dal Messaggero Veneto del 09/03/03

L’iniziativa è stata annunciata nel convegno organizzato dall’Associazione degli ex giocatori d’azzardo

Una Fondazione antiusura

Il progetto della Caritas per aiutare le persone in difficoltà finanziaria


«Stiamo valutando l’opportunità di far nascere una fondazione antiusura friulana che arricchisca la Consulta nazionale antiusura particolarmente ramificata nel meridione». L’iniziativa annunciata dal vice direttore della Caritas di Udine, Paolo Zenarolla, vuole offrire un aiuto agli usurati friulani alle prese con le difficoltà determinate dalla dipendenza da gioco d’azzardo. La drammatica realtà del mondo dell’usura e delle dipendenze legate al gioco d’azzardo è stata analizzata nella sala consiliare a Campoformido (Ud) nel corso del convegno “Gioco d’azzardo ed usura“.

All’incontro ha partecipato padre Massimo Rastrelli, il presidente della Consulta nazionale antiusura che ha accolto con favore la proposta della Caritas friulana. «Per l’usurato – ha precisato padre Rastrelli – non esiste né Dio né società, né madre né moglie né figlio. Vi è solo un presente di distruzione psicologica e di incapacità affettiva».

Il simposio, organizzato con la collaborazione dell’ Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie (Agita) e dell’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio e dalla Caritas di Udine (Alea ), è stato coordinato da Rolando De Luca, psicoterapeuta e responsabile del centro di terapia di Campoformido, che a partire dal 1995 ha dato vita a gruppi di terapia con giocatori d’azzardo. Attualmente sono sei e coinvolgono tra giocatori e familiari un centinaio di persone.

L’obiettivo è quello di stimolare la richiesta d’intervento del giocatore o di un suo familiare anche attraverso il sito internet www.sosazzardo.it che offre informazioni sul problema risposte in tempo quasi reale.

Dai dati registrati in anni di attività clinica sulle condizioni sociali emerge che il 65 per cento dei giocatori d’azzardo è coniugato, il 45 per cento ha almeno un diploma di scuola superiore, il 51 per cento ha tra i 40 e i 50 anni, mentre il dato che maggiormente si impone è che il 90 per cento dei giocatori d’azzardo è dipendente da tabacco. Solo nel 15 per cento dei casi si tratta di donne, ma la percentuale è destinata ad aumentare.

Le storie raccolte al centro di Campoformido sono state raccontate nel libro di Silvana Mazzocchi “Vite d’azzardo. Storie vere di giocatori estremi”, la cui prefazione è curata dallo stesso De Luca. A testimoniare che la gravità del problema riguarda anche la nostra terra di confine sono giunte le considerazioni del sindaco di Campoformido, Pietro Fontanini, e del senatore della Lega nord, Francesco Moro: «Nella finanziaria – hanno sottolineato – abbiamo bloccato l’introduzione della macchine mangiasoldi all’interno delle sale bingo».

Gianpaolo Izzo
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