Devo parlare sulla saggezza pur sapendo perfettamente che non sono un saggio. E’ compito arduo e gravoso che mi confonde.
Quando sono saggio?
Io so che il vero saggio è stato Gesù Cristo, ma come fare perché tutti capiscono? Devo sempre “girare il discorso” per non apparire “clericale”. Sì, perché se dico realmente come penso, sembro uno che si accinge a propinare un sermone e pochi ascolterebbero.

Ci sono ragioni fondate. Ragioni dialettiche, esistenziali, teologiche, antropologiche. Sotto ogni punto di vista devo per forza cadere lì: Gesù Cristo è il vero saggio, perché Lui ci ha amati fino alla follia della croce. Un saggio sa essere anche folle. Ma la saggezza si rapporta a Dio, principio e fonte di ogni saggezza; Il “Logos”, la ragione fondante dell’Universo, si è incarnato in Lui. Lui era ed è il “Logos”, senza ulteriori giri di parole.

Io divento saggio se Lui mi fa diventare saggio, altrimenti non sarei nulla. SENZA DI ME NON POTETE FARE NULLA. E chi può contestare una simile affermazione? Lui ha detto la verità, la quale per chi dubita potrebbe sembrare presunzione. Ma Lui doveva dire le cose come stanno, con estrema chiarezza. Non poteva nascondersi dietro false umiltà, altrimenti non sarebbe stato di natura divina. La sua umanità è intimamente correlata con la natura divina.
La saggezza di Gesù si traduce in quello che ha detto e fatto.

Pier Angelo Piai