La tribolazione ti distacca dai desideri della terra e ti stimola ad affrettarti verso i beni eterni.

I BENEFICI DEL DOLORE

Se non sarai provato dalla tribolazione sarai tentato di scambiare questo esilio per la tua patria. Per questo il Signore rende aspra la tua via perché tu non trovi gusto a fermarti per strada, dimenticando quello che devi desiderare nella patria.
Dio è padre e se ti prova è solo perché tu sia in grado di possedere l’eredità eterna .

Il dolore non è il tuo fine ultimo. Il tuo fine ultimo è la felicità. Il dolore ti conduce per mano alla soglia della vita eterna. Nelle fatiche e nei patimenti non dimenticare mai che hai un gran premio in paradiso.

Sorretta da questa certezza, pur in mezzo alle prove, la tua anima sia come un usignolo che canta su un cespuglio di spine. Il dolore ha una forza emendatnce. Ti fa più buono, più compassionevole, ti richiama in te stesso, ti persuade che la tua vita non è un divertimento, ma un dovere. Il dolore ti induce alla riflessione. Se non sarai passato dalla scuola del dolore, sarai come un analfabeta davanti al libro della vita.

Per comprendere la sofferenza degli altri devi prima aver sofferto tu. La sofferenza ti fa leggere nel cuore del tuo prossimo e ti insegna quanta angoscia c’è in un gemito, quanto dolore in una lacrima.

Gli angeli una cosa sola ti invidiano: di non poter soffrire per Dio. Solo il dolore ti permette di dire con certezza: mio Dio, io ti amo!
La vita è un crogiolo dove si formano le anime per il cielo. Quando tu vuoi fermarti quaggiù, Dio dà un cenno, e le fiamme del dolore si accendono sotto i tuoi piedi per forzarti ad incamminarti.

Nell’avversità custodisci meglio i doni che facilmente perderesti nella prosperità. Diventi saggio nella pena, dopo essere stato stolto nella colpa. Nel dolore apri quegli occhi che tenevi chiusi nei piaceri. La tribolazione conduce sovente al timor di Dio coloro che la prosperità aveva reso superbi e audaci. Quando sei nel pieno delle forze ti pare di conquistare il mondo; ma quando sei nella prova tocchi con mano quanto è labile e misera la vita dell ‘uomo.

Quanti attraverso il dolore sono giunti alla fede! Il dono più prezioso che Dio ha posto tra gli artigli sanguinosi del dolore è un fascio di luce.
Il dolore è stato creato per supplire le debolezze dell’amore. Si diviene migliori soffrendo. Il dolore è il più grande artefice della perfezione delle anime. Il vero gioielliere dell’amore è il dolore.

La sofferenza, accolta con rassegnazione ai voleri di Dio, purifica l’anima e la rende degna di presentarsi davanti a lui. La sofferenza educa lo spirito), espia il peccato, prova i servi di Dio, è strumento di redenzione. Oh, di quale utilità e profitto è la sofferenza accettata per amore di Dio! Anche le piccole sofferenze, prese e abbracciate con amore, piacciono molto al Signore, e poiché tali occasioni si presentano a ogni momento, è un gran mezzo per arricchire spiritualmente il saper farne buon uso.

Dio sovente ti lascia la malattia del corpo per guarire quella dell’anima. L’accettazione della malattia dalle mani di Dio vale più di ogni altra devozione.
É una grazia essere liberato dalle pene, ma può essere una grazia ancora più grande ottenere da Dio la forza e la pazienza di soffrire finché a lui piacerà. Beato te, se soffrirai con questo abbandono!

Se il granello di frumento non muore, non può dare frutti . E tu, forse pretendi il miracolo di produrre frutti
senza morire? Se ti pare di essere buono a nulla, offri almeno a Dio le tue sofferenze.
Con la sofferenza lo Spirito purifica la tua anima per disporla a una maggiore intimità e unione con Dio. «E’ a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno vicino» (Gdt8,27).
Quando Dio irrompe nella tua vita, con prove interiori ed esteriori, ti fa una delle sue grazie più grandi, indice dei suoi disegni di amore e di santità. Se Dio ti chiede tanto sacrificio è perché vuoI donarti molto.

La sofferenza è necessaria perché si compia nella tua anima l’opera di Dio. Dio ha un desiderio immenso di arricchirti di grazie, non essere tu a fissarne la misura.
La sofferenza, in una forma o in un’altra, ti accompagna per tutta la vita. Beato te, se ne comprenderai il valore e ne farai tesoro per l’eternità. Seminerai con fatica in terra e raccoglie rai con gioia in cielo.

Oh, di quali meriti per l’eternità è fonte la sofferenza! Il soffrire passa, ma l’aver sofferto dura sempre.
Un giorno vedrai quanto ti furono utili le persone che ti hanno fatto soffrire.
Gioverà molto al tuo spirito chiedere a Dio, più che la liberazione dai tuoi mali, la forza di soffrire coraggiosamente per suo amore tutto quello che egli vorrà e per tutto il tempo che gli piacerà.

Questa preghiera sarà dura alla tua natura, ma gradita a Dio.
Non diffidare della tua capacità di soffrire. La spugna che è nel fondo del mare, dopo essere inzuppata di acqua, è incapace di riceverne dell’altra. Non così il cuore dell’uomo. Egli possiede con l’aiuto di Dio, una capacità infinita di soffrire e di amare.

(Francesco Bersini)