dal Messaggero Veneto del 03/02/03

I vari livelli della memoria


Egregio professore, è chiaro che normalmente non siamo in grado di servirci del tutto della nostra memoria. Tutti ricordano alcuni fatti significativi, ma succede quasi sempre che il più delle cose vadano dimenticate. Come mai non siamo in grado di ricordare tutto? Teoricamente mi sembra possibile, in pratica vediamo tutti che non è così.

Franca Spangaro – Udine


Cominciamo con i processi fondamentali della memoria, che sono l’acquisizione, la ritenzione (o “immagazzinamento”) e il recupero: se uno solo dei tre salta, va da sé che non è possibile ricordare nulla. La memoria, poi, non è una funzione omogenea; può per esempio servirsi di sensazioni, di immagini mentali o di concetti verbalizzabili, a seconda che sia di tipo imitativo, iconico (legato a immagini) o semantico (legato a significati), tanto per complicare le cose.

Esistono anche, è ovvio, livelli di memoria, identificabili per la durata della “traccia”: riguardano precisamente la memoria sensoriale, quella a breve termine, quella a lungo termine e quella permanente. La prima corrisponde alla capacità di ricevere un “segnale” che, quindi, entra nel sistema; la seconda, che si basa su questo primo effetto di acquisizione e di registrazione, si presenta come un meccanismo di ridotta capienza e di breve durata; la terza costituisce il risultato di una ritenzione stabile di ciò che è passato attraverso i primi due stadi, materiale che, per motivi simili, nella quarta diventa di assimilazione definitiva e permanente. Sul perché ricordiamo qualcosa e non tutto, il discorso (peraltro lunghissimo) può ridursi a due parole: individualità e significatività personale.
————————————————————————