Là dove è il tuo cuore c’è il tuo tesoro

Ettore era un uomo notoriamente vizioso ed arrogante. Si rendeva antipatico. Litigava con tutti per qualsiasi pretesto. Persino i suoi due figli adolescenti cercavano di scansarlo.

Solo la moglie Rita riusciva a sopportarlo. Sperava sempre in un suo cambiamento perché conosceva la sua infanzia sfortunata : i suoi genitori morirono quando era ancora infante.

Rita, un giorno, si recò dal saggio Elia per esporgli il suo tormento. Elia cercò di consolarla e le promise che sarebbe venuto a trovarla il più presto possibile.

Qualche settimana dopo il saggio bussò alla sua porta. Venne ad aprire proprio Ettore che lo guardò con un certo disprezzo pensando fosse un mendicante ad elemosonare.
– Non ti chiedo l’elemosina. Vorrei solo segnalarti qualcosa… – gli disse con tono mesto Elia.
– Chi sei? Cosa dovresti segnalarmi? – gli rispose Ettore un po’ incuriosito.
– So che hai un prezioso tesoro e vorrei aiutarti a trovarlo.
Ettore, pensando fosse un povero mentecatto, voleva cacciarlo via. La moglie, facendo la gnorri, gli suggerì:
– E se fosse vero? Sentiamo cosa ci deve dire…

Dopo alcune insistenze di Rita, Ettore decise di farlo entrare.
Elia chiese di poter vedere il giardino. Appena giunto, in silenzio indicava un punto del suolo col dito.
– Scava! – lo esortava la moglie.
– Siete impazziti? – replicò Ettore. Ma Rita insisteva.
Ettore prese un badile e cominciò mugugnando a scavare. Ad un certo punto si imbatté contro qualcosa di duro. Guardò meglio: era un osso. Continuò a scavare più cautamente e pian piano emerse uno scheletro umano, a prima vista molto antico.
Ettore era sbigottito e non sapeva cosa dire.
– Ma…che razza di tesoro è mai questo? – chiese al saggio.
– Pensaci! – gli rispose pacatamente Elia, il quale dopo un po’ se ne andò.

Ettore e Rita avvisarono le forze dell’ordine e dopo alcuni accertamenti scientifici si scoprì che esso aparteneva ad un cavaliere dell’alto medioevo. Fu poi posto in un’urna del locale museo. Moltissimi visitatori accorrevano anche da lontano per vederlo ed anche Ettore si recava spesso al museo, fiero del ritrovamento.

Passarono i giorni e la moglie si accorgeva che Ettore stava realmente cambiando. Non litigava più, non frequentava più l’osteria per ubriacarsi e cercava di donare il suo tempo ed il suo affetto anche ai figli.
Rita si recò da Elia per ringraziarlo ma anche per chiedergli spiegazioni.

Elia le spiegò ciò che ella già intuiva: Ettore, recandosi quasi giornalmente a visitare lo scheletro al museo, aveva modo di riflettere sul destino del nostro corpo materiale. Il tesoro consisteva nella presa di coscienza della fugacità della vita, cosa a cui Ettore pensava molto poco prima del ritrovamento.

Un tesoro che aveva davvero cambiato l’anima di Ettore e regalato l’armonia familiare.


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I genitori moderni


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