fa08 picture

Nel lontano 1932 così si leggeva sull “ALPINO” il giornale dell’Associazione :

“Il 22 agosto, con largo intervento di scarponi della zona, è stato sollenemente inaugurato il gagliardetto del gruppo Di Faedis offerto con squisito gesto di italianità dalla famiglia De Gasperi che ha dato alla Patri in armi tutti i suoi cinque figli, tre dei quali sono caduti da eroi sulle trincee dell’Alpe.
Il Comandante della sezione di Cividale dott. Mulloni tenne il discorso ufficiale esaltando le virtù guerriere della stirpe.

Applauditi discorsi tennero il capogruppo di Faedis dott. Giuseppe Pelizzo, la madrina del gagliardetto sig.ra Ida Pascoletti, il Podestà e il popolarissimo Pré Antoni.
Rancio ottimamente servito alla ‘Spiga d’Oro’, canti giocondi, suoni di fanfare e di fisarmoniche, tutto un ben di Dio, insomma.
Il Podestà di Faedis, ottimamente interpretando i bisogni di quella massa di saldi montanari convenuti da tanti paesi lontani sotto un sole tropicale, invitò ad assaggiare il vino bianco (il famoso vino bianco di Faedis) e l’offerta venne accolta con il più vivo entusiasmo”.

Dopo l’inevitabile sospensione causata dall’ultima guerra, il 10 maggio 1953 il gruppo fu ricostituito sotto la direzione del capogruppo Grando Giuseppe.
Allora , con i suoi cento iscritti, era in testa a tutti i gruppi della sezione cividalese.
Molte le autorità presenti per tale avvenimento, ci fu la benedizione del gagliardetto, madrina è stata la signora Anna Toffoletti, vedova e madre di caduti in guerra e lei stessa ferita.

Dal lontano 1953 alla guida del gruppo si susseguirono: Simonitti Emilio, Fioritto Paride, Cedermaz Gianni, Pertossi Valter, Marcarini Ivan e l’atuale capogruppo Cavallo Giuseppe.
Non possiamo dimenticare Zani Francesco “Checo”, è stato il perno di questa associazione dalla rifondazione fino a quando è “andato avanti”.

Sono passati 70 anni dalla costituzione di questa associazione, dalle sole adunate nazionali che si facevano nei primi anni, siamo arrivati ai vari impegni ove il gruppo è stato protagonista.
Le attività sono conosciute e si sono particolarmente moltiplicate dopo il terremoto del ’76. E’ nata la protezione civile ed il volontariato ha cominciato ad essere conosciuto e messo in pratica.

La comunità ci guarda con un occhio di riguardo, e noi cercheremo in tutti i modi di continuare – anche di fronte a chi vorrebbe smantellare questa alpinità – continuare con quello spirito che ha animato generazioni e generazioni di alpini.

Bepi