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DOMENICO PECILE 1852-1924

“Domenico Pecile fu uno dei rappresentanti di maggior rilievo sia per i ruoli istituzionali che assunse all’interno degli organismi rappresentativi degli interessi agrari, sia per la cospicua produzione pubblicistica costituita da circa duecento articoli, saggi e opuscoli. “

Secondo dei tre figli di Gabriele Luigi, Domenico nacque a Udine e si laureò in chimica a Torino, dove l’aveva portato un suo professore, allora in grande auge.

Nelle pagine di questo volume lo troviamo nel 1876 a Monaco di Baviera per seguire i corsi di chimica applicata all’agricoltura, che continuò poi al centro di sperimentazione dell’Università di Heidelberg, nel 1877.

Dopo alcuni viaggi in Ungheria e in Francia, cominciò la sua carriera dì insegnante a Catania: smise subito per una malattia agli occhi che cambiò la sua vita.

Nel 1887 si fa carico delle proprietà terriere paterne a San Giorgio della Richinvelda: preso dalla coscienza di una specie di dovere verso la miseria di quella gente, introdusse nuove colture foraggere, costruì nuove case coloniche e spazi per l’allevamento dei bachi, rinnovò i vigneti e i sistemi di vinificazione.

A contatto quotidiano con i suoi coloni, si preoccupò della loro istruzione, collaborando con scritti di argomento tecnico agricolo al Bollettino dell’Associazione Agraria Friulana.

A lui si deve la creazione, nei 1902, della fabbrica di Perfosfati di Portogruaro e l’impianto di uno zuccherificio a San Vito al Tagliamento, senza trascurare la promozione del Comitato Acquisti (il primo in Italia) e delle cooperative e casse rurali.

Dal novembre 1904 al 1920 fu ininterrottamente sindaco di Udine: a lui si devono l’ambulatorio antitubercolare, la costruzione di case popolari, il miglioramento dell’ospedale contumaciale, dell’asilo notturno, di un rifugio per bambini abbandonati, la riparazione di molte vecchie case, il potenziamento dell’acquedotto, l’istituzione del giardino d’infanzia e della scuola popolare d’Arte e Mestieri (oggi è il Malignani).

Restaurò il castello di Udine con la sistemazione del museo civico e delle gallerie d’arte.

Sandro Shultz