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(endecasillabi in quartine a rime alternate)

I coniugi Pier Angelo e Laura
da tempo la prole attendevano,
a Sant’Anna, dalla luminosa aura,
l’intercession divina chiedevano.

Nel mese di aprile così nacque
una bimba dai fulvi capelli
che ai genitori molto piacque,
quei giorni furono i più belli.

Mamma Laura la bimba allattava
con tutta la gioia del proprio cuore,
la notte per servirla si alzava
ma lo faceva con tanto amore.

Anna fu il nome della bambina,
il visetto era assai bello:
quegli occhietti, la testa biondina,
sembravan dipinti con il pennello.

Lasciata in fretta la sua culla
a camminar pian piano imparava,
era sempre allegra la fanciulla
e spesso col suo papà giocava.

Crescendo poi venne l’età scolare,
più cose imparava ogni giorno.
Il piano si dilettava a suonare,
l’ascoltavan pur i nonni attorno.

Il suo portamento elegante
fu dovuto alla classica danza,
di cui era con passion amante:
acquisì agilità e creanza.

Divenne ben presto adolescente
bella come una mitica fata,
assai vispa ed intelligente
per le lingue straniere fu versata.

La gran dolcezza dei lineamenti
attirava lo sguardo incantato,
la bellezza fu nota tra le genti
che l’ammiravano nel vicinato.

Chi mai coglierà questo bel fiore?,
si domandavan i suoi genitori,
così delicata e di buon cuore,
contesa da molti ammiratori.

Ora Anna non è più ragazzina
e la sua vita sta programmando.
Che la saggezza le sia più vicina
a Dio stan i genitor implorando.

Pier Angelo Piai