Dio dice di se stesso: “Io sono”

Ciò significa che è Lui il vero Essere che dona l’esistenza a tutto ciò che esiste.

Il termine “io” lo riferiamo anche a noi personalmente. Esso in qualche modo coincide anche con l’autopercezione, anche se in realtà noi percepiamo noi stessi perché esiste in noi un principio di appercezione puro e trascendentale, dimostrabile anche con la stessa logica umana.

In effetti, quando penso a me come soggetto, inconsciamente nego di essere altro da me: Io non sono Tu e Tu non sei me.

La nostra mente cosciente può procedere per negazione dell’oggettività, per arrivare ad intuire qualcosa della nostra soggettività.

Dal momento che percepisco il mio corpo opero una sua oggettivazione…

Quando penso alla mia mente, anche qui procedo per oggettivazione di tutti i suoi contenuti…

Quando penso alla mia auto-coscienza non posso fare a meno del processo di oggettivazione…

In questo modo intuisco che nel più profondo del mio essere c’è un principio non oggettivabile che sfugge ad ogni applicazione della mia logica umana e non è rappresentabile in alcun modo, quindi è trascendente.

Un principio che in qualche modo ci ricorda “l’Io sono” divino, in quanto noi siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio.

 

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