La fragilità è davvero un mistero. E’ incredibile l’incoscienza con cui procediamo il nostro cammino terreno. Spesso non c’è ne fede ne coscienza, ed allora si naviga solo alla superficie del nostro essere.

La fragilità quotidiana dovrebbe farci immergere alla ricerca del senso di quello che facciamo e della nostra vita.
Mente, corpo e anima sono impregnati di fragilità.

La terra stessa procede da una fragilissima evoluzione. E’ soggetta a tensioni, fratture, mutamenti. In qualsiasi momento potrebbe essere colpita da un meteorite gigante, uno tra i miliardi che esistono nel sistema solare.

Oppure basterebbe l’esplosione di un corpo celeste o un pianeta relativamente vicini…
Una catastrofe nucleare, una guerra chimica e batteriologica di vaste proporzioni, una gigantesca ed anomala perturbazione atmosferica, un enorme terremoto protrebbero da un momento all’altro annullare le nostre vite.

Un incidente aereo o stradale, un incidente domestico, una malattia, una caduta
e poniamo fine alla vita terrena…
Tutto del nostro corpo è estremamante fragile. Le cellule nascono e muoiono in breve tempo, mentre altre sono pronte a sostituirle.

Il cervello è un continuo laboratorio bio-chimico estremamente complesso: basta qualche neurone sconnesso  alterando lo stato di coscienza e la nostra mente ne soffre.

C’è realmente da stupirsi come pochi terrestri prendano coscienza di questa estrema fragiltà. Anche persone di di una certa età vivono in questa incoscienza, e noi tutti passiamo gran parte della giornata facendo finta di niente, come se si dovesse vivere in salute per l’eternità.

La Creazione è davvero sorretta dagli Angeli. Ognuno di noi è sostenuto dallo Spirito di Dio che decide quando porre termine alle nostre vite.

Una paziente riflessione sulla nostra fragilità ci aiuterebbe ad evitare la nostra superficialità nell’osservare il mondo, gli altri e noi stessi.

Pier Angelo Piai