fa07 picture

S. Luigi Scrosoppi, ha fondato l’ordine delle suore della Provvidenza, che ha la casa madre a pochi chilometri da qui, ad Orzano. Queste suore hanno, fra l’altro, la regola di aiutare i più bisognosi.

Il Burulì non è un gioco costruito per i bambini, nemmeno un personaggio dei cartoni animati del Libro della Giungla. Il Burulì è una malattia crudele, perché colpisce i bambini e i giovani che hanno solo la sfortuna di essere nati in un paese povero troppo lontano.

Questa malattia, è la terza per gravità, da quelle provocate da micobatteriosi, dopo la tubercolosi e la lebbra. Questa malattia si sviluppa soprattutto nella Costa D’Avorio, ed è là che le suore della Provvidenza, del nostro S. Luigi, svolgono la loro missione umanitaria, prendendosi amorevolmente cura dei malati, somministrando loro gli antibiotici e purificando le piaghe, cambiando le medicazioni ogni giorno. E’ questa azione costante ed amore gratuito, di mesi, anni, che permette all’infermo di guarire, ma non del tutto. La cicatrice rimasta è talmente estesa e profonda che il paziente ha bisogno anche di un intervento chirurgico di ricostruzione cutanea. In Costa d’Avorio però i medicinali si pagano, così come tutte le prestazioni mediche e la chirurgia plastica è una possibilità solo per pochi danarosi.

Per curare ogni malato c’è bisogno di circa 186 Euro al mese per un anno. Una cifra non indifferente per una famiglia/persona, ma se 10 famiglie o persone si prendono l’onere e l’onore di offrire 15.50 Euro al mese per un anno, una persona può continuare a sperare di vivere.

In questa parrocchia, da circa un anno, sono nati quattro gruppi che seguono a distanza, altrettanti bambini. Due sono già guariti, ma subito sono stati rimpiazzati. Per questo, all’ultima domenica del mese, chiediamo il rinnovo delle quote e cerchiamo nuove adesioni al progetto, perché possano continuare la loro missione caritatevole aiutando chi ne ha veramente bisogno e soffre.

Per informazioni: fam. POLO v. Tarcento 1
Tel. 0432/728711

 

 

Per un approfondimento cliccare :

Il morbo di Buruli