22 Maggio 2001

Virtù

“La santità non é un semplice privilegio di pochi: tutti dobbiamo diventare santi”, affermava madre Teresa di Calcutta. “Santo” significa appartenere al Signore sotto tutti i punti di vista. I santi si sono purificati nella sofferenza e nella lotta contro il proprio egoismo ed orgoglio. Ora possono godere della loro beatitudine perché hanno uno sguardo talmente puro, immerso nell’amore di Dio, che nulla li può turbare. Nulla. Nemmeno la grandezza e lo splendore superiori che scorgono negli altri. Essi non sono contagiati dal vuoto e superficiale clamore umano. Hanno la capacità di ammirare e di stupirsi delle virtù degli altri perché sanno bene che é lo stesso Dio che opera in forme diverse in tutti. Tutto in tutti, perché Egli si é donato a tutti ,quasi “scomparendo” dalla scena attraverso l’Incarnazione, la morte e la Risurrezione.

Dovremmo anche noi lasciarci plasmare dallo Spirito docilmente, come i Santi che hanno sempre agito in stretta unione con il Figlio nel Padre.
Vieni o Santo Spirito, trasformaci, rendici puri, miti, misericordiosi, operatori di pace, gioiosi, forti nelle tribolazioni, attivi nella carità, ferventi nella preghiera!

L’uomo virtuoso non é colui che fa del bene occasionalmente (poiché la generosità naturale spinge spinge a questo sufficientemente), ma colui che fa delle occasioni una continua fedeltà.(J.Guitton)

La virtù che ha nome umiltà é radicata nel fondo della deità.(Eckhart)

Un santo triste é un un tristo santo.(S.Teresa D’Avila)

La domenica si ottiene il permesso non di divertirsi tutta la settimana, come il bambino, ma di non pensare più a Dio per tutta la settimana…(Kierkegaard)

Per prima cosa abbandona la cattiva tendenza a provare inquietudine per la prosperità degli altri e a desiderare la loro rovina. Sii felice quando gli altri sono felici. Sii comprensivo verso coloro che si trovano nelle avversità e augura loro fortuna. Questo è il punto d’arrivo di chi coltiva l’amore di Dio.(Sai Baba)

La vera umiltà consiste nello stimare gli altri più di se stessi, nell’osservare negli altri ciò che possiedono, e in noi ciò che ci manca. Mentre ognuno pretende di insegnare al vicino, l’umiltà è un’attitudine a lasciare che ci sia insegnato.(L.Lavelle)

Agire secondo virtù non è che conservare il proprio essere secondo la guida della ragione.(…)

Noi non godiamo della beatitudine perchè reprimiamo le nostre passioni, ma al contrario possiamo contenere le passioni perchè godiamo della beatitudine(Spinoza)

La virtù non viene solitaria in un palazzo, ma ha certamente dei vicini(Massima cinese)

I buoni e i grandi cercano il bene nel male, i tristi e i mediocri soltanto il male nel bene.(N.Tommaseo)

Avere dei vizi significa dipendere da qualcuno: questo dovrebbe bastare a farci virtuosi.(Groc)

A mio parere un uomo solo, se è saggio, può valere infiniti uomini.(Eraclito)

Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare. Dio gli disse: Perché hai domandato questa cosa e non hai domandato per te né una lunga vita, né la ricchezza, né la morte dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, io faccio come tu hai detto. Ecco, ti concedo un cuore saggio e intelligente: come te non ci fu alcuno prima di te né sorgerà dopo di te.(1 Re 3,10-12)

Agisci come se la norma della tua azione potesse diventare per forza della tua volontà legge universale della natura.(Kant)

Nella vivente persona umana della Vergine Madre del Cristo vi sono tutta la povertà e la sapienza di tutti i santi. Tutto è venuto attraverso lei e si trova in lei. La santità di tutti i santi è una partecipazione alla sua santità, perché nell’ordine da Lui stabilito Dio vuole che tutte le grazie vengano agli uomini attraverso Maria. (T.Merton)


Fare ciò che altri non riescono a fare è talento. Fare ciò che il talento non riesce a fare è genialità.(N.I.)


Il corraggio non e’ l’audacia ; anzi e’ raro che un ‘uomo veramente coraggioso , sia nello stesso tempo audace (Alessandro Dumas padre)

Se possiedi i meriti piu’ grandi , se sei dotato dei maggiori talenti , se hai compiuto le opere piu’ difficili e piu’ utili, ma sei modesto, non vedrai mai ricompensato il tuo lavoro(Max Nordau)

Un solo precetto morale puo’ tenere uniti tutti gli altri ,ed e’ questo :Non fare o dire mai nulla che non vorresti fosse visto o udito dalla gente .(Jean Jacques Rousseau)

Mia cara figliuola, io non ti giudicherò con severità perché tu hai cercato di essere indulgente con gli altri. Astienti sempre dal giudicare. Io solo conosco le intenzioni e le sofferenze di ciascuno. (Gesù a Suor M.della Trinità)
La buona talvolta e’ il primo vincolo della buona societa'(Vauvenargus)

Voi uomini quando fate un’opera bella desiderate che essa colpisca i vostri sensi e che se ne conosca l’autore. Dio non agisce in tal modo. Basta che l’opera sia e che diffonda i suoi benefici effetti, non è necessario che la si senta e la si veda. Il sigillo di un’opera che viene da Dio è la sua perfezione. Se voi mi amate, se desiderate la mia gloria, conservate intatta, perfetta in voi l’opera della mia grazia. (Gesù a Suor M.della Trinità)

E’ con la vostra dolcezza che voi guadagnerete le anime. Che la vostra dolcezza le porti a me; poi lasciatemi fare. I mansueti possederanno la terra. (Gesù a Suor M.della Trinità)


Non meravigliarti se talvolta non incontri abbastanza bontà negli altri; anche in te non vi è abbastanza bontà….(Gesù a Suor M.E. della Trinità)


Si consola della sua macanza di successo con la purezza. (Elias Canetti)


La lode dev’essere usata per riconoscere quello che non si è. (Elias Canetti)


La virtù affascina, ma c’è sempre in noi la speranza di corromperla.(Leo Longanesi)

La strada per cui cammini è buona e sicura. Vedi tutte quelle penitenze? Ebbene, io preferisco la tua obbedienza. (Gesù a S.Teresa d’Avila)

E’ necessario vegliare e pregare poiché, nelle illusioni che si insinuano a vostra insaputa, la natura cerca dei compromessi a ciò che io chiedo. Ecco perché mi rallegro ogni qualvolta vedo un cuore che si apre e sottopone il proprio pensiero, il meglio stesso del proprio pensiero, a coloro che vi offro come guida. (Gesù a Suor Maria della Trinità)

La virtù non consiste nell’operare egregiamente, ma con coscienza; la sua grandezza non si esercita nelle grandi cose, ma nelle mediocri.(Montaigne)

Per poter essere sempre buoni, bisogna che gli altri credano di non poter essere mai impunemente cattivi con noi.(La Rochefoucauld)

Dio ama tre classi di uomini: coloro che non si adirano; coloro che non cedono la propria libertà; coloro che non serbano rancore. (Talmud)

Essere buono non vuol dire non far male ad alcuno, ma significa fare tutto il bene che si può e sempre che si può.(Mantegazza)

Una buona regola di vita è avere sempre il cuore un po’ più tenero della testa.(J.Graham)

Tutto il male che facciamo non ci attira tante persecuzioni e odi quanto le nostre buone qualità.(La Rochefoucauld)

Le prime azioni virtuose sono sempre le più difficili. (J.Rousseau)

Lo stolto che riconosce la sua stoltezza è saggio almeno fino a tal punto.(Budda)

La nobiltà si eredita ma la virtù si acquista e la virtù sola vale per se stessa ciò che il sangue non può valere.(Cervantes)

E’ necessario che si possa dire di uno, non già: E’ un matematico”, oppure: “E’ un predicatore”, oppure: “E’ eloquente”, ma: E’ un uomo onesto”. Questa è l’unica qualità universale che mi piace. Se, vedendo un uomo, ci si ricorda del suo libro, è cattivo segno; vorrei che non ci accorgessimo di nessuna sua qualità se non per caso e all’occasione propizia, per timore che una qualità possa prendere il sopravvento e lo faccia battezzare con quell’attributo..(B.Pascal)

Ragionevole é non l’uomo inerte e insensibile a causa di un effetto della natura o dell’esercizio, ma colui che, avendo una vita più solida e passioni più ardenti, cerca in esse lo slancio che lo sollevi, la materia che lo
comandi, la potenza di espansione che lo manifesti e che lo esprima. (Lavelle)
La saggezza é in modo indivisibile una virtù dell’intelligenza e una virtù della volontà.(Lavelle)


La misura permette di tenere in pugno gli estremi, invece di sfuggire loro o di cedervi. Infatti essa ha bisogno degli estremi e li porta per così dire in sé, invece di respingerli o di abolirli…Chi consemisura, misura tutti gli abissi dell’essere senza provare vertigine. (Lavelle)