Quando Claudio era bambino tutto aveva una dimensione particolare.
Le piante che ammirava spesso gli apparivano gigantesche e cariche di misteri.
Ascoltava il canto degli uccelli, osservava le fronde degli alberi e le foglie mosse dal vento, guardava le cortecce degli alberi e si immaginava nel loro interno l’esistenza di microcosmi pullulanti di vite misteriose.

Claudio intuiva che tutto l’Univerpso era sorretto dal Creatore, non poteva immaginare nulla di casuale.
Il suo sguardo era proprio attento a tutto: alle ombre ed alle luci, alla vita sui tetti, ai passeri che saltellavano in cerca di cibo, ai profumi della primavera, all’erba ricca di formiche e d’insetti intraprendenti, al vento, alle gocce di pioggia, alla rugiada, alle stagioni con le loro caratteristiche, al dinamismo del sole,

Lo sguardo di quand’era bambino era straordinariamente ricettivo perché puro.
Claudio si meravigliava per ogni cosa ed il suo stupore si estendeva anche per le sensazioni che provava in varie situazioni:  il calore del sole, il gelo e il freddo, l’umidità, le voci vicine e lontane, il mare, l’acqua, la folla..

Da bimbo Claudio aveva una grande fiducia nel Signore e nell’angelo custode.
Intuiva che Maria era la sua madre spirituale…

Quand’era bambino ogni prospettiva era diversa ed il creato si manifestava con migliaia di volti..
Succede che si è più intuitivi da bambini.

L’adulto difficilmente può apprezzare questa intuizione, perché il suo animo è inquinato da altri condizionamenti.
Aveva proprio ragione il Signore: chi non è come un bambino non entra nel regno dei Cieli.

Pier Angelo Piai