L’OVERDOSE TELEMATICA OGGI E LA FORMAZIONE DELLA PERSONA


Quasi tutti ormai siamo consapevoli dell’enorme importanza che i mezzi telematici stanno raggiungendo in moltissimi settori della vita sociale ed umana.
Essi danno una inconscia sensazione di “onnipotenza”: la comunicazione sta diventando sempre più interattiva e bidirezionale, abbiamo a disposizione una mole di dati ed informazioni inimmaginabile sino a qualche decennio fa, mentre i mezzi telematici si stanno integrando sempre di più riducendo tempo e spazio.
Coloro che hanno superato i cinquanta anni di età (come il sottoscritto) stanno vivendo un’era di grossi mutamenti rispetto al periodo della loro giovinezza.
Ma i giovanissimi sono nati in questo contesto: la facilità con cui apprendono la gestione degli strumenti telematici è, in un certo senso, già inscritta nel loro DNA.
A questo proposito è giusto segnalare un grosso pericolo a cui vanno incontro le ultimissime generazioni , di conseguenza anche la nostra: molta informazione e comunicazione non significa necessariamente “corretta e adeguata formazione”. Sembra l’uovo di Colombo. Ma personalmente ho il sospetto che l’eccesso di informazioni, in sè molto positiva, rischia paradossalmente anche di facilitare una certa pigrizia culturale, a scapito dell’approfondimento. Così può subentrare un certo analfabetismo di ritorno, molto più diffuso di quello che non si pensi. Ne risente in questo modo la forma dei contenuti comunicativi : l’esperienza ci insegna che quando la comunicazione non è supportata da una seria preparazione culturale può più facilmente scadere nell’ambiguità interpretativa.
Grazie anche ai mezzi telematici l’umanità intera si sta “cerebralizzando” per diventare davvero un unico organismo. Ma l’individuo che autonomia e che spazio ha in questa super-organizzazione?
Ciò che temo è che l’abbondanza di mezzi telematici comporti una scarsa disponibilità all’approfondimento personale.
Si rischia di delegare solo ad alcuni il senso critico, mentre la massa si priva di una certa preparazione di base umanistica e filosofica.
Il trionfo della mediocrità è alle porte, impera la cultura del “copia-incolla”, si naviga sull’onda del “pressapochismo”.
Scrutando il comportamento di molti studenti ed adulti, ho notato che tanti non conoscono il pensiero di uomini illustri del passato, trascurano quasi completamente la Sacra Scrittura , non apprezzano la grande poesia, i capolavori letterari, l’arte e la vera musica, portatrici di tanti valori che arricchiscono l’animo.
Riguardo a molti giovani, ci si trova di fronte a dei geni informatici che sanno destreggiarsi in modo eccellente tra tanti mezzi telematici (cellulari, computers ed internet), ma che conoscono ben poco l’animo umano perchè non ne sanno cogliere appieno le più sottili vibrazioni. La mentalità utilitaristica dilaga in tutti i campi dello scibile umano: il messaggio che viene dato incosciamente è quello dell’efficienza produttiva in modo assolutamente prioritario. Si deve imparare solo le cose necessarie per essere protagonisti nel mondo della competitività!
E il semplice ed esclusivo piacere relativo alla cultura? Ci sarà ancora spazio per affinare la propria sensibilità verso il veramente bello e buono? Esisterà ancora l’interiorità?
Dipenderà da come sapremo gestire questi utilissimi mezzi telematici? O dal senso senso che daremo alla nostra vita?
L’informazione non è necessariamente coniugata con la formazione.