Ciampi contro la tv spazzatura, la Rai corre ai ripari
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http://www.adusbef.it/consultazione.asp?Id=5359&T=P

CANONE RAI: QUALSIASI AUMENTO,SENZA PROFONDA ESPUNZIONE TV SPAZZATURA DAI PROGRAMMI,SARA’ CONTRASTATO DAVANTI AL TAR.

Paventato aumento del canone Rai ,che rischia di costare fino a 10 euro
pro-capite se legato- come è stato affermato dal ministro Gentiloni- al
recupero dell’inflazione, sarà contrastato in tutte le sedi da Adusbef
e Federconsumatori,compreso il ricorso al Tar del Lazio.

L’aumento del canone Rai non trova alcuna giustificazione plausibile
nell’offerta di un servizio pubblico,che sceglie programmi sempre più
degradati,indice di un profondo decadimento culturale, addirittura
diseducativo per i giovani,con l’unica finalità di inseguire il
feticcio dell’audience.
Il Consiglio di amministrazione della Rai, cominci a porsi il problema
serio di un TV pubblica decadente, espungendo dai palinsesti quei
programmi di TV spazzatura indegna di un servizio pubblico; affronti il
problema della pubblicità occulta e/o ingannevole, che continua a
trovare buona ospitalità nei programmi (basta cliccare Rai nel sito
Antitrust per rendersi conto di centinaia di pronunce di pubblicità
sconvenienti condannate), prevenendo fenomeni diffusi di product
placement, che monitorati nel 2004,in soli 10 mesi, aveva raggiunto la
somma di 81 milioni di euro.

Adusbef e Federconsumatori, dicono poi basta allo stillicidio di
rincari quotidianamente annunciati,dalle tariffe ferroviarie, al canone
Rai, dalle tariffe RC Auto,autostradali, ai bolli auto, ai servizi
bancari, alle tariffe aeree,di luce,gas,nettezza urbana,ecc.,quando i
cosiddetti strapagati manager come l’ing. Cimoli, oltre a produrre
danni evidenti alle aziende pubbliche mal gestite, riescono ad avere
come premio (l’ing. Catania) una buona uscita da 7 milioni di
euro,invece di essere citato per danni, in Tribunale e/o alla Corte dei
Conti.

Adusbef – Federconsumatori

Roma,27.10.2006