, e di cui non ci è concesso stancarci.

La pace che non si compra e non si vende, ma è dono che diventa conquista, con un artigianato paziente. Come?

Ieri sera ascoltavo il medico congolese Mukwege, premio Nobel per la pace, raccontare di violenze inimmaginabili sulle donne nelle guerre del Congo, cose da incubo, allo scopo di distruggere la donna, asse portante della comunità da conquistare. E lui ha visto, e ne è stato travolto; è cambiato dentro, ed ha preso a curarle, a difenderle, a raccontare la loro storia al mondo. E lo ha fatto pur avendo subito 10 attentati alla sua vita.

Un eroe. Ma con lui tanti altri eroi anonimi e piccoli: infermieri, collaboratori…ma soprattutto le donne stesse che si svegliavano dall’intervento e la prima domanda era: come stanno i bambini? Non: come sto io. Ma vanno a scuola i bambini? Amore oltre l’immaginazione. Gli uomini no, loro quando si svegliano dall’operazione la prima domanda è: dottore, come sto io? È grave?

La donna: Come sta il mio bambino?

Ma non vi da speranza questo? Mi dava dolore ascoltarlo, dolore fisico, e mi dava speranza invincibile.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Basta col dominio della paura: la violenza non vince, non per sempre.

Non come la dà il mondo, io do la pace… il mondo cerca la pace come un equilibrio di paure o come la vittoria del più forte e crudele; non si preoccupa di riconoscere i diritti dell’altro, ma di come strappargli via un altro pezzo del suo diritto. La pace di Gesù è: beati i miti, gli assetati di giustizia, i costruttori di pace… abbracciare l’ultimo, il bastonato, la donna violata e ridarle una strada. E che non sia sola.

I verbi della guerra tra noi sono tre, tre verbi maledetti, che dicono, portano, fanno male:

prendere, anche ciò che non è tuo, accumulare, ammassare, pugno chiuso;

salire, cioè stare sopra gli altri, più in vista, più noti e famosi, superiori;

dominare, cioè voler comandare, decidere per gli altri, e che siano sottomessi e ossequienti.

Tre verbi di guerra: prendere, salire, dominare.

Così il mondo dà la sua pace ai vincitori di queste battaglie. Che si armano per una successiva battaglia in cui saranno inevitabilmente sconfitti.

Invece Gesù contrappone, lungo tutto il vangelo tre altri verbi, opposti, che sono benedetti, portatori di bene, rivelatori del bene profondo:

dare, cioè saper aprire le mani nel dono, mani aperte, non pugni chiusi;

scendere, mettersi a fianco e non sopra, accompagnare e non imporsi;

servire, grande, per coraggiosi e per innamorati, per madri che sanno dire. prima vieni tu e dopo io.

Dare, scendere servire. Tre verbi benedetti, verbi di pace.

In una relazione difficile io mi domando: ma voglio andare d’accordo con te o voglio semplicemente vincere? Preferisco, ma dentro, ma davvero, la pace con te o la vittoria su di te?

L’altra parola-promessa di oggi è lo Spirito santo. Vi ricorderà, vi insegnerà…

Mi piace da matti questo Spirito santo: ri-corderà, cioè ri-porterà al cuore, riaccenderà tutto Gesù.

Non ci spinge in chiesa, ci spinge a diventare chiesa, tempio dove sta tutto Gesù.

Vi riporterà al cuore gesti e parole di lui, di quando passava e guariva la vita, e diceva parole di cui non si vedeva il fondo.

Ma non basta, lo Spirito apre uno spazio di conquiste e di scoperte: vi insegnerà nuove sillabe divine e parole mai dette ancora.

Sarà la memoria accesa di ciò che è accaduto ‘in quei giorni irripetibili’ e insieme sarà la tua genialità, per risposte libere e inedite, per oggi e per domani.

Gregorio Magno, grande papa, diceva, ricordiamolo: l’ultimo dei credenti può interpretare la parola di Dio come la interpreto io.

Insegnamento dimenticato. Dici magistero della chiesa e tutti pensiamo a quei documenti di molte pagine che escono dalla penna dei papi; magistero della chiesa è questo magistero dello Spirito, diffuso su tutti. Non è la riserva di qualcuno, è di tutti!

 

Vi insegnerà ogni cosa: lo Spirito ama insegnare, accompagnare oltre, verso paesaggi inesplorati.

Lo Spirito ci fa innamorare di un cristianesimo che sia visione, incantamento, fervore, poesia, testimonianza viva.

Cristo è la nostra pace (Ef 2,14), è venuto a disarmare il cuore, a disarmare le mani, a disarmare la mente: metti via la spada.

Anzi: metti via, cancella il concetto stesso di nemico. È venuto a dire l’indicibile: amate i vostri nemici. Si può vincere il male, ma con il bene e non con un male più forte. Uccidendo l’inimicizia, e non il nemico.

Pace, fragile germoglio, che si costruisce con pazienza, che si custodisce solo piantando piccole oasi di pace là dove siamo chiamati a vivere, ciascuno con la sua piccola palma di pace, piantata nel deserto della storia. Non vedo altra strada. La mia oasi, più la tua, più quella di un altro…E quando le oasi saranno migliaia conquisteranno il deserto e lo faranno fiorire.

Casa di Dio siete voi se custodite libertà e speranza (Eb 3,6), e non già se custodite archivi di dogmi o catechismi. Ma se voi sapete fare voto di libertà e voto di speranza, e custodirle a nome di tutti, voi siete la casa di Dio nella città degli uomini.

Preghiera per oggi

 

   
 

 

Padre dell’umanità, Signore della storia, guarda questo continente europeo al quale tu hai inviato tanti filosofi, legislatori e saggi, precursori della fede nel tuo Figlio morto e risorto.
Guarda questi popoli evangelizzati da Pietro e Paolo, dai profeti, dai monaci, dai santi; guarda queste regioni bagnate dal sangue dei martiri e toccate dalla voce dei Riformatori.
Guarda i popoli uniti da tanti legami ma anche divisi, nel tempo, dall’odio e dalla guerra.
Donaci di lavorare per una Europa dello Spirito fondata non soltanto sugli accordi economici, ma anche sui valori umani ed eterni.
Una Europa capace di riconciliazioni etniche ed ecumeniche, pronta ad accogliere lo straniero, rispettosa di ogni dignità.
Donaci di assumere con fiducia il nostro dovere di suscitare e promuovere un’ intesa tra i popoli che assicuri per tutti i continenti, la giustizia e il pane, la libertà e la pace.

Card. Carlo Maria Martini, Preghiera per l’Europa, 26 maggio 2005

 

 

 
   

 

 

 

Ripensiamo per qualche minuto alla giornata trascorsa: se non siamo riusciti a rendere felice qualcuno facciamo contento almeno Gesú.

Egli ci pensa sempre perché ci ama infinitamente.

Basta riconoscerlo: Lui si accontenta anche di un nostro sguardo interiore, perché é così umile e mite che, pur essendo anche Dio, si fa più povero di noi mendicando il nostro amore…

 

 

PER CHI DESIDERA PREGARE:

 

Signore, eccomi arrivato al termine del giorno. In te tutto è presente, noi invece siamo nel tempo per glorificarti e per renderci conto della tua grande bontà. Rendimi consapevole di tutti i benefici che ho ricevuto da te oggi per poterti lodare con gratitudine. Che non mi sfugga alcun beneficio: sei tu che sostieni la mia vita ogni istante, perché senza di te sarei una nullità. Grazie a te ho potuto usare i sensi del corpo e della mente. Nulla ti sfugge, mentre nella mia ingratitudine a me sfuggono molte cose che mi stai continuamente donando, oltre alla stessa esistenza. Ti lodo, mio Dio, perché sei davvero prodigioso. Fa’ che questa lode sincera arrivi al tuo cospetto, per glorificarti sempre.

PREGHIERA DI RINGRAZIAMENTO PER LA SERA

Signore Gesù, eccomi arrivato al termine del giorno. Ti ringrazio di cuore per avermi donato anche questa giornata. Grazie per la vista, l’udito, il tatto, il gusto e l’olfatto. Grazie per la mente e per l’anima immortale che mi hai donato. Grazie per la tua continua e discreta protezione anche tramite il mio angelo custode che tu mi hai affidato. Grazie per tutti i santi protettori. Grazie perché sei sempre pronto a perdonare le mie colpe e le mie omissioni. Grazie perché mi dai sempre nuove opportunità per contraccambiare il tuo amore. Grazie per i miei familiari, amici e conoscenti che oggi mi hai fatto incontrare, si compia anche in loro la tua volontà. Grazie perché continui a sostenermi, nonostante le mie meschinità e le mie numerose omissioni ed indifferenze. Grazie perché mi dai sempre la possibilità di dialogare con te nella preghiera incessante. Grazie che mi dai la possibilità di coricarmi sereno confidando in Te. Che io ti possa lodare per tutta l’eternità

 

 

LITURGIA DELLE ORE:

http://www.liturgiadelleore.it/

 

 

 

Il Vangelo – A cura di Ermes Ronchi

III Domenica – Tempo Ordinario – Anno C – 2019

A Nazaret il sogno di un mondo nuovo
Vangelo – Luca 1,1-4; 4,14-21

(…) In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nazaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

Commento di p.Ermes Ronchi

Tutti gli occhi erano fissi su di lui. Sembrano più attenti alla persona che legge che non alla parola proclamata. Sono curiosi, lo conoscono bene quel giovane, appena ritornato a casa, nel villaggio dov’era cresciuto nutrito, come pane buono, dalle parole di Isaia che ora proclama: «Parole così antiche e così amate, così pregate e così agognate, così vicine e così lontane. Annuncio di un anno di grazia, di cui Gesù soffia le note negli inferi dell’umanità» (R. Virgili).

Gesù davanti a quella piccolissima comunità presenta il suo sogno di un mondo nuovo. E sono solo parole di speranza per chi è stanco, o è vittima, o non ce la fa più: sono venuto a incoraggiare, a portare buone notizie, a liberare, a ridare vista. Testo fondamentale e bellissimo, che non racconta più “come” Gesù è nato, ma “perché” è nato. Che ridà forza per lottare, apre il cielo alle vie della speranza. Poveri, ciechi, oppressi, prigionieri: questi sono i nomi dell’uomo.

Adamo è diventato così, per questo Dio diventa Adamo. E lo scopo che persegue non è quello di essere finalmente adorato e obbedito da questi figli distratti, meschini e splendidi che noi siamo. Dio non pone come fine della storia se stesso o i propri diritti, ma uomini e donne dal cuore libero e forte. E guariti, e con occhi nuovi che vedono lontano e nel profondo. E che la nostra storia non produca più poveri e prigionieri. Gesù non si interroga se quel prigioniero sia buono o cattivo; a lui non importa se il cieco sia onesto o peccatore, se il lebbroso meriti o no la guarigione. C’è buio e dolore e tanto basta per far piaga nel cuore di Dio. Solo così la grazia è grazia e non calcolo o merito.

Impensabili nel suo Regno frasi come: «È colpevole, deve marcire in galera». Il programma di Nazaret ci mette di fronte a uno dei paradossi del Vangelo. Il catechismo che abbiamo mandato a memoria diceva: «Siamo stati creati per conoscere, amare, servire Dio in questa vita e poi goderlo nell’eternità». Ma nel suo primo annuncio Gesù dice altro: non è l’uomo che esiste per Dio ma è Dio che esiste per l’uomo. C’è una commozione da brividi nel poter pensare: Dio esiste per me, io sono lo scopo della sua esistenza.

Il nostro è un Dio che ama per primo, ama in perdita, ama senza contare, di amore unilaterale. La buona notizia di Gesù è un Dio sempre in favore dell’uomo e mai contro l’uomo, che lo mette al centro, che dimentica se stesso per me, e schiera la sua potenza di liberazione contro tutte le oppressioni esterne, contro tutte le chiusure interne, perché la storia diventi totalmente “altra” da quello che è. E ogni uomo sia finalmente promosso a uomo e la vita fiorisca in tutte le sue forme.

(Letture: Neemia 8,2-4.5-6.8-10; Salmo 18; 1 Corinzi 12,12-30; Luca 1,1-4; 4,14-21)

Commento al Vangelo domenica 27 gennaio – p.Ermes – a Nazaret il sogno di un mondo nuovo

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/a-nazaretil-sogno-di-un-mondo-nuovo

 

 

 

Se comprendessimo veramente a fondo quanto Dio ci ama, non saremmo preoccupati di nulla. Egli è in noi ed accanto a noi: ci osserva ed ascolta con amore e discrezione ed attende da noi anche una piccola attenzione, un riconoscimento, un ringraziamento, ma soprattutto l’abbandono filiale.

Quando una madre tiene il figlioletto tra le sue braccia istintivamente siamo portati alla tenerezza. Dio è molto di più di questa madre: Egli ci tiene tra le sue braccia se sappiamo abbandonarci fiduciosi in Lui.

Se abbiamo coscienza delle nostre fragilità corriamo subito da Lui: Egli ci abbraccia e ci consola perché non vuole che nessuno dei suoi figli perisca.

Non temiamo. Ricorriamo sempre a Lui in qualsiasi circostanza: se siamo preoccupati, ansiosi, affaticati, tiepidi e soprattutto peccatori.

Egli ama infinitamente ogni persona: se crediamo in questo Amore il suo cuore non resiste e si dona a noi sempre di più.

 

ALCUNI LIBRI DI PIER ANGELO PIAI

 

GUARIRE LA MENTE PER GUARIRE IL CORPO: http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA SPIRALE DELLA VITA (riedizione) :    http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

L’ANIMA ESISTE ED È IMMORTALE ed. Segno http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

“LA FORZA DELLA FRAGILITÀ” ed.Segno (In questo mio libro troverete preghiere per molti stati d’animo e situazioni personali) http://www.edizionisegno.it/libro.asp….

VERSO L’ETERNITÀ (commenti su 4 anni di messaggi della Regina della Pace) http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

LA STIMMATIZZATA DI UDINE (Storia autentica di Raffaella Lionetti, dotata di speciali carismi) http://www.edizionisegno.it/libro.asp… FIAMMA D’AMORE DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

CONCETTA BERTOLI – La donna che vide la terza guerra mondiale http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

IL RESPIRO DELL’ANIMA INNAMORATA http://www.edizionisegno.it/libro.asp…

MARCELLO TOMADINI  il pittore fotografo dei lager   https://www.edizionisegno.it/libro.as…

DIARIO DI UN PELLEGRINO CARNICO https://www.edizionisegno.it/libro.as

GESÙ CHIEDE TOTALE FIDUCIA IN LUI (nel “Colloquio interiore” di suor Maria della Trinità) https://www.edizionisegno.it/libro.as…

 

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Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Nella gerarchia di Dio chi ama occupa il posto più alto

XXIX Domenica – Tempo ordinario – Anno B

Vangelo – Marco 10,35-45

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo, anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». […]

Commento di Padre Ermes Ronchi

Giovanni, il discepolo preferito, il migliore, il fine teologo, si mette di fronte a Gesù e gli chiede, con il fare proprio di un bambino: «Voglio che tu mi dia quello che chiedo. A me e a mio fratello». Eppure Gesù lo ascolta e rilancia con una bellissima domanda: «Cosa vuoi che io faccia per voi?». «Vogliamo i primi posti!»

Dopo tre anni di strade, di malati guariti, di uomini e donne sfamati, dopo tre annunci della morte in croce, è come se non avessero ancora capito niente. Ed ecco ancora una volta tutta la pedagogia di Gesù, paziente e luminosa. Invece di arrabbiarsi o di scoraggiarsi, il Maestro riprende ad argomentare, a spiegare il suo sogno di un mondo nuovo.
Non sapete quello che chiedete! Non capite quali corde oscure andate a toccare con questa domanda, quale povero cuore, quale povero mondo nasce da queste fame di potere. E la dimostrazione arriva immediatamente: gli altri dieci apostoli hanno sentito e si indignano, si ribellano, unanimi nella gelosia, accomunati dalla stessa competizione per essere i primi.

Adesso non solo i due figli di Zebedeo (i boanerghes, i figli del tuono, irruenti e autoritari come indica il loro soprannome), ma tutti e dodici vengono chiamati di nuovo da Gesù, chiamati vicino.
E spalanca loro l’alternativa cristiana: tra voi non sia così. I grandi della terra dominano sugli altri, si impongono… Tra voi non così! Credono di governare con la forza… tra voi non è così!

Gesù prende le radici del potere e le capovolge al sole e all’aria: Chi vuole diventare grande tra voi sia il servitore di tutti. Servizio, il nome difficile dell’amore grande. Ma che è anche il nome nuovo, il nome segreto della civiltà. Anzi, è il nome di Dio. Come assicura Gesù: Non sono venuto per procurarmi dei servi, ma per essere io il servo. La più sorprendente, la più rivoluzionaria di tutte le autodefinizioni di Gesù. Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore! Vanno a pezzi le vecchie idee su Dio e sull’uomo: Dio non è il padrone e signore dell’universo al cui trono inginocchiarsi tremando, ma è Lui che si inginocchia ai piedi di ogni suo figlio, si cinge un asciugamano e lava i piedi, e fascia le ferite.

Se Dio è nostro servitore, chi sarà nostro padrone? L’unico modo perché non ci siano più padroni è essere tutti a servizio di tutti. E questo non come riserva di viltà, ma come moltiplicazione di coraggio. Gesù infatti non convoca uomini e donne incompiuti e sbiaditi, ma pienamente fioriti, regali, nobili, fieri, liberi. Belli della bellezza di un Dio con le mani impigliate nel folto della vita, custode che veglia, con combattiva tenerezza, su tutto ciò che fiorisce sotto il suo sole.

(Letture: Isaia 53,10-11; Salmo 32; Ebrei 4,14-16; Marco 10,35-45)

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/nella-gerarchia-di-dio-chi-ama-occupa-il-posto-piu-alto

 

 

Il Vangelo a cura di Ermes Ronchi

Noi siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama
marzo 2018di carmelovalmadonna

IV Domenica di Quaresima “Laetare” – Anno B

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

Dio ha tanto amato il mondo, versetto centrale del Vangelo di Giovanni, versetto dello stupore che rinasce ogni volta, per queste parole buone come il miele, tonificanti come una camminata in riva al mare, fra spruzzi d’onde e aria buona respirata a pieni polmoni; parole da riassaporare ogni giorno e alle quali aggrapparci forte in tutti i passaggi della vita, in ogni caduta, in ogni notte, in ogni delusone.

Dio ha così tanto amato… e la notte di Nicodemo, e le nostre notti si illuminano. Qui possiamo rinascere. Ogni giorno. Rinascere alla fiducia, alla speranza, alla serena pace, alla voglia di amare, di lavorare e creare, di custodire e coltivare persone e talenti e creature, tutto intero il piccolo giardino che Dio mi ha affidato.

Non solo l’uomo, ma è il mondo che è amato, la terra è amata, e gli animali e le piante e la creazione intera. E se egli ha amato la terra, anch’io la devo amare, con i suoi spazi, i suoi figli, il suo verde, i suoi fiori.. E se Egli ha amato il mondo e la sua bellezza fragile, allora anche tu amerai il creato come te stesso, lo amerai come il prossimo tuo: «mio prossimo è tutto ciò che vive» (Gandhi).

La rivelazione di Gesù è questa: Dio ha considerato il mondo, ogni uomo, questo mio niente cui però ha donato un cuore, più importante di se stesso. Per acquistare me ha perduto se stesso. Follia d’amore.

Dio ha amato: la bellezza di questo verbo al passato, per indicare non una speranza o una attesa, ma una sicurezza, un fatto certo, e il mondo intero ne è intriso: «il nostro guaio è che siamo immersi in un oceano d’amore, e non ce ne rendiamo conto» (G. Vannucci). Tutta la storia biblica inizia con un “sei amato” e termina con un “amerai” (P. Beauchamp). Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.

Dio non ha mandato il Figlio per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato, perché chi crede abbia la vita. A Dio non interessa istruire processi contro di noi, non dico per condannare o per pareggiare i conti, ma neppure per assolverci. La vita degli amati da Dio non è a misura di tribunale, ma a misura di fioritura e di abbraccio, nel paradigma della pienezza.

Perché il mondo sia salvato: salvare vuol dire conservare, e nulla andrà perduto, non un sospiro, non una lacrima, non un filo d’erba; non va perduta nessuna generosa fatica, nessuna dolorosa pazienza, nessun gesto di cura per quanto piccolo e nascosto: Se potrò impedire a un Cuore di spezzarsi, non avrò vissuto invano. Se potrò alleviare il Dolore di una Vita o lenire una Pena, o aiutare un Pettirosso caduto a rientrare nel suo nido non avrò vissuto invano. (Emily Dickinson).

(Letture: 2 Corinzi 36,14-16.19-23; Salmo 136; Efesini 2, 4-10; Giovanni 3, 14-21)

https://buff.ly/2FpmyDN

https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/noi-siamo-cristiani-perche-crediamo-che-dio-ci-ama

1 Giugno 2016

SITI CON RIFLESSIONI E LITURGIA

http://www.riflessioni.it

Liturgia delle ore:
http://www.liturgiadelleore.it/

PENSIERO DEL GIORNO:

“Ogni progresso spirituale deve essere inteso come espressione di grado superiore di amore e non semplicemente come progresso del nostro comportamento morale, il quale può avere origine da un motivo gratificante e condizionarsi e terminare in esso ” (p.Albino, Diario, p.218)

1 Giugno 2016

Messaggio della Madonna di Medjugorje

PELLEGRINAGGI A MEDJUGORJE DA CIVIDALE

commenti personali di alcuni messaggi:

fileDBicn_doc picture
verso etern.DOC

I 10 SEGRETI DI MEDJUGORJE (di Padre Livio Fanzaga):

fileDBicn_mp3 picture
segretimedjugorje.MP3

VIDEO RELATIVI AI MESSAGGI DELLA MADONNA DI MEDJUGORJE

PLAYLIST RELATIVA A MEDJUGORJE (MESSAGGI E COMMENTI IN VIDEO)
https://www.youtube.com/playlist?list=PL_I8V9Z5YmOY_O1E9krjhlTo3O_k-L-6y

LE APPARIZIONI DELLA MADONNA A PORZUS – Nuova versione

LA BIBBIA DI GERUSALEMME GRATIS IN PDF EBOOK
Per chi non lo sapesse è pronta l’intera Bibbia di Gerusalemme in formato pdf ebook gratis in lingua italiana da scaricare :


bibbia-gerusalemme.pdf

 

 

6 luglio 2005

Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

1 Giugno 2016

Alida Puppo

Chi è Alida Puppo

1 Giugno 2016

Enrico Marras

Chi è Enrico Marras

1 Giugno 2016

MULTIMEDIALITÀ del curatore del portale:

VIDEO PER LA RIFLESSIONE
Video personali su alcune località del Friuli
CIVIDALE DEL FRIULI – Patrimonio dell’UNESCO
SLIDES UTILI PER LA FORMAZIONE
Esistere con stupore
ULTIMI AGGIORNAMENTI

5 Gennaio 2010

REPORT SUL 21° SECOLO

Attraverso un
fantascientifico viaggio nel tempo, l’autore del libro, Pier Angelo
Piai, desidera sensibilizzare il lettore a prendere coscienza del
nostro comune modo di pensare ed agire, noi del 21° secolo che ci
vantiamo di essere progrediti. In che cosa consiste, allora, la vera
evoluzione della specie umana?
Quando l’uomo potrà diventare davvero integrale?
Report
cerca di dare alcune risposte ai moltissimi interrogativi che emergono
in queste pagine scritte attraverso riflessioni e  considerazioni
sociologiche, antropologiche e filosofiche.

28 Agosto 2009

Beppino Lodolo – una voce amica per gli italiani nel mondo

BEPPINO LODOLO

10 Marzo 2008

SOLIDARIETA’ per chi soffre della malattia del BURULI

http://www.amicipl.it/WebBuruli.htm
http://it.youtube.com/watch?v=tDdRLKJYd3w
Chi volesse aiutare queste persone scriva:
e-mail:roberto@amicipl.it

EMERGENZA MALI
Aiutiamo una bimba cinese senza arti inferiori:

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chinagirl.pps

 

 

20 Ottobre 2006

Preghiere con testi e mp3

Preghiere con testi e mp3

IL CASO DI UNA STIMMATIZZATA DI UDINE, RAFFAELLA LIONETTI, UMILE MISTICA
Raffaella Lionetti, la Gemma Galgani di Udine

6 Agosto 2006

Riflessioni audio in mp3. Video personali

Riflessioni audio mp3 Video personali

6 Luglio 2005

6 luglio 2005 Il Catechismo della Chiesa Cattolica in mp3

IL CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA IN AUDIO
Catechesi e omelie di padre Lino Pedron

21 Novembre 2001

Artisti Friulani

continua