Il grande filosofo Kierkegaard sosteneva che la condizione della nostra salvezza è di credere che dovunque e ad ogni ora c’è un inizio assoluto…
Gli errori della nostra vita, contrariamente a quello che pensiamo, sono l’humus che innesca il dinamismo dell’amore, perché inducendo ad una maggiore autoconsapevolezza della nostra fragilità e smorzando i nostri pregiudizi, potrebbero sensibilizzare all’ascolto, all’accoglienza e alla solidarietà per il prossimo.
Gesù l’aveva fatto chiaramente capire, riferendosi alla peccatrice pentita:  colui a cui è stato perdonato molto, ama di più….

Cristo non è venuto al mondo per condannare l’uomo, ma per salvarlo. Non è venuto per i giusti, ma per i peccatori.
Dio ci ha creati, ma essendo Onnisciente, Egli non è incapsulato nella nostra dimensione spazio-temporale. E’ sempre oltre e conosce tutto in un eterno presente. Per questo ognuno di noi è conosciuto dall’eternità. In tutto, anche nelle fragilità.

Gesù si è fatto uomo anche per essere solidale nelle nostre fragilità. Egli ci stimola a non scoraggiarci quando abbiamo perso alcune battaglie sulle tentazioni. Non vuole che ci perdiamo, desidera ardentemente  la nostra salvezza. Noi tendiamo allo scoraggiamento perché ci fissiamo sulle colpe passate e ci sembra impossibile che Dio le cancelli completamente dalla nostra vita (limitando così arbitrariamente la sua Onnipotenza).

Invece Lui le cancella con gioia ogni volta che ne prendiamo coscienza e ci ravvediamo desiderosi di camminare con Lui.
Non sappiamo perché soffriamo certe fragilità… però dobbiamo convincerci che esse stesse, in qualche modo misterioso, potrebbero contribuire indirettamente alla nostra salvezza. Innanzitutto uno dei motivi è l’umiltà che ne consegue: quando ci rendiamo conto che con le nostre sole forze non possiamo fare nulla contro il male, allora ci ridimensioniamo e ci avviciniamo alla verità.  Ogni esperienza, anche quella che riteniamo più negativa, ci può essere utile per l’evoluzione spirituale.

Il rischio, però, è lo scoraggiamento derivante dal senso di colpa, più o meno marcato, che potrebbe insidiarsi pericolosamente nel nostro inconscio, disperando della salvezza. Nessun peccato è imperdonabile, solo quello contro lo Spirito Santo, cioè il rifiuto dello stesso perdono….  Al Signore dispiacciono i nostri peccati ma è ancora più dispiaciuto  quando vede che non crediamo al suo assoluto ed incondizionato perdono, anche se fosse il miliardesimo.

Emblematiche sono le parole che Egli ha rivolto al ladrone pentito crocifisso con lui: Oggi stesso tu sarai con me in Paradiso. E’ questa la forza del Cristianesimo: nessuno che crede in Gesù Cristo deve perdere la speranza nella propria salvezza, anche se fosse il peggiore tra gli uomini. Fino all’ultimo secondo della sua vita terrena ha sempre la possibilità di riscattarsi, perché Gesù  ha patito ed è morto per ognuno di noi.

Pier Angelo Piai