UNIVERSO INTERIORE (Introduzione)

Generalmente quando pensiamo all’Universo subito ci vengono in mente il pianeta terra, le meteoriti, il sistema solare, le galassie, i buchi neri, gli ammassi stellari, ecc.
Quando cominciamo a renderci conto della sua vertiginosa immensità, proviamo in noi un vago senso di smarrimento ed anche un brivido di paura, considerando la nostra incredibile piccolezza nei suoi confronti.
Poche volte, invece, consideriamo un altro tipo di Universo: quello interiore. Se ci pensiamo bene, tutto ciò che percepiamo esteriormente è organizzato dalla nostra mente, perché noi riceviamo gli stimoli attraverso i cinque sensi e li rielaboriamo.
La profondità e la complessità dell’ universo interiore di ognuno di noi è ancora in gran parte inesplorata. Questo perché noi crediamo di conoscerci sufficientemente e ciò limita lo spirito di ricerca. Pensiamo che i contenuti mentali bastino, ma in realtà non sono sufficienti per l’auto-consapevolezza più profonda. C’è molto di più…
Prendere coscienza che di tutto quello che succede nella nostra mente ne sappiamo ben poco è impegnativo e spesso frustrante, perché richiede coraggio, spirito di esplorazione, momenti di solitudine, delusioni ma anche stupore.
Queste brevi osservazioni che ho trascritto e raccolto ultimamente costituiscono alcuni stimoli all’osservazione attiva di ciò che realmente pullula nelle nostre menti e nelle nostre anime immortali, le quali sono tesori immensi che dobbiamo custodire ed arricchire per poter completare la progressiva divinizzazione a cui siamo continuamente chiamati.

COME SI DIVENTA REALMENTE AUTO-CONSAPEVOLI?

La mancanza di consapevolezza su se stessi e sull’ambiente che ci circonda comporta molti guai personali e sociali.
Gli effetti deleteri li vediamo sotto i nostri occhi!
Coloro che non vogliono impegnarsi nell’auto-consapevolezza rinunciano ad usare la propria intelligenza e si affidano a quella di coloro che hanno il potere di ingannarli con astuzia.
Come si diventa realmente auto-consapevoli?
Si inizia nel ricercare momenti di solitudine, anche fisica, rinunciando a certe forme di svago e chiedendo l’aiuto dello Spirito Santo.
È importante esercitarsi coraggiosamente all’osservazione dei propri processi mentali lasciando scorrere immagini, desideri, idee solo per iniziare a comprendere come gestisce i contenuti la nostra mente. Ma anche per individuare le diverse paure che bloccano la nostra evoluzione personale.
Quando cominciamo a comprendere i multiformi condizionamenti che intrappolano la nostra mente, inizia il processo di purificazione che ci consente di individuare le cause della nostra distorsione mentale.
Molte sono esterne a noi: mass-media di ogni tipo, amicizie ipocrite, interessi affettivi ed economici, seduzioni del potere e dei vari vizi.. ecc.
Se perseveriamo verso l’auto-consapevolezza, anche con l’aiuto della solitudine fisica, diventiamo più sensibili al ricchissimo mondo interiore e spontaneamente non ci lasceremo più condizionare dalla spazzatura mediatica e dagli atteggiamenti ipocriti di coloro che si ritengono amici o consiglieri per lusingarci.

SE FOSSIMO PIENAMENTE CONSAPEVOLI…

Se avessimo la piena consapevolezza di quante ricchezze interiori attendono di essere scoperte in ciascuno di noi, non andremmo alla ricerca di altro e non vivremmo troppo preoccupati, ma scomparirebbe da noi ogni forma di ansia.
Ogni volta che lo Spirito Santo ci aiuta a scoprire una ricchezza interiore, si aprono in noi nuovi orizzonti, sia mentali che spirituali.
Queste nuove scoperte interiore ci aiuteranno a non vedere più le cose come prima, ricoperte con il velo dell’abitudine, ma quelle stesse cose che vedevamo superficialmente assumeranno una luce diversa, un’altra prospettiva, perché le riallacceremo al loro Creatore e le sapremo cogliere nella loro profondità.
Si vivrebbe davvero sin da questa dimensione terrena l’istante eterno gioiosamente, nello stupore esistenziale, cantando interiormente l’ebbrezza della vita, con le sue gioie ed i suoi dolori…

L’AUTO-CONSAPEVOLEZZA

L’auto-consapevolezza supera ogni forma di consapevolezza.
Esercitando la funzione mentale della “consapevolezza” si acquisisce la coscienza di ciò che noi riteniamo il mondo “oggettivo”. Si è più o meno consapevoli dell’esistenza del dinamismo che giudichiamo esterno a noi, della sua complessità, delle relazioni tra le diverse entità, di molti fenomeni relativi alle cause ed agli effetti, della loro collocazione spazio-temporale ecc.
Esercitando in profondità “l’auto-consapevolezza”, invece, la nostra mente fa un salto qualitativamente importante rispetto alla semplice osservazione. In questo caso la mente non si occupa solo della fenomenologia che ritiene esterna al proprio io, ma del suo approccio mentale, del modo con cui osserva ed analizza i contenuti della coscienza.
Operazione, questa, non semplice, perché richiede coraggio, pazienza, costanza, acutezza mentale, disponibilità ad abbattere i propri pregiudizi, ad esplorare e scandagliare i principi base che strutturano il nostro modo di vedere, di osservare, di pensare, di giudicare.
Allorché, procedendo nella ricerca del nostro io più profondo, cominciamo ad accorgerci che il mondo non è quello che realmente pensavamo, allora l’esplorazione interiore ha un inizio che per analogia definirei “epistemologico”, Il quale potrebbe davvero rivoluzionare la nostra coscienza narcotizzata dall’abitudine e frastornata dai pregiudizi della cultura dominante.
Se riusciamo a scoprire davvero il nostro io più interiore, cambierebbero molte nostre abitudini perché comprenderemmo le varie distorsioni della realtà che il nostro dinamismo mentale applica inconsapevolmente.
In questo modo ci si avvia verso la vera libertà, la quale spiana la via che conduce alla Verità.

AVVOLTI ED IMMERSI NEL MISTERO

È un mistero ogni atomo che pullula ed ogni laboriosa ape su un fiore..
É un mistero una foglia mossa dal vento e lo é anche una goccia che cade dal cielo.
Ogni forma di vita è misteriosa, ed è misterioso ogni angolo dell’Universo così complesso…
Siamo avvolti dal mistero e siamo mistero a noi stessi.
Da dove proviene il nostro essere così misterioso?
Chi genera il senso del mistero é infinitamente piú misterioso di ogni forma di coscienza che lo percepisce…
Non possiamo pretendere di capire perfettamente Colui da cui proviene ogni fonte di mistero…
Potrebbe anche darsi che stiamo già vivendo in uno speciale “Buco nero” che ci sta relativamente inghiottendo. Perché gli studiosi sostengono che siamo in rapida espansione con l’Universo che noi percepiamo? Una certa logica dovrebbe orientarci verso una contrazione dei sistemi galattici ecc. Ed invece ci allontaniamo più velocemente del previsto rispetto al punto di partenza relativo alla nascita del Big Bang. Perché la gravità? Perché la materia oscura, perché l’energia oscura? Potrebbe essere tutto una conseguenza di questo enorme Buco nero nel quale il “nulla” è così nulla che ha generato la materia ed il suo dinamismo spazio-temporale.
Comunque sia, sono sempre convinto che Dio ha creato tutto dal “nulla”…

OGNI FORMA DI VITA È MISTERIOSA, PERCHÈ IL CREATORE STESSO È MISTERIOSO.
Ogni fenomeno naturale che osserviamo ci appare molto misterioso, se cominciamo ad esserne consapevoli in profondità. Crediamo di capire molti fenomeni naturali perché conosciamo alcune cause prossime, ma è ancora molto oscuro ciò che realmente li muove nella loro realtà più intrinseca. Dal microcosmo al macrocosmo tutto sfugge alla vera comprensione, se ci pensiamo bene. Appare “normale” agire in un corpo formato da miliardi di cellule, le quali a loro volta contengono miliardi di molecole ed atomi? È “normale” usare i cinque sensi e percepire i fenomeni esterni ed interni attraverso una struttura così complessa come la mente? È normale immaginare o sognare infinite “realtà” con un organo così misterioso come il nostro cervello? È normale spostare con la nostra mente i miliardi di atomi che formano un dito della nostra mano? La vera autoconsapevolezza ci aiuta a comprendere quanto non capiamo davvero… Ogni mistero proviene dal Mistero dei Misteri, il nostro Creatore
FINITO ED INFINITO
Spiegare la differenza tra finito ed infinito non è irrilevante, ma fondamentale. Si può ragionare su questa tematica anche senza includere troppo le distinzioni della filosofia classica del passato. Qualcosa è “finito”, affermiamo mentre lo stiamo immaginando mentalmente. Per prima cosa generalmente ci riferiamo allo spazio, poi al tempo ed in seguito alle caratteristiche dell’essere e dell’ente. Per poter essere più obiettivi possibile è necessario comprendere i nostri condizionamenti mentali acquisiti dalla cultura di massa dominante. Quando diciamo “finito” immaginiamo dei confini spaziali o temporali. In geometria quasi tutti sanno definire una retta, ma pochi approfondiscono cosa realmente intendiamo con essa nel momento dell’astrazione. Quando consideriamo la retta limitata da due punti, cioè una linea, in realtà è una limitazione arbitraria. Con questa operazione mentale noi immaginiamo che una serie infinita di punti al suo interno debbano finire ai suoi opposti, oltre i quali non ci sono più. Cosa sono questi punti immaginari? Degli infinitesimi, per cui non hanno consistenza concreta. I punti considerati non hanno larghezza, lunghezza e profondità, perché sono solo infinitesimi immaginari. In una linea immaginiamo l’esistenza di infiniti infinitesimi, come se oltre la linea svanissero i punti considerati. Il mistero si infittisce quando cominciamo ad essere consapevoli che in una linea “collocata” su una retta infinita, riteniamo contigui i punti da un estremo all’altro della linea e pensiamo che le loro parti superiori ed inferiori siano equidistanti rispetto ad un limite totalmente immaginario che potrebbe essere un piano od un’altra retta dello spazio. Il ragionamento sulla linea retta vale per qualsiasi forma spaziale che immaginiamo, anche pluridimensionale. E così per il tempo che riteniamo la quarta dimensione dello spazio. Se comprendiamo che le nostre categorie mentali generano i condizionamenti e viceversa, allora possiamo allargare il nostro orizzonte mentale per intuire l’essenza dell’essere.
LA PRECARIETÀ
Un vero “pensatore saggio” è consapevole che in ogni istante potrebbe finire la sua vita terrena e dissolversi lo stesso universo spazio-temporale, destinato a svanire prima o poi. Nessuno ci garantisce di poter continuare a vivere quanto vorremmo perché “non sappiamo né il giorno né l’ora”. Del resto sentiamo spesso di morti improvvise, di incidenti di ogni tipo, di possibili terremoti, maremoti, inondazioni, meteoriti, bombardamenti di raggi Gamma ecc. Anzi, un vero “pensatore saggio” sa di essere molto precario e si stupisce, nonostante tutti i pericoli dei quali potrebbe essere vittima, di essere ancora vivo, di poter osservare un paesaggio, di parlare con qualcuno, di mangiare ecc. L’Universo è davvero sorretto da Dio, il quale nella sua infinita Misericordia, ci lascia vivere per così tanto tempo…
LA MATERIA E L’ESISTENZA
San Francesco lodava il Signore per tutto l’esistente, persino per la morte. Intuiva in profondità il mistero che si cela nella materia, oggi più che mai oggetto di studi da parte dei ricercatori. La materia, si dice, è una forma di energia. Ma anche l’energia è un dinamismo che ci è ancora molto più oscuro di quello che pensiamo. Quello che è certo è la sua continua organizzazione, la sua complessificazione e la sua costante riorganizzazione. Nell’ambiente microcosmico essa appare una gamma di vibrazioni che sfuggono ad una precisa individuazione. Ciò che dovrebbe stupire è l’interazione tra questo dinamismo microcosmico con quello che per noi è la dimensione”macrocosmica” perché rientra nella sfera dei nostri sensi.
Volontariamente o no muovo la mano così incredibilmente complessa, in cui le cellule rispondono a determinati impulsi, pur rimanendo aggregate secondo leggi specifiche. Il mio stesso corpo agisce all’unisono con gli o altri esseri viventi pur mantenendo la molteplicità strutturale in modo indescrivibile. Così per tutta la terra e l’intero Cosmo nel quale siamo formati e che ci mantiene vitali attraverso un continuo interscambio ambientale. Chi diviene un po’ più consapevole di questa complessa architettura strutturale in cui agiamo, non può fare a meno di uscire dalla routine di banalità che annebbia la nostra mente per meravigliarsi del Tutto. San Francesco e Teilhard de Chardin vivevano in questo particolare stupore ed è per questo che la loro continua osservazione si tramutava in lode al Creatore

TUTTO È CURIOSO
Tutto l’Universo e l’esistenza stessa sono “curiosi”.Chi ama osservare con attenzione tutto ciò che lo circonda trova tutto interessante e non banale. La stessa nostra mente è una incredibile ed infinita serie di “curiosità” il cui mistero non è per niente risolto. La percezione con i cinque sensi, la coscienza, la consapevolezza, il linguaggio, il desiderio stesso di conoscere, ogni palpito di vita, ogni fenomeno, sono elementi dinamici di un’armonia cosmica complessa e non ancora completamente esplorata. Microcosmo e Macrocosmo si coniugano, si intersecano, interagiscono, si influenzano: solo questo dinamismo sollecita il curioso a domandarsi il perché di ogni cosa e di ogni forma di esistenza e relazioni. “Cur” in latino significa : “Perché?” Probabilmente ha qualche attinenza col termine “curioso”. La nostra intelligenza desidera sempre conoscere cose nuove e si chiede il perché di tutto ed anche il fine della nostra stessa esistenza. Siamo quindi immersi in un infinito oceano di curiosità e la persona più intelligente non smetterà mai di “curiosare”, perché ha intuito che ci sono molte più cose che non sappiamo di quelle che crediamo di conoscere.
LA MENTE VIGILE
Una mente vigile è sempre interessata alle sue dinamiche più nascoste, per cui tutto ciò che accade potrebbe farle scoprire molte cose ogni giorno. Se si annoia, ad esempio, cerca di comprendere il perché. Tutto ciò che esiste od accade con se stessi ed il prossimo è un’occasione per scandagliare i meandri più segreti della propria mente. Ciò potrebbe avvenire in modo più completo e con gran giovamento se ci abituiamo ad osservare tutte le reazioni della nostra mente senza giudicare noi stessi e gli altri. Ma sopratutto senza pregiudizi. Dovremmo lasciare che il flusso esistenziale scorra in noi osservandone le dinamiche ed anche le sue più arcaiche origini.Naturalmente scopriremmo quanto egoismo, orgoglio,vanità, lussuria, falsità, ipocrisia e stupidità c’è in noi. Ma non dobbiamo turbarci, perché “ogni uomo è inganno”, come dice la Sacra Scrittura. Puntiamo, allora, dopo aver osservato in profondità il processo della nostra mente ed i suoi contenuti, a scoprire le grandi potenzialità che si nascondono dietro il ciarpame che ci siamo costruiti sin dalla nascita assimilando ideali ed ideologie errate, pregiudizi di ogni tipo ecc. Tutto questo ci aiuterà a vivere in pienezza giorno dopo giorno…

CHI SEI REALMENTE?

Tu non sei ció che pensano gli altri. E nemmeno quello che pensi tu:
Aspetta. Controlla il dinamismo della tua mente. Lascia il passato ed il futuro. Dimentica i tuoi problemi. Lascia i pregiudizi.
Rientra in te stesso e osserva i contenuti della tua mente. Devi solo osservarli, non giudicarli. Non ricordare nemmeno la terra che ti sorregge, o l’aria che respiri.
Osserva solo i tuoi pensieri e lasciali scorrere fino ad essere ingoiati nell’oblio.
Tu non sei i tuoi pensieri. Non hai i limiti dell’angusto ambiente che ti circonda. Tu sei fermo, mentre i tuoi pensieri appaiono, girano e scompaiono per lasciare il posto ad altri che rifanno ció che facevano i precedenti.
Tu rimani te stesso, quasi sospeso nello spazio. Scompare l’Universo e la stessa terra sotto i tuoi piedi, mentre tu rimani miracolosamente sospeso nel vuoto.
Lo stesso tuo corpo si dissolve nel molteplice e rimane la tua coscienza di esistere.
Verrá il momento in cui ti chiedi chi realmente sei e scoprirai che non lo avevi mai saputo, che avevi sempre simulato e che illudevi continuamente te stesso….

LA VITA NON È SOLTANTO MATERIA
Molti credono che la vita sia tutta qui, in questa dimensione orizzontale, ed é per questo che si annoiano e si rattristano. Sono senza speranza.Ignorano che noi percepiamo un aspetto estremamente superficiale della realtá, perché gran parte di essa sfugge ai nostri sensi. Nell’ambito materiale ci sono dinamiche molto complesse, che solo un attento osservatore potrebbe rivelare. Molti altri rinunciano a ricercare perché si spaventano di fronte a qualsiasi fenomeno che richiede intelligenza ed applicazione. Preferiscono vivere da mediocri adattandosi al campo dei loro piú meschini interessi personali. In questo modo passano la vita senza interessi, stimoli o stupore lasciando scivolare dalla loro mente il mistero dell’esistenza e della Trascendenza. Personalmente mi piace fare un’analogia: quando ci accingiamo a costruire una casa, quando è terminata togliamo i ponteggi dell’impalcatura esterna ormai inutili ed anti-estetici. In questo senso la vita terrena è una forma di “auto-creazione”. Giorno dopo giorno, spesso senza accorgecene, noi prepariamo l’Eternità, la quale è la pienezza del nostro essere in Colui che ci ha creati. Ogni scelta che facciamo ed ogni esperienza sono una forma di allenamento nella palestra dello spirito. Il punto di riferimento principale, per chi crede, è il modello Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio. Raggiunto il momento in cui il Trascendente ci ritiene pronti, con la morte terrena abbandoniamo l’impalcatura, che è il nostro corpo mortale per entrare nella nuova dimensione immortale in cui non c’è più la corruttibilità ma la gioia della nostra pienezza esistenziale.
LA DIGNITÀ DELL’UOMO
L’immensità dell’Universo è quasi nulla se paragonata all’immensa dignità di ogni uomo.
Infatti: Ogni uomo è potenzialmente cosciente di ogni elemento cosmico, mentre gli elementi cosmici quali gli astri, le galassie, i pianeti, i buchi neri ecc. non sono coscienti dell’esistenza degli altri e dell’uomo. Ogni uomo è dotato di anima immortale, ciò che non hanno gli astri e le galassie… Ogni uomo è figlio di Dio perché è simile a Dio ed in Gesù Cristo è destinato per l’eternità ad essere a sua immagine e somiglianza. I corpi celesti di questa dimensione spazio-temporale sono invece destinati a dissolversi, avendo terminato la loro funzione al servizio dell’uomo terreno… L’immensa dignità dell’uomo è dimostrata dal fatto che Dio stesso si è incarnato uomo in Gesù Cristo, per mezzo del quale tutte le cose sono state fatte ed in Lui sussistono…

LA VERA SCIENZA

Un principio di saggezza è quello di ascoltare tutti, anche coloro che hanno idee opposte alle nostre, senza porsi subito sulle difensive nello sforzo di trovare urgentemente una risposta precipitosa.
Il vero dialogo si realizza evitando il più possibile i pregiudizi e le “etichettature” ed ascoltando in profondità e con umiltà le ragioni dell’interlocutore, come si è documentato e se le sue fonti sono attendibili.
Se si parte già con l’assioma che l’interlocutore ha sicuramente torto, ci si troverà sempre a lottare con i nostri mulini a vento e la nostra formazione personale si irrigidirà sulle idee di cui eravamo convinti.
Nel vero dialogo si cresce, ci si arricchisce e si prepara l’habitat per la sana democrazia…
Anche nella scienza ci si confronta attraverso scritti, pubblici dibattiti, convegni ecc. Si deve dare a tutti gli studiosi, però, la possibilità di esporre le proprie ragioni documentate.
Come scienziato, se sono intellettualmente onesto, devo dare anche agli altri scienziati la possibilità di confrontarsi e persino di confutare le mie idee. Se la scienza non è umile non può progredire…
Tutti i veri scienziati hanno visto smontare alcune loro teorie che sostenevano, ammettendo le proprie lacune. Alla base di tutto, comunque, ci sia l’amore per la Veritá e la corretta informazione a 360 gradi…

CIÓ CHE REALMENTE VEDIAMO

Pochissime volte siamo profondamente consapevoli della realtà che ci circonda e del nostro universo interiore.
Ciò che realmente vediamo è luce riflessa in migliaia di sfumature grazie ad onde fotoniche diverse in quantità e qualità.
Noi raccogliamo i suoi riflessi e li organizziamo nel nostro centro di appercezione mentale secondo la nostra natura e la nostra personale visione del mondo acquisita negli anni.
Nulla di ciò che vediamo è completo: anzi, noi percepiamo una parte piccolissima di ciò che miriamo, solo la superficie della superficie.
Se realmente potessimo conoscere e comprendere ogni cosa che la luce riflessa fa entrare nei nostri occhi, rimarremmo sbalorditi e scopriremmo un universo multi-dimensionale mai immaginato.
Se potessimo comprendere bene come funziona la nostra mente mentre percepisce il tutto, allora ci renderemmo consapevoli del principio divino che è nella nostra anima.
Questo fatto ci aiuta ad incrementare l’auto-consapevolezza per poter comprendere in profondità i meccanismi della nostra attività mentale e cosciente.
Ritornare con la mente al proprio passato, anche più remoto, non è difficile, ma richiede una certa applicazione e molta costanza, senza scartare certi dettagli che consideriamo insignificanti.
Anzi è proprio partendo da essi che possiamo identificare antiche tracce mnemoniche, le quali potrebbero aiutarci a comprendere meglio chi siamo e perché reagiamo in un certo modo alle sollecitazioni della vita o comprendere i motivi di fondo delle nostre scelte e dei nostri gusti personali. Siamo davvero figli di Dio, destinati alla progressiva divinizzazione..

I VERI ALIENI SIAMO NOI…
Saremmo presuntuosi se affermassimo categoricamente che gli alieni non esistono, essendo l’Universo straordinariamente immenso e pieno di sorprese. Comunque tra di noi uomini siamo in qualche modo “alieni” nel senso lato del termine, in quanto davvero non ci conosciamo. Ci sono ancora guerre e rivoluzioni in atto, omicidi e furti, prevaricazioni ed ingiustizie: ciò significa che siamo ancora lontani dall’umanità integrale. Se ci conoscessimo tutti a fondo cambieremmo atteggiamento nei confronti degli altri e ci sarebbe più giustizia sociale. Bisognerebbe partire da noi stessi: ognuno dovrebbe riflettere a fondo su come funziona la propria mente, quali sono i pregiudizi e le forme di egoismo che la inquinano. Una volta raggiunta la vera auto-consapevolezza il nostro approccio con l’universo, gli altri e con noi stessi sarebbe diverso. È davvero assurdo che ci chiediamo se esistono gli alieni se i veri alieni siamo noi a noi stessi.Ma un vera auto-comprensione dovrebbe essere in qualche modo orientata alla Trascendenza che è in ognuno di noi. Stiamo perdendo questo orientamento e certamente non potremo evolverci tutti secondo il corretto fine di ogni uomo che è quello raggiungere la pienezza del nostro essere per proiettarci nella dimensione trascendente a cui siamo tutti destinati…
L’IGNORANZA COLPOSA É UN GRAVISSIMO PERICOLO PER L’UMANITÁ INTERA

SAPERE AUDE!!! (Abbi il coraggio di sapere) (E.Kant)

Una delle cose che dobbiamo temere di piú é l’ignoranza colposa personale e di massa, indotta dalla pigrizia o dalla paura. A causa di essa ne vanno di mezzo il buon senso, l’informazione vera, la libertá personale, i fondamentali diritti umani, l’intelligenza, il giusto discernimento.
Non smetteró mai di ripeterlo perché ritengo questo argomento estremamente importante per la salvezza dell’umanitá stessa.
Nel passato le piú devastanti dittature hanno causato danni enormi all’umanitá per colpa dell’ignoranza colposa di massa e del silenzio di coloro che sapevano… Meditiamo molto su questo, lasciamo perdere ogni forma di ideologia ed usiamo il buon senso. Alla base di tutto, però, ci sia l’amore per la Veritá e la corretta informazione a 360 gradi…chi vuol capire capisca…é tutto sotto i nostri occhi, anche se la moltitudine finge di essere cieca.
Invochiamo lo Spirito Santo…

L’IGNORANZA PIÚ PERICOLOSA

Noi percepiamo una parte infinitesimale della realtá che è in noi e di quella che ci circonda.
Ció che inquieta é che pochi se ne rendono conto. Troppi vivono come se esistesse solo il loro sistema sensoriale. Non si preoccupano nemmeno di indagare o mettere in dubbio la loro limitatissima visione del mondo. Bastano a se stessi e vivono nella pigrizia mentale.
Tutti siamo profondamente ignoranti, ma i piú pericolosi sono coloro che con arroganza impongono la loro ristretta visione della vita calpestando le altrui esistenze e procurando enormi danni a tutti coloro che hanno a che fare con loro: sterilizzano la creativitá, narcotizzano il prossimo con la loro monotonia, promuovono la superficialitá e appestano il mondo con la loro mediocritá rendendolo spesso violento.
É necessario reagire con determinazione attraverso la vera autoconsapevolezza..

VIVERE L’ISTANTE

Ogni uomo è “condannato” a morte” dal momento in cui nasce.
Molti di coloro che arrivano all’anzianità vengono considerati in un certo senso “privilegiati” agli occhi del mondo.
Infatti non è detto che lo siano per coloro che sono già nell’altra dimensione, soprattutto agli occhi di chi morì relativamente giovane e sta già godendo per sempre la beatitudine eterna.
Alcuni anziani si scordano, però, che gradualmente il traguardo è sempre più vicino ed imprevedibile. Pieni di acciacchi, desiderano succhiare il più possibile il nettare della vita terrena disordinatamente…
È saggio chi vive l’istante, nell’attesa del Salvatore, perché consapevole ches non sappiamo né il giorno né l’ora..

SIAMO TUTTI SOLIDALI TRA NOI, VOLENTI O NOLENTI

La “Comunione dei Santi” ha un significato spirituale molto più profondo di quello che pensiamo. Siamo tutti solidali tra noi, per questo il nostro amore dovrebbe estendersi a tutta l’umanità.
Già in questa vita terrena non possiamo fare senza gli altri, anche nelle cose materiali.
Non è solo una questione di economia pratica, ma è anche questione di solidarietà reciproca materiale, psichica e spirituale. I contadini procurano da mangiare, gli operai le cose necessarie, gli insegnanti ed i ricercatori la conoscenza, i medici e gli infermieri la salute, le forze dell’ordine la sicurezza, dcc. Ognuno ha un suo ruolo in questa complessa società, la quale si regge col sacrificio e l’ingegno di tutte le persone di buona volontà. Nell’ordine spirituale avviene una cosa analoga: i santi sono il collante che orienta a Cristo, il quale è presente in tutti. Tutti noi uniti formiamo un solo corpo in Cristo ed ognuno ha la sua mansione. Anche coloro che ci hanno preceduto hanno un ruolo importante per noi grazie al loro esempio ed alla loro intercessione.
Tutti noi abbiamo il dovere di diventare santi con l’aiuto dello Spirito Santo.

UNA SILENZIOSA SORELLA DELLA DEPRESSIONE: L’ACCIDIA

L’accidia è la pigrizia sistematica diventata vizio.
È la silenziosa sorella della depressione: essa si autoalimenta peggiorando, inaridisce e genera il deserto interiore negativo.
L’accidioso spreca il tempo, il quale è prezioso perché è un dono di Dio che non può più essere recuperato. Tutti dovremo rendere conto del tempo che non abbiamo utilizzato per la gloria di Dio.
Infatti noi esistiamo non solo per non fare il male, ma anche per fare il bene. Si può fare il bene in tanti modi, anche pregando. Chi prega con il cuore anche per gli altri non spreca il suo tempo perché la sua anima è attiva, in diretto contatto con il Creatore.
Se non facciamo niente la nostra mente si sclerotizza e danneggiamo il corpo e l’anima.
L’accidia, poi, può generare molti altri vizi.
Bisogna pregare lo Spirito Santo e darsi da fare per non rimanere impigliati nella rete dell’accidia.

NON POSSIAMO BARARE CON DIO
Chi ritiene inutile la religione e che non serve adorare Dio e chiedergli perdono, provi a confrontarsi con i Vangeli…ma li legga in profondità.
Se uno è consapevole che Dio va adorato come ribadiscono i comandamenti (Adorerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente), e sa che Gesù ci ha insegnato il “Padre nostro” nel quale ci esorta a dire anche “…sia santificato il tuo nome”, allora è responsabile davanti a Lui, perché se non vuole credere in Lui ne fa di Lui un bugiardo.
“Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. (Marco 16:15-20)
“SARÀ CONDANNATO” è abbastanza chiaro. Non si può barare con Dio.
AdorarLo e pregarLo che ci perdoni e che ci aiuti nel nostro cammino evolutivo è una cosa fondamentale, non inutile….

AL SIGNORE NON SERVONO TANTE PAROLE.

Egli sa già quello che hai nel cuore.
Sa che desideri il suo perdono, conosce ogni tuo più piccolo affanno, ogni tribolazione.
Tu sei suo figlio, non si dimentica mai di te.
Per questo, anche se non sai cosa dire, ma ti metti alla sua presenza in silenzio, Egli ti guarda con profonda tenerezza e ti abbraccia.
Non tiene conto delle parole forbite e ricercate, ma ascolta quelle più semplici che provengono dal tuo cuore.

È VENUTO DALL’ALDILÀ, PER DIRCI CHE È SEMPRE VIVO E PRESENTE
Si sente spesso dire, anche da cristiani, che nessuno è venuto dall’aldilà per dirci che esiste.
Stiamo forse dimenticando che Gesù, dopo la sua morte, è apparso con il suo corpo risorto a Maria Maddalena, ai suoi apostoli ed ai suoi discepoli, compresi quelli di Emmaus?
A San Tommaso ed anche agli altri ha permesso di toccare il suo corpo. In una apparizione ha mangiato il pane ed il pesce insieme ai suoi apostoli.
In questo modo Gesù è venuto a dirci che l’aldilà esiste e che ci sarà la Risurrezione della Carne per tutti i credenti in Lui, come afferma anche il credo apostolico ed il Catechismo della Chiesa cattolica

SIAMO DESTINATI ALLA COMUNIONE PERFETTA CON DIO

Nell’aldilà, da redenti, saremo in perfetta comunione con Dio in seno alla Santissima Trinità.
Per questo il nostro sguardo non potrà più essere inquinato dal peccato o dai pregiudizi dell’ignoranza, perché vedremo Dio come Egli è e la Verità impregnerà e permeerà tutto il nostro essere immortale rigenerato.
Non saremo condizionati dalla dimensione spazio-temporale ma esisteremo nell’istante divino eterno, per cui non saremo assillati dal passare del tempo cronologico e nemmeno dallo spazio cosmico tridimensionale.
La nostra felicità consisterà nel fatto che vivremo immersi nell’Amore Onnipotente per tutta l’eternità, per cui potremo contemplare le opere di Dio senza filtri, in modo immediato, grazie alla sapienza divina infusa e senza essere condizionati dalle necessità corporali di questa dimensione spazio-temporale.
Questa gioia celeste, che ci appagherà perfettamente, sarà comunicata a tutti gli angeli ed ai santi e scopriremo sempre cose nuove e ciò che Dio ha fatto in ognuno di noi sin dal nostro concepimento.
Ecco perché da noi scaturirà la lode perenne instancabile che glorificherà il Dio Trinitario, nel suo eterno dinamismo.

SE SAPESSIMO LA GIOIA DELLA VITA CHE CI ASPETTA NELL’ALDILÀ

Gesù, nei vangeli, ha promesso che preparerà un posto per tutti coloro che saranno redenti.
Noi non possiamo nemmeno lontanamente immaginare la gioia della Beatitudine Eterna che ci aspetta se crediamo e ci fidiamo della Divina Misericordia.
Lassù, insieme a tutti i santi ed agli angeli, gioiremo all’unisono, contempleremo la gloria della Santissima Trinità, ammireremo in profondità ciò che Dio ha fatto nelle nostre vite terrene, quante volte ci ha protetto e ci ha perdonato grazie al suo Amore sconfinato per ognuno di noi. Non potrà esserci odio, rancore, invidia, maldicenza, ingiustizia, dolore o qualsiasi tipo di sofferenza fisica o psichica.
Ognuno ammirerà e contemplerà le opere del Signore in sé e negli altri e la gioia che ne consegue sarà senza fine.
Chi crede in questo con fermezza non ha paura della morte, ma l’attende come un passaggio nella vera rinascita. In un certo senso avrà un piccolo anticipo di Paradiso già su questa terra, proprio perché il Paradiso consiste nel sentirsi amati dal Signore e nel corrispondere al suo amore.

UN ATTO DI AMORE PURO PUÓ RISCATTARE UN’INTERA VITA DI PECCATO

Con il passaggio nell’aldilà attraverso la morte terrena, non viene estinta la nostra coscienza, anzi la liberazione dell’anima dal corpo la rende ancora più chiara e consapevole.
Non dobbiamo pensare però che cambi completamente la nostra mentalità in modo magico: rimaniamo sempre noi stessi, ma si acutizza la consapevolezza della propria esistenza e della propria visuale del mondo.
Ecco perché si parla anche di purificazione nel Purgatorio: per poter vedere Dio “faccia a faccia” bisogna sinceramente riconciliarsi con Lui e vivere nel perfetto distacco da tutto ciò che allontana dall’Amore puro.
Un atto di Amore puro verso il Creatore può riscattare un’intera vita di peccato. Ciò è evidente nel Vangelo, allorché il buon ladrone chiese a Gesù di ricordarsi di lui quando sarà in Paradiso.
In quel momento si era reso consapevole della sua vita sbagliata e confidava completamente nella misericordia di Dio…
Infatti Gesù, prima di morire, gli disse: “oggi stesso sarai con me in Paradiso”!

CONFESSIONE E PSICOLOGIA
Ci sono molte persone che frequentano il Sacramento della Riconciliazione (Confessione) abbastanza spesso e si trovano bene da un confessore esperto e molto spirituale, non molto lontano da casa loro.
Chiaramente non si vuole sminuire l’operato dei bravi psicologi i quali possono essere molto utili, ma ci sono molte persone che trovano un loro equilibrio interiore in questo modo.
Questo perché hanno l’occasione di osservare la dinamica della loro interiorità e del loro comportamento per prenderne consapevolezza, si confrontano con una persona davvero saggia, esternano le ombre che le turbano ed escono contente (gratuitamente) perché sono stati perdonati i loro peccati. Per questo ringraziano davvero il Signore..
Se tutti comprendessero a fondo questo Sacramento probabilmente gli psicologi avrebbero meno lavoro….

IL SEGRETO PER LA SERENITÀ INTERIORE

Santa Faustina Kowalska scrisse sul suo diario:
”All’infuori di Dio non c’é contentezza da nessuna parte”
Il segreto per la serenità interiore è quello di mantenersi alla presenza di Gesù Cristo, credendo che Egli è davvero il Figlio di Dio,uomo in carne, sangue,anima e divinità.
Noi non lo vediamo, ma Egli è presente in ogni istante della nostra vita.
È tramite Lui che esistiamo. Sa tutto di noi ma il suo sguardo è pieno d’amore. Egli attende sempre anche il più piccolo gesto d’amore verso gli altri e verso Dio.
Egli ascolta ogni nostra parola e legge ogni nostro più recondito pensiero.
È pronto a soccorrerci quando confidiamo realmente in Lui.
Gesù non ci abbandona mai, anche se ci lascia un po’ nelle prove della vita. Quando pecchiamo ricorriamo subito a Lui ed Egli ci consolerà col suo infinito perdono.
La vera felicità eterna, il nostro Paradiso è Gesù Cristo risorto.

AMORE ED ENERGIA
Dante Alighieri scrisse:
L’amor che move il sole e l’altre stelle (Paradiso, XXXIII, v. 145)
L’Amore è la causa prima di ogni forma di energia e di tutto ciò che esiste, per cui è molto di più di quello che intendiamo comunemente per “energia”.
In genere abbiamo un concetto limitato alla dimensione spazio-temporale quando pensiamo all’energia, termine che si applica molto alla scienza in generale e che è oggetto di discussione in determinati ambiti filosofici.
Però non possiamo confondere l’essenza divina con l’energia, perché Dio è ontologicamente oltre alla semplice energia comunemente intesa: Egli è pura Trascendenza e non può rientrare nelle nostre categorie mentali.
La Sacra Scrittura, comunque, afferma che Dio è Amore.
Se diciamo che Dio è Amore, allora possiamo affermare che l’Amore ha consentito la nostra stessa esistenza e la sta custodendo.. ma se non siamo in sintonia con questo Amore, allora disperdiamo tutto nel nulla..

ANCHE IL GIUSTO PECCA SETTE VOLTE AL GIORNO (Proverbi 24,16)

Nessun uomo è senza peccato, eccetto Gesù – uomo e Maria Santissima. Anche il giusto pecca sette volte al giorno, dice la Sacra Scrittura. Finché l’uomo terreno non muore non è possibile estirpare tutta la zizzania, però non dobbiamo pensare che essa sia solo inutile e completamente dannosa.
“Non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura” (Mt.13,24 – 30)
In effetti chi prende consapevolezza della propria miseria spirituale senza cadere nella disperazione si fortifica nell’umiltà.
Nel faticoso cammino spirituale il male che c’è in noi ha anche la funzione paradossale di farci progredire verso il bene se lo desideriamo. I vizi sono spesso molto difficili da eliminare, anzi se si dovessero annullare completamente c’è il rischio di cadere nello scoraggiamento perché non siamo ancora in grado di digerire bene il pane spirituale.

ANCHE IL SILENZIO PUÓ ESSERE PREGHIERA

Proviamo a pensare al silenzio di Dio.
Egli ci guarda, ci osserva, ci scruta amorevolmente. Potremmo osare a dire che in qualche modo “ci contempla”, perché siamo sue creature, opera delle sue mani.
Cerca in noi uno stato amoroso dell’anima, perché Egli ci ama silenziosamente.
Egli ha già parlato tramite i profeti ed il suo stesso Figlio.
Continua a parlarci interiormente tramite la nostra coscienza, soprattutto nel silenzio. Il suo silenzio parla nella nostra intimità.
Anche noi possiamo diventare preghiera se ci relazioniamo a Lui nel silenzio interiore.
Quando silenziosamente prendiamo consapevolezza della sua intima vicinanza, della sua continua protezione, delle sue meraviglie nel Creato e negli eventi personali e sociali, allora, anche senza accorgecene, noi in qualche modo preghiamo.
Anzi, siamo diventati “preghiera”, come san Francesco che negli ultimi periodi della sua vita terrena non pregava molto con le parole, perché era lui stesso diventato preghiera nel silenzio interiore.

IL SIGNORE È IL MIO PASTORE
Sei anziano? Confida sempre nel Signore e non ti spaventino le tue fragilità. Vivi ogni giorno pensando alla sua grandezza, alla sua Onnipotenza ed al suo Amore nell’averti donato l’esistenza, il respiro e tante altre cose , per le quali ringrazialo spesso. Non fissarti sul futuro, ma cerca di vivere il presente convinto che Lui guida la tua vita: in Lui non ti manca nulla e solo in Lui trovi la serenità interiore, anche se gli anni passano e con essi arrivano gli acciacchi. Quando sbagli chiedi subito il perdono al Signore. I Sacramenti della Penitenza ed Eucaristia ti danno molta forza interiore per affrontare le giornate, se vuoi. Celebra spesso questo versetto del salmo: Il Signore è il mio pastore, non manco di nulla, su pascoli erbosi mi fa riposare…
L’anzianità è un dono del Signore.
Non pensa correttamente, però, l’anziano che si vanta dei suoi anni, come se ci fosse un merito personale.
Noi non sappiamo perché il Signore prende le persone a qualsiasi età. Egli, l’Onnisciente, lo sa infinitamente meglio di noi ed è libero di agire come vuole, ma sempre nell’Amore.
Nessuno, nemmeno l’anziano, dovrebbe credersi meritevole di qualcosa perché tutti siamo peccatori e tutto è grazia e Misericordia.
Può darsi che il Signore lasci vivere più a lungo l’anziano affinché abbia ulteriori occasioni per la conversione personale.
Oppure perché deve portare a termine alcune mansioni…
I disegni di Dio sono imperscrutabili e una delle virtù che il Signore ammira di più nell’uomo è proprio l’umiltà, cioè la consapevolezza che senza di Lui non possiamo fare nulla.

APOSTASIA DI MASSA : MOLTI HANNO ABBANDONATO LA FEDE

Gesù Cristo, vero uomo e vero Dio ha patito moltissimo sia interiormente che esteriormente. Ma penso che la sua sofferenza interiore sia stata peggiore di quella fisica: frainteso ed abbandonato dai suoi amici più intimi, tradito spudoratamente da Giuda. Ma al giorno d’oggi la sua sofferenza interiore non è terminata nel vedere quante sue creature piombano nell’indifferenza e vengono ingannate dalle passioni più disordinate e non credono più alla sua bontà e persino alla sua esistenza! Persone che hanno conosciuto la sua Bontà e la sua Misericordia ed ora lo rinnegano per tanti motivi! Il Signore certo non gioisce nel vedere tante sue creature destinate alla felicità eterna, piombare nel nulla, nell’apostasia più completa, senza il desiderio di chiedergli perdono e ricominciare daccapo. Moltissimi oggi muoiono come animali.
Non contristiamo il Signore, ma camminiamo alla sua presenza fiduciosi della sua infinita Misericordia e del suo immenso amore per ciascuno di noi!

APPARTENIAMO AL CREATORE
Diciamo spesso: “io ho un corpo” Chi può dire di “appartenersi” realmente? Non siamo nemmeno capaci di fare crescere un capello del nostro capo. Abbiamo la capacità di esercitare determinati movimenti dei piedi, delle mani ed altre parti del corpo, ma non siamo i veri padroni della nostra vita. Gli organi interni continuano a funzionare indipendentemente dalla nostra volontà. Non siamo padroni nemmeno delle nostre cellule, ognuna delle quali ha una sua vita, nasce e muore per essere sostituita da un’altra. Le cellule a loro volta sono formate da diversi composti e molecole. Ogni atomo di qualsiasi tipo ha una sua struttura complessa e spesso misteriosa…La lingua che parliamo è stata ereditata dagli antenati.. La visione personale della vita si forma continuamente in base al proprio DNA, alla cultura ed alle varie situazioni in cui ci troviamo. Cosa realmente appartiene a noi? La libertà di scelta è limitata ad un certo ambito perché siamo dotati di libero arbitrio…Noi, però, apparteniamo al Creatore, il quale ci sorregge in ogni istante.

GESÙ È SEMPRE CON NOI

Gesú é salito al Cielo non per andarsene via da noi, ma per farci comprendere che Egli é sempre con noi insieme al Padre ed allo Spirito Santo in modo più intimo. Oggi siamo molto più privilegiati rispetto ai discepoli che lo seguivano prima dell’ultima cena, perché possiamo nutrirci di Lui nell’Eucaristia, dove lo riceviamo in corpo, sangue, anima e divinitá. Se abbiamo la consapevolezza che Gesú vive in noi e permea la nostra anima e tutto il nostro essere, anticipiamo un po’ il Paradiso e trasmettiamo il suo amore anche agli altri.
Questo perché l’amore stesso che Egli ci dona é divino e fonte di ogni vera gioia interiore..

L’INFINITA ED INCREDIBILE CREATIVITÀ DIVINA

Nella vita di tutti i giorni difficilmente si trova qualcuno che ci comunichi con estrema sincerità come si sente nel suo corpo composto di atomi, cellule, organi e tessuti. Non sappiamo se si trova davvero a suo agio o gli sembra tutto angosciosamente surreale… Quando prendiamo consapevolezza del continuo dinamismo che dal molteplice orienta e conduce all’unità senza raggiungerla perfettamente, a sprazzi potremmo avere un po’ la sensazione dell’incompletezza che ci induce a vedere i fenomeni sul piano dell’assurdo.
Eppure continuiamo a far finta che tutto sia “normale”, che la vita sia questa routine, come se non ci fosse nulla di nuovo in questa strana dimensione terrena.
Chissà se nell’altra dimensione celeste potremo vederci così come siamo ora in questa dimensione terrena? Probabilmente non ci interesserà, perché ci attendono cose inimmaginabili con la nostra mente terrena.
Però non si può non rimanere stupiti di fronte all’infinita ed incredibile creatività divina…

IL NOSTRO SINCERO PENTIMENTO ATTRAE IL SIGNORE

Uno potrebbe vivere continuamente in un clima di severo ascetismo credendo di amare cosí il Signore, ma se non conosce a fondo i subdoli meccanismi della propria mente, rischia di ingannare se stesso.
Un altro potrebbe passare l’intera giornata a pregare ossessivamente, ma se questo é finalizzato ad ottenere una qualche forma di gratificazione personale, il suo “amore” rimbalza su se stesso…
É piú probabile che Dio sia piú attratto dalla nostra auto-consapevolezza conseguente a qualche forma di fallimento personale e di cui ci pentiamo seriamente cercando il suo perdono, che da tutti gli sforzi che facciamo per apparire eroici od innocenti ai suoi occhi…
Meditiamo in profonditá sulla parabola del figliol prodigo e di suo fratello…

BEATI COLORO CHE NON TEMONO LA MORTE TERRENA

Beati coloro che non temono il passaggio nell’altra vita, anzi lo desiderano con tutto il proprio cuore, perché attendono con gioia in ogni momento la venuta del Signore!
Costoro piacciono al Signore Gesù Cristo perché dimostrano di avere estrema fiducia in Lui.
Sono disposti a lasciare in qualsiasi momento questa dimensione spazio-temporale, perché sicuri della Divina Misericordia.
Mirano ad essere sempre pronti attraverso i Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia.
Nella dolce attesa curano la preghiera personale, recitano il Santo Rosario e la Coroncina della divina Misericordia.
Relativizzano tutti i problemi abbandonandosi alla Divina Provvidenza. Amano Dio ed il prossimo e sono sereni interiormente…

LE NOSTRE LUCI ED OMBRE

Sappiamo che in ognuno noi convivono peccato e innocenza. Anche il giusto, dice la Sacra Scrittura, pecca sette volte al giorno. Davanti a Dio nessuno può ritenersi giusto.
Molti, però, fanno appositamente prevalere in loro il male. Purtroppo sono consapevoli della malvagità che guida i loro pensieri e le loro azioni. Sanno benissimo di vivere nell’odio, nell’invidia, nella calunnia, nell’egoismo più sfacciato, nell’ipocrisia più assurda.
Addirittura godono nel fare il male e nell’avere il cuore pervertito, ma non pensano minimamente che un giorno il Signore chiederà loro conto delle loro vite dissolute.
Fanno tacitare la coscienza sostituendola con l’odio.
Si compiacciono nel vedere gli altri soffrire e nel procurare divisioni e discordie nelle famiglie e nella società.
Accumulano denaro e potere a scapito degli altri. Vogliono un nome rispettabile, anche se ottenuto generando paura in tutti coloro con cui hanno a che fare.
Non si pentono minimamente della loro condotta perché vogliono non credere fermamente che esiste l’anima immortale e dovranno rendere conto a Dio per l’Eternità.
Ma la storia ci insegna che la giustizia divina opera anche su questa terra.
I veggenti di Fatima e Medjugorje sostengono che la Madonna avverte che ci sono molte anime piombate nell’eternità dell’inferno e che questa vita terrena per molti è già un anticipo della dannazione.
Bisogna pregare molto ed offrire sacrifici affinché le anime si convertano e si pentano prima di lasciare questo mondo che passa così in fretta…

COME FACCIAMO A SAPERE CHE IL CATTOLICESIMO È LA VERA RELIGIONE?

Una buona cultura di base filosofica, antropologica, religiosa,spirituale e biblica orienta alla Verità. Chi legge a fondo i Vangeli intuisce che un personaggio come Gesù con la sua straordinaria sapienza, con la sua profonda saggezza ed autorevolezza non può essere stato inventato da alcuni pescatori ignoranti. Egli è davvero esistito, ha predicato ed ha compiuto tutte quelle straordinarie opere descritte. Gesù è il Figlio di Dio, ha la natura umana e divina contemporaneamente e si è incarnato per riportare ogni uomo a Dio, attraverso il suo immenso amore per tutta l’umanità.
Prendiamo umilmente in considerazione anche i teologi santi, i padri della Chiesa e tutti gli altri santi che hanno testimoniato le verità evangeliche.
Non sottovalutiamo i mistici (ad es. Padre Pio, Gemma Galgani, Faustina Kowalska dcc.) le varie apparizioni mariane ed i messaggi della Regina della Pace di Medjugorje, la quale appare dall’aldilà nel contesto cattolico ed esorta a leggere la Sacra Scrittura.
Il cattolicesimo, pur nelle sue fragilità umane, è il vero erede della Chiesa fondata da Gesù Cristo.

CERCARE INNANZITUTTO IL REGNO DI DIO E LA SUA GIUSTIZIA

“Cercate innanzitutto il Regno di Dio e la sua giustizia, il resto vi verrá dato in sovrappiú” – disse Gesù Cristo
Il Regno di Dio, quindi é fondato sulla giustizia.
Quanti sono i cristiani che cercano davvero la giustizia?
Se un cristiano che ha certi incarichi sociali importanti é testimone dei soprusi e delle palesi discriminazioni personali e sociali, ma poi tace per il quieto vivere, puó dirsi davvero cristiano?
Nell’ambito della Chiesa coloro che assistono indifferenti a certi evidenti soprusi, ma non intervengono quando lo possono davvero fare, cercano seriamente il Regno dei Cieli?
Perché molti laici con ruoli importanti, sacerdoti e vescovi ecc..non intervengono, anche con solo qualche pubblica parola nel nome di Gesù, a difendere coloro che subiscono ingiustizie da parte dei prepotenti? Per caso il don Abbondio manzoniano é un modello da imitare?
Ricordiamoci che Dio, Amore Onnipotente e Somma Giustizia, ci osserva richiamando continuamente la nostra coscienza, ma per coloro che non si convertono ed inaridiscono il loro cuore, la sua Giustizia avrá il sopravvento sulla Misericordia.

PER UN CRISTIANO CREDENTE, MENTE E CERVELLO NON SONO LA STESSA COSA
Veramente il nostro cervello è un sistema. Molto complesso, ma sempre un sistema. Personalmente sono convinto che tutto il cervello è sempre dinamico, anche se certe zone sono più attive delle altre quando effettuiamo determinate operazioni. Anche se gli strumenti di cui disponiamo oggi per controllare l’attività cerebrale riescono a individuare le zone più coinvolte, non è detto che le altre siano completamente inerti. Infatti si parla di sinestesie per quanto riguarda la percezione, di inconscio relativamente al funzionamento della mente, di emozioni e sentimenti per indicare la nostra risposta affettiva ecc. Il cervello è un organo importantissimo per la vita terrena legata a questa dimensione. Quando moriremo, però, noi non dimenticheremo quello che siamo stati, con tutti i ricordi della nostra vita passata, perché l’anima immortale, senza corpo fisico (quindi senza cervello), assimila in sè ogni esperienza e non la cancella con la morte. Alla fine dei tempi l’anima dei giusti verrà assimilata completamente in Cristo nella Risurrezione della Carne insieme al corpo trasfigurato ed a lei sottomesso. Questo ci suggerisce che mente e cervello non sono la stessa cosa, ma attualmente il cervello è un momentaneo mezzo corporeo indispensabile per far funzionare la mente, la quale è ancora in evoluzione.

HA SENSO OGGI CREDERE IN DIO?
Credere in Dio aveva senso una volta ed ha senso anche oggi. Cristo è uguale ieri, oggi e domani. Noi siamo stati creati per mezzo di Lui ed in vista di Lui. Egli sta continuamente sostenendo tutte le nostre esistenze, anche se non ce ne accorgiamo. Tutta la creazione attende la liberazione dalla corruzione e dalla morte. Non dobbiamo essere gonfi della nostra scienza e pensare di essere così evoluti da fare a meno di Lui. È un grave errore. Lui stesso disse: “Senza di me non potete fare nulla” Cristo (il quale è uomo e Dio) ha il potere di prenderci con sè quando Egli decide il momento più adatto. Attende la nostra conversione. Ci redime se crediamo nel suo perdono e ci destina alla Vita Eterna…dove godremo nella sua gloria la felicità della SS. Trinità…incorruttibili, immortali, sempre nuovi e giovani e non ci saranno più lutti, sofferenze e lacrime. E mi chiedi se ha senso credere in Dio oggi?

PERCHÈ PREGARE
Chi prega veramente non lo fa perché si sente più buono degli altri.
Chi prega riconosce il Signore come il proprio Creatore e sa che è Lui che lo fa esistere e che gli concede il perdono dei peccati quando si pente sinceramente.
Per questo nella preghiera, stupìto per le sue meraviglie, ringrazia il Signore per tutto ciò che esiste e domanda le grazie per tutti, amici e nemici, ma gli chiede anche di sostenerlo sempre per procedere gioiosamente nel cammino spirituale, secondo la sua volontà.
Chi prega bene, con fiducia ed abbandono filiale, sente in sé la forza per vincere le tentazioni e non teme per quello che succede, convinto che la volontà del Signore si compirà sempre, perché è da Lui protetto.
Chi prega con fiducia e costanza sente gradualmente aumentare in sé l’amore per la vita e per Colui che l’ha donata, anche se non riesce a comprendere bene l’esistenza del male, del dolore e della morte. Sa che in Dio tutto ha senso che comprenderà meglio nell’altra dimensione, in Cristo risorto.

CHI SEMINA VENTO RACCOGLIE TEMPESTA

«Chi semina vento raccoglie tempesta» è un antico proverbio, derivato dal libro del profeta Osea (versetto 8,7): «E poiché hanno seminato vento, raccoglieranno tempesta». (Wikipedia)

Semina vento colui che mette in cattiva luce il prossimo.
Semina vento chi trama per dividere le persone tra loro in modo da poterle dominare.
Semina vento chi diffonde menzogne di ogni tipo per trarne vantaggio personale.
Semina vento chi è litigioso e diffidente per principio o per pregiudizio.
Semina vento chi si fa promotore di leggi che limitano la libertà dell’individuo.
Semina vento chi è invidioso verso il prossimo e desidera il suo male.
Costoro raccoglieranno tempesta, cioè saranno distrutti dallo stesso male che hanno tramato…

CHI VEDE ME VEDE I PADRE
Ogni uomo, anche se inconsapevolmente, attende di essere rivelato a se stesso.In effetti, anche se cerchiamo di nascondere i mille interrogativi che pullulano nella nostra mente, non sappiamo chi effettivamente siamo. Gran parte dell’umanità è presa dai problemi quotidiani, dai propri affari o dagli stessi tentativi di sopravvivenza. Ma per quanto riguarda la nostra vera identità gran parte dei filosofi, antropologi o studiosi non sono convinti e convincenti. Se non si ammette l’esistenza di un’anima immortale e di un Creatore – Dio, Amore Onnipotente perdiamo ogni forma di identità. Siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio e Gesù stesso ci ha comandato di chiamarLo Padre.. ma non ci ha spiegato chi Egli è con discorsi e dimostrazioni filosofiche… ma aveva detto: “Chi vede me vede il Padre”… Ce lo ha mostrato con i fatti: Dio è Amore ed in Lui siamo tutti amore.

UN MODO DI AMARE…
Se uno “elemosina” amore, significa che ne ha bisogno… e già questo è un modo di amare.. (nell’avere fiducia nella persona che può amarlo) Dagli scritti di alcuni mistici (e dalla Sacra Scrittura: Io sto alla porta e busso) leggo che Gesù stesso elemosina amore da noi, perché ci ama infinitamente, ma è spesso dimenticato… Se siamo profondamente sinceri con noi stessi spesso prendiamo consapevolezza che è assai difficile amare davvero la vita, Dio, il prossimo, noi stessi. Non ci sentiamo adeguati perché siamo indifferenti, non comprendiamo, cambiamo di umore, siamo increduli, veniamo condizionati e numerosi sono i legami che imprigionano il nostro cuore: preconcetti, vizi, paure, sospetti, interessi personali ecc. Di fronte ad una simile desolazione, però, non dobbiamo scoraggiarci. Gesù è la pienezza dell’Amore, perché uomo e Dio contemporaneamente. Egli che è l’amore Onnipotente, non può costringerci ad amarlo perché ci ha donato il libero arbitrio. “Io sto alla porta e busso” si legge nel’Apocalisse. Gesù stesso “elemosina” amore da noi, perché ci ama infinitamente, ma è spesso dimenticato…Se a noi manca l’amore, è giusto chiederglielo ed Egli, se vogliamo, è capace di trasformare i nostri cuori di pietra in carne…

RESISTERÀ LA FEDE SULLA TERRA?

Non sappiamo chi erano esattamente i magi, ma molto probabilmente, se sapevano scrutare le stelle, avevano una particolare cultura che li distinguevano dal popolo più umile.
Quindi, se la stella glielo aveva indicato, si può trovare Gesù anche attraverso la ricerca, impiegando mente e cuore.
Oggi molti usano la mente ma non sono interessati a sapere chi è veramente Gesù.
I credenti sanno che Egli è il Logos, il senso di tutto l’Universo e di ogni esistenza. Ma molti uomini di cultura ritengono tutto ciò che lo riguarda una favola per gente ignorante o superficiale. Non si scompongono nemmeno di appurare se c’è della verità: danno già per scontato che non ne vale la pena.
In questo modo influenzano anche moltissimi che sono privi delle loro basi culturali. Il mondo diventa sempre più refrattario alle verità cristiane e la tendenza della massa sembra proprio quella di una progressiva scristianizzazione dell’Occidente.
Diceva Gesù: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc  18,8)
Non disperiamo: lo Spirito Santo rinnoverà la faccia della terra

IL SIGNORE CI VERRÀ A PRENDERE PRIMA O POI
«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via». (Giovanni 14,1-4)
Non sappiamo quando il Signore ci prenderà.
L’importante è essere sempre consapevoli che Egli ci verrà a prendere quando vuole, per questo è necessario essere pronti in ogni momento.
È meglio non progettare senza tener conto di Lui.
Tantissimi sono morti pensando di realizzare progetti a lungo termine per il futuro.
Egli ha promesso che ci preparerà un posto e che ci verrà a prendere, ma non ci ha detto “quando” perché solo Lui conosce la nostra ora.
Signore, aumenta la nostra fede ed aiutaci a non temere la morte terrena se siamo con te.

NON È IMPORTANTE DOVE SIAMO, MA COME CI RELAZIONIAMO COL SIGNORE.
La vita terrena vale non tanto per il posto fisico in cui stiamo o risiediamo, (importante anche quello per la nostra tranquillità esteriore, naturalmente), ma è molto più importante il nostro rapporto col Signore. Dobbiamo essere consapevoli che bisogna essere sempre pronti perché Egli ci può chiamare in qualsiasi momento e dove vuole. Dipendiamo da Lui molto di più di quello che pensiamo. Preghiamo sempre che ci faccia fare la cosa giusta, nel momento giusto e nel luogo giusto. Bisogna chiedergli sempre di illuminarci su ciò che è giusto fare in base anche alla sua volontà. Quando si fanno le cose con amore, lo Spirito Santo ci aiuta a fare le scelte giuste, perché è anche Spirito di Prudenza e di Consiglio, oltre che di Fortezza.

PERCHÈ DIO CI AMA COSÍ TANTO?
Cosa ti spinge, o Signore ad amare uno come me? Io mi illudo di conoscermi un po’, ma il fatto che tu continui a farmi benefici nonostante le mie innumerevoli fragilità, mi convince della tua amorosa esistenza. Sei un Dio estremamente amabile. Fai cose davvero ammirabili. Chi può davvero comprenderti? Chi e cosa amo io effettivamente? So quali cose mi attraggono e quelle che mi ripugnano. Eppure tu, Creatore mi ami in profondità, perdoni i miei errori perché, conoscendo perfettamente la mia storia e la mia mente, li capisci, senza naturalmente giustificarli. Ti compiaci che io goda della tua infinita Misericordia. Ami la mia lode, anche se non ne hai bisogno. Dio, Amore Onnipotente, tu hai la facoltà di donare l’esistenza ad infiniti individui migliori di me… eppure preferisci me. Cosa ti attrae tanto in me? Qualcosa dell’immagine del tuo Figlio prediletto? Aiutami a corrispondere al tuo immenso amore, perché senza di Te davvero non posso fare nulla!

COMPLIMENTI PER LA TUA CREAZIONE!

Se ci pensiamo bene raramente ci soffermiamo a cercare di essere consapevoli delle meraviglie del Signore e del suo Creato.
Nella preghiera gli domandiamo molte cose e Lui ci dona sempre quelle che sa meglio di noi che ci faranno bene.
A volte recitiamo qualche lode o gloria al Padre.
Ma fare i complimenti al Signore è un po’ diverso perché essi provengono più facilmente da un cuore disinteressato: complimenti che sgorgano dallo stupore per la sua grandezza, onnipotenza, benevolenza e misericordia.
In quei momenti non gli chiediamo nulla, né grazie particolari, né misericordia, né alcunché che possa servire al nostro ego.
Facendogli i complimenti ammiriamo Dio in sé, per quello che é. Un’attenzione da parte nostra, povere creature che dipendono completamente da Lui, che Egli non rifiuta e che raccoglie nel fondo del suo purissimo Cuore con esultanza.
Non dimentichiamoci, quindi, di esternare al Signore i nostri complimenti, dimostrandogli un frammento di amore puro, che Lui purificherà quando sarà il momento opportuno. Egli esulta sempre per la nostra evoluzione spirituale!

SEMPLICI COME COLOMBE, MA ASTUTI COME SERPENTI

Al giorno d’oggi è sempre più necessaria l’auto-consapevolezza, la quale si acquisisce anche con la corretta informazione.
Se non ci rendiamo conto che moltissimi gestori di mass-media manipolano l’opinione delle masse ipnotizzandole intenzionalmente per trarne un proprio vantaggio, non potremo ottenere le giuste capacità critiche e di discernimento.
Oggi disponiamo di moltissime fonti di informazione, ma dobbiamo saper discernere davvero tra quelle corrette e quelle false.
Prima di esprimere un nostro parere il più obiettivo possibile, abbiamo il dovere di informarci a 360 gradi…

NON POSSIAMO VIVERE CONTINUAMENTE NELLA MENZOGNA

Ognuno di noi è stato creato da Dio, a sua immagine e somiglianza.
Dio è Luce e Verità. Se uno vive nella menzogna è contro il progetto di Dio, non vive a sua immagine e somiglianza ma vive a somiglianza del Menzognero, Satana. Non può resistere a lungo perché prima o poi la menzogna, la quale è oscurità e “non-essere”, verrà annullata dalla luce della Verità.
Anche i diversi sistemi sociali, politici ed economici riflettono spesso la menzogna collettiva. Ci sono sistemi di governo che vivono nella menzogna ingannando il popolo per i propri interessi. Diffondono la menzogna attraverso i loro canali, soprattutto quelli mediatici come giornali, televisioni e piattaforme informatiche.
I giornalisti che vengono corrotti dai governi menzogneri, però, prima o poi dovranno arrendersi di fronte all’evidenza della verità, non potranno continuare ad ingannare, anche perché hanno a che fare con la propria coscienza che li rimprovera continuamente. Essi dovranno rispondere davanti a Dio e se non si convertono e non riparano non possono entrare nel suo Regno.
Non possiamo vivere continuamente nella menzogna.
La Verità, prima o poi, emergerà, dobbiamo esserne certi.

LA CONFESSIONE E LA PSICOLOGIA
Ci sono molte persone che frequentano il Sacramento della Riconciliazione (Confessione) abbastanza spesso e si trovano bene da un confessore esperto e molto spirituale non molto lontano da casa loro. Chiaramente non si vuole sminuire l’operato dei bravi psicologi i quali possono essere molto utili, ma ci sono molte persone che trovano un loro equilibrio interiore in questo modo. Questo perché hanno l’occasione di osservare la dinamica della loro interiorità e del loro comportamento per prenderne consapevolezza, si confrontano con una persona davvero saggia, esternano le ombre che le turbano ed escono contente (gratuitamente) perché sono stati perdonati i loro peccati. Per questo ringraziano davvero il Signore.. Se tutti comprendessero a fondo questo Sacramento probabilmente gli psicologi avrebbero meno lavoro….

LA CONTINUITÁ DI CIÓ CHE RITENIAMO NORMALE É STRAORDINARIA

Il pianeta terra continua la sua corsa attorno al sole….
Gli elettroni degli atomi che formano il nostro corpo continuano a girare vorticosamente attorno al nucleo…
La corrente elettrica continua ad illuminare le nostre case…
La terra sotto i nostri piedi é per ora stabile….
I nostri polmoni continuano a sfruttare l’ossigeno dell’aria…
La pioggia continua a bagnare il suolo ed a dissetare le piante e gli animali…
La luce continua a permettere la visione delle forme e dei colori ai nostri occhi…
La mente continua ad organizzare le nostre percezioni e ad immaginare…
ecc…. ecc…ecc…

VI PARE POCO?

La Creazione è sorretta dagli angeli (p.Albino Candido)

CONTRO LE TENTAZIONI

Quando si affrontano forti tentazioni che invitano insistentemente alla trasgressione delle leggi divine, è consigliabile non prenderle di petto, altrimenti potrebbero diventare ancora più allettanti.
Non si dialoga e non si discute con il diavolo e nemmeno con le nostre tendenze egoistiche e carnali.
Gesù tentato nel deserto citava la Sacra Scrittura. Egli era sempre rivolto al Padre e le tentazioni non lo scalfivano perché consapevole del loro carattere illusorio e transeunte.
Un consiglio per non esserne coinvolti, quindi, è prendere consapevolezza della natura effimera delle tentazioni. Esse sono illusorie e momentanee. Vengono anche all’improvviso, si presentano allettanti, ma se non le badiamo dopo un po’ ci lasciano.
La consapevolezza dell’amore che il Padre ha per ciascuno di noi è molto più consistente e contribuisce molto a dissolvere le tentazioni.
I santi, in un clima di preghiera costante, le avevano superate riflettendo spesso sulla natura illusoria delle varie seduzioni ed avendo come principale riferimento il fine per cui esistiamo. La ragione prevaleva sull’irrazionalità, la fede sulla fragilità umana.
I santi oltre ad avere la consapevolezza della propria fragilità umana, vivevano continuamente nell’attesa della venuta del Signore il quale poteva capitare in qualsiasi momento e senza preavviso..
La consapevolezza dell’imprevedibile ora più importante della nostra vita terrena è un buon deterrente contro le tentazioni.

CONTROLLARE LE PAURE
La vita terrena è davvero un autentico e continuo miracolo perché, nonostante migliaia di improvvisi pericoli possono farci soccombere da un momento all’altro, continuiamo a pensare, a parlare, a camminare, a lavorare ecc. Ci soffermiamo poco a pensare a questo continuo miracolo anche perché molte volte temiamo che le paure potrebbero prevalere sulla riconoscenza che dobbiamo a Colui che ci sorregge da quando siamo stati concepiti. “Il Signore vede e provvede, provvede seguendo fedelmente il suo Amore che è infinito per tutti” (p.Albino, Diario p.169) Come facciamo a controllare le nostre paure? Bisogna confidare nel Signore. Ce lo ha ordinato Lui stesso. Essere consapevoli che Egli ci ama individualmente e che non ci abbandonerà mai se ci poniamo fiduciosi tra le sue braccia. Egli sa meglio di noi cosa è bene per le nostre anime. Del resto abbiamo infinite prove che siamo sorretti dalla Provvidenza in ogni momento. Nei momenti di riflessione silente prendiamone coscienza riempiendo il nostro cuore di gratitudine.

IL CORONAVIRUS
Perché il coronavirus viene visto solamente come un limite? Tutto ciò che accade ha un senso per ognuno di noi: si tratta di indagare, andare in profondità…Molti girano i continenti pensando di arricchire il proprio bagaglio culturale con diverse esperienze. Visitano altri popoli, imparano altre lingue, ammirano i maestosi monumenti e l’arte più raffinata o si danno anche al volontariato più pericoloso. Se però non sanno indagare ed ammirare il proprio universo interiore per scoprire le loro reali intenzioni, non sapranno mai trarne un vero profitto perché fanno il contrario: fuggono da se stessi. Anche se ci si veste alla moda, esercitiamo una professione gratificante, guidiamo una macchina sportiva, coltiviamo amicizie importanti, se non sappiamo cogliere l’essenza del nostro io più interiore, tutto si dissolve alla superficie di noi stessi per poi accorgerci di non aver vissuto realmente. Il genere umano tende a realizzare ciò che il cervello osservante stesso gli suggerisce: strutture più complesse in spazi sempre più ridotti e crescente dematerializzazione. L’umanità, come un mega-cervello, sembra pronta ad un’ importante mutazione trans-umana, coinvolgendo la stessa natura e l’ambiente che manipola. È in una fase molto critica: probabilmente sta intravedendo ciò che lo stesso Teilhard del Chardin chiamava “punto omega”, una trans-ominizzazione che non punta solo sul fattore dimensionale e quantitativo, ma su quello qualitativo. L’attuale Coronavirus Covid19 (e varianti), fa parte incidentale del percorso evolutivo umano che in sé, come tantissimi altri e le guerre, ha un peso doloroso e limitativo e che la scienza ha il dovere di sconfiggere. Ma collateralmente comporta pause di riflessione che dovrebbero costringere l’umanità a prendere più consapevolezza di chi è realmente e dove sta andando e probabilmente la obbliga ad intraprendere nuovi percorsi evolutivi socio-economici (con l’ausilio dell’informatica, delle biotecnologie ecc.) e spirituali.

LA NOSTRA IDENTITÀ DI PERSONE

Se il peso del nostro corpo aumentasse di un chilo, diventeremmo forse più “persone” di prima?Avremmo solo aggiunto altre cellule al numero standard che immaginiamo di “possedere”. Comunque, anche se appariamo relativamente statici, il nostro corpo muta continuamente perché le vecchie cellule muoiono e vengono rimpiazzate da altre nuove, come è sempre successo sin dal momento del nostro concepimento. Quindi, non è il solo processo di continua mutazione biologica che ci rende “persone”. C’è ben altro. Nemmeno l’attività della nostra mente intacca la nostra identità più profonda. La mente cambia continuamente i suoi contenuti a secondo delle circostanze e della nostra visione del mondo. Noi rimaniamo sempre noi stessi, anche se dovessimo alterare o modificare il nostro modo di pensare e la stessa auto-consapevolezza. Cos’è che ci rende “persone”, allora? È soprattutto la nostra anima immortale creata ad immagine e somiglianza dell’Eterno Creatore
L’OPZIONE FONDAMENTALE RELATIVA AL SENSO DELLA VITA
Il senso della vita ce lo diamo noi, indipendentemente dall’età.
Certamente anche la percezione del senso della vita ha le sue dinamiche perché è sempre condizionato da tantissimi fattori e dal contesto culturale in cui operiamo.
Personalmente ho 73 anni ed ogni giorno, nonostante le luci e le ombre, mi rendo consapevole del senso della vita che cerco di mantenere desto nei suoi fondamentali cristiani.
L’esperienza ci aiuta a scoprire altri elementi interessanti relativi all’opzione fondamentale che prima sfuggivano, ma c’è sempre bisogno di cercare di esplorare in profondità la nostra mente per sfrondarla dai pregiudizi e dalle illusioni passeggere che l’annebbiano.
Riassumendo, molto sinceramente: personalmente pongo ogni finalità in Cristo Risorto, perché sono convinto, che una volta redenti, saremo per sempre con Lui nella gloria della Trinità…

COSA GRADISCE DI PIÙ DA TE IL SIGNORE..

Il Signore gradisce tutti i più piccoli servizi ed il tempo che gli doni.
Sappi, comunque, che Egli in sé non ha bisogno di nulla. Potrebbe creare altre infinite creature che lo glorificano.
Il Signore ti è grato per ogni tua opera d’arte che gli doni.
Sii consapevole, comunque, che ogni sua creatura è un’opera d’arte.
Il Signore ti è riconoscente per ogni offerta che fai in chiesa e per la chiesa.
Sappi, però, che Egli potrebbe creare dal nulla tutto di cui c’è bisogno.
Sai cosa gradisce di più?
Lui chiede il tuo cuore, perché nessuno può uguagliarlo ed è unico ed irripetibile. Lo desidera e lo gradisce più di tutto ciò che puoi donargli di materiale e mentale, perché ti ama infinitamente.

TUTTO È STATO FATTO DAL CREATORE

Al Creatore piace tutto perché tutto è stato fatto da Lui. Anche il particolare.
Generalmente pensiamo che certi dettagli siano di poco conto. Una foglia secca. Una nube passeggera. La ruga del viso di una persona anziana che a noi sembra insignificante. Egli ammira tutto ciò che ha creato.
Dio non ragiona come noi perché Egli ha tutto presente nell’istante eterno e conosce infinitamente meglio di noi le interconnessioni, le cause e gli effetti, le interrelazioni ecc.
Il Signore non giudica secondo l’apparenza come noi, ma tutto ha una sua collocazione spazio-temporale che solo Lui conosce in profondità.
Nulla gli sfugge, nemmeno un nostro minimo pensiero, intenzione o azione.
Chi viene illuminato dallo Spirito Santo intuisce queste cose e ne fa oggetto di contemplazione, nel senso che comincia ad assimilare il gusto di Dio, per cui tutto diventa interessante, anche ciò che prima sottovalutava

SIAMO CREATURE

San Michele Arcangelo disse al veggente Salvo Valenti: “Desidero che ogni uomo apra il cuore e si converta a Gesù, come Gesù lo apre a ogni singolo uomo…siete tutti importanti, infatti ad ogni essere umano viene affidato un angelo custode affinché lo guidi e lo custodisca”
Se avessimo la consapevolezza del nostro stato di creaturalità, l’orgoglio comincerebbe a calare.
Non esistevamo, eppure Dio ci ha creato dal nulla.
Siamo immersi in una dimensione di fragilità spaventosa, eppure il Signore ci sorregge in ogni momento, anche se viviamo nel peccato o nell’indifferenza.
Chi crede fermamente in Gesù Cristo, il quale si offre in corpo, sangue, anima e divinità nell’Eucaristia, diventa Tempio dello Spirito Santo.
In ogni momento possiamo ricorrere a Dio tramite suo Figlio, nostro amico e fratello, il quale è Onnipotenza d’Amore e nulla è a lui impossibile.

CREDERE NEL SUO AMORE

Se la Creazione che vediamo è così affascinante, cosa ci aspetterà nell’altra dimensione, dove tutto è molto più sublime e non morrà mai?
Quanto è grande l’opera del Creatore! È indescrivibile, profondamente meravigliosa!
Se smettessimo di pensare sempre ai nostri limiti ed alle nostre fragilità per confidare completamente in Dio, anche la nostra vita terrena sarebbe assai diversa!
Dio non vuole che viviamo nell’ansia o nella paura! Ci ha creati per conoscerlo e si può sempre riconoscerlo anche nella sua stupenda Creazione.
Quando ci tuffiamo in Lui, dimentichiamo noi stessi. Egli conosce bene le nostre fragilità. È sufficiente che ne siamo consapevoli, ma poi vuole che ci fidiamo di Lui e che lo adoriamo nei nostri cuori sinceramente ammirati della sua grandezza e della sua umiltà.
Ma soprattutto desidera che crediamo nel suo Amore per noi, nonostante le tempeste della vita…

COMUNICAZIONE DI MASSA
Troppe persone parlano a vanvera e si esprimono usando tanti luoghi comuni. Si lasciano manipolare dalla comunicazione di massa più in voga, quella che dà poco spazio al contraddittorio e distorce la verità.
Fortunatamente ci sono fonti di informazione meno conosciute che cercano di informare abbastanza obiettivamente, mentre altre fonti più popolari tendono purtroppo a manipolare la massa in modo sempre più sfacciato.
Tutti siamo ignoranti, ma coloro che non si sforzano di vincere un po’ la loro ignoranza regrediscono come persone e conducono una vita grigia e squallida.
Ma per vincere l’ignoranza, almeno un po’, è necessario cercare e trovare valide e veritiere informazioni usando una strategia particolarmente adatta alla propria indole ed al proprio temperamento, utilizzando la ricca tecnologia odierna.
Non accontentiamoci solo delle informazioni unilaterali, ma valutiamo attentamente ogni fonte di informazione, anche se proviene da contesti socio-economici più modesti.

LA NOIA ESISTENZIALE

La noia esistenziale, molto più comune di quello che si pensa, penetra nelle profondità dell’anima e genera un malefico disincanto per tutto quello che vediamo o facciamo.
I motivi sono molteplici e spesso facciamo fatica ad individuarli, perché essa fa apparire inutili anche le cose che prima ammiravamo o eravamo intenzionati a realizzare.

In questo caso è necessario armarsi di molta pazienza e continuare, almeno per un po’, a darsi da fare per quello che avremmo voluto fare, anche se per noi risulta pesante.

Comunque è molto utile stimolare l’auto-consapevolezza, osservando in profondità il perché la mente prova questo tipo di noia. Inizialmente è molto faticoso, ma se ci abbandoniamo senza giudicarci, semplicemente osservando come funziona davvero la nostra mente, probabilmente riusciremmo a superare quei momenti.

Chi fortunatamente è credente, comunque, ha il vantaggio di poter invocare lo Spirito Santo, il quale, interviene sempre.

Egli non ci abbandona mai e ci fa comprendere che quei momenti possono far evolvere il nostro spirito per vie misteriose che solo lui conosce.

L’INFINITA MISERICORDIA DI DIO

Una delle cose spiritualmente più importanti per la nostra esistenza è credere nell’Infinita Misericordia di Dio.
Uno potrebbe anche conoscere la Sacra Scrittura a memoria, ma non è detto che per questo sicuramente si salverà, se in fondo al suo animo è pieno di se stesso, per cui non ama e non si fida di Dio, al quale dovrebbe chiedere misericordia per i suoi peccati commessi durante la vita terrena.
Il termometro del nostro rapporto diretto con Dio, è la qualità della nostra fiducia nella Misericordia Divina. Dobbiamo chiedere insistentemente a Dio, col “Padre nostro”, di “rimettere i nostri debiti”…
Dio si compiace molto quando un’anima, consapevole della sua miseria, ricorre a Lui per la salvezza eterna. Questo lo ha rivelato a tantissimi mistici, compreso a Santa Faustina Kowalska.
Del resto i vangeli stessi richiamano sovente la fiducia nell’infinita Misericordia Divina. Non per niente, al termine della sua vita terrena Gesù ha perdonato il ladrone crocifisso accanto a Lui per una sua richiesta importantissima: ricordarsi di lui nell’altra vita.
Ciò significa che ogni uomo può davvero entrare in Paradiso se l’ultimo suo pensiero è la richiesta sincera del perdono…

TORMENTATI DALLE PAURE

La vita di molte persone è spesso tormentata dalla “paura”.
Paura di esistere, paura della solitudine, paura degli altri, paura delle colpe, delle malattie, del cibo inquinato e della morte.
Forse le persone troppo paurose si chiedono interiormente: “come facciamo ad “amare” Dio ed il prossimo sinceramente nella paura? Viviamo nella consapevolezza che siamo immersi in moltissimi pericoli, anche mortali…
A costoro dico: “già il fatto di aver potuto raggiungere la vostra età è una prova che il Signore ci sorregge sempre.”
Nonostante tutto affidiamoci sempre al Signore nella convinzione che non ci abbandona mai.
Purtroppo la loro natura eccessivamente paurosa spunta sempre e continua a tormentarli, ma solo nell’abbandono fiducioso alla SS. Trinità si placa un po’.
È importante riconoscere che il nostro amore non è puro e cerchiamo di essere consapevoli che il Signore non desidera che abbiamo paura.
Ma Lui ci conosce molto più in profondità di quello che pensiamo.
Nessun pensiero gli è nascosto…e sa meglio di noi il perché delle prove che ci manda, per la nostra salvezza eterna.

LA PAURA INIBISCE, MA LA VERITÁ CI RENDE LIBERI

La paura é una forma di auto-difesa importante per la stessa sopravvivenza.
Ma se essa é preponderante, inibisce l’azione e limita la nostra libertá di scelta e quella interiore.
Di questo ne sono ben consapevoli i manipolatori di masse, come ben spiegano G. Le Bon e S. Freud giá nello scorso secolo.
Solo una coraggiosa auto-consapevolezza potrebbe affrancarci dalla paura indotta dagli stessi suoi amplificatori.
L’auto-consapevolezza si ottiene nel silenzio, nella continua osservazione delle nostre reazioni mentali, nell’indagine, nella retta informazione, nello smascheramento di chi ci vuole strumentalizzare tramite essa, nell’identificazione della vera menzogna..
Pensiamo bene cosa ha provocato storicamente la paura massificata e quella personale…
Se si vuole vivere liberi dobbiamo ricercare a tutti i costi la Veritá, perché, come disse Cristo : “ La Veritá vi fará liberi”…

PERCHÈ VIVERE SEMPRE PREOCCUPATI E PIENI DI PAURA? LA NOSTRA VERA PATRIA È IL CIELO..

Impariamo da Santa Teresa di Lisiuex: quando comprese da un segno particolare come l’emottisi che sarebbe andata presto a raggiungere il suo Sposo, ella esultò di gioia.
Come mai gran parte di noi, invece, viviamo preoccupati ed abbiamo paura di qualsiasi cosa perché temiamo possa troncare le nostre vite terrene?
Se ci crediamo la nostra vita non si annulla ma viene trasformata nella gloria di Dio.
Chi gioisce per la venuta del Signore, vive meglio questa dimensione terrena perché si abbandona completamente in Lui. In Lui è il nostro Paradiso e siamo destinati alla vita eterna in Cristo.
Invece di dire: “vieni il più tardi possibile”, dovremmo desiderare ardentemente la venuta del nostro Signore: qui dimostreremmo la nostra vera fede, perché crediamo fermamente nell’infinita misericordia divina, viviamo distaccati da questo mondo ed attendiamo operosamente con certezza il Regno di Dio nella sua pienezza.

LA PERCEZIONE DEL TEMPO

Nella mente degli anziani si attiva un dinamismo particolare.. Questo dinamismo è strettamente legato alla visione della vita ed alle attese di ognuno riguardo al futuro. Gli anziani hanno davanti a loro la certezza che si avvicina sempre di più l’ora del trapasso. Per questo cercano di vivere più intensamente il presente. Proviamo a pensare a come funziona la percezione del tempo nella nostra esperienza di vita. Abbiamo notato che quando riempiamo il tempo di cose piacevoli esso passa più in fretta? Quando, invece, siamo nell’attesa di qualcosa il tempo appare più lungo. Questo perché si è concentrati sui minuti e sui secondi e ciò rende la meta più lontana. Bergson ha denominato questo tempo interiore percepito “La durata”, diversa dal tempo cronologico. L’anziano, inconsciamente, in genere allontana dall’orizzonte mentale il pensiero della morte per inabissarsi di più nel presente, senza contare tanto i giorni, le ore ed i minuti. Questo influenza la percezione del tempo che passa più velocemente Inoltre, l’anziano ha molti ricordi, rispetto ad un giovane, ed anche essi contribuiscono a rinforzare la sensazione del tempo che passa più velocemente. Si guarda a ritroso e considera la quantità del tempo che è passato e si convince che il tempo passa sempre più in fretta. Ci sono altre concause, comunque già queste due potrebbero essere significative.

LA PERDITA FISICA DELLE PERSONE CHE AMIAMO
La scomparsa fisica di una persona che amiamo particolarmente è sempre un grande dolore.
Il fatto che non è più presente fisicamente come soggetto del nostro dialogo e oggetto delle nostre premure amorose ci sconvolge.
Ma qui ci viene richiesta la fede in ciò che crediamo realmente, la quale non si esaurisce nei soli concetti imparati dal catechismo o dalla pia riflessione: la fede si esperimenta concretamente nel nostro animo trafitto dal dolore immenso della scomparsa terrena, ma ci conforta il fatto che il defunto è entrato nella “super-vita” dello Spirito, dove non ha più senso la nostra dimensione spazio-temporale, perché è nella vita divina eterna.
Tutti noi, prima o dopo, dobbiamo affrontare quel gran trapasso.
E’ importante, inoltre, credere che l’anima del trapassato potrà entrare nella Vita eterna anche grazie all’aiuto delle nostre incessanti preghiere e dei nostri amorosi sacrifici.
VIVERE FRAGILMENTE

Spesso abbiamo la sensazione di estrema fragilità. Ci sono dei momenti forse, in cui ci chiediamo angosciati perchè questa fragilità accompagna ogni momento della vita terrena di ogni uomo.
“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie” sussurra Ungaretti. È la
reale condizione di ogni uomo, anche di quello che si premura di mascherarla
bene ostentando falsa sicurezza.
La vita pare orientata sempre a tenere desta nella coscienza di ognuno
questa assillante condizione di fragilità. Malattie, stanchezza, acciacchi,
frustrazioni, fallimenti, lutti, vecchiaia, morte.
Ma l’angoscia subentra se la nostra prospettiva rimane statica e limitata.
Questa condizione di fragilità deve avere diverse prospettive. La nostra visuale
deve essere completa, non settoriale.
La fragilità di ogni essere vivente è la stessa vita. Una vita senza mutamenti
non può essere tale. Il passaggio da uno stadio all’altro, istante dopo
istante, è sempre un momento critico.
La vita terrena è crisi continua, non può rimanere la staticità: essa è morte. La fragilità, allora, è sintomo di vita perchè essa consiste nel negare ogni staticità ed è l’anello invisibile che collega il tempo passato con la freccia evolutiva del futuro.
Vivere fragilmente, allora, significa non trovare alcun appiglio statico nel passato e
disporsi ad affrontare l’incognita del futuro. È giusto che sia così, altrimenti
non potremo raggiungere la pienezza della nostra “auto-creazione”.
Nella dimensione dei redenti non avrà piu senso la fragilità terrena.
Giudicati cattivi

QUANDO SIAMO GIUDICATI “CATTIVI”

Non dovremmo meravigliarci se veniamo giudicati cattivi da qualcuno. Lo siamo tutti, chi più e chi meno. Cosa sappiamo della qualità del nostro amore? È davvero puro? Se pensiamo che il nostro amore è puro siamo degli ipocriti perché ogni forma di amore umano ha qualche tornaconto. Pensiamoci bene.
Si può essere innocenti rispetto a determinate colpe di cui altri ci accusano. Ma in noi ci sono molte altre colpe che forse pochi vedono e che magari solo Dio conosce.
Chi dice di essere senza peccato non dice a verità e fa di Gesù un bugiardo, perché Lui è venuto per salvare tutti gli uomini.
Certi santi esultavano interiormente quando si scoprivano imperfetti, come Santa Teresa di Lisieux.
Nella realtà della nostra vita terrena siamo tutti sicuramente “condannati” a morte (anche se ritardata nel tempo) e nessuno può dirsi innocente e privo di peccato.
Pertanto le ultime parole di ogni uomo dovrebbero essere quelle di Gesù Cristo: “Padre nelle tue mani affido il mio spirito”, dopo aver riconosciuto le proprie miserie ed aver chiesto perdono a Dio.

NON POSSIAMO GIUDICARE
Nessuno di noi può sapere esattamente come l’altro vive una certa situazione e con quale grado di emotività affronta gioie e dolori. Ció perché nessuno vive al posto dell’altro e non ha la stessa visione del mondo in quanto ognuno di noi é unico ed irripetibile. Con questa consapevolezza quanti pregiudizi in meno appesterebbero l’umanitá!Per questo la tristezza che vive ognuno di noi è unica ed irripetibile, come lo è la profondità. Non possiamo quantificare i sentimenti umani. C’è chi appare superficiale pur vedendo le cose in profondità, e chi appare profondo ma rimane in superficie. Coloro che hanno una certa consapevolezza della qualità dell’esistenza umana orizzontale, trovano molte assurdità che le getta nella tristezza, se non sanno reagire. Chi invece riesce a ricondurre la sua visuale della vita alla giusta verticalità (nella dimensione spirituale), supera la tendenza umana a chiudersi nella propria tristezza interiore e sa anche vivere con gioia.
A tal proposito Gesù disse:”Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Matteo 11:25-30).

I NOSTRI FALLIMENTI

Siamo tratti dal nulla.
Non disperiamo se tocchiamo con mano giorno dopo giorno certi fallimenti personali.
Dio li conosceva già prima della nostra stessa esistenza, perché Lui non ha la nostra visione spazio-temporale limitata. Egli è l’Eterno, Colui che ha donato l’essere a tutto e a tutti, ed è Amore Onnisciente.
I fallimenti di ogni tipo dovrebbero essere i nostri maestri: se riflettessimo in profondità, scopriremmo che essi hanno il compito di richiamarci all’essenziale, a cui noi dobbiamo tendere.
La stessa morte corporale ci indica che dovremo lasciare tutto per inabissarci nell’Eterno Amore.
La consapevolezza di questi fallimenti potrebbe avvicinarci ulteriormente a Dio, se noi confidiamo sempre nella sua misericordia e nel suo continuo sostegno amoroso per ognuno di noi.
Rialziamoci sempre, dunque, anche se dovessimo sentirci profondamente inadeguati: l’Amore di Dio è inimmaginabile e provvede a tutto. Egli non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

I “PRIVILEGIATI”
Non dobbiamo pensare che il Signore faccia preferenze tra i suoi figli.
Anche se Lui sceglie i suoi profeti, i suoi sacerdoti, i suoi carismatici e i suoi mistici, bisogna pensare che Egli è libero di scegliere chi vuole per dargli una missione che ai nostri occhi terreni appare privilegiata.
Ma se prendiamo consapevolezza dell’infinito amore che il Signore nutre per ciascuno di noi, ci rendiamo conto che ogni persona esistente è in qualche modo “privilegiata” ai suoi occhi, perché unica ed irripetibile.
Innanzittutto consideriamo il fatto che Egli ci ha tratti dal nulla: ciò significa che prima non esistevamo. L’essere cosciente che ci ha donato è un dono immenso, che per ora nemmeno immaginiamo, perché abbiamo la possibilità di glorificarlo per tutta l’Eternità.
Altro elemento importante da considerare è la nostra unicità ed irripetibilità. Nessuno può essere al nostro posto ed ognuno di noi abbiamo una mansione particolare che nessun altro ha e che scopriremo meglio nell’aldilà.
Anche se ti dovessi sentire la persona più insignificante di questa terra, od il più peccatore, non per questo Dio ti ama meno degli altri, perché Lui è Amore e Giustizia…

I SANTI

I santi sono i redenti che vivono l’eterna beatitudine all’interno del dinamismo trinitario. In Dio essi amano tutti gli altri abitanti del Cielo, ma non si limitano ad amare solo loro, altrimenti non sarebbero veri “santi”.
Essi amano anche noi che stiamo provvisoriamente vivendo in questa dimensione terrena, noi che stiamo lottando contro le tentazioni e stiamo soffrendo per le nostre fragilità.
Come il Signore è in noi, anche loro ci sono accanto e sono contenti di intercedere per noi ogni volta che glielo chiediamo.
Se vivi in grazia di Dio, credendo nella sua infinita misericordia, anche i santi e gli angeli ti accompagnano ovunque tu vada e qualsiasi cosa tu faccia.
Se partecipi alla Santa Eucaristia, essi sono accanto a te ad adorare Gesù che scende dal Cielo e si fa presente in quell’ostia consacrata. Prima di tutto c’è Maria Vergine, madre di tutti noi e regina dei santi e degli angeli. Poi i santi che ti hanno scelto e ti proteggono in modo speciale. e poi tutti gli altri santi, compresi quelli non canonizzati, come i parenti e gli amici redenti.
Vivi sempre alla presenza di Dio, di tutti gli angeli ed i santi.
Allora potrai pregustare il Paradiso dentro di te già su questa terra.

I SANTI CI AIUTANO MOLTO

La Regina della Pace disse in un messaggio:
“Pregate e chiedete l’aiuto e la protezione dei santi affinché anche voi possiate bramare il cielo e le realtà celesti.“ La Chiesa fa molto bene ad alimentare e conservare fedelmente il culto dei santi. I Santi e le Sante sono uomini e donne speciali che vengono additati come esempio per tutti. Ognuno di noi può diventare santo se si lascia guidare fedelmente dall’azione dello Spirito. Per questo l’esempio dei santi ci sprona a vivere umilmente fidandoci di Dio e della sua infinita Misericordia. Come i santi sono esseri “divinizzati”, anche noi dovremmo cercare di lasciarci divinizzare dall’opera dello Spirito Santo in noi. Essi possono intercedere per noi, quindi sono così aperti all’amore che anche nell’altra dimensione non smettono di amarci e ci seguono più di quello che pensiamo. Ogni santo é un particolare riflesso dell’Amore divino ed il loro culto ci aiuta a comprendere la grande dignità di ogni uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Ecco perché la Chiesa fa bene a stimolare in noi la devozione per loro: Essi ci additano il nostro particolare destino di Figli di Dio

I SANTI CI AMANO SEMPRE

In virtú della Comunione dei santi non dobbiamo pensare che tutti i beati che sono ora in Cielo stiano fermi lassú solo a contemplare la gloria di Dio. Essi ci amano e si interessano anche di noi, anzi essi desiderano aiutare soprattutto noi fragili esseri umani in evoluzione. Ognuno di noi, inconsapevolemente, é amato da tutti i santi del Cielo, i quali sono presenti in noi perché siamo Tempio dello Spirito Santo e quando siamo in grazia di Dio c’é il Paradiso in noi. I santi sono in Paradiso e se in noi c’é il Paradiso essi sono anche in noi, tutti quanti. Pensiamo spesso a questo gioioso mistero…
I Santi, tutti quanti – anche quelli più sconosciuti, ci sono molto più vicino di quello che pensiamo: vivendo in comunione nell’Amore di Dio, essi ci amano perché, nella Comunione dei Santi, noi che viviamo nella dimensione terrena siamo i più fragili e sono pronti ad aiutarci nel nostro cammino verso la salvezza eterna. Essi non vedono l’ora di accoglierci festanti in Cielo.
Non dobbiamo pensare che essi non ci stimino perché siamo peccatori. Essi, in sintonia con il Signore, ci vedono come dei fanciulli bisognosi di tutto, provano pena e profonda tenerezza quando pecchiamo e si commuovono profondamente quando ci pentiamo e ci riprendiamo dopo la caduta. Per questo Gesù disse: “Vi è più gioia in Cielo per un solo peccatore convertito che per gli altri 99 giusti…
Onoriamoli ed invochiamo la loro intercessione…

I NOSTRI OCCHI

I nostri occhi sono un immenso dono del Creatore.
Dobbiamo esserne profondamente consapevoli, perché ciò può avere ripercussioni importanti sul nostro equilibrio interiore e sulla nostra stessa felicità.
Pensiamo spesso a cosa realmente servono i nostri occhi: con essi osserviamo la natura, le persone, il cielo…
Con essi possiamo godere dei colori e delle forme di tutto ciò che si presenta alla luce del sole e possiamo ammirare anche le stelle.
Ci consentono di camminare evitando i pericoli, di lavorare o progettare, di vedere ciò che mangiamo o ciò che tocchiamo, di scrivere e creare qualcosa con le nostre mani.
Gli occhi ci sono stati donati per tantissime funzioni.
Diceva però Gesù: ” se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, càvalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco”. (Mt 18,6-10)
Ciò significa che gli occhi possono essere usati anche per fare il male a se stessi ed agli altri.
Ecco perché è importante essere consapevoli che gli occhi sono un grandissimo dono da custodire per il Regno dei Cieli.

IL CAMBIO DELL’ANNO

Il cambio dell’anno relativo alla data è solo un numero, un’idea. In sé non dice nulla se non lo interpretiamo dal punto di vista esistenziale e trascendentale.
Sostanzialmente esso ci indica la vicinanza al Grande Trapasso.
Ci ricorda che la nostra vita terrena è transeunte e che siamo continuamente proiettati oltre al passato.
Ci attende una nuova dimensione. Ogni momento, in fondo, è una nuova dimensione, se lo vogliamo.
Possiamo vedere le cose in modo diverso da come le vedevamo se diventiamo consapevoli del valore dell’esistenza illuminata da Colui che ci ha voluti esistenti.
Non siamo più esattamente come quelli di prima, nel bene e nel male. Solamente che il bene rinnova il nostro sguardo aprendoci a più ampli orizzonti mentali e spirituali, il male ci atrofizza e ci incapsula nel guscio dell’egoismo spesso ripetitivo e monotono.
Spetta a noi da che parte stare grazie al libero arbitrio ed alla nostra buona volontà innestata in Gesù Cristo, il quale viveva profondamente grato al Padre e ripieno di Spirito Santo.

IL CONCETTO DI SÈ
L’idea che si diamo fatti di noi stessi è importante per la nostra stessa esistenza perché una corretta autostima non è facile a raggiungere, in quanto siamo condizionati da molti fattori: genetici, ambientali, culturali ecc.È quindi necessario individuare coraggiosamente cosa realmente pensiamo di noi stessi. Se riuscissimo a rettificare i molti pregiudizi che ottenebrano la nostra reale concezione del “sè”, riusciremmo a vivere in modo più autentico. Molte maschere si dissolverebbero e scopriremmo una vita interiore ricca di spunti e di valori esistenziali. Allora riusciremmo anche a smettere di giudicare noi stessi e gli altri e ad apprezzare l’esistenza con ottimismo realistico. Sostanzialmente questa vita terrena, spesso piena di contraddizioni ed ostacoli, ci sta preparando a conoscere chi realmente siamo ed anche chi ci ha creati ed il fine per cui esistiamo…

IL CONFRONTO

Dal momento in cui veniamo concepiti impariamo a percepire, a comunicare, a muoverci, a relazionarci con il mondo esterno e la società. Nessuno può dire: ora so abbastanza. Ci sono molte più cose che non conosciamo di quelle che effettivamente sappiamo. La nostra mente e il suo funzionamento sono ancora per noi un grande mistero. Noi stessi crediamo di conoscerci bene, ma non è così. Spesso la presunzione e l’orgoglio ci impediscono di conoscere oggettivamente la realtà… Nella società commettiamo molti errori perché non ci conosciamo e non conosciamo affatto gli altri. Proiettiamo spesso sugli altri le nostre fragilità e siamo pronti ad emettere giudizi affrettati e superficiali Cerchiamo il confronto perché non siamo soddisfatti di noi stessi e spesso siamo mossi da una strisciante forma di invidia...Se desideriamo conoscerci meglio è necessario fare spesso deserto attorno a noi ed in noi…. La maggior parte di noi ha paura di conoscere le ombre interiori che emergono allorché indaga su chi realmente siamo. Chi desidera coraggiosamente conoscere se stesso deve accettare anche le proprie ombre senza agitarsi o cercare il confronto. E’ necessario conoscere serenamente i propri limiti se si vuole vivere in modo più autentico. Se siamo realmente consapevoli dei propri limiti superiamo i nostri stessi pregiudizi e la mente si apre a nuovi orizzonti. Non possiamo giudicare nessuno, nemmeno noi stessi. Conoscersi a fondo implica sofferenza ma anche gioia. Si può essere gioiosi anche se ci scopriamo piuttosto mediocri. Ma la mediocrità non è quello che comunemente si pensa…

LA VITA È UN LAMPO

Il tempo fugge e passa la scena di questo mondo.
La vita è davvero un lampo.
Quando spariremo dalla scena spazio-temporale chi si ricorderà più di noi?
Cerchiamo coraggiosamente di essere consapevoli di quello che realmente siamo: egocentrici,egoisti, avidi, ipocriti, indifferenti, anaffettivi, instabili, ciclotimici, depressi, tristi, indolenti, avari, superficiali, impazienti, incostanti, pavidi, increduli, depravati, sospettosi, maligni, invidiosi,vendicativi ecc.
Il male è subdolo e tende spesso a diffondersi e disperdersi nei migliaia di rivoli asciutti della nostra anima inaridita, fino ad inchiodarci nella nostra fissità evolutiva.
Se riusciamo davvero a scoprire quanto marciume c’è in noi, iniziamo a diventare consapevoli che abbiamo sempre più bisogno che il Signore ci ripulisca dal fango del male per risalire verso la vera luce, perché senza il suo aiuto non possiamo fare nulla.
Egli ha vinto le tenebre grazie alla sua passione, morte e risurrezione.

L’INTEREZZA DELLA VITA

Potete essere giovani e belli, oppure ricchi e famosi, ma se non volete comprendere la vita nella sua interezza, tutto è davvero inutile o dannoso.
Chi si fissa nella sua ristretta visione della vita, non ha la voglia di esplorare il mistero dell’esistenza.
Se ne appropria di una piccolissima porzione illudendosi di essere qualcuno, ma dentro c’è il vuoto che spinge la persona a riempirlo negli effimeri piaceri, nelle cose che arrecano sempre più insoddisfazione.
È necessario lasciarci guidare dall’amore per non cadere nella trappola mortale del nichilismo, per cui bisogna essere educati all’amore vero.
Il vero amore illumina i meandri più oscuri della nostra mente ed irradia luce sulle cose, sugli eventi, sulla vita stessa.
È esso che permette di allargare i nostri orizzonti mentali per non rimanere cristallizzati nei pregiudizi e nelle nostre meschinerie.
Puoi essere considerato un grande uomo o un potente, ma se non c’è in te l’amore sei una nullità, una canna vuota scossa dal vento.
Chi comprende seriamente che non ha amore per gli altri, per se stesso o per la vita, si rivolga a Colui che è la fonte dell’Amore, perché è Lui stesso Amore e gliene può dare in abbondanza.
Ma è necessario riconoscere la nostra pochezza ed attendere con pazienza i suoi doni…
Dio ama coloro che lo cercano umilmente…

LA NOSTRA ORA

Normalmente non si sa né il giorno né l’ora in cui il Signore verrà a prenderci.Il malato terminale ha una certa sicurezza che la sua vita terminerà a breve. Chi è sano non può lo stesso essere sicuro di che cosa potrebbe avvenire fra un secondo, fra un’ora, fra un giorno ecc. Siamo sospesi su un pianeta fragile, pieno di pericoli dallo spazio e dal suo interno. Noi stessi viviamo nel continuo rischio per malattie improvvise, incidenti vari ecc. Ecco perché dobbiamo mantenere la fiaccola della fede sempre accesa, nell’attesa della nostra liberazione da questa condizione di fragilità esistenziale. È stoltezza non considerare il fatto che nulla garantisce il nostro futuro in terra, sulla quale viviamo provvisoriamente. Molto spesso i nostri progetti di vita escludono inconsciamente l’ora più importante dell’intero arco della nostra vita : la morte. Essa ci colpisce provvidenzialmente in un momento ” x” che pochi effettivamente conoscono. Ci proiettiamo verso il futuro pensando a quanti anni anni di vita ci restano ed anche se siamo consapevoli che rimane per noi una misteriosa incognita, ci illudiamo e vogliamo vedere davanti a noi ancora tanti anni. E invece quello che ci succede attorno ci indica spesso il contrario: scomparse improvvise o premature dovrebbero additarci l’incertezza della nostra ora. Ora che è ben conosciuta dal Padre, perché da Lui stabilita, ma non da noi, se Egli non lo vuole. Egli ha l’enorme libertà di togliere dalla scena terrena qualsiasi creatura in qualsiasi momento dell’anno del mese, del giorno , dell’ora, del minuto. Nessuno dovrebbe sentirsi particolarmente privilegiato da pensare che la sua ora sarà preceduta da un solenne annuncio: no, l’esperienza ci dice che la morte subentra proprio quando meno ce l’aspettiamo. Molti sono stati colti mentre mangiavano e bevevano, mentre si divertivano, mentre lavoravano o passeggiavano, mentre ridevano o piangevano, mentre leggevano o scrivevano, mentre pregavano o meditavano, mentre dormivano. Alcuni hanno dovuto subire una lunga malattia , intuendo il momento del trapasso finale. Altri sono stati uccisi in guerra, nei duelli, nelle liti, nelle aggressioni, nelle catastrofi e negli incidenti.Qualcuno si è tolto la vita premeditando il momento. Dobbiamo vivere con questa consapevolezza : la nostra ora è realmente sconosciuta da noi. Quando ci addormentiamo dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza ed affrontare il sonno come un allenamento al grande trapasso, dove non si potrà mai dormire, perché non ce ne sarà la necessità. Ma dobbiamo assolutamente capovolgere la nostra mentalità oscurata dal velo dell’abitudine. Dimentichiamo che siamo esseri in evoluzione, proiettati dal divenire verso la dimensione definitiva. Nel breve arco della vita c’é in nuce l’eternità che è in qualche modo presente in ogni istante. Come non provare una specie di capogiro nel pensare alla nostra struttura corporea passata, presente e futura? Un’enorme impalcatura atomica ed infratomica estremamente vitale sorregge la nostra esistenza terrena. Tutta mirabilmente guidata da un principio unificatore, insito nell’anima. Un’impalcatura tra infinite impalcature del pianeta e del cosmo, tutte sorrette da altri principi unificatori che si rifanno all’unico vero Principio Unificatore: Dio. Questa esplorazione della mente ci fa intuire l’incredibile grado di ignoranza in cui viviamo. Ignoranza ed incoscienza. Non conosciamo la vera struttura ontologica del nostro corpo, della mente e dell’anima. Agiamo spesso da perfetti idioti . Non riusciamo a prendere reale coscienza di ogni attimo che viviamo. Siamo in una specie di letargo esistenziale, anche se diciamo di aderire alla fede cristiana. Molte volte abbiamo della presunzione nell’affermare perentoriamente di sapere qualcosa sulla vita e sulla morte. Si pretende di “saperne” già molto, con aria annoiata. Vediamo forme, colori. Proviamo sensazioni, abbiamo percezioni ed emozioni. Ma quando, in un momento di umile considerazione del nostro agire, ci rendiamo conto dell’abissale ignoranza che ci governa, non possiamo far altro che tacere… e tenerci pronti in ogni momento perché non sappiamo né l’ora né il giorno in cui Egli arriverà.