Il Partito Umanista aderisce alla manifestazione nazionale del 15 febbraio a Roma, nell‚ambito della Giornata europea di mobilitazione contro la guerra in Iraq.


In tutti i paesi europei dal 60 all 90% della popolazione è contrario a un intervento militare in Iraq, eppure Bush e i suoi alleati- servi, Italia in testa, continuano per la loro strada di isterica violenza. Il fronte a favore della guerra esibisce un concentrato di tutto il peggio dell’umanità: dall‚arroganza imperiale degli Stati Uniti, pronti ad usare le armi nucleari, al patetico servilismo di Berlusconi e Blair, alla frettolosa sottomissione degli ex paesi comunisti, ansiosi di aggregarsi al carro del più forte.

Eppure c’è ancora speranza: la guerra si può fermare, la diplomazia, il dialogo e la non violenza possono sostituire la brutalità delle armi nella risoluzione dei conflitti internazionali.

Provocare un numero incalcolabile di vittime innocenti in nome della supposta lotta al terrorismo giova solo agli interessi dell’apparato militare e dell’industria bellica e petrolifera, senza peraltro risolvere le enormi ingiustizie e i conflitti economici e sociali all’origine della disperata violenza terrorista.

La giornata europea di mobilitazione contro la guerra in Iraq è un’occasione per mostrare la forza di un movimento che corrisponde ormai a una sensibilità diffusa tra la gente, molto più avanzata dei propri governanti, prigionieri della logica primitiva dell’occhio per occhi.


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